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Impatto degli IAS e di Basilea II sul mercato dei crediti

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Presentazione sul tema: "Impatto degli IAS e di Basilea II sul mercato dei crediti"— Transcript della presentazione:

1 Impatto degli IAS e di Basilea II sul mercato dei crediti
UNIVERSITA’ degli STUDI di MACERATA Facoltà di Economia Impatto degli IAS e di Basilea II sul mercato dei crediti dott. Dino Crivellari Lezioni del 12 e 13 maggio 2005

2 Basilea II e IAS 39: un confronto
Indice Argomenti Il Nuovo Accordo sul Capitale L’applicazione dei principi contabili internazionali I crediti nello IAS 39 Basilea II e IAS 39: un confronto Possibile scenario futuro del mercato dei crediti

3 Tappe attraverso cui si è giunti al Nuovo Accordo sul Capitale
1975 – Si costituisce il Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria formato dai Governatori delle Banche Centrali dei Paesi del Gruppo dei Dieci il cui compito istituzionale è fornire raccomandazioni sulla vigilanza vincolante delle banche 1988 – Viene firmato l’Accordo sul Capitale che costituisce l’attuale sistema di vigilanza prudenziale 1996 – Viene regolamentato il rischio di mercato come integrazione dell’Accordo esistente 1999 – Si propone un nuovo schema di Regolamentazione del Patrimonio ed una revisione del sistema di misurazione dei rischi 2001 – Viene proposto un testo di Nuovo Accordo sui requisiti patrimoniali 2003 – Verifica delle proposte di revisione e predisposizione testo definitivo 2007 – Entrata in vigore del Nuovo Accordo sul Capitale

4 Da Basilea I a Basilea II
Obiettivi della proposta di Nuovo Accordo sul Capitale Assicurare che l’allocazione di capitale delle banche si maggiormente risk-sensitive Introdurre requisiti patrimoniali per il rischio operativo Migliorare il livello di convergenza tra capitale economico e capitale di vigilanza Incoraggiare le banche all’utilizzo di sistemi interni per il calcolo dei rischi Da Basilea I a Basilea II 1988 2003 Considerazione solo dei rischi di credito e di mercato (dal 1996) Capitale di Vigilanza “lontano” dal concetto di Capitale Economico (VaR) e “misleading” per l’allocazione del capitale e “mispricing” Estensione dei requisiti patrimoniali per i rischi operativi Avvicinamento del Capitale di Vigilanza al Capitale Economico (VaR) con l’introduzione di modelli avanzati anche per il rischio di credito e operativo In vigore dal 2007 per il rischio di credito si richiedono serie storiche di almeno 2/7 anni a seconda dei parametri; di 3 anni le serie storiche inerenti il rischio operativo

5 I Pilastri della nuova normativa
I° PILASTRO Requisiti patrimoniali minimi II° PILASTRO Controlli prudenziali sull’adeguatezza patrimoniale III° PILASTRO Informazione al pubblico / disciplina di mercato Costituiscono un insieme unitario e il Nuovo Accordo non può considerarsi attuato se non sono operanti insieme

6 Il primo Pilastro BASILEA II Requisiti patrimoniali, organizzativi e gestionali del gruppo bancario Vengono richiesti requisiti minimi di capitale a copertura dei rischi Vigilanza sui Requisiti di Capitale Disciplina imposta dal mercato Requisiti minimi di capitale Il primo Pilastro è rivolto a definire le regole quantitative per la misurazione dei fabbisogni di capitale in relazione ai diversi profili di rischio

7 Il secondo Pilastro BASILEA II Requisiti patrimoniali, organizzativi e gestionali del gruppo bancario Vengono definiti processi di controllo prudenziale da parte delle Autorità di Vigilanza Vigilanza sui Requisiti di Capitale Disciplina imposta dal mercato Requisiti minimi di capitale Il secondo Pilastro affianca alle regole quantitative un processo interattivo tra le autorità di vigilanza a livello di Comitato di Basilea e soprattutto a livello nazionale con le banche

