La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Scopri che fiore è Scopri che fiore è Ti insegnerà ad usare una semplice chiave di riconoscimento. Ti puoi stampare le cartoline di partenza (in sostituzione.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Scopri che fiore è Scopri che fiore è Ti insegnerà ad usare una semplice chiave di riconoscimento. Ti puoi stampare le cartoline di partenza (in sostituzione."— Transcript della presentazione:

1 Scopri che fiore è Scopri che fiore è Ti insegnerà ad usare una semplice chiave di riconoscimento. Ti puoi stampare le cartoline di partenza (in sostituzione della pianta vera) e dovrai attraverso le scelte effettuate ritrovarla alla fine del tuo percorso. La chiave si chiama DICOTOMICA, perché ti pone davanti a due scelte. Osserva la cartolina che hai stampato Scegli con attenzione, clicca sul pulsante corrispondente alla scelta effettuata e vedrai che il risultato ottenuto sarà quello esatto. Tutte le volte che vuoi ricominciare clicca sulla casetta Buona ricerca

2 Stampa questa pagina

3

4

5

6

7 Hai finito le stampe che ti servono per navigare il disco. Partendo da quelle puoi usare la nostra chiave dicotomica Se non conosci qualche termine, il vocabolario a cui accedi con questo tasto può aiutarti

8 FOGLIE TUTTE BASALI FOGLIE DISPOSTE LUNGO IL FUSTO

9 FIORI ROSA O VIOLA FIORI NON ROSA O VIOLA

10 PIANTA CON SPINE PIANTA SENZA SPINE

11 FOGLIE A NERVATURE QUASI PARALLELE FOGLIE A NERVATURA RAMIFICATA

12 FIORI BIANCHI O GIALLI FIORI ROSSI

13 FOGLIE OPPOSTE O VERTICILLATE A GRUPPI DI DUE O Più OGNI NODO FOGLIE ALTERNE DISPOSTE ISOLATE LUNGO IL FUSTO

14 FOGLIE VERTICILLATE Più DI DUE PER OGNI NODO FOGLIE OPPOSTE A DUE A DUE LUNGO IL FUSTO

15 FOGLIE LARGHE CUORIFORMI FOGLIE STRETTE, ALLUNGATE

16 FOGLIE LANCEOLATE ED APPUNTITE FOGLIE NON APPUNTITE, OBOVATE LA PARTE Più STRETTA è VICINO AL PICCIOLO

17 FIORI GIALLI FIORI DI COLORE DIVERSO DAL GIALLO

18 FOGLIE SEMPLICI CON LAMINA INTERA FOGLIE PENNATE LAMINA DIVISA, CON UN ASSE CENTRALE

19 FOGLIE STRETTE FOGLIE LARGHE

20 FIORI PICCOLISSIMI RIUNITI IN CAPOLINI FIORI Più GRANDI NON RIUNITI IN CAPOLINO

21 PIANTA CON BULBI PIANTA SENZA BULBI

22 FIORI AZZURRI FIORI NON AZZURRI

23 FIORI ARANCIONE FIORI NON ARANCIONE

24 FIORI VIOLA FIORI NON VIOLA

25 PETALI BIANCO PURO PETALI BIANCHI MACCHIATI DI ROSSO

26 Voglio saperne di piùglio saperne di più Achillea millefolium

27 Aneto VoglioVoglio saperne di piùsaperne di più

28 Questa varietà è stata ottenuta tra A. hippocastanum e A. Pavia; viene utilizzato come albero da ombra nei viali e nei parchi. Raggiunge una altezza che varia da 15 a 25 metri. I fiori sono rossi e sbocciano a maggio, i frutti maturano in ottobre lasciando 2-3 frutti di colore marrone. Resistente all'antracnosi. Aesculus hippicastanum carnea

29 DESCRIZIONE: Questa piccola pianta, originaria della Cina e della zona Himalayana, si caratterizza per la sua rusticità e la vivacità della fioritura. I suoi rami ricadenti formano un tappeto verde che si ricopre di fiori di un bel turchino intenso, a partire da Agosto fino all'inverno. DIFFUSIONE: -Vive bene in climi siccitosi -ambienti a clima caldo submediterraneo. ESPOSIZIONE: -esposto in pieno sole. CERATO

30 CICORIA La radice di cicoria è conosciuta per le sue funzioni amaro toniche, lassative, ipoglicemizzanti e diuretiche. La sostanza amara contenuta in essa, a cui si ascrivono la maggior parte degli effetti terapeutici, è verosimilmente composta da levulosio, inulina e aldeide protocatechica. Già nel 1939 alcuni autori misero in evidenza le proprietà ipoglicemizzanti della radice ed è stato osservato che essa è capace di contenere entro certi limiti la iperglicemia, determinata dagli amidi e dagli zuccheri nella dieta. La cicoria è dotata inoltre di una chiara e spiccata attività antitiroidea

31 Pianta rampicante, decidua, alta fino a 10-15m, con forti radici pollonifere e fusto a sezione stellata lignificato a maturità; corteccia giallo-bruna e sfilacciata longitudinalmente. Foglie opposte, pennate a 5-7 foglioline con lungo picciolo anche volubile. Le foglioline, picciolate, sono glabre, acuminate e cordate, da triangolari ad ovali e margine da intero a crenato-ondulato fino a lobato. Fiori in rada ombrella composta; con calice di quattro sepali lunghi 6-10 mm e pelosi sulle due facce, bianchi all'interno e verde-glauchi all'esterno. I frutti sono piccoli acheni ovali e pelosi raggruppati fino a 25. Clematis vitalba

32 Lonicera caprifolium L. Nomi volgari: Caprifoglio, Madreselva, Abbracciabosco, Erba manina. Fiorisce in aprile-maggio. I fiori contengono acido salicilico. Si impiega come anticatarrale, diuretico, depurativo, diaforetico nell'idropisia, la renella, l'anemia e le congestioni del fegato e della milza. I fiori in infuso si impiegano contro la tosse, il raffreddore, i catarri polmonari, l'asma nervosa, il singulto, le convulsioni ed all'esterno come bagni per gli occhi. Le bacche sono diuretiche. Lonicera caprifolium

33 Fritillaria Tubaeformis La Fritillaria è una liliacea erbacea bulbosa, molto rara, alta cm., caratterizzata da un fiore campanulato, piuttosto grande, di colore bruno- rossastro, reclinato e punteggiato di macchie vinoso- porporine. È specie tipica dei pascoli montani dell'Appennino centro- meridionale e fiorisce a fine maggio, primi di giugno. Questo endemismo è presente in Umbria in stazioni pascolive, adiacenti i boschi di faggio, come sui Monti Coscerno, Maggio e La Pelosa Voglio saperne di più

34 Fritillariatubiformis

35 Tanacetumvulgare

36 Aquilegia alpina alpina Voglio saperne di più

37 Aquilegia Alpina Fiorisce in giugno-luglio producendo da uno a tre fiori di circa 5 cm. di diametro. E'specie la cui distribuzione mondiale e' limitata alle Alpi occidentali e all'Appennino emiliano, su pascoli sassosi e rupi, in esposizione prevalentemente settentrionale e oltre il limite della vegetazione arborea. Altrettanto rara e' Aquilegia bertolonii Schott, limitata alle Alpi francesi, alle Alpi marittime, all'Appennino settentrionale e alle Alpi apuane. L'habitat e' costituito da rupi e ghiaioni oltre il limite della vegetazione forestale. Aquilegia vulgaris. L. e' invece diffusa nei boschi di rovere, cerro e faggio e si ritrova quindi dalla pianura sino al piano montano. E'alta dai 3O ai 9O cm. e produce da maggio ad agosto, a seconda della quota, molti fiori azzurri o violetti, a sepali e petali non piu' lunghi di 2,5 cm. Tutte le specie del genere Aquilegia sono protette dalla legge. Famiglia: Ranunculaceae. Voglio saperne di più

38 Papaver sendtneri Papaver rhaeticum Voglio saperne di più

39 Papaver raeticum La Rezia, antica regione corrispondente alla Svizzera attuale, a parte della Valtellina e alla Val Venosta, è ricordata nel nome di questo papavero dei ghiaioni calcarei e dolomitici, uno dei più belli tra i fiori alpini. La sua presenza è molto discontinua, ad altitudini comprese tra i 1800 e i 2600 metri, nell'area delle Alpi centro-orientali, dalle Grigne alle Giulie a Sud, dai Grigioni alla Stiria a Nord. E' una pianta esigente per quanto riguarda l'umidità del suolo; il colore bianco dei ghiaioni dolomitici è per essa vantaggioso in quanto riflette la maggior parte delle radiazioni solari. Il fiore è di color giallo dorato, con petali finemente increspati. Le foglie sono pelose e pennate in modo asimmetrico con segmenti debolmente divisi. La capsula matura è lunga circa 1.50 cm. Si apre alla sommità e presenta evidenti nervature e il residuo dello stimma.

40 Ruta graveolens Voglio saperne di più

41 Ruta graveolens Fam. Rutaceae E una pianta inselvatichita in Piemonte. Subspontanea negli incolti aridi, per di più argillosi, nei dirupi calcarei e sassosi, soleggiati, e si trova dal mare ai colli, anche se prevalentemente lungo la fascia costiera, negli orti e nei giardini. E unerba perenne cespugliosa sempreverde e lucente, con radice legnosa fascicolata, fusto cilindrico eretto da circa 40 cm. Ad un metro; i rami sono erbacei; le foglie inferiori sparse tripennatosette, le superiori composte di segmenti cuneati ovali, spesse e carnose, punteggiate di ghiandolette bipennate; le terminali semplici. I fiori sono regolari composti di 4-5 pezzi giallo verdognoli in corimbo apicale (da maggio ad agosto); la capsula è subtondeggiante e si apre superiormente per 4 fessurazioni; i semi sono numerosi, reniformi, angolosi e neri. In fitoterapia si usano le parti aeree della pianta quasi fiorita e si raccolgono da maggio a tutta lestate: si taglia un poco avanti la fioritura, escludendo le parti dure semi legnose; si essicca allombra e si creano dei mazzi legati; si stagiona per 8-10 giorni, si rimuove e si imballa in tele. La droga che ne risulta ha un odore forte ed un sapore acre amaro. La resa è del 23-26%. I componenti principali sono la rutina, glucoside dei flavoni (eccita lutero). Ricordiamo che la rutina impedisce che le pareti dei capillari diventino troppo permeabili e ne riconduce la resistenza al valore normale); gomme, furocumarine, resina, tannino, un olio essenziale giallognolo fluorescente( contenente metilnonilchetone irritante, etere acetico e valerianico, limonene, pinene, cineolo e acidi organici. Le sue proprietà sono: è antinervosa, spasmolitica, antiisterica, antiepilettica, calmante, amaro-stimolante gastrica e carminativa, vermifuga, emmenagoga energica, eccitante uterina. Si preparano polveri, tisane, macerati alcolici, infusi, tinture e cataplasmi per uso esterno con la pianta verde, in quanto è rubefacente irritante locale. Lessenza ricavata dalla distillazione serve per aromatizzare vivande, grappa, acquavite ecc. N.B.: è controindicata alle gestanti. E usata in farmacia, medicina e liquoreria, ma è pericolosa e da maneggiare con cautela, specialmente se è fresca. Infatti,da luglio a settembre (nel periodo di maggiore luce), se ci si strofina la pelle con la pianta, ci si può ustionare, causandosi una dermatite bollosa. Alcuni usano le foglie nelle minestre o come condimento o mettono due o tre foglie triturate nelle insalate, al fine di conferire allinsalata un odore darancio. La pianta,infine, allontana i topi. Una specie affine comune in Piemonte è la Ruta sfrangiata (Ruta chalepensis L.), emmenagoga, eccitante lutero, antiemorragica. Essendo il Senecio capitatus (Senecione capitato) piuttosto raro in Piemonte, vi parleremo di una specie simile molto più comune, e cioè il Senecio vulgaris.

