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28/01/2014 1 Lorena Franchini. 28/01/2014 2 PERCHÉ A VOLTE NON FUNZIONANO COSA SONO E COSA NON SONO.

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Presentazione sul tema: "28/01/2014 1 Lorena Franchini. 28/01/2014 2 PERCHÉ A VOLTE NON FUNZIONANO COSA SONO E COSA NON SONO."— Transcript della presentazione:

1 28/01/ Lorena Franchini

2 28/01/ PERCHÉ A VOLTE NON FUNZIONANO COSA SONO E COSA NON SONO

3 28/01/ una relazione a 3 PAZIENTE PROFESSIONISTAORGANIZZAZIONE COSA SONO

4 28/01/ la risposta allesigenza di avere una visione sistemica, complessiva dellassistenza, che consideri tutti gli attori e le tappe dei processi di cura e il superamento dei compartimenti stagni e del concetto di singole prestazioni ORGANIZZAZIONE

5 28/01/ piani multi professionali e interdisciplinari di assistenza costruiti per specifiche categorie di pazienti, identificano la migliore sequenza di azioni per raggiungere gli obiettivi di salute definiti a priori PROFESSIONISTA

6 28/01/ il cammino che una persona con problemi di salute, percorre allinterno del sistema sanitario PAZIENTE

7 28/01/ I PERCORSI SONO: tutte e 3 con tutti e 3 i punti di vista UNO STRUMENTO DI QUALITÀ

8 28/01/ OBIETTIVO hanno come OBIETTIVO il raggiungimento della qualità nelle sue componenti essenziali:efficaciatempestivitàefficienza centralità del paziente sicurezzaequità Istitute of Medicine, Washintong, D.C. 2001

9 28/01/ identificazione della patologia 2. costituzione del gruppo di lavoro 3. revisione letteratura e pratica clinica 4. selezione della popolazione 5. stesura del percorso assistenziale 6. sperimentazione del percorso 7. valutazione dellimpatto del percorso 8. Implementazione del percorso LE TAPPE per costruire e gestire un Percorso Assistenziale

10 28/01/ Obiettivo condiviso analisi e mappatura del percorso esistente raccolta delle raccomandazioni cliniche costruzione del percorso adattamento locale diffusione e implementazione Valutazione impatto

11 28/01/ PA = LG+CL+ EP EBM/Linea guida /raccomandazioni cliniche contesto locale In teoria Nella realtà adattate alle esigenze del singolo paziente

12 28/01/ COSA NON SONO

13 28/01/ Linea guida Procedura Percorso assistenziale Processo Protocollo

14 28/01/ Protocollo Schema predefinito di comportamento ottimale Processo Successione strutturata di attività finalizzate a produrre un risultato (prodotto/servizio) che ha valore per il cliente finale Percorso assistenziale Procedura Insieme organico di norme da seguire, con cui si esplicita :chi fa, che cosa, come, con chi,perché, dove,quando e le relative responsabilità Linea Guida Raccomandazioni di comportamento (clinico,assistenziale, organizzativo) prodotte attraverso un percorso sistematico, finalizzate ad assistere i professionisti a decidere quali siano le modalità cliniche, assistenziali, organizzative più adeguate un po di chiarezza…

15 28/01/ CITTADINO umanizzazione e soddisfazione PERCORSO ORGANIZZAZIONE efficienza Processo- procedura PROFESSIONISTA efficacia LG-protocollo

16 28/01/ Perché a volte non funzionano

17 28/01/ Da un INSIEME di parti autocentrate e indipendenti tra di loro A un SISTEMA che riconosce e valorizza leallinterno di un e di una connessione A un SISTEMA che riconosce e valorizza le differenze, allinterno di un comune orientamento e di una connessione a rete

18 28/01/ mancanza di oVISIONE COMPLESSIVA /GLOBALE oVISONE PROCESSUALE oCOORDINAMENTO TRA I PUNTI DELLA RETE oMANCANZA DI MISURE PER CAPIRE SE FUNZIONANO oADATTAMENTO ALLA REALTÀ LOCALE oRISPOSTE ALLE ESIGENZE DELLA PERSONA

19 28/01/ Comporta interventi professionali e organizzativi difformi e disomogenei con risposte contrastanti, scoordinate, discontinue e lassistenza risulta frammentata e scomposta MANCANZA DI VISIONE COMPLESSIVA /GLOBALE

