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A.S. 2012/2013. Prima Guerra Mondiale Prima Guerra Mondiale Primo dopoguerra Comunismo sovietico Comunismo sovietico Fascismo Nazismo Razzismo Mito del.

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1 A.S. 2012/2013

2 Prima Guerra Mondiale Prima Guerra Mondiale Primo dopoguerra Comunismo sovietico Comunismo sovietico Fascismo Nazismo Razzismo Mito del progresso e della forza Razzismo Mito del progresso e della forza Seconda guerra mondiale Secondo dopoguerra Divisione del mondo In blocchi USA-URSS Divisione del mondo In blocchi USA-URSS Guerra fredda Guerre armate locali Guerre armate locali Pace mondiale a rischio e paura atomoca Distensione Giovanni Paolo II - Polonia di Solidarnosc Ronald Reagan – Michail Gorbacev Crisi e fine dellURSS e del mondo comunista Il novecento Nazionalismi irrisolti Nazionalismi irrisolti

3 TRIPLICE INTESA TRIPLICE INTESA TRIPLICE ALLEANZA TRIPLICE ALLEANZA GRAN BRETAGNA FRANCIA RUSSIA GERMANIA AUSTRIA ITALIA (esce) SCHIERAMENTI CAUSE GRANDE GUERRA GRANDE GUERRA SCONFITTI 4 IMPERI Germania – Austria – Impero Ottomano - Russia SCONFITTI 4 IMPERI Germania – Austria – Impero Ottomano - Russia VINCITORI ALLEATI Gran Bretagna – Francia – USA - Italia VINCITORI ALLEATI Gran Bretagna – Francia – USA - Italia Di massa Moderna e totale Di trincea LETTERATURA prima guerra mondiale CONSEGUENZE LITALIA ENTRA IN GUERRA TRATTATI DI PACE

4 CAUSE 1^ g.m. Attentato di Sarajevo Attentato di Sarajevo Spartizione imperialistica delle colonie Spartizione imperialistica delle colonie Corsa agli armamenti Corsa agli armamenti Nazionalismi Contrasti tra Stati Contrasti tra Stati Irredentismo Cause della GRANDE GUERRA Cause della GRANDE GUERRA

5 Irredentismo È un movimento politico generato da coloro che rivendicano la libertà di territori della patria sottoposti a quello che ritengono un dominio straniero. Così a Trento e Trieste gli irredentisti volevano lannessione allItalia; nei Balcani lirredentismo bosniaco si batteva perché le terre austriache abitate dai Serbi si riunissero alla Serbia; in Alsazia e Lorena, occupate dalla Germania nel 1870, gli irredentisti volevano riunirsi politicamente alla Francia.

6 Nazionalismi In tutti i paesi europei si era diffuso il nazionalismo, cioè laspirazione di uno stato-nazione al predominio su tutte le altre. Un tipo particolare di nazionalismo può essere considerato il panslavismo, che indica lideale unione di tutti i popoli slavi e ortodossi sotto la protezione della Russia.

7 Schema contrasti GERMANIA AUSTRIARUSSIA FRANCIA INGHILTERRAITALIA = paesi amici = paesi rivali ALLEANZE E RIVALITA IN EUROPA

8 Contrasti tra Stati LAustria e la Russia hanno le medesime mire espansionistiche verso i Balcani, dove lImpero Ottomano in disfacimento dà la possibilità di pensare a un nuovo assetto politico della zona. Per la Russia, il territorio dei Balcani e in particolare le coste che controllano gli Stretti sono di vitale importanza come sbocchi commerciali sul Mediterraneo. La Germania e lInghilterra sono forti rivali sul piano industriale e navale; la prima si mette in competizione con la seconda attraverso la politica estera coloniale. I grandiosi programmi di riarmo navale varati dalle due potenze alla fine dell800 sono concepiti luno in funzione della supremazia dellaltro. La Francia nutre propositi di rivincita nei confronti della Germania, che con la guerra del 1870 lha privata dellAlsazia e della Lorena. Italia e Austria, pur legate dalla Triplice Alleanza, sono in contrasto per i territori del Trentino e del Friuli-Venezia Giulia. Francia e Inghilterra, anche se strette dal patto dellIntesa, sono rivali nella gara coloniale in Africa.

9 Corsa agli armamenti La forte industrializzazione e lo sviluppo della tecnologia avevano permesso alle potenze europee di iniziare una gara pericolosa a procurarsi le armi più moderne, rafforzando esercito e marina da guerra per fronteggiare gli Stati rivali in una pace armata. Intrecciandosi alleanze (Triplice Intesa, Triplice Alleanza) si formano blocchi di potenze contrapposti tra loro.

10 Spartizione delle colonie Tra le grandi potenze (Inghilterra, Francia, Germania…) si scatenano forti rivalità per il possesso delle colonie, necessarie agli sbocchi commerciali delle industrie e allapprovvigionamento delle materie prime. In questa gara di vero e proprio accaparramento dei mercati coloniali e delle rotte commerciali entrano anche gli USA, che avevano lasciato la politica di isolazionismo, e il Giappone, che intendeva estendere la sua influenza in Asia ai danni della Russia.

