La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Dati sessuati sulla cittadinanza politica delle donne in Italia e in Europa Rappresentanza di genere Prof. Alisa Del Re Università di Padova.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Dati sessuati sulla cittadinanza politica delle donne in Italia e in Europa Rappresentanza di genere Prof. Alisa Del Re Università di Padova."— Transcript della presentazione:

1 Dati sessuati sulla cittadinanza politica delle donne in Italia e in Europa Rappresentanza di genere Prof. Alisa Del Re Università di Padova

2 La presenza femminile in Parlamento nelle varie legislature (Italia 2006) I*IIIIIIIVVVIVIIVIIIIXXXIXIIXIIIXIVXV F % , Tot

3 Ripartizione degli eletti tra neoeletti e rieletti per sesso e per fasce d'età Camera dei Deputati XVI legislatura - situazione al 29/04/2008 (inizio legislatura) Neoeletti uomini Neoelette donne 7344 Rieletti uomini Rielette donne 5850 Eletti totale 63050,1 Elette 131 (20,7%) 47,0

4 SENATO Statistiche XVI Legislatura (dati aggiornati al 2 maggio 2008) Uomini26481,99%56,57 Donne5818,01%54,57 Totale32256,21

5 Camera dei deputati

6 Senato

7 XVII legislatura Inizio legislatura febbraio 2013 Elette alla Camera dei Deputati PDPDLM5SSelLista Mont coll Altritotale Totale seggi totale PD 292 seggi Pdl 97 seggi M5S 108 seggi Sel 37 seggi Lista Monti 17 seggi Altri46 seggi % su seggi assegnat i 38%26%33%16%22%7% totale 29,8 %

8 XVII legislatura Inizio legislatura febbraio 2013 Elette al Senato della repubblica PDPDLM5SSElLista Monti e coll Lega Nord Totale seggi totale PD 109 seggi PDL 99 seggi M5S 54 seggi SEL 7 seggi Lista Monti 19 seggi Lega Nord 17 seggi % sui seggi assegnat i 39,4%9%46,2%28,5%15,7%29,4%27,6%

9 Dati Arcidonna

10

11 Età degli eletti È donna l'eletta più giovane, la venticinquenne Marta Grande, candidata nel Lazio dal Movimento 5 stelle. Al di là dei diversi schieramenti e delle ipotesi di alleanze, il nuovo Parlamento rappresenta non solo una sfida generazionale (età media 48 anni) per un Paese come l'Italia che ha la classe dirigente più vecchia in Europa con una età media di 59 anni, ma soprattutto una sfida al maschilismo imperante nei centri decisionali della politica.

12 Modifica art. 51 Costituzione 1 comma: La repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini Viene superata la preclusione alladozione di misure incidenti sulle procedure elettorali

13 Legge 21 dicembre 2005 n. 270 Omissione costituzionale

14 Risultati pressione movimenti Nel 2012 (legge n. 215/2012) si è iniziato ad inserire dei principi di pari opportunità introducendo due misure rilevanti nella legge elettorale per lelezione dei consigli comunali con popolazione superiore ai abitanti: limposizione di una quota di lista, in virtù della quale nessuno dei due sessi può essere rappresentato nelle liste in misura superiore ai due terzi dei candidati; la cosiddetta doppia preferenza di genere, ossia la possibilità di esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale: una per un candidato di sesso maschile e laltra per un candidato di sesso femminile della stessa lista. In caso di mancato rispetto della disposizione, si prevede lannullamento della seconda preferenza. Questa legge sarà applicata nelle prossime amministrative.

