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VERSO UNA GESTIONE MANAGERIALE DELLE RELAZIONI SINDACALI.

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Presentazione sul tema: "VERSO UNA GESTIONE MANAGERIALE DELLE RELAZIONI SINDACALI."— Transcript della presentazione:

1 VERSO UNA GESTIONE MANAGERIALE DELLE RELAZIONI SINDACALI

2 LE REGOLE

3 Regolazione a cascata QUADRO NORMATIVO NAZIONALE TITOLO III D. LGS. 165/2001 CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE (QUADRO E DI COMPARTO) CONTRATTO DECENTRATO INTEGRATIVO

4 Vincoli e possibilità della contrattazione integrativa Contrattazione integrativa VINCOLI POSSIBILITA Art 40, c. 3 D.lgs. n. 165/2001: Le pubbliche amministrazioni attivano AUTONOMI livelli di contrattazione collettiva integrativa…

5 Le possibilità della contrattazione integrativa Non è una contrattazione meramente attuativa Aumenta lo spazio negoziale (ad es: dai fondi e fondini al fondo unico LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA

6 Le possibilità della contrattazione integrativa AUTONOMIA DECISIONALE: si svolge in conformità alle convenienze ed ai distinti ruoli delle parti (scompaionio le direttive dellARAN e la finalizzazione al contemperamento tra esigenze organizzative, tutela dei dipendenti e interesse degli utenti; AUTONOMIA FINANZIARIA: possibilità di utilizzare risorse proprie CONTRATTAZIONE AUTONOMA

7 I vincoli della contrattazione integrativa VINCOLI Sui contenuti Sulle risorse I controlli esterni Sanzioni Obbligo a contrattare

8 I vincoli della contrattazione integrativa Art.2, c.3 D.lgs. n.165/2001: Lattribuzione di trattamenti economici può avvenire esclusivamente mediante contratti collettivi o, alle condizioni previste, mediante contratti individuali OBBLIGO A CONTRATTARE

9 I vincoli della contrattazione integrativa Art.40, c.3 D.lgs. n.165/2001: La contrattazione collettiva integrativa si svolge sulle materie e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali… I VINCOLI SUI CONTENUTI

10 I vincoli della contrattazione integrativa Art 40, c.3 D.lgs. n.165/2001: le pubbliche amministrazioni non possono sottoscrivere contratti integrativi in contrasto con i vincoli nazionali (anche eventualmente di natura economico-finanziaria) o con i vincoli del proprio bilancio I VINCOLI SULLE RISORSE

11 I vincoli della contrattazione integrativa I VINCOLI SULLE RISORSE Art. 48, c.4 D.lgs. n.165/2001: lautorizzazione di spesa relativa al rinnovo dei contratti collettivi è disposta nelle stesse forme con cui vengono approvati i bilanci, con distinta indicazione dei mezzi di copertura

12 I vincoli della contrattazione integrativa Art.48, c.6 D.lgs. n.165/2001: il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione con i vincoli di bilancio del collegio dei revisori I CONTROLLI ESTERNI Art. 40-bis D.lgs. n. 165/2001 (inserito da art. 17 Finanziaria 2002): a) i comitati di settore e il Governo procedono a verifiche finanziarie sulla contrattazione integrativa anche a campione; b) Gli organi di controllo interno inviano specifiche informazioni al Ministero dellEconomia sui costi dei contratti integrativi; c) Se i costi sono incompatibili con i vincoli di bilancio, le clausole sono nulle di diritto

13 I vincoli della contrattazione integrativa Art.40, c.3 D.lgs. n.165/2001: le clausole difformi sono NULLE e non possono essere applicate La nullità può essere accertata solo dal giudice, anche su istanza della parte datoriale. Il datore di lavoro può sospendere cautelarmente la applicazione della clausola ritenuta nulla, informando il sindacato Deve tentare di rinegoziare la clausola a rischio di nullità Deve, in alternativa, richiedere al giudice una pronuncia di merito Il vizio di nullità può essere eccepito da chi vi ha interesse, senza alcun termine di decadenza o prescrizione. LE SANZIONI

14 Conseguenze derivanti dalla applicazione di clausole nulle I maggiori oneri sostenuti a carico del bilancio, potrebbero essere causa di responsabilità amministrativa Vizi rilevabili dagli ispettori della Ragioneria generale dello Stato e dalla Corte dei conti Sarebbero soggetti responsabili sia i componenti della delegazione trattante che i dirigenti che hanno disposto la erogazione della spesa

15 Soggetti ammessi a trattare CONTRATTO NAZIONALE Art. 43 d. lgs. n. 165/2001: soglia del 5%, come media tra dato associativo e dato elettorale, per essere ammessi a trattare CONTRATTO INTEGRATIVO I poteri e le competenze contrattuali sono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni (tutte) sindacali firmatarie del CCNL di comparto (riferimento ultimo ccnl)

16 Contrattazione e relazioni sindacali nel comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali

17 RELAZIONI SINDACALI NEL CCNL COMPARTO LOCALI 1998/2001 E STATO RISCRITTO TUTTO IL TITOLO RELATIVO ALLE RELAZIONI SINDACALI

18 Cosa si prevedeva prima? contrattazione collettiva nazionale e decentrata esame consultazione informazione

19 Contrattazione collettiva integrativa Partecipazione informazione concertazione consultazione (al fine di incrementare la produttività e la qualità del servizio e di sostenere i processi di riorganizzazione e di innovazione tecnologica e organizzativa) Cosa si prevede ora?

20 amministrazione OO.SS. OO.SS. territoriali RSU informazione consultazione concertazione Contrattazione integrativa Organismi paritetici di partecipazione

21 AREA DELLE PREROGATIVE MANAGERIALI CONTRATTAZIONE CONCERTAZIONE CONSULTAZIONE SINDACATO AMMINISTRAZIONE vincolo unilateralità piena libertà bilateralità piena bilateralità possibile unilateralità esposta OPPURE i n f o r m a z i o n e

22 bilateralità piena bilateralità piena CONTR. salario AREA DELLE PREROGATIVE MANAGERIALI SINDACATO AMMINISTRAZIONE CONTRATTAZIONE CONCERTAZIONE CONSULTAZIONE vincolo unilateralità piena libertà bilateralità possibile unilateralità esposta bilateralità

23 LA CONTRATTAZIONE DECENTRATA INTEGRATIVA procedimento e contenuti

24 Obiettivi del sistema delle relazioni sindacali contemperare lesigenza di incrementare e mantenere elevate lefficacia e lefficienza dei servizi erogati alla collettività con linteresse al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale del personale (art. 3, comma 1, ccnl )

25 A quale livello si negozia? Che cosa si deve negoziare? Come si negozia? Chi negozia? Cosa implica per lamministrazione? La Contrattazione collettiva integrativa

26 Cosa implica per lamministrazione? Entro il primo mese di negoziato le parti, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, non possono assumere iniziative unilaterali, né procedere ad azioni dirette, qualora non vengono interrotte le trattative Obbligo di contrattare le materie indicate nel CCNL Obbligo a contrarre (sottoscrivere un ccdi) sulle materie implicanti direttamente lerogazione di trattamenti economici

27 Nelle materie non direttamente implicanti lerogazione di risorse destinate al trattamento economico accessorio, le parti riassumono le rispettive prerogative e liberà di iniziativa decorsi 30 gg. dallinizio delle trattative (art.4,co.4). Il termine è prorogabile, per accordo tra le parti, di altri 30 gg. IL CONTENUTO DEL CONTRATTO NON PUÒ ESSERE IN CONTRASTO CON I VINCOLI RISULTANTI DAL CCNL NÉ COMPORTARE ONERI AGGIUNTIVI ….. Le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate

28 Il contratto decentrato integrativo sottoscritto crea diritti ed obblighi reciproci giuridicamente vincolanti tra le parti; gli effetti si producono dalla data di definitiva sottoscrizione. Le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi assunti con i contratti collettivi nazionali o integrativi dalla data della definitiva sottoscrizione e ne assicurano losservanza nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti (art.40, comma 4, D.Lgs.n.165/2001) Nelle materie trattate, la disciplina del Contratto integrativo spiega efficacia anche dopo la sua scadenza e fino alla sottoscrizione del nuovo (art.5, c. 5, CCNL autonomie).

29 A quale livello si negozia? solo a livello di singolo ente a livello territoriale previa intesa tra gli enti interessati o su iniziativa delle associazioni

30 Tavolo negoziale CHI CONTRATTA? RSU OO.SS. di categoria territoriali firmatarie di ccnl I dirigenti o, nel caso di enti privi di dirigenza, i funzionari, designati dallorgano di governo (art.10, comma1, ccnl autonomie). E possibile lassistenza dellARAN Regole specifiche per la contrattazione territoriale

31 Che cosa si deve negoziare? Le materie espressamente indicate nei CCNL A contenuto economico diretto Deve essere necessariamente sottoscritto un contratto decentrato Non sussiste un potere unilaterale de datore di lavoro pubblico A contenuto economico indiretto

32 criteri per la ripartizione e destinazione delle risorse finanziarie decentrate (stabili e variabili), secondo le finalità e nel rispetto della disciplina dettata nellart. 17 del CCNL 1999; i criteri generali relativi ai sistemi di incentivazione del personale sulla base di obiettivi e di programmi di incremento della produttività e di miglioramento della qualità del servizio; Le materie di contrattazione integrativa Art. 16 ccnl e Art.4 ccnl

33 Segue: materie di contrattazione le fattispecie, i criteri, i valori e le procedure per la individuazione e la corresponsione dei compensi relativi a condizioni particolarmente disagiate o a specifiche responsabilità i criteri delle forme di incentivazione delle specifiche attività e prestazioni correlate alla utilizzazione delle risorse derivanti da specifiche disposizioni di legge (legge 109, ICI, ecc.);

34 modalità di ripartizione delle eventuali risorse aggiuntive per il finanziamento della progressione economica e per la loro distribuzione tra i fondi annuali; completamento ed integrazione dei criteri per la progressione economica allinterno della categoria; Segue: materie ccdi

35 Contrattazione decentrata, progressione economica, giurisprudenza Tribunale Bologna, 6 maggio 2004 in materia di criteri per le progressioni economiche orizzontali dei dipendenti del comparto sanità, se è vero che laccordo aziendale può integrare, cioè aggiungere nuove condizioni o precisare meglio quelle già previste dallaccordo nazionale, del pari il contratto aziendale non può modificare in toto i criteri posti dal contratto nazionale, poiché ciò determina lillegittimità, per questa parte, del contratto integrativo aziendale e la arbitrarietà di escludere il passaggio alla fascia superiore sulla base di un criterio non conforme alla contrattazione nazionale (nel caso di specie il criterio dellanzianità maturata nellazienda è stato assunto come unico criterio alla fascia retributiva superiore, escludendo quindi lanzianità maturata in precedenti esperienze lavorative ed omettendo qualsiasi valutazione degli altri criteri indicati dal contratto nazionale

