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1 La nascita della bioetica Prof. Raffaele Sinno* Anestesista-Rianimatore, Docente di Bioetica ISSR di Benevento, Docente di Bioetica Università degli.

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1 1 La nascita della bioetica Prof. Raffaele Sinno* Anestesista-Rianimatore, Docente di Bioetica ISSR di Benevento, Docente di Bioetica Università degli Studi di Bari, Comitato di Bioetica Provincia Romana dei Fatebenefratelli. IL PRINCIPIALISMO

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3 3 La Bioetica : una nuova frontiera? La Bioetica: trasformazione delletica classica?

4 4 Il passaggio dalletica tradizionale ai nuovi orizzonti della Bioetica deve essere affrontato partendo da due considerazioni: La trasformazione delletica tradizionale; La trasformazione dello statuto dellarte medica.

5 5 Letica medica sorge nella Grecia classica con il suo carattere prevalentemente sacerdotale. Era unetica che tendeva alla visione di un uomo ò (bello) e ò (quindi buono).

6 6 Letica, è ladattamento della vita al suo ordine naturale, il modo o la forma di vita. (Platone, in Convivio).

7 7 Letica greca si distingueva anche per i suoi caratteri: Un etica andreietica; Unetica salutista; Unetica aristocratica.

8 8, in greco, significa forza. La principale preoccupazione nella formazione delluomo greco era il preservare laspetto fisico. La forza intesa come ordine. Solo il giovane incarnava laspetto naturale, il physis.

9 9 Il giovane ha il compito di mitigare questa fortezza per essere razza doro. Platone, nel Convivo, ricorda: Fra essi dovranno essere scelti i governanti della città.

10 10 Letica greca è principalmente Salutista. Solo le persone sane sono buone. Lerrore è sempre prodotto da due cause: 1) Lignoranza; 2) La malattia.

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12 12 Lerrore, quindi la malattia, offusca la ragione e allontana il dai suoi obiettivi: la bontà, la verità, la bellezza. Tutto ciò che è buono è bello, e la bellezza non esiste senza rapporti o proporzioni regolari. Pertanto, lessere vivente per essere buono dovrà incarnare queste proporzioni.

13 13 Da queste premesse, nasce la consapevolezza che solo luomo aristocratico può assolvere limpegno dessere buono, bello, equilibrato, nel suo fisico e nellintelletto.

14 14 Solo luomo aristocratico è chiamato alle virtù specifiche del che sono: la sophia (la conoscenza) la Phronesis (la prudenza).

15 15 I vizi, conducono al disordine della malattia, devono essere combattuti, quali espressioni della non regolazione. La Medicina greca ha, quindi, una visione sacrale, dove lartefice della ricostruzione dellequilibrio, è chiamato ad obbedire alle leggi naturali

16 16 Il Paternalismo Medico Da queste premesse si evince che tale sistema che ha regolato i rapporti tra medico e paziente, nasce dalla medicina greca e si sviluppa in diverse forme fino a metà del Solo in quella data deve fare i conti con una profonda trasformazione sociale, un mutato rapporto tra ciò che è considerato naturale e non.

17 17 Il medico perde quella veste sacrale di mediatore, prima tra la divinità e luomo e il suo simile. I rapporti tra ethòs e pathòs, perdono i loro connotati di chiarezza, e allordine del microcosmo in relazione con il macrocosmo, si sostituisce un rapporto di fiducia e scambio. Il vecchio paternalismo religioso dunque viene sostituito da un nuovo paternalismo definito Carismatico.

18 18 Lautorità di un potere di comando può essere espressa in un sistema di norme razionali statuite (pattuite o concesse), le quali trovano obbedienza in quanto norme generali obbligatorie, qualora siano invocate da chi può farlo in nome di queste norme. Si obbedisce alla norma e non alla persona. Ciò diventa la consuetudine nel rapporto di fiduciario. Daltro canto ciò genera unobbedienza sullautorità personale, che diviene carisma, concesso a chi si adopera per far rispettare le norme razionali del rapporto. M. Weber, in Economia e società, Milano, ed. Di Comunità, 1974, p.706.

19 19 I IL paternalismo carismatico si basava su tre elementi caratteristici: La logica del carisma; La fisica del carisma; Letica del carisma.