42 Senecio vulgaris L. – Calderugia o Solleciola o Erba verzellina Fam. Compositae E una pianta comune nei luoghi erbosi, sui pendii ed incolti freschi, sui muri vecchi; infesta campi, orti, giardini, ecc., dal mare ai monti dItalia. E unerba annua succosa a radice orizzontale, con il fusto molle eretto di cm., ramificato; con foglie alterne spatolate, bislunghe, pennato- lobate, dentellate. Possiede fiori gialli in capolini disposti in gruppi corimbosi, pendenti prima della schiusura che avviene da febbraio a novembre; ha acheni cilindrici verde-grigi pubescenti, con pappo lungo candido. La coltivazione avviene per seme ed è praticamente riproducibile tutto lanno. In fitoterapia si usa la pianta intera fiorita. Lepoca di raccolta va da febbraio a novembre e principalmente a maggio. Si raccoglie prima dellantesi; la pianta secca male a causa di eccedenza dacqua. Il suo odore è erbaceo,il suo sapore piccante. Contiene senecionina alcaloide che agisce come il Curaro e senecina resinosa,emmenagoga, e acido senecico, inulina, gomma, tannino: nonostante questi componenti, il fitocomplesso risulta innocuo. Le sue proprietà sono : sedative, emmenagoghe, vasocostrittive emostatiche; popolarmente è conosciuta come espettorante e diuretica. Si possono preparare polveri, infusi o decotti, estratti fluidi, tinture, sciroppi, o si usa il succo fresco. La pianta è molto appetita dai conigli, lepri, maiali, anche se è di sapore amaro. Tuttavia alcuni ritengono che questa pianta sia velenosa per alcuni animali, anzi addirittura il latte prodotto dalle femmine che se ne cibarono, risulta tossico a chi le mangia. Ci sono varie specie di Senecio: Senecio silvaticus, Senecio Jacobaea L. (lErba di S. Giacomo), Senecio viscosus L., Senecio uniflorus All., Senecio abrotanifolius L., Senecio Doria (lErba Doria), Senecio alpinus Scop., e naturalmente Senecio capitatus Wahlemb.(il Senecione capitato della foto).

43 Silene vallesia L. subsp.vallesia- Silene del Vallese Fam. Cariophillaceae Essendo una specie rara, esclusiva delle Alpi vi parleremo di una specie simile che è facile trovate lungo il nostro sentiero botanico, e cioè il Bubbolino. Silene inflata L. - Bubbolino od Erba del cucco Fam. Cariophillaceae Si trova comunemente attorno ai prati e pascoli, ai margini delle strade, nelle rupi, dal mare allalta montagna dItalia. E unerba perenne dal fusto eretto o sdraiato con foglie ovali cenerine e fiori bianchi o rosei da aprile ad agosto; la cassula è ovoidea. I suoi germogli giovani, teneri, vengono mangiati crudi, nel mese di maggio, come gli spinaci: sono squisiti se lessati e conditi con olio o burro, o in minestre e frittate. E anche un mediocre foraggio per gli erbivori.

44 Plantago media Voglio saperne di più

45 Silene vallesia ssp. vallesia Voglio saperne di più

46 Gentiana pneumonanthe Voglio saperne di più

47 Physalis alkekengi Il calice a maturità diventa arancione e avvolge interamente il frutto Voglio saperne di più

48 Caltha palustris Voglio saperne di più

49 Lilium bulbiferum La sottospecie croceum produce bulbilli allascella delle foglie Voglio saperne di più

50 Dictamnus albus albus Voglio saperne di più

51 Dictamnus albus L. – Dittamo, Frassinella, Limonella Fam. Rutaceae E unaltra pianta rara in Piemonte, ma particolarmente bella. E avventizia nei cespugli e luoghi selvatici sassosi ben esposti, secchi, collinari e nei giardini della cerchia alpina e dellAppennino, specialmente a Nord E un suffrutice o pianta erbacea perenne, coperta di peli, con radice cilindrica diramata e bianchiccia; il fusto è eretto di cm., liscio ghiandoloso; le foglie sono alterne imparipennate, composte di 9-13 foglioline ovali, seghettate e punteggiate. I fiori sono irregolari di 5 petali bianchi venati di roseo, in grappolo terminale (da maggio a luglio). Il frutto è composto di 5 follicoli cartilaginei rostrati, disposti a stella, bruno-violacei, contenenti 2-3 semi globosi neri. Lintera pianta emana un acuto odore di limone. La coltivazione può avvenire per seme e per divisione. In fitoterapia si usano: a) le sommità fiorite, che si raccolgono da giugno ad agosto, perché il Dittamo è utile per le sue proprietà antispasmodiche e diuretiche. La sua essenza è molto aromatica e contiene fitofina, cera, gomma, clorofilla, ecc. b) la corteccia della radice, che si raccoglie a fine estate, si pulisce e si stacca e si essicca, stagionandola per 3-5 giorni e poi si imballa in sacchi compressi. La corteccia contiene un olio essenziale (0,5-0,8%), resina, un alcaloide amaro, saponina, cera, colina, zuccheri ed ha proprietà amaro-toniche stimolanti e stomachiche, diaforetiche balsamiche, diuretiche ed emmenagoghe. Si possono preparare polveri, infusi, tinture, tisane, vino. N.B. : è una pianta controindicata alle gestanti. Ulteriori studi hanno messo in rilievo che la radice, preparata in infuso in certe dosi(chiedere sempre ad esperti!) è emolitica, emmenagoga e serve per provocare la portata lattea. Nei tempi passati era un componente di rinomate composizioni, come il Balsamo di Fioravanti e lOrvietano. Con una tisana delle foglie all1-2% si prepara un Thè che può sostituire quello dimportazione. Con il distillato dei fiori si prepara unacqua odorosa impiegata in profumeria. Una curiosità: le infiorescenze, nelle calde sere destate, emettono un olio volatile che può incendiarsi, producendo un piccolo, ma curioso effetto pirotecnico.

52 Senecio capitatus Voglio saperne di più

53 Vinca major Voglio saperne di piùsaperne

54 Cortusa matthioli Voglio saperne di più

55 Cortusa Matthioli È considerata un relitto del periodo terziario, con una distribuzione alpina frammentata in piccole aree Elegante primulacea, staziona in luoghi freschi, innevati e ricchi di sostanza organica, nei canaloni o al riparo delle rocce. Vive in anfratti umidi. Fiorisce fra maggio e giugno.

56 Rosa gallica Voglio saperne di più

57 Attenzione Non esiste una pianta in questa serie che corrisponda a questo percorso RIPROVA !

58 Cortusa Matthioli L.- Cortusa Fam. Primulaceae E una delle piante protette in Piemonte; benché rara, è bene conoscerla per salvaguardarla ed eventualmente aiutarla nella riproduzione (abbiamo studiato i vari modi in cui le piante si riproducono e anche le possibilità di riproduzione tramite intervento umano). La possiamo trovare in luoghi umidi, in vicinanza di sorgenti di montagna e nelle nostre meravigliose Alpi in terreni alcalini o neutri. E unerba perenne alta cm.; le foglie radicali sono a forma di cuore, palmate con lobi, dentate, molli e pelose. I fiori sono reseo-porporini o carnicini, odorosi; sono circa 3-12 per racemo (da maggio a settembre); la cassula è quasi cilindrica. In fitoterapia si usa lerba fiorita e quindi si raccoglie nel periodo della fioritura, da maggio a settembre. Le sue proprietà sono di essere pettorale ed antispasmodica. Si prepara un infuso al 3-4% e se ne bevono 2-3 tazzine al giorno : N.B. : ricordiamo però sempre che non possiamo fare da soli con le erbe! Chiediamo sempre al medico e ad esperti prima di usare le erbe per curarsi. Abbiamo studiato che ci sono erbe molto pericolose o addirittura mortali! Le erbe possono esserci grandi amiche, ma solo se le conosciamo a fondo.

59 Gentiana purpurea L. – Genziana violacea Fam. Gentianaceae Comunissima nei prati, pascoli rupestri e fra i rododendri, in luoghi umidi edecalcificati, delle zone subalpine, alpine piemontesi e lombarde e dellAppennino tosco-emiliano. E una pianticella erbacea perenne a radice cilindrica fittonante, quasi sempre biforcata, di colore grigio-bruno fuori e gialla dentro, di un amaro superlativo; fusto di sezione rotonda, eretto cavo; foglie ellittiche a rosetta le radicali, opposte lanceolate le caulinari. I fiori sono sessili tubulosi campanulati, rosso-porporini macchiati di scuro, dal profumo rosato, per lo più in due verticilli a luglio-agosto; la capsula racchiude semi lenticolari areolati. Si può coltivare per seme (ma solo se si semina subito dopo la raccolta), oppure per divisione di radici in autunno in terreni profondi e umidi, mediocremente soleggiati. Si possono poi utilizzare le radici di almeno due anni, che si raccolgono da agosto ad ottobre, tramite un vanghetto a manico corto: si pulisce, si toglie lintaccato, si secca al sole o in forno a 50-60°; si stagiona per 5-7 giorni, si imballa in sacchi e si conserva in ambiente asciutto riparato. Il colore risulterà marrone, con un odore aromatico pronunciato, caratteristico ed inconfondibile e con un sapore amarissimo.(la resa della droga ricavata è circa del 35%). I componenti principali sono picrosidi amari, zuccheri, coloranti, enzimi, acidi, pectina, sali ecc. Si possono preparare polveri da impastare al miele, macerati, infusi, estratti acquosi, vini, estratti fluidi ecc., con le seguenti proprietà: aperitive, tonico-amare scialagoghe stomachiche, stimolanti della digestione, antifermentative, febbrifughe, leucocitogene, vermifughe. Attenzione alle sofisticazioni: a volte si sostituisce con Rumex alpinus L. radice.

60 Physalis alkekengi L. – Chichingero, Alkekengi Fam. Solanaceae Si può trovare nei boschi cedui, lungo siepi e ripe ombreggianti, incolti, presso macerie, ai lati delle strade, in terreni calcarei dal mare ai colli della penisola ed in Sicilia. E unerba perenne a radice cilindrica strisciante con radichette sottili bianchicce, fusto eretto angoloso di cm., ramificato, con foglie alterne ovato-lanceolate acute e sinuose. I fiori sono rotati bianco-verdastri, con grandi solitari ascellari, da maggio a luglio; le bacche sono globose gialle o rosso-scarlatte, polpose e succose, racchiuse nel calice accresciuto, rigonfio, in forma di membrana reticolata paglierina, con semi a rene giallini. Può essere seminato a letto caldo a febbraio-marzo, si trapianta a maggio per due volte in posto erboso, ben lavorato e concimato; si moltiplica anche per divisione di cespi che danno stoloni. Le parti usate sono le foglie e gli steli, che si raccolgono in estate, ed hanno proprietà deostruenti. Si preparano polveri, infusi, lozioni, cataplasmi..Con i frutti, da usarsi a completa maturazione e mantenuti nella pellicola involucrante (si raccolgono ad agosto-settembre), si ottengono risultati diuretici (bastano frutti) antiurici antiossalurici, febbrifughi, antigottosi, amari rinfrescanti; lassativi (con frutti). Fra i componenti fondamentali figurano: fisalina, zucchero, tannino, olio grasso, sostanze pectiche e resinose, acidi citrico e malico, vitamina C. Si preparano infusi, estratti fluidi, tinture, sciroppi, vivi di bacche( 20 bacche per litro a macero per una settimana e filtrare : gr. sono diuretici, gr. febbrifughi). Dobbiamo però ancora ricordare che le bacche sono buone da mangiare per il loro squisito sapore agrodolce; si preparano marmellate, canditi. N.B.: fidatevi solo dei frutti; il resto della pianta può essere pericoloso.

