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ATC BARI Corso per la formazione di cacciatori operatori per il controllo della fauna selvatica Biologia delle popolazioni e gestione Dott. Francesco Santilli.

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1 ATC BARI Corso per la formazione di cacciatori operatori per il controllo della fauna selvatica Biologia delle popolazioni e gestione Dott. Francesco Santilli

2 Ecologia Due parole di Ecologia Scienza che studia i rapporti fra gli organismi viventi e lambiente fisico in cui vivono (ecosistema). ECOSISTEMA ECOSISTEMA: Unità di base dellecologia che comprende gli organismi e lambiente non vivente Ecosistema Un Ecosistema può essere definito come ununità che include tutti gli organismi viventi propri di una determinata zona, interagenti tra di loro e con lambiente fisico

3 LEcosistema è formato da Biotopo: fattori fisici dellambiente (acqua, luce, calore, terreno, sostanze chimiche) Biocenosi: Organismi viventi: piante animali, microorganismi. Grazie al flusso continuo denergia solare che lo sostiene è capace di organizzarsi, controllarsi, mantenersi ed evolversi autonomamente.

4 Organismi viventi Autotrofi Autotrofi: (batteri, alghe, piante) sintetizzano energia (sostanza organica) a partire dalla luce, acqua, aria, da sostanze chimiche). Eterotrofi Eterotrofi: si nutrono di sostanza organica prodotta dagli organismi autotrofi. Eterotrofi Consumatori primari Consumatori primari = Erbivori Consumatori secondari Consumatori secondari = Carnivori (es. volpe) Consumatori terziari Consumatori terziari = Carnivori (es Lupo, aquila) Decompositori Decompositori (batteri protozoi funghi) organismi che decompongono la sostanza organica morta derivante dalle precedenti categorie

5 CATENA ALIMENTARE CATENA ALIMENTARE La CATENA ALIMENTARE è caratterizzata dal passaggio di energia dal livello più basso, quello dei produttori (piante) a quello più alto dei predatori

6 BIOMASSA: quantità di sostanza vivente presente in ogni livello trofico NICCHIA ECOLOGICA: la funzione che un organismo svolge allinterno dellecosistema. Es. la lepre ed il capriolo occupano la stessa nicchia ecologica (pascolatori)

7 Catena alimentare della Lince Iberica Il coniglio selvatico è la principale risorsa alimentare della lince iberica (Lynx pardinus) e dellaquila iberica (Aquila adalberti), ma negli ultimi anni a causa dellinsorgenza di epidemie (mixomatosi e malattia emorragica RHD) le popolazioni di coniglio sono molto diminuite. Di conseguenza sono diminuite anche le popolazioni di lince e di aquila. Con meno linci si osserva un aumento dei predatori generalisti (volpe) Ciò aggrava la status dei consumatori primari (pernice rossa, coniglio) Coniglio selvatico nella penisola iberica è definito: keystone species

8 Per reintrodurre la starna (Perdix perdix) occorre ripristinare tutta la catena alimentare ed in modo particolare bisogna agire sulla densità di insetti che a sua volta dipende dalle piante infestanti degli agro-ecosistemi cerealicoli

9 Piramide alimentare La MASSA totale di animali per ogni categoria di consumatori successiva è sempre nettamente inferiore alla massa totale degli organismi che essi consumano. Piramide alimentare Allequilibrio ciò che viene consumato a ciascun livello deve essere il prodotto netto del livello inferiore Nella gestione faunistica: bisogna privilegiare quanto può aumentare il livello di fissazione dellenergia nel sistema e quindi aumentare la biomassa complessiva. (diminuire la categoria superiore è corretto SOLO se eccedentaria) Maggiore variabilità = Maggiore stabilità dei sistemi

10 Gestione faunistica Gestione faunistica (Wildlife Management ): E lapplicazione delle conoscenze biologiche alle popolazioni di fauna selvatica alle piante ed agli animali ad esse associati in modo da bilanciare le necessità di queste popolazioni con i bisogni degli esseri umani CONSERVAZIONE

11 Conservazione MANTENIMENTO DI UNA RISORSA RINNOVABILE IN MODO CHE POSSA ESSERE UTILIZZATA NEL TEMPO Protezione Astensione dalla gestione attiva (concetto in parte superato ed applicabile solo su scala limitata)