15 Altri risultati Per quanto riguarda le giunte degli enti locali ed i consigli regionali, la legge non prevede singole misure, ma è fissato il principio per cui latto di nomina o la legge elettorale regionale devono garantire la presenza di entrambi i sessi. La legge introduce, inoltre, disposizioni in materia di comunicazione politica e di parità nelle commissioni di concorso per laccesso al lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

16 E ancora Una ulteriore misura volta a favorire la parità di genere nella politica è stata introdotta dalla legge di riforma del finanziamento della politica che prevede la decurtazione del 5% dei contributi per i partiti che presentano un numero di candidati del medesimo sesso superiore ai due terzi del totale. La disposizione si applica alle elezioni politiche, europee e regionali (L. 96/2012, art. 1, comma 7). Inoltre, per quanto riguarda lequilibrio tra i sessi negli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati, il Parlamento ha approvato la legge n. 120/2011 che dispone che il genere meno rappresentato debba ottenere almeno un terzo degli amministratori eletti.

17 E ancora Il 21 gennaio 2013 è stata depositata una sentenza del Tar Lazio dopo un ricorso presentato dallAnde Roma per lannullamento della delibera di nomina della giunta del comune di Civitavecchia, che vedeva la presenza, oltre al sindaco, di una sola donna su sette assessori. Il Tar Lazio afferma che : leffettività della parità non può che essere individuata nella garanzia del rispetto di una soglia quanto più approssimata alla pari rappresentanza dei generi, da indicarsi dunque nel 40% di persone del sesso sotto- rappresentato.

18 Il Porcellum Per quanto riguarda la legge elettorale per il Parlamento attuale ( proporzionale con premio di maggioranza senza indicazioni di preferenza (a liste chiuse), non piace a nessuno, non garantisce la governabilità (come si vede attualmente) per come è strutturata, ma se ci fossero le quote di genere sarebbe la più utile per la parità.

19 Leggi elettorali regionali Lobbligo di promuovere la parità daccesso tra donne e uomini alle cariche elettive è stato stabilito per le Regioni a statuto speciale dalla legge Costituzionale 31 gennaio 2001, n.2 e per quelle a statuto ordinario dallart. 117, comma VII, aggiunto in occasione della revisione dellart. V della Costituzione

20 Leggi elettorali regionali Le misure volte ad incrementare la presenza femminile sono poco uniformi Comune a tutte le regioni è la previsione di quote elettorali, ovvero lobbligo di presentare liste composte da candidati di ciascun sesso in proporzioni determinate, mentre altamente diversificate sono sia tali proporzioni, sia le sanzioni previste.

21 Campania Legge 7 febbraio 2005, n. 1: si limita a vietare le liste monosesso Modificata il 27 marzo 2009, legge n. 4 con la preferenza di genere Il 14 gennaio 2010, con la sentenza n. 4 la Corte Costituzionale ha ritenuto non fondata limpugnazione da parte del Governo

22 Sicilia Legge 3 giugno 2005 n. 7, i candidati di ogni lista devono essere inseriti secondo un criterio di alternanza fra uomini e donne

23 Altre leggi regionali Valle dAosta, legge 7 agosto 2007, n. 22: in ogni lista di candidati allelezione del Consiglio regionale ogni genere non può essere rappresentato in misura inferiore al 20 per cento, arrotondato allunità superiore Abruzzo, legge 13 dicembre 2004, n. 42, modificata il 12 febbraio 2005, n.2, fissa al 70%la proporzione di base alla quale nessuno dei due sessi può essere rappresentato nelle liste

24 Ancora leggi regionali Marche, Puglia, Lazio, Toscana, Campania e Umbria, con le rispettive leggi 16 dicembre 2004, n. 27; 28 gennaio 2005, n. 2; 13 gennaio 2005, n. 2; 13 maggio 2004, n. 25; 27 marzo 2009,n. 4; 4 gennaio 2010, n. 2, le liste devono essere formate in modo tale da non rappresentare oltre i 2/3 lo stesso sesso

25 Sanzioni Circa la metà delle leggi regionali si limitano a stabilire una riduzione del rimborso ottenuto per le spese elettorali per i movimenti e i partiti che presentano liste in cui uno dei due sessi è rappresentato in misura superiore a quella indicata: Puglia, Lazio, Umbria, Abruzzo, Sicilia

26 Sanzioni Le Regioni che hanno stabilito linammissibilità della lista che non rispetta la proporzione di genere prescritta sono: Calabria, Toscana, Marche, Campania, Valle dAosta.

