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Tiziana Magro La comunicazione autentica. E molto difficile dire che cosa sia la comunicazione. Pensate a quanti diversi fenomeni ricadono sotto lo.

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Presentazione sul tema: "Tiziana Magro La comunicazione autentica. E molto difficile dire che cosa sia la comunicazione. Pensate a quanti diversi fenomeni ricadono sotto lo."— Transcript della presentazione:

1 Tiziana Magro La comunicazione autentica

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3 E molto difficile dire che cosa sia la comunicazione. Pensate a quanti diversi fenomeni ricadono sotto lo stesso nome. Per questo è stato impossibile accordarsi sul dare una sola definizione di comunicazione. Un cane che scodinzola Un libro Una persona che parla Un semaforo che si accende Lespressione del volto Il colore di un fiore

4 Comunicazione, dal latino comunico, significa condivisione. Va intesa come un atto sociale e reciproco di partecipazione, atto mediato dall'uso di simboli significativi tra individui e gruppi diversi. Comunicazione come relazione, interazione, mettere in comune, comprensione. Comunicazione come trasmissione, passaggio di informazioni, idee, atteggiamenti, stati danimo, intenzioni, ecc.

5 Non si può non comunicare Ogni comportamento è comunicazione. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed uno di relazione L'aspetto di relazione classifica l'aspetto di contenuto. Si comunica a livello verbale para-verbale e non-verbale Laspetto di contenuto è rappresentato principalmente dal livello verbale. Laspetto di relazione è veicolato principalmente dai livelli para verbali e non verbali.

6 PROCESSO COMUNICATIVO Emittente Ricevente Ma cè di più.

7 area del canale E messaggio R contesto della comunicazione codificadecodifica codice Emittente chi/cosa comunica il messaggioRicevente chi riceve il messaggio Messaggio il contenuto di ciò che si comunica. Può essere una informazione, un dato, una notizia o più semplicemente una sensazione Canale può essere sia il mezzo tecnico esterno al soggetto con cui il messaggio arriva (telefono, fax, posta, ecc.) sia il mezzo sensoriale coinvolto nella comunicazione (principalmente udito e vista) Codifica attività svolta dall'emittente per trasformare idee, concetti e immagini mentali in un messaggio comunicabile attraverso il codice Decodifica è il percorso contrario, svolto dal ricevente che trasforma il messaggio da codice in idee, concetti e immagini mentali Codice è il sistema di segni utilizzato quando si comunica e senza il quale non avviene la trasmissione del messaggio. Può essere una lingua, un gesto, un grafico, un disegno… Feed-back l'interscambio che avviene tra ricevente ed emittente quando l'informazione di ritorno permette all'emittente di percepire se il messaggio è stato ricevuto o compreso Contesto o ambiente è il "luogo", fisico o sociale, dove avviene lo scambio comunicativo; può favorire o sfavorire la comunicazione feedback

8 Bisogna sempre fare molta attenzione, perché non tutto ciò che si comunica perviene al ricevente e gli rimane. Cosa avviene di solito? Lemittente vuole comunicare 100 In realtà dice solo 80 Il ricevente può sentire 50 Ne capisce 30 Ricorda solo 20

9 E allora: quando una comunicazione è efficace? Quando lascoltatore comprende ciò che gli volevamo trasmettere Quello che conta è il risultato

10 Un utilizzo congiunto delle diverse modalità comunicative produce i risultati più efficaci. L'apprendimento varia al variare delle tecniche comunicative e dunque dei diversi canali di percezione. Tecniche Canale % di di comunicazione di percezione apprendimento verbale solo udito 20% mista udito + vista 50% mista udito + vista + discussione 70% mista + sperimentazione udito + vista + discussione + uso 90% grafica, gestuale, iconica solo vista 30%

11 Ci sono due tipi di comunicazione. La comunicazione a due vie Possibili caratteristiche: disordine, lentezza, democrazia, coinvolgimento, emozione, precisione. Esempi: conversazione, riunione di analisi, riunione decisionale. La comunicazione a una via Possibili caratteristiche: ordine, velocità, potere, noia, imprecisione. Esempi: comunicazione scritta (fax, mail, lettera…), discorso, riunione informativa.

12 FARSI CAPIRE DAGLI ALTRI Le capacità dellemittente messaggio E

13 Per tutti i manager rampanti unazienda veneta ha prodotto un nuovo PALMARE Straordinarie le nuove funzioni e la nuova grafica.