61 Aquilegia alpina L. - Aquilegia delle Alpi o Aquilegia maggiore. Fam. Ranunculaceae Si trova presso le rupi e luoghi erbosi, pietrosi, ombreggiati, montani dellEmilia, Toscana e Piemonte (dove è rara e protetta). E unerba perenne con le foglie a tre lobi molto divisi; il fiore è azzurro-violaceo, grande e solitario e fiorisce in luglio-agosto. Sia questa specie sia lAquilegia comune, cioè Aquilegia vulgaris L.sono da considerarsi pericolose. Tuttavia le persone esperte ricavano dalla pianta intera fresca principi con proprietà antiscorbutiche, depurative, diuretiche e sedative, facendo infusi, tinture o macerati per uso esterno (come antiflogistici astringenti), mentre ricavano dai semi raccolti da giugno ad ottobre degli infusi o decotti con proprietà diaforetiche, diuretiche uricolitiche e deostruenti biliari.

62 Lilium bulbiferum L.var. croceum Giglio rosso o Giglio di S.Giovanni Fam. Liliaceae E un fiore divenuto ormai raro in Piemonte, per cui compare fra le specie protette. Si può trovare sia sui colli sia sui monti italiani. E una pianta perenne con fiori giallo –aranciati ed inodori, da giugno a luglio, da cui il nome popolare di Giglio di S.Giovanni destate; la capsula contiene molti semini. In fitoterapia si usa comunemente il Giglio bianco, cioè Lilium candidum L.,originario dalloriente e coltivato nei giardini, e comunemente conosciuto per i suoi fiori bianchi campanulati odorosissimi; con i suoi bulbi si ricavano polveri od infusi con proprietà espettoranti, diuretiche ed emmenagoghe, mentre dai tepali dei fiori, raccolti a maggio-giugno, infusi od oli balsamici con proprietà astringenti, antieczematosi e detergenti.

63 Plantago media L. – Piantaggine pelosa- Petacciola o Piantaggine mezzana Fam. Plantaginaceae Si trova negli erbosi magri aridi e nei boschi, sui pendii soleggiati di collina e montagna dItalia. E comune in Piemonte, ed è considerata pianta medicinale ed alimentare. È perenne con radice carnosa fibrosa, con foglie più piccole della Plantago major L.(Piantaggine maggiore), grigiastre e pelosette, con fiori bianco- argentei viola, disposti in corta spiga oblunga da maggio a luglio – agosto. La capsula è a pisside con 4-6 semi ovoidi angolosi. Le foglie destate hanno le stesse proprietà della Lanciuola, cioè Plantago lanceolata L., in quanto contengono mucillagini, gomma, pectina, sostanze amare, saponina, acido citrico ossalico e silicico, sali di cloro. Potassio e magnesio, eucubina glucoside e silicio ossido cicatrizzante, oltreché fitocidi, antibiotici vegetali e antibatterici.Le sue proprietà sono: antidissenteriche, diuretiche blande, ematopoietiche emocoagulanti. Si preparano succhi ed unguenti. Le foglie verdi sono mangiate dal bestiame, ma da secche sono rifiutate perché pessime. Oltre alle foraggiere nobili, come le Graminacee e le Leguminose, la Piantaggine contribuisce allapporto di elementi per la costituzione del corpo animale e le virtù terapeutiche dei principi attivi giovano al bestiame e sono di aiuto alluomo che consuma il latte ed i suoi derivati e la carne.

64 Fritillaria tubiformis et var. moddridgei - Meleagride delle Alpi Sono specie rare e protette in Piemonte, ma non solo, infatti i fiori purpurei o gialli o purpurei a scacchi per la Fritillaria tenella sono presenze molto rare nei prati rocciosi delle alpi ed Appennini. Una particolare sottospecie, la Fritillaria pollinensis, è esclusiva del Monte Pollino, nellAppennino calabro-lucano. Queste piante possono raggiungere laltezza di cm. E fioriscono da aprile a giugno.

65 Caltha palustris – Calta- Farferugine Fam. Ranunculaceae E diffusa in terreni umidi, accanto a ruscelli, acquitrini e stagni della media ed alta montagna. E una pianta glabra con fusti di solito eretti. Ha foglie grandi, verde scuro e lucide nella pagina superiore, e piuttosto carnose; quelle superiori sono prive di picciolo e abbracciano il fusto, quelle basali sono cuoriformi con lungo picciolo. Può essere alta cm. e fiorisce da marzo a luglio, con fiori di 5 cm. giallo-oro brillante (da uno a tre fiori su ogni peduncolo) con molti stami, circa 100. I frutti, o follicoli, a maturità si fendono longitudinalmente verso il basso liberando i semi. Già alla fine dellinverno, quando ancora cè neve, questa pianta ravviva con i suoi fiori oro lucente e le foglie verde lucido, gli acquitrini battuti dal vento e gli umidi boschi. Le piante continuano a fiorire sino ad estate inoltrata, soprattutto nella mezzombra e numerosi insetti, comprese molte specie di mosche ne ricercano il nettare. Linsetto, sfregandosi sugli stami, si copre di polline, che porta poi su altri fiori della stessa specie. Le foglie essiccate servono per fare cataplasmi ad azione antireumatica locale; i boccioli dei fiori sono talvolta conservati sotto aceto. Luso alimentare è da evitarsi perché tutta la pianta contiene principi tossici. Una curiosità: forse Shakespeare si riferiva a questa pianta quando nel suo dramma Cimbelino, scrisse :Occhieggianti i fiori di Maria cominciano a schiudersi dorati.

66 Papaver sendtneri et Papaver rhaeticum – Papavero retico, Papavero delle Alpi Fam. Papaveraceae Nella prima foto del Cd-rom abbiamo il papavero bianco e quello giallo (Papavero retico). Sono specie rare delle alte vette alpine (fra i 1800 ed i m.). Vi parleremo del secondo, Papaver rhaeticum E una pianta con foglie tutte basali, dalle quali si alzano sottili steli fiorali finemente pelosi, lunghi cm., che fiorisce in luglio –agosto, con fiori di colore giallo dorato, con petali finemente increspati. Le foglie sono pelose e pennate in modo asimmetrico, con segmenti debolmente divisi. La capsula matura è lunga circa 1,5 cm., si apre sulla sommità e presenta evidenti nervature ed il residuo dello stimma. Vive sui ghiaioni calcarei e dolomitici, nelle Alpi centro-orientali e nellAppennino centrale ed è uno dei più bei fiori alpini. Un tempo era considerata una sottospecie del linneano Papaver alpinum, oggi smembrato in varie specie che corrispondono ad altrettante antiche sottospecie, fra cui : Papaver sendtneri (Kerner ex Mayek), o Papaver kerneri (la cui presenza nelle Alpi italiane è rarissima), Papaver julicum (che si distingue per i fiori bianchi ed è presente nelle Alpi orientali e nellAppennino centrale, oltre il limite degli alberi) La Rezia (Raetia), antica regione corrispondente alla Svizzera ed a parte della Valtellina e della Val Venosta, è ricordata nel nome di questo papavero. Questi papaveri e le specie affini delle alte vette himalaiane sono coltivati nei giardini botanici alpini, tra cui il Giardino Rea a Trana (To), da cui abbiamo tratto i disegni dei fiori ed i tracciati per la realizzazione della prima parte del Cd-rom sulle chiavi dicotomiche ed attirano sempre lammirazione dei visitatori per la loro bellezza vivace, ma effimera. Sono piante esigenti per quanto riguarda lumidità del suolo; il bianco dei ghiaioni dolomitici è per esse vantaggioso, in quanto riflette la maggior parte delle radiazioni solari.

67 Vinca major – Pervinca maggiore Fam. Apocinaceae E una pianta perenne a fusto sdraiato radicante, con le stesse proprietà della Vinca minor con foglie opposte ovate e con fiori azzurri da maggio a giugno; il frutto è incurvato in fuori ed in basso. Si può trovare nelle siepi e boschi dal mare ai subcolli del Mediterraneo ed è poco comune in Piemonte; è molto più comune invece la Pervinca minore, Vinca minor L. che si trova facilmente nei luoghi selvatici e nelle siepi, fra i cespugli freschi dal mare ai monti della Penisola ed in Sicilia. E unerba perenne con cespetto di cm. di altezza, radici esili fibrose, fusti sterili prostrati, i fioriferi eretti flessuosi sarmentosi sottile; le foglie sono opposte ellittico-lanceolate, crenato-dentate, verde scuro, durette, lucide persistenti. I fiori sono stellari di 5 petali tronchi azzurro-celestini, solitari allascella delle foglie, e fioriscono da febbraio a giugno; i frutti sono formati da due follicoli cilindrici striati, mentre i semi sono medi, granulosi e numerosi. Queste piante sono dotate di vasi laticiferi e polline polverulente. Si può coltivare per seme in marzo ed aprile, quindi si mette in vaso per trapiantare in aiuola o bordure. In fitoterapia si utilizzano le radici e le foglie. In floriterapia i fiori. Le radici si raccolgono in primavera ed autunno e contengono vincamina e vincamarina ed hanno proprietà diuretiche ed ipotensive. Si possono usare in decotto o tintura. Le foglie si raccolgono da maggio a luglio-agosto; raccolte senza picciolo denotano un odore erbaceo; si seccano allaria, si stagionano per due o tre giorni e si imballano in sacchi. Lodore della droga risulterà quasi nullo, il sapore amaro-astringente. Contengono vincina glucoside giallo amaro, vincoside, tre alcaloidi, saponina, gomma, pectina, tannino, carotene. Hanno proprietà tonico-amare stomachiche digestive, decongestionanti, antigalattogoghe leggere. Con le foglie si preparano polveri, infusi, vino, decotti. Per uso esterno, tramite lozioni, irrigazioni, impacchi sono astringenti e detergenti. Le foglie fresche pestate sono vulnerarie.