27 Regioni Nelle ultime elezioni regionali si dovevano eleggere 699 consiglieri Primo risultato: due donne presidenti, una nel Lazio e una in Umbria. Due come nella passata edizione con le ultime elezioni (resta lUmbria e ora il Friuli) le donne elette sono state il 13,3 per cento. Su 697 eletti, appena 93 sono donne La maglia nera se la dividono equamente una Regione governata dal centro sinistra: la Basilicata (dove lunica eletta è dimissionaria) e la Calabria, governata dal centro destra, dove non risulta eletta nemmeno una donna

28 Campania Il risultato migliore è quello della Campania dove la recente legge elettorale ha introdotto il sistema della preferenza doppia, che obbliga, se si danno due preferenze, ad indicare un uomo e una donna. Il risultato buono, seppure anche questo modesto, 14 donne elette su 60 consiglieri, il 23,3% dimostra che molti elettori si sono limitati ad indicare una sola preferenza e quasi sempre solo un uomo

29 Toscana Il secondo miglior risultato è quello della Toscana, con 12 elette su 55 consiglieri, e anche qui la recente legge elettorale ha introdotto il concetto che nessun genere può essere presente nelle liste dei candidati con una percentuale maggiore di 2/3. Qui ci si doveva quindi aspettare una soglia dellalmeno 33% di elette invece siamo solo al 21,8%, del resto ormai lo sappiamo che la sola presenza in lista non garantisce lelezione

30 Puglia Anche la Puglia ha recentemente modificato la sua legge elettorale, ma non avendo previsto nessuna misura sulla rappresentanza di genere, le donne sono rappresentate con poco più del 5%.

31 Sicilia In numeri assoluti, le donne elette all'Assemblea Regionale Siciliana sono 15, in percentuale stanno intorno al 16 per cento sul totale di 90 deputati. Un dato largamente al disotto del 30 per cento, quota prevista dalla legge nazionale sulla pari rappresentanza. Nella scorsa legislatura erano in tre.

32 Sicilia Dalle prossime elezioni amministrative – che per loccasione sono state prorogate di quindici giorni – gli elettori siciliani potranno esprimere due preferenze: una per un candidato uomo ed unaltra per una candidata donna. Una norma creata per facilitare laccesso delle donne alle cariche elettive, già prevista dal governo nazionale che con la legge 215 del 2012 aveva disciplinato la doppia preferenza di genere alle elezioni amministrative e regionali. Quella norma però non era stata, fino a questo momento, recepita da nessuna Regione, a parte la Campania. E dopo un lavoro a tappe forzate della Commissione affari istituzionali anche la Sicilia ha voluto mettersi in pari.

33 Donne elette nei consigli regionali Donne elette % Calabria (0 su 48) 0 Basilicata (0 su 30) 0 Puglia (4 su 78) 5,12 Veneto (4 su 60) 6,66 Lombardia ( 15 su 80) 18,7 Liguria (6 su 40) 15 Molise (2 su 20) 10 (?)

34 Donne elette nei consigli regionali Donne elette % Marche (7 su 43) 16,3 Lazio (10 su 51) 19,6 Umbria ( 5 su 30) 16,6 Emilia-Romagna (10 su 50) 20 Friuli-Venezia Giulia (10su49)20,3 Piemonte (13 su 60) 21,6 Toscana (12 su 55) 21,8 Campania (14 su 60) 23,3

35 Giunte regionali Non molto diversamente dai Consigli Regionali, anche le Giunte mostrano una presenza femminile ridotta e con differenze marcate tra i diversi territori.

36 Giunte regionali Le Regioni si dividono nettamente in due gruppi: da una parte quelle che hanno realizzato il principio della rappresentanza paritaria in modo quasi perfetto (Toscana, Puglia e Basilicata, che hanno il 50% di donne, escludendo però il Presidente) o comunque hanno tentato di perseguire in qualche modo un equilibrio tra i generi (Emilia Romagna, Umbria, Liguria e Piemonte), e allopposto le Regioni che hanno vistosamente ignorato questo criterio.