36 Le altre materie di contrattazione integrativa (CCNL 14/9/2000) Entità dei rimborsi spese per consumi energetici e telefonici, sulla base delle intese raggiunte in sede di contrattazione integrativa decentrata (telelavoro); leventuale trattamento accessorio compatibile con la specialità della prestazione (telelavoro); (art. 1 ccnl 2000) contratto di SOMMINISTRAZIONE LAVORO A TERMINE: la contrattazione integrativa definisce casi, condizioni, criteri e modalità per la determinazione e corresponsione dei trattamenti accessori (produttività) Le relative risorse devono essere preventivamente individuate nel finanziamento complessivo a carico del bilancio (art. 2 ccnl 2000)

37 contratto di FL: la contrattazione decentrata può disciplinare lattribuzione di compensi per particolari condizioni di lavoro o per altri incentivi previsti dal CCNL 1/4/99, utilizzando esclusivamente le risorse previste nel finanziamento del progetto di formazione e lavoro; (art. 3 ccbl 2000) trattamenti accessori collegati al raggiungimento di obiettivi o alla realizzazione di progetti, nonché altri istituti non collegati alla durata della prestazione lavorativa, sono applicati ai dipendenti a tempo parziale anche in misura non frazionata o non direttamente proporzionale al regime orario adottato, secondo la disciplina prevista dai contratti integrativi decentrati (art. 6 ccnl 2000) Segue elenco CCNL 14/9/2000)

38 Segue elenco CCNL 14/9/2000) la correlazione tra compensi professionali (avvocatura) e la retribuzione di risultato; (art. 27 ccnl 2000) Indennità giornaliera per maneggio di valori di cassa ; limporto, stabilito in sede di contrattazione integrativa, può variare da un min. di 0,52 a un max di 1,55; (art. 36 ccnl 2000) le prestazioni di lavoro che comportano continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli per la salute e per lintegrità personale; compenso previsto: 20,66 (art. 37 ccnl 2000)

39 gli incentivi economici per le attività ulteriori (rispetto a quelle definite nel calendario scolastico) del personale educativo degli asili nido e docente (artt. 30, 31 e 32 ccnl 2000) gli incentivi di produttività a favore dei messi notificatori (art. 54 ccnl 2000) Segue elenco (CCNL 14/9/2000)

40 Quando si negozia e con quali procedure? Quando Ogni anno per lutilizzo delle risorse (Si può … non si deve!) Ogni 4 anni, in ununica sessione negoziale (quadriennio attuale: ) Quando vi sia la necessità, per materie che per la loro natura richiedano tempi diversi o verifiche periodiche.

41 TEMPISTICA DELLA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA Troppo spesso i contratti decentrati vengono stipulati con notevole ritardo rispetto allanno di riferimento Questa circostanza molto negativa, porta a concordare soluzioni di sanatoria o di scarso contenuto selettivo o innovativo Primo suggerimento: anticipare i tempi della contrattazione Secondo suggerimento: recuperare il ritardo del primo anno di riferimento con un testo contrattuale valido per lintero quadriennio normativo e sino al successivo rinnovo

42 Ancora suggerimenti Terzo suggerimento: anche per la parte relativa alla destinazione delle risorse, possono essere individuati criteri e parametri di riferimento da utilizzare anche in assenza di una sottoscrizione tempestiva ad inizio danno Il contratto decentrato è necessario per legittimare la erogazione di tutti i compensi accessori; senza contratto …….. Occorre evitare situazioni di incertezza o di carenza di legittimazione

43 Tempi e procedure di contrattazione La implicazioni derivanti dalla finanziaria per il 2002 (art.40-bis D.lgs.n.165/2001) Con cadenza annuale: Il collegio dei revisori dei conti (c.2) invia informazioni sui costi della contrattazione integrativa al Ministero dellEconomia Verifiche congiunte, a campione,(c.1) sulle implicazioni finanziarie della contrattazione integrativa (Comit. Settore e Governo) Qualora i risultati (c.1 e 2) evidenzino costi non compatibili Con i vincoli di bilancio, le clausole sono nulle di diritto

44 SCHEMA DI PROCEDIMENTO DI CONTRATTAZIONE DECENTRATA INTEGRATIVA Delegazione pubblica direttive Ipotesi ccdi ccdi delegazione sindacale Trasmette ipotesi ipotesi Organo controllo interno stipula Informa su trattativa quantificazione costi Autorizzazione Sottoscrizione Certificazione positiva trattativa Organo di governo

45 LE DIRETTIVE Primo atto della procedura negoziale, di particolare rilievo per evidenziale le linee fondamentali di politica del personale che il datore di lavoro pubblico intende perseguire Spettano alla Giunta o altro analogo organo Le direttive, in modo particolare, devono indicare gli interventi ritenuti prioritari per la migliore realizzazione del programma di governo, delle scelte di bilancio e degli obiettivi del Peg. Le direttive forniscono indicazioni anche in ordine alla entità delle risorse disponibili sia stabili sia variabili e alla loro utilizzazione La quantificazione è di esclusivo interesse dellamministrazione, che vi provvede autonomamente, e non costituisce oggetto di contrattazione. LE DIRETTIVE SONO ASSENTI NELLA ESPERIENZA DEI CONTRATTI DECENTRATI

46 DELEGAZIONE PARTE PUBBLICA Lorgano di vertice (Giunta o …) nomina il Presidente e i componenti della delegazione pubblica RUOLO DETERMINANTE DEL PRESIDENTE (convocazione, conduzione delle trattative, sottoscrizione della ipotesi e del ccdi) Criterio della composizione tecnica della delegazione Legittima partecipazione dei Direttori generali e dei segretari comunali e provinciali SONO ESCLUSI SOGGETTI ESTERNI

47 Ruolo della delegazione di parte pubblica La delegazione di parte pubblica sostiene, nel confronto sindacale, gli obiettivi e le priorità definiti nelle direttive Ricerca, con correttezza, le mediazioni possibili, con il consenso dellorgano di direzione politica In particolare la delegazione può utilizzare le risorse finanziarie stabili e variabili individuate nei documenti di bilancio

48 DELEGAZIONE SINDACALE TUTTE le sigle sindacali firmatarie del CCNL (ultimo) hanno il diritto a partecipare alla trattativa Le sigle aggregate non hanno capacità autonoma E richiesto laccreditamento dei soggetti abilitati Tutte le sigle devono essere sempre convocate La prevista sottoscrizione è opportuno segnalarla nella relativa convocazione La RSU partecipa come soggetto unitario

49 SVOLGIMENTO TRATTATIVE Necessità di corrette convocazioni e di corretta conduzione del confronto Evitare riunioni privilegiate Problema dei tavoli separati Non occorre e non è utile la verbalizzazione delle riunioni Il miglior verbale è quello della sottoscrizione

50 CONVOCAZIONE RIUNIONI Le riunioni devo svolgersi, preferibilmente, al di fuori dellorario ordinario di lavoro nellente (art. 10, comma 7, CCNQ ) Se, necessariamente, dovessero coincidere con lorario di lavoro, dovrebbero essere utilizzati i permessi sindacali Potrebbero essere anche recuperate le ore non prestate Sono nulle le clausole dei contratti decentrati che equiparano le trattative (le relazioni sindacali) ad attività lavorativa (aumento numero dei permessi)

51 FASE DI AVVIO TRATTATIVE La parte datoriale illustra, con correttezza, la composizione e le caratteristiche delle risorse disponibili Necessaria distinzione tra risorse stabili e risorse variabili (progressioni orizzontali solo con risorse stabili)

52 Accordo sulla parte economica Potrebbe essere utile un accordo iniziale sulla distribuzione delle risorse per le varie finalità di finanziamento (per controllare la spesa e per semplificare il confronto) Le parti avrebbero una maggiore percezione dei limiti che derivano necessariamente dalla scarsa disponibilità di risorse stabili e variabili

53 CONTENUTI DI MERITO DELLE TRATTATIVE La parte pubblica definisce una sua strategia, che il presidente realizza, anche mediante la predisposizione di una propria piattaforma Compito della delegazione pubblica è la soddisfazione degli interessi datoriali e non la semplice discussione dei contenuti della sola piattaforma sindacale Diversi e contrapposti sono gli interessi delle parti negoziali Il documento datoriale viene offerto ai sindacati per successive approssimazioni, secondo lavanzamento delle trattative Periodicamente il presidente informa la …. Giunta, sugli aspetti più problematici o conflittuali, o in vista della conclusione del negoziato

54 SOTTOSCRIZIONE IPOTESI DI ACCORDO DECENTRATO A conclusione delle trattative, viene sottoscritta una ipotesi di contratto decentrato integrativo. Per la delegazione di parte pubblica, la firma è apposta dal presidente. Per la parte sindacale, firmano: la RSU (soggetto unitario) e le organizzazioni sindacali territoriali. Non ci sono regole, per il livello decentrato, che impongano un numero minimo di firme o di percentuali di rappresentatività da parte dei sindacati. Tutti i soggetti sindacali devono essere convocati per la firma Non necessariamente tutti devono anche firmare. Il contratto può essere ritenuto valido dal datore di lavoro anche se firmato da una minoranza sindacale. Si tratta della regola del maggior consenso Occorre, a tal fine, valutare la portata dei rischi per il datore di lavoro I soggetti dissenzienti sulla ipotesi potrebbero sempre firmare il ccdi

55 COMPATIBILITA ONERI FINANZIARI LIPOTESI DI ACCORDO E INVIATA AL COLLEGIO DEI REVISORI CON ALLEGATA RELAZIONE TECNICO- FINANZIARIA Il documento è, NELLA PRASSI, inesistente o del tutto inutile perché privo di contenuti significativi I revisori non esercitano anche un controllo di merito sulle scelte (che spetta alla Giunta) Se il parere è negativo, occorre ritornare al tavolo negoziale per eliminare gli oneri contestati Il parere positivo è necessario, salva scadenza dei termini

56 RELAZIONE TECNICO-FINANZIARIA La relazione tecnico finanziaria dovrebbe contenere: a)La illustrazione delle direttive ricevute b)La illustrazione delle regole concordate c)La coerenza delle regole con le direttive d)La illustrazione e quantificazione delle risorse disponibili (stabili e variabili) e)La dimostrazione che gli oneri del ccdi sono contenuti nellambito delle risorse

57 CONTROLLO ORGANO DI VERTICE E il vero controllo di merito sulle scelte negoziali …. e sulla coerenza con le direttive Se la verifica è positiva, la ….. Giunta autorizza il presidente alla sottoscrizione definitiva del ccdi La Giunta non approva e non recepisce laccordo decentrato, come atto definitivo di conclusione del percorso negoziale Se la Giunta non condivide lipotesi di accordo ……. restituisce gli atti al presidente per un supplemento di trattativa SCONFESSIONE DEL RELATIVO OPERATO!!

58 SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA Il presidente riconvoca tutta le delegazione sindacale, anche gli eventuali non firmatari della ipotesi Viene sottoscritto il verbale di stipula del contratto decentrato integrativo Le sigle sindacali non firmatarie, potrebbero aderire in un secondo momento Dalla sottoscrizione il ccdi è efficace LA SEMPLICE APPROVAZIONE DA PARTE DELLA ….. GIUNTA E DEL TUTTO INUTILE IN QUESTO CASO IL CCDI E INESISTENTE

59 MANCATA SOTTOSCRIZIONE La assenza di una soluzione concordata, non consente la formale sottoscrizione di un accordo decentrato Per le parti normativa, il datore di lavoro pubblico riacquisisce lautonomo potere decisionale Per gli aspetti relativi al trattamento economico, non sussiste alcuna regolazione al di fuori del ccdi

60 Segue: mancata sottoscrizione In assenza del nuovo ccdi, lente deve verificare la sussistenza di regole previste nel previgente ccdi, ancora applicabili Purchè tali clausole non fossero espressamente limitate nel tempo o non risultassero in contrasto con la successiva disciplina del ccnl Si rafforza la utilità di un ccdi non a tempo!

