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DOMANDA E OFFERTA. I dati sulla diffusione della lettura collocano il nostro Paese in fondo alla classifica europea: sopravanziamo (di poco) Spagna, Grecia.

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1 DOMANDA E OFFERTA

2 I dati sulla diffusione della lettura collocano il nostro Paese in fondo alla classifica europea: sopravanziamo (di poco) Spagna, Grecia e Portogallo, ma rimaniamo a grande distanza da Svezia, Gran Bretagna, Germania, ecc. Tuttavia, considerando le dinamiche di lungo periodo, emergono chiaramente i profondi processi di trasformazione che hanno investito la lettura di libri nel nostro Paese. La popolazione (dai 6 anni in su) che ha letto almeno un libro non scolastico nellultimo anno è progressivamente aumentata: nel 1965 leggevano poco meno di 7,5 milioni di persone, nel milioni, nel 2000 poco più di 21 milioni (38,6%), nel 2003 si raggiunge la soglia dei 23 milioni (40,2%) e nel 2005 i lettori sono il 42,3% (+2,1% rispetto al 2003). (Fonte: Istat) Il libro, quindi, riesce a conquistarsi uno spazio significativo nel panorama dei consumi culturali e nelluso del tempo libero anche tra i segmenti della popolazione tradizionalmente più lontani dalla lettura. Per quanto riguarda in particolare la popolazione giovanile, tra i 14 e i 30 anni, il consumo di libri si colloca al quarto posto, dopo televisione, cellulare e radio, nella competizione con gli altri media (Fonte: Indagine Censis 2003). In media il 70% dei giovani legge almeno un libro in sei mesi (ma diventa il 76,4% tra i 25 e i 29 anni). Alla crescita dei lettori negli ultimi dieci anni hanno contribuito una pluralità di fattori, dallinnalzamento dei livelli di scolarizzazione, allincremento dei redditi o dei maggiori consumi culturali (musica, cinema, turismo). Inoltre, tra le spinte allallargamento al mercato della lettura dobbiamo considerare la ridefinizione delle politiche di prodotto delle case editrici e il miglioramento dellapparato distributivo. Lallargamento del mercato della lettura, infatti, non ha significato soltanto uno spostamento quantitativo del parco lettori, ma anche una loro ridefinizione qualitativa. Oggi il pubblico è ripartito in una varietà crescente di segmenti diversi per età, classe sociale, stili di vita, ecc., e mostra comportamenti dacquisto differenziati per frequenza, stile e benefici attesi. LA DOMANDA DI LIBRI

3 Nel corso degli anni Novanta le case editrici hanno profondamente rinnovato la propria offerta attraverso il numero di titoli immessi sul mercato, lo sviluppo di nuove collane e la ricerca di nuovi autori. Queste trasformazioni esprimono lo sforzo compiuto dal sistema dimpresa per farsi interprete dei bisogni di evasione, formazione, aggiornamento professionale e culturale di una società divenuta molto più complessa e articolata. Il processo di rinnovamento del sistema dofferta è avvenuto soprattutto attraverso: laumento del numero delle novità, grazie soprattutto alla crescita delle traduzioni, e la riduzione della tiratura media e del ciclo di vita del libro: il rapporto novità/catalogo è ben oltre il 50% (Vigini); lo sviluppo di nuovi settori, ad esempio, leditoria per ragazzi o professionale, ma anche lincremento della saggistica di cultura e attualità, che propone testi a foliazione sempre più ridotta e a prezzo contenuto per assecondare lesigenza di cimentarsi con libri di sostanza, che si possano gustare in un lasso di tempo ragionevole; lo sviluppo di linee dofferta tascabili ed economiche, anche queste in sintonia con un mercato-flash che privilegia limmediato e lo spendibile in tempi brevi. EVOLUZIONE DEL SISTEMA DI OFFERTA