20 28/01/ Ospedale Territorio PROTOCOLLI PROCEDURE Territorio LG P e r c o r s o d e l p a z i e n t e Dimissioni protette Visione unitaria Risultati per il paziente

21 28/01/ MANCANZA DI VISIONE PROCESSUALE Visione processuale = appropriatezza organizzativa appropriatezza organizzativa

22 28/01/ Visione processuale

23 28/01/ Nel costruire i PA teniamo presente che: × loutcome del paziente non può essere associato a una singola prestazione ma è il risultato di una concatenazione di interventi sanitari e organizzativi che devono essere gestiti complessivamente × gli snodi delle relazioni tra i diversi professionisti, strutture ecc, sono di solito le barriere al flusso del processo / percorso

24 28/01/ Il percorso ideale viene disegnato dalle LG, dagli standard di cura di riferimento e costituisce la traccia ma deve essere calato nella pratica da ideale a reale NON SUFFICIENTE ADATTAMENTO LOCALE

25 28/01/ ha garanzia dei suoi diritti: accessibilità,comunicazione, informazione ecc? quali sono le esigenze ? NON SUFFICIENTE ADATTAMENTO ALLE ESIGENZE DELLA PERSONA

26 28/01/ …generalmente …i pazienti vogliono: conoscere come si accede ai servizi avere informazioni sulla propria condizione, sul trattamento e gli esiti avere fiducia nellabilità di chi li tratta ottenere informazioni accurate, complete e sicure

27 28/01/ MANCANZA COORDINAMENTO TRA I PUNTI DELLA RETE

28 28/01/ SISTEMA INTEGRATO DI SERVIZI (da PSS ) (da PSS ) ….il modello organizzativo è costituito da reti integrate di servizi…..percorso assistenziale integrato attraverso lo sviluppo, qualificazione e specializzazione della rete dei servizi…

29 28/01/ × per creare sinergie tra strutture e professionisti × facilitare la condivisione delle buone pratiche cliniche, assistenziali, organizzative

30 28/01/ × stabilire i contatti (relazioni tra gli attori) × definire le regole (autonomia e cooperazione) × garanzia di equità (servizi per tutti)

31 28/01/ Programmazione Applicazione percorsi Verifiche e audit Miglioramenti e modifiche

32 28/01/ Lautovalutazione per fare il punto della situazione MANCANZA DI MISURE PER CAPIRE SE FUNZIONANO

33 28/01/ MISURE Indicatori di processo per valutare lappropriatezza clinica e organizzativa MISURE di soddisfazione del paziente +

34 28/01/ PA = LG+CL+ EP EBM/Linea guida /raccomandazioni cliniche contesto locale adattate alle esigenze del singolo paziente

35 28/01/ PERCORSI ASSISTENZIALI N°….processi assistenziali N°..attività CRITERI DI INGRESSO CRITERI INTERNI SVILUPPO PERCORSO CRITERI DI USCITA Progettazione percorso CRITERI DI INGRESSO CRITERI INTERNI SVILUPPO PROCESSO CRITERI DI USCITA RISORSE-COMPETENZE-IO/Protocolli Progettazione processi

36 28/01/ C C ontinuità dellassistenza C C ollaborazione tra professionisti C C omunicazione tra professionisti/servizi/pazienti/familiari C C ontrollo (autovalutazione)

37 28/01/ operare in una logica di programmazione adottare un atteggiamento di tipo collaborativo coltivare unattitudine allascolto reciproco fare tesoro dei contributi di tutti i professionisti essere solidamente ancorati alla situazione locale 28/01/ PRE - REQUISITI

38 28/01/ riluttanza al cambiamento non disponibilità di linee guida mancanza di risorse o scarsa autorevolezza nel mandato scarsa fiducia nel miglioramento della qualità mancanza di buon clima e di buoni rapporti tra professionalità 28/01/ BARRIERE ALLIMPLEMENTAZIONE

39 28/01/ ASPETTI ORGANIZZATIVI PROCESSI ASPETTI CLINICI EBM, pratica, ecc ASPETTI SOCIALI bisogni complessi del paziente

40

41 Grazie per lattenzione !


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