68 Rosa gallica L. - Rosa rossa o comune o Rosa degli speziali Fam. Rosaceae Si trova in qualche siepe, nei giardini ed in riviera ligure E un arbustino cespuglioso di bassa statura, cm., con radici legnose e profonde, fibrose e che emette polloni alla base; i fusti sono di sezione arrotondata, eretti ad aculei piccoli e gracili e grandi uncinati misti a setole ghiandolose; le foglie sparse sono sessili composte di 5-7 foglioline ovali seghettate, con le stipole aderenti al picciolo. I fiori sono rosso vivo o roseo porporini, doppi o solitari, di aspetto vellutato, portati alla sommità in maggio-giugno. Il frutto è globoso rosso- scarlatto peloso, con acheni avvolti in setole rade. La coltivazione avviene per separazione di polloni interrati e per margotta. In fitoterapia si usano i petali ovati dei fiori e si raccolgono da maggio a luglio. La droga si prepara con i fiori in bottoni o poco avanti lo sbocciamento, quando il terreno è asciutto verso le 17, ora in cui hanno più succhi e riserve. Si levano i calici e gli stami e si secca rapidamente ma con attenta cautela, allombra o con laria calda; si stagiona brevemente e si inscatola. La droga assume un colore roso tenue con odore fragrante piacevole e sapore amarognolo-stiptico. La resa è di circa il 22%. I componenti principali sono lolio essenziale (0,03%) contenente alcoli terpenici, geraniolo, citronellolo, citrale, nerolo, aldeide nonilica, alcole feniletilico; quercitrina glucoside, tannino (10- 21%), acido gallico, acido quercitannico, colorante rosso antocianico, resina, vitamina C. Hanno proprietà aromatizzanti, tonico-amare astringenti stittici, antisettici. Si preparano polveri, infusi, aceto di rose (con 5-30 gr. di fiori, in diluizione 1 a 10); conserve ( si triturano i petali freschi in mortaio con il triplo di zucchero). Conserva di rose classica: rose rosse polverizzate: parti 1; idrolato di rose: parti 2; zucchero in polvere: parti 3; ne risulta una conserva eupeptica e nutriente; se aggiungiamo nella conserva anche il ricettacolo carnoso dei fiori, questa acquisterà proprietà rinfrescanti e lassative. Miele rosato: miele bianco depurato, gr.20; petali di rose, gr. 5; acqua bollente quanto basta: ne risulta un preparato utile nelle affezioni della bocca. ( continua )( continua )

69 Acqua di rose: si macerano petali di fiori freschi in acqua da distillare: è rinfrescante e lievemente astringente, tonica della pelle, per la pulizia dal latte detergente e da creme e per ridare elasticità ai tessuti cutanei rilassati. Aqua rosarum: aromatizzante dei preparati magistrali ed in profumeria classica; gli antichi ritenevano che il soave profumo ristorasse, rincuorasse e rammemorasse. Curiosità: per conservare il profumo dei fiori si può stratificare petali e sale da cucina in vaso a collo stretto, chiudibile ermeticamente. Si possono fare i petali canditi o si possono mettere dei petali fra le coltri per tenere lontane le pulci, o macinare i petali ed aggiungerli in ciprie per il viso. Ancora si possono essiccare e conciare le foglie della Rosa gallica ed usarle al posto del deleterio tabacco. Altri tipi di Rosa: naturalmente la rosa più comune, la Rosa di macchia o Rosa selvatica, Rosa canina L., di cui vogliamo ricordare le proprietà dei frutti interi (ricettacoli) o cinorroidi, che si usano in fitoterapia senza però i semi, raccogliendoli ad agosto-settembre, con proprietà correttive, rinfrescanti, vitaminiche di spiccata entità per la vitamina C, antiinfiammanti dellapparato genito-urinario e diuretici, e astringenti. Ricordiamo i suoi semi, antinervosi, vermifughi contro gli ascaridi; si raccolgono in agosto-settembre, adoperando gli stessi tolti dai cinorroidi, seccati e ventilati e preparando poi un decotto al 5% e bevendone una tazza al giorno. Le foglie sono un surrogato del Thè dimportazione. Rosa sempervirens L. - Rosa di S. Giovanni. Rosa rubrifolia Vill. Rosa rubiginosa L. Rosa pendulina var. alpina L. - Rosa delle Alpi vera Rosa centifolia L. -Rosa pallida o di maggio, da cui si estrae lessenza e acqua di rose come veicolo aromatico in grado di correggere inoltre lodore di sostanze maleolezzanti: la resa dellolio essenziale è tra i più bassi: q. di petali freschi per un Kg. e quindi il prezzo è elevato. Rosa damascena Mill., probabile ibrido di Rosa gallica e Rosa canina, coltivata in diversi Paesi. Famosa la Rosa damascena bulgara, per la produzione della famosa essenza, finissimo ingrediente di tonalità calmante per la profumeria, dal prezzo elevato, purtroppo spesso adulterata con altre essenze, ad es. olio essenziale di palmarosa. Rosa muschiata, da cui si ricava unessenza per doppia distillazione delle cellule epidermiche della pagina superiore, con le stesse proprietà della Rosa pallida.

70 Achillea millefoglio ACHILLEA MILLEFOGLIUM Coglierò l Achillea, perché il mio corpo sia più snello, le mia labbra più calde, la mia voce più gaia. Sia dunque la mia voce un raggio di sole, le mie labbra il succo delle fragole. E sia io un isola nel mare, una collina sulla terra; al tramonto della luna una stella:Sostegno del più debole potrò ferire ogni uomo, ma nessuno potrà ferire me. Già lAchillea era conosciuta in passato come erba medicinale, ma soprattutto di operare magie. Il suo nome viene da Achille, eroe dell Iliade.Egli la usava per guarire i suoi guerrieri così gli diede importanza. Infatti secondo la leggenda, Achille, consigliato dal centauro Chirone e ne fece uso per curare un re ferito, Telefo, ed ottenne un grande successo. L achillea è una pianta che ci protegge come una pianta nellorto,protegge le altre dal nemico e aiuta a disperdere la malinconia.Inoltre le diedero molti nomi popolari come erba del diavolo perché allontanava il nemico. Sanguinella perché da una parte stagnava la ferite dall altra una foglia arrotolata nelle narici provoca un epitassi alleviando i dolori al capo. old mans pepper perché con il suo pizzichino faceva starnutire come il tabacco, mentre in Castiglia era chiamata meoma perché faceva urinare. L Achillea è delle piante più comuni e cresce ovunque perfino sulle rotaie del treno e nelle macerie. È poco rozza alta, ma non è inelegante, vivace, alta 40-50cm tutta coperta di peli setosi, fortemente aromatica, ha uno stelo angoloso che abbraccia le foglie bipennate fiore di colore verde brillante più o meno tormentose. I fiori sono riuniti in capolini piccoli e raccolti in cairimbi a forma di ovoidale, circondati da un involucro di brattee pelose. Fiorisce a giugno, e a settembre, piatte e minuscole, le margherite sono a volte bianche e a volte rosate. Le cime fiorite si raccolgono in agosto; i principi attivi sono contenuti soprattutto nei fiori. LA TRADIZIONE Nell antichità era chiamata herba militaris e infatti serviva per curare di guerra, infette o no E vide passare laffermazione delle virtù nei secoli. ( continua )( continua )

71 È in grado anticipare le mestruazioni che ritardano e di ritardare quelle che le anticipano di renderle meno dolorose, meno irregolari e meno lunghe. Inoltre la pianta è un astringente e un sedativo. Il succo fresco della pianta viene utilizzato come tonico o stimolante delle secrezioni, gastriche e biliari. È capace di stroncare un raffreddore e liberare il naso otturato è da prendere sempre quando è necessario rendere il sangue più reattivo. Giova alle malattie della pelle e combatte anche le calvizie. È un buon tonico contro la seborrea. Con l Achillea si prende un infuso gradevole e piccante. È da bere quattro volte al giorno. L ELISIR Questo è uno dei nuovi elisir indicato per le persone eccessivamente reattive. Utile per le persone che vivono in ambienti inquinati o che per il loro lavoro sono costretti a far uso di elaboratorio apparecchiature elettroniche. Valido anche per le persone che siedono lungo tempo davanti al televisore. L achillea è altresì indicata per chi esercita la professione di psicoterapeuta. I BENEFICI L elisir serve da protettore a tutti i livelli e rinforza le difese rendendole meno sensibili.

72 LANETO Laneto è una pianta aromatica annuale che cresce nel bacino del Mediterraneo e ha un profumo di anice. Il nome scientifico deriva dal greco anitho, cioè bruciare, in quanto veniva usato come profumo da bruciare. Il nome inglese dilla, può derivare invece dalla parola sassone a dilla che significa sonnecchiare a causa del suo potere di indurre il sonno nei bambini.Laneto era un ingrediente classico nei filtri damore medievali e veniva appeso alle porte e alle finestre per tenere lontano il malocchio. RIMEDIO ERBORISTICO Lolio volatile contenuto nei semi e nelle foglie dellaneto nellapparato digerente calma le coliche e lindigestione attenuando la nausea e il vomito.Sull apparato respiratorio agisce come antispasmodico ed espettorante e giova in caso di tosse e di asma. Le foglie dellaneto venivano cucinate spesso insieme al pesce per insaporirlo. AROMATERAPIA Lolio essenziale ha proprietà rilassanti e digerenti. Gli oli sono ingredienti essenziali dei linimenti per riscaldare i muscoli e per i massaggi. LESSENZA FLOREALE Laneto è un rimedio ottimo per chi è stressato.

73 Hai trovato una parola difficile, di cui non comprendi il significato? Questo breve dizionario può aiutarti. Clicca sulla lettera iniziale e vai alla pagina corrispondente AA B C D E F G I L M N O P R S T U V X Z BCDEFGI LMN OPRSTUVX Z ABCDEFGI LMN OPRSTUVX Z Hai trovato una parola difficile, di cui non comprendi il significato? Questo breve dizionario può aiutarti. Clicca sulla lettera iniziale e vai alla pagina corrispondente AA B C D E F G I L M N O P R S T U V X Z BCDEFGI LMN OPRSTUVX Z ABCDEFGI LMN OPRSTUVX Z

74 Abbarbicare Atto di mettere le radici che si appigliano al terreno. Aborigene Piante originarie o supposte originarie dei paesi che abitano. Abortito Organo dallo sviluppo limitato od arrestato. Acaule Che pare sprovvisto di fusto. Acclimatazione Azione per cui una pianta si propaga e sviluppa in clima diverso dall'originario consueto. Accrescente Qualsiasi organo del fiore, o no, che dopo la fecondazione aumenta il volume assieme al frutto. Accrescimento Aumento in volume e di nuovi elementi. Achenio Frutto secco che non si apre naturalmente a maturazione e con seme non aderente al guscio sottile o pericarpo e quindi facilmente separabile. Aciculare A forma di ago. Aclamide Fiore nudo privo di perianzio. Aetinomorfo Fiore regolare. Aculeato Che possiede spine o.pungiglioni rigidi acuti e staccabili senza recar danno ai tessuti immediati. Gli aculei sono organi di difesa. Acuminato Parte che si restringe o termina in punta fine. Afillo Che sembra mancare di foglie. Agamica Riproduzione asessuale,per scissione, gemmazione ed endogenia. Moltiplicazione agamica per propaguli, talea, margotta, ecc. Agglomerato Riunito in ammasso. Ritorna allindice alfabetico

75 Aggregato Frutto che proviene da numerosi ovarii contenuti in altrettanti fiori avvicinati. Aghiforme Sottile, cilindrico ed allungato. Ala Organo che diverge lateralmente. Alato Caule o fusto guarnito longitudi0nalmente da espansioni fogliacee. Albero Pianta di oltre metri cinque, distinta da un tronco inferiore e da una chioma legnosa ramificata in alto. Albume Parenchima ricco di sostanze alimentari ed adatto a nutrire l'embrione. Consta di endosperma internamente al sacco embrionale e per; sperma esternamente allo stesso sacco. Alburno Fascio di fibre legnose giovani attive, più deboli ed esterno del tronco. Ali Petali laterali che divergono dalle altre parti del fiore. Alterno Che cresce successivamente da una parte e dall'altra (rami, foglie). Alveolo Piccola cavità nella quale sono collocati i frutti di certe.piante. Amento Infiorescenza dai componenti unisessuali e per lo più maschi, a forma di spiga pendente. Amplessicaule Picciuolo a guaina che abbraccia il fusto. Androceo Insieme degli organi maschili del fiore. Antela Infiorescenza che sotto al fiore terminale porta più di tre rami di lunghezza diversa. Antera Parte superiore dello stame che contiene il polline o polvere fecondante. Antesi Fioritura o schiusura del fiore. Antofilli Foglioline speciali che costituiscono il fiore. Apetalo Fiore senza petali, con il solo calice. Apice Porzione od organo opposto alla base. Apiculato Che termina con breve punta. Ritorna allindice alfabetico

