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William James (1842-1910) fratello del romanziere Henry La letteratura descrittiva delle emozioni è una delle parti più tediose della psicologia…le emozioni.

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1 William James ( ) fratello del romanziere Henry La letteratura descrittiva delle emozioni è una delle parti più tediose della psicologia…le emozioni ci interessano come ci vengono presentate nei romanzi e negli aforismi di Leopardi, Schopenauer e Nietzsche (W. James, 1890) What is an emotion? Mind, 1884 Teoria periferica dellemozione Il fondatore riluttante della psicologia moderna

2 La psicologia secondo Dostoevskji Maledetto psicologo! (I demoni, 1872) (Stavroghin al vescovo Tichon che gli ha letto nellanimo) La psicologia, signori, pur essendo una cosa profonda, assomiglia tuttavia a un coltello a due tagli.... Tutto dipende da chi la maneggia. La psicologia invita anche le persone più serie a fabbricare romanzi, e ciò nel modo più involontario. (Fratelli Karamazov, 1880) (Il difensore di Mitja in risposta allarringa dellaccusatore, che ha ricostruito plausibilmente...il desiderio di uccidere il padre odiato, mentre il vero colpevole è il fratello illegittimo, Smerdjakòv) In Dostoevskji e il parricidio S. Freud (1927) ricostruisce la vicenda dellautore e limportanza di temi edipici (odio ambivalente e senso di colpa) nella sua biografia

3 Ad Aleksej Alexandrovic la gara non interessava, per cui, invece di guardare i fantini, passava i suoi stanchi occhi sul panorama degli spettatori. Il suo sguardo si era fermato su Anna. Il volto di lei era pallido e teso, chiaramente non vedeva niente e nessuno, eccetto una sola cosa. Non respirava e la sua mano contratta stringeva il ventaglio. Lui laveva guardata e aveva subito allontanato lo sguardo posandolo su altri volti. Guarda, anche quella signora e anche gli altri sono tutti agitati; è molto naturale si diceva Aleksej Alexandrovic. Non voleva guardare verso di lei, ma senza volerlo il suo sguardo continuava a cadere lì. Ancora una volta aveva penetrato quel viso sforzandosi di non leggervi ciò che così chiaramente vi era scritto e, contro la propria volontà, aveva letto con orrore ciò che non voleva sapere. La prima caduta …...tutti percepivano lorrore della corsa; così, quando Vronskij era caduto e Anna aveva lanciato un forte grido, la cosa non era parsa affatto insolita. Ma subito dopo il viso di Anna aveva registrato un mutamento che era parso decisamente sconveniente. Aveva perso completamente la testa, aveva cominciato a dimenarsi come un pesce allamo: ora cercava di alzarsi per andare chissà dove, ora parlava con Betsy. -andiamo, andiamo via!- diceva……. Lufficiale aveva portato la notizia che il fantino non era ferito, ma che il cavallo si era spezzato la spina dorsale. Sentite queste parole, Anna si era rapidamente seduta coprendosi il viso con il ventaglio. Aleksej Alexandrovic aveva visto che piangeva e che non riusciva a trattenere non solo le lacrime, ma neppure i singhiozzi che le scuotevano il petto….. (L.Tolstoj, Anna Karenina) (L.Tolstoj, Anna Karenina)

4 La TEORIA PERIFERICA dellemozione di James-Lange Stimolo pericoloso (TIGRE ) attivazione fisiologica e reazione emotiva (FUGA) emozione (PAURA) capovolge la limpostazione del senso comune, secondo la quale tremiano perché abbiamo paura, sostenendo che abbiamo paura perché tremiamo

5 W. James (1884) What is an emotion, Mind Esistono nel cervello dei centri specifici e separati per le emozioni oppure queste corrispondono a dei processi che avvengono allinterno dei centri motori e sensoriali, già individuati o ancora da scoprire? James sceglie di occuparsi delle emozioni che presentano una chiara espressione corporea e non dei semplici sentimenti di piacere e di dispiacere, di interesse e di eccitamento connessi con delle operazioni mentali Ipotesi che i cambiamenti corporei seguano direttamente la percezione degli eventi attivanti e che il nostro sentire questi stessi cambiamenti nel momento in cui essi si verificano è lemozione Ogni essere vivente è come una specie di serratura che risponde a specifiche forme di chiave. Le cosiddette manifestazioni corporee di accompagnamento sono centrali nellemozione che consiste proprio nel sentire questi effetti corporei.

6 Togliendo allemozione i sintomi corporei rimane un freddo e neutro stato di percezione intellettuale una sorta di freddo e calmo giudizio; l ideale degli antichi saggi non è più desiderabile dopo il risveglio del culto della sensibilità (Romanticismo). W. James (1884) What is an emotion, Mind Obiezione: lemozione è sentire gli effetti corporei legati allinnato adattamento del sistema nervoso alloggetto dellemozione ma lemozione legata per educazione e per associazione a …. oggetti convenzionali come in certe forme di vergogna sociale, segue lidea anziché precederla. Problema: E vero che certe percezioni producono effetti corporei estesi per mezzo di uninferenza fisiologica immediata antecedente lattivazione di unemozione o di unidea emotiva? -Esempio autobiografico di malessere alla vista del sangue: una persona alla quale è già accaduto di svenire anticiperebbe la reazione per paura della paura -Insensato effetto corporeo nelludire il rumore di due lame che sincrociano…..

7 PROBLEMA DELLEDUCAZIONE MORALE: IL CONTROLLO bisogna abituarsi a vincere le tendenze emotive indesiderabili esercitandosi a sangue freddo a comportarsi nel modo opposto; ma, allora, fingere unemozione, mimarne le espressioni, dovrebbe produrla. Nel corso dello sviluppo, insegnare ai bambini a reprimere lemozione non determina unintensificazione del sentimento, bensì un aumento del pensiero. PROBLEMA degli effetti dellESPRESSIONE EMOZIONALE: La normale espressione di unemozione si esaurirà in fretta…ma se il percorso normale viene in qualche modo impedito, lenergia nervosa può…compiere dei percorsi alternativi, causando effetti diversi e peggiori. Eccezioni apparenti: persone espressive instabili emotivamente, che portano a dire proverebbero più emozioni se parlassero di meno, il bilioso vulcano addormentato che sbotta raramente e rischia di controllarsi troppo. Quindi la formazione delle abitudini del carattere guadagna da una certa repressione delle manifestazioni emozionali, che da adulti può essere dannosa. W. James (1884) What is an emotion, Mind