61 Segue: mancata sottoscrizione E sicuramente difficoltoso ipotizzare una destinazione di risorse alle progressioni orizzontali Può essere più semplice lutilizzo delle risorse destinate al turno, alla reperibilità, al rischio, ecc. E impossibile applicare le nuove disposizioni introdotte dal ccnl (indennità di 300, nuovi importi della indennità di responsabilità)

62 Segue: mancata sottoscrizione Leventuale impedimento o ritardo nella applicazione di istituti contrattuali importanti, che potrebbe derivare dalla mancata sottoscrizione, può essere utilizzato dallente come forma di pressione sulla delegazione sindacale Il ritardo nella attribuzione di benefici economici, infatti, si traduce, di fatto, in un danno per i lavoratori interessati

63 LARAN sottoscrive il contratto nazionale solo se le oo.ss. firmatarie rappresentano nel loro complesso almeno il 51% (come media tra dato associativo e dato elettorale) dei dipendenti del comparto o dellarea ovvero almeno il 60% del dato elettorale nel medesimo ambito. Validità della sottoscrizione dei contratti nazionali - CCNL

64 Come si coordinano RSU e sindacato territoriale sul versante della contrattazione a livello decentrato? Protocollo del la legittimazione a negoziare al secondo livello le materie oggetto di rinvio da parte del ccnl, è riconosciuta alle rsu ed alle organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori aderenti alle organizzazioni stipulanti il medesimo ccnl, secondo modalità determinate dal ccnl

65 D.Lgs.165/2001 (art. 42, co. 7) I contratti collettivi che disciplinano la RSU possono prevedere che, ai fini dellesercizio della contrattazione collettiva integrativa, la rsu sia integrata da rappresentanti delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto. Accordo quadro ( ) Nella contrattazione collettiva integrativa, i poteri e le competenze contrattuali vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL di comparto; Le decisioni relative allattività negoziale sono assunte dalle RSU e dai rappresentanti delle associazioni sindacali firmatarie del relativo CCNL in base a criteri previsti nei contratti collettivi nazionali di comparto.

66 Su una eventuale maggioranza … cosa dicono il ccnl del comparto Regioni –Autonomie Locali e i CCNL degli altri comparti? Non si esprimono

67 Cosa dice la giurisprudenza? Tribunale di Roma Non esistono norme regolatrici circa i soggetti necessari alla stipula sottoscrizione del contratto collettivo decentrato integrativo.

68 Segue Tribunale Roma il CCNL Autonomie Locali (e in linea con lo stesso, laccordo quadro del sulla costituzione delle RSU) espressamente prevede soltanto che nella contrattazione collettiva integrativa i poteri e le decisioni contrattuali vengono esercitati (con pari poteri) dalle RSU e dai rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL..

69 Segue Tribunale Roma Da ciò consegue che non esiste la necessità della sottoscrizione da parte della RSU e non vige neanche il principio che le decisioni negoziali in sede decentrata siano prese a maggioranza ….appare legittima la stipulazione che avvenga con ricerca del massimo consenso possibile..

70 OO SS territoriali La contrattazione decentrata integrativa a livello territoriale Più E N T I Può interessare enti territorialmente contigui con un numero di dipendenti in servizio non superiore a 30. Per le Camere di commercio si prescinde dal dato quantitativo Lambito territoriale non è predefinito È un livello contrattuale esclusivo del comparto Regioni Autonomie Locali E destinata a soddisfare le esigenze degli enti di ridotte dimensioni organizzative

71 OO SS Firmatarie CCNL La contrattazione decentrata integrativa a livello territoriale Più E N T I Perché questa contrattazione possa svolgersi occorre che vengano stipulati preventivamente appositi protocolli da OO.SS. firmatarie del ccnl, ed enti interessati Liniziativa può essere assunta dalle associazioni nazionali rappresentative degli enti o da ciascuno dei soggetti titolari della negoziazione decentrata

72 A tali protocolli possono aderire gli enti interessati e i relativi soggetti sindacali RSU OO SS Territoriali La contrattazione decentrata integrativa a livello territoriale Più E N T I I protocolli devono precisare: - la composizione di entrambe le delegazioni trattanti; - la procedura per lautorizzazione alla sottoscrizione del contratto decentrato integrativo territoriale, ivi compreso il controllo sulle compatibilità dei costi con i vincoli di bilancio; -i necessari adeguamenti per consentire alle rappresentanze sindacali la fruizione delle tutele e dei permessi.

73 I rappresentanti degli enti aderenti ai protocolli, quali datori di lavoro, devono definire, in apposita intesa, alcuni aspetti di loro esclusivo interesse: - le modalità di formulazione degli atti di indirizzo; - le materie, tra quelle proprie della contrattazione integrativa, che si intendono affidare al livello territoriale; - le modalità di finanziamento dei relativi oneri da parte di ciascun ente; - le modalità organizzative ed il soggetto istituzionale incaricato dei relativi adempimenti. La contrattazione decentrata integrativa a livello territoriale

74 INTERPRETAZIONE AUTENTICA anche delle clausole di contratti decentrati Lamministrazione del contratto? (art. 9 del CCNL del Comparto Regioni – Autonomie Locali del ) segue le medesime procedure della contrattazione Presuppone linsorgenza di controversie che abbiano carattere di generalità Si conclude con un accordo che impegna reciprocamente le parti Laccordo sostituisce la clausola sin dallinizio Coinvolge tutte le parti che hanno sottoscritto il contratto Può essere attivata da una delle parti; lARAN si attiva autonomamente o su richiesta del Com. settore.

75 La negoziazione come luogo nel quale il management deve esaltare la propria responsabilità e non come luogo da utilizzare per ridurla e condividerla con le OO.SS. ….. La negoziazione collettiva come risorsa da utilizzare per una gestione più efficiente del personale e come strumento sul cui utilizzo il management ha il diritto dovere di influire Il consenso è certamente necessario per una gestione più efficiente; talvolta, tuttavia, a tal fine può essere utile investire in conflitto …………..

76 Questioni applicative (1) Solo le OO.SS rappresentative hanno il diritto di fruire delle prerogative sindacali (indire le assemblee, fruire dei locali dei permessi dei distacchi delle aspettative, partecipare alle trattative o alla concertazione, fruire della informazione ….) Le iniziative di sciopero possono essere assunte da tutti i sindacati, anche non rappresentativi Ai distaccati sindacali non spettano i buoni pasto Il periodo di distacco sindacale non è utile per la maturazione delle ferie Decadenza della RSU. Nuove elezioni. Possibilità di continuare le relazioni con i soggetti ancora in carica Disdetta della iscrizione al Sindacato da parte di un membro delle RSU: il CCNQ non prevede discipline specifiche; spetta eventualmente alla sola RSU assumere autonome iniziative

77 Questioni applicative (2) Come si esprime la RSU e come sottoscrive il contratto Richiesta di tavoli separati (contestualità, separazione della RSU) Divergenza tra RSU e sindacati firmatari ed eventualità che il contratto sia sottoscritto senza il consenso della RSU Chi fa valere / chi dichiara la nullità delle clausole eccedenti Ammissibilità a trattare di unorganizzazione sindacale firmataria che abbia perso la rappresentatività nel biennio successivo

78 Questioni applicative (3) Modalità di svolgimento delle riunioni sindacali (fuori orario di lavoro o a carico dei permessi sindacali, impossibilità di concedere ulteriori permessi retribuiti) Decisione assunta senza informazione preventiva o concertazione o consultazione (ove prescritte) Parità di ruolo delle diverse sigle e componenti nelle relazioni sindacali Avvio delle trattative anche in assenza di piattaforma

79 RIFLESSIONI E SUGGERIMENTI PER LA GESTIONE DELLA CONTRATTAZIONE

80 Il confronto con il privato E obbligatoria Si svolge esclusivamente sulle materie del CCNL Conta su risorse certe e predefinite Cè un diritto al contratto integrativo Il potere unilaterale non potrebbe essere esercitato … E facoltativa ed eventuale Conosce un unico limite: il divieto di sovrapposizione Non ha risorse predefinite Non cè un diritto al contratto integrativo Ampio potere unilaterale del datore di lavoro PUBBLICO PRIVATO

81 La posta in gioco della contrattazione LA DEFINIZIONE DELLO SPAZIO NEGOZIALE cosa si contratta e cosa non si contratta LE RISORSE le risorse destinate alla contrattazione integrativa LA POLITICA DEL PERSONALE DELLENTE possibilità per lente di fare innovazione organizzativa e gestionale

82 La definizione dello spazio negoziale: secondo il CCNL MATERIE DI CONTRATTAZIONE POTERE UNILATERALE DEL DATORE DI LAVORO SPAZIO NEGOZIALE

83 ZONA GRIGIA MATERIE DI CONTRATTAZIONE POTERE UNILATERALE DEL DATORE DI LAVORO La definizione dello spazio negoziale: secondo il CCNL interpretato dalle parti

84 La definizione dello spazio negoziale: secondo i rapporti di forza reali MATERIE DI CONTRATTAZIONE SPAZIO NEGOZIALE POTERE UNILATERALE DEL DATORE DI LAVORO

85 La politica del personale partecipata MATERIE DI CONTRATTAZIONE SPAZIO NEGOZIALE Regole e criteri sistemi di gestione POTERE UNILATERALE DEL DATORE DI LAVORO Gestione dei sistemi nellambito di criteri DECISIONI PARTECIPATE

86 Il contratto invasivo (ovvero la co-gestione) MATERIE DI CONTRATTAZIONE SPAZIO NEGOZIALE POTERE UNILATERALE DEL DATTORE DI LAVORO Regole e criteri sistemi di gestione Gestione dei sistemi nellambito di criteri

87 Il contratto distributivo (ovvero la rinuncia a gestire il personale) MATERIE DI CONTRATTAZIONE SPAZIO NEGOZIALE POTERE UNILATERALE DEL DATORE DI LAVORO Regole per distribuire le risorse sulla base di automatismi Distribuzione delle risorse secondo gli automatismi contrattati

88 Le risorse destinate alla contrattazione integrativa BILANCIO ES Risorse storiche e stabili, secondo le regole del CCNL Risorse condizionate collegate a maggiori entrate o a risparmi; Risorse meramente eventuali collegate a investimenti organizzativi; Risorse derivanti da art. 43 sponsorizzazioni, ecc.. (risorse dal mercato, unico caso)

89 Le risorse destinate alla contrattazione integrativa BILANCIO ES FONDO UNICO DI ENTE Parte fissa e ricorrente Parte variabile

90 UTILIZZO delle risorse destinate alla contrattazione integrativa BILANCIO ES INCENTIVAZIONE PROGRESSIONI E SVILUPPI ECONOMICI POSIZIONI ORGANIZZATIVE DISAGIO, RISCHIO, TURNI, REPERIBILITA...