11 Attentato Sarajevo Attentato di Sarajevo

12 Dichiarazione guerra Italia DICHIARAZIONE DI GUERRA DELLITALIA SOLDATI IN TRINCEA Il 26 aprile del 1915 venne stipulato il Patto di Londra, le sue clausole prevedevano che qualora lItalia fosse entrata in guerra a fianco dellIntesa, ed il conflitto si fosse risolto vittoriosamente, lItalia avrebbe ottenuto: il Trentino e il Tirolo fino al Brennero, Gorizia, Trieste e lIstria (esclusa Fiume), parte delle Dalmazia e le isole del Dodecaneso. Il 24 maggio 1915, lItalia dichiara guerra allAustria.

13 Grandi distruzioni

14 Vittime guerra NazioneUomini mobilitatiCadutiFeritiPrigionieri e dispersi Totale delle vittime Percentuale delle vittime rispetto ai mobilitati Russia ,3 Francia ,3 Impero britannico ,8 Italia ,1 Stati Uniti ,0 Giappone ,2 Romania ,4 Serbia ,8 Belgio ,9 Grecia ,7 Portogallo ,3 Montenegro ,0 Totale Intesa ,3 Germania ,9 Austria-Ungheria ,0 Turchia ,2 Bulgaria ,2 Totale Imperi centrali ,4 Totale complessivo ,6 VITTIME DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

15 Conseguenze 1^ G.M. Conseguenze prima G.M. Protagonismo femminile Le fratture sociali Le promesse deluse Crollo del commercio e degli investimenti esteri Linflazione I debiti di guerra e la pace punitiva imposta alla Germania Muta la carta dEuropa

16 Protagonismo femminile Allinterno delle famiglie si era avuta una trasformazione dei ruoli che aveva visto soprattutto un nuovo protagonismo femminile. Con i giovani e i capofamiglia al fronte, le donne si erano assunte rilevanti responsabilità, al di fuori del tradizionale controllo maschile. Nelle fabbriche avevano lavorato al posto degli uomini; si erano impegnate nel fronte interno come addette alla propaganda, come crocerossine negli ospedali, come componenti dei vari comitati civili. Nelle campagne, in Italia, le contadine si erano trovate a dover gestire, nellassenza del coniuge, il sussidio fornito dal governo. Nel dopoguerra la donna si trovava quindi ad aver sviluppato un nuovo senso di indipendenza e di autonomia.

17 Promesse deluse La grande massa dei reduci, dei mutilati, degli ex prigionieri di guerra, una volta rientrati in patria, dovettero affrontare una dura realtà, alle prese con la ricerca del lavoro e con il rincaro dei prezzi. Le promesse dei governi fatti ai soldati nel pieno della guerra, in primo luogo la terra ai contadini, vennero mantenute solo in parte, e questo contribuì a far nascere un sentimento di amarezza in chi aveva combattuto e sofferto.

18 Le fratture sociali La guerra contribuì anche a creare nuove fratture sociali. Durante il conflitto si erano arricchiti soprattutto i produttori di armi, i commercianti, i così detti nuovi ricchi. Nel dopoguerra molti ceti sociali si impoverirono, soprattutto tutti coloro che, avendo un reddito fisso, vennero colpiti dallinflazione. Si crearono così una serie di conflitti: fra consumatori e commercianti,fra mondo operaio e mondo contadino, fra vecchi e nuovi ricchi.

19 Crollo commercio Assai grave per leconomia fu linterruzione delle normali relazioni economiche tra gli Stati. Tra il 1913 e il 1923 la partecipazione europea al commercio internazionale scese dal 59% al 50%; il vecchio continente, costretto a dirottare risorse dagli impieghi consueti alla produzione militare, perse il controllo dei mercati esteri a tutto vantaggio degli Stati Uniti, del Giappone e delle economie emergenti di paesi come Argentina, Brasile, Canada e Australia. Anche i profitti derivanti dagli investimenti allestero crollarono: Francia e Inghilterra, per finanziare lacquisto di materiale bellico, furono costrette a cedere parte dei loro investimenti esteri, che scesero rispettivamente del 50% e del 15%; i capitali tedeschi investiti nei paesi belligeranti furono confiscati e in seguito trattenuti a titolo di riparazione.

20 Inflazione Un altro fattore di crisi delle economie nazionali e internazionali fu linflazione: per fronteggiare le spese militari e le perdite materiali, le nazioni coinvolte nella guerra dovettero ricorrere sia a ingenti prestiti, allargando a dismisura il debito pubblico, sia allemissione di cartamoneta. Questi provvedimenti determinarono un aumento dei prezzi: tra il 1914 e il 1918 salirono di tre volte in Inghilterra e in Italia, di cinque in Francia, di 15 in Germania, di oltre 20 volte in Bulgaria. Tali inflazione causò gravi difficoltà alle popolazioni incidendo sulla qualità della loro vita, mentre la grande disparità dei prezzi tra i diversi Stati rese ancora più difficile la ripresa del commercio internazionale. Benché landamento complessivo delle economie europee negli anni Venti non fosse troppo negativo, la situazione era comunque compromessa alla base.