20 20 Nella logica del rapporto tra paziente e medico sono le leggi razionali che ne regolano il suo fondamento.

21 21 La fisica del carisma è la capacità di utilizzare tutti i sistemi informativi e conoscitivi, per rimarcare il forte comando nel rapporto con il paziente.

22 22 Secondo molti autori contemporanei, anche in un sistema in cui prevale il principio dautonomia, il medico continua ad operare con aspetti fisici carismatici.

23 23 Per Paternalismo Carismatico s intende un rapporto fondato su di un confronto fiduciario, in cui il medico assume una funzione di Herrschaft. (di dominio).

24 24 Nel 1800 si verifica una sedimentazione e trasformazione del vecchio sistema paternalistico sacrale e carismatico in una nuova forma definita Paternalismo burocratico.

25 25 Lautore che nella sua opera definisce ed indica tale aspetto è Thomas Percival che scrive Medical Ethics nel Il medico, secondo tale impostazione, deve relazionarsi secondo tre principi giurisprudenziali: Honeste vivere; Alterum non laedere; Suum cuique tribuere.

26 26 Il medico deve informare periodicamente gli amici e parenti del paziente sulle evoluzioni rischiose della malattia. Non deve esagerare né minimizzare la gravità della condizione del paziente. Deve assicurarsi personalmente che i suoi congiunti siano a conoscenza dello stato del malato, quando sia necessario, per meglio proteggere gli interessi del paziente e della famiglia.

27 27 La nascita della Bioetica. Van Rensselaer Potter scrive un articolo nel 1970 dal titolo: "Bioethics: the Since of Survival. Nel 1971 lo stesso autore scrive il testo che da avvio alla bioetica contemporanea dal titolo : " Bioethics: the Bridge of future.

28 28 Potter dichiara che la sua idea di Bioetica è stata influenzata da C.H. Waddington autore del suo volume The Ethical Animal

29 29 Scrive Potter di Waddington: un bioeticista prima che la parola fosse inventata, un uomo spinto dallesigenza di sviluppare una teoria etica alla luce del sapere biologico, puntando praticamente ad un obiettivo simile al mio : una Sapienza biologicamente fondata. (biological wisdom)

30 30 Nel 1958 un altro autore pubblica un articolo che influenzera molto V.R. Potter. Lautore e Th. Dobzhansky e larticolo si intitola Evolution at Work

31 31 Questautore elabora tre idee che verranno riprese e elaborate da Potter.

32 32 Le tre idee sono : 1. nessuna legge biologica può assicurarci che le nostre specie continueranno a prosperare o esistere.

33 33 2. La specie umana è il solo prodotto dellevoluzione che sa come sevoluta e continuerà ad evolversi.

34 34 3. È compito della scienza trovare programmi per individuare quegli sviluppi dellevoluzione che la natura non ha fornito

35 35 Da queste premesse nasce la consapevolezza di una scienza che permette e preserva la sopravvivenza delle future generazioni.

36 36 I capisaldi di questa nuova disciplina erano nella visione di Potter: Linterdisciplinarietà; Scienza che guarda al futuro; Globalità.

37 37 Linterdisciplinarietà, perché come un ponte si getta tra diversi campi del sapere. Scienza che guarda al futuro, perché i temi che tratta riguardano i destini delle future generazioni. Scienza della globalità, perché non sinteressa solo della salute o degli aspetti biofisici umani, ma volge lo sguardo sui destini della biosfera, sui rapporti tra uomo e cosmo, tra ambiente e cultura.

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40 40 I capisaldi della bioetica sono racchiusi nel Credo bioetico, che Potter indica in The bridge of future.

41 41 1.Credo : Accetto il bisogno di una terapia durto in un mondo affetto da crisi.

42 42 Impegno : Lavorerò con altri per migliorare la formulazione delle mie convinzioni, per sviluppare ulteriori credo, e per lunione di un movimento mondiale che renda possibile la sopravvivenza ed un migliorato sviluppo della specie umana in armonia con lambiente Naturale.

43 43 2. Credo : Accetto il fatto che la futura sopravvivenza e lo sviluppo dellumanità, da un punto di vista sia culturale che biologico siano fortemente condizionati dalle attuali attività e progetti delluomo.