8 Il terzo Pilastro BASILEA II Requisiti patrimoniali, organizzativi e gestionali del gruppo bancario Vengono introdotte regole di trasparenza e comunicazione che puntano ad ottenere un accrescimento della disciplina di mercato Vigilanza sui Requisiti di Capitale Disciplina imposta dal mercato Requisiti minimi di capitale Il terzo Pilastro rafforza l’efficacia della normativa sulla trasparenza dell’informazione al fine di premiare la buona gestione e penalizzare scelte e comportamenti carenti e troppo rischiosi

9 Rischio di Credito = rischio di perdita per insolvenza del debitore
Tipologie di rischio I Rischi aziendali sono al centro dell’attenzione delle Autorità di Vigilanza e di Basilea II Rischio di Credito = rischio di perdita per insolvenza del debitore Rischio Operativo = rischio di perdita per non aver agito in maniera corretta Rischio di Mercato = rischio di perdita per variazione valore strumenti finanziari Altri Rischi Rischio Strategico: rischio di perdita per non aver scelto di fare la cosa giusta (scelta strategica sbagliata) Rischio Reputazionale: rischio di perdita per eventi che impattano sulla reputazione aziendale Rischio di Business: rischio di perdita per la volatilità dei ricavi Rischio di Real Estate: rischio di perdita per svalutazione del valore degli immobili include include Rischio legale: rischio di perdita a causa del mancato rispetto di leggi, regolamenti, normative, etcc. Rischio di tasso: rischio di perdita per variazioni sfavorevoli tassi di interessi Rischio di cambio: rischio di perdita per variazioni sfavorevoli tassi di cambio Rischio azionario: rischio perdita per variazioni sfavorevoli corsi azionari

10 Basilea II e il Rischio di Credito
Possibilità di subire una perdita a seguito dell’insolvenza, cioè del mancato rimborso del debito secondo gli obblighi contrattuali stabiliti con la Banca, di una controparte nei confronti della quale esiste un’esposizione creditizia RISCHIO DI CREDITO Le variabile del rischio di credito sono: perdita attesa: è la stima di perdita che più verosimilmente avrà luogo in un anno Analiticamente: PA = PD * LGD * EAD PA = perdita attesa PD = probabilità di default LGD = tasso di perdita data l’insolvenza EAD = esposizione al momento del default perdita inattesa: è la variabilità della perdita attesa e rappresenta la massima perdita ottenibile con un certo intervallo di confidenza

11 Basilea II e il Rischio di Credito
Basilea II introduce un nuovo metodo di misurazione del Capitale Regolamentare basato sulla corretta quantificazione del rischio di credito attraverso il sistema di rating Il rating è la valutazione sintetica del merito di credito di una controparte (rating di controparte) o del profilo di rischio di una operazione (rating di operazione); nel primo caso si fa riferimento alle sole caratteristiche della controparte, e si misura la probabilità di insolvenza (PD), nel secondo si ha come oggetto di analisi l’operazione nel suo complesso (controparte, garanzie, durata, clausole accessorie) e si fornisce una misura comprensiva anche dell’esposizione al momento del default (EAD) e del tasso di perdita in caso di insolvenza (LGD) Il sistema di rating è definito come un insieme strutturato e documentabile di metodologie, processi organizzativi e organizzazione delle basi dati, che permettono la raccolta delle informazioni rilevanti, la loro elaborazione e l’attribuzione di una valutazione sintetica del rischio connesso con un singolo credito, con l’obiettivo di pervenire ad una stima della perdita attesa

12 REQUISITO PATRIMONIALE Approccio “IRB” basato sui rating interni
Basilea II e il Rischio di Credito La Normativa di Basilea determina direttamente il capitale come somma di perdita attesa ed inattesa Perdita attesa REQUISITO PATRIMONIALE + Perdita inattesa Basilea II prevede più opzioni per la misurazione del rischio di credito Approccio Standard Adotta pesi di rischio prestabiliti in base alla categoria del debitore Rischi di credito Variabili di calcolo PA = perdita attesa PD = probabilità di default LGD = tasso di perdita data l’insolvenza EAD = esposizione al momento del default Maturity = durata residua PD stimata dalla Banca LGD fissata da Aut. Vigilanza EAD fissata da Aut. Vigilanza Metodo Base Approccio “IRB” basato sui rating interni PD stimata dalla Banca LGD stimata dalla Banca EAD stimata dalla Banca Metodo Avanzato Le stime di PD, LGD e EAD si devono basare su serie storiche significative

