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della scuola media statale

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Presentazione sul tema: "della scuola media statale"— Transcript della presentazione:

1 della scuola media statale
Anno Aziende Aperte Le classi 3°G e 3°H della scuola media statale O. Focherini nel PROGETTO

2 PARTECIPARE CI HA PERMESSO DI
Capire meglio la situazione economica della nostra regione e i collegamenti fra i vari settori. Conoscere le caratteristiche dei settori produttivi di Modena e del distretto di Carpi. Comprendere l’importanza del marketing per la presentazione, la vendita e la produzione. Visitare due aziende del tessile abbigliamento, due del settore metalmeccanico: 3°G Mary Mode, GN meccanica; 3°H ricamificio Gipsy, IME stampi; Osservare le fasi più importanti relative alla lavorazione dei materiali per la realizzazione di abiti, ricami, pezzi meccanici di precisione e oggetti in plastica. Individuare alcune figure professionali del settore tessile e di quello metalmeccanico. Collegare il percorso scolastico a quello professionale

3 Organizzazione essenziale per la produzione

4 È più facile produrre che vendere
Il concetto di vendita è quello di marketing: l’attività di vendita si concentra sulle necessità del venditore; quella del marketing sulle necessità del venditore. Il marketing ha lo scopo di soddisfare i bisogni del cliente. Variabili del marketing il marketing individua i bisogni del cliente; promuove il prodotto; realizza il prodotto; fa una ricerca di mercato; distribuisce il prodotto; determina il prezzo del prodotto da vendere; il marketing deve favorire l’obbiettivo dell’azienda, che è quello di raggiungere un determinato profitto.

5 Le filiere produttive della nostra regione
L’Emilia-Romagna presenta un tessuto produttivo costituito da oltre imprese di piccola e media dimensione, distribuite su tutto il territorio regionale e caratterizzate dalla forte specializzazione in termini tecnologici e di prodotto. In regione si stanno consolidando sistemi produttivi orientati verso specifici mercati finali, che permettono la configurazione di vere e proprie filiere produttive. Alcune di queste filiere hanno oramai una presenza distribuita in tutta la regione, con attività decentrate anche a livello nazionale e internazionale. Le filiere principali dell’Emilia-Romagna sono: l’agro-alimentare; la motoristica; la meccanica industriale; l’edilizia; la moda; l’arredamento la salute clicca l’immagine

6 Un’unica catena del valore
IL MODELLO DI FILIERA Un’unica catena del valore DESIGN Creazione, progettazione del prototipo INDUSTRIA Trasformazione di semilavorati in prodotti finiti DISTRIBUZIONE Come trasformare La tecnologia in Arte Tecnologia Innovazione Qualita’/prezzo PER TRASMETTERE AL CONSUMATORE UN’IMMAGINE UNICA

7 La meccanica industriale
L’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane con la più alta presenza di industrie nel settore metalmeccanico, infatti sono circa con oltre addetti. La forte tradizione industriale ha consentito la nascita ed il consolidarsi di molte imprese specializzate nei vari settori della metalmeccanica, ed in modo particolare quello dell’industria meccanica tradizionale. Questo settore rappresenta una delle realtà più importanti nel panorama regionale e nazionale, con quasi addetti e circa unità locali. All’interno di questo settore in regione rilevanti sono il comparto delle industrie per la fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, che presenta quasi imprese, circa unità locali ed addetti ed il comparto delle industrie per la fabbricazione di strumenti e apparecchi di precisione, con oltre imprese, quasi unità locali e circa addetti (di cui la gran parte si concentra nel settore del medicale). Il comparto delle industrie per la fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici comprende: le industrie dei produzione di macchine agricole, di macchine per l’industria alimentare, di macchine automatiche per l’imballaggio ed il confezionamento, di macchine utensili, robot e i sistemi per l’automazione, di macchine per l’industria della ceramica, di macchine per il tessile e di macchine per falegnameria e lavorazione del legno. Clicca l’immagine