91 La contrattazione delle risorse BILANCIO ES INCENTIVAZIONE PROGRESSIONI E SVILUPPI ECONOMICI POSIZIONI ORGANIZZATIVE DISAGIO, RISCHIO, TURNI, REPERIBILITA... CONTRATTAZIONE

92 La contrattazione delle risorse (quando aumenta lo spazio negoziale) BILANCIO ES INCENTIVAZIONE PROGRESSIONI E SVILUPPI ECONOMICI POSIZIONI ORGANIZZATIVE DISAGIO, RISCHIO, TURNI, REPERIBILITA... CONTRATTAZIONE

93 Le risorse destinate alla contrattazione integrativa BILANCIO ES FONDO UNICO DI ENTE Quota stabile Quota variabile

94 La contrattazione delle risorse BILANCIO ES PRODUTTIVITA individuale e collettiva PROGRESSIONI ECONOMICHE orizzontali DISAGIO, RISCHIO, TURNI, REPERIBILITA... CONTRATTAZIONE PARTICOLARI RESPONSABILITÀ

95 La contrattazione delle risorse (quando aumenta lo spazio negoziale) BILANCIO ES PRODUTTIVITA non selettiva o a pioggia PROGRESSIONI ECONOMICHE per tutti PARTICOLARI RESPONSABILITA formali DISAGIO, RISCHIO, TURNI, REPERIBILITÀ POSIZIONI ORGANIZZATIVE!! CONTRATTAZIONE INDENNITÀ E COMPENSI AGGIUNTIVI

96 INCENTIVAZIONE CARRIERE VALUTAZIONE ORGANIZZAZIONE FORMAZIONE PROGRAMMAZIONE INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA NEGOZIATO POTERI GESTIONALI Linnovazione organizzativa tra negoziato e poteri gestionali

97 Gli esiti del negoziato SI PERDE SU TUTTO SI VINCE SU TUTTO +Spazio negoziale -Innovazione organizzativa +Risorse -Spazio negoziale +Innovazione organizzativa -Risorse

98 Tendenze preoccupanti osservate nella contrattazione integrativa Tendenza da parte del sindacato a considerare il CCNL come la base di partenza per le proprie conquiste; si cerca di ottenere a livello locale ciò che non è stato possibile ottenere a livello nazionale Tendenza da parte delle amministrazioni a cedere senza contropartite

99 Gli approcci alla contrattazione AMMINISTRATIVO Interessano solo le implicazioni formali PRAGMATICO Si creano le condizioni per assumere nel futuro un atteggiamento evoluto GESTIONALE Corretta gestione e padronanza dei sistemi di gestione

100 Gli esiti della contrattazione CONTRATTO DISTRIBUTIVO Pochissimi spazi per la gestione. Dominano gli automatismi retributivi. Soddisfazione dei micro-interessi corporativi CONTRATTO INVASIVO Contratto con molte invasioni di campo. Aumenta a dismisura lo spazio negoziale CONTRATTO ORGANIZZATIVO La contrattazione come risorsa organizzativa

101 CONTENUTI NORMATIVI CRITICI DEI CONTRATTI INTEGRATIVI Ridisciplina e ampliamento delle relazioni sindacali Progressioni orizzontali e verticali senza contenuti selettivi Aumento dei permessi sindacali per trattative Produttività mensilizzata e con indicatori o parametri automatici Trattazione di materie già definite dal CCNL Trattazione di materie escluse

102 ALTRI CONTENUTI ECONOMICI CRITICI dei contratti integrativi Consolidamento delle risorse integrative, senza alcuna giustificazione Integrazione senza motivazione delle risorse variabili (investimenti sulla organizzazione) Finanziamenti aggiuntivi, per spirito di liberalità

103 CONSEGUENZE DELLE CRITICITA Si tende ad enfatizzare sia il ruolo che i contenuti dei contratti integrativi e della concertazione le difficoltà di gestione hanno favorito la ricerca del consenso sindacale anche su aspetti di preminente interesse organizzativo la sede negoziale decentrata ha assunto un carattere sostitutivo delle responsabilità dirigenziali è stato troppo spesso mortificato il ruolo e la competenza della dirigenza, stabiliti per legge.

104 CONCLUSIONE EQUILIBRATA DEL NEGOZIATO Non si deve vincere su tutto né perdere su tutto Il negoziato deve essere concluso con intelligenti soluzioni che consentano ad entrambe le parti di essere soddisfatte delle soluzioni concordate La mediazione finale deve essere di alto profilo, idonea a tutelare con equilibrio le legittime attese economiche del personale e le altrettanto legittime attese di miglioramento dei servizi istituzionali

105 PROCEDIMENTO PER LA DETERMINAZIONE DELLE RISORSE DECENTRATE

106 Quantificazione delle risorse stabili e variabili Le risorse per i rinnovi contrattuali devono essere espressamente previste in bilancio (art. 48 d.lgs. 165) Le risorse decentrate stabili sono quantificate automaticamente e obbligatoriamente, sulla base della certificazione del responsabile della ragioneria ….. Le risorse decentrate variabili richiedono un esplicito consenso formale del Consiglio …. sia per la quantificazione sia per la utilizzazione A tal fine si terrà conto del programma di miglioramento dei servizi elaborato dalla Giunta e allegato al bilancio

107 Risorse decentrate e …. relazioni sindacali La quantificazione delle risorse non è spetta alla contrattazione decentrata E un obbligo a carico dei singoli enti che vi provvedono in modo autonomo e responsabile nel rispetto dei vincoli legali e contrattuali Gli importi devono essere inseriti in bilancio E giustificata la pretesa del sindacato di essere correttamente informato sulle modalità di determinazione delle singole voci di finanziamento

108 RISORSE DECENTRATE STABILI

109 RISORSE DECENTRATE Art. 31 ccnl 2004 CALCOLATE PER LANNO 2004 Dallanno 2004 le risorse destinate alla produttività e allo sviluppo professionale del personale (ex art. 15), ora denominate, risorse decentrate devono essere calcolate da ogni ente secondo la nuova disciplina che individua due tipologie di risorse: quelle aventi carattere di stabilità, di certezza e di continuità risorse stabili quelle con caratteristiche di eventualità e di variabilità risorse variabili Scelta motivata da esigenze di semplificazione e di controllo della spesa

110 Risorse decentrate stabili Art. 31, c.2, ccnl 2004 Ricomprendono quelle calcolate dagli enti nel 2003 con riferimento alle seguenti disposizioni: CCNL : art. 14, comma 4; art. 15, comma 1, lett. a, b, c, f, g, h, i, j, l, comma 5 per i soli effetti derivanti dallincremento degli organici e conseguenti assunzioni di personale; il comma 5 potrà avere applicazione anche per gli anni futuri; CCNL : art.4, commi 1 e 2 CCNL 2004, art. 32, comma 1 (0,62%), comma 2 (0,50%), comma 7 (0,20%) Questi valori sono annui a decorrere dal 2003

111 Esame disposizioni contrattuali su risorse stabili CCNL Art. 14, comma 4: riduzione 3% delle risorse del lavoro straordinario anno 1999; (IMPORTO annuale FISSO, NON RIVALUTABILE) Art. 15, lett. a) : gli importi (anno 1998) dei fondi ex art. 31 ccnl (è la voce più consistente); ricomprende: il fondo per la remunerazione di particolari condizioni di lavoro; il fondo per particolari responsabilità, il fondo per la qualità della prestazione individuale, il fondo per la produttività collettiva e dei servizi + risparmi part-time + quote straordinario relative a personale incaricato di PO

112 FONTI RISORSE STABILI: segue Lett. b): le risorse aggiuntive dellanno 1998 (max 0,5% monte salari ,65% del monte salari 1995) (art. 3 ccnl 1997) Lett. c): i risparmi di gestione dellanno 1998 (max 0,8% monte salari 1995) (art. 3 ccnl 1997)

113 FONTI RISORSE STABILI: segue Lett. f): I risparmi per disapplicazione di discipline incompatibili con ccnl (solo in presenza di norme legittime precedenti il ccnl , non confermate dal ccnl) Lett. g): risorse del LED (quelle destinate al relativo pagamento nellanno 1998) Lett. h): la indennità di L delle ottave qualifiche (o agli apicali dellente)

114 FONTI RISORSE STABILI: segue Lett. i): quota dei risparmi per riduzione di posti di dirigente, solo per le regioni Lett. j): limporto corrispondente allo 0,52% del monte salari 1997 (importo fisso, non soggetto a rivalutazione) Lett. l): le somme acquisite a seguito del trasferimento di personale per delega di funzioni dallo Stato o dalle Regioni (per le quote relative al salario accessorio) Comma 5: gli incrementi correlati agli aumenti di organico (rinvio alla successiva illustrazione)

115 Segue: FONTI RISORSE STABILI CCNL ; art. 4, commi 1 e 2: incremento 1,1% monte salari 1999 (importo fisso, non rivalutabile; vietato sommare 1,1%+1,1% …) nonché importi RIA e assegni personali non riassorbibili dei cessati a decorrere dalla data di cessazione (questa disciplina trova applicazione tutti gli anni, come regola sempre in vigore) CCNL : art. 32, commi 1, 2 (0,62% più 0,50% monte salari 2001: segue spiegazione)

116 Incrementi risorse decentrate: decorrenze e quantità (art. 32 ccnl 2004) A) Dal 2003 per un importo pari allo 0,62% del monte salari del 2001, esclusa la quota della dirigenza (comma 1) Questo incremento è obbligatorio e integra le risorse decentrate stabili di cui allart. 31, comma 2 Si conferma che il relativo importo deve essere calcolato su base annua anche per lanno 2003 Dal momento che non si è resa possibile la utilizzazione per la ritardata sottoscrizione del ccnl, limporto del 2003 si aggiunge, come una tantum, a quello ordinario del 2004

117 Incrementi risorse decentrate: decorrenze e quantità: segue B) Sempre dal 2003 gli enti incrementano le risorse decentrate stabili di un ulteriore importo pari allo 0,50% del monte salari 2001, se risultano in possesso delle seguenti condizioni (commi 2-5): Enti locali: spesa personale (tutte le spese compresi gli oneri riflessi) su entrate correnti, meno del 39% Camere commercio: spesa personale su entrate correnti, meno del 41% Regioni: spesa personale su spesa corrente, esclusa sanità, meno del 35% Per coerenza lanno deve essere il 2001, che rappresenta lanno di riferimento per tutto il rinnovo biennale Anche queste risorse sono calcolate come valore annuo anche per il 2003 e sono trasferite, come una tantum, sul 2004

118 Integrazione risorse: segue Gli altri enti del comparto: Ipab, enti regionali, Agenzia segretari, Autorità di bacino, Enti di sviluppo agricolo, ecc. potevano disporre un incremento fino allo 0,50%, (del monte salari dellanno 2001) ove fosse stata accertata la necessaria capacità di spesa (comma 6) In questo caso lincremento era ipotetico e variabile; di conseguenza poteva integrare solo le risorse decentrate variabili Questa ipotesi non è più praticabile dal 2006, dopo il CCNL (dichiarazione n.1)