4 CANALI DI VENDITA La diversificazione dei canali di vendita ha conosciuto una rapida accelerazione nel corso degli ultimi dieci anni: la quota di mercato delle librerie si è ridotta a vantaggio soprattutto della grande distribuzione e lo sviluppo di formule di vendita innovative, ad esempio i bookshop allestiti allinterno di musei ed esposizioni. Litaliano che acquista libri si rivolge ancora ai canali tradizionali, senza trascurare però altre forme di vendita: la grande libreria di una catena (37,4%), la grande libreria indipendente (33,4%), la piccola libreria (21,9%), il supermercato (23,8%), ledicola (20,7%; esclusi i libri allegati ai quotidiani). Cresce infine il commercio elettronico di libri (pur essendo gli acquirenti dei libri on-line una parte ancora trascurabile del mercato): il 2,4% nel 2004 contro lo 0,6% del 2001 (Fonte: Indagine Multiscopo Istat). Se la prossimità e il fattore sconto hanno rappresentato negli ultimi anni i principali elementi di attrazione di queste soluzioni commerciali – che hanno saputo intercettare soprattutto le fasce di lettura più deboli, che non hanno né labitudine né tempi di lettura tali da frequentare le classiche librerie – la nuova legge sul prezzo sembra aver prodotto uninversione di tendenza. Nel 2002 si è registrata una diminuzione del 3% nel gruppo dei lettori che acquistano i libri con lo sconto: si è passati dal 40% al 37%. Larticolazione dei canali di vendita trattanti il libro non sembra destinata ad arrestarsi; al contrario si prevede che labolizione delle tabelle merceologiche accentuerà la tendenza dei punti vendita despecializzati ad ampliare lassortimento anche ai prodotti editoriali. La maggiore articolazione dello scenario della distribuzione del libro e le mutate caratteristiche del pubblico di riferimento modificano anche il ruolo e il volto delle moderne librerie. Quelle che si rinnovano sono tante e sorprendentemente questo processo di ammodernamento logistico-strutturale ha coinvolto anche le librerie indipendenti. E pare che gli acquirenti di libri se ne siano accorti: il 62% di loro, secondo unindagine di Demoskopea, dichiara di essere entrato e di aver comprato libri nella nuova libreria. Ciò nonostante, soprattutto nelle aree metropolitane, è la grandezza che si configura come fattore determinante per il successo di una libreria, non solo per il numero crescente di libri in uscita e per laumento dei prodotti destinati a entrare in libreria e a integrarsi con i libri, ma per la necessità di avere uno stock sufficientemente ampio in modo da accontentare subito le esigenze di un pubblico che ha sempre meno tempo e richieste sempre più diversificate (Vigini).

5 PUNTI DI DEBOLEZZA DEL MERCATO Il principale punto di criticità del mercato editoriale italiano è la domanda di libri, che rimane nel complesso modesta. Unampia fetta della popolazione continua a non leggere e il mercato della lettura è costituito per circa la metà da lettori deboli e acquirenti solo occasionali. Considerata linstabilità del mercato non stupisce il forte calo registrato nel numero dei lettori negli ultimi anni. Le principali ragioni di questa situazione vengono individuate nelle deboli iniziative di sostegno e promozione della lettura e nei livelli di competenza alfabetica inferiori a quelli dei principali Paesi europei. Ai dati relativi alla domanda va aggiunta anche lestrema frammentazione della struttura editoriale italiana. Questo minaccia di lasciare i principali gruppi italiani ai margini delle più importanti partite che si stanno giocando sui mercati internazionali per effetto della convergenza tra industrie dei contenuti e imprese tecnologiche. Anche il quadro legislativo appare meno attento alle esigenze del settore rispetto a quanto accade in altre realtà europee. Questa debolezza si esprime in modo evidente nello scarso rispetto del diritto dautore, e in particolare nel fenomeno molto diffuso della reprografia abusiva, che ha effetti negativi sul fatturato complessivo delleditoria, e in particolare dei settori universitario e professionale.