8 Le caratteristiche, la storia e le dimensioni del settore a Modena e provincia
Il sistema produttivo locale Da sempre il tessuto imprenditoriale della Provincia di Modena è legato al settore metalmeccanico con una spiccata presenza di aziende leader a livello mondiale nei comparti dell’autoveicolo, della meccanica agricola e della componentistica. La meccanica è il sistema produttivo più importante dell’a= rea modenese, e rappresenta un polo di eccellenza a livello internazionale, come dimostrano i prestigiosi marchi dell’industria automobilistica locale: Ferrari, Maserati, De Tommaso, Pagani, Lamborghini e a breve distanza Ducati. Modena ha una vocazione meccanica con radici lontane nel tempo, che si possono far risalire al periodo precedente la seconda guerra mondiale quando ebbero inizio i primi tentativi di meccanizzazione dell’agricoltura. Da allora si è sviluppata una “= cultura meccanica” alimentata dalla presenza di importanti fonderie, di grandi fabbriche del gruppo Fiat e da uno spiccato interesse verso il settore motoristico. La passione per i motori, che ha portato allo sviluppo di una industria locale di auto sportive tre le più prestigiose al mondo, ha determinato una forte crescita culturale verso tutta l’area meccanica e le sue applicazioni. Complessivamente le imprese metalmeccaniche della provincia sono circa con addetti, un fatturato stimato in oltre 6,9 miliardi di euro e un volume di esportazioni che nel 2003 ha superato i 2,8 miliardi di euro. Il fulcro del distretto meccanico è costituito dal capoluogo e dalla cintura dei comuni circostanti, che nell’insieme concentrano oltre la metà degli addetti metalmeccanici di tutta la provincia. DIMENSIONI DELLA METALMECCANICA IN PROVINCIA DI MODENA Imprese 3.924 Addetti Fatturato Euro Export Euro Fonti: Camera di Commercio di Modena e Istat, Censimento intermedio 2000

9 Il settore del tessile-abbigliamento
E’ ai primi posti a livello nazionale per quantità di produzione e per numero di imprese presenti. Il tessile abbigliamento ha la leadership italiana, essendo il maggiore produttore di maglieria nazionale ed il terzo per l’abbigliamento. I principali prodotti del settore sono la maglieria, le confezioni di abbigliamento in tessuto e di abbigliamento intimo e gli articoli in maglieria, la calzetteria e altri articoli tessili. Nella regione vi è la presenza di un elevato numero di piccole imprese artigiane, spesso a conduzione familiare e con una organizzazione decentralizzata della produzione, distribuite in tutto il territorio. Le aree più importanti sono comprese nelle province di Reggio Emilia, Bologna e Modena, a Carpi in modo particolare. Il numero di imprese presenti in Regione è pari a 9.000, con unità locali e addetti e si suddividono in imprese di subfornitura ed in imprese finali. Gli altri segmenti della filiera sono: L'industria della maglieria e l'industria e delle confezioni L'industria della pelletteria e delle calzature e le imprese delle pelli e degli accessori in cuoio L'industria delle calzature Aziende, fra i marchi presenti in regione ricordiamo: Giorgio Armani, Valentino, Ferrè, Max Mara, Avirex, Les Copains, Mariella Burani, Gilmar, Aeffe, Magli, Pancaldi, Testoni, Mandarina Duck, Furla e Redwall (con i marchi Moschino, Borbonese. Clicca l’immagine