13 Non differenziati per l’effettiva rischiosità delle controparti
Le “attuali” regole per la determinazione del capitale di vigilanza Il Patrimonio di vigilanza detenuto dalle banche a fronte della copertura dei rischi su crediti è attualmente determinato secondo criteri stabiliti nell’Accordo di Basilea sul Capitale del 1988: Non differenziati per l’effettiva rischiosità delle controparti Coefficienti fissi Prevalentemente dipendenti da: Natura della controparte (Banche-Stati sovrani-Corporate-Consumer) Presenza di particolari garanzie EFFETTI Disallineamento tra CAPITALE REGOLAMENTARE e CAPITALE ECONOMICO Penalizzazione delle Banche virtuose, costrette ad allocare Capitale in eccesso, e premio alle Banche meno virtuose, non obbligate a riservare idonee quantità di Patrimonio di Vigilanza

14 Le “attuali” regole per la determinazione del capitale di vigilanza
Accordo di Basilea sul Capitale del 1988: Esposizione Ponderazione per coefficienti di rischio standard Attivo ponderato Patrimonio di vigilanza = 8% dell’attivo ponderato L’assorbimento di capitale oggi è indifferenziato per TUTTE le esposizioni corporate:

15 Le “nuove” regole per la determinazione del capitale di vigilanza
Le modalità con cui il sistema bancario concede credito subiranno nei prossimi anni profondi mutamenti a seguito delle ricadute legate all’applicazione dell’Accordo sul Capitale (Basilea II). OBIETTIVO L’Accordo è volto a misurare la quota minima di capitale che la Banca è tenuta a detenere a fronte del rischio di credito QUALITA’ DELL’ATTIVO ASSORBIMENTO DEL CAPITALE

16 Le “nuove” regole per la determinazione del capitale di vigilanza
Requisiti patrimoniali minimi (Primo Pilastro) Il Comitato di Basilea permette alle Banche una scelta fra due metodi per calcolare i loro requisiti patrimoniali in relazione al rischio di credito Approccio Standard Modifica i vecchi pesi e consente l’utilizzo dei rating esterni Internal rating Internal Rating Based (IRB) Foundation Richiede che la Banca assegni un rating interno e una probabilità di insolvenza (PD) alle singole controparti. Le ponderazioni dipenderanno da tali valori e da parametri definiti, stimati dalle autorità di vigilanza, per l’esposizione a default (EAD), la perdita in caso di insolvenza (LGD) e la Maturity. Internal Rating Based (IRB) Advance Richiede che la Banca stimi anche i parametri di EAD, LGD e la Maturity.

17 Assorbimento di capitale e merito del credito: un confronto tra esposizioni Corporate in Basilea 1 e Basilea 2 La PD collegata a ciascuna classe del sistema di rating interno è un driver fondamentale del requisito patrimoniale nell’approccio IRB (rating interni).

18 Basilea II e IAS 39: un confronto
Indice Argomenti Il Nuovo Accordo sul Capitale L’applicazione dei principi contabili internazionali I crediti nello IAS 39 Basilea II e IAS 39: un confronto Possibile scenario futuro del mercato dei crediti

19 IAS e contesto normativo di riferimento
La normativa contabile europea sta affrontando un importante processo di armonizzazione tendente a recepire sempre più i principi contabili internazionali IAS = International Accounting Standards e IFRS = International Financial Reporting Standard Il Regolamento dell’Unione Europea 1606/2002 ha stabilito che il primo bilancio consolidato da pubblicare secondo gli IAS è quello dell’esercizio 2005, pertanto: I saldi del 1° gennaio 2004 e del 1° gennaio 2005 dovranno essere rideterminati sulla base degli IAS a differenza degli altri IAS, lo IAS 39 si applica a partire dal 1° gennaio 2005 l’informativa periodica presentata nel corso del deve essere predisposta secondo principi contabili internazionali, raffrontata con i corrispondenti periodi del 2004, opportunamente rettificati a fini comparativi