8 In deroga alla derivazione dallespressione corporea delle emozioni standard, i sentimenti estetici, morali e intellettuali sembrano emozioni meramente cerebrali, in cui il sentimento è immediato e la valutazione (a judicial state of mind) puramente cognitiva. Lemozione estetica Nella mente di un critico molto esperto la prolungata familiarità con le opere darte attenua la sensibilità mentre affina il gusto e il sentire intellettuale non trova più la sua cassa di risonanza nel corpo. Chopin esprimeva il suo apprezzamento musicale dicendo non mi urta e ciò farebbe inorridire il profano sentimentale. Esempio della coppia di inglesi in contemplazione dellAssunzione di Tiziano: cuori semplici, anime religiose che preferiscono quadri brutti e si fanno riscaldare dal falso sentimento. Nellarte e nella scienza lacuta percezione che certe relazioni siano esatte o meno precede per lesperto il fremito emotivo ed inibisce ogni commozione corporea. W. James (1884) What is an emotion, Mind

9 La fisiologia cerebrale: SCHEMA ESPLICATIVO un oggetto stimola un organo di senso e viene appercepito dal centro corticale appropriato; oppure questultimo, stimolato in qualche modo, produce lidea del medesimo oggetto. Veloce come un lampo….altera le condizioni dei muscoli, della pelle, dei visceri; queste alterazioni, anchesse appercepite come loggetto in un numero corrispondente di aree corticali, si combinano con esso nella coscienza e lo trasformano da un oggetto-semplicemente-percepito a un oggetto-emotivamente-sentito James sembra qui considerare lemozione una funzione delle aree sensoriali e motorie della corteccia, ma in un passo precedente parla di riverbero proveniente dalle aree sottocorticali del cervello W. James (1884) What is an emotion, Mind

10 W.James 1890, Capp. XXIV e XXV Istinto ed Emozioni Gli oggetti eccitano modificazioni organiche mediante un meccanismo preorganizzato (preorganized), la semplice memoria e o la semplice rappresentazione delloggetto può bastare a dare il via alleccitamento e oggetto di unemozione è quello fisicamente presente o soltanto pensato. W. James (1894) Psychological Review: risposta alle critiche di Wundt, rivolte alla versione della teoria periferica pubblicata quasi contemporaneamente dal danese C.G. Lange ( ), sul ruolo degli effetti vaso-motori nella rabbia, dove il volto si congestiona, ma diventa anche pallido, ecc. Problemi: 1) ci sono evidenze che la percezione delloggetto abbia effetti somatici per influenza immediata antecedente lidea? 2) lattore non prova niente (paradosso di Diderot)? 3) manifestare unemozione la fa cessare anziché accrescerla? Ipotesi che ogni emozione abbia una propria peculiare configurazione di attivazione del Sistema Nervoso

11 1) James accentua il ruolo della retroazione delle sensazioni viscerali, provenienti dalla muscolatura liscia critica di Cannon: la conduzione nervosa sarebbe troppo lenta Le critiche di Cannon (1927) 2) Sherrington ha dimostrato che la sconnessione delle afferenze viscerali dai centri corticali non impedisce linsorgenza di comportamenti emotivi 3) i medesimi cambiamenti viscerali sono sottesi a stati emotivi molto diversi fra loro 4) lesperimento di Maranon mostra che linduzione artificiale delle modificazioni viscerali non suscita alcuna emozione corrispondente

12 WILLIAM JAMES E I PRINCIPLES OF PSYCHOLOGY (1890) La vera fondazione della psicologia coniuga i risultati sperimentali ottenuti nei laboratori europei con lesperienza fenomenica del soggetto psicologico, in continuità con Brentano Infatti nei capp. IX e X James teorizza la stream of consciousness e il concetto di self DEFINIZIONE DI PSICOLOGIA nel cap. I come: the science of mental life, its phenomena and their conditions la scienza della vita mentale, dei suoi fenomeni e delle loro condizioni Le condizioni sono quelle fisiche dellesperimento, oltre che quelle materiali del funzionamento cerebrale, e si dà spazio alla psicologia sperimentale e alla neuropsicologia, ma la psicologia studia i fenomeni mentali e non esclude affatto limmediatezza fenomenica del vissuto individuale.

13 Cap. III Alcune condizioni generali dellattività cerebrale Scoperta del neurone, colorazione di Golgi, ipotesi della sinapsi di Sherrington (1897) Legge di sommazione degli stimoli insufficienti da soli a produrre una scarica nervosa, per cui le tensioni submassimali avebbero una qualche influenza nel determinare lo stato attuale di coscienza, fornendogli lalone, la frangia delle relazioni… Tempi di reazione Sanguificazione (blood-supply) del cervello, che aumenta durante lattività mentale (esperimenti di Mosso) Cap. II Le funzioni del cervello James assume una prospettiva evoluzionistica, citando Lorigine delluomo di Darwin In neurologia adotta lo schema di T. Meynert, secondo il quale gli emisferi cerebrali funzionano come un commutatore telefonico, assicurando gli scambi tra stimoli e riflessi associati (periferici e corticali), e lorganizzazione gerarchica del SN teorizzata da J.H. Jackson Localizzazioni cerebrali (aree del linguaggio) Emozioni e istinti innati

14 Il bambino e la fiamma della candela W. James (1890) cap II Le funzioni del cervello e cap IV Labitudine Esempio di AUTOMATISMO RIFLESSO (quando vede per la prima volta una candela, il bambino avvicina la mano alla fiamma) che va soggetto a educazione degli emisferi cerebrali: il bambino si brucia il dito e il dolore gli fa ritrarre la mano (seconda azione riflessa). La sequenza non si ripete più perché i processi cerebrali lasciano tracce, il primo stimolo riattiva tutta la catena nella memoria e se lidea dellesito della bruciatura è più forte dellimpulso immediato si ha INIBIZIONE corticale : il bambino scottato ha paura del fuoco. Gli atti volontari sono preceduti dalla coscienza di un fine. Labitudine è acquisita grazie a processi associativi. Ci sono tendenze o riflessi che compaiono la prima volta ma sono educabili e aprono a possibilità di azione molteplici John Dewey (1896) The reflex arc concept in psychology Propone di sostituire allarco riflesso, come concetto unificante e ipotesi di lavoro in psicologia, lidea del CIRCUITO SENSO-MOTORIO, dove latto è teleologico (sceglie i mezzi per i fini) e funzionale (serve alladattamento) e modifica il significato dellesperienza: seeing for reaching purposes che in seguito a the heat pain quale diventa seeing-of- a-light-that-means-pain-when-contact-occurs