37 Giunte regionali Il risultato è una percentuale di donne attorno al 28% degli assessori, che cala ulteriormente se si considerano i presidenti (solo 2 su 13) e laddove ci sono i sottosegretari, anche se è nettamente migliore di quella registrata tra i consiglieri eletti (13%)

38 Giunte regionali La Toscana spicca perché abbina quantità e qualità. Il neogovernatore Enrico Rossi lha presentata come una vera svolta nella storia della Regione. Le donne sono 5 su 10 (rispetto alle 3 su 14 della giunta uscente), e oltre alla vicepresidenza per limprenditrice Stella Targetti, che riceve anche le deleghe a scuola, università e pari opportunità, occupano almeno due posizioni chiave.

39 Giunte regionali La sanità è affidata a Daniela Scaramuccia, che si è occupata soprattutto di sanità pubblica: progetti sullanalisi di sostenibilità economica, lottimizzazione dei percorsi intraospedalieri, il miglioramento della produttività degli ospedali, il benchmarking dei sistemi sanitari.

40 Giunte regionali Lurbanistica va ad Anna Marson, docente alla Facoltà di Architettura di Venezia, mentre Cristina Scarletti, ex campionessa di atletica e ricercatrice immunologa, ottiene turismo e cultura, e Anna Rita Branerini, unica confermata, mantiene lambiente

41 Giunte regionali Parità anche in Puglia (7 su 14), dove il rieletto Vendola ha voluto come vicepresidente Loredana Capone, che conserva la delega allo sviluppo economico ricoperta nella Giunta precedente, e ha conferito a donne incarichi importanti che vanno dal Welfare allUrbanistica, al Turismo, alla Ricerca, al Personale

42 Giunte regionali In Sicilia il governatore Crocetta lha voluta a forte componente femminile. Con le ultime nomine in una giunta di 12 assessori, 7 sono donne

43 Giunte regionali Il Friuli Venezia Giulia, oltre alla Presidente Debora Serracchiani, ha una parità perfetta di giunta: 4 uomini e 4 donne

44 Giunte regionali Infine la Basilicata, già additata come maglia nera sia perché aveva una giunta tutta maschile nella scorsa legislatura, sia perché ha eletto solo uomini nellattuale Consiglio. Il presidente confermato, Sanfilippo, si riscatta scegliendo subito due donne (su 6), e poi aggiungendone una terza in seguito alla rinuncia di un assessore rivelatosi incompatibile, così raggiunge la parità…sia pure in extremis.

45 Giunte regionali Chi non si riscatta dal pessimo esito del voto è la Calabria: nessuna donna in Consiglio, appena una su dieci nella giunta Scopelliti, anche se sarà vicepresidente ed è una figura prestigiosa della società civile, larchitetta e imprenditrice Antonella Stasi. Molise (Governatore Paolo di Laura Frattura, PD) nessuna donna in giunta

46 Giunte regionali E tra le recidive figura la regione più importante per popolazione e ricchezza, la Lombardia, anchessa senza donne nel precedente quinquennio e con una rappresentanza minimale nel nuovo Consiglio (7 su 80). Il governatore Formigoni ha nominato una sola donna nel 2010 su sedici (venti con i sottosegretari). Ma senza una giusta rappresentanza delle cittadine nelle istituzioni la nostra democrazia è imperfetta: lo ha ribadito l11 gennaio 2012 la Quinta Sezione del Consiglio di Stato entrando nel merito della questione dell' insufficiente rappresentanza del genere femminile nella giunta della Regione Lombardia, massimo organo dellamministrazione politica lombarda. Il Consiglio di Stato, con limportante sentenza n° 89 ha ribaltato in secondo grado un precedente pronunciamento del Tar Lombardia che aveva in un primo tempo – e suscitando molte critiche - graziato la Giunta di Formigoni, in cui sedevano ben 15 amministratori politici uomini e una sola donna, Margherita Peroni. Quindi venne data in febbraio 2012 la delega allIstruzione a Valentina Aprea; in aprile 2012 la delega allo sport a Luciana Maria Ruffinelli.