14 I LIVELLI DELLA COMUNICAZIONE Verbale parole Non verbale sguardo, espressioni del volto, postura, gesti, … Para verbale volume, tono, ritmo, pause, … 10 % 60 % 30 % Bla, bla, bla…

15 IL LIVELLO VERBALE Parole e frasi chiare, non ambigue. ma, non, no, forse, però, problema, ostacolo - utilizzo del tempo condizionale o imperfetto nella coniugazione del verbo Sono tutte quelle parole che danno alla nostra comunicazione una connotazione negativa; agiscono a livello inconscio. si, sicuramente, siamo esperti, possiamo farlo, integrare, rafforzare, afferrare – utilizzo del tempo presente nella coniugazione del verbo Sono tutte quelle parole che danno alla nostra comunicazione una connotazione positiva; agiscono a livello inconscio. Parole de-potenzianti Parole potenzianti

16 IL LIVELLO PARA-VERBALE nelparaverbaleèimportantelavariazioneelacongruenzadivolum eritmotonolasottolineaturaanalogicaèlattribuzionediundeter minatovaloreadalcuneparole Nel paraverbale è importante la variazione e la congruenza di volume, ritmo, tono. La sottolineatura analogica è lattribuzione di un determinato valore ad alcune parole.

17 Una notevole quantità di informazioni può essere ottenuta prestando attenzione sia alla maniera in cui le cose vengono dette sia alleffettivo contenuto del discorso. Gli elementi non verbali del parlato La voce, il tono, il volume, lintensità, il ritmo, le informazioni date, sono tutti aspetti della comunicazione verbale che di solito dicono di più di quanto è detto e sentito. La voce contiene diversi elementi espressivi, più o meno connessi alla componente verbale, che vanno al di là dellaspetto strettamente linguistico della comunicazione.

18 Ci sono aspetti melodici caratterizzati dalla vivacità o dalla monotonia del tono di unespressione verbale (tono di supplica, lamentoso, di scusa, di sorpresa, di rimprovero, allegro, ecc.). Lintonazione è lelemento di comunicazione vocale che meno degli altri è legato al contenuto verbale: uno dei suoi fattori costituenti è la tonalità, che può essere più o meno acuta, seguita dal timbro vocale. Essi sono culturalmente determinati.

19 Elementi paralinguistici qualità delleloquio (pause, esitazioni, velocità/lentezza) fluenza e difetti di fluenza (balbuzie, contrazioni diaframmatiche) pronuncia e difetti di pronuncia inflessione (dialettale, straniera) manifestazioni organiche (tossire, sbadigliare, schiarirsi la voce)

20 Elementi metalinguistici Non riguardano il contenuto e sono definiti comunemente come variazione del modo di esprimersi. intercalare uso di espressioni volgari espressione di esclusività linguistica (linguaggio gergale, burocratico, ecc.) espressione del grado di istruzione espressione dello stile (uso del linguaggio mimato affabulatorio, teatrale, ecc.)

21 IL LIVELLO NON VERBALE Comunicazione non verbale indica qualsiasi trasmissione dinformazione che non passi attraverso il canale verbale; essa spesso esprime aspetti latenti, non consapevoli ed istintuali; inoltre è un mezzo potente per trasmettere emozioni.

22 Alcune importanti funzioni della comunicazione non verbale. Ripetizione - serve a rinforzare o integrare quanto detto verbalmente: assentire con il capo per comunicare incoraggiamento. Contraddizione - può essere in contrasto con quanto verbalizzato: espressioni di tranquillità contraddette da gesti bruschi e nervosi, o espressione corrucciate in contrasto con messaggi di accoglienza.

23 Sostituzione - può sostituirsi a quella verbale: cenni di diniego con il capo piuttosto che la negazione espressa verbalmente. Regolazione e relazione - sono quegli aspetti non verbali che servono a regolare il flusso verbale: cenno del capo, sospiri di impazienza per comunicare, ad esempio, la fine dellinterazione. Accentuazione - si possono enfatizzare i contenuti: sgranare gli occhi, aprire la bocca.

24 Il comportamento non verbale è basato, oltre che sugli elementi non verbali del parlato, su: Cinesica - comprende categorie come il movimento, la postura, le espressioni del volto. Prossemica - riguarda luso della distanza interpersonale e dello spazio disponibile.

25 La cinesica Nellespressione non verbale il corpo ha una grande importanza, sia nelle posizioni e nelle modificazioni posturali sia nella gestualità. I gesti possono essere classificati in categorie che definiscono le diverse funzioni nel determinare significati. Emblematici - possono sostituire completamente le espressioni verbali e sono indipendenti dalla presenza del linguaggio parlato: fare alt con la mano. Illustratori - si accompagnano alle parole e ne veicolano il loro contenuto, facilitando la comunicazione.

26 Indicatori emozionali - sono correlati con uno stato emozionale: agitare i pugni in segno di rabbia. Regolatori - delimitano i ruoli degli interlocutori nella conversazione, segnano e regolano il mantenimento ed il cambiamento di tali ruoli, alla stregua della punteggiatura. Adattatori - movimenti correlati al soddisfacimento di necessità fisiche o allespressione di stati emotivi, riequilibrano uno stato di tensione manifestato a livello somatico: toccarsi i capelli, grattarsi, sistemare labbigliamento.