12 La fauna selvatica è spesso considerata come una risorsa per gli uomini in quanto fornisce molti benefici che possono essere di tipo economico, ecologico, estetico, scientifico ed anche ricreazionale. Accanto però a questi aspetti positivi vi sono anche fenomeni che sono fonte di conflitti tra la fauna e l'uomo. Si parla di danni da fauna selvatica quando un individuo od una popolazione appartenente ad una specie selvatica causa una perdita di profitto ad una attività economica (es. agricoltura, zootecnia, selvicoltura) oppure un danno fisico a cose o a persone (incidenti stradali). Questi problemi rappresentano il valore negativo della risorsa faunistica. Lo scopo della gestione faunistica è quello di incrementare i valori positivi per la società e contenere quelli negativi in modo da rendere possibile la coesistenza dell'uomo con la fauna selvatica stessa. I conflitti tra uomo e fauna selvatica

13 Motivazioni ecologiche del conflitto tra attività antropiche e popolazioni selvatiche Il conflitto che può insorgere tra alcune attività antropiche (agricole, forestali e di allevamento) e popolazioni selvatiche è in genere legato a diversi fattori : La consistenza della popolazione selvatica di una data specie è tale che l'ambiente naturale non è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di tutti gli individui. Il soprannumero comporta automaticamente che una parte dei soggetti si indirizzi verso quelle attività umane che offrono una fonte di alimentazione alternativa (Sovrapopolamento) Un elevato numero di soggetti può provocare dei danni ad attività antropiche anche per cause diverse dalla alimentazione diretta. In presenza di densità elevate, il semplice passaggio degli animali, comportamenti come lo scavo di tane, lo sfregamento dei palchi nei cervidi, ecc. possono provocare comunque danni di una certa entità alle produzioni agricole, a manufatti come gli argini. I prodotti di queste attività antropiche o anche alcune delle fasi intermedie del ciclo produttivo rappresentano delle fonti alimentari abbondanti, di facile accesso e reperibilità, e con un alto valore nutritivo. In questo caso, anche in presenza di una popolazione poco consistente, la maggior parte degli individui può propendere a utilizzare e/o concentrarsi intorno ad una fonte alimentare con queste caratteristiche. II valore economico del prodotto è tale che comunque anche la presenza di pochi individui di una certa specie è determinante nell'insorgere del conflitto

14 Agricoltura. In generale tutte le produzioni agricole possono essere oggetto di danneggiamento. Le colture cerealicole, foraggiere e comunque tutte quelle in campo aperto sono danneggiate durante tutte le fasi del ciclo dalla semina alla maturazione del prodotto (ungulati, soprattutto cinghiale, e avifauna in particolare storni, passeri, corvidi, fagiani, ecc.). Le colture orticole, i frutteti, vigneti e oliveti sono in genere oggetto di danneggiamento al momento della maturazione del prodotto (lepre, avifauna, istrice, ecc Attività umane passibili di danneggiamento

15 Forestazione. Il danneggiamento si verifica nei confronti degli impianti frutticoli e dei rimboschimenti. Si tratta della brucatura delle gemme apicali e dello scortecciamento dei tronchi (ungulati, lepre, ecc.). Attività umane passibili di danneggiamento

16 Patrimonio zootecnico. In questo caso il danneggiamento può essere sia diretto, inteso come perdita di un certo numero di capi che indiretto, intendendo in questo caso eventuali ferite riportate dagli animali, aborti, perdita di produzione lattea, ecc. Attività umane passibili di danneggiamento Tecniche, strategie e strumenti per la prevenzione dei danni da predatori al patrimonio zootecnico a cura di Duccio Berzi. Gli interessati (tecnici, enti ed associazioni) possono chiederne copia a: Dott.ssa Paola Dardi Provincia di Firenze Direzione Agricoltura Caccia, Pesca tel fax

17 Patrimonio faunistico. Anche il patrimonio faunistico sia questo considerato in senso venatorio (Z.R.C. e A.F. V., ecc.) che più in generale (Oasi, Riserve naturali, ecc.) può essere oggetto di danneggiamento qualora per determinati fattori si verifichi uno squilibrio tra alcune specie. Attività umane passibili di danneggiamento