10 La geografia del tessile/abbigliamento italiano
Le imprese del Tessile/Abbigliamento “tessono” una rete di relazioni che trova una sua particolare forma di organizzazione nei cosiddetti “distretti industriali”. Infatti l’industria italiana della moda è organizzata in un arcipelago di distretti specializzati: Como per i tessuti di seta, Biella, Prato e Vicenza per i filati e i tessuti lanieri, Castelgoffredo per la calzetteria femminile, Carpi e Treviso per la maglieria, Empoli per l’abbigliamento in pelle, Pesaro per l’abbigliamento in tessuto denim, Grumello per i bottoni, Brescia per il macchinario destinato alla produzione di calze. La fitta rete di relazioni tra imprese differenti, spesso dislocate in distretti specializzati, sono diventate casi di studio presso le maggiori università e business school mondiali in quanto modello di organizzazione industriale di successo. I distretti industriali rappresentano strutture produttive particolari: fondono soluzioni tecniche ed organizzative avanzate con la tradizione artigiana che funge da eccezionale trampolino di lancio per la creatività, consentendo la rapida produzione di prototipi, di piccoli quantità e di un’infinità di varianti del prodotto base. In alcuni di questi distretti specializzati come a Carpi, l’industria Tessile/Abbigliamento è un elemento fondamentale delle relazioni sociali, della cultura locale oltre che, naturalmente, della business community.

11 IL COMMERCIO ESTERO ITALIANO del Tessile Abbigliamento
L’industria italiana del Tessile/Abbigliamento è fortemente orientata all’esportazione: oltre il 60% del fatturato complessivo viene infatti realizzato fuori dai confini nazionali (26 mld di Euro nel 2003, il 10,3% dell’export totale dell’industria manifatturiera italiana). L’attivo commerciale complessivo garantito dal Tessile/Abbigliamento nel 2003 (circa 12,1 mld di Euro), rappresenta il 34% di quello complessivo dell’industria manifatturiera. Il primo mercato di destinazione dei prodotti Tessile/Abbigliamento italiani nel 2003 resta la Germania (in calo però del 14% ca), seguita da Francia e Stati Uniti, mentre la Cina si conferma il principale paese fornitore (in crescita del 20%). Su scala mondiale, l’Italia risulta al secondo posto (dietro la Cina) nella classifica dei maggiori esportatori mondiali di prodotti di abbigliamento (con una quota dell’8% circa) ed al terzo posto (alle spalle di Cina e Stati Uniti) nel ranking relativo ai prodotti tessili (con una quota dell’ordine del 9%).

12 I MAGGIORI DISTRETTI TA IN ITALIA (2003)

13 La 3°G fra glamour e meccanica di precisione
La classe ha visitato L’azienda d’abbigliamento Mary Mode L’azienda metalmeccanica GN

14 L’industria metalmeccanica GN porta a Carpi qualità e precisione.
L’azienda meccanica GN realizza pezzi ad alta precisione. Essa non esegue progettazioni, ma riceve dal cliente i disegni dei prodotti da realizzare. Inizialmente i tecnici verificano la fattibilità del prodotto, cioè la realizzazione del progetto, con i macchinari che possiedono e i relativi costi. Il disegno fornito dal cliente, non viene quasi più realizzato su carta. Tutta la progettazione con il computer avviene nell’ufficio tecnico. I computer riproducono con software specifici, i disegni forniti dal cliente e la simulazione della lavorazione dal materiale grezzo al prodotto finito. Le fasi del ciclo di lavorazione sono elaborate con i sistemi Cad-Cam. Predisposto il file di lavorazione, esso viene tradotto secondo un linguaggio CAM, letto dalla macchina a controllo numerico che esegue la lavorazione. Tutti i pezzi vengono realizzati attraverso macchine a controllo numerico che realizzano con precisione il pezzo, ma si devono comunque eseguire dei controlli di qualità. Anche gli utensili hanno una funzione principale e vengono utilizzati in macchinari specifici. Ognuno ha varie forme e funzioni. La macchine più complesse chiamate stazioni di lavoro che associano l’alesatrice, il tornio e la fresa, nell’officina sono utilizzate per particolari lavorazioni anche macchine utensili tradizionali .