21 I debiti di guerra Alla fine della guerra le nazioni europee vittoriose erano indebitate nei confronti degli Stati Uniti per 10 miliardi di dollari. Questi Paesi si aspettavano che i prestiti americani sarebbero stati cancellati alla fine del conflitto, ma il governo statunitense, pur acconsentendo ad una riduzione degli interessi e a una dilazione dei termini di pagamento, fu irremovibile: il denaro andava restituito. A questo punto Francia e Inghilterra imposero alla Germania il pagamento delle riparazioni di guerra, che furono quantificate nel 1921 in 32 miliardi di dollari, una cifra astronomica. Inoltre Francia e Inghilterra requisirono allo stato tedesco metalli preziosi, titoli, valute estere, merci, autocarri, navi, vagoni ferroviari, bestiame e carbone come acconto del loro credito. La possibilità della Germania di pagare le riparazioni dipendeva dalla sua capacità di esportare più di quanto importava, per ottenere la valuta estera o loro necessari ad effettuare i pagamenti. Le restrizioni economiche imposte dagli Alleati rendevano però impossibile per la Germania ricavare un surplus sufficiente per i pagamenti annuali. Nellestate del 1922 il valore del marco tedesco cominciò a crollare in maniera disastrosa e la valuta conobbe la più grande svalutazione della storia dellOccidente: nel 1923 il cambio ufficiale toccò i miliardi di marchi per un dollaro. Di conseguenza una forte spirale inflazionistica si diffuse in tutta lEuropa. Nel 1932 i debiti di guerra tedeschi furono cancellati, ma leconomia internazionale si trovava ormai in piena crisi.

22 Muta carta Europa Il mondo esce dalla guerra profondamente mutato: quattro imperi sono crollati: quello austro-ungarico, quello tedesco, quello russo e quello turco; nascono molte nuove nazioni

23 2^ guerra mondiale CAUSE LETTERARURA CONSEGUENZE Divisione del mondo In blocchi USA-URSS Divisione del mondo In blocchi USA-URSS Guerra fredda Guerre armate locali Guerre armate locali Pace mondiale a rischio e paura atomoca Distensione Giovanni Paolo II - Polonia di Solidarnosc Ronald Reagan – Michail Gorbacev Crisi e fine dellURSS e del mondo comunista

24 Cause EREDITA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE Lesito della prima guerra mondiale aveva scontentato, per motivi diversi, tre potenze: la Germania, principale nazione sconfitta, per le perdite territoriali e per le altre pesanti condizioni imposte dal trattato di Versaille; LItalia e il Giappone, che ritenevano insufficiente quanto ottenuto a seguito della vittoria conseguita. Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna avevano raggiunto i loro principali obiettivi: Washington la riduzione del potere militare della Germania; Parigi e Londra un ordine mondiale funzionale ai loro interessi coloniali ed europei. Ma proprio il mantenimento del nuovo quadro risultò subito problematico, dopo che gli Stati Uniti, per volere del presidente Wilson, avevano rifiutato di entrare nella Società delle Nazioni per ritirarsi in un nuovo isolamento. 2 GUERRA MONDIALE - Questa mappa concettuale e cronologica mostra in sintesi le tre tappe fondamentali, che hanno portato allo scoppio della guerra: Eredità della Prima guerra mondiale; i tentativi di pace duratura, i tre principali accordi che si svolsero durante gli anni 20 con il tentativo di assestare gli equilibri politico- militari nel continente; ed infine lavvento del totalitarismo nazionalismo-militaristico. TENTATIVI DI PACE DURATURA Conferenza di Washington ( ) le principali potenze navali concordarono di porre dei limiti ai potenziali delle rispettive marine militari. Accordi di Locarno (1925) stabilirono una serie di impegni a garanzia della frontiera franco-tedesca. Patto di Briand-Kellogg (1928 Parigi: 63 nazioni (con eccezione, tra le grandi potenze, dellUnione Sovietica) rinunciarono alla guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali. LAVVENTO DEL TOTALITARISMO, NAZIONALISMO- MILITARISTICO E DELLESPANSIONISMO Tuttavia se uno degli scopi dichiarati dai vincitori era stato di assicurare al mondo la democrazia, linadeguatezza dei risultati ottenuti emerse chiaramente dal fatto che negli anni Venti si assistette allavvento e al progressivo affermarsi di forme di totalitarismo nazionalista-militaristico, giudicate più efficaci della democrazia nelloperare il contenimento del comunismo, da più parti visto come lobiettivo politico prioritario in politica estera, e delle rivendicazioni sociali da parte delle sinistre in politica interna Nel 1922 Benito Mussolini costituiva in Italia il primo regime fascista; Adolf Hitler, Furer del Partito Nazionalsocialista tedesco, dieci anni dopo in Germania fondò il suo progetto di Grande Reich oltre che sul richiamo a teorie basate sullantisemitirmo e sul razzismo. Quanto al Giappone, pur non esistendovi formalmente un regime fascista, il ruolo svolto dalle forze armate nel governo civile del paese era preponderante e si ispirava alla volontà di rimettere in discussione gli equilibri internazionali sin lì definiti. Nel 1936, dopo aver annunciato il riarmo nazionale in violazione del trattato di pace di Versailles, Hitler occupò militarmente la Renania, sollevando solo una flebile protesta da parte di Londra e Parigi. Seguì un altro passaggio preparatorio allapplicazione del programma espansionistico, segnato dallintervento nella guerra civile spagnola ( ) al fianco dei ribelli franchisti e in collaborazione con il futuro alleato Mussolini, fondatore in quegli anni dellimpero coloniale italiano in Etiopia (Guerra dEtiopia). Tra il 1936 e il 1937 una serie di accordi tra Germania, Italia e Giappone formalizzò lo stabilirsi di un Asse Roma-Berlino-Tokyo che univa in alleanza i tre regimi forti della scena internazionale (Potenze dellAsse).