47 Giunte Regionali La formazione del governo regionale in Lombardia da parte del governatore Maroni ha visto una giunta formata da 7 donne su 14 assessori (50/50)

48 Giunte regionali Migliora rispetto al passato lEmilia Romagna, che passa da 2 a 5 donne su 12, non proprio di primo piano, ma cè la vicepresidente, Simonetta Saliera, con delega al bilancio. In Umbria, la presidente Catiuscia Marini ha scelto una vice, Carla Casciari, con deleghe a welfare e formazione, però il conto totale, presidente compresa, si ferma a 3 su 8.

49 Giunte regionali Solo due sono le assessore in Veneto e nelle Marche. Nel Lazio lo Statuto della Regione Lazio indica una quota minima del 30%. Nella giunta Marrazzo le donne erano cinque. La presenza di due sole donne su 13 con il governatorato Polverini si spiega con il fatto che la norma prevede 16 assessori e indica in 11 il massimo per ciascun genere. Polverini ha risparmiato tre assessori, guarda caso tre donne. Oggi: Giunta regione Lazio, governatore Zingaretti, 6 assessore (su 11)

50 Ministero dellinterno dati aggiornati al 20/03/2013 Amministratori regionali Descrizione caricaMaschiFemmine Presidente di regione182 Assessore5914 Assessore non di origine elettiva 5827 Consigliere761100

51 Ministero dellInterno dati aggiornati al 20/03/2013 Amministratori comunali (comuni fino a ab.) Descrizione caricaMaschiFemmine Sindaco Assessore Consigliere

52 Ministero dellInterno dati aggiornati al 20/03/2013 Amministratori comunali (comuni sopra i ab.) Descrizione caricaMaschiFemmine Sindaco53945 Assessore Consigliere

53 Elezioni amministrative del 26 e 27 maggio e ballottaggi del 9 e 10 giugno donne sindaco su 564 comuni al voto. Ossia: il 13,4 per cento. Ovvero: poco più di uno su dieci. Questo il risultato di genere delle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio e dei ballottaggi del 9 e 10 giugno 2013.

54 Elezioni 2013 I nuovi primi cittadini, dopo una tornata elettorale caratterizzata da un tasso record di astensionismo, sono dunque all'87% di sesso maschile. Tra gli 11 comuni capoluogo, solo uno ha eletto una donna, Valeria Mancinelli ad Ancona. Tra i comuni più grandi, spicca a Molfetta il risultato di Paola Natalicchio, protagonista di una rimonta assai difficile.

55 Elezioni 2013 Un buon risultato nella composizione di genere va alla Lombardia: 1/4 dei 95 sindaci è donna. In Campania invece, dove si è votato in 90 comuni, solo 5 di questi hanno scelto una donna sullo scranno più alto. Nel Lazio, dove si è votato per rinnovare 42 amministrazioni, solo 2 sono state le elette, nei piccoli comuni di Pico e Torrice

56 Lanalisi. I 27 Stati europei sono stati analizzati per gruppi, in base al tipo di correttivo presente nel contesto di riferimento: Paesi in cui sono presenti quote costituzionali o nella legge elettorale (impositive). Di questo gruppo fanno parte 6 paesi: Belgio, Francia, Grecia, Portogallo, Slovenia e Spagna; Paesi in cui sono presenti quote elettorali messe in atto spontaneamente da alcuni partiti politici (volontaristiche). Si tratta del gruppo più numeroso (16) e vi fanno parte Austria, Cipro, Germania, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Svezia, Ungheria; Paesi in cui non è previsto alcun correttivo. Sono 5: Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia.