76 Apoteei Concettacoli o bottonì scuri dei Licheni atti alla riproduzione. Arboscello Piccolo albero. Arbusto Pianta legnosa di mediocri dimensioni, per lo più avente fusti legnosi partenti da una stessa radice. Arillo Coppa carnosa dentro la quale gli ovuli nudi di certe piante si trasformano in semi. Aristato Provvisto di reste. Articolato Formato di articoli o pezzi separabili spontaneamente. Ascella Angolo d'inserzione di un peduncolo o di un ramo sopra il fusto. Ascellare Situato all'ascella di foglia o brattea. Ascendente Fusto orizzontale alla base e quindi incurvantesi per rivolgersi verso l'alto e diventare eretto. Astata, Saettiforme Foglia a punta di lancia ed estremità inferiore con due appendici divergenti ed acute (alabarda Atrofico Sviluppato imperfettamente od arresto dell'accrescimento e funzionamento. Attenuato Insensibile o modesta diminuzione dì larghezza o spessore dalla base all'apice. Austori Radici trasformate in succhielli delle piante parassite. Avventizio Sviluppo 'su un punto non abituale. Ritorna allindice alfabetico

77 Bacca Frutto con parte esterna membranosa, parte media carnosa ed interna generalmente contenente molti o diversi semi immersi nella polpa. Baccello Legume. Balausto Frutto indeiscente con epicarpo e mesacarpo fusi e divenuti coriaceí, endocarpo rivestente diverse cavità contenenti numerosi semi a tegumento succulento e dolce. Barbe Estreme ramificazioni delle radici, organi assorbenti delle piante. Base Punto dove comincia a crescere. Nelle foglie è la parte vicina al fusto o ramo. Basilare Che spunta o trovasi alla base. Bienne o Biennale Pianta che vive, dura o per fruttificare impiega due anni. Bifido Organo divìso longitudinalmente in due parti. Bilabiata Fiore con corolla di due labbra. Biloculare Diviso da tramezzo in due logge. Bipennata Foglia composta il cui asse principale porta i picciuoli secondari delle foglioline. Boccio Bottone o gemma fiorale. Bottoni Gemme. Brattea Foglia modificata ad accompagnare il fiore e l'infiorescenza. Bulbillo Piccolo bulbo di alcuni fiori o foglie che distaccato dalla pianta madre ed interrato riproduce la specie. Bulbo Fusto sotterraneo corto costituito da scaglie o tuniche e con una gemma all'estremità superiore e radichette alla base. Ritorna allindice alfabetico

78 Caduco Che si distacca e cade precocemente disarticolandosi alla base. Caduco deciduo Se cade dopo la fecondazione. Calamo Fusto delle Ciperacee e delle Giuncacee che si differenzia dal culmo per gl'internodi molto corti e fusto fiorifero allungato ed a contenuto spugnoso. Calatide Capolino, Antodio. Calice Involucro esterno e verde del fiore formato da foglioline dette sepali. Calicetto Calice,piccolo accessorio. Calìcifloro Stami apparentemente inseriti sul calice. Calicino Che appartiene al calice. Capillare Fine e delicato come un capello. Capolino o Capitolo Antodio, infiorescenza a cima di fiori sessili compatti disposti all'estremità di un asse allargato comune chiamato ricettacolo. Simula un fiore solo. Capsula o Cassula Frutto composto secco che si apre naturalmente di~ idendosi per fenditure longitudinali in valve, alle quali sono attaccati i semi. Carena Linea sporgente dal dorso di un organo. Porzione inferiore del fiore delle Leguminose. Caruncola Ispessimento carnoso e poco esteso di certi semi. Carnoso A strato polposo o di massa sugosa. Cariosside Frutto secco che non si apre naturalmente e contenente un solo seme saldato con il pericarpo indurito. Carpello Gineceo. Frutto rudimentaìe o parte di un frutto multiplo, costituito da una fogliolina primitiva :rasformata in pistillo. Casella o Loggia Dell'antera e dell'ovario. Caule Corrispondente a fusto o stelo. organo aereo, intermedio fra radici e parte superiore, che porta rami, foglie, fiori, frutti e semi. Caulicolo Cilindretto o fusticino che unisce la radichetta alla piumetta dell'embrione. Caulinare Organo inserito sul fusto. Ceduo Albero che si taglia a periodi fissi. Ritorna allindice alfabetico

79 Ceruleo Azzurro celestrino. Cespitosa Pianta con molti fusti provenienti da radice comune e che sortono dal piano del suolo. Chioma Rami e foglie di un albero. Ciclo Porzione di spirale compresa tra una foglia ed un'altra che le sta esattamente sovrapposta. Ciglia Peli sottilissimi. Cima Tipica infiorescenza definita. Grappolo di fiori su peduncoli ramosi che.partono da uno stesso punto ed arrivano ad una medesima altezza. Cima dicotoma Infiorescenza formata di peduncoli che si biforcano alla terminazione. Circoncissa Deiscenza di frutto sferoidale o cilindrico che si apre trasversalmente a mo' di coperchio. Cirro o Viticcio Trasformazione di rami (Vite) o di foglie (Pisello). Cladodi Rami trasformati, appiattiti e fattisi verdi. Clorofilla Sostanza verde delle cellule di vegetali esposti alla luce solare. Cocco Porzione della scissione di un frutto dirompente policocco. Coccola Frutto sferico fatto da poche squame a scudo. Colletto Separazione tra radice fusto a fior di terra. Colorato Di colore diverso dal verdj. Composta Foglia divisa in foglioline secondàrie. Composto Organo diviso in scgrerti distinti. Concolore Dello stesso colore. Conduplicato Raddoppiato. Confluenti Uniti alla base cosi c. sembrare un solo organo. Connate Foglie opposte saldate p. la base. Ritorna allindice alfabetico

80 Conniventi Organi che si avvicinane per la sommità senza saldarsi. Cono o Strobilo Infiorescenza unisessuale di forma cilindrica ovale cur. brattee larghe e talora legnose. Cordato In forma di cuore a sma;rginatura in basso. Coriaceo Di consistenza tenace flessibile, affine al cuoio. Corimbo Infiorescenza con fiori da: peduncoli di lunghezza varia, inseriti a diverse altezze sul graspo e trovantisi portati press'a poco allo stesso livello superiore. Cormo Corpo vegetativo delle piante superiori, differenziato in radice, fusto e foglie. Corolla Secondo verticillo od involucro fiorale, formata da foglie trasformate, colorate e dotate di odore più o meno aromatico dette petali. Corolliflora Stami inseriti sulla corolla. Corona midollare Circolo od astuccio formato di trachee che indica i limiti del midollo. Coranula Corona piccola di appendici libere o saldate di certe corolle. Corteccia Parte superficiale che riveste tronco, rami e radici, con i seguenti strati: esterno, medio, interno. Cotiledoni Foglie del seme che circondano il fusticino sormontato dalla piumetta o primordio fogliare. Crenato Organo o foglie con il margine a denti ottusi arrotondati, separati da incavi poco profondi. Crenulato Dal margine di crenature ossia a denti ottusi ed arrotondati. Crespo Arricciato od ondulato. Crittogame Pianta a nozze occulte o meglio organi di riproduzione non visibili. Culmo Caute cilindrico vuoto, nodoso ed indurito alla superficie. Cuneiforme A forma di triangolo rovesciato (base slargata ed apice ristretto). Cupola Involucro a scodellino formato dall'unione di numerose brattee di fiore. Cuscinetto Rigonfiamento del picciuolo al punto d'inserzione sul fusto. Cuticola Strato superficiale sottile dell'epidermide delle erbe. Ritorna allindice alfabetico

81 Deciduo Organo che cade poco dopo la sua apparizione. Decombente Che non si sostiene e cade in basso. Decorrente Foglia con la base della lamina che si prolunga in basso sul fusto o ramo in un'ala. Decrescenti Foglie che diminuiscono di grandezza dal basso verso l'alto del fusto. Decussate Foglie opposte che si incrociano ad angolo retto con il paio superiore ed inferiore. Definita O terminale se la ramificazione ultima con una gemma od un fiore. Deiscente Frutto secco che a maturazione si apre per la rottura delle pareti e lascia sfuggire i semi o granelli. Dentato Corredato d'intaccature al margine poco profonde, ovvero di denti triangolari acuti. Dentellato Provvisto di dentini superficiali o dentellature. Depresso Compresso verticalmente. Derma Parte sottostante all'epidermide. Destrorso Fusto volubile che si avvolge al sostegno con spire che da sinistra vanno a destra. Dialipetalo Fiore con corolla a petali separati e liberi cioè non saldati fra di loro. Dicasio Cima bipara nella quale sotto al fiore che termina il peduncolo nascono due rami opposti ciascuno terminato da un fiore che produce due rami e così via. Diclamide Fiore che possiede calice e corolla. Dicline Piante con fiore di un sesso maschile o femminile. Dicogamo Fiore ermafrodito che matura stami e,pistilli in tempi differenti. Ritorna allindice alfabetico

82 Dicotiledoni Piante con embrione del seme di due cotiledoni. Dicotomo Biforcato. Didimo Formato di due parti globose, saldate fra loro e sporgenti. Digitato Disposto come le dita di una mano allargata. Dimorfismo Piante con fiori a fecondazione ordinaria e tardiva. Per questi ultimi interviene il polline di altre piante della specie. Dioica Specie con due individui diversi, uno portante i fiori maschili (stami), l'altro i fiori femminili (pistilli). Dirompenti Frutti pluriloculari che si rompono in pezzi che corrispondono a ciascuna casella. Discoide Di forma rotonda. Discolore Di colore differente su due superfici o pagine. Distico Organi disposti in due serie opposte, sopra un asse comune. Divaricato Che si allontana dando un angolo. Drupa Frutto succoso che non si apre naturalmente, con parte esterna sottile e membranosa, parte mediana carnosa ed interna legnosa. Contiene un nocciolo entro cui sta il seme. Durame Parte più interna compatta, dura, scura e vecchia del corpo legnoso di molti alberi. Ritorna allindice alfabetico

83 Edule Mangereccio o commestibile. Elicoide Infiorescenza a cima con fiori ravvolti a spirale attorno al falso rachide. Ellittico Foglia arrotondata alla base ed al vertice e la cui lunghezza supera la larghezza. Embriciato Organi ravvicinati talché uno copre metà dell'altro. Embrione Parte del seme che serve alla riproduzione della specie. È formato dall'episperma od involucro e dalla mandorla interna. Diverrà germoglio alla uscita del seme. Endocarpo Parete o strato interno del pericarpo che è in contatto del seme. Endopleura Parte interna dell'episperma. Endosperma Cellule che si riproducono entro lo strato del protoplasma parietale del sacco embrionale e che avvolge l'embrione fornendo a questo nutrimento durante la germinazione. Ensiforme A forma di spada (appiattita, allungata, terminata a punta e margini taglienti). Epicarpo Buccia o parte esterna del frutto o strato superficiale del pericarpo. Epidermide Involucro esterno della corteccia dei giovani fusti e di altri organi. Epigeo Fuori dalla superficie del suolo. Episperma O guscio, membranetta che involge all'esterno il seme. Ritorna allindice alfabetico