25 Situazione italiana all'avvento del fascismo Il biennio rosso ( ) L'ascesa del fascismo Fase legalitaria della dittatura ( ) La costruzione dello Stato totalitario ( ) L'Italia si presenta come: - un paese rinnovato nella struttura sociale ed economica, - uno stato colpito da una gravissima crisi sociale e politica. In seguito all'evoluzione dell'apparato industriale si rafforza il ceto imprenditoriale e il movimento operaio. Squilibrio sociale nel settore agricolo- industriale. Lo Stato liberale non riesce a far fronte alle trasformazioni in atto; il ceto medio assume posizioni ideologiche radicalizzate. Aumento del carico fiscale. La lotta politica è determinata dallo scontro di programmi antagonisti tra le forze di estrema destra e sinistra massimalista. Occupazione da parte di D'Annunzio della città di Fiume (12/9/1919) scioperi tumultuosi e occupazione delle terre. Espressione dell'opinione dei cattolici come gruppo politico (don Sturzo). Le elezioni politiche del '19 mostrano: netto declino dei liberali; crescita del partito di don Sturzo; enorme forza del partito socialista. Proteste nelle fabbriche e occupazione delle terre a causa della mancata riforma agraria. Assunzione di squadre punitive da parte degli imprenditori contro gli scioperanti. Presentazione del Movimento dei fasci di combattimento fondato da Mussolini. Il governo Nitti non riesce ad affrontare la grave crisi economica. Nuovi scioperi che portano all'occupazione delle fabbriche. Fondazione del Partito Comunista d'Italia (1921). Continui scontri tra operai scioperanti e squadre punitive (imprenditori, fascisti e forze dell'ordine). Crisi di governo e elezioni del '21. Il governo Bonomi non ottiene risultati e si apre una nuova crisi. Nascita del Partito Nazionale Fascista. Composizione dell'ultimo governo democratico, prima del fascismo, da parte di Facta Incapacità di contrastare i Fascisti Crisi di governo. Marcia su Roma il 28 ottobre '22 allo scopo di ottenere il governo. Il 31 ottobre Mussolini forma il nuovo governo. Consolidamento del fascismo al potere attraverso i canali istituzionali dello Stato liberale (non vengono infranti i diritti civili). Creazione del Gran Consiglio del Fascismo e nel '23 della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Fusione del Partito Fascista con quello Nazionalista. Azioni del governo che condurranno alla dittatura - dimissioni forzate dei ministri popolari; - avvicinamento al Vaticano; - nuova legge elettorale (legge Acerbo) il partito di maggioranza relativa ottiene i 2/3 dei seggi in Parlamento; - scioglimento della Camera e nuove elezioni (1924). Delitto Matteotti Mancanza di iniziative da parte di Vittorio Emanuele III. I deputati dell'opposizione decidono di non partecipare più ai lavori parlamentari istituzione dello Stato totalitario. Politica interna/economicaPolitica estera Il GCF si garantisce una base intellettuale (G. Gentile). Ruolo dei Presidente del Consiglio: - è responsabile solo davanti al re; il Parlamento non può determinare la sua caduta; - viene proposto insieme ai ministri dal GCF; - può sciogliere i partiti dell'opposizione. Azioni del governo: - leggi "fascistissime"; - creazioni di istituzioni come la scuola, l'università e Organismi paramilitari; - Patti Lateranensi con la Chiesa. Elezioni del 1929 Politica economica: - protezionismo; - clima di ripresa; - soppressione delle libertà sindacali (sciopero); -politica autarchica potenziamento della produzione italiana (battaglia del grano); - raggiungimento della Quota Novanta; - risanamento delle zone paludose Diminuzione delle esportazioni. Disastrosi effetti sulla bilancia commerciale. "Necessità" di un'espansione italiana nel Mediterraneo. Politica di riarmo e ricerca di nuovi sbocchi. Conquista dell'Etiopia e proclamazione dell'Impero Snazionalizzazione delle zone conquistate Mancanza di miglioramenti della vita sociale interna. Intervento a fianco della Germania nella guerra civile spagnola. Avvicinamento alla Germania (asse Roma-Berlino) e al nazismo (invasione dell'Albania nel '39). Fascismo

26 Forno crematorio Catasta di cadaveri di ebrei Orrori nazismo

27 GIUSEPPE UNGARETTI veglia soldati San Martino del Carso fratelli

28 Veglia Il poeta ha accanto un soldato morto, con le mani congelate e la bocca digrignante volta verso la luce della luna. Nonostante questa situazione penosa e terrificante, il poeta scrive una lettera damore, attaccato alla vita come non mai. Nella drammaticità della situazione, percepisce solo la propria volontà di vivere, che prevale su tutto. Anche questa consuetudine con la tragedia induce una riflessione sull'umanità/disumanità della situazione Veglia (Cima Quattro 23 dicembre 1915) Unintera nottata buttato vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio con la congestione delle sue mani penetrata nel mio silenzio ho scritto lettere piene damore Non sono mai stato tanto attaccato alla vita.