15 Controllo qualità e certificazione europea
Uno dei momenti più importanti della produzione è il controllo di qualità. Nel controllo qualità, ogni pezzo viene analizzato con controlli intermedi e finali. Nel laboratorio si lavora con una temperatura di +22°, per evitare qualsiasi modifica legata alla variazione di temperatura. In questa fase, ogni pezzo viene analizzato con controlli intermedi e finali. Il pezzo viene sottoposto all’analisi con il computer. Mediante dei valori si controllano le varie parti. Se il valore è indicato con il valore rosso, vuol dire che il pezzo non è stato eseguito correttamente, contrariamente invece viene indicata con il colore verde. L’ultima cifra dei valori è sempre approssimata, invece quella precedente è precisa. Al termine della lavorazione viene rilasciata una certificazione riconosciuta a livello europeo la DET NORSKE VERITAS, che attesta la qualità dei prodotti. I loro clienti sono la Ferrari, Maserati e Suber. L’azienda GN nasce alla fine degli anni ottanta, per volere del titolare che si stacca dal una società per mettersi in proprio. si trova nella zona industriale di Carpi e si estende su un’area complessiva di 2000 m2. Oggi vi lavorano fra impiegati, tecnici e operai, trentacinque dipendenti, per otto ore al giorno, senza turni. Per poter lavorare in questa azienda metalmeccanica bisogna avere delle competenze informatiche, tecniche e merceologiche. La preparazione si acquisisce con un’istruzione di tipo tecnico-professionale. Questa uscita è stata organizzata per conoscere alcuni aspetti organizzativi del settore metalmeccanico, le lavorazioni svolte dai vari macchinari, per la costruzione di un pezzo meccanico ad alta precisione.

16 Mary Mode veste le donne
La classe 3G si è recata a visitare questa fabbrica del settore tessile-abbigliamento. Questa è stata una visita istruttiva ed abbiamo appreso varie cose sulla storia dell’economia carpigiana. Il figlio del titolare di questa fabbrica, il Mary Mode, ci ha informati che Carpi è in crisi da ormai dieci anni, per la concorrenza dei paesi orientali e dell’est Europa, che copiano il vestiario e lo vendono a prezzi più bassi ed è per questo che la gente lo compra più volentieri anche se non ti garantiscono una buona qualità del prodotto. Carpi è il centro più importante per quanto riguarda il settore tessile-abbigliamento perché, trenta anni fa, le persone che vi abitavano (contadini che allora facevano il truciolo), decisero di creare laboratori per fare maglie. Quando una ditta doveva chiamare dei rappresentanti per vendere i prodotti, essi venivano da altri paesi allora per poterli ospitare, a Carpi, sorsero gli alberghi. Anche allora ci furono dei momenti di insuccesso, dei cali di mercato, come vi sono anche adesso. Dieci anni fa, quando è iniziata la crisi, è diminuito il lavoro e le fabbriche rimaste hanno dovuto evolversi, cercare di utilizzare computer e nuove tecnologie per stare al passo con l’economia. Carpi è oggi divisa in due realtà : piccoli laboratori tradizionali, dove si fa tutto o quasi a mano ; grandi laboratori che utilizzano macchine con tecnologie avanzate. Le aziende non sono di grandi dimensioni, ma medio-piccole e divise in due tipologie pronto moda: cioè moda creata e confezionata all’inizio della stagione su ordini acquisiti all’ultimo momento; programmato, organizzazione delle vendite e della produzione una stagione per l’altra, con un adeguato assortimento di modelli e di taglie. Il titolare che ci ha accompagnato, ha sottolineato che oggi per poter trovare lavoro, ed essere competitivi, bisogna mettersi in discussione, avere conoscenze precise e di buon livello e capacità creativa.