6 ANDAMENTO DELLA LETTURA La diffusione della lettura ha ripreso a crescere. Nel 2005 il 42,3% degli italiani si è dichiarato lettore di almeno un libro non scolastico negli ultimi dodici mesi (con un incremento sul 2003 del +2,1% e sul 2004 del +0,95%). A questo valore potremmo aggiungere un 10,8% di lettori di soli libri gialli, rosa, fantasy e fantascienza, manualistica leggera (cucina, giardinaggio, hobby), di libri allegati ai quotidiani e settimanali e di utilizzatori di guide di viaggio: complessivamente si arriva al 53,1% di lettori. Analizzando landamento del mercato della lettura negli ultimi dieci anni, si possono distinguere due fasi distinte: fino al 1998 la lettura fa registrare modesti ma costanti segnali di crescita, ma dal 1999 in poi landamento si capovolge di segno e la percentuale di lettori del 2000 è molto vicina alla cifra rilevata tra il 1993 e il Il calo, inoltre, è trasversale a tutte le fasce di età: dal 1998 al 2000 la popolazione di lettori di età compresa tra i 5 e i 13 anni è diminuita del 11,4% (dal 71,4% al 60%; Fonte: Doxa). Le ragioni dellestrema instabilità del mercato dei lettori sta innanzitutto nel basso livello culturale della popolazione: una recente indagine svolta del CEDE ha messo in evidenza come il 65% della popolazione adulta possieda competenze alfabetiche modeste o al limite dellanalfabetismo. Inoltre, il calo registrato nel 2000 potrebbe essere spiegato considerando che negli ultimi anni sono venute meno una serie di iniziative (I Millelire, i Miti Mondadori,…) che erano riuscite ad accentuare il processo di avvicinamento alla lettura anche da parte di chi aveva sempre avuto con il libro un rapporto soltanto occasionale. A partire dal 2002, però, la tendenza è invertita e torna a salire il numero di lettori, seppur in modo lento (con un +10,4% dal 2000 al 2005, passando dai 21,1 milioni di lettori del 2000 agli attuali 23,3 milioni). Negli ultimi anni, le varie iniziative di promozione della lettura e del libro (Festival e premi letterari, presentazioni, libri allegati a quotidiani e le strategie di marketing delle case editrici) fanno intravedere segnali positivi: dal 2002 al 2005 si passa da una media di 6,4 libri letti tra i lettori negli ultimi 12 mesi a 7,3. Ma questo dato non è del tutto positivo: restano immutati gli squilibri nel mercato della lettura e tenderanno ad allargarsi sempre più se non verranno applicate delle politiche istituzionali adeguate (Fonte: Ufficio studi AIE su dati ISTAT Indagini Multiscopo).

7 Andamento della lettura in Italia: Valori in percentuale ANDAMENTO DELLA LETTURA

8 La lettura di libri nel 2003 e nel 2005 *Lettori di almeno 1 libro negli ultimi 12 mesi, esclusi testi scolastici SÌ* 42,3% Base: Totale popolazione > di 6 anni NO 57,7% + 2,1% I LETTORI: DIMENSIONE QUANTITATIVA

9 IL PROFILO DEI LETTORI (1) Il profilo del lettore italiano medio nei primi anni del Duemila può essere delineato in base a tre parametri distinti: sesso, età e area geografica le donne, indipendentemente dalletà, mostrano una propensione alla lettura più elevata rispetto agli uomini (dal 40% nel 2003 al 50% nel 2005 per le donne; dal 38% nel 2003 al 41% nel 2005 per gli uomini). Il divario in soli 2 anni passa da 2 a 9 punti percentuali (Fonte: Indagine Multiscopo Istat); la fascia detà in cui la lettura è cresciuta maggiormente è quella dei 45-54enni (dal 38% al 50%), seguita da quella dei 25-34enni (dal 42% al 51%). Se in termini assoluti la fascia dei giovani tra i 15 e i 24 anni è quella in cui è più alta la diffusione della lettura (53%), in proporzione è anche quella che è cresciuta di meno (nel 2003 era del 48%). Nonostante la popolazione anziana (più di 54 anni) sia quella caratterizzata dal numero più basso di lettori, questo segmento è comunque quello che negli ultimi anni ha fatto registrare i maggiori incrementi, con un +8% (Fonte: Indagine Multiscopo Istat); i lettori sono distribuiti sul territorio nazionale in modo disomogeneo: la lettura è unattività molto più diffusa nelle regioni settentrionali (dal 46% nel 2003 si passa al 56% nel 2005) rispetto a quelle del Sud e insulare (che rimangono sostanzialmente ferme ai livelli del 2003: dal 32 al 33%). E lo scarto tra le due aree passa dai 14 ai 23 punti percentuali. Inoltre, i lettori si concentrano soprattutto nelle aree metropolitane, meglio dotate a livello di punti vendita (Fonte: Indagine Multiscopo Istat).