29 Bosco di Courton luglio 1918 Si sta come Dautunno Sugli alberi Le foglie. In questi brevi versi è espressa tutta la precarietà e l'attesa del soldato. La foglia sul ramo decimato, fragile e indebolita nel vento dautunno che la minaccia, attende, caduca, vulnerabile come il soldato, dopo una lunga stagione di guerra. Soldati

30 Valloncello dellalbero isolato il 27 agosto 1916 Di queste case Non è rimasto Che qualche Brandello di muro Di tanti Che mi corrispondevano Non è rimasto Neppure tanto Ma nel cuore Nessuna croce manca È il mio cuore Il paese più straziato In questa poesia il poeta esprime tutto il suo dolore per la perdita dei commilitoni e lo strazio per la rovina di cui è testimone. A ogni assenza, a ogni voragine procurata dai combattimenti, corrisponde una cicatrice indelebile nel suo cuore. San Martino del Carso

31 Mariano il 15 luglio 1916 Di che reggimento siete fratelli? Parola tremante nella notte Foglia appena nata Nell'aria spasimante involontaria rivolta dell'uomo presente alla sua fragilità Fratelli

32 Letteratura 2GM

33 S. QUASIMODO Alle fronde dei salici Uomo del mio tempo Ed è subito seraMilano agosto 1943

34 Alle fronde dei salici E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sullerba dura di ghiaccio al lamento dagnello dei fanciulli, allurlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.

35 ANALISI DEL TESTO La lirica fa parte della raccolta poetica Giorno dopo giorno pubblicata nel In essa si riecheggia il salmo 136 della bibbia, in cui gli ebrei lamentano lesilio in Babilonia: Sospenderemo ai salici le nostre cetre…come potremmo cantare in terra straniera?. La lirica, scritta alla fine dellinverno del 1944, si ispira ad un periodo particolarmente tragico della storia della seconda guerra mondiale, quello dell'occupazione tedesca del suolo italiano, e testimonia il momento civile della produzione di Quasimodo che, con il silenzio imposto alla sua poesia, esprime la propria solidarietà alle vittime delle rappresaglie e delle oppressioni e la propria condanna alle atrocità della guerra. Metro: endecasillabi sciolti. PARAFRASI E come potevamo noi, poeti, continuare a scrivere poesie durante l'oppressione tedesca, con i morti sparsi sui prati gelati nelle piazze, con il pianto innocente dei fanciulli, con l'urlo disperato delle madri che cercavano i figli uccisi e impiccati al palo del telegrafo? Per un voto di silenzio le nostre cetre erano appese ai rami dei salici, oscillavano inerti al triste vento della guerra. Alle fronde dei salici

36 Sei ancora quello della pietra e della fionda uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, - t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero gli animali che ti videro per la prima volta. E questo sangue odora come nel giorno quando il fratello disse all'altro fratello: - Andiamo ai campi - E quell'eco fredda, tenace, è giunta fino a te, dentro la tua giornata. Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite della terra, dimenticate i padri: le loro tombe affondano nella cenere, gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore. Uomo del mio tempo

37 Secoli e millenni di civiltà e di progresso non sono riusciti a mutare l'uomo e i suoi istinti brutali; egli è ancora simile all'uomo delle caverne: la stessa violenza insana ed omicida guida le sue azioni; ha solo inventato più efficaci e più rapidi strumenti di rovina e di morte. Il poeta, con un linguaggio accalorato e vibrante di immagini crude e realistiche, condanna duramente chi persiste ancora nella follia che ha disseminato la storia del mondo di guerra e di stragi; ma l'accorato invito ai giovani a dimenticare gli orrori dei loro padri per costruire un mondo nuovo su basi d'amore, è indice della sua fede nel futuro e in uomini migliori. L'uomo di oggi, dice l'autore, si è rivelato sempre il primitivo selvaggio e in tempi ipocritamente civili uccide dalla carlinga in volo, dal carro armato, formando un corpo solo con le macchine da guerra, uccide con la stessa aggressiva ferocia con cui i progenitori uccidevano nelle età remote per liberarsi dagli animali, scagliatisi contro a divorarli. Questo sangue di oggi è lo stesso sangue che spinse Caino omicida contro il fratello. Oh, desistete da tanta crudeltà, non seminate più il male, figli, - è l'appassionata invocazione che l'autore rivolge agli uomini chiamandoli col dolce nome di figli ; e amatevi, in nome di quella legge universale d'amore che Cristo ha dettato alle genti. Uomo del mio tempo commento Parafrasi Uomo del mio tempo, sei del tutto simile all'uomo passato, colui che cacciava con la fionda e con le pietre. Ti ho visto, eri nell'aeroplano, con le ali cariche di bombe, nel carro armato, al patibolo e alle ruote di tortura. Si eri tu, con il tuo credo perfetto, dedito allo sterminio, senza amore e senza Dio. Tu hai accuso ancora una volta, come fecero gli avi prima di noi. Il sangue è lo stesso, ha lo stesso sapore ed odore del sangue del tradimento di Caino e Abele, quando l'uno uccise l'altro nei campi. E quella frase di tradimento, "Andiamo nei campi", giunge fino a te, fino alla quotidianità della tua giornata. Dimenticate o fogli del nostro tempo, le battaglie, le guerre combattute dai nostri predecessori. Le loro tombe ormai sono abbandonate e disperse nella cenere dell'oblio, e gli uccelli neri ed il vento oscurano il loro cuore.