17 Mary Mode l’abito dal primo all’ultimo atto.
Al Mary Mode ed in tutte le altre aziende del settore tessile-abbigliamento, il primo passo è la progettazione, cioè la creazione del vestito, della linea e la scelta del colore. Successivamente si contattano i clienti ed i rappresentanti per la vendita dei campionari. Un’ importante regola è: vendere, prima di produrre per poter sopportare i costi di produzione, definire i guadagni e i reinvestimenti. La prima fase della produzione riguarda lo sviluppo in taglie dei modelli venduti, le modelliste incastrano graficamente le varie parti, con l’aiuto del computer e di software dedicati registrano la “griglia” che verrà inviata al plotter, una grande stampante che riproduce la posizione dei modelli con indicata la taglia dei vari pezzi. Il cartamodello sarà posato sul tessuto per essere tagliato. Da momento ha inizio la confezione dei capi d’abbigliamento. Ci sono delle macchine che stendono un telo di tessuto sopra l’altro formando il materasso. I tessuti sovrapposti sono tagliati da macchina da taglio comandate da un programma gestito da computer. Successivamente le varie componenti il modello vengono divise per taglie ed inviate ai laboratori per la confezione, spesso all’estero, in paesi dove la manodopera è abbondante e costa poco. Infine i capi ritornano al Mary Mode di Carpi, dove sono stati creati e vengono controllati mandati nelle stirerie ed infine imbustati. Pronti per la distribuzione saranno ritirati da grossisti del settore. Ogni anno vengono prodotti capi d’abbigliamento e 500 diversi modelli.

18 3°H fra Strass pailettès e la meccanica degli stampi in plastica
La classe ha visitato: il ricamificio Gipsy La modelleria IME stampi

19 Gipsy l’arte di ricamare
L’azienda visitata dalla classe fa parte del settore secondario; essa produce per lo più semilavorati, come pezzi di maglie ricamate, ma con le nuove macchine possono ricamare anche capi finiti. Sala campionario: in essa, vengono progettati i diversi tipi di ricami, che successivamente vengono proposti al cliente. Le proposte sono svariate e molteplici per ogni tipo di tessuto o ricamo particolare. I tessuti vanno da quello leggero al jeans, a quello pesante. Vengono applicati ai tessuti strass, filati, paillettes e swarovski. Per esempio gli strass vengono applicati con una colla termica che si scioglie a 170° C. Per ogni tipo di lavorazione vengono utilizzati software e programmi informatici appositi, questi danno i comandi alla macchina che segue gli ordini imposti dal computer. L’azienda non ricama solo capi d’abbigliamento, ma anche biancheria, tovaglie e tendaggi. La crisi del tessile, presente nel comprensorio carpigiano, porta ad una diversità quantità e qualità di lavoro. ACCETTAZIONE: la merce viene smistata nei vari reparti e in seguito controllata prima di esser rinviata al cliente. STRASS E TERMOADESIVI: in questo reparto vi è una fase di progettazione. Per questa fase vengono usate delle carte plastificate che prendono il nome di dime, esse sono lavorate con un laser, che predispone l’impronta (disegno) su cui verranno applicati gli strass. Il pezzo di tessuto in cui devono essere applicati gli strass viene posizionato sotto una pressa termica alla temperatura di 170° in modo che la colla si fonda e gli strass aderiscano al tessuto. Per proteggere il tessuto vengono utilizzate delle termogarze.