18 Problemi igienico sanitari. In alcuni casi la malattia può essere considerata come un fattore regolante la densità di una data popolazione ma in altri casi può essere pericolosa per l'uomo (zoonosi) o essere dannosa per alcune attività umane come ad esempio la peste suina dei cinghiali nei confronti degli allevamenti di suini domestici. In alcune situazioni le deiezioni degli animali (piccione, storno) possono rappresentare un rischio igienico sanitario Attività umane passibili di danneggiamento

19 Incidenti stradali ed aerei: Alcune specie, soprattutto in presenza di elevate densità possono essere causa di incidenti stradali o causare problemi ai velivoli (bird- strike) Attività umane passibili di danneggiamento

20 Art. 19 della L. 157/92 Le regioni per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, agricolo….., provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche in zone vietate alla caccia. Tale controllo esercitato selettivamente, viene praticato, viene praticato di norma mediante metodi ecologici su parere dellINFS (oggi ISPRA). Qualora lIstituto verifichi linefficacia di detti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento…. Strumenti di intervento Metodi ecologici: tutti i mezzi di controllo che prescindono dalla sottrazione di individui dalle popolazioni naturali attraverso l'abbattimento o la cattura.

21 Ruolo del cacciatore nella gestione faunistica La legge 157/92 assegna ai cacciatori tramite gli ATC il ruolo di gestore della risorsa faunaLa legge 157/92 assegna ai cacciatori tramite gli ATC il ruolo di gestore della risorsa fauna Il trinomio caccia, fucile, selvaggina non è più sufficiente per esercitare lattività venatoriaIl trinomio caccia, fucile, selvaggina non è più sufficiente per esercitare lattività venatoria La caccia moderna è un elemento della complessa opera di gestione tesa a mantenere e ripristinare gli equilibri ambientali miglioriLa caccia moderna è un elemento della complessa opera di gestione tesa a mantenere e ripristinare gli equilibri ambientali migliori Fra i compiti del moderno cacciatore vi sono: La salvaguardia di specie in declino o comunque sfavorite (piccola selvaggina)La salvaguardia di specie in declino o comunque sfavorite (piccola selvaggina) La regolazione delle popolazioni in esubero o che possono arrecare danni ad attività antropiche o ad altre specie di fauna selvaticaLa regolazione delle popolazioni in esubero o che possono arrecare danni ad attività antropiche o ad altre specie di fauna selvatica CONTROLLO DELLA FAUNA Per gestire bisogna conoscere Per gestire bisogna conoscere ……

22 POPOLAZIONE Gruppo di individui appartenenti alla stessa specie che vive in uno stesso territorio, nello stesso tempo e che possono riprodursi fra loro. Es. una popolazione di lepre di un ATC Una POPOLAZIONE è formata da tutti gli animali che occupano una data area e che possono incrociarsi fra di loro

23 La frammentazione del territorio rappresenta un rischio per le popolazioni selvatiche che rischiano di rimanere isolate Urbanizzazione Strade ed autostrade Recinzioniecc Importanza dei corridoi ecologici Aree naturali che mettano in connessione i vari ambienti e le relative popolazioni

24 Rischi delle popolazioni isolate Deriva genetica – alterazione delle frequenze geniche per fluttuazioni casuali CONSENGUINEITA Riduzione della fertilità, malformazioni, minore resistenza alle malattie ESTINZIONE

25 Per gestire una popolazione bisogna conoscerla Consistenza = n. assoluto di individui Densità = numero di individui rapportato allunità di superficie (100 ha= 1 Kmq) Struttura della popolazione = rapporto fra i sessi e fra le varie classi di età LA DENSITA E IL RAPPORTO FRA IL NUMERO DEGLI INDIVIDUI E LA SUPERFICIE CONSIDERATA

26 Struttura di popolazione: la composizione percentuale di una popolazione ripartita per classi di età e di sesso. Può essere rappresentata da un grafico a piramide ove, per convenzioni, sono raffigurate le percentuali di maschi a sinistra e a destra quelle delle femmine a destra. Popolazione in equilibrio: maggiore omogeneità fra le classi di età, in particolare gli individui giovani (non ancora riproduttori) equivalgono numericamente gli individui anziani (non più riproduttori) Popolazione a saldo demografico positivo: gli individui giovani (non ancora riproduttori) sono numericamente più numerosi degli individui anziani (non più riproduttori); i riproduttori sono più numerosi dei giovani+anziani. Popolazione a saldo demografico negativo: gli individui giovani (non ancora riproduttori) sono numericamente meno numerosi degli individui delle categorie più adulte.