38 Ed è subito sera Ognuno sta solo sul cuore della Terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. Quasimodo dice che ciascuno di noi è tragicamente solo; la vita è come un raggio di sole che ci dà un filo di calore e di speranza ma nello stesso tempo ci ferisce, come una spada che, trapassandoci, ci tenga inchiodati alla terra. Tutto, però, finisce in un attimo, perché subito siamo portati via dalla morte. Sono presenti due metafore: Cuore della Terra: sulla Terra cè una speranza di vita Trafitto da una raggio di sole: la speranza di vita non cè più sulla Terra.

39 Milano agosto 1943 Invano cerchi tra la polvere povera mano, la città è morta. E' morta: s'è sentito l'ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l'usignolo è caduto dall'antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta

40 PRIMO LEVI Se questo è un uomo Il disgelo Si deve voler sopravvivere PRIMO LEVI

41 Se questo è un uomo Romanzo Scritto fra la fine del 1945 e linizio del 1947, quindi immediatamente a ridosso degli fatti narrati, è il resoconto minuzioso e asciutto, la cronaca sommessa e a volte volutamente dimessa, di unesperienza estrema: un anno trascorso da Primo Levi nel lager di Auschwitz, vittima e testimone della massima quota di orrore che il XX secolo abbia prodotto. Ed è un orrore che risalta in tutta la sua evidenza naturale, proprio per il fermo rifiuto da parte dellautore di ogni forma di amplificazione retorica, di ogni pur legittima finzione letteraria; un orrore nudo e crudo, e totalmente autentico: tanto più, perciò, terrorizzante, tanto più ineludibile e non esorcizzabile. È una testimonianza sulla condizione umana, sui suoi limiti e sulle sue insospettabili risorse, sulla sua capacità caparbia di concepire il bene e sulla fragilità delle sue difese di fronte alla suggestione del male: non è tanto il rapporto carnefice-vittima ciò che interessa a Levi (i carnefici compaiono raramente nel libro, lontani e assenti, rinchiusi in una dimensione quasi aliena), bensì quello che si crea fra vittima e vittima, nelle assurde gerarchie interne, nelle ingenue collusioni col potere e nelle altrettanto ingenue speranze di una sopravvivente umanità, nel dileggio degli anziani nei confronti delle reclute, o di alcuni gruppi etnici nei confronti di altri. Ed è nella lucida registrazione del terribile snaturamento cui tutti, nessuno escluso, vengono sottoposti nelluniverso del lager, il messaggio di più alta e sofferta eticità contenuto in Se questo è un uomo. Il giudizio morale, naturalmente, non cancella né ignora le responsabilità individuali e collettive, ma riesce sempre e comunque a valutarle sulla base semplicissima eppure difficilissima della coscienza umana: linappellabile tribunale dei giusti che giace nel fondo di ognuno di noi, e che Primo Levi sa interamente e miracolosamente esporre alla luce del sole.

42 Se questo è un uomo Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana dinverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. Parafrasi Voi che vivete tranquilli, nelle vostre case ben riscaldate, e quando tornate la sera trovate il cibo pronto e i risi amici e familiari. Considerate se un deportato in un campo di concentramento,che lavora nel fango, senza un momento di tregua costretto a combattere per sopravvivere, può essere considerato un uomo. E sufficiente una risposta sbagliata per essere uccisi brutalmente, senza pietà. Considerate se questa è una donna, con la testa rasata, senza più un nome ma con un numero tatuato sul braccio; debilitati dal lavoro spassante e dalla scarsità di cibo non hanno neanche la forza di ricordare la vita precedente; lo sguardo perso nel vuoto e il grembo freddo come una rana dinverno. Ricordate che questo è realmente accaduto non è frutto di fantasia. Scolpite queste parole nel vostro cuore. Ricordate quando state in casa o quando andate in viaggio,quando andate a dormire e quando vi alzate,ditelo ai vostri figli. O vi crolli la casa, la malattia vi impedisca di muovervi liberamente,i vostri figli si allontanino da voi per la vergogna. Commento La poesia è nota con il titolo Shemà che significa "ascolta" ed è una parafrasi di una preghiera ebraica. Nella poesia Primo Levi racconta le dure regole dei campi di sterminio. Luomo, di cui parla lautore, non è un uomo in particolare, ma unintera categoria di persone, gli Ebrei, perseguitati dalle atrocità delle persecuzioni nazifasciste. Nella prima strofa vi è la descrizione della vita normale ed è alle persone che trascorrono unesistenza nella normalità che lautore si rivolge, invitandoli a riflettere. La gente in condizioni umane, vive nelle proprie case, ben riscaldate, accoglienti (tiepide si riferisce al calore umano), in cui la sera chi ha lavorato durante il giorno trova un pasto caldo e volti familiari. A questa situazione di tranquillità si oppone nella seconda strofa quanto datroce accade nei campi di sterminio. Levi invita a riflettere, a considerare se è un uomo colui che lavora nel fango, che non conosce pace ed è costretto a lavorare in continuazione. La riflessione dellautore diventa anche più profonda nel soffermarsi a guardare alla condizione delle donne deportate, donne private del proprio nome di cui la volontà di vivere si è spenta, sapendo di dover morire. L a strofa più importante della poesia è la terza, in cui Levi invita a riflettere su quanto è accaduto e esorta tutti a non dimenticare. Per chi sostiene idee razziste Levi scaglia una maledizione: che si distrugga la loro casa, che li colga la malattia, che i loro figli li abbandonino