10 Profilo socio-demografico dei lettori (> 15 anni) 46%39% AREA GEOGRAFICA SESSO ETÀ (anni) IL PROFILO DEI LETTORI (1) Indagine Ipsos-Mondadori

11 IL PROFILO DEI LETTORI (2) Un altro parametro fondamentale per costruire il profilo dei lettori italiani è il numero di libri letti; in questo modo è possibile individuare tre gruppi distinti: I lettori deboli (84% nel 2003 e 74% nel 2005 ), che leggono da 1 a 5 libri lanno; I lettori medi (10% nel 2003 e 17% nel 2005 ), che leggono dai 6 ai 10 libri lanno; I lettori forti (6% nel 2003 e 9% nel 2005 ) che leggono oltre gli 11 libri lanno. Il confronto con gli anni precedenti rivela come la distinzione tra le tre categorie va progressivamente sfumando: le fasce di lettori intermedi diminuiscono e si va verso la formazione di due soli blocchi, unampia area di lettori occasionali e un gruppo ristretto di lettori forti. Proprio questultimo segmento, infatti, dopo il forte incremento registrato tra il 1996 e il 1997 (+18%), è entrato in una fase di contrazione nel 2000 (il calo è stato di quasi 400 mila lettori), mentre nel 2003 si assiste a un incremento di circa 300 mila lettori. Landamento positivo del mercato 2003, ma anche è proprio dovuto allaumento di medi e forti lettori (che comprano sempre più libri, a differenza dei lettori deboli che ne comprano sempre meno), accentuando così le disarmonie presenti nel mercato della lettura. I lettori forti hanno letto sempre di più nel 2005 (dal 4 al 7%) e scostamenti rilevanti si sono verificati anche tra i lettori medi (dal 10 al 17%). Mentre i lettori deboli riducono ulteriormente la lettura: dal 49 al 38%.

12 IL PROFILO DEI LETTORI (2): intensità di lettura nel 2003 e nel 2005* Lettori medi Lettori deboli Lettori forti Base: Lettori di libri negli ultimi 12 mesi *Numero medio di libri letti nellultimo anno

13 LA SPESA PER LACQUISTO DI LIBRI Negli ultimi anni la spesa delle famiglie italiane per i consumi non alimentari è aumentata, mentre la quota destinata allacquisto di libri si è sostanzialmente ridotta: dall1% del 1995 si è passati allo 0,6% del 2000, con un +0,2% nel 2003, ma un -0,7% nel I dati già non incoraggianti sullandamento della lettura in Italia si ridimensionano ulteriormente quando si prendono in esame gli acquirenti effettivi. Secondo una recente indagine Eurisko, infatti, su poco più di 22 milioni di lettori gli acquirenti sarebbero appena il 6,3%. Questo significa che appena il 13% della popolazione con più di 14 anni è acquirente di libri nei diversi canali di vendita. Lanalisi del mercato degli acquirenti rivela inoltre una profonda frattura tra un numero assai esiguo di acquirenti abituali, i quali mostrano però unelevatissima propensione allacquisto (in media, 15 libri lanno) e quelli saltuari, che non comprano più di 5 libri. Gli acquirenti di libri si concentrano in ristretti ambiti della popolazione: risiedono nelle regioni del Nord Italia (67% del totale), hanno unetà compresa tra i 24 e i 44 anni (44%), sono laureati o hanno un diploma di scuola media superiore (66%), e sono principalmente liberi professionisti (10%), impiegati o docenti (23,0%), o studenti (18%).

14 Escl. vendite congiunte Fonte: Ipsos, 2005 Leggere e comprare libri in Italia 2003 GLI ACQUIRENTI: DIMENSIONE QUANTITATIVA Acquirenti forti Non lettori Lettori non acquirenti Acquirenti deboli Acquirenti medi libri acquistati da acquirenti forti libri acquistati da acquirenti medi libri acquistati da acquirenti deboli 1%

15 Acquirenti forti Leggere e comprare libri in Italia 2005 GLI ACQUIRENTI: DIMENSIONE QUANTITATIVA Non lettori Lettori non acquirenti Acquirenti deboli Acquirenti medi libri acquistati da acquirenti forti libri acquistati da acquirenti medi libri acquistati da acquirenti deboli Escl. vendite congiunte Fonte: Ipsos, 2005