20 L’applicazione dei nuovi principi contabili internazionali
Proprio in quanto gli IAS non costituiscono solamente un modello di valutazione (alternativo a quello tradizionale), la loro applicazione ha effetti pervasivi Sull’offerta di prodotti finanziari alla clientela (e relativa contrattualistica) 1 Sui sistemi amministrativi (piani dei conti, procedure amministrative e contabili, budgeting e reporting direzionale) 2 3 Sui sistemi informatici di supporto ai sistemi amministrativi ed operativi Sui processi operativi e sugli orientamenti gestionali (es. risk management e segment reporting) 4 Sulla cultura e sui modelli di informazione e comunicazione al mercato 5 6 Aspetti societari/fiscali/distribuibilità risultati

21 Basilea II e IAS 39: un confronto
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22 Categoria di iscrizione e metodi di valutazione
IAS 39 non prevede disposizioni specifiche per i crediti in quanto tali e si applica ai crediti in quanto strumenti finanziari Costo Ammortizzato per i crediti di durata superiore ai 18 mesi Costo per i crediti che scadono nel breve periodo Loans and receivables Valutate al Fair value Profitti e perdite da rivalutazione a patrimonio netto Valutate al Available for sale Fair value Profitti e perdite da rivalutazione a conto economico Financial Instruments at fair value through profit and loss Valutate al

23 CATEGORIA DI ISCRIZIONE
La categoria Loans and Receivables sarà la categoria più utilizzata alla fine della classificazione dei crediti Loans and Receivables: sono attività finanziarie con pagamenti fissi e determinati che non sono quotate in un mercato attivo, diverse da quelle per cui il detentore può non recuperare “sostanzialmente tutto” il suo investimento iniziale per ragioni diverse dal deterioramento creditizio della controparte. Queste ultime attività saranno clasificate in Available for sale CATEGORIA DI ISCRIZIONE Fair value del credito + Costi di transazione direttamente attribuiti all’erogazione: il fair value del credito è di norma pari all’importo erogato. Se il credito è erogato ad un tasso inferiore a quello di mercato il valore di iscrizione è determinato attualizzando i futuri flussi di cassa al tasso di mercato. La differenza fra l’importo così determinato e l’importo erogato è iscritto, quale componente negativo di reddito, a conto economico al momento dell’erogazione. VALORE DI ISCRIZIONE Costo Ammortizzato: valore iniziale dell’attività finanziaria, al netto dei rimborsi di capitale, accresciuto o diminuito dell’ammortamento complessivo utilizzando il metodo dell’interesse effettivo, delle differenze fra valore iniziale e valore finale e al netto di qualsiasi svalutazione a seguito di perdita durevole di valore METODO DI VALUTAZIONE

24 VALORE DI ISCRIZIONE INIZIALE DEL CREDITO
Analiticamente: COSTO AMMORTIZZATO = VALORE DI ISCRIZIONE INIZIALE DEL CREDITO - RIMBORSI DI CAPITALE +/- AMMORTAMENTO DELLE DIFFERENZE FRA VALORE INIZIALE E VALORE FINALE, UTILIZZANDO IL TIR * +/- SVALUTAZIONE DA PERDITE DUREVOLI DI VALORE/RIVALUTAZIONI DA RIPRESE DI VALORE (*) Tasso interno di Rendimento

25 Considerando i flussi di cassa attesi dallo strumento
Tasso interno di rendimento Il TIR è il tasso che uguaglia il valore attuale dei futuri cash flows attesi di uno strumento finanziario, fino alla scadenza attesa o fino alla prossima data di ricalcolo del tasso, al valore contabile dello strumento stesso Il TIR è calcolato: Includendo, nei flussi di cassa, commissioni, costi di transazione, premi e sconti Considerando i flussi di cassa attesi dallo strumento Nel caso in cui non sia possibile stimare i futuri flussi di cassa è possibile utilizzare i flussi di cassa contrattuali

26 Valutazioni analitiche
L’impresa deve determinare ad ogni data di chiusura del bilancio se esiste obiettiva evidenza di perdite durevoli di valore dei crediti in portafoglio Significative difficoltà finanziarie dell’obbligato Violazione degli accordi contrattuali quali l’inadempienza oppure il mancato pagamento del capitale o degli interessi CASI DI OBIETTIVA EVIDENZA Elevata probabilità di fallimento o di altra riorganizzazione finanziaria del debitore