27 Popolazione in forte crescita Popolazione in equilibrio Popolazione in calo

28 Struttura di popolazione e classi di età

29 Per gestire una popolazione bisogna conoscerla Parametri di una popolazione Natalità (teorica ed ecologica) Mortalità (predazione, malattie) Dispersione (distribuzione) Incremento Utile Annuo E laumento annuale di una popolazione ed è dato dal numero dei nati meno quelli morti

30 Per gestire una popolazione bisogna conoscerla Dinamica di popolazione (evoluzione di una popolazione nel tempo) Capacità portante densità biologica o biotica densità agricolo forestale DAF Densità Agricolo Forestale E la massima densità che può raggiungere una popolazione senza che si determinino danni a coltivazioni od altri animali

31 Capacità portante

32 Distribuzione Distribuzione aggregata: tendenza della popolazioni ad aggregarsi in habitat idonei (pascolatori, cinghiale) Distribuzione aggregata: tendenza della popolazioni ad aggregarsi in habitat idonei (pascolatori, cinghiale) Distribuzione uniforme: gli individui tendono ad occupare uno spazio ben definito e distanziato a causa del territorialismo (volpe, mustelidi). Distribuzione uniforme: gli individui tendono ad occupare uno spazio ben definito e distanziato a causa del territorialismo (volpe, mustelidi). Distribuzione casuale: la distribuzione degli individui è indipendente dalla presenza di altri individui, non vi è tendenza allaggregazione Distribuzione casuale: la distribuzione degli individui è indipendente dalla presenza di altri individui, non vi è tendenza allaggregazione

33 AREALE DI UNA SPECIE Areale italiano del cinghiale LAREALE è larea definita dalla distribuzione geografica ed ecologica di una specie Ovvero LAREALE è Larea geografica occupata stabilmente o periodicamente da una determinata specie

34 Lepre variabile Lepus timidusLepre sarda Lepus capensis Lepre europea o comune Lepus europaeus Lepre italica Lepus corsicanus

35 Distribuzione storica della lepre europea in italia Distribuzione dei reperti museali di Lepus europaes prima e dopo il La linea verde rappresenta il limite di diffusione verso sud della distribuzione dei reperti medesimi

36 Distribuzione della lepre italica (Lepus corsicanus) rispetto alle aree a clima mediterraneo

37 Differenze fra lepre comune e lepre italica Lepre comune Lepre italica Lepre comune Lepre italica La lepre comune è tipica egli ambienti aperti (no bosco) La lepre comune è tipica egli ambienti aperti (no bosco) La lepre italica frequenta anche aree boscate e cespugliate La lepre italica frequenta anche aree boscate e cespugliate

38 Come riconoscere letà delle lepri È possibile riconoscere il giovane fino a 9 mesi di età

39 Lhome range (o spazio vitale) è larea totale su cui un individuo o un gruppo sociale di animali si muove in tutte le sue attività. Nelle specie territoriali, lhome range contiene il territorio, ossia quella parte dellhome range che viene difesa.

40 HABITAT ambiente in cui vive un organismo (es. bosco, prateria, lago…. ECOTONO Area di transizione fra un ambiente ed un altro Queste zone sono importanti perché vi si trovano le specie tipiche dei due ambienti e le specie tipiche dellecotono Specie tipiche degli ecotoni: capriolo, fagiano.

41 Evoluzione di un ecosistema CLIMAX: fase di equilibrio Succesione primaria: parte da un area sterile (roccia sabbia… Successione secondaria: es. dopo un incendio,

42 Fattori che regolano le popolazioni Meccanismi di regolazione non dipendenti dalla densità BVariazioni ambientali (tempeste, eruzioni alluvioni etc. BVariazioni antropiche (distruzione dellhabitat)

43 Fattori che regolano le popolazioni Competizione inter specifica: si stabilisce fra specie diverse che occupano la stessa nicchia ecologica. (fagiano e starna, cinghiale e capriolo, lepre e coniglio selvatico) Una competizione molto intensa fa si che una specie prevalga sullaltra Competizione intraspecifica si stabilisce fra individui della stessa popolazione ed è un fattore di autoregolazione delle popolazioni quando si avvicinano alla capacità portante del territorio Meccanismi dipendenti dalla densità