84 Erba Pianta con fusti di consistenza molle e di colore generalmente verde. Erbaceo Di colore verde e consistenza tenera. Erborista Persona che raccoglie e conosce le piante medicinali, o le ~prende con scopo terapeutico. Erboristeria Magazzino, deposito all'ingrosso o negozio al minuto di piante medicinali aromatiche. Erborizzatore Botanico ricercatore di esemplari per studio indagine e collezioni. Eretto Verticale o quasi. Ermafrodito Fiore che possiede organi maschili (stami) e femminili (pistilli). Escrezioni Secrezioni espulse dalle piante quali resine, gomme, balsami, ecc. Esperidio Frutto indeiscente con epi e mesocarpo formanti la buccia ghiandolosa e l'endocarpo di spicchi. Estrascellare Collocato sopra o fuori dell'ascella fogliare. Eteracanto Fusto o ramo irto di aculei differenti. Eterofillo Che ha foglie diverse. Ritorna allindice alfabetico

85 Falcato Ricurvo a forma di falce. Falso Che non è vero. Fanerogame Piante con fiori ed a nozze palesi. Si suddividono in Angiosperme e Gimnosperme. Fascicolato Portato in fascetti od a gruppi. Fastigiato Rami ravvicinati e diritti. Fauce o Gola Apertura della parte tubulosa di un calice gamosepalo o di una corolla gamopetala, ovvero il punto di congiunzione del tubo con il lembo. Fecondazione Unione del polline maschile con gli ovuli femminili contenuti nell'ovario e che acquistano la facoltà di trasformarsi in seme. Fellogeno Tessuto meristematico in continuo rinnovamento che riveste la parte legnosa del fusto e che rimane tra questa e la corteccia. Fertile Atto alla riproduzione. Fesso Organo le cui intaccature giungono quasi alla nervatura mediana. Fetida Puzzolente. Fibra Cellula allungata con parete spessa ed estremità sottili e tagliate obliquamente. Fibrille Ultime ed esilissime ramificazioni della radice. Fibrosa Radice affastellata. Ficodio Picciuolo allargato in modo da simulare un lembo. Filamento Sostegno sottile dell'antera. Fillotassi Studio della disposizione delle foglie sui fusti e rami. Filodio Picciuolo allargato in modo da simulare un lembo. Fimbriato Dal margine diviso come una frangia. Fioccoso Dotato di ciuffi di peli. Fiorale Organo che nasce su steli fiorali. Ritorna allindice alfabetico

86 Fiore Organo effimero per mezzo del quale avviene la fecondazoine e la riproduzione della specie. Generalmente è composto, partendo dall'esterno, di: Calice, costituito da foglie denominate sepali; Corolla, formata di foglie chiamate petali; organi: maschile (androceo) e femminile (gineceo). Fistoloso Fusto cilindrico e cavo di dentro. Fitografia Studio e descrizione delle specie di.piante. Fittone Radice con asse principale assai più sviluppato delle radici secondarie ed affondantesi verticalmente nel terreno. Flabelloso Forma di ventaglio. Flessuoso Piegato od inclinato più volte ad angolo, come se fosse spezzato e spostato. Floema Vasi cribrosi di un fascio fibro vascolare, detto anche libro, collocati verso l'esterno del fusto. Flora Insieme delle piante che nascono, crescono e vivono in una regione.più o meno vasta. Foglie Lamine od espansioni verdi nascenti sul fusto o sui rami. Foglioline Piccole foglie che costituiscono le foglie composte. Follicolo Frutto secco a capsula che si apre per una sutura dorso longinale, che reca i semi. Fondamentale Tessuto parenchimatico che forma la quasi totalità degli organi delle piante. Fovilla Contenuto liquido e denso dei granuli pollinici. Fronda Foglia fertile delle Felci. Frutice od Arbusto Pianta alta da metri uno a cinque con fusto interamente legnoso e ramificato fin dalla base. Fruttescenza Frutto composto da un complesso di frutti, tale da sembrare un solo frutto e derivante da infiorescenza. Frutto Ovario o parte inferiore dell'organo femminile del fiore cresciuto e maturato dopo la fecondazione. Funicolo O cordone ombelicale, pendutolo mediante il quale l'ovulo rimane attaccato alla parete interna dellovario o placenta. Fusto o Caule Membro assile del corpo vegetativo. Ritorna allindice alfabetico

87 Galbulo Coccola. Galla Escrescenza globosa che nasce sui rami o sulle foglie in seguito a puntura di un insetto. Guntunetulo Con i petali più o meno saldati fra loro. Grurtutepalo Perigonio a tepali riuniti Geminato Disposto due a due. Gemina Germoglio vegetale allo stato dl vita latente e destinato ad evolvevo nella stagione propizia. Genere L'insieme di più specie con caratteri comuni. Germe Embrione. Ghianda Achenio che si sviluppa in una coppetta o cupola. Ghiandoloso Munito di ghiandole vescicose elaboranti olii essenziali, colori, odori, resine, ecc. Gibboso Provvisto di una o più gobbe. Gibbosità Gobba. Glmnosperme Fanerogame ad ovuli con semi non chiusi in pericarpo Glmnostemio Ginostemio. Glnecco- Quarto verticillo femminile del fiore, formato da foglioline carpellari dette pistilli. Glnocchiato - Piegato bruscamente. Glonostemio Colonnetta risultante dallaccrescimento dellandroceo e del gineceo insieme. Glabrescente Quasi glabro. Glabro- Senza peli. Glauco- Verde pallido che ha dell'azzurrognolo o del cenerino. Ritorna allindice alfabetico

88 Glomerulo- Gruppo di fiori subsessili riuniti in capolini compatti. Infiorescenza di forma sferica ed a un peduncolo cortissimo. Gluma - Brattea scariosa o fogliolina trasformata che circonda la base delle spighette delle Graminacee con ufficio del perianzio. Glumella o Glumetta Brattea inferiore ed esterna inviluppante e ridotta di ciascun fiore della spighetta delle Graminacee. Granuloso Provvisto di tubercoli a piccoli granelli. Grappolo Infiorescenza di solito pendula, con asse primario o graspo assai allungato, al quale sono inseriti fiori peduncolati da assi secondari corti e pressa poco uguali. Guaina Base del picciuolo di certe foglie, prolungata, espansa ad abbracciare il fusto od il ramo. Guscio Endosperma od involucro del seme originato dal tegumento interno dell'ovulo. Ritorna allindice alfabetico

89 Ibrido Risultato dalla fecondazione tra due piante di varietà o specie differente ma affine. Ifa Filamento che compone il micelio vegetativo dei Funghi. Ilo Ombelico o punto dell'ovulo dove termina il filamento che parte dalla placenta. Punto di attacco del funicolo all'ovulo. Imparipennata Foglia composta terminata ad una sola fogliolina. Inciso Margine con intagliature profonde e disuguali. Incombente Applicato contro un altro organo. Indefinita od Ascellare Infiorescenza il cui asse principale si prolunga e gemme e fiori si trovano ai lati. Indefinito Dicesi di fiore con più di dieci stami. Indeiscente Che non si apre spontaneamente a maturazione, per lasciare fuoriuscire i semi. Inerme Sprovvisto di spine od aculei. Infiorescenza Disposizione assunta dai fiori sullo stesso gambo o peduncolo. Ritorna allindice alfabetico

90 Inflessi Organi che si piegano in dentro. Infundiboliforme A forma di imbuto. Inguainante Che contorna un altro organo formando una guaina. Internodo Tratto compreso tra due nodi consecutivi. Intero Margine sprovvisto di intaccature. Involucro Assieme delle brattee ubicate alla base di un'infiorescenza, segnatamente ad ombrella o capolino. Ipogeo Di sviluppo sotterraneo. Irsuto o Ispido Dotato di peli retti rigidi e più o meno radi. Isomero Verticillo fiorale con numero di pezzi o foglioline pari ad un altro del medesimo fiore. Isostemone Fiore con il numero dei petali uguali a quello degli stami.

91 Labello Petalo della corolla dialipetala anomala, differente per grandezza e forma e spesso lobato o frangiato. Lacero Margine con intaccature poco profonde e disuguali. Laciniato Diviso in lacinie strette e disuguali. Lacinie Incisioni profonde e formazione di strisce lunghe e ristrette, irregolari ed a punta acuta. Lamina O lembo espanso ed appiattito delle foglie. Lanceolato Di forma allungata stretta ed acuminata. Lanoso Organo coperto di peluria lunga e molle. Lasso Spaziante, non serrato. Latice Succo di solito lattiginoso elaborato e discendente di alcune piante; è costituito da acqua e sostanze solide organiche allo stato di emulsione e deriva dalla linfa giunta agli organi verdi per la preparazione. Laticifero Vaso reticolato che porta l'umore latice, specialmente nelle nervature delle foglie e nella corteccia. Legno Tessuto principale del tronco e dei rami delle piante legnose. Legume Frutto secco che si apre naturalmente lungo la sutura dorsale e ventrale in due pezzi o valve per lasciare uscire i semi inseriti sul margine. Lembo Lamina. Lenticelle Rilievi della corteccia del fusto e dei rami, costituite da tessuto spugnoso molle e da spazi intercellulari. Permettono lo scambio di gas funzionano da stomi. Da giovani lenticolari, invecchiando assumono forma lineare. Ritorna allindice alfabetico

92 Liana Fusto legnoso lungo e debole, ossia sarmentoso, appoggiato ad altre piante. Ligula Piccola prominenza membranacea a forma di cresta situata sul limite superiore delle foglie a guaina delle Graminacee, nel punto dove finisce il picciuolo ed inizia la lamina. Lineare Allungato e sottile e bordi laterali circa paralleli. Linfa Succo vitale, ascendente o grezza e discendente od elaborata, delle piante, costituito da acqua avente in soluzione varie sostanze. Lirata Dicesi di foglia obovata ed inferiormente divisa fino alla nervatura mediana in lobi laterali.più piccoli del lobo terminale. Lobato Diviso in lobi o porzioni arrotondate più o meno grandi, separate da incisioni più o meno profonde. Lobo Porzione di lamina delle foglie incise da forme tondeggianti. Loculicida Deiscenza delle capsule, con le logge che si aprono longitudinalmente, oppure che avviene lungo la sutura dorsale. Loggia Cavità interna dell'ovario, d'un frutto o di una antera. Lomento Frutto secco allungato simile al legume ma che si rompe per strozzature trasversali. Forma tanti articoli ognuno dei quali contiene un seme. Lunato A mezza luna. Ritorna allindice alfabetico

93 Maculato Dotato di chiazze irregolari. Mandorla Corpo del seme costituito dall'embrione e dall'albume. Marcescente Persistente e che dissecca in posto. Marenchima Tessuto con cellule molto distanziate fra di esse. Meati Spazi vuoti tra le cellule di un tessuto. Meristema Tessuto giovane primitivo dalle cellule ricche di protoplasma ed in continua riproduzione. Meritallo od Internodo Intervallo fra l'inserzione di due verticilli fogliari o nodi. Mesocarpo Strato tra l'epicarpo e l'endocarpo del pericarpo. Mesofillo Tessuto parenchimatoso intensamente merde. Metamorfismo Fenomeno per cui un organo prende forma differente dall'abituale. Metamorfosi Trasformazione di un organo in un altro. Midollo Parte più interna della pianta: fusto, rami e radici che consta di tessuto spugnoso a cellule blandamente connesse. Midolloso Caule o fusto pieno e polposo. Moniliforme Composto di articoli rigonfi alternati da restringimenti; analogo a corona. Monocotiledone Pianta con l'embrione di un cotiledone. Monoico Individuo portante fiori maschi (stami) e femminili (pistilli) separati, ma sullo stesso soggetto. Monopodio Stipite primario che allunga il fusto in linea retta e dalle gemme laterali forma rami. Monospermo Ovario contenente un seme. Mucronato Terminato in punta poco sporgente. Mucronulato Che finisce bruscamente in punta breve e rigida. Multifida Foglia incisa ripetutamente in segmenti piccoli da divisioni che occupano quasi la metà della lunghezza. Multiplo Dicesi di frutto che risulta da diversi ovari del medesimo fiore. Muricato Coperto di punte brevi e robuste. Mutico Privo di resta o punta. Ritorna allindice alfabetico