43 EUGENIO MONTALE Eugenio Montale Meriggiare Spesso il male di vivere

44 Meriggiare Meriggiare pallido e assorto Presso un rovente muro dorto, Ascoltare tra i pruni e gli sterpi Schiocchi di merli, frusci di serpi. Nelle crepe del suolo o sulla veccia Spiar le file di rosse formiche Chora si rompono ed ora sintrecciano A sommo di minuscole biche Osservare tra i frondi il palpitare Lontano di scaglie di mare Mentre si levano tremuli scricchi Di cicale dai calvi picchi. E andando nel sole che abbaglia Sentire con triste meraviglia Comè tutta la vita e il suo travaglio In questo seguitare una muraglia Che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. Eugenio Montale parafrasi assorto Stare in ozio nelle ore calde attorno al mezzogiorno (meriggiare) sotto un sole chiaro, raccolto in meditazione (assorto) presso un muro dorto riscaldato dal sole (rovente), ed ascoltare tra i cespugli spinosi (pruni) e gli arbusti secchi (sterpi), i versi dei merli (schiocchi) e il rumore delle bisce che strisciano (frusci). Nelle crepe del suolo o sullo stelo delle erbe (veccia: una pianta leguminosa) spiare le file di rosse formiche che ora si spezzano (si rompono) ed ora si incrociano (sintrecciano) sulla sommità (a sommo) di minuscoli mucchietti di terra ( biche: le biche sono i covoni; i mucchietti di terra hanno la forma dei covoni). Osservare, fra le fronde degli alberi o dei cespugli, il tremolio (palpitare) lontano delle onde che luccicano come scaglie di metallo, mentre dalle cime rocciose (picchi) prive di vegetazione (calvi) si levano i canti vibrati delle cicale (scricchi). E muovendosi nel sole che abbaglia, con triste meraviglia capire (sentire:capire con le sensazioni che si provano) il significato della vita (comè tutta la vita) e la sua pena (il suo travaglio) mentre si cammina lungo un muro insormontabile (muraglia) che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

45 Questa poesia è una delle più famose liriche di Montale. In tre strofe egli descrive e sottolinea il torpore della giornata estiva nel paesaggio ligure. Nellultima strofa il senso di questa giornata, perduta in un fantasticare che sembra inutile e ozioso si rivela: vivere è come camminare lungo un muro, senza poterlo scavalcare. Al di là del muro, forse vi sono le illusioni, forse la felicità. Montale non pensa alla lunghezza della poesia ma al significato. Ascolta la natura ma non la vede. Al di là del muro non si percepisce niente, non si sa cosa cè, solo in cima si vedono cocci aguzzi che non ti fanno oltrepassare il muro e quindi che non ti fanno scoprire cosa si nasconde dietro. Analisi poesia MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO

46 Spesso il male di vivere Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era lincartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato. Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato. Il poeta vede la vita come sofferenza e incarna il suo concetto in tre successive considerazioni, tolte dai vari regni della natura: il rivo che gorgoglia – il gorgoglio sembra un gemito – perché ostacolato nel suo cammino; la foglia che, riarsa, saccartoccia (e questo è segno del dolore); il cavallo che stramazza. L uomo, nella sua viva sensibilità, partecipa a quel senso di dolore universale: dal quale può preservarci soltanto la Indifferenza, che il poeta chiama divina. E di essa dà tre immagini (la statua, la nuvola, il falco) che si allineano in contrapposto alle precedenti immagini del dolore.

47 Martin Luter King "I have a dream" (IO HO UN SOGNO) Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sullEmancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dellavida ingiustizia. Venne come unalba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività. Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su unisola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra. Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione dIndipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità. E ovvio, oggi, che lAmerica è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, lAmerica ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia. Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare allAmerica lurgenza appassionata delladesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dalloscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dellingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno lurgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza. Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo. Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia. Ma cè qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste. Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dellodio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dellanima. Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dellingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli. E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia. Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande. Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come lacqua e il diritto come un fiume possente. Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice. Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione. E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dellarroganza dellingiustizia, colmo dellarroganza delloppressione, si trasformerà in unoasi di libertà e giustizia. Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud. Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza. Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se lAmerica vuole essere una grande nazione possa questo accadere. Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York. Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania. Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve. Risuoni la libertà dai dolci pendii della California. Ma non soltanto. Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia. Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee. Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà. E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".

48 Posizione dellItalia INTERVENTISTI promuovevano la guerra a fianco dellintesa NEUTRALISTI si dividevano in: irredentisti democratici, che volevano non solo la liberazione di Trieste e Trento, ma anche dei popoli slavi oppressi dallAustria. liberal-conservatori, volevano una guerra vittoriosa, così si sarebbero rafforzate le istituzioni, e si sarebbero acquistate importanti posizioni di forza sullAdriatico. Nazionalisti, che dapprima volevano lentrata in guerra a fianco degli imperi centrali e vedevano la guerra come unavventura gloriosa e rinnovatrice.. sindacalisti rivoluzionari, che erano convinti che con la guerra si potesse arrivare ad una rivoluzione proletaria. Mussolini, che da direttore dell"Avanti", ed esponente del Partito Socialista Italiano, dal quale fu espulso, divenne direttore del "Popolo dItalia" con il quale esortava i giovani a "fare storia" attraverso la guerra. il Partito Socialista Italiano, che era dalla parte delle masse contadine e operaie, che vedevano nella guerra una tragedia. I cattolici, per la solidarietà con lAustria cattolica, e per i principi evangelici. Giolitti e i giolittiani, che a differenza dei comandi militari stranieri che prevedevano una guerra "lampo", prevedeva una guerra lunga e sanguinosa. Inoltre pensava che lAustria avrebbe dato molto in cambio della neutralità.