27 = - - = Deperimento economico di attività al costo ammortizzato
PERDITA DUREVOLE DI VALORE = PRESUNTO VALORE DI RECUPERO - VALORE DEL CREDITO O DEL PORTAFOGLIO DI CREDITI Alternativamente all’attualizzazione dei flussi di cassa futuri al TIR originario, il valore di recupero del credito e la perdita possono essere determinate sulla base del fair value del credito determinato utilizzando un prezzo di mercato osservabile PERDITA DUREVOLE DI VALORE FAIR VALUE DEL CREDITO - VALORE DEL CREDITO O DEL PORTAFOGLIO DI CREDITI =

28 = - - = In presenza di riprese di valore:
Se in un periodo successivo alla rilevazione di un deperimento economico di un’attività, aumenta il valore di recupero/fair value del credito e tale aumento può essere correlato oggettivamente ad un evento occorso dopo la svalutazione: Occorre rilevare una ripresa di valore RIPRESA DUREVOLE DI VALORE VALORE DEL CREDITO O DEL PORTAFOGLIO DI CREDITI PRESUNTO VALORE DI RECUPERO = - In alternativa RIPRESA DUREVOLE DI VALORE VALORE DEL CREDITO O DEL PORTAFOGLIO DI CREDITI - FAIR VALUE DEL CREDITO =

29 Valutazione collettiva ed analitica
Schema: Singolo credito Si valuta il portafoglio NO E’ individualmente significativo? NO Esiste perdita durevole? Non svalutato Inserisco il credito in un portafoglio di crediti aventi caratteristiche comuni SI SI Esiste perdita durevole? Deperimento economico a livello di portafoglio NO SI Sopravvenuto deperimento economico per singolo credito del portafoglio Deperimento economico a livello di singolo credito

30 Basilea II e IAS 39: un confronto
Indice Argomenti Il Nuovo Accordo sul Capitale L’applicazione dei principi contabili internazionali I crediti nello IAS 39 Basilea II e IAS 39: un confronto Possibile scenario futuro del mercato dei crediti

31 Al momento sembrano esistere IMPORTANTI DIFFERENZE
Basilea II – IAS 39: un confronto E’ possibile ricondurre Basilea II e IAS 39 ad un unico approccio per la valutazione dei crediti? Al momento sembrano esistere IMPORTANTI DIFFERENZE

32 Basilea II – IAS 39: un confronto
Le principali differenze, che potrebbe portare a differenze nel calcolo dei tassi di perdita ai fini contabili da quelli ai fini del rischio, riguardano: Modello di determinazione dell’accantonamento a fronte del rischio generico su crediti in bonis 1 2 Modalità di calcolo del valore dell’esposizione creditizia 3 Definizione di default

33 Modello di determinazione dell’accantonamento su crediti in bonis
IAS 39 BASILEA 2 Gli accantonamenti sono operati a fronte di INCURRED LOSSES Ossia perdite in cui esiste obiettiva evidenza di deperimento economico per eventi che si sono verificati solamente dopo l’iscrizione iniziale del credito Gli accantonamenti sono operati a fronte di EXPECTED LOSSES Ossia perdite che un intermediario finanziario si attende, mediamente, di conseguire a fronte di uno o più crediti La contabilizzazione delle expected losses richiede l’inserimento del credito in una classe di rating e l’iscrizione a conto economico di una svalutazione generica da contabilizzarsi già al momento della rilevazione iniziale La contabilizzazione delle incurred losses che si manifestano in un portafoglio di crediti omogenei richiede la contabilizzazione di una svalutazione solo se si verifica un evento che genera una perdita

34 Da notare: Se risulta che: INCURRED LOSSES < EXPECTED LOSSES
Erogazione del credito Deterioramento creditizio del portafoglio di appartenenza del credito T Svalutazione collettiva a fronte di Expected Loss (Basilea 2) Il valore dell’accantonamento è quindi diverso nei due metodi; l’importo, in entrambi i casi, dovrà essere sottoposto a revisione ad ogni data di bilancio Deperimento collettivo a fronte di Incurred Losse (IAS 39) Se risulta che: INCURRED LOSSES < EXPECTED LOSSES Per Basilea 2 tale differenza deve essere portata in deduzione dal patrimonio di vigilanza nel calcolo del requisito patrimoniale In questo modo il patrimonio di vigilanza deve coprire quella parte di Expected losses non coperte dagli accantonamenti operati secondo IAS 39 Secondo quanto disposto dagli IAS invece la differenza dovrà essere accantonata attraverso la destinazione di utili non distribuiti