20 L’organizzazione e la concorrenza
I RICAMI Vi sono macchinari che possono lavorare una testata alla volta (un capo) e altre che invece lavorano a più testate (fino a 6 teste). I macchinari ad una testata hanno bisogno di una lavorazione manuale; mentre per i macchinari a più teste l’operatore deve solamente programmare il software e fissare i tessuti. Le lavorazioni fatte dai macchinari sono descritte nel foglio di lavorazione. I tessuti prima di esser ricamati devono esser fissati ad un telaio, per far ciò il tessuto deve esser appiccicato ad una garza di carta con una colla temporanea. Questi macchinari provengono per lo più dalla Cina, dalla Corea e dal Giappone. Sono inoltre presenti macchine laser che tagliano con precisione il tessuto già ricamato. Minicircolari: Le minicircolari sono piccole circolari che arrotolano diversi tipi di filati per formare cordini di varie grandezze e spessore. IL PERSONALE Nell’azienda lavorano circa 70 persone. L’orario di lavoro è diviso in due turni: il primo dalle ore 6.30 alle 13.30, il secondo dalle alle I giorni lavorativi sono cinque: dal lunedì al venerdì. L’azienda si occupa direttamente della formazione professionale del personale, perché ogni macchinario è diverso e richiede una formazione specifica per il suo utilizzo. LA CONCORRENZA L’azienda deve tutelare la propria clientela dal rischio che la concorrenza possa copiare le nuove collezioni, rovinando il lavoro di una stagione. Alcune aziende carpigiane, a causa del poco lavoro e della forte concorrenza delle aziende dell’est europeo e asiatiche, hanno cessato l’attività. Questo ha fatto sì che le aziende, che continuano l’attività, si sono dovute specializzare nel campo della ricerca e della progettistica, perché all’estero iuscivano a copiare facilmente i progetti di tipo classico ad un costo inferiore.

21 IME stampare la plastica a Carpi
UFFICIO TECNICO: sono illustrati i vari processi lavorativi. Il cliente propone un’idea del prodotto che desidera e con il personale della azienda se ne discute la fattibilità. Una volta provato il modello si effettuano ricerche stilistiche, grafiche, di design nelle quali vengono valutate il colore e la forma dell’oggetto. Questa ricerca avviene tramite un percorso creato a computer con un Software applicativo: il linguaggio Cad-cam che elabora la grafica e le informazioni trasmesse ad un terminale. Il biomedicale è il settore dell’impresa che produce oggetti utilizzati nell’ambito sanitario. Le plastiche utilizzate sono a base di PVC, che serve anche per produrre placche e frontalini per camper, caravan e roulotte. OFFICINA MECCANICA: sono illustrate le varie fasi della lavorazione. Dal lingotto d’acciaio, al semilavorato, fino al prodotto finito realizzato con la fresa e con il tornio tradizionale o a controllo nuimerico. Il metodo dell’elettroerosione permette di scolpire il materiale con l’elettrodo in rame alimentato da corrente ad alta tensione. SALA STAMPA: una delle macchina è l’essiccatore che asciuga la plastica in grani prima della fusione. Questa operazione permette di ottenere impasti omogenei, privi di difetti. Il processo successivo è l’estrusione, cioè lo stampaggio delle materie plastiche per mezzo di una macchina che comprime la plastica surriscaldata e molle attraverso una vite senza fine sullo stampo. Gli stampi come accennato precedentemente sono realizzati in acciaio, nell’officina attigua. Gli scarti di lavorazione di questa macchina sono riciclabili per 30%, mentre il 70% è composto da plastica di nuova generazione.

22 Curiosita’ Sono state chieste alcune informazioni relative al peso, al costo di alcune macchine, ad esempio il peso totale dell’essiccatore è di 70 tonnellate, il suo costo è di di vecchie Lire. L’orario lavorativo giornaliero effettuato dai dipendenti è di 8/10 ore. Le figure professionali che operano in questa azienda sono: il disegnatore progettista CAD CAM il tecnico di produzione l’operatore alle macchine utensili L’istruzione superiore che permette un’adeguata preparazione è data dall’istituto tecnico industriale e da quello professionale.