119 Integrazione risorse: 0,20%, segue Altro incremento: Altro incremento: tutti gli enti, nel rispetto dei requisiti prescritti per lo 0,50%, incrementano le risorse decentrate di un importo pari allo 0,20% del monte salari 2001, esclusa dirigenza (comma 7) Questo specifico finanziamento è destinato a retribuire gli incarichi per le alte professionalità Gli enti locali, le regioni, le camere di commercio dovranno essere in possesso degli indicatori già illustrati Gli altri enti del comparto verificheranno le condizioni di bilancio Lincremento dello 0,20% integra le risorse già disponibili per la retribuzione di posizione e di risultato (art. 10, comma 5) Negli enti con dirigenza, confluisce nel fondo di P.O. Negli altri enti aumenta il finanziamento delle P.O. Gli enti locali dissestati o strutturalmente deficitari non possono disporre incrementi di risorse (0,50% e 0,20%)

120 Risorse decentrate stabili anno 2004: percorso corretto per il calcolo, per evitare ingiustificati incrementi degli oneri a carico dei bilancicalcolo, Limporto teorico calcolato per lanno 2003 deve essere decurtato dei seguenti valori: a) Le somme destinate a corrispondere gli incrementi per progressioni economiche e che, sino al 2003 compreso, avrebbero dovuto costituire il relativo fondo previsto dallart. 17, comma 2, lett. b), del ccnl (con esclusione degli incrementi a carico dei bilanci secondo i ccnl del 2001 e del 2004) b) Le somme destinate al pagamento della retribuzione di posizione e di risultato, negli enti con dirigenza, confluite anchesse nel relativo fondo ex art 17, lett. c) c) Le risorse usate per la prima riclassificazione del personale ( ) c) Le somme utilizzate per corrispondere lincremento della indennità per il personale educativo degli asili nido di cui allart. 31, comma 7, ccnl d) Le somme utilizzate per completare il finanziamento della indennità di comparto

121 Importo ancora spendibile nel 2004 Dal confronto tra: la somma teorica calcolata secondo le singole voci di finanziamento e le somme già utilizzate per il finanziamento di istituti stabili si ricava la somma netta effettivamente ancora spendibile nellanno 2004 come risorsa decentrata stabile

122 IMPORTANZA DEL CALCOLO PER LANNO 2004 Il calcolo corretto delle risorse stabili per lanno 2004 è molto importante Rappresenta il momento del passaggio dal precedente regime ex ccnl al nuovo modello ex ccnl Deve essere illustrato e documentato ogni singola voce di finanziamento, (sia in entrata che in uscita) dando conto della esattezza del calcolo e del relativo risultato UTILISSIMA A TAL FINE SARA LA RELAZIONE TECNICO FINANZIARIA ALLEGATA AL CCDI DELLANNO 2004

123 SITUAZIONE DELLE RISORSE STABILI DAL 2005 INCREMENTI Dal 2005 non occorre nuovamente procedere ad un ricalcolo analitico delle singole voci di finanziamento delle risorse stabili con successiva decurtazione degli importi già spesi E sufficiente, invece, ripartire dalla somma ancora spendibile nellanno 2004, ricavata seguendo il percorso già illustrato, sommando a questa gli importi riacquisiti a seguito di cessazioni (o di progressioni verticali) a titolo di progressione economica, indennità di comparto, ria e assegni ad personam

124 SITUAZIONE DELLE RISORSE STABILI DAL 2005 R I D U Z I O N I La somma teorica individuata secondo le precedenti indicazioni, deve essere naturalmente ridotta degli importi complessivamente destinati al pagamento di ulteriori progressioni economiche (rispetto a quelle del 2003) nellanno 2004 che peseranno per 13 mensilità sullanno 2005 A questo punto abbiamo individuato la somma complessiva che può essere ancora spesa nellanno 2005 per istituti stabili come le progressioni economiche o, eventualmente, per le PO negli enti con dirigenza

125 RIEPILOGO DEL PERCORSO E DEGLI ADEMPIMENTI PER IL CORRETTO CALCOLO DELLE RISORSE STABILI 1)Anno 2004: Calcolo di tutte le voci di finanziamento per lanno 2003 (risorse teoriche) 2)Decurtazione di tutte le somme già in pagamento per lanno 2003 per progressione economica, indennità di comparto, PO (enti con dirigenza), ecc. 3)Individuazione della somma realmente ancora spendibile nellanno 2004

126 RIEPILOGO: segue 4) Anno 2005: Decurtazione delle somme destinate nellanno 2004 allulteriore finanziamento della indennità di comparto, a progressioni e a PO 5) Incremento delle somme recuperate nellanno 2004 per progressioni, indennità di comparto, ria e assegni ad personam 6) Determinazione della somma ancora utilizzabile nellanno ) Nel 2006 si ripete lo stesso procedimento di sottrazione e di incremento del 2005 con gli altri incrementi previsti dal ccnl 2006

127 Incrementi RISORSE DECENTRATE STABILI degli enti locali (art. 4, c.1, ccnl 2006) dal ed a valere dal 2006 I SINGOLI ENTI incrementano le risorse stabili (art. 31, comma 2 ccnl 2004) con un valore pari allo 0,5% del monte salari 2003, SE IL RAPPORTO SPESE PERSONALE E ENTRATE CORRENTI NON E SUPERIORE AL 39% Lincremento si stabilizza nel medesimo valore anche per gli anni successivi Il requisito deve essere accertato con riferimento al conto consuntivo dellanno 2005 Occorre una certificazione del responsabile finanziario Sono interessati tutti gli enti di cui al Dlgs. 267 del 2000

128 Incremento risorse stabili degli altri enti art. 4, c.4 e 5 ccnl 2006 CAMERE DI COMMERCIO: Lincremento, dallanno 2006, dello 0,5% del monte salari 2003, delle risorse decentrate stabili è consentito se il rapporto tra spese del personale ed entrate correnti è pari o inferiore al 39% REGIONI: Lincremento, dallanno 2006, dello 0,5% del monte salari 2003, delle risorse decentrate stabili è consentito se il rapporto tra spese del personale e spese correnti (senza spesa sanitaria) è pari o inferiore al 35% Lincremento si stabilizza negli anni successivi

129 Esempio pratico di calcolo delle risorse decentrate stabili Situazione calcolata al (secondo le regole del ccnl) I valori riferiti a : recupero progressioni, ria, assegni dei cessati nel 2003, comprendono le sole quote mensili successive alle cessazioni IMPORTO: euro Risorse anno 2003 da utilizzare nel 2004 Oneri da sottrarre: a)Pagamento tutte progressioni (per 2003 per i soli mesi dalla decorrenza) b) Indennità di comparto c) P.O. (ente con dirigenza) TOTALE Risultato: = somma spendibile nel 2004

130 Utilizzo risorse stabili e relativi oneri Nuove progressioni Completamento eventuale oneri annuali per progressioni 2003 non decorrenti da gennaio Indennità di comparto TOTALE Comportamenti anno 2004 Recuperi (progressioni economiche, ria, assegni, ind. comparto) anno 2004 per cessazioni a)completamento valore annuo per i cessati (disponibilità da gennaio) a)Nuove quote mensili per cessati in corso (disponibilità dal mese di cessazione)

131 Risorse stabili ancora disponibili anno Risorse utilizzate per progressioni anno Eventuale completamento oneri per progressioni 2003 effettuate con decorrenza in corso danno (es: da giugno) Risorse utilizzate per indennità comparto anno Completamento recuperi per cessati anno Nuovi recuperi per cessati anno 2004 (quote mensili) Situazione risorse stabili fine anno 2004 per 2005 Totale risorse stabili per anno

132 Utilizzo risorse stabili e relativi oneri: Nuove progressioni Completamento eventuale oneri annuali per progressioni 2004 non decorrenti da gennaio TOTALE Comportamenti anno 2005 Recuperi (progressioini, ria, assegni, comparto) anno 2005 per cessazioni: a)completamento valore annuo per i cessati (disponibilità da gennaio) a)Nuove quote mensili per cessati in corso (disponibilità dal mese di cessazione)

133 Risorse stabili ancora disponibili anno Risorse utilizzate per nuove progressioni anno Eventuale completamento oneri per progressioni 2004 effettuate con decorrenza in corso danno (es: da giugno) Completamento recuperi per cessati anno Nuovi recuperi per cessati anno Situazione risorse stabili fine anno 2005 per 2006 Totale risorse stabili per anno Integrate da quelle previste dallart. 4, commi 1, 4 e 5 del ccnl 2006 Nota: lente sta adottando una politica di spesa stabile, rivolta a conservare un certo equilibrio con i recuperi

134 Corte dei Conti Campania parere n. 3/2005 La corretta procedura di impegno e, quindi, di pagamento a valere sulle somme disponibili del fondo delle risorse decentrate, avrebbe comportato, secondo quanto previsto dal comma 3 dellart. 34, una corrispondente stabile riduzione del fondo stesso, con la decorrenza ivi prevista e con relativo adeguamento permanente della capienza dei capitoli di spesa per le retribuzioni. Il fatto che ciò non sia avvenuto non deve, tuttavia, far ritenere che leconomia risultate dal fondo a fine esercizio possa essere portata in aumento delle risorse da assegnare al fondo medesimo per lesercizio successivo …. Le predette risorse venendo così ad assumere ls definitiva connotazione di trattamento economico fondamentale (e non più di accessorio) mutano anche la relativa allocazione in bilancio, dovendo essere conteggiate a parte nellambito del capitolo destinato agli stipendi ed altri assegni fissi Caso: ente che ha pagato le progressioni a carico del bilancio, conservando le somme tra le risorse decentrate

135 Corte dei Conti: segue Ne consegue che non può esservi luogo alla applicazione dellart. 17, comma 5, sulla conservazione e riutilizzazione delle somme non spese nellesercizio di riferimento atteso che, seppure la somma accantonata sul fondo risulti formalmente non spesa, in realtà i maggiori compensi risultano comunque erogati. Va da sé che nella ricostituzione del fondo per lesercizio 2005, lentità dello stesso sarà ridotta nella misura corrispondente allimporto dei maggiori compensi gravanti sui capitoli di spesa per competenze fisse, considerando le relative economie come libere da vincoli di destinazione e, quindi, rientranti nel più in generale avanzo di amministrazione. … ritiene la Sezione di doversi astenere da qualunque giudizio in ordine ad eventuali responsabilità …..