35 Modalità di calcolo dell’esposizione creditizia (EAD)
Importo giuridicamente dovuto alla banca al lordo di commissioni specifiche o di svalutazioni parziali Questa regola si applica anche alle attività acquistate a un prezzo diverso dall’importo dovuto giuridicamente In Basilea 2 il valore dell’esposizione creditizia è calcolato come In IAS 39 la valutazione in bilancio del credito avviene al Costo Ammortizzato del credito

36 Confronto della definizione di default
BASILEA 2 IAS 39 La banca: effettua una svalutazione o un accantonamento specifico ritenendo che sia intervenuto un significativo scadimento della qualità del credito successivamente all’assunzione dell’esposizione Violazione degli accordi contrattuali, quali l’inadempienza, oppure il mancato pagamento degli interessi o del capitale Elevate probabilità di fallimento o di riorganizzazione finanziaria dell’obbligato include il credito tra le sofferenze e gli incagli acconsente ad una ristrutturazione per realizzo del credito o al differimento dei pagamenti Significative difficoltà finanziarie del debitore Esistenza di dati osservabili, indicativi di una diminuzione misurabile, rispetto all’iscrizione iniziale, nei futuri cash flow di un gruppo di attività finanziarie. Tali dati possono essere rappresentati da variazioni negative nel payment status dei debitori nel gruppo, insorgenza di condizioni nazionali o locali che sono correlate con default delle attività nel gruppo cede il credito subendo una perdita economica dovuta al deterioramento della qualità creditizia L’obbligato ha dichiarato fallimento o è stato posto in stato di fallimento o situazione assimilabile ove ciò impedisca o ritardi il pagamento

37 - = Osservazioni conclusive
La necessità di riconciliare IAS 39 e Basilea 2 comporta: Previsione di perdita al momento dell’iscrizione iniziale - Previsione di perdita al momento della successiva valutazione INCURRED LOSS = Risulta quindi necessario che i sistemi preposti alla determinazione del deperimento economico di un credito siano in grado di mantenere memoria del rating creditizio inizialmente attribuito a ciascuna esposizione, al fine di verificare l’eventuale miglioramento o peggioramento intervenuto alla successiva data di valutazione

38 Basilea II e IAS 39: un confronto
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39 IAS e Basilea 2 tracciano i nuovi scenari del mercato dei NPLs
In conclusione: Tra il 2005 e il 2006 entreranno in vigore molte nuove norme e regolamenti destinati ad interagire fra loro, tra cui, come si è detto: i principi contabili internazionali e Basilea 2 Gli effetti congiunti di queste novità costituiscono un ambito dai contorni ancora non sufficientemente delineati In particolare poco esplorati sono gli effetti che l’introduzione degli IAS potrà generare sull’applicazione di Basilea 2 Eppure saranno effetti rilevanti poiché i nuovi principi contabili sono destinati a generare una maggiore volatilità dei risultati di bilancio e ai risultati contabili è legato tanto il patrimonio di vigilanza quanto il rating delle imprese affidate

40 Gli effetti nelle aziende di credito
Il maggiore effetto negativo degli IAS dovrebbe derivare dall’adozione del criterio del Costo Ammortizzato(che incorpora il concetto di time value del denaro) nella valutazione del presumibile realizzo delle sofferenze. Con questo criterio infatti, non importa solo quanto potrà essere recuperato, ma anche il quando, dunque contano il periodo e il tasso di attualizzazione Le nuove regole di vigilanza di Basilea 2 avranno in generale un effetto positivo sul sistema bancario, in quanto le banche potranno accantonare meno liberando quindi capitale per nuovi impieghi L’effetto congiunto imporrà vincoli e quindi comportamenti che porteranno le banche ad essere sempre più interessate a restare erogatori del servizio del credito piuttosto che proprietari del credito stesso. Quelle che fino ad oggi sono state operazioni “opportunistiche” (i.e. cessioni, cartolarizzazioni …) diventeranno operazioni sistematiche di snellimento degli attivi