57 Quote nei partiti politici Nel secondo gruppo si presentano situazioni estremamente eterogenee. Da Paesi con percentuali molto elevate di presenza femminile nelle assemblee elettive come Svezia (47%), Paesi Bassi (39%) e Germania (32%), a Stati con percentuali medie come Lituania (24%), Italia (21%), Polonia (20%), Regno Unito (20%), fino a paesi con percentuali decisamente basse come Irlanda (13%), Romania (11%) e Malta (9%). Questi risultati così variegati suggeriscono diverse considerazioni :

58 Quote nei partiti politici Innanzitutto, lefficacia di questi sistemi di quote dipende dal rispetto o meno delle quote stesse: non è detto che i partiti rispettino le quote, pur previste e non essendoci sanzioni questo tipo di comportamenti non può essere punito. Inoltre, quasi sempre, lindicazione di una percentuale di candidature da riservare alle donne non è accompagnata da norme sul loro posizionamento nelle liste elettorali: in questo modo, è possibile che un partito rispetti la quota prevista ma ponga le candidature femminili in coda alle liste o in circoscrizioni in cui ha poca possibilità di vincere seggi, annullando di fatto qualsiasi chance di elezione delle donne in lista.

59 Quote nei partiti politici In secondo luogo, lefficacia di questo tipo di quote dipende dalle dimensioni del partito stesso. E evidente che maggiore è la base elettorale, il peso di un partito che prevede delle quote, maggiori saranno le probabilità di un aumento tangibile in termini di rappresentanza di genere.

60 Quote nei partiti politici Inoltre, risulta determinante la diffusione delle quote nel sistema partitico di uno Stato: più partiti prevedono quote, maggiori sono le possibilità di vedere un numero apprezzabile di donne nelle assemblee elettive.

61 Quote nei partiti politici Infine, questi sistemi di quote risultano essere estremamente sensibili al contesto culturale, politico e istituzionale in cui i partiti si trovano ad agire. In contesti predisposti (recettivi perché indotti ad esserlo) le quote volontaristiche risultano maggiormente efficaci: ove, infatti, si rilevi una cultura paritaria tangibile, frutto di interventi istituzionali multisettoriali organici, non solo risulta maggiore il numero di partiti che prevede delle quote, ma queste sono applicate con maggiore rigore, con risultati apprezzabili (si confronti Cipro, 10%- un solo partito, Socialdemocratici con quota 30%- con Germania, 32%- quattro Partiti tra cui CDU e SPD).

62 Parlamento Europeo percentuale donne elette per paese elezioni giugno 2009 Paesi n. donne % Totale eletti Malta005 Cipro233%6 Polonia1122%50 Italia1825%72 Repubblica Ceca 418%22 Lettonia338%8 Regno Unito 2433%72

63 Parlamento Europeo percentuale donne elette per paese elezioni giugno 2009 Paesi n. donne % Totale eletti Portogallo836%22 Grecia732%22 Germania3737%99 Belgio732%22 Ungheria836%22 Spagna1836%50

64 Parlamento Europeo percentuale donne elette per paese elezioni giugno 2009 Paesi n. donne % Totale eletti Estonia350%6 Slovacchia538%13 Finlandia862%13 Danimarca646%13 Lituania325%12 Irlanda325%12

65 Parlamento Europeo percentuale donne elette per paese elezioni giugno 2009 Paesi n. donne % Totale eletti Austria635%17 Slovenia229%7 Francia3244%72 Olanda1248%25 Lussemburgo233%6 Svezia1056%18

66 Parlamento Europeo percentuale donne elette per paese giugno 2009 Paesi n. donne % Totale eletti Bulgaria847%17 Romania1236%33

67 Composizione uomini/donne in totale e nelle differenti legislature LegislaturaUomini %Donne %

68 Parlamento Europeo percentuale donne elette in totale elezioni giugno 2009 Seggi 736 Donne elette 258 Uomini eletti 478 Percentuale generale donne: 35% Fonte: IPU Inter-Parliamentary Osservatorio INCA CGIL


Scaricare ppt "Dati sessuati sulla cittadinanza politica delle donne in Italia e in Europa Rappresentanza di genere Prof. Alisa Del Re Università di Padova."

Presentazioni simili


Annunci Google