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La materia della mente Fondamenti per una biologia relazionale parte seconda.

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Presentazione sul tema: "La materia della mente Fondamenti per una biologia relazionale parte seconda."— Transcript della presentazione:

1 La materia della mente Fondamenti per una biologia relazionale parte seconda

2 La materia della mente obiettivi segnalare che lattenzione alla relazione materia vivente-ambiente, intesa come elemento costitutivo della materia vivente, è rilevabile nel pensiero darwiniano, fondamento autoctono del pensiero biologico; definire le caratteristiche della relazione tra la materia vivente e lambiente, rilevabili nella dinamica selettiva; esporre lapplicazione della dinamica selettiva in biologia, in particolare in neurobiologia

3 Storia del pensiero biologico

4 Il pensiero biologico si emancipa dallambito del pensiero orientato alla conoscenza dello spirito nel 600, grazie alla distinzione cartesiana tra res cogitans e res extensa. Lambito proprio della biologia è la conoscenza della res extensa, le cui proprietà sono assimilate da Cartesio a quelle di una macchina. Lepistemologia della biologia è vincolata allepistemologia delle scienze fisiche

5 Storia del pensiero biologico Il pensiero biologico si emancipa dallambito del pensiero delle scienze fisiche nella seconda metà dell 800, grazie alle riflessioni di Charles Darwin. Nelle riflessioni di Darwin, le leggi fisico-chimiche sono necessarie ma non sufficienti per la comprensione del vivente. Il pensiero darwiniano costituisce il fondamento autoctono dellepistemologia della biologia

6 Il pensiero darwiniano sintende linsieme dei concetti sottostanti al prodotto più noto della teoria evoluzionista darwiniana, la teoria della selezione naturale. la teoria della selezione naturale definisce una particolare dinamica della relazione tra la materia vivente e lambiente, detta selezionismo. il selezionismo è composto da tre elementi, che costituiscono fasi distinte e susseguentesi della relazione tra la materia vivente e lambiente: variazione, selezione, ereditarietà. il pensiero darwiniano è composto dallinsieme dei concetti necessari per comprendere la dinamica selettiva.

7 La variazione La variazione si riferisce al dato per cui ciascun individuo di una popolazione ha caratteri unici, che costituiscono varianti di una comune organizzazione lindividuo, quindi, è un elemento variante dellinsieme costituito da tutti gli elementi che condividono la medesima organizzazione, insieme detto popolazione Lelemento variazione richiede il pensiero popolazionale

8 Il pensiero popolazionale nel secolo XIX un nuovo e diverso modo di pensare la natura iniziò a diffondersi, il cosiddetto pensiero popolazionale. Coloro che pensano in termini popolazionali pongono laccento sullunicità di ogni cosa nel mondo organico: per loro ciò che è importante è lindividuo, non il tipo (pensiero essenzialista). Questa unicità degli individui biologici comporta che dobbiamo accostarci ai gruppi di entità biologiche con uno spirito assai diverso da quello con cui trattiamo i gruppi di entità inorganiche identiche. Chi non comprende lunicità degli individui è incapace di comprendere il modo di operare della selezione naturale Ernst Mayr La variazione è elemento fondante lidentità del biologico

9 La selezione la selezione si riferisce al dato per cui in una popolazione lesistenza di varianti comporta un diverso grado di adattamento dei singoli individui al medesimo ambiente (lotta per la sopravvivenza). ladattamento è un indice della funzionalità della relazione tra lorganismo e lambiente. alla costituzione della relazione contribuiscono sia elementi propri dellorganismo sia elementi propri dellambiente. Lelemento selezione richiede il pensiero sistemico

10 Il pensiero sistemico il pensiero sistemico è uno strumento metodologico adeguato per lanalisi di un complesso di elementi in interazione. la definizione del sistema è unoperazione dellosservatore, che stabilisce i confini del sistema in esame: nessuno oggetto osservato è un sistema, ma qualsiasi oggetto può essere descritto come un sistema. storicamente, lapplicazione del pensiero sistemico allo studio della materia vivente è stata effettuata da Ludwig Von Bertalanffy negli anni 20 del 900: aspirava a superare le opposte interpretazioni meccaniciste (materialiste) e vitaliste (idealiste) in biologia.