44 Fattori che regolano le popolazioni La predazione Le prede regolano i predatori

45 Fattori che regolano le popolazioni La predazione Le prede regolano i predatori

46 Fattori che regolano le popolazioni La predazione

47 Rapporti fra predatori Si è osservata una più alta sopravvivenza di antilocapre dove è presente il lupo oltre al coyote Intra-guild predation

48 Rapporti fra predatori Intra-guild predation Elmhagen, B., Ludwig, G., Rushton, S.P., Helle, P. & Linden, H. (2010) Top predators, mesopredators and their prey: interference ecosystems along bioclimatic productivity gradients. Journal of Animal Ecology 79, 785–794. La riconolizzazione della lince in Finlandia ha comportato una riduzione del meso- predatore volpe ed un aumento della consistenza delle popolazioni di lepre variabile

49 Rapporti fra predatori Intra-guild predation E stato osservato che il gufo reale è apparentemente capace di dimezzare la densità riproduttiva dellastore (Accipiter gentilis) e presumibilmente dimezzare la percentuale di starne predate dallastore. Anche il gufo reale preda le starne, ma in misura minore. (Busche et al. 2004; Potts 2007)

50 I predatori NON SONO NOCIVI!!! Il controllo dei predatori ha senso solo nel caso di interventi localizzati volti a favorire specie di particolare interesse o per ripristinare un certo equilibrio Il controllo dei predatori si esercita di norma su specie generaliste (volpe, corvidi) la cui abbondanza è spesso determinata da fattori antropici (spazzature) e dalla carenza di super- predatori (Lupo, lince ecc.) Si deve accompagnare ad altre misure di gestione (miglioramento ambientale)

51 super-predatori lupo, aquila, orso..... predatori intermedi volpe, corvidi pascolatori lepri, caprioli, starne fagiani.... Rapporti fra predatori

52 Rapporti con altre specie: Lepri e volpi Il controllo dela volpe ha un effetto positivo sulle densità di lepre, ma solo se abbinato al miglioramento ambientale consente degli importanti incrementi: il miglioramento ambientale abbinato al controllo dei predatori ha un effetto super-additivo!!! Reynolds et al 2009 The consequences of predator control for brown hares (Lepus europaeus) on UK farmland E.J.W.R.

53 Il rapporto fra prede e predatori è molto complesso In un ecosistema in equilibrio un predatore preleva quella parte della popolazione che morirebbe comunque per altre cause (malattie e fame) MORTALITA COMPENSATIVA In un ecosistema in equilibrio un predatore preleva quella parte della popolazione che morirebbe comunque per altre cause (malattie e fame) MORTALITA COMPENSATIVA Quando non cè questo equilibrio si parla di MORTALITA ADDITIVA Quando non cè questo equilibrio si parla di MORTALITA ADDITIVA

54 La caccia conservativa deve contribuire a mantenere questo equilibrio La mortalità dovuta allattività venatoria deve essere di tipo compensativo Il prelievo deve essere commisurato alla consistenza

55 Il prelievo deve cercare di mantenere la struttura di popolazione Rapporto fra i sessi vicino a 1:1 Rapporto fra le varie classi di età (adulti, sub-adulti, giovani) Il prelievo venatorio dovrebbe orientarsi prevalentemente sulle classi giovanili

56 La dimensione effettiva della popolazione Tuttavia esistono alcuni esempi di popolazioni autoriproducentesi partite con un ridottissimo numero di soggetti (galliformi – daino -muflone) Deriva genetica = Effetto collo di bottiglia Una popolazione con Ne = 50 (isolata) va incontro ad un rapido incremento di inbreeding con conseguenti effetti negativi sulla fitness dovuti allespressione del carico genetico Una popolazione ridotta a Ne = 50 dovrebbe essere il più rapidamente portata a Ne > 500 per evitare gli effetti di un prolungato drift genetico. Con Ne > 500 una popolazione conserva tutta la sua variabilità genetica che può consentire lazione della selezione naturale e quindi il processo di adattamento ad ambienti che cambiano Inbreeding