27 La postura Latteggiamento posturale di base può essere considerato come un condizionamento esercitato dalle esperienze emozionali sedimentate lungo la storia personale e non come espressione di un atteggiamento del momento. Ad esempio, un capo chino e le spalle curve possono rimandare ad un atteggiamento sottomesso o una certa tristezza; gambe o braccia incrociate possono indicare un certo grado di vulnerabilità o paura ad aprirsi. Oltre alla postura esistono le sequenze posturali che comprendono veri e precisi posizionamenti prolungati.

28 Chiusura/Disagio Gambe accavallate e braccia conserte Chiusura del corpo: si cerca di rimpicciolire la propria immagine Variazione di postura del proprio corpo indietro Grattamenti, scarichi analogici: sfregare la punta del naso, raschiamento della voce, spazzolare/spazzolarsi, spostamento di oggetti

29 Apertura/Gradimento Tutto ciò che prima era chiuso diventa aperto, i grattamenti diventano accarezzamenti, la postura e le espressioni del volto sono rilassate.

30 Ostentazione/Sfida Allargare le braccia con le mani appoggiate ai fianchi Il soggetto cerca di allargare il più possibile la propria immagine Defilarsi con le spalle rispetto allinterlocutore Puntare il dito

31 I movimenti Volgersi in direzione dellinterlocutore con la testa, o una parte o tutto il corpo, manifesta proporzionalmente linteresse per laltra persona. Un movimento del capo diffuso è quello di annuire e diversi sono i significati dello spostamento della testa; numerose sono anche le indicazioni date a proposito dei movimenti delle mani e delle gambe.

32 Il viso e lo sguardo Il volto ha unenorme capacità espressiva ed è il luogo in cui più facilmente si riconosce unemozione; le emozioni facciali possono essere simulate. Lespressione facciale può far registrare emozioni anche forti come la rabbia, la tristezza, la gioia oppure atteggiamenti che denotano noia, impazienza, mancanza di interesse, di comprensione e incapacità di stabilire un reale contatto empatico.

33 La prossemica Studia lutilizzo fatto dalle persone della distanza e dello spazio nellorganizzazione sociale, lavorativa e nelle relazioni interpersonali: in particolare, i comportamenti che esprimono il senso della territorialità o le posizioni gerarchiche.

34 CAPIRE GLI ALTRI Le capacità del ricevente messaggio R

35 LA DECODIFICA Prestare attenzione a tutto il messaggio. Non dare nulla per scontato. Distinguere i fatti dalle interpretazioni. Non pensare già alle risposte. Mettersi in sintonia con lemittente.

36 Si può ripetere con parole proprie il messaggio ricevuto per: controllare la propria comprensione; rassicurare linterlocutore di aver compreso correttamente; mostrare interesse e incoraggiare lapprofondimento della conversazione. Si possono utilizzare le domande per: ottenere delle risposte di specificazione o di chiarimento (domande chiuse); facilitare lesplorazione del tema e considerarlo sotto altri punti di vista (domande aperte). Bisogna però evitare di fare domande multiple, suggestive, generiche.

37 E importante mantenere una postura aperta rispetto allemittente. E importante osservare la postura dellemittente per entrare in sintonia relazionale. Valorizzare (Come lei ben sa…) Ostentazione/Sfida MemorizzareApertura/Gradimento Sondare - dare apertura (Cè qualche aspetto che vogliamo approfondire?) Chiusura/Disagio

38 CARATTERISTICHE DEL FEEDBACK Efficace Riguarda specifici comportamenti E basato su fatti E tempestivo E controllabile da chi lo riceve E fatto con intento costruttivo E diretto Inefficace Riguarda la persona in quanto tale E basato su impressioni E distante dagli eventi E fuori dalla portata di chi lo riceve E fatto con intento punitivo E indiretto

39 UP UP è la posizione assunta da chi si mette in cattedra. MIDDLE MIDDLE è la posizione di chi assume una posizione paritaria. DOWN DOWN è la posizione di chi assume una posizione di dipendenza, alla Fantozzi.

40 UP DOWN MIDDLE UP DOWN MIDDLE

41 Disegnare 4 linee rette che tocchino i nove punti senza ripassarci sopra e senza staccare la penna dal foglio. IL RUOLO DELLESPERIENZA Finchè vediamo i 9 punti come un quadrato (vincolo autoimposto) non risolviamo il problema. ? ?

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43 Il problema è un chiaro esempio di quanto siamo prigionieri di una serie di limitazioni e di regole che ci autoimponiamo anche quando la situazione non lo richiede. Se usciamo dagli schemi (il modo abituale di vedere il problema, lesperienza) possiamo trovare la soluzione.

44 I nostri sensi non sempre registrano degli eventi che sono presenti nella realtà fisica. trc cartc

45 La realtà fisica che crediamo di percepire può essere soggetta a distorsioni. Per entrare efficacemente nelle relazioni è importante imparare a leggere la realtà circostante.


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