15 Bisogna automatizzare le abitudini desiderabili prima dei trentanni, quando il carattere si irrigidisce (cfr. cap.IV sullabitudine) Al ritorno dalla spedizione in Brasile con Louis Agassiz, tra i 24 e i 30 anni James attraversò un lungo periodo di depressione, durante il quale fece esperienza personale delle emozioni negative, probabilmente ascoltando in modo ipocondriaco i messaggi del corpo. Acquisì una certa consapevolezza degli stati emotivi negativi, che è solitamente carente nei cardiopatici? Soffrì a lungo di angina pectoris e morì a 68 anni. Freud (1924) ricorda il suo incontro del 1909 con W. James, eroico di fronte alla malattia che doveva portarlo alla morte lanno dopo, scrivendo che vorrebbe dimostrare….una forza danimo simile alla sua. Lintellettualismo volontaristico di James

16 Cap VI la teoria del mind-stuff DUALISMO METODOLOGICO DELLA PSICOLOGIA (parallellismo psicofisico empirico e antiriduzionismo, irriducibilità dello psichico, efficacia del mentale della psicologia del senso comune, ingenua) e monismo filosofico di riserva, teorico (un MONISMO INDIFFERENTISTA, spinoziano, pluralistico, che non è né materialistico né idealistico). Rifiuto dellinconscio sul piano filosofico. Cap V La teoria dellautomatismo James scarta lEPIFENOMENISMO proposto da S. Hodgson (1870) a favore del PARALLELISMO PSICO-FISICO, corrispondenza fra processi mentali e processi cerebrali singoli. La coscienza rinforza o inibisce i processi nervosi instabili, quando ci sono più possibilità, in funzione dei suoi fini individuali. Il problema MENTE-CORPO

17 Lo psicologo assume il punto di vista naturalistico del geometra, del chimico (teorico-operativo) e del botanico (descrittivo), ma è esposto a illusioni a causa del particolare punto di vista per cui tratta nello stesso tempo di fatti oggettivi e di fatti soggettivi. Il METODO SPERIMENTALE richiede una pazienza estrema da tedeschi, con luso della statistica, e manca la sintesi. Il METODO COMPARATIVO confronta bambini, primitivi e animali (attenzione allequazione personale a p.156), con i questionari e le inchieste psicologiche tra le piaghe della vita. Sorgenti derrore, linfluenza deviatrice delle parole per mancanza di un vocabolario speciale per i fatti soggettivi (è difficile focalizzare lattenzione su di una cosa senza nome). Il linguaggio comune chiama i pensieri con il nome del loro oggetto (sono una risorsa i verbi modali di tipo cognitivo: mi sento stanco sta per dico che mi sento stanco) e li ritiene conformi al modo di esistere degli oggetti stessi (il pensiero dellidentità delloggetto che si ripresenta è considerato come lidentità del pensiero che gli corrisponde, così gli associazionisti parlano della stessa sensazione che si ripresenta). Cap. VII I metodi e le trappole della psicologia

18 BINDING PROBLEM: per quanto complesso sia il contenuto di uno stato mentale, per James si tratta di un processo unitario, non scomponibile in elementi. Contro la teoria associazionistica della mind-stuff (chimica mentale degli associazionisti inglesi, elementismo wundtiano) che rischia la disgregazione del soggetto in una mind-dust (espressione ripresa dalla descrizione janetiana di alcuni stati patologici), James rivendica la semplicità della mente anche quando pensa oggetti complessi e colloca la molteplicità nel mondo esterno e nel tempo, cioè nella rapida successione di momenti presenti della coscienza, difficili da cogliere introspettivamente. Questione dellINCONSCIO: rifiuto sul piano filosofico di un concetto di inconscio poco chiaro che raddoppia gli stati mentali (dire che una stessa idea può essere inconscia e conscia apre al riduzionismo biologico, meglio ammettere subito che dove non cè unidea cosciente cè unaltra idea o ci sono processi nervosi al suo posto), mentre dal punto di vista psicologico James è osservatore attento e senza pregiudizi di tutti i fenomeni psicopatologici e persino parapsicologici che a ipotetici processi di cui la mente non è consapevole rimandano. Inoltre sul piano descrittivo fenomenologico riammette il vago e lindeterminato che arricchisce il vissuto e ristabilisce la continuità dellesperienza psichica, con il concetto di stati transitivi, che costituiscono una sorta di preconscio accessibile. Questioni teoriche: lunità sincronica della coscienza e il rifiuto dellinconscio

19 cap. VIII Le relazioni tra menti e altre cose Nella temporalità dellesistere, siamo mai incoscienti? Esempio dellanestesia, la cui durata non è esistita per la coscienza vigile. Argomenti classici a favore del mantenimento di un'attività mentale negli stati di incoscienza: sonno della nutrice e capacità di svegliarsi a una certa ora come prova del perdurare di attività mentale durante il sonno. Incoscienza dei soggetti isterici studiati da P. Janet e A. Binet e affetti da idee fisse subconscie: suscettibilità all ipnosi, anestesie, restringimento (rétrecissement) della coscienza e coscienza secondaria, scrittura automatica. Relazione mente-cervello e relazioni della mente con gli oggetti: conoscitive e emozionali. Sembra che la mente agisca sugli oggetti, ma lo fa sempre e solo con lintermediario del corpo e del cervello.

20 Il pensiero (thinking) goes on e ha cinque caratteristiche: 1)Il pensiero fa parte di una coscienza (consciousness) personale (personalità secondarie e fenomeni isterici dissociativi, Janet 1889) 2) Il pensiero è in costante mutamento: nessuno stato, una volta passato, può ripetersi ed essere identico a come era prima (critica antiassociazionistica: si può avere la sensazione dello stesso oggetto in un contesto diverso e in un cervello modificato dalla storia individuale) 3) Il pensiero è continuo perché gli intervalli temporali non vengono sentiti o sono colmati dal riferimento a un tutto comune me stesso, io o me e la coscienza non ha giunture, scorre come una corrente (stream) di pensiero, di coscienza o di vita soggettiva 4) Il pensiero è in rapporto con oggetti indipendenti (realtà extramentale degli oggetti), è cognitivo, possiede la funzione di conoscere (ovvero è intenzionale, nel senso brentaniano di essere rivolto a…..). 5) La coscienza è interessata ad alcune parti degli oggetti che sceglie. (fenomeni dell'attenzione selettiva e della volontà deliberativa). Cap. IX The stream of thought

21 Pierre Janet ( ) 1889 L'automatisme psychologique W. James utilizza i casi estremi delle psicopatologie isteriche dissociative, che contraddicono il carattere di unità della personalità individuale, ma non l'appartenenza dei pensieri ad un sé. A Le Havre come professore di liceo, riscopre i magnetisti del secolo precedente, allorigine dellipnosi, interpretata come suggestione nella relazione interpersonale da Bernheim a Nancy. H. Ellenberger (1968) nel suo La scoperta dell'inconscio, trattando delle origini della psichiatria dinamica, paragona l'opera janetiana a Pompei: essa è stata riscoperta, con una rivalutazione dell'idea di dissociazione, soprattutto dopo la pubblicazione del libro di E. Hilgard (1977) sulla coscienza divisa. Classificazione delle personalità alternanti e multiple in termini di memoria. Ipotesi della suggestionabilità e pressione sociale allorigine di questi fenomeni, interpretabili in termini di acquiescenza compiacente di chi è senza potere (N. Spanos, 1996). J. Hacking (1995) descrive questi casi e collega le fughe isteriche maschili alla coscrizione obbligatoria.