94 Nastriforme Lamina ristretta ed allungata, caratteristica delle piante Monocotiledoni sommerse. Natante Galleggiante nell'acqua. Naturalizzato Vegetale che si è propagato da sé e vive come le piante indigene. Neoformazione Corpo od organo che.produce del nuovo di natura morfologica diversa della sua. Nervatura Disposizione dei nervi o cordoni nella lamina fogliare. Possono essere: semplici, curve o ramificate. Nettario Organo ghiandoloso di molti fiori od altri organi secernenti il nettare o liquido aromatico zuccherino. Neutri Prendono questa denominazione i fiori senza sesso quali gli stradoppi. Nòcciolo Endocarpo indurito dei frutti drupacei. Nocella Parte centrale dell'ovulo, ammasso di cellule avviluppate da una o due membrane: interna o primina cresciuta per prima, esterna o secondina. Nodo vitale Ubicato tra il fusto e la radice e con forze direttive contrarie: ascendente e discendente. Notturne Piante e fioritura nella notte. Nudo Caule o fusto senza foglie. Fiore che manca di calice e di corolla. Nutrizione Scambio materiale tra il vegetale ed il mondo esteriore. Si compone dei seguenti atti: assorbimento, circolazione, respirazione, trasformazione, assimilazione ed escrezione. Ritorna allindice alfabetico

95 Ob Particella prefissa che definisce l'organo indicato in posizione rovesciata. Oblungo Più lungo che largo od ovale allungato. Obovato A forma d'uovo, ma con la parte.più larga sopra. Occhio Punto centrale di una gemma. Gemma dormiente od a riposo che a tempo opportuno germoglia. Ocrea Stipola vaginiforme od espansione ad anello delle foglie intorno al caule delle Poligonacee. Ombelicato Munito di una depressione ad ombelico. Ombelico Punto dove termina il filamento che partendo dalla placenta tiene sospesi gli ovuli. Ombrella Infiorescenza a cuna con graspo cortissimo portante i fiori alla stessa altezza, da peduncoli inseriti al medesimo livello. Oosfera Cellula o cellule contenute nell'ovulo, che dopo la fecondazione si trasformeranno in embrioni. Oospora Ossifera dopo la fecondazione e quindi 1'oospora è atta alla riproduzione. Opposto Disposto in coppia, uno di fronte all'altro. Orbicolare Quasi rotondo. Orciolo A forma di vaso panciuto. Orecchietta Appendice fogliacea alla base di certi picciuoli. Organo Parte risultante dall'intreccio dei tessuti e destinato a compiere funzioni speciali nell'economia della pianta. Ottuso Con apice arrotondato, spuntato. Ovario Porzione inferiore ed allargata del pistillo che contiene gli ovuli. Tale cavità si chiama loggia o loculo. Ovuli Corpuscoli ovali sospesi nella cavità dell'ovario mediante un cordoncino o podosperma e generatore delle piante Fanerogame. Risultano di nocella e tegumento e questo di primina od involucro interno e secondina esterno. Ritorna allindice alfabetico

96 Pagina Superficie della foglia distinta in superiore rivolta in alto ed inferiore in basso, di colore più pallido e meno liscia della superiore. Paglietta Laminetta scariosa del ricettacolo di molte Composte. Piccole brattee dure, secche e senza clorofilla delle infiorescenze delle Poacee. Palmata Foglia composta o radice divisa in diversi lobi disposti a )semicerchio divergente, a somiglianza delle dita allargate di una mano. Palmatifida Foglia palmata con divisioni che raggiungono la metà della lamina. Palmatinervia Foglia con nervature digitate appariscenti. Palmatolobata Foglia con divisioni assai profonde ma non arrivanti alla nervatura centrale o metà del lembo e lobi disposti come le stecche di un ventaglio. Palmatopartita Foglia con lobi sorpassanti la metà del lembo. Palmatosetta Foglia palmata profondamente divisa e segmenti solo saldati alla base e distinti. Pannocchia Infiorescenza a grappolo composto con rami inferiori più grandi e più diramati dei superiori e quindi formanti una piramide conica. Papilionaceo A forma di farfalla. Papilla Protuberanza epiteliale conica di cellule costituenti peli corti di organi delicati. Pappi Lembi dentati del calice gamosepalo dagli esili filamenti. Ritorna allindice alfabetico

97 Pappo Appendice a ciuffo di peli minuti e piumosi che sormonta certi frutti o semi. Parassita Pianta che vive nutrendosi del succo di un'altra pianta vivente che la ospita. Parenchima Tessuto con le cellule molto avvicinate e ricche di protoplasma. Partita Incisioni profonde sino alla nervatura centrale, nonostante non risulta composta. Patente Organo che si sviluppa allontanandosi dall'asse con posizione orizzontale o quasi. Peduncolo o Pedicello Gambo che sostiene il fiore ed il frutto. Peli Prolungamenti delle cellule epidermiche. Peloso Corredato di peli morbidi, lunghi e radi. Peltato Di forma circolare e fissato per il centro. Pennata Foglia composta di foglioline ai lati del rachide. Pennatifida Foglia divisa presso a poco fin verso la metà del tratto fra il margine e la nervatura centrale e segmenti disposti come le barbe di una penna. Pennatilobata Idem per i lobi. Pennatipartita Idem per le divisioni. Pennatosetta Foglia suddivisa fino alla nervatura centrale e pertanto composta di foglioline ai lati del rachide. Peponio o Peponide Frutto indeiscente carnoso con pericarpo duro al l'esterno che va rammollendosi verso l'interno. Perenne Pianta a radice persistente e cauli erbacei che vive.più di due anni. Perfogliata Foglia avvolgente completamente il fusto. Perianzio Calice e corolla o primi due verticilli involucranti del fiore, tra loro ben distinti. Pericarpo Strato esterno del frutto che racchiude i semi, parete dell'ovario trasformata. Costituito da lieve spessore o da: epicarpo superficiale esterno, mesocarpo medio ed endocarpo interno a contatto del seme. Può essere carnoso molle o secco coriaceo. Ritorna allindice alfabetico

98 Perigini Stami che circondano il pistillo che sta nel mezzo. Perigonio Fusione assieme del calice e della corolla e foglioline dette tepali. Perisperma od Albume Materia alimentare della nocella fuori del sacco embrionale e destinata alla nutrizione dell'embrione. Persistente Organo che dura a lungo, che non cade. Perule Squamette dure disposte ad embrice e capaci di proteggere la gemma nell'inverno. Petaloideo Calice con i sepali del colore dei petali. Pianta Si denomina così ogni genere di vegetale; può essere annuale, biennale e perenne. Picciuolo Gambo a sostegno della foglia. Pisside Capsula o frutto secco che si apre trasversalmente per la caduta di un coperchio superiore lche lascia sortire i semi. Pistillo Verticillo femminile del fiore formato da foglioline dette carpelli. Placenta Protuberanza della superficie interna dell'ovario a cui stanno attaccati gli ovuli. Placentazione Disposizione ovuli sulla placenta: centrale se libera isolata in mezzo all'ovario, assile se attaccati al margine dell'ovario semplice o composto,.parietale se aderiscono ai punti della parete riunione di due carpelli vicini. Plastiche Sostanze che costituiscono le cellule. Podosperma Filamento che dalla placenta termina all'ilo od ombelico e tiene sospesi gli ovuli. Poliachenio Frutto costituito da più acheni. Policocco Frutto a cocchi indeiscenti. Ritorna allindice alfabetico

99 Poligamo A fiori maschili, femminili ed ermafroditi sullo stesso individuo o capolino. Polline Materia granulare fecondante maschile delle Fanerogame, accumulata nei sacchi pollinici dell'antera. Pollone Radice che spunta fuori terra assumendo la forma di fusto. Moltiplica le piante. Pomo Frutto indeiscente con epicarpo membranoso, mesocarpo cornoso ed endocarpo cartilaginoso. Prefogliazione Disposizione delle foglioline rudimentali entro la gemma, piegate ed addossate tra di esse in modo differente. Prolifero Organo che ne produce un altro simile a sé. Prosenchima Tessuto permanente formato di cellule prevalentemente allungate e sottili alle estremità o fibre del libro, del legno e cambio. Prostrato Fusto disteso al suolo e privo di radici avventizie. Protallo Corpicciuolo laminare piccolo delle Felci. Generato dalle spore, porta sulla pagina inferiore gli organi della riproduzione: anteridi ed archegoni. Protofiti Vegetali primordiali rappresentati da una cellula o da una _masserella di cellule nude. Protoplasma Massa cellulare fondamentale costituita da citoplasma e nucleo. Ha le caratteristiche vitali di crescere, riprodursi e morire. Pruina Strato ceroso. Pseudocaule Forma delle foglie accartocciate fra esse che.poi si svilupperamno. Puberulo Debolmente pubescente. Pubescente Ricoperto di peli minutissimi corti, morbidi e poco compatt;. Punteggiata Foglia che per trasparenza lascia scorgere puntini corrispondenti alle ghinndolette, Punto vegetativo Dove sviluppano le gemme. Ritorna allindice alfabetico

100 Racemo Infiorescenza portata da un solo asse piuttosto diritto. Rachide Asse primario dei grappoli ed anche delle spighe delle Graminacee. Picciuolo delle foglie composte delle Felci. Radiate Infiorescenza con fiori esterni che si sviluppano di più dei centrali. Radicale Nascente dalla radice o dal rizoma. Radice Parte della pianta sviluppantesi nel terreno, in direzione opposta al fusto. Semplice quando è unica, ramosa se dotata di ramificazioni, fascicolata se le diramazioni provengono dallo stesso asse, avventizia se nasce nella porzione aerea. Radichetta Radice rudimentale dell'embrione del seme e che si sviluppa in direzione opposta del fusticino. Rafide Cristallo aghiforme di ossalato di calcio. Raggi Peduncoli dell'infiorescenza ad ombrella. Raggi midollari Strati che divergono dal midollo alla corteccia attraverso il legno. Ramificazione Disposizione dei rami di seconda importanza che portano ramoscelli e foglie. Ramo Appendice del fusto. Ramoso Che nasce sui rami. Rampicante Pianta che per innalzarsi deve attaccarsi ad un sostengo. Reflesso Organo ripiegato all'infuori ed in basso. Reniforme A forma di fagiuolo o di rene. Ritorna allindice alfabetico