41 Gli effetti nelle imprese
Basilea 2 avrà in generale un impatto positivo sul sistema produttivo in quanto vi sarà più capitale disponibile per nuovi impieghi. Il comparto delle PMI sarà quello che ne trarrà i migliori benefici La nuova regolamentazione avrà forti implicazioni sulla gestione finanziaria delle imprese, che dovranno dare maggiore importanza alla finanza e alla tesoreria, attrezzandosi in modo adeguato per non subire passivamente il cambiamento Per anni nelle imprese italiane l’area Finanza è stata relegata a semplice esecutrice della parte finale dei cicli attivo e passivo, incassi e pagamenti. Solo nelle grandi aziende si è assistito negli ultimi anni a focalizzare la funzione Finanza sulla gestione proattiva delle performance e non solo alla gestione passiva della contabilità E’ necessario che le PMI, in particolare, acquisiscano consapevolezza del ruolo strategico della Finanza andando ad esternalizzare qulle attività di tesoreria che dovranno considerarsi un supporto integrato che unisce competenze specialistiche, risorse dedicate all’attività operativa e tecnologie che l’azienda non è in grado di acquisire ed implementare direttamente per motivi di costo

42 Possibili scenari futuri del mercato dei crediti
La quantità di portafoglio che verrà dimesso dalla gestione delle banche sarà considerevole, tanto che molti investitori internazionali si stanno affacciando su questo mercato. Gli asset verranno acquistati a condizioni prestabilite e verranno trasferiti all’esterno del circuito bancario propriamente detto Il flusso di cessione dei crediti, non solo NPLs, da parte delle banche in via sistematica farà sì che si creeranno delle strutture intermedie che daranno continuità al mercato. Gli attuali servicer svolgeranno pertanto un ruolo sempre maggiore Il mercato si strutturerà in livelli diversi: Compratori di crediti Strutture che garantiscono al mercato regole di ingaggio, rating e valutazioni predittive Strutture operative dedicate all’attività di recupero strictu sensu

43 Asset di proprietà di Banche
Il mercato mondiale dei non performing loans NPL è stimato in circa miliardi di dollari Asset di proprietà di Banche NPL market size - Balance sheet NPLs, bn$, 1 200 75 46 750 25 China USA Italy France Japan Germany

44 Stima totale Non Performing Loans (2003, %)
Questo valore va aumentato di circa il 40% per stimare il totale dei crediti problematici, includendo aziende private e pubblica amministrazione Stima totale Non Performing Loans (2003, %)

45 Andamento del rapporto sofferenze/impieghi in Europa
L’Italia è tra i Paesi che hanno nel tempo strutturalmente ridotto il peso dei NPLs Andamento del rapporto sofferenze/impieghi in Europa Italia Francia UK Nor/Sw/Fin (AVG) Spagna

46 Per le Banche il costo dei NPLs continua ad essere una delle principali voci negative del conto economico, con un’incidenza pari a poco meno del 20% del margine di intermediazione Perdite (cancellazioni nette e utilizzo fondi) / Margine di Intermediazione Media su tre anni (%) Media aritmetica 17,3

47 Alcuni fattori rendono ancor più rilevante e urgente interventi di miglioramento della performance di gestione dei NPLs in Europa Market Pressure for Cost Reduction New IAS Guidelines Basel II Requirements Miglioramento della performance di gestione dei NPLs Economic Downturn Rapid credit expansion

48 Creazione di valore I driver per la creazione di valore nei NPLs
Migliorare credit life-cycle management Migliorare credit origination Migliorare “early warning” e delinquency management Creazione di valore Creare nuovi modelli di gestione Cessione stock Ricerca di efficacia (riduzione delle perdite, aumentando il tasso di recupero) Ricerca di efficienza (riduzione strutture di costo operative) Liberazione di capitale Focus manageriale e gestionale su numero/tipologie di posizioni focalizzate

49 Creare nuovi modelli di gestione …
Da A Unità NPLs come service line Unità/società NPLs specializzata con obiettivi di creazione di valore Alcuni principi base NPLs gestiti come “business” e in logica di creazione di valore (massimizzando tassi di recupero e minimizzando costi) Piena responsabilità di conto economico Pieno controllo e responsabilità sulle leve decisionali e gestionali Graduale orientamento degli addetti a ruoli di gestori di portafogli o “asset managers”, con obiettivi e incentivi performance-based Strumenti di supporto alle decisioni basati su concetti di Net Present Value