44 44 Impegno: Cercherò di vivere la mia propria vita e dinfluenzare la vita degli altri in modo da promuovere levoluzione di un mondo migliore per le future generazioni dellumanità, e cercherò di evitare azioni che metterebbero a repentaglio il loro futuro

45 45 3. Credo : Accetto lunicità di ciascun individuo ed il suo bisogno istintivo di contribuire al miglioramento di una più larga parte della società in un modo che sia compatibile con i bisogni a lunga scadenza dellumanità.

46 46 Impegno : Cercherò di dare ascolto al punto di vista ragionato di altri, che facciano parte di una maggioranza o di una minoranza, e cercherò di riconoscere il ruolo del coinvolgimento emotivo nella produzione di unazione efficace

47 47 4. Credo : Accetto linevitabilita di sofferenze umane che debbano risultare dal disordine naturale nelle creature biologiche e nel mondo fisico, ma non accetto passivamente la sofferenza che derivi dallinumanità delluomo verso altri uomini

48 48 Impegno : Tenterò di far fronte ai miei problemi con dignità e coraggio, tenterò di dare assistenza ai miei simili quando siano afflitti, e lavorerò con lo scopo di eliminare, nel loro complesso, le sofferenze inutili del genere umano.

49 49 5. Credo : Accetto il carattere definitivo della morte come necessaria parte della vita. Affermo la mia venerazione per la vita, il mio credo nella fratellanza delluomo ed il mio credo in un obbligo verso le future generazioni delluomo.

50 50 Impegno : Tenterò di vivere in un modo che Possa giovare alla vita dei miei simili, ora e Nel tempo a venire, e di essere ricordato con Favore da coloro che verranno dopo di me

51 51 Nel 1971 fu data la prima definizione di Bioetica : Studio sistematico della condotta umana nellarea delle scienze della vita e della salute, quando tale condotta viene esaminata alla luce dei valori e dei principi morali. ( Encyclopedia of Bioethics).

52 52 Per E. Sgreccia : Quella parte della filosofia morale che considera la liceità o meno degli interventi sulla vita delluomo, e, particolarmente, di quegli interventi connessi con la pratica e lo sviluppo delle scienza mediche e biologiche. ( 1986).

53 53 Letica applicata ai nuovi problemi che si sviluppano alle frontiere della vita. C. Viafora.(1990)

54 54 Letica in quanto particolarmente relativa ai fenomeni della vita organica del corpo, della generazione, dello sviluppo, maturità, e vecchiaia, della salute, della malattia, e della morte. (U. Scarpelli, 1987).

55 55 Letica applicata al bio-regno. ( F. Bellino, 1992) Scienza che esamina con sistematico rigore i problemi morali relativi al dominio delle scienze della vita. ( P. Cattorini, 1993.)

56 56 Settore delletica che studia i problemi inerenti alla vita fisica in particolare le implicanze etiche delle scienze biomediche. ( S. Leone, 1987).

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58 58 Da queste definizioni nasce un problema di tipo fondativo. La bioetica deve essere considerata una scienza che riduce le altre a compendio morale, oppure procede con un suo statuto epistemologico, per avviare un innovativo confronto tra le scienze e con le scienze? R. Sinno.(2002).

59 59 Quando è nato il sistema dei principi ? Tra il 1974 e il 1978 la National Commission for the protection of Human Subjects of Biomedical and Behavioral Research, indicava quali dovevano essere i principi etici regolatori della sperimentazione medica.

60 60 Agli inizi degli anni 80 il Belmont Report, integrava e sintetizzava altri documenti in merito e indicava unorganica impostazione del modello etico che fu definito dei principi.

61 61 I principi applicati al contesto della sperimentazione clinica erano stati così suddivisi: Principio del rispetto per lAutonomia delle persone reclutate nella sperimentazione; Principio della Beneficialità delliter procedurale; Principio di Giustizia, legato alla fase di sperimentazione e di verifica a distanza dei soggetti arruolati.

62 62 Nel 1979 due autori T. L. Beauchamp e Childress, nel loro lavoro Principles of biomedical ethics, oltre ad una definitiva sistemazione dei principi introducono il dilemma del rapporto tra doveri e conseguenze, tra la decisione e la deduzione etica.