101 Resta Setola che spesso accompagna le glume e le glumelle delle Gra Retuso Troncato con leggera depressione. Revoluto Arrotolato in dentro od in fuori e verso il basso. Riccio Frutto dovuto al concrescimento di brattee a forma di cupola chiusa. Ricettacolo o Talamo Estremità libera allargata del peduncolo inserzione dei 4 verticilli fiorali. Rifiorente Pianta con fiori che sviluppano in diverse epoche dell'anno. Riproduzione Funzione atta a mantenere la specie: agama e sessuale. La vegetativa avviene per membri di propagazione della pianta. Rizoma Fusto sotterraneo allungato, orizzontale od obliquo, con la parte anteriore attiva, la posteriore in via di mortificazione e provvisto di gemme. Roncinata Foglia pennatifida foggiata a ronca profondamente divisa o lobata :.i segmenti acuti rivolti vero la base ad uncino. Roncinato Margine a lobi acuti piegati in basso. Rosetta Insieme di foglie radicali disposte in circoli attorno al fusto. Rostrato Corredato di prolungamento a forma di becco. Rotata Corolla regolare gamopetala priva di tubo o con tubo corto e lembo largo e spianato. Rotondato A contorno smussato circolare od angoli insensibili. Rugoso Dotato di asperità a guisa di solchi. Rustico Manta che soffre poco le differenze di temperatura, umidità dell'ambiente, ecc, Ruttile Frutto verde che si apre e che per speciali condizioni di igroscopicità lancia i semi a distanza. Ritorna allindice alfabetico

102 Sagittato A forma di ferro di lancia con lamina triangolare a punta e base con lobo assai incavato. Sàmara Frutto secco achenio di un salo seme e che non si apre naturalmente. Il pericarpo o parete pergamenacea si,prolunga ed allarga in una o due espansioni alari membranose che favoriscono la disseminazione. Sarmento Ramo o fusto sottile legnoso provvisto di lunghi internodi che sviluppano gemme e foglie. Sarmentosa Pianta rampicante o strisciante munita di parecchi steli aventi direzione varia. Scabra Superficie ruvida al tatto. Scapo Stelo od asse portante fiore o fiori e sprovvisto di faglie, che sorge da rosetta basale. Scarioso Squama di consistenza membranosa non rigida e trasparente, mai verde. Sclerenchima Tessuto meccanico a cellule morte e membrane ispessite ed indurite. Scorpioide Infiorescenza a cima ravvolta su se stessa e fiori unilaterali. Secco A strato duro legnoso. Secrezioni Prodotti di depurazione dei principii delle,piante, impropri alla maturazione ed emessi sotto combinazioni differenti. Segetale Che vive nelle messi. Seghettato A denti acuti rivolti da un solo lato. Seme Organo destinato alla propagazione della specie, rappresentato dall'ovulo fecondato ed accresciuto. Composto da guscio od epispenma formato da due involucri: testa esterno e tegmine interno. Albume masse di riserva. Embrione costituito dalla pianticella rudimentale ed aderente ad una o due 'escrescenze fogliacee carnose o cotiledoni. Semplice Di un organo unico. Sempreverdi Piante con le foglie persistenti in inverno ossia che ne sono sempre provviste. Ritorna allindice alfabetico

103 Sepali Foglie verdi del calice. Sericeo Dell'aspetto della seta. Serotino Frutto che matura più tardi dell'ordinario. Sessile Privo di picciuolo, peduncolo o sostegno, filamento, stilo. Setaceo Lungo, fine, stretto e rigido come una setola. Setole Appendici rigide delle cellule epidermiche. Setticidio Aprentesi per lasciare uscire i semi. Setto Intaglio che raggiunge la linea mediana della foglia. Tramezzi tra logge o cavità in cui è diviso l'ovario. Sicono Falso frutto o ricettacolo dell'infiorescenza carnoso e scavato a contenere gli achenietti. Signatura Secondo Paracelso riteneva che la natura avesse contrassegnato le piante per indicarne le virtù nelle malattie dei singoli organi umani. Siliqua Frutto secco, molto più lungo che largo, che si apre naturalmente in due pezzi, lasciando al posto un diaframma o tramezzo membranoso portante i semi. Sinuato A margine flessuoso e divisioni o lobi o seni paco profondi, larghi ed arrotondati. Smarginato Con apice che ha un intaglio più o meno profondo. Smerlato Che presenta dentature ottuse a forma di ricamo. Solcato Percorso da linee incastrate longitudinali. Soredi Organi del tallo dei Licheni capaci di moltiplicazione. Soro Agglomerato rotondo lineare o semilunare di sporangi o sacchetti di spore bruni, generalmente ubicati sotto le fronde delle Felci. Ritorna allindice alfabetico

104 Sorosio Infruttescenza formata dall'aggruppamento di piccole bacche o drupe. Spadice Infiorescenza dall'asse semplice allungato, grosso e polposo portante fiori di solito unisessuali maschili e femminili ma anche ermafroditi ed avvolti e fasciati da una brattea chiamata spata. Spatolata Faglia oblunga, attenuata o ristretta alla base ed apice slargato arrotondato. Spatolato Stretto alla base ed apice semicircolare. Specie Complesso d'individui con caratteri comuni che lo fanno rassomigliare. Le modificazioni lievi originano le Varietà. Sperone Prolungamento a cornetto di alcuni petali del fiore. Spiciforme Infiorescenza con fiori portati da peduncoli di prim'ordine. Spiga Infiorescenza con graspo allungato e fiori sessili inseriti direttamente sull'asse principale. Composta se assi secondari portano spighe semplici. Spighetta Infiorescenza a spiga piccola accompagnata da brattee, glume e pagliette. Spina Prominenza acuta e dura dell'epidermide, modificazione di foglie o trasformazione di rami. Spinescente A forma di spina o che termina in spina. Spinuloso Coperto di piccole spine. Spora Cellula generatrice o corpo riproduttivo ovale o rotondo e piccolissima dei vegetali inferiori o Crittogame capace di dare un nuovo individuo od essere. Sporangio Organo o concettacolo rinchiudente le spore, della pagina inferiore di una fronda di Felce. Ritorna allindice alfabetico

105 Squamosa Infiorescenza con i fiori il cui perianzio è formato da brattee o squame. Squamoso Caule o fusto coperto dalla base persistente delle foglie caduche. Stame Organo maschile costituito da filamento ed antera, dentro la quale si produce il polline fecondatore. Stelo Fusto delle piante erbacee. Stilo Tubo tra l'ovario e lo stimma. Stimma Corpo ghiandolare che sormonta lo stilo e l'avario, terminale se all'apice, laterale se ai lati. Stipitato Portato da un piccolo sostegno. Stoma Apertura piccolissima della pagina fogliare atta alla traspirazione ed alla respirazione. Striato Caule o fusto che presenta solchi longitudinali. Strisciante Fusto poco consistente, adagiato sul terreno e talvolta emettente radici avventizie. Strofiolo Caruncola. Sub Prefisso che indica quasi o sotto, diminuendo il valore del termine che precede. Subulato Che finisce insensibilmente in punta sottilissima. Succo Liquido di riempimento dei vacuoli della massa protoplasmatica, costituito.per lo più di acqua metabolica che discioglie riserve nutritizie. Suffrutice Pianta perenne con fusto ramoso e rami vecchi legnosi alla base e rami giovani erbacei all'apice. Sughero Tessuto di cellule a parete suberizzata e quindi impermeabili ed elastiche. Sutura Saldatura dei margini delle foglie carpellari o valve dei frutti deiscenti. Ritorna allindice alfabetico

106 Talamo Ricettacolo. Tallo Corpo vegetativo uniforme omogeneo delle piante inferiori. Tepali Foglioline del perigonio. Ternato Disposto per tre. Ternatosetta Foglia composta di 3 foglioline sullo stesso picciuolo. Tessuto Aggregato di cellule specializzate :ma anche di fibre evasi. Tetragono Quadrangolare od a 4 angoli. Tirso Pannocchia ovata ad a fuso e diritta, con rami mediani del graspo più lunghi dei superiori ed inferiori. Tomentoso Munito di peli cotonosi morbidi, lunghi, molli, folti e coricati. Toruloso Organo che presenta una serie di rigonfiamenti intervallati da restringimenti. Trachee Vasi cilindrici che all'interno contengono filamenti anulari, spirali, ecc. Traspirazione Esalazione di ragguardevoli quantità di vapore acqueo. Treto Frutto secco a forma di capsula e che si apre per fori. Tricorno Emergenza dell'epidermide costituita da cellule a :parete cutinizzata. Tricotomo Diviso in tre sezioni di cui ciascuna si suddivide in tre e così di seguito. Trifida Faglia divisa in tre lobi verso la metà della lamina. Trigono A tre spigoli. Tripennatasetta Foglia bipennatosetta a divisioni di secondo ordine pennatosette. Triquetro A tre angoli sporgenti. Troncato Mozzato all'apice od alla base. Tronco Fusto legnoso degli alberi. Ritorna allindice alfabetico

107 Tubercolare Che presenta tubercoli. Tubercolo Prominenza carnosa. Tubero Fusto sotterraneo corto,più o meno glaboso, con foglie ridotte a piccole squame. Contiene materiale nutritizio per le gemme che porta. Tubuloso Caule vuoto all'interno. Tuniche Squame larghe e carnose che rivestono i bulbi ed i bulbo tuberi. Turbinato A forma di pera rovesciata. Turione Gemma sotterranea cilindrica e carnosa che spunta dalle radici con asse polposo che emette foglie. Tutore Sostegno delle piante. Ritorna allindice alfabetico

108 Unghia Punta stretta del sepalo 0 petalo con il quale questo si attacca al ricettacolo. Unguicolato Provvisto di unghia o parte bassa e stretta del petalo. Unisessuale Fiore solo maschile o solo femminile. Urceolato Tubuloso sopra e rîgonfiato verso la base. Ritorna allindice alfabetico

109 Vacuoli Piccoli spazi della massa protoplasmatica ripieni di liquida detto succo cellulare. Valva Pezzi esterni delle pareti di una loggia divisione del pericarpo di certi frutti secchi che si aprono naturalmente per lasciare cadere i semi. Vasi Cellule cilindriche e sovrapposte in senso lineare a costituire tubuli. Vellutato Coperto di peli lunghi, fini, molli e ravvicinati. Venato Piccole manifeste nervature ramificate. Vernazzone Disposizione delle foglie nelle gemme. Verruca Piccola protuberanza. Verrucoso Irto di asperità o di tubercoli simili a piccole verruche. Versatile Antera inserita per un punto solo della sua superficie al filamento, perciò oscilla. Verticillo Serie di foglie, fiori, rami e radici inseriti ad uno stesso livello del medesimo asse. Vescìcola embrionale Corpuscolo sferoidale od ovoidale del sacco embrionale. Villoso Coperto di peluria morbida, fine e lunga. Vimine Ramo cilindrico, esile, diritto, lungo e molto pieghevole. Virgato Ramo lungo e sottile simile al manico di un frustino. Viroso Fetido e puzzolente. Viticcio Filamento lungo e sottile che si contorce a spirale attorno a corpi estranei e sostegni per appoggiarsi e sospendersi. È la modificazione di rami o di foglie. Vivace Pianta con parte ipogea perenne ed aerea, erbacea. Volubile Fusto al più lungo od organo debole, capace di attorcigliarsi a spirale attorno ad un sostegno. Ritorna allindice alfabetico

110 Xerofite Piante dei luoghi aridi. Xilema Fascio fibrovascolare formato da fibre legnose e cellule legnose e da vasi anulari e spiralati, della parte interna del fusto. Zigomorfo A simmetria bilaterale. Zigrinata Superficie ruvida per granulazioni o scagliette, del tipo dello zigrino. Ritorna allindice alfabetico


Scaricare ppt "Scopri che fiore è Scopri che fiore è Ti insegnerà ad usare una semplice chiave di riconoscimento. Ti puoi stampare le cartoline di partenza (in sostituzione."

Presentazioni simili


Annunci Google