50 … in una logica di gestione dei NPLs come business
Orientamento alla creazione di valore Gestione proattiva Specializzazione delle risorse Automatizzazione Capacità di controllo direzionale Sistemi di incentivazione orientati ai risultati Gestione dei crediti problematici come “business”

51 Cessione stock: a livello internazionale sta aumentando il numero di operatori interessati all’acquisto di portafogli di NPLs Esempi di acquirenti di portafogli NPL - internazionale Investment banks’ distressed asset business line Deutsche Bank Citigroup Goldman Sachs … Acquisto e gestione, facendo leva sulle capacità di gestione di asset e collaterals GE Capital Global Financial Restructuring GMAC Commercial Holding Corp. … Acquisto e gestione, facendo leva sulle capacità di gestione di asset e collaterals Industrial groups JP Morgan Chase Deutsche Bank ABN Amro … Alimentare la loro pipeline, facendo leva su structuring, underwriting and syndication capabilities Securitization leaders Abbott & Montgomery (Global) USA Capital Loan Group (US) MCS (France) … Acquisto e gestione, facendo leva sulle capacità di gestione di asset e collaterals Recovery companies Local players

52 La cessione di portafogli NPLs richiede un’attenta fase di preparazione e gestione …
Condizioni di successo per la vendita di NPLs Definizione perimetro di portafoglio Analisi e segmentazione portafogli, con assessment del profilo finanziario e di rischio e del legal status delle posizioni Identificazione cluster vendibili Expected recovery model Utilizzo team interni per sviluppo di un expected recovery model Benchmark di esperienze /portafogli comparabili Analisi bidders’ pricing Scelta timing cessione Analisi comparata impatti economici e finanziari cessione vs mantenimento, in diversi scenari di timing Identificazione “optimum disposal date” Coordinamento stakeholders interni ed esterni Cooperazione (e riservatezza) tra attori interni (RM, risk, finance, tax and legal) Identificazione short list potential buyers Gestione efficace scambio informazioni e negoziazione con i bidders

53 …su un orizzonte temporale che può essere abbastanza lungo
Go/ No Go Fase di preparazione Fase di analisi e valutazione Fasi di vendita Fase di implementazione Fasi Fino ad 1 mese Fino a 2 mesi Fino a 3 mesi Fino a 4 mesi Tempi Reperire informazioni da risorse o dati elettronici Segmentazione del portafoglio Contatti con gli investors Data rooms (DRs) Trasferimento asset Organizzazione e coordinamento Data Room Contatti con potenziali idonei investitori e formazione di gruppi di investitori Contratti di vendita Assistenza nelle fasi di negoziazione contrattuale Definire fattori chiave/ svantaggi nella transazione Attività Revisione delle stima Modello finanziario Diagnosi e revisione dei modelli finanziari Comunicazione Comunicazione Pianificazione risorse per la fase di analisi e valutazione Gestione della comunicazione con i partner (clienti interni, investitori, enti amministrativi, enti governativi) Ristrutturazione Info sul programma di trasferimento Migrazione informazioni Definire e strutturare un piano di trasferimenti

54 In sintesi: Il credito problematico continua a rappresentare un’area di elevata criticità per le banche europee, sia in termini patrimoniali sia reddituali Le dinamiche di mercato e normative stanno spingendo da un lato le iniziative di miglioramento della performance di gestione del credito problematico, dall’altro le operazioni di cessione di portafogli NPLs E’ sempre più chiara la tendenza alla creazione di operatori specializzati nei Non Performing Loans, con un ruolo via via più rilevante degli operatori internazionali Il settore della “gestione del credito problematico” sta quindi vivendo una fase di forte innovazione, con la creazione di nuovi modelli organizzativi e di gestione (ad esempio joint venture tra Banche e operatori specializzati), con l’ingresso di nuovi operatori (ad esempio aziende attive nel Real Estate), con l’innovazione dei modelli di business (banche che offrono il servizio di recupero crediti ad altre banche e alla propria clientela aziende). Il settore dei NPLs va quindi visto come un’attività economica a se stante, con proprie peculiarità economiche e gestionali, con significative opportunità di creazione di valore per gli operatori che sanno gestire in modo efficace ed efficiente il business

55 Impatto degli IAS e di Basilea II sul mercato dei crediti
GRAZIE DELLA CORTESE ATTENZIONE dott. Dino Crivellari


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