22 Cap. IX 1) Isolamento e pluralismo dei pensieri in quanto la coscienza dellio personale è il dato primario in psicologia. Dalla metà dellOttocento in Francia revival dellinteresse per lipnosi nel trattamento dellisteria e dei fenomeni di personalità multipla (in America alla fine del secolo per lo spiritismo e i fenomeni di trance e scrittura automatica, per i quali James aveva una curiosità senza pregiudizi, aderiva alla Società per le ricerche psichiche). P. Janet (1899) formula il concetto di désagrégation, che James traduce con dissociation, mentre qui dice che le personalità secondarie si formano per scissione (splitting). Esperimento di distrazione: una paziente di Janet, Lucie, che aveva subito un trauma infantile e lo ricordava solo sotto ipnosi, viene impegnata in una conversazione da una terza persona e l'ipnotista-psicoterapeuta le chiede di rispondere con la scrittura automatica della mano sinistra anestetica a una serie di domande, in un dialogo serrato che la mette di fronte allesigenza di dare un nome a chi scrive. Chi ascolta le domande (e risponde) se non è Lucie? Chi è il proprietario dei pensieri che la scrittura automatica esprime? Sembra ragionevole, paradossalmente, battezzare come Adrienne questo secondo sé personale, dotato di memoria e coscienza. Tesi: ogni pensiero deve avere un proprietario Corollario: se c'è un pensiero che ne è privo allora si inventa un alter, una personalità secondaria.

23 Cap IX 2) Il pensiero è in costante mutamento: nessuno stato, una volta passato, può ripetersi ed essere identico a come era prima (FC, p.39), ogni esperienza vissuta è irripetibile perché ogni stato cerebrale olistico (cioè del cervello come un tutto) è unico. James trae esempi dall'esperienza quotidiana dei cambiamenti psicologici che avvengono nell'arco della vita, come "la differenza della nostra emozione di fronte alle cose da un'età all'altra della vita…o in condizioni fisiche differenti. Si tratta di un'impercettibile transizione ma "l'esperienza ci plasma in ogni istante e la nostra reazione mentale ad ogni particolare cosa è in realtà il risultato della nostra intera esperienza del mondo fino a quel punto. Del fiume della sensazione elementare sarebbe certamente corretto dire con Eraclito che non ci si bagna due volte nella stessa corrente. Ogni pensiero è unico e quando un fatto si ripete noi lo pensiamo in modo nuovo, perché cambia il contesto indistinto (dim context) delle sue relazioni e il pensiero è soffuso dalla coscienza di ciò. "Ogni stato cerebrale è parzialmente determinato dalla natura della sua intera storia passata" e "nei sensi un'impressione viene percepita in modo molto diverso a seconda di ciò che l'ha preceduta. Un'idea o Vorstellung che esiste permanentemente e che fa a intervalli periodici la sua apparizione sul palcoscenico della coscienza è un'entità mitologica quanto il Fante di picche (idolo polemico J.F. Herbart). ANTIASSOCIAZIONISMO jamesiano nella teoria della percezione (non in quella della memoria)

24 Come sosteneva James, lo stesso stato cerebrale non può ripetersi, perché il sistema nervoso si è nel frattempo trasformato in base allesperienza intercorsa. Anche se si attivasse esattamente il medesimo GRUPPO o MAPPA NEURONALE, e il ricercatore fosse in grado di isolarne il funzionamento, ciò costituirebbe la figura sullo sfondo di milioni di altre cellule neuronali in condizioni differenti da quelle precedenti (ambiente interno), a maggior ragione a causa dei processi percettivi in atto, in corrispondenza con lambiente esterno come contesto del recupero mnestico. Il neurobiologo G. Edelman esprime con il concetto di RIENTRO lidea di una continua riorganizzazione del funzionamento neuronale del cervello come un tutto (già implicita nellidea della ristrutturazione spontanea del ricordo dei gestaltisti). A questo punto, diventa neurobiologicamente plausibile affermare che la corrispondenza fra stato cerebrale e stato mentale dipende dal contesto spazio- temporale esterno e da quello bio-psichico interno in cui levento nervoso e la singola prestazione psicologica corrispondente avviene. Si comprende come sia possibile che lesperienza percettiva dello stesso oggetto esterno cambi nel tempo e perché sia rappresentata mentalmente in modi sempre diversi e assuma significati sempre nuovi per il medesimo individuo, che può così offrire un contributo creativo alla cultura del suo tempo. Il flusso del pensiero e il funzionamento neurobiologico

25 Pietro, svegliandosi nello stesso letto di Paolo, ricorda i propri stati mentali precedenti con un feeling di calore e intimità (warmth and intimacy), con la stessa immediatezza del pensiero in atto e con il sentimento dello stesso vecchio corpo sempre presente. A proposito delle Rotture prodotte da bruschi contrasti (il silenzio viene rotto da un tuono improvviso) cita Brentano (cap. IV sullunità della coscienza) e dice che allintrospezione superficiale sfuggono la transizione fra le sensazioni e laffinità dei pensieri. Distinzione tra MOMENTI SOSTANTIVI (di riposo, occupati da immagini sensoriali definite e contemplabili) e MOMENTI TRANSITIVI (di volo, ad alta velocità di cambiamento) o pensieri- sentimenti di relazione (relation), statici o dinamici, difficili da cogliere introspettivamente (v. romanzieri del flusso di coscienza: V. Woolf e J. Joyce). Riguardano relazioni tra gli oggetti del pensiero e del linguaggio: sentimento delle, del ma, del se, del con. Altri stati transitivi: sensazioni-sentimenti di tendenza (feelings of tendency) che sono attesa, mancanza, familiarità, anticipazione, interesse, intenzione di dire un cosa prima di averla detta. Riprende la distinzione fra knowledge about (suscettibile di descrizione, conoscenza delle relazioni di una cosa) e knowledge by acquaintance (per contatto, dei qualia, vissuto soggettivo incomunicabile) che coglie le relazioni in modo vago attraverso gli "ipertoni psichici", costituiti dai processi cerebrali deboli, che non raggiungono la coscienza, soffusioni o frange di affinità inarticolate. Cap. IX 3) continuità