11 Il pensiero sistemico grazie al pensiero sistemico, la struttura dellorganismo può essere descritta come una totalità unitaria che si organizza nellintegrazione tra parti differenziate nella loro caratterizzazione fisica. le parti possono distinguersi per lappartenenza a livelli strutturali diversi, ciascuno dei quali mostra proprietà funzionali peculiari derivanti dalla loro organizzazione. le proprietà di ogni livello strutturale non sono riducibili alla somma delle proprietà del livello relativo ai componenti dalla cui interazione si organizza il livello in esame (proprietà emergenti). il sistema biologico è per definizione aperto allambiente (necessità dellinterazione per il mantenimento del sistema)

12 Lereditarietà l ereditarietà si riferisce al dato per cui gli individui più adatti hanno una maggiore probabilità degli altri individui di trasmettere le proprie caratteristiche varianti alla generazione successiva (progenie). nella progenie è inscritta la memoria della relazione adattiva tra la generazione progenitrice e lambiente (passato). su questa memoria si costituisce la relazione tra la generazione della progenie e lambiente (attualità). Lelemento ereditarietà richiede il pensiero storico

13 Il pensiero storico il pensiero storico consente di correlare il presente con il passato e il futuro con il presente. grazie al pensiero storico, la memoria (della relazione con lambiente) costituisce lelemento qualificante lorganizzazione del vivente. il quesito centrale dellorganizzazione del vivente è la modalità con cui acquisice, mantiene e trasforma la memoria (della relazione con lambiente). nulla in biologia ha senso se non alla luce della storia, e con questo termine intendo al contempo la storia della vita sulla terra, cioè levoluzione, e la storia del singolo organismo, ovvero il suo sviluppo dal concepimento alla morte Steven Rose

14 Pensiero darwiniano ed epistemologia della biologia (relazionale) variazione selezione ereditarietà pensiero popolazionale pensiero sistemico pensiero storico fondamenti dellepistemologia della biologia

15 Pensiero darwiniano e selezionismo il pensiero darwiniano è linsieme dei principi concettuali che sostiene gli elementi della dinamica selettiva (pensiero popolazionale, sistemico, storico). il selezionismo è il meccanismo della dinamica relazionale tra la materia vivente e lambiente, identificabile nella triade costituita dagli elementi variazione-selezione-ereditarietà. sia il pensiero darwiniano che il selezionismo possono essere definiti nel suddetto modo emancipandoli dai vincoli costituitiu dagli specifici contenuti e contesti utilizzati da Darwin nellelaborazione della sua teoria: l individuo (livello organizzativo) e levoluzione (traiettoria temporale). in biologia sono state effettuate declinazioni del selezionismo ad ogni livello organizzativo del vivente (gene/organismo/gruppo/specie) e nelle diverse traiettorie temporali (evoluzionista ed evolutiva).

16 variazione: insieme di elementi omogenei per appartenenza al medesimo livello organizzativo e disomogenei per qualche caratteristica strutturale (individui di una popolazione) selezione: maggiore idoneità funzionale, rispetto alle caratteristiche ambientali (adattamento), di un elemento dellinsieme rispetto agli altri elementi dello stesso insieme (lotta per la sopravvivenza) ereditarietà: amplificazione differenziale (la progenie) dellelemento selezionato (il più adatto) rispetto agli altri elementi dellinsieme. Il selezionismo

17 con l ereditarietà si conclude il processo selettivo in un dato intervallo temporale e inizia il processo selettivo nellintervallo temporale successivo. l ereditarietà della generazione progenitrice coincide con la variazione della progenie.

18 La dinamica selettiva variazione 1 selezione 1 ereditarietà 1 = variazione 2 selezione 2 ereditarietà 2 = variazione 3 selezione 3 ereditarietà 3 = variazione 4 etc. tempo

19 Il selezionismo nei sistemi somatici: il sistema immunitario quesito specifico dellimmunità: dove si origina la capacità, da parte dellorganismo, di riconoscere le sostanze estranee, in particolare sostanze non esistenti in natura? teoria istruttiva (Pauling): lanticorpo (ab) è inizialmente in una forma indefinita; lantigene (ag) si lega allab istruendone la forma specifica. teoria selettiva (Mac Farlane Burnet): lorganismo produce causualmente ab di diverse forme [variazione] (tramite ricombinazione somatica del genoma dei linfociti); lag si lega allab (agli ab - degenerazione) la cui forma è complementare alla propria [selezione];i linfociti produttori dellab complementare allag si riproducono, amplificando la loro percentuale allinterno dellintera popolazione linfocitaria [ereditarietà] (memoria immunitaria)

20 Il selezionismo nei sistemi somatici: il sistema nervoso gli immunologi, sin dallepoca della comparsa della loro disciplina, hanno tentato di estendere al sistema nervoso centrale i principi utilizzati per le teorie relative al funzionamento del sistema immunitario. limmunologo che ha applicato in modo radicale la teoria selettiva al sistema nervoso è Gerald Edelman, premio Nobel negli anni 70 per le ricerche sulla struttura degli anticorpi. inizialmente Edelman si è dedicato allembriologia del sistema nervoso, proponendo una teoria selettiva per la comprensione della morfogenesi: importanza del riferimento alla struttura (corpo) per la comprensione della funzione (mente); importanza di un approccio evolutivo.


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