136 Risorse decentrate stabili: utilizzazione Le risorse stabili sono utilizzate secondo gli accordi definiti in sede decentrata Saranno prioritariamente utilizzate per finanziare gli istituti che richiedono pagamenti stabili : progressioni orizzontali e PO (per gli enti con dirigenza) Eventuali residue disponibilità, di anno in anno, potranno essere destinate anche ad istituti tipici del salario accessorio Occorre tener presente che continui prelievi annuali produrranno, prima o poi, una contrazione sempre più consistente sino al completo prosciugamento; è indispensabile una accorta politica retributiva per conservare spazi di manovra efficaci

137 RISORSE DECENTRATE VARIABILI

138 Risorse decentrate variabili: calcolo Art. 31, comma 3, ccnl 2004 Ogni anno gli enti possono integrare le risorse decentrate con somme di carattere variabile, dando applicazione alle seguenti disposizioni contrattuali: CCNL : art. 15, comma 1, lett. d), e), k), m), n), comma 2, comma 4, comma 5 per gli effetti correlati al miglioramento e incremento dei servizi; il comma 5, come regola permanente, può avere applicazione anche negli anni successivi al CCNL CCNL : art. 54 CCNL : art. 4, commi 3 e 4 CCNL : art. 32, comma 6 (inefficace dal 2006) CCNL : art. 4, commi 2, 3, 4 (parte), 5 (parte) e 6 (applicazione limitata al solo anno 2006

139 Esame delle disposizioni su risorse variabili CCNL ; Art. 15, comma 1, lett. d): applicazione art. 43 legge 449/1997 Riguarda: sponsorizzazioni, servizi in convenzione e servizi a tariffa SPONSORIZZAZIONI: tutti i capitoli di spesa ordinaria possono essere oggetto di sponsorizzazione per la acquisizione a titolo gratuito di beni, servizi, attività. Una parte dei risparmi sui capitoli di spesa è destinata al salario accessorio del personale e dei dirigenti

140 CALCOLO RISORSE VARIABILI: segue Lett. e): economie da tempo parziale Lett. k): risorse da specifiche fonti legislative destinano espressamente ad incentivi in favore del personale (ICI, art. 18 legge 109, compensi ISTAT, sanatoria edilizia). E ESCLUSA LA UTILIZZAZIONE DEI PROVENTI DELLE CONTRAVVENZIONI EX ART. 208 C.S. Lett. m): risparmi annuali sullo straordinario (le somme non spese accertate a fine anno che tornano a finanziare lo straordinario lanno successivo) Lett. n): risorse aggiuntive per camere commercio

141 CALCOLO RISORSE VARIABILI: segue Commi 2 e 4: incremento sino all1,2% del monte salari dellanno 1997 previo accertamento equilibri di bilancio (limporto deve essere sempre calcolato con riferimento al monte salari 1997, vietato sommare 1,2%+1,2%, …) (occorre una specifica verifica delle condizioni di bilancio e di sopportabilità dellonere, con motivazione espressa) Comma 5: incrementi per investimenti su miglioramenti dei servizi (rinvio ai chiarimenti successivi) CCNL ; art. 4, commi 3 e 4: specificazione delle risorse recupero ICI e incentivi uffici finanziari (ora anche per condono edilizio) Art. 32, comma 6, CCNL 2004: incremento dello 0,50% per gli altri enti.(regola inefficace dal 2006, dichiarazione n. 1, ccnl 2006)

142 CALCOLO RISORSE VARIABILI: segue NON SONO CITATI dal ccnl 2004: lincremento del 2% (già disapplicato dal giugno 2001) le risorse ex art. 5, (parametri virtuosi) del ccnl del (disapplicato dal ccnl ) Eventuali somme previste per tali titoli nel 2003 non potevano essere confermate!

143 incremento enti locali risorse variabili ccnl 2006 I singoli enti locali incrementano le risorse variabili per lanno 2006, in aggiunta al previsto incremento stabile, nei limiti e alle seguenti condizioni: fino al massimo dello 0,3%, se il rapporto tra spese del personale ed entrate correnti varia dal 25% al 32% tra un minimo dello 0,3% e un massimo dello 0,7%, se detto rapporto è inferiore al 25% I comuni metropolitani incrementano le risorse variabili fino ad un massimo dello 0,7% del monte salari 2003 se in possesso del medesimo requisito richiesto per lincremento delle risorse stabili (39%) Lincremento delle risorse variabili è limitato al solo anno 2006; non è ripetibile negli anni successivi

144 Incremento risorse decentrate CAMERE DI COMMERCIO e REGIONI Camere di commercio: E consentito un ulteriore incremento delle risorse variabili (art. 4, c. 4 ccnl 2006) fino ad un massimo dello 0,3%, se la citata percentuale si colloca tra il 34% e il 26% dallo 0,3% allo 0,7%, se la percentuale è inferiore al 26% REGIONI: incrementano le risorse variabili fino ad un massimo dello 0,7% del monte salari 2003 se in possesso del medesimo requisito richiesto per lincremento delle risorse stabili (35%) (art. 4, c. 5 ccnl 2006) Lincremento è limitato al solo anno 2006

145 Incremento risorse decentrate negli altri enti (ccnl 2006) Dal 2006 (e solo per lanno 2006) incrementano le risorse variabili con un importo massimo dello 0,5% del monte salari 2003, ove nel bilancio sussista la relativa capacità di spesa (art. 4, c. 6, ccnl 2006) Si promette una disciplina specifica nel prossimo rinnovo normativo quadriennale Riguarda: Ipab, entri regionali, università agrarie, autorità di bacino …….

146 ART. 15, comma 5, ccnl 1999 INCREMENTI STABILI E possibile e lecito solo in presenza di due condizioni: a) aumento della dotazione organica b)assunzione di nuovi lavoratori sui nuovi posti Le nuove assunzioni su posti vacanti della previgente dotazione organica sono del tutto ininfluenti Certamente è ingiustificato un incremento di risorse stabili per presunti incrementi di organico dallanno 2002! (vincoli della legge finanziaria) La finanziaria 2005 prevede anche una riduzione dei posti e della spesa per il prossimo triennio

147 ART. 15, comma 5 INCREMENTI STABILI: segue Il personale acquisito per trasferimento o delega di funzioni dalla Stato o dalle Regioni, pur creando un effettivo incremento di organico, non giustifica un incremento di risorse decentrate stabili ex art. 15, comma 5 Detto personale, infatti, ha una propria dote di risorse che contribuiscono ad incrementare le risorse stabili ex art. 15, comma 1, lett. L); questa dote in genere è anche superiore alla media vigente nellente di destinazione! Ulteriori incrementi a carico del bilancio sarebbero illegittimi per una duplicazione di oneri relativamente alla medesima causale

148 ENTITA DEGLI INCREMENTI STABILI E ragionevole ipotizzare che lincremento delle risorse stabili, ove sia legittimo, in relazione allincremento di organico, debba essere calcolato in base al numero delle nuove assunzioni moltiplicato per il valore medio del salario accessorio del personale già in servizio Incrementi determinati liberamente dagli enti (in bilancio) sono del tutto illegittimi e privi di ogni giustificazione

149 ART. 15, comma 5 Incrementi variabili: condizioni Elaborazione di un programma di miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi istituzionali (annualmente) Riduzione dei tempi per la formalizzazione delle concessioni edilizie o altri adempimenti di rilievo (autorizzazioni in genere, contratti, convenzioni) Aumento delle iniziative di vigilanza nei cantieri o per altre attività istituzionali (trasporti, viabilità, manutenzione …..) Ampliamento dei servizi sociali: numero degli assistiti, visite domiciliari, contatti con gli utenti, avvio di nuove iniziative Ampliamento dei servizi di polizia municipale: aumento del numero delle verifiche, presenza sul territorio, vigilanza dei mercati, del commercio, …. Ampliamento dei servizi alla utenza sia nella durata che nelle prestazioni: biblioteca, anagrafe, personale, contabilità, ecc. Occorre preventivamente accertare lattuale livello medio delle prestazioni che si intendono migliorare e definire i nuovi standard

150 Percorso virtuoso per incremento risorse variabili Predisposizione, con il contributo di tutti i dirigenti, di un programma annuale di miglioramento dei servizi, con la specifica indicazione di obiettivi credibili, concreti e realizzabili Approvazione del programma da parte della Giunta che lo allega alla proposta di bilancio con la indicazione delle risorse aggiuntive ex art. 15, comma 5

151 Segue: percorso virtuoso Approvazione da parte del Consiglio della specifica proposta di finanziamento del programma di miglioramento Regolazione, in sede di contrattazione decentrata, dei criteri per la erogazione degli incentivi al personale interessato Verifica del conseguimento degli obiettivi Pagamento dei compensi in relazione allapporto individuale accertato dai dirigenti competenti

152 Quantificazione degli INCREMENTI DELLE RISORSE VARIABILI E ragionevole ipotizzare che limporto annuo vada determinato attraverso un raffronto tra il nuovo standard dei servizi e quello precedente o di partenza Se si immagina un incremento del 20% dei servizi, sembra corretto ipotizzare anche un 20% di incremento delle risorse E del tutto insensato prevedere incrementi del 50% o, in non pochi casi, superiori al 100% Comportamenti del genere sarebbero sicuramente censurati dai servizi ispettivi del Ministero delleconomia …. e non solo! Ricordiamo che stiamo utilizzando sempre risorse pubbliche

153 UTILIZZO DELLE RISORSE STABILI E VARIABILI

154 Utilizzo delle risorse decentrate Le risorse decentrate (tutte)…. sono finalizzate a promuovere effettivi e significativi miglioramenti nei livelli di efficienza e di efficacia degli enti …. e di qualità dei servizi istituzionali mediante la realizzazione di piani di attività anche pluriennali e di progetti strumentali e di risultato basati su sistemi di programmazione e di controllo quali- quantitativo dei risultati. (art. 17, comma 1, ccnl 1999)

155 FINALITA DELLA CONTRATTAZIONE DECENTRATA La disposizione contrattuale citata deve essere intesa come un vero e proprio vincolo in ordine ai contenuti della contrattazione decentrata che, nel loro insieme, devono tendere a soddisfare la prescritta finalità del miglioramento dei servizi mediante lo strumento della progettazione Eventuali difformità potrebbero essere sanzionate in sede di controllo

156 Destinazione delle risorse Primo compito del ccdi è quello di distribuire le risorse disponibili tra le diverse finalità di finanziamento Compito di grande rilevanza che richiede equilibrio e senso di responsabilità da parte delle due delegazioni trattanti Questa scelta può essere effettuata anche con ccdi annuali Può essere utile definire criteri di distribuzione utili anche per gli anni successivi, salvo nuovo ccdi

157 PRIMA IPOTESI DI UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE DECENTRATE erogare compensi diretti ad incentivare la produttività e il miglioramento dei servizi, attraverso la corresponsione di compensi correlati al merito e allimpegno di gruppo per centri di costo e/o individuale, in modo selettivo e secondo i risultati accertati dal sistema permanente di valutazione VINCOLO MERITOCRATICO MOLTO PRECISO, PER IMPEDIRE EROGAZIONI A PIOGGIA

158 COMPENSI PER PRODUTTIVITA Art. 24 ccnl 2004 Per la prima volta il ccnl introduce una definizione della produttività per tentare di favorire comportamenti più virtuosi da parte degli enti Definizione: effettivo incremento della produttività e di miglioramento quali-quantitativo dei servizi da intendersi, entrambi, come risultato aggiuntivo apprezzabile rispetto al risultato atteso dalla normale prestazione lavorativa I compensi per produttività devono essere giustificati da un concreto effetto positivo sul livello dei servizi erogati (apprezzato e quindi documentato) Per una corretta valutazione occorrerebbe definire preventivamente il livello standard della qualità e della quantità attesa ordinariamente per ogni servizio erogato

159 Compensi per produttività Art. 37 ccnl 2004 I compensi possono essere legittimamente erogati soltanto a conclusione del periodo previsto per la valutazione dei risultati Questa valutazione, di norma, è annuale; solo alla fine di ogni anno sembra corretto erogare il premio di produttività Non si possono escludere periodi temporali inferiori (semestre?) purchè correlato al conseguimento di un reale obiettivo in termini brevi. La furbizia che tenta di ipotizzare la esistenza di obiettivi mensili anche per un obiettivo finale annuale è un plateale raggiro a danno delle effettive esigenze istituzionali.