26 La mente, in modo diretto, può solo conoscere, in due modi: 1.knowledge by acquaintance (conoscenza immediata per contatto, presenza alla mente dei qualia, vissuto soggettivo incomunicabile); il colore azzurro quando lo vediamo, il sapore di una pera quando lassaggiamo….non possiamo far comprendere a un cieco cosa sia il colore azzurro… 2. knowledge about (conoscenza circa una cosa, che può essere classificata, prevedendo il momento della sua apparizione, conoscenza delle sue relazioni, suscettibile di descrizione e di operazioni del pensiero che producono il sapere razionale della scienza). Emozioni e impressioni/concezioni e giudizi dei nostri stati mentali passati prendiamo conoscenza in un modo particolare. Essi ci appaiono come rivestiti di una specie di calore e di intimità (warmth and intimacy) che fa sì che la percezione di essi assomigli piuttosto ad una sensazione (feeling) che ad un pensiero (thought) Una distinzione importante

27 L'importante in una concatenazione di idee è la conclusione, il significato o tema del pensiero, non i mezzi per arrivarci. Il contenuto di un libro letto ci resta in mente anche se non ricordiamo nessuna frase (concetto di rappresentazione semantica, sottesa al formato della rappresentazione e indipendente dal codice). Il tipo di materia mentale fa poca differenza (p.85) e il pensiero senza linguaggio è un esempio dell' "irrilevanza dei mezzi mentali dove il fine è lo stesso" (p.86) (secondarietà dei mezzi di rappresentazione della conoscenza). Il linguaggio, con la sua struttura e le frequenze duso delle parole, fa passare inosservato il nonsenso e basta il vago senso di appartenenza delle parole a una lingua a produrre assenso sonnolento: soggettivamente, qualunque disposizione di parole può produrre un senso – perfino le parole assolutamente disordinate di un sogno, purché non si dubiti della loro concordanza. Della maggior parte delle relazioni della cosa che conosciamo siamo consapevoli solo attraverso la penombra nascente della frangia di affinità inarticolate che la circonda. Il linguaggio può cercare di esprimere anche queste parti transitive della corrente del pensiero, l acqua libera della coscienza in cui sono immersi gli stati sostantivi, lORIZZONTE DEL SENSO. Distinzione fra SIGNIFICATO STATICO, che è l'immagine sensoriale o la definizione di una parola e SIGNIFICATO DINAMICO che dipende dal contesto Linguaggio e significato

28 I membri della Royal Society, studiati da Galton (ricerca sul ricordo della tavola della colazione), avevano un'immaginazione visiva carente ma un pensiero discorsivo del tutto adeguato alla vita pratica, oltre che ad elevate prestazioni intellettuali: le parole, sia pronunciate sia inespresse (linguaggio interiore) sono "gli elementi mentali più maneggevoli e richiamabili assai rapidamente (cfr. Kosslyn). Molti percorsi mentali diversi possono portare alla stessa conclusione diversi individui che condividono lo stesso pensiero. Il pensiero, come diceva il vescovo Berkeley, è una specie di algebra che opera su relazioni, però, come il matematico deve assegnare un valore reale al termine finale che ottiene, chi pensa con le parole deve fare in modo che la sua parola o frase conclusiva venga tradotta nel suo pieno valore sensoriale-immaginativo, sotto pena di lasciare il pensiero incompiuto o scialbo (espediente comunicativo). La coscienza transitiva sembra quindi avere una funzione prevalentemente espressiva, di coloritura dellesperienza e della comunicazione, quindi in un certo senso una funzione estetica. Costituisce però anche il serbatoio delle relazioni che la mente elabora, nei momenti aurorali della creatività, anche se poi il pensiero fa a meno delle immagini nel processo di calcolo mentale. Pensiero, immagine e linguaggio Il dibattito inconcludente tra Lipsia, Würzburg e scuola di Binet sul pensiero senza immagini sarà un fattore della crisi della psicologia degli anni Venti.

29 Lo psicologo interno e la condizione reflective Una mente divenuta consapevole della propria funzione cognitiva si comporta nei riguardi di se stessa come ciò che abbiamo chiamato lo psicologo. Essa non soltanto conosce le cose che le stanno davanti, ma sa di conoscerle. Questo stadio di condizione riflessiva è, più o meno esplicitamente, il nostro stato abituale di menti adulte. (p.92) Cap. IX 4) Il punto di vista psicologico, il punto di vista relativamente acritico e non idealistico di tutte le scienze della natura consiste nella credenza in realtà esterne al pensiero in base a constatazioni empiriche: molti pensieri umani hanno lo stesso oggetto, il mio e quello di un altro, come pure il mio pensiero passato e il mio pensiero presente, e ciò mi fa collocare loggetto fuori da entrambi per proiettarlo con una specie di triangolazione in una posizione indipendente. Esempi: lacidità di stomaco, la prima volta e dopo averne parlato con il dottore; ripetute esperienze della stessa cosa in seguito alle quali il bambino corrobora dentro di sé la nozione di realtà…che tutti possono contemplare e conoscere. Lacquisizione di tale atteggiamento metacognitivo non esclude, ma anzi costituisce il versante complementare, che può essere mantenuto tra parentesi, dellaccesso immediato alla realtà psichica, come dato dellesperienza fenomenica soggettiva.

30 è la confusione che egli fa tra il proprio modo di vedere e quello del fatto mentale di cui parla, perché si pone fuori del fatto mentale di cui parla e prende come oggetto di osservazione sia il fatto mentale sia il suo oggetto (circa il quale ha le sue conoscenze e opinioni). Se si tratta di uno stato cognitivo, non può che chiamarlo percezione, pensiero ecc. Manca la terminologia specifica per distinguere tra processo e prodotto, il thinking e il thought, che richiedono linguaggio metacognitivo: penso che io penso. Nel frattempo il soggetto conosce direttamente e in his way loggetto e crede che allo stato mentale che è oggetto del suo studio la cosa in questione si presenti nella stessa guisa come si presenta a lui. Unaltra varietà della fallacia dello psicologo è la supposizione che lo stato mentale che si studia debba essere cosciente di sé stesso come di esso ha coscienza il psicologo. Dobbiamo evitare di sostituire a ciò che uno stato di coscienza è, ciò di cui esso è stato di coscienza e di annoverare le sue (delloggetto) relazioni esterne, fisiche, coi rimanenti fatti del mondo fra i fatti di cui lo affermiamo consapevole (A crede che x, B sa che y, B attribuisce a A la credenza y). Lo psicologo può ma non deve sovrapporre la propria conoscenza about alla conoscenza by acquaintance, potenzialmente sdoppiabili. La fallacia dello psicologo (cap.VII)