16 I COMPORTAMENTI DI ACQUISTO Il cliente-lettore negli ultimi anni, forte o occasionale non fa differenza, è un consumatore molto sensibile al prezzo, esprime un desiderio di autodeterminazione, ed è sempre meno fedele al punto vendita. Le ultime indagini Inra-Demoskopea evidenziano un notevole incremento dellindice di sovrapposizione tra le diverse formule di vendita (indice di infedeltà) rispetto alla fine degli anni Ottanta. Unaltra considerazione interessante che possiamo trarre invece dallindagine di Demoskopea (realizzata per lAIE nel 2002), si riferisce alla programmazione dellacquisto. Lacquirente di libri è un consumatore che si lascia sedurre da ciò che trova esposto in libreria: sugli ultimi 100 acquisti dichiarati un po meno della metà degli intervistati ha deciso sul momento o dimpulso, mentre il 54,2% aveva già chiaro cosa comprare al momento dellingresso in libreria. In questo modo vengono confermati i risultati di una precedente ricerca condotta dalla Doxa in collaborazione con Il Sole 24 Ore, secondo cui la visibilità dei libri su banchi e scaffali delle librerie è un fondamentale strumento di selezione del titolo da acquistare.

17 I COMPORTAMENTI DI ACQUISTO Acquisti programmati e acquisti dimpulso Base: ultimi 100 acquisti

18 Come si arriva alla decisione dacquisto (Base: 998 casi, popolazione anni; risposte multiple) Genere, argomento: 64,0% Autore: 52,0% Titolo: 44,0% Collegamento a film o sceneggiato tv: 21,0% Prezzo di copertina: 26,0% Recensioni lette: 48,0% Presentazioni tv, radio: 29,0% Grafica di copertina: 22,0% Caratteri di stampa: 15,0% Lunghezza del libro: 11,0% Consigli di amici: 47,0% Pubblicità sulla stampa: 21,0% Presenza in classifica: 13,0% Esposizione in libreria o consigli del libraio: 27,0% Titolo in promozione: 23,0% Fonte: Elaborazione Ufficio studi Aie su dati DEmoskopea (2005)

19 * Acquirenti di almeno 1 libro, esclusi testi scolastici e libri allegati a quotidiani e periodici Base: Totale popolazione 2005 SÌ* 35% NO 65% + 8% GLI ACQUIRENTI: DIMENSIONE QUANTITATIVA

20 TOTALE POPOLAZIONE LETTORI ACQUIRENTI TOTALE POPOLAZIONE LETTORI ACQUIRENTI 27% 39% 23% 3% 1% DEBOLI MEDI FORTI DEBOLI MEDI FORTI 35% 26% 6% 3% % GLI ACQUIRENTI: DIMENSIONE QUANTITATIVA

21 Nel 2005 il 35% degli italiani ha acquistato almeno un libro non scolastico negli ultimi dodici mesi (con un aumento dell8,0% rispetto al 2003). Analizzando il profilo socio-demografico degli acquirenti, è possibile notare alcune tendenze generali rispetto al 2003: le donne, indipendentemente dalletà, mostrano una propensione allacquisto crescente, decisamente più elevata rispetto agli uomini (dal 29% nel 2003 al 39% nel 2005 per le donne; dal 26% nel 2003 al 31% nel 2005 per gli uomini). Il divario in soli 2 anni passa da 3 a 8 punti percentuali; per quanto riguarda la fascia detà è possibile notare un aumento generalizzato degli acquisti, con un +10% nelle fasce dei 25-34enni (dal 30% nel 2003 al 40% nel 2005), dei 35-44enni (dal 29% nel 2003 al 39% nel 2005) e dei 45-54enni (dal 31% nel 2003 al 41% nel 2005). Le fasce dei 15-24enni e dei più di 54 anni hanno avuto un aumento del 6% (dal 34% nel 2003 al 40% nel 2005, la prima; dal 19% nel 2003 al 25% nel 2005, la seconda); IL PROFILO DEGLI ACQUIRENTI (1)