49 Trattati pace 1^ G.M. TRATTATO DI VERSAILLES (28 giugno 1919) La Germania doveva restituire lAlsazia e la Lorena alla Francia ed inoltre permetteva lo sfruttamento carbonifero della Saar. Perdeva tutti i possedimenti coloniali che vennero spartiti tra Francia ed Inghilterra. Doveva cedere alla Polonia il corridoio di Danzica. Doveva risarcire tutti i danni di guerra. Doveva sciogliere lesercito. Smilitarizzazione della Romania. Cedere alla Cecoslovacchia il territorio dei suddetti. Diventava repubblica con il divieto di unirsi allAustria. TRATTATO DI S. GERMAIN (10 settembre 1919) Disgregazione dellImpero Austro-Ungarico, facendo così nascere: Jugoslavia, Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia. LAustria diventava un piccolo territorio con capitale Vienna, di governo repubblicano e con il divieto di unirsi alla Germania. Con la resa dellAlleanza, nel 1919, venne organizzata una conferenza di pace il cui artefice fu il presidente americano Wilson, il quale propose un programma di 14 punti con lintento di garantire allEuropa la pace. Tra questi punti i principali sono: Garanzia che gli armamenti saranno ridotti allestremo limite compatibile con la sicurezza di ogni paese. Libera sistemazione con largo spirito e assoluta imparzialità di tutte le rivendicazioni coloniali. Ridisegnazione della cartina dellEuropa, rispettando i principi di nazionalità e di autodeterminazione dei popoli, mediante i quali i popoli decidono sotto quale governo vogliono stare.

50 Conseguenze 2^ GM CONSEGUENZE POLITICHE Lo scenario mondiale del dopoguerra fu caratterizzato dalla presenza di due grandi blocchi di paesi, ordinati al loro interno secondo modelli di riferimento forniti dalle due superpotenze, l'URSS ad est e gli USA a ovest. Nell'area soggetta allegemonia sovietica (campo socialista) si impose la dittatura dei partiti comunisti filo–russi: le leve delleconomia erano centralizzate dallo stato, divenuto unico proprietario delle grandi imprese; la grande proprietà fondiaria era stata smantellata e la terra era stata distribuita ai contadini riuniti in cooperative. A una più o meno ampia serie di misure assistenzialistiche, si unì il ferreo controllo dellopinione pubblica attraverso il monopolio dei mezzi dinformazione e delleducazione dei giovani sottratta alla Chiesa. Nell'area soggetta agli Stati Uniti (mondo libero) prevalse la democrazia rappresentativa parlamentare, a meno che non si temessero minacce per lordine sociale esistente; leconomia fu ispirata ai principi libero–scambisti, nella completa tutela della proprietà privata e della libera iniziativa imprenditoriale. CONSEGUENZE ECONOMICHE Considerando che leconomia inglese e quella francese, nonostante la vittoria, erano state enormemente danneggiate dalla guerra, solo gli Stati Uniti emergevano fra le nazioni occidentali con il loro strapotere economico. Un accordo raggiunto a Bretton Woods negli Stati Uniti nel 1944 tra i membri della vecchia Società delle Nazioni delegò al dollaro, di cui Washington assicurava la convertibilità in oro, la funzione di moneta di riferimento su cui commisurare il valore delle rispettive divise nazionali. Il governo di Washington varò, nei primi mesi del 1947, un piano di interventi economici che fu chiamato Piano Marshall dal nome del segretario di stato: lo scopo di questa operazione era di aiutare la ricostruzione nei paesi devastati dal conflitto, ma i suoi obiettivi politici erano ben più ambiziosi. Anche lURSS si era elevata a potenza di primo piano, esercitando la propria egemonia sullEst europeo, incrementando rapidamente la propria produzione industriale, costruendo un notevole apparato militare, inseguendo nella ricerca scientifica i paesi occidentali, diventando polo di riferimento per molti popoli dellAsia e dellAfrica.

51 Olocausto Hitler aveva deciso di cancellare il popolo ebreo dalla faccia della terra, commettendo con fredda decisione il più sistematico genocidio della storia, e così fece, creando i campi di concentramento. In essi vennero rinchiusi prigionieri politici, oppositori di ogni genere, zingari, omosessuali, e Ebrei. I più deboli vennero uccisi nelle camere a gas, a cominciare dalle donne e dai bambini. Morirono sei milioni di ebrei. I NUMERI DELLOLOCAUSTO Nazione In base ai calcoli del comitato anglo-americano dellaprile 1946 Germania (confini del 1937) Austria Cecoslovacchia Danimarca (per lo più rifugiati in Svezia)1.500 Francia Belgio Olanda Lussemburgo Norvegia Italia Jugoslava Grecia Bulgaria Romania Ungheria Polonia Unione Sovietica totale


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