31 ERRORE DELLO STIMOLO Definizione di E. Titchener Commette ERRORE DELLO STIMOLO il soggetto che, nellanalizzare la propria esperienza diretta, scambia gli elementi sensoriali primari con la loro associazione dovuta allesperienza, descrivendo gli oggetti anziché gli elementi che li costituiscono Versione di W. Köhler (1929) ERRORE DELLO STIMOLO è confondere la nostra conoscenza delle condizioni fisiche dell'esperienza sensoriale con questa esperienza come tale, descrivendo ciò che si sa anziché ciò che si vede. ERRORE DELLESPERIENZA è attribuire agli stimoli, distali o prossimali, qualità dei percetti (p.es. proprietà fenomeniche come freddo-caldo, che sono qualità secondarie) Secondo W. James (1890) è FALLACIA DELLO PSICOLOGO introdurre la conoscenza della differenza fra oggetto e pensiero nel resoconto del pensiero: il pensiero nellatto di conoscere può ma non deve discriminare fra il suo oggetto e se stesso

32 Secondo W. James (1890) è FALLACIA DELLO PSICOLOGO introdurre la conoscenza about della differenza fra oggetto e pensiero nel resoconto del pensiero by acquaintance: il pensiero nellatto di conoscere può ma non deve discriminare fra il suo oggetto e se stesso (p. 94) La coscienza degli oggetti senza distinzione tra me e non-me è condizione originaria, primordiale, che si ritrova quando ci si riprende da uno svenimento (coscienza primaria dello stato di veglia, awareness). Diversamente da quanto sostengono molti filosofi, secondo James la coscienza riflessiva (consciousness), secondaria, non è essenziale alla funzione cognitiva del pensiero, che può svolgerla senza dover espressamente fare la distinzione kantiana fra la cosa e il proprio sé. Non posso conoscere senza conoscere che conosco è unassunzione arbitraria perché posso conoscere un oggetto senza minimamente pensare a me stesso e se ci penso, che esisto e che sto pensando alloggetto, conosco una cosa in più. Quindi la potenziale riflessione che sdoppia il soggetto e ne fa l osservatore di se stesso non deve soppiantare la diretta e originaria esperienza del vissuto soggettivo… Lo psicologo distingue il suo oggetto in tre componenti: il pensiero, loggetto del pensiero e la realtà psicologica.

33 Lo psicologo (ovvero il soggetto dotato di funzione riflessiva), che prende se stesso come oggetto del pensiero nellautocoscienza, ha a che fare con: -Il pensiero su di sé, come si presenta nella corrente del pensiero e come è formulato (stato transitivo o sostantivo, immagine, significato più o meno verbalizzabile o verbalizzato ecc.); -Il sé conosciuto about, come oggetto del pensiero con una sua ipotetica realtà esterna ad esso (più o meno stabile in due momenti successivi, condivisibile con altri nella triangolazione della conferma sociale); -il sé come oggetto di conoscenza per acquaintance, dotato di realtà psicologica per me (a prescindere dalle illusioni su me stesso, come mi vivo è vero per me qui ed ora, non può essere invalidato da altri). Nella relazione interpersonale, allora, ciascuno è fonte diretta privilegiata di dati su di sé e osservatore-testimone del sé dellaltro (e di sé come un altro). Esempi da disambiguare: vedo un fantasma, mi sento trasparente, sei così trasparente!, stai parlando da solo, stai parlando come se fossi solo, mi sento come se tu stessi parlando da solo e non con me…….. Loggetto dello psicologo

34 Una teoria della mente richiede capacità di METARAPPRESENTAZIONE, cioè rappresentazione di una rappresentazione nella mente dellaltro. La RAPPRESENTAZIONE PRIMARIA: nel cielo brillano le stelle, con il suo valore di verità rispetto allo stato delle cose, va distinta dalla RAPPRESENTAZIONE SECONDARIA: Giovanni pensa che nel cielo BRILLINO le stelle, dove è sospeso il riferimento semantico alla realtà, e lespressione è al congiuntivo. Lultima asserzione può essere vera anche se non è vero il suo contenuto, perché dipende dal VERBO MODALE che la regge e dalla CORRISPONDENZA CON LESPERIENZA INTERNA, vissuta dal soggetto. In psicologia è LATTRIBUZIONE DI STATI MENTALI (INTENZIONI, CREDENZE E DESIDERI) AGLI ALTRI E A SE STESSI, in modo intuitivo, mediante inferenze dal comportamento che rimangono spesso inconsapevoli. Le diverse culture hanno differenti TEORIE DELLA MOTIVAZIONE, cioè del perché le persone si comportano in certi modi, e teorie della mente in accordo con queste. TEORIA DELLA MENTE

35 5) Abitudini di ATTENZIONE. Tutti vediamo ripetutamente insetti ma solo l'entomologo li nota, mentre "una cosa incontrata una volta sola nel corso della vita può lasciare nella memoria un'esperienza indelebile" (FC, p.106). Esempio dei quattro americani che visitano lEuropa: ognuno vede e ricorda ciò che gli interessa (cfr. Bartlett 1932). "La mente è a ogni livello teatro di possibilità simultanee. La coscienza consiste nel confrontarle l'una con l'altra, nella selezione di alcune e nella soppressione di tutto il resto mediante l'azione rafforzante o inibente dell'attenzione. Le concezioni attuali della coscienza devono molto a questa sintetica analisi: gran parte dei processi paralleli di elaborazione cognitiva vengono filtrati e eliminati. La mente lavora sui dati che riceve, l'input sensoriale, "come lo scultore lavora nel blocco di pietra" e fa la statua che era lì da sempre (ma ce n'erano altre potenziali!); così "il mondo di ciascuno di noi: per quanto siano differenti le nostre molteplici visioni di esso, tutte erano incastrate nel caos primordiale di sensazioni che ha dato al pensiero di ognuno di noi la pura materia (matter), senza differenze." (ib.). Il nostro mondo è "quello che i nostri antenati e noi, attraverso un lento accumularsi di scelte, abbiamo pari a scultori estratto" il che richiama la teoria della pertinenza (relevance) e James si chiede come debba essere diverso il mondo di una formica, di una seppia o di un granchio. Si sono posti poi questa domanda gli zoologi e gli etologi ma anche, di recente, filosofi della mente come T. Nagel (1974 What is it like to be a bat) per il pipistrello. Ciascuno di noi effettua una diversa scissione tra Io e non-io, e ciò introduce al fatto dell'autocoscienza.

36 Lo psicologo interno (W. James, 1890) Una mente divenuta consapevole della propria funzione cognitiva si comporta nei riguardi di se stessa come ciò che abbiamo chiamatolo psicologo. Essa non soltanto conosce le cose che le stanno davanti, ma sa di conoscerle. Questo stadio di condizione riflessiva è, più o meno esplicitamente, il nostro stato abituale di menti adulte.