23 Le figure professionali nel settore metalmeccanico
Disegnatore progettista CAD CAM Operatore alle macchine utensili Tecnico di controllo qualità

24 Le figure professionali nel Tessile/Abbigliamento
Progettista grafico di moda Operatore d’abbigliamento Modellista industriale Programmatore di sistemi computerizzati

25 Disegnatore/progettista CAD CAM
Competenze e mansioni Riconoscere le diverse linee, le tipologie dei prodotti meccanici e le relative trasformazioni. Eseguire il progetto in dettaglio del pezzo con l’ausilio del software CAD 2D/3D. Assicurare la rispondenza del prodotto al progetto , rispettando le normative contrattuali e la legislazione del settore. Realizzare la documentazione tecnica. Le scuole ad indirizzo tecnico industriale e informatico sono le più indicate per uno sbocco professionale in questo settore.

26 Operatore alle Macchine Utensili
Mansioni e competenze Interpretare e leggere il disegno tecnico e meccanico. Scegliere i parametri di lavorazione, gli utensili e attrezzare la macchina. Applicare elementi di programmazione a seconda delle tecnologie adottate dall’impresa (CAD CAM, CNC, FMS). Realizzare le lavorazioni necessarie e il controllo dimensionale.

27 Tecnico di Controllo Qualità
Competenze e mansioni: Effettuare controlli e verifiche sui prodotti in ingresso, sui materiali e sui fornitori. Organizzare ed operare direttamente verifiche sulle materie prime ed effettuare misurazioni e confronti con gli standards qualitativi del sistema aziendale. Controllare la corretta esecuzione della produzione, proporre eventuali miglioramenti e correzioni dei documenti di qualità. Conoscere interpretare ed applicare la normativa Italiana ed Europea in materie di qualità norme : UNI, EN e ISO.

28 Progettista d’Abbigliamento
Mansioni e competenze Raccogliere ed analizzare le informazioni sulle tendenze moda e interpretare le ricerche di marketing. Progettare la collezione (schizzi, cartella colori, filati, tessuti ed accessori), e corredarla di informazioni tecniche per la produzione. Partecipare alla pianificazione del campionario per la relazione qualità costo. Organizzare l’attiyità del reparto campionario e sovraintendere alla realizzazione del prototipo. Partecipare a sfilate, fiere, aggiornarsi sui sistemi informatici, sulle materie prime, gli accessori e i materiali innovativi. Gli istituti tecnici e professionali per l’abbigliamento e le scuole stilistiche post-diploma formano gli operatori di questo settore.

29 Modellista industriale
Competenze e mansioni Ha competenze sul ciclo del prodotto, sulle tecniche di costruzione e la realizzazione del cartamodello. Traduce con sistemi informatici lo sviluppo in taglie. Effettua le prove di vestibilità. Realizza l’idea moda e garantisce la vestibilità del capo. Costruisce la scheda tecnica del capo in relazione all’economicità della produzione. Segue l’evoluzione della moda sulle riviste specializzate e collabora con l’ufficio tecnico.

30 Operatore di Abbigliamento
Competenze e mansioni Realizzare e/o rielaborare figurini e disegni tecnici dei capi. Preparare le basi del modello ed eseguire le trasformazioni, calcolando il consumo di materia prima. Collaborare allo sviluppo taglie ed effettuare la stesura del tessuto per fare il materasso. Eseguire l’assemblaggio e il collaudo del capo. Le competenze necessarie sono acquisite con la frequenza di istituti professionali per, corsi di formazione e stage aziendali mirati.

31 Programmatore di sistemi computerizzati per maglieria, tessuti e ricami
Competenze e mansioni Programma le macchine elettroniche rettilinee e circolari per la realizzazione di tessuti a maglia. Studia al computer il disegno del tessuto o del ricamo da far realizzare alla macchina e ne controlla il buon funzionamento Le scuole superiori professionali ad indirizzo meccanico e tessile/abbigliamento, possono fornire le competenze di base necessarie. Una seconda formazione viene svolta in azienda.

32 Scuola media statale O.Focherini Anno scolastico 2004/2005
Questa presentazione è stata creata dagli alunni delle classi 3°G e 3°H con la collaborazione delle professoresse Paola Caprari, Rossella Ferrari e Linda Pedrazzi


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