57 Deriva genetica = Effetto collo di bottiglia Cause di collo di bottiglia Frammentazione dellhabitat può impedire gli scambi genetici fra le varie popolazioni

58 Deriva genetica = Effetto collo di bottiglia Esempi di popolazioni a rischio: Cervo della Mesola (Cervus elaphus): E lunica popolazione di cervo nativa dellItalia (presenta dimensioni inferiori e minor ramificazione dei palchi) Stambecco alpino (Capra ibex): frutto in gran parte di operazioni di reintroduzione, è stata rilevata una elevata mortalità delle classi giovanili (collo da bottiglia per effetto del ridotto numero dei fondatori Diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii ) Ha sviluppato una forma gravissima di tumore facciale probabilmente dovuta a bassa variabilità genetica

59 Deriva genetica = Effetto collo di bottiglia In condizioni favorevoli leffetto della riduzione della variabilità genetica può non essere evidente, mentre in condizioni più stressanti può avere effetti drammatici

60 Deriva genetica = Effetto collo di bottiglia Effetto positivo dellimmigrazione di un singolo individuo maschio sulla dinamica di popolazione del lupo in Svezia

61 La dimensione minima della popolazione Deriva genetica = Effetto collo di bottiglia I cosiddetti rinsanguamenti sono realmente utili per gestire le popolazioni di piccola selvaggina? Occorre valutare la dimensione effettiva della popolazione e il reale stato di isolamento (condizione piuttosto rara almeno nella realtà Toscana)

62 La dimensione minima della popolazione Deriva genetica = Effetto collo di bottiglia Riduzione popolazione Aumento numerico della popolazione e diluizione dei geni ad elevata fitness Popolazione costituita in parte da tipi genetici alloctoni o da ibridi Crollo della popolazione a livelli più bassi dei precedenti

63 Outbreedingdepression La depressione da incrocio avviene quando si incrociano individui provenienti da differenti popolazioni. Può essere causata da 2 diversi fenomeni 1)Le popolazioni sono adattate a differenti condizioni ambientali, così che la prole dei genitori appartenenti ad una popolazione può non essere adatta ad entrambi gli ambienti 2)Differenti popolazioni possono avere evoluto complessi di geni coadattati che interagiscono fra di loro. Lincrocio può modificare questi complessi e diminuire la fitness. Fenomeni di outbreeding sono molto rari fra la fauna omeoterma. Libridazione fra Pernice rossa (Alectoris rufa) e Coturnice orientale (Alectoris chukar) potrebbe avere causato una riduzione della fitness, ma allo stato attuale non è stato provato in modo scientifico

64 Per gestire bisogna conoscere Per gestire bisogna conoscere …… Importanza dei censimenti o conteggi, ma anche di altre forme di monitoraggio come le statistiche venatorie, i danni alle colture agro-forestali ecc. al fine di impostare piani di prelievo.

65 Il monitoraggio della fauna selvatica Censimenti o conteggi Sono lo strumento di base per una corretta gestione faunistica Si cerca di avere informazioni più dettagliate possibile sulla consistenza, distribuzione e ove possibile sulla struttura (rapporto sessi, classi di età) delle popolazioni faunistiche Difficilmente sono precisi, ma consentono di fare delle valutazioni oggettive sullo status di una popolazione

66 Transetti lineari Nel caso più semplice consentono di stabilire un IKA (Indice kilometrico di Abbondanza Conteggi per Indice (relativi) E utile per confrontare nel tempo levoluzione di una popolazione.

67 I CENSIMENTI (o conteggi) Censimento a vista da punti di vantaggio

68 Censimento per settori di osservazione Il criterio è lo stesso dei punti di vantaggio, ma losservatore compie un percorso

69 Battuta Censimento a campione count E il censimento di elezione per il capriolo

70 I CENSIMENTI (o conteggi) Censimento in battuta per aree campione

71 I CENSIMENTI (o conteggi) Censimento notturno con faro alogeno

72 Censimento su Striscia strip census Censimento notturno con faro alogeno da automezzo Esempio di studio dellarea illuminata

73 I CENSIMENTI (o conteggi) Termografia infrarossa

74 Piano di assestamento Strumento essenziale per gestire una popolazione sottoposta a prelievo venatorio Modello previsionale della consistenza e struttura di una popolazione Piano di prelievo Srumento con il quale si realizza il Piano di assestamento


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