160 Compensi per produttività La valutazione del personale spetta esclusivamente ai dirigenti e non può essere prevista una diversa competenza neanche dalla contrattazione decentrata. E vietata la corresponsione di compensi per produttività sulla base di automatismi come: tipologia di orario, rientri pomeridiani, presenze o assenze, parametro retributivo, ecc.

161 Ancora: produttività Il ccnl ammette che possano esistere due distinte ipotesi di produttività: a)collettiva o di gruppo b)individuale In entrambi i casi occorre valutare: a)il risultato conseguito b)lapporto soggettivo nel conseguimento di detto risultato

162 PRODUTTIVITA COLLETTIVA O DI GRUPPO Il ccdi stabilisce la entità delle risorse destinate a tale finalità Può anche stabilire i parametri di riferimento per diversificare il valore del compenso massimo in base alla categoria di appartenenza Il ccdi può prescrivere che debbano essere preventivamente definiti gli obiettivi di gruppo o di settore, con gli strumenti di programmazione previsti nellente

163 Segue: produttività collettiva I compensi possono essere erogati a seguito dellaccertamento degli effettivi obiettivi o risultati conseguiti Il ccdi può prevedere i criteri o le percentuali minime cui correlare la parziale o totale erogazione dei compensi La determinazione del compenso dei singoli lavoratori deriva dalla valutazione dellapporto individuale da parte del dirigente competente

164 Produttività individuale Il ccnl ammette la produttività individuale anche come ipotesi autonoma e distinta da quella collettiva o di gruppo Spetta al ccdi stabilire le specifiche quote di finanziamento e i criteri di assegnazione ai centri di costo nonché i parametri di riferimento per la quantificazione dei compensi massimi anche per categoria NON OCCORRE NECESSARIAMENTE DISTINGUERE LA PRODUTTIVITA COLLETTIVA O DI GRUPPO DA QUELLA INDIVIDUALE

165 Segue: produttività, percorso Definizione degli obiettivi e dei risultati annuali per ogni centro di costo Assegnazione delle risorse per produttività ai singoli centri Assegnazione degli obiettivi specifici a ciascun dipendente o gruppo di dipendenti di pari profilo Verifica periodica Valutazione finale degli apporti individuali

166 SISTEMA PERMANENTE DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE Per una corretta valutazione del personale ogni ente deve adottare un proprio sistema permanente di valutazione delle prestazioni e dei risultati, previa concertazione con la delegazione sindacale ART. 6, del CCNL

167 Corte dei Conti e … produttività Campania: n. 79/01 del CASO: erogazione di un compenso di L per ogni ora di servizio per rientro pomeridiano il fondo in questione è a destinazione vincolata e lerogazione dei compensi è disciplinata rigorosamente da norme inderogabili La violazione di dette norme comporta ipso iure una lesione ingiusta a danno dellente La assoluta carenza di piani e progetti …. realizza non una mera illegittimità formale, ma sostanzia un illecito amministrativo-contabile produttivo di un danno ingiusto … …. Una illecita elargizione aggiuntiva e generalizzata che si atteggia quale mera, non consentita, liberalità … … nel comportamento dei convenuti sono in concreto individuabili quei precisi sintomi della colpa grave, quali la violazione di elementari norme di comportamento e linescusabile approssimazione nella cura di interessi istituzionali …

168 SECONDA DESTINAZIONE: PROGRESSIONE ORIZZONTALE Il ccdi stabilisce annualmente la quota di risorse da destinare al finanziamento di nuove progressioni Possono essere utilizzate solo le risorse stabili Il ccdi definisce gli eventuali criteri integrativi dellart. 4 del ccnl 1999 per la valutazione del personale I criteri devono essere selettivi e meritocratici Non possono essere disapplicate o modificate le regole molto precise contenute nel citato art. 4

169 Segue: progressione orizzontale Gli enti disciplinano … le procedure selettive per la progressione orizzontale … Le selezioni dovrebbero avere una cadenza annuale e decorrenza dal gennaio dellanno interessato Tutti i lavoratori in servizio in ogni categoria avrebbero titolo a partecipare alle selezioni Le graduatorie non sono aperte, le selezioni si rinnovano di anno in anno e hanno effetto sino ad esaurimento delle risorse assegnate dal ccdi

170 Contrattazione decentrata, progressione economica, GIURISPRUDENZA Tribunale Bologna, 6 maggio 2004 in materia di criteri per le progressioni economiche orizzontali dei dipendenti del comparto sanità, se è vero che laccordo aziendale può integrare, cioè aggiungere nuove condizioni o precisare meglio quelle già previste dallaccordo nazionale, del pari il contratto aziendale non può modificare in toto i criteri posti dal contratto nazionale, poiché ciò determina lillegittimità, per questa parte, del contratto integrativo aziendale e la arbitrarietà di escludere il passaggio alla fascia superiore sulla base di un criterio non conforme alla contrattazione nazionale (nel caso di specie il criterio dellanzianità maturata nellazienda è stato assunto come unico criterio alla fascia retributiva superiore, escludendo quindi lanzianità maturata in precedenti esperienze lavorative ed omettendo qualsiasi valutazione degli altri criteri indicati dal contratto nazionale

171 Terza destinazione: POSIZIONI ORGANIZZATIVE..gli enti preventivamente istituiscono le p.o... e ne definiscono il valore economico il cui ammontare totale corrisponde alla dotazione complessiva del fondo.. (art. 17, c.2, lett. C) Negli enti con dirigenza la costituzione del fondo per le PO non è oggetto di contrattazione LE RISORSE PER LE PO SONO INTEGRATE CON LO 0,20% DI CUI ALLART. 32 DEL CCNL 2004 Occorre naturalmente molta attenzione nella gestione delle relazioni sindacali

172 Segue: posizioni organizzative Gli incarichi di PO ricomprendono: a)la direzione di strutture organizzative b)particolari responsabilità di natura professionale (alta professionalità ex art. 10 ccnl 2004) c)particolari responsabilità di studio o ricerca (alta professionalità …..) Tutti gli incarichi di PO hanno la stessa valenza gerarchica

173 Segue: PO negli enti senza dirigenza Il finanziamento della retribuzione di posizione e risultato deriva, in parte, dalla utilizzazione della quota già fruita a titolo di salario accessorio, IN PARTE A CARICO DEL BILANCIO Tutte le PO (a, b, c) devono essere istituite come funzioni apicali secondo la disciplina del regolamento degli uffici e servizi

174 PO E RELAZIONI SINDACALI Sono oggetto di concertazione: a)i criteri generali per la graduazione economica b)i criteri generali per laffidamento degli incarichi c)i criteri generali per la valutazione periodica Non sono previsti interventi della contrattazione integrativa

175 Quarta destinazione: turno, rischio, reperibilità, maneggio valori, orario notturno, festivo e notturno-festivo Spetta al ccdi determinare la quantità delle risorse destinate a sostenere gli oneri dei diversi istituti Ogni centro di costo dovrebbe disporre di una quota predeterminata di risorse Ogni dirigente deve essere ritenuto responsabile della corretta gestione Deve essere controllata e impedita ogni azione che produca maggiori oneri Eventuali maggiori oneri dovrebbero essere a carico dei singoli dirigenti

176 TURNO E REPERIBILITA Spetta ai dirigenti competenti la adozione degli atti datoriali per la organizzazione dei servizi di turno e di quelli in reperibilità nel rispetto delle risorse annuali stabilite dal ccdi Turno e reperibilità, producono un onere rigido per le risorse decentrate; sono pur sempre utilizzazioni di tipo variabile e non stabile

177 CONDIZIONI DI RISCHIO Il ccdi individua le prestazioni di lavoro che comportano continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli per la salute e lintegrità personale (art. 37 ccnl 2000) Il compenso è determinato in 30 mensili, per il periodo di effettiva esposizione al rischio (art. 41 ccnl 2004) Devono essere esclusi tutti i periodi di assenza dal lavoro

178 Ancora: RISCHIO Devono essere prese in considerazione le condizioni e lambiente di lavoro Il rischio, pertanto, non può essere correlato automaticamente al possesso di un profilo Esempio: i profili dellarea di vigilanza non creano le condizioni di rischio; deve sempre aversi riguardo allambiente in cui opera il singolo lavoratore

179 Orario notturno, festivo … Gli oneri sono a carico delle risorse decentrate. Spetta sempre al ccdi stabilire gli importi annui disponibili per tali finalità Spetta ai dirigenti, come sempre, organizzare il lavoro in modo da rispettare i vincoli di spesa e per evitare responsabilità dirette

180 QUINTA destinazione: disagio Sono interessati i dipendenti delle categorie A, B, C Il ccdi deve individuare le specifiche condizioni di disagio che meritano la attribuzione dellindennità Spetta anche al ccdi stabilire limporto del compenso specifico

181 Ancora: DISAGIO Il ccdi deve tener presente che le condizioni di disagio hanno sicuramente una rilevanza inferiore al rischio Anche il relativo compenso non può non essere inferiore a 30 mensili (il disagio vale meno del rischio!) Come il rischio, anche il disagio dovrebbe essere compensato per il solo periodo di effettivo svolgimento delle prestazioni disagiate

182 Ancora: DISAGIO Anche il disagio, come il rischio, non può essere correlato al possesso di un certo profilo (non esiste un profilo disagiato!) Il profilo viene retribuito con il tabellare ed eventuali indennità professionali Deve farsi riferimento, invece, alle modalità di svolgimento delle prestazioni del lavoratore Esempi: orario di lavoro prestato in più periodi nellarco delle 24 ore (non il semplice rientro pomeridiano);

183 Sesta destinazione: compensi per specifiche responsabilità Sono interessati i lavoratori delle categorie B, C, D (art. 17, lett. F, ccnl 1999) Il compenso annuo lordo non può essere superiore a (art. 7 ccnl 2006) Il ccdi deve definire i criteri per la individuazione e la valorizzazione delle specifiche responsabilità Lo stesso ccdi deve anche indicare i parametri per la determinazione dei compensi effettivi ai singoli lavoratori

184 Responsabilità: contenuti Laffidamento di compiti di responsabilità è di competenza dei dirigenti Il ccdi non può violare questo vincolo con regole di dettaglio; non può indicare i soggetti titolari dei compensi! Il ccdi può correttamente fornire le indicazioni utili per i dirigenti nellaffidamento degli incarichi cui correlare i compensi

185 Responsabilità: compensi Il ccdi stabilisce la quota delle risorse decentrate che può essere destinata a compensare le responsabilità I valori del compenso dovrebbero essere crescenti dalla categoria B alla categoria D Può essere utile indicare, per ogni categoria, un valore minimo e uno massimo; favorisce la flessibilità