37 Cap.X The consciousness of self La concezione del self di James è una teoria del SÉ COME OGGETTO: Il SÉ EMPIRICO, ciò che posso chiamare me stesso (by the name of me), comprende tutto ciò che posso chiamare mio (mine) (concezione del SÉ ESTESO o proprio) a mans Self is the sum total of all that he CAN call his 1. Costituenti della storia di sé: a. sé materiale (corpo ecc.) b. sé sociale (lo sguardo dellaltro?) c. sé spirituale e d. Io puro (2. Sentimenti ed emozioni che essi suscitano: self-feelings parti non tradotte 3. Azioni alle quali spingono: self-seeking e self-preservation)

38 1.Costituenti del sé conosciuto: a. SÉ MATERIALE (corpo, indumenti, famiglia, casa, proprietà e averi la cui perdita causa depressione) b. SÉ SOCIALE (il RICONOSCIMENTO che un uomo riceve da chi gli sta intorno, perché siamo animali gregari che vogliono essere notati, e "un uomo ha tanti sé sociali quanti sono i diversi gruppi di persone la cui opinione gli sta a cuore. Egli generalmente mostra un diverso lato di se stesso a ciascuno, e importa l opinione del club ma soprattutto quella della persona di cui si è innamorati) c. SÉ SPIRITUALE la realtà interna e soggettiva di un uomo, le sue facoltà e disposizioni psichiche prese in concreto la parte più durevole e intima…più autenticamente nostra -conoscibile indirettamente, in astratto, mediante un processo riflessivo about (concetto di sé) o -conoscibile direttamente, by acquaintance, in concreto (James sostiene di trovare come nucleo centrale un vissuto corporeo di sensazioni e non il cogito cartesiano). Comunque non si può dubitare della conoscenza diretta di sé che ciascun individuo sperimenta in interiore homine!

39 Rivolgersi al sé spirituale è un processo riflessivo: abbandonare il punto di vista dellosservazione esterna e pensare alla soggettività come tale… noi stessi come pensanti In modo astratto: una certa porzione della corrente del pensiero separata dal resto viene identificata come il centro di irradiazione della sfera…il santuario nella cittadella, il sé di tutti gli altri sé. E lelemento attivo, ciò che accoglie o respinge, presiede alla percezione e dà lassenso ai movimenti, la sede dellinteresse e la sorgente dello sforzo, una specie di raccordo dove le immagini sensoriali sono riflesse in azioni, qualcosa di permanente intorno a cui gli altri elementi sembrano aggregarsi. Se poi sia lanima o nothing but a fiction, the imaginary being denoted by the pronoun I è lasciato allopinione di ciascuno. In modo concreto: come viene sentito il nucleo centrale del sé quando diventiamo consapevoli della sua esistenza? Passaggio al discorso in prima persona: James sente una palpitante vita interiore che quando lascia afferrare qualcosa di distinto è qualche processo corporeo, che ha luogo per lo più dentro la testa, movimenti tra la testa e la gola il sentimento di attività corporee (in accordo con la teoria dellorigine sensibile della coscienza di sé di Wundt). Aggiustamenti con la funzione di favorire o inibire la presenza…davanti alla coscienza, reazioni primarie simili allaprirsi o al chiudersi di una porta, il sottoporsi dei contenuti della mente a un esame di ammissione. Esperienza diretta di un oggetto ripartito in sé e non-sé; la condizione dellesperienza stessa non è conosciuta immediatamente, ma solo nella successiva riflessione

40 d. IO PURO (il sé conoscente, il soggetto trascendentale dei filosofi) the bare principle of personal unity, il principio, il senso, la coscienza dellIDENTITÀ PERSONALE (personal sameness) -come sintesi oggettiva (corrispondente allappercezione analitica kantiana) o verità è unità conosciuta tra le cose e non è in questione qui, ma solo in quanto lo psicologo, osservando e operando criticamente, potrebbe accertare che il pensiero è in errore, dimostrando che non cè alcuna reale identità – potrebbe non esserci stato nessun ieri o, comunque, nessun sé di ieri…lidentità predicata potrebbe non essere effettiva o potrebbe essere predicata su basi insufficienti e lidentità non sussisterebbe come un fatto, ma continuerebbe a esistere come un sentimento; la coscienza di essa da parte del pensiero sussisterebbe; -come sintesi soggettiva (appercezione sintetica) o feeling è un giudizio di identità in prima persona : I am the same self that I was yesterday, che potrebbe anche essere illusorio, ma lidentità è implicita nella semplice esistenza del pensiero in quanto tale, attraverso lunione temporale delle sue parti nella coscienza, e tuttavia il senso didentità non è questa mera forma sintetica essenziale a tutto il pensiero. Da notare che il pronome I compare due volte nella frase, in una sorta di raddoppiamento del soggetto. Discussione sulla natura del principio di unità della coscienza (diacronica)

41 Il senso didentità personale secondo James è qualcosa di più semplice, è identità predicata dal pensiero su un sé presente e un sé passato, nel tempo. Accomuna i vari sé, anche i più remoti, vivi e caldi come il sentimento del pensiero in atto e dellesistenza concreta e attuale del corpo, il calore animale…il segno distintivo, il marchio che li trapassa, simile al filo di un rosario, formando un intero. Inoltre sono stati continui gli uni con gli altri, sfumando gradatamente nel sé presente. Quindi il giudizio didentità (sameness) è una conclusione basata o sulla somiglianza dei fenomeni messi a confronto o sulla loro continuità davanti alla mente che viene meno quando non sono più sentite (narrazioni da parte dei genitori di aneddoti sullinfanzia che non ricordiamo come episodi vissuti). In un certo senso ciascuno ha molti sé, una pluralità, tenuta insieme dalla memoria dei ricordi sentiti come propri (legame fragile: ci sono patologie mentali, come le fughe isteriche o i casi di doppia personalità, in cui la persona si sveglia, non si sente più se stessa e si dà un nome nuovo, come Ansel Bourne). Il senso comune ritiene che lunità di tutti i sé non sia una mera apparenza, ma una reale appartenenza a un proprietario, il centro di coesione è il presente pensiero giudicante che osserva e ricorda, la sezione identificante della corrente del Pensiero, che funge da rappresentante (legale) dei pensieri passati e li adotta. Non cè una sostanza o un io trascendentale, ma solo un fuoco di coesione, il gancio da cui pende la catena dei sé passati, saldamente piantato nel presente: il momento presente della coscienza, oscuro perché conoscibile about solo dopo che è passato, ma conoscibile by acquaintance, come vissuto, dalla percezione interna (che in psicologia è base solida per assunzione).