22 3527 AREA GEOGRAFICASESSOETÀ (anni) Profilo socio-demografico degli acquirenti IL PROFILO DEGLI ACQUIRENTI (1) Indagine Ipsos-Mondadori

23 Acquirenti forti Acquirenti medi Acquirenti deboli Base: Acquirenti di libri negli ultimi 12 mesi *Numero medio di libri acquistati nellultimo anno IL PROFILO DEGLI ACQUIRENTI (2): intensità di acquisto nel 2003 e nel 2005*

24 LA PRODUZIONE LIBRARIA Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del Duemila i titoli complessivamente pubblicati sono cresciuti del 38,4%, grazie soprattutto allincremento delle novità, passate dai titoli del 1990 a del 2004 (+ 32,7%). Di segno opposto, invece, è stato landamento che nello stesso arco temporale hanno fatto registrare le tirature, diminuite in media di tre punti percentuali ogni anno. Questultimo dato non deve essere necessariamente interpretato come sintomo di una stagnazione del mercato, ma rappresenta piuttosto il risultato di una più attenta pianificazione delle tirature dei volumi in uscita, unitamente al fatto che il ciclo di vita dei libri si è notevolmente contratto negli ultimi anni per assecondare un mercato sempre più veloce. Se fino al 2000 notiamo una sostanziale stabilità del numero di titoli pubblicati e soprattutto delle novità, le cifre della produzione del (Dati Istat) evidenziano una crescita importante: novità, nuove edizioni e ristampe hanno toccato la soglia dei titoli nel 2003 (54.266), con una lieve diminuzione nel 2004 (52.760), che equivale a più di 160 libri al giorno. Nonostante queste cifre, lofferta libraria che realmente incontra una fetta significativa di lettori non supera il 10% del totale annuale di produzione: la mancanza di visibilità, la carenza di comunicazione o promozione fa sì che molti libri passino direttamente dalla pubblicazione al macero.

25 LA PRODUZIONE LIBRARIA Andamento della produzione di novità e ristampe Valori in titoli, copie e in percentuale Titoli pubblicati Tiratura complessiva (in milioni) TITOLI: - Novità Δ%+2,9-5,9+10,5-6,9+6,4-2,5 - Ristampe e riedizioni Δ%-0,8+1,1+7,8-0,8-5,4-3,4 TIRATURA: - Novità Δ%-3,3-7,0-5,6+9,0-11,0+0,6 - Ristampe e riedizioni Δ%+12,5-31,5+11,0+2,5-2,9-20,0

26 I TITOLI IN COMMERCIO I titoli dichiarati in commercio dagli editori ammontavano nel 2000 a poco meno di 378 mila, diventando nel (Alice Win – Informazioni Editoriali) e segnando in soli 3 anni un aumento della produzione del 25%. Nel 2004 i titoli in commercio raggiungono la soglia dei , mentre nel 2005 (dati aggiornati al 21 novembre 2005) i Lampliamento dei cataloghi editoriali è stata una costante di tutti gli anni Novanta e procede anche nel nuovo millennio, interessando trasversalmente tutti i settori. Dove questo fenomeno si manifesta con maggiore evidenza è allinterno del settore ragazzi: tra il 1991 e il 2000 laumento è stato del 124% e non sembra assolutamente arrestarsi; nel 2003, infatti, sono stati pubblicati titoli per ragazzi, il 50% in più rispetto al 2000 (Alice Win – Informazioni Editoriali). Tuttavia, soltanto una parte molto limitata della produzione riesce a trovare spazio in libreria, un canale ancora caratterizzato in buona parte da punti vendita di piccole superfici, che, bisogna ammetterlo, però, si stanno adeguando e rinnovando. La crescita della produzione implica necessariamente una riorganizzazione dei canali distributivi, della libreria soprattutto, e, più in generale, di tutta la catena logistica relativa alla distribuzione del libro.