186 Settima destinazione: responsabilità ulteriori Sono interessati i lavoratori delle categorie B, C, D. (art. 17, lett. i) introdotto da ccnl 2004 ) Incarichi: ufficiale di stato civile e anagrafe, ufficiale elettorale, responsabile tributi, archivisti informatici, addetti uffici relazioni per il pubblico, formatori professionali, funzioni di ufficiale giudiziario dei messi notificatori, addetti servizi protezione civile

187 Segue: responsabilità ulteriori E previsto un compenso massimo annuo di 300 Primo compito del ccdi è quello di determinare la somma complessiva destinata a corrispondere tale specifico compenso Il ccdi definisce anche i criteri per la determinazione dei compensi effettivi, variabili per le tre categorie interessate

188 Segue: responsabilità particolari Il ccdi definisce i criteri per la individuazione dei compiti di particolare responsabilità che potrebbero essere compensati E certo che questa disciplina contrattuale ricomprende casistiche molto differenziate (alcune automatiche, come lufficiale di stato civile, e altre generiche, come le responsabilità degli addetti urp) che devono essere valutate con molto senso di equilibrio

189 Segue: responsabilità ulteriori Queste ipotesi di specifiche responsabilità possono essere opportunamente utilizzate per ridurre la pressione sulle altre responsabilità della lett. f) Per lo stesso titolo non possono essere erogati due compensi Principio generale di correttezza: compensi notevolmente diversi devono essere correlati necessariamente ad ipotesi di pagamento altrettanto profondamente diversi. COMPITO DELICATO PER LA CONTRATTAZIONE DECENTRATA; non sussiste un diritto al compenso dei lavoratori interessati

190 CUMULABILITA DEI COMPENSI IN GENERE e, in particolare di quelli delle lettere f) e i) dellart. 17 Principio generale: il singolo lavoratore può legittimamente cumulare più compensi o indennità accessorie Condizioni necessarie: le indennità o i compensi devono essere correlati a condizioni e motivazioni diverse Divieto: è certamente illegittimo corrispondere più di un compenso per la stessa fattispecie (esempio: turno e indennità di disagio!)

191 CONTRATTAZIONE CONCERTAZIONE

192 La concertazione E un particolare modello di relazioni sindacali finalizzato a consentire la partecipazione sindacale in materie o in scelte organizzative e gestionali di esclusiva competenza del datore di lavoro, ai fini delladozione di una decisione possibilmente condivisa. La decisione imprenditoriale si forma anche attraverso la considerazione - imposta dal controllo sindacale - degli interessi coinvolti dallesercizio del potere datoriale

193 Essa non ha carattere negoziale e non comporta, comunque, obblighi di codecisione a carico del datore di lavoro pubblico. La concertazione si concretizza in un obbligo di confronto, da attuarsi mediante appositi incontri entro un termine temporale prefissato, nel quale le parti verificano la possibilità di pervenire ad una posizione condivisa sulle questioni che ne formano oggetto.

194 Tribunale di LAquila decreto Listituto della concertazione non è …. uno strumento negoziale né tantomeno decisionale, realizzando, invece, unoccasione di confronto che serve a porre le basi per una decisione maggiormente partecipata e consapevole ma pur sempre unilaterale dellamministrazione Daltronde listituto si diversifica proprio per tale aspetto dalla contrattazione …. che coinvolge un processo effettivamente negoziale.

195 Nelle materie oggetto di concertazione, in ultima analisi, la decisione dellamministrazione non risulta in alcun modo sottoposta al previo (necessario) accordo delle organizzazioni sindacali, ma può essere unilateralmente adottata (dal datore di lavoro pubblico), avendo la procedura concertativa chiarito le motivazioni ad essa sottese. Tribunale di LAquila, dec

196 Tribunale di Cagliari decreto La concertazione è una forma di partecipazione sindacale per situazioni non riservate alla regolamentazione pattizia ma rientrano nei poteri organizzatori del datore di lavoro Essa è finalizzata a ricercare il consenso di tutte le parti interessate mediante lacquisizione preliminare della posizione anche della parte sindale

197 Pertanto, non si determina alcuna modifica delle posizioni soggettive: le materie di concertazione, a seguito dellespletamento della stessa, non diventano oggetto di regolamentazione pattizia, con diritti d obblighi reciproci ma rimangono sempre espressione del potere unilaterale del datore di lavoro e ciò sia nel caso in cui la scelta organizzativa sia concertata, sia nel caso in cui non sia possibile raggiungere la concordia sul suo contenuto e le scelte siano frutto dellautonoma decisione del datore di lavoro.

198 Non costituendo una forma negoziale, dalleventuale accordo non nasce alcun diritto, per la parte sindacale o altri, a pretenderne il rispetto pertanto, il mancato rispetto dellaccordo intervenuto in sede di concertazione non costituisce condotta antisindacale, ai sensi dellart.28 della L.300/1970; le conseguenze saranno le stesse di ogni altro inadempimento del datore di lavoro di qualsiasi criterio organizzatore generale dallo stesso adottato, da valutare alla stregua dei principi di buona e mala fede

199 La condotta antisindacale sindacale non può estendersi alla tutela di ogni interesse anche non qualficato o di mero fatto e non si estende alla credibilità ed allimmagine del sindacato che si assume leso per effetto della violazione dell accordo intervenuto in sede di concertazione.

200 Nelle materie ad riservate dal CCNL, la procedura di concertazione non può essere sostituita da altri modelli di relazioni sindacali (art.8, comma 1, del CCNL dell , come modificato dallart.6 dellipotesi di accordo del ). La concertazione si concretizza in un obbligo di confronto, da attuarsi mediante appositi incontri entro un termine temporale prefissato, nel quale le parti verificano la possibilità di pervenire ad una posizione condivisa sulle questioni che ne formano oggetto.

201 LA CONCERTAZIONE Trova la sua regolamentazione esclusivamente nella disciplina contrattuale (art.9 del D.Lgs.n.165/2001 ed art.8 CCNL 1/4/99, come sostituito dallart.6 del CCNL E preceduta dallinformazione Può essere attivata dai soggetti sindacali titolari della contrattazione decentrata integrativa Si svolge in appositi incontri che iniziano entro 4gg. dalla ricezione della richiesta Il confronto termina entro 30 giorni Si conclude con un verbale che riporta le posizioni delle parti nelle materie che sono state oggetto del confronto

202 Concertazione Si effettua sulle seguenti materie: La procedura concertativa, come modello di relazionale, si attiva su espressa richiesta dei soggetti sindacali a favore delle quali è prevista. AmministrazioneAmministrazione R S U O S territoriali

203 LE MATERIE demandate alla concertazione (art. 16 CCNL 31/3/99 e art. 8 CCNL 1/4/99) Criteri generali per: lo svolgimento delle selezioni per i passaggi tra qualifiche valutazione delle P.O. e relativa graduazione delle funzioni conferimento degli incarichi relativi alle P.O. e relativa valutazione periodica metodologia di valutazione delle prestazioni e dei risultati del personale individuazione delle risorse aggiuntiva per il finanziamento del fondo per la progressione economica di categoria individuazione dei nuovi profili professionali attuazione delle regole relative agli aggiornamenti e/o modificazioni dei fondi per la progressione e per la posizione/risultato segue...

204 LE MATERIE demandate alla concertazione Articolazione dellorario di servizio calendari delle attività delle istituzioni scolastiche e asili nido criteri per il passaggio dei dip. per effetto di trasferimento andamento dei processi occupazionali criteri generali per la mobilità interna segue...

205 LE MATERIE demandate alla concertazione (CCNL 14/9/2000) procedimento e criteri per trasformazione a tempo indeterminato dei contratti FL individuazione fabbisogni per i rapporti a T.D. criteri generali per il conferimento delle mansioni superiori numero dei dipendenti coordinati dal personale area vigilanza per il personale delle scuole riduzione orario attività didattica/integrativa modalità del calendario scolastico individuazione attività ulteriori rispetto al calendario scolastico

206 I soggetti della concertazione Per la parte sindacale sono: la RSU e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali di categoria firmatarie del CCNL (art.10, comma 2, ed art.8, comma 1, del CCNL dell , come modificato dal CCNL ). Per la parte datoriale : il soggetto o i soggetti espressamente individuati a tal fine dallorgano di governo dellente (art.8, comma 5, del CCNL dell , come modificato dal CCNL ). Viene in tal modo ulteriormente confermata la natura non negoziale della procedura concertativa.

207 Tempi e modalità della concertazione informazione Richiesta di concertazione entro Entro 4 gg. dal ricevimento della richiesta riunione durante la concertazione le parti si adeguano, nei loro comportamenti, ai principi di responsabilità, correttezza e trasparenza Durata max 30 gg. dalla data della richiesta chiusura redazione del verbale AmministrazioneAmministrazione R S U O S territoriali 10 giorni (5 in casi di urgenza) da

208 Confronto tra contrattazione e concertazione Ha contenuto negoziale Impegna giuridicamente le parti (crea obblighi e diritti) Chi contratta lo fa sulla base di un mandato formale Si conclude con un contratto E una forma di partecipazione non negoziale Impegna moralmente le parti Chi concerta non ha un mandato formale: quindi, deve essere credibile Si conclude con un verbale CONTRATTAZIONECONCERTAZIONE

209 La consultazione La consultazione è una procedura di partecipazione sindacale nellambito della quale il datore di lavoro pubblico, previa adeguata informazione, acquisisce, senza particolari formalità, il parere dei soggetti sindacali. La leggerezza di questo modello relazionale non esclude, nel caso di sua inosservanza, il ricorso allart.28 della legge n.300/1970

210 Linformazione Linformazione è un modello di partecipazione sindacale che si concretizza nel mettere a disposizione del sindacato, periodicamente o preventivamente, strumenti idonei a consentire allo stesso di formarsi di un orientamento preciso in presenza di scelte organizzative e gestionali del datore di lavoro, funzionale alla sua attività di controllo sociale ed alla predisposizione delle sue politiche rivendicative.

211 Linformazione Linformazione, nelle materie ad essa demandate, è preventiva o successiva con riferimento alle diverse ipotesi a tal fine espressamente individuate dal CCNL. Questo modello relazionale, spesso ma non necessariamente, pur conservando la sua autonomia funzionale e regolativa, è il prius necessario di altri e più impegnativi istituti di partecipazione sindacale.

212 INFORMAZIONE Linformazione Precede o segue ladozione degli atti E obbligatoria su tutti gli atti di valenza generale, anche di carattere finanziario, riguardanti il rapporto di lavoro, lorganizzazione degli uffici, la gestione complessiva delle risorse umane I destinatari sono i soggetti sindacali titolari della contrattazione integrativa Art. 7 CCNL 1/4/1999

213 Linformazione non è prevista alcuna particolare modalità formale (opportunamente in forma scritta soprattutto nei casi in cui è preventiva) deve essere sempre piena e completa soprattutto nei casi in cui è il presupposto della contrattazione o della concertazione si concretizza anche in periodici incontri con cadenza almeno annuale, su richiesta di una delle parti; sempre in caso di iniziative di riorganizzazione uffici, di iniziative tecnologiche,di processi di dismissioni, di esternalizzazione e di trasformazione dei servizi e delle attività Art. 7 CCNL 1/4/1999 INFORMAZIONE

214 BUONA FORTUNA !


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