42 Nella traduzione italiana 1901 si trova similitudine del gregge e pastore del gregge. Poco prima James ha scritto, a proposito dellamore di sé, che soltanto un animale non gregario potrebbe essere completamente privo di ogni tribunale interiore e dovuto all io sociale potenziale come spettatore ideale: la coscienza morale sembra trovare la sua origine sociale nella dipendenza dell'uomo dai suoi simili. Il collegamento associativo con gli animali gregari, che vivono in gruppi e che saranno poco dopo chiamati in causa, è d'obbligo e fa trasparire una sottile ironia. Il calore animale richiama limmagine di una mandria lasciata libera in inverno in una sconfinata prateria del west dove il proprietario seleziona e mette insieme, quando in primavera viene il momento di radunare il bestiame, tutti i capi sui quali trova il proprio particolare marchio. Lassociazionismo empirista descrive il sé come un aggregato di parti separate, una cosa empirica e verificabile. Nellesempio il proprietario (sezione attuale della coscienza), è il veicolo del giudizio didentità, ratio existendi del marchio (calore e continuità), che ne è la base, la ratio cognoscendi. Gli animali sono marchiati perché appartengono al proprietario, lo stato mentale presente, che collega in ununità compiuta e ben salda i sé e i pensieri passati, che non sono mai stati bestiame selvaggio…non li cattura ma li trova già di sua proprietà perché si può immaginare una lunga serie di mandriani che si succedono rapidamente nel possesso di una stessa mandria grazie alla trasmissione per lascito di un originario diritto di proprietà. Parole chiave legal representative e title, che evocano il contesto giudiziario. In un certo senso ciascuno è lerede legittimo dei propri pensieri passati! Questo stratagemma (trick) sta al nocciolo (kernel) dellidentità personale. La metafora della mandria di bestiame

43 Altri riferimenti: I.Kant ( ) Critica della ragion pura, -teoria dell io penso o del soggetto trascendentale come base dellunità sintetica dellappercezione (Analitica, Deduzione trascendentale par 16 Dellunità sintetica originaria dellappercezione e par 25 senza titolo) -critica della dottrina cartesiana dellanima come sostanza immateriale (Dialettica). Il soggetto trascendentale nei Principles Lidentità personale non è una mera forma sintetica né un Maxi-Io (Arch-ego) che domina lintera corrente di pensiero e tutti i sé rappresentati al suo interno, alla stregua di un principio identico e immutabile implicito nella loro unione. E piuttosto come se il mandriano, invece di prendere al lazo i singoli pensieri, invece di essere identico in modo sostanziale o trascendentale al precedente proprietario del sé passato, si limitasse ad ereditarne il diritto di proprietà (title), fungendo ora da suo rappresentante legale...Non potrebbe il diritto di proprietà di un sé collettivo essere trasmesso in modo analogo da un pensiero a un altro? Come dice Kant è come se delle palle elastiche avessero non soltanto il movimento ma anche la coscienza di esso…finché lultima palla possiede tutto quello che le precedenti hanno posseduto, diventando cosciente in proprio. (cfr. Critica al terzo paralogismo della ragion pura Della personalità)

44 D. Stern Il momento presente Distinzione tra TEMPO SOGGETTIVO o Kairos (il momento propizio in cui qualcosa viene in essere) e TEMPO OGGETTIVO e lineare o Kronos (in cui niente può accadere se non come passato). Dalla collaborazione con il Boston Change Process Study Group, Stern ha focalizzato il problema del CAMBIAMENTO IN PSICOTERAPIA, collocandolo nel momento dellincontro vissuto fenomenologicamente dalla coscienza intersoggettiva: lunico momento in cui siamo soggettivamente vivi e possiamo cambiare perché la conoscenza diretta delle persone reali ha effetto su di noi. Metodo di ricerca lintervista microanalitica sugli eventi impliciti a grana fine (dove la narrazione coglie il passato come la coda di una cometa, ed è distinta dall esperienza vissuta, che ricostruisce a posteriori). Unesperienza soggettiva devessere sufficientemente nuova o problematica per emergere alla coscienza come momento presente significativo: Stern li chiama momenti-ora (now-moments), caldi, di urgenza, carichi di energia, che non si possono prevedere né gestire applicando le regole tecniche di una scuola psicoterapeutica, ma solo facendo qualcosa di spontaneo, tratto dallesperienza personale, con la propria firma. Aspetto non specifico di tutte le terapie diventa quindi la capacità di offrire un buon ambiente di contenimento (un setting protetto), in cui accadono cose insieme, in un viaggio emotivo breve e denso che dura almeno un momento presente di condivisione.

45 Riprende da H. Taine (1870) lesempio della larva che diviene farfalla, conservando tutte le idee e le sensazioni di prima: fra i due sé ci sarebbe tuttavia"a deep scission, a complete rupture". Lidentità debole jamesiana, questa costruzione lassa, si concilia con la responsabilità della persona ma dipende dalla memoria fallibile; ammette cambiamento e crisi esistenziale come momenti costitutivi, complementari alla somiglianza e continuità su cui si fonda. "The identity found by the I in its me is only a loosely construed thing" Secondo W. James, dallinfanzia alla vecchiaia si conserva a relative identity, that of a slow shifting, in which there is always some common ingredient retained. The commonest element of all, the most uniform, is the possession of the same memories. However different the man may be from the youth, both look back to the same childhood, and call it their own. LIDENTITÀ DEBOLE

46 Erik Homburger Erikson ( ) In Introspezione e responsabilità (1964) definisce la MUTUALITÀ come quel rapporto in cui i singoli individui in esso coinvolti vengono a dipendere luno dallaltro per quanto concerne lo sviluppo delle loro rispettive forze (p.228), attivandosi reciprocamente e condividendo attività che fanno sentire profondamente vivi nella spontaneità non difensiva. Emigrato negli Stati Uniti, lavora con i veterani di guerra che manifestavano sintomi di perdita della sensazione di essere se stessi, si cambia cognome e diventa famoso ad Harvard con il concetto di CRISI DIDENTITÀ ADOLESCENZIALE: una svolta necessaria, un momento cruciale in cui lo sviluppo deve procedere in un senso o nellaltro….

47 ORALE fiducia/sfiducia speranza ANALEautonomia/vergogna-dubbiovolontà FALLICA iniziativa/colpa finalità LATENZA industriosità/inferiorità competenza ADOLESCENZAidentità/dispersionefedeltà GIOVINEZZAintimità/isolamentoamore ETA ADULTAgeneratività/stagnazionecura VECCHIAIAintegrità/disperazione saggezza FASE crisi normativa virtù psicologica Gli stadi dello sviluppo psicosociale secondo Erikson

48 Epigenesi degli stadi ogni stadio implica una crisi psicosociale, un compito di sviluppo il cui superamento mette in grado di affrontare lo stadio successivo Erik Erikson è considerato L architetto dellidentità (Friedman e Cole, 1999) Modalità psicosociali le zone erogene della teoria freudiana dello sviluppo psicosessuale diventano modalità del rapporto sociale tipico di ogni fase


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