27 I TITOLI IN COMMERCIO Numero di libri in commercio in Italia Valori in numero di titoli e in percentuale 1991 Opere %1993 Opere %1996 Opere %1997 Opere %1998 Opere %1999 Opere % N. libri % Varia adulti % Ragazzi % Scolastica % ,3 3,4 8, , , , ,9 87,7 4,8 7, , , ,0 88,4 5,0 6, , , , ,3 88,6 5,1 6, ,1 299,884 +1, , ,4 88,2 4,9 6, , , , ,1 88,5 4,9 6, Opere %2001 Opere %2003 Opere %2004 Opere %2005 Opere % N. libri % Varia adulti % Ragazzi % Scolastica % , , , ,3 88,3 5,1 6, , , , ,8 87,9 5,3 6, , ,3 6, , ,0 5, , ,4 5,4

28 LE TRADUZIONI Lincremento del numero di titoli pubblicati è stato possibile in gran parte dalla crescita delle traduzioni. Negli anni Novanta, infatti, il peso delle opere tradotte da autori stranieri non è mai sceso sotto il 21% della produzione complessiva. Un altro dato interessante è la tiratura media, che nel caso degli autori dellarea inglese ha sfiorato nel 2000 le copie contro le che in media vengono edite di unopera di un autore italiano. Larea linguistica da cui proviene la maggior parte dei testi tradotti è linglese (63,2% nel 2004), cui segue a grande distanza larea francofona (14%) e quella tedesca (9%). Il dato interessante che emerge da un confronto con il 2001 è la lieve, seppur significativa, riduzione di traduzioni da queste lingue principali e un progressivo aumento delle traduzioni dal greco (+2,0%), dalle lingue slave (+0,4%) e dallo spagnolo (+1,0%). Lintegrazione tra i mercati lascia presupporre che nel futuro lincidenza di autori stranieri nel nostro mercato editoriale tenderà ad aumentare. Nel 2003, però, si assiste a una progressiva riduzione della produzione di libri tradotti, con una flessione del 6,5% rispetto allanno precedente (a cui si aggiunge un ulteriore -0,5 nel 2004): dalla metà degli anni Novanta al 2001, i libri tradotti passano dal rapporto uno su quattro, rispetto alla produzione complessiva, a uno, massimo due, su dieci. A partire dal 1999, anche la tiratura delle opere straniere diminuisce del 12,1%, raggiungendo il -17,4% nel 2004 (entrambi i dati sono rapportati al 1995). In questi termini, cresce lo spazio occupato da autori italiani che sembrano essersi consolidati nel mercato e aumenta la capacità delle case editrici di proporsi sui mercati stranieri (negli ultimi anni è aumentata, infatti, la capacità degli editori italiani di vendere i diritti di edizione allestero). (Fonte: dati AIE 2005)

29 Numero di libri tradotti in italiano dalle lingue straniere moderne Valori in numero di titoli e in percentuale (dati AIE 2005) LE TRADUZIONI Totale titoli % +91,9+5,2+1,5-3,1+10,5-4,3+2,8+0,1-3,6 Titoli tradotti % +86,4-2,3+7,1-5,9+7,9+2,1-3,5-6,5-0,5 %22,421,823,624,123,422,924,422,921,422,1 Traduzioni da: - inglese francese tedesco spagnolo slavo altre lingue greco e latino

30 LE TRADUZIONI Percentuale di libri tradotti in italiano dalle lingue straniere moderne -3,0% -1,2% -0,1% +1,0% +0,4% +3,0% +0,7%

31 LE POLITICHE DI PREZZO Uno dei fenomeni che ha meglio caratterizzato il mercato editoriale italiano negli ultimi dieci anni è stata la massiccia diffusione delle collane economiche (prezzo di copertina inferiore ai 7,75 ). Tra il 1990 e il 2001 questo segmento produttivo è infatti cresciuto del 64,5% (da 72,9 milioni di copie a 130,2 milioni), mentre la fascia con un prezzo di copertina superiore ai è aumentata di un più modesto 12,2%. A trainare questa crescita sono stati soprattutto i supereconomici: i libri con un prezzo compreso fino a 2,58 rappresentava da soli il 6% dellofferta e il 22,6% delle copie distribuite. La ridefinizione delle politiche di prezzo va interpretata come la risposta delle case editrici di fronte a un acquirente-lettore che mostra comportamenti di spesa (di libri e non solo) più riflessivi rispetto al passato ed è più attratto dalle occasioni. Alla fine degli anni Novanta il segmento dove si registra lincremento più evidente è quello con un prezzo di copertina compreso tra i 10,33 e i 25,82, in cui nel 2000 si concentravano il 40,4% dei titoli ma soltanto il 27,1% delle copie. Questo significa che lofferta editoriale è ancora fatta soprattutto da libri di fascia economica, che rappresentano il 28% dei titoli ma ben il 41,3% delle copie distribuite. Nel 2004 il 17,2% di titoli pubblicati ha un prezzo di copertina inferiore a 7,75 (nel 2002 era il 22,7%), mentre un ulteriore 39,3% costa meno di 15,50 euro (nel 2002 era il 38,3%). Questa è la fascia in cui è concentrata la produzione libraria in termini di copie stampate e distribuite negli ultimi anni.

32 Produzione complessiva di titoli per fasce di prezzo (espresso in ) Valori in numero di titoli e in percentuale (Dati ISTAT) 1990%1995%1997%1999%2000%2001%2003%2004% Titoli pubbli- cati < , , , , , , ,39351, , , , , , , , , – , , , , , , , , – , , , , , , , , – , , , , , , , , – , , , , , , , ,8 > , , , , , , , ,3 Gratuiti1.1503, , , , , , , ,4 Esclusi gratuiti LE POLITICHE DI PREZZO

33 Produzione complessiva di titoli per fasce di prezzo (espresso in ) Valori in percentuale (Dati ISTAT): LE POLITICHE DI PREZZO -2% -12,1% -5,6% +5,9% +4,7% +3,8%

34 LA FOLIAZIONE La riduzione della foliazione è uno dei fenomeni che meglio contraddistingue levoluzione delle proposte delleditoria italiana nel corso degli ultimi anni. Il dato più significativo è relativo ai titoli fino a 100 pagine, aumentati in dieci anni del 73,7% in termini di titoli e del 103,9% in termini di copie stampate. La riduzione della paginazione media risponde allevoluzione dei comportamenti di lettura da parte del pubblico: la lettura, infatti, è sempre più spesso una pratica ritagliata nellarco della giornata, discontinua e associata ad altre attività, che, di conseguenza, richiede libri adatti a queste nuove forme duso.

35 Produzione di titoli e copie per fascia di pagine Valori in numero di titoli, in milioni di copie e in percentuale (Dati ISTAT) LA FOLIAZIONE 1990%1995%1997%1999%2000%2001%2003%2004% Titoli Da 5 a , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,2 Oltre , , , , , , , ,4 Tiratura Da 5 a , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,7 Oltre , , , , , , , ,6

36 LA FOLIAZIONE Produzione complessiva di titoli per numero di pagine Valori in percentuale (Dati ISTAT): ,5% 51,4% 49,8%

37 Si è soliti partire dalla considerazione che nelleditoria contemporanea la distinzione tra tascabile ed edizione principale si basi su un passaggio progressivo, ossia un testo delledizione principale passa in quella tascabile solo se nella prima ha avuto un certo valore di mercato e di pubblico, facendo così assumere allopera lo status di classico e di testo intramontabile. È per questo che per molti anni ledizione tascabile è stata considerata il secondo circuito del libro, che ne allungava così il ciclo di vita. Oggi invece esiste la possibilità di uninversione del flusso, ossia, prima il libro esce in formato tascabile e, solo se ha raggiunto livelli alti di vendita, viene poi pubblicato in edizione più costosa. Con il termine tascabilizzazione delleditoria si intende oggi una tendenza generale che riguarda sia ledizione economica che ledizione principale. Da questa prospettiva, il tascabile non deve essere inteso come la versione economica di un volume in edizione maggiore, ma come terzo elemento in gioco nel progetto editoriale, che va a scardinare le regole di base delleditoria tradizionale che presupponevano per la prima edizione unaura di sacralità al libro. I formati rispecchiano le nuove esigenze di lettura, una lettura zapping che necessita di volumi altrettanto veloci, maneggevoli e poco impegnativi, non più sacri, ma semplici compagni di viaggio. Si assiste quindi a unevoluzione dello status del libro: da oggetto letterario, di alto valore, per pochi, a bene di consumo per tutti, grazie a un processo di progressiva desacralizzazione e laicizzazione (secondo lequazione libro = merce). La TASCABILIZZAZIONE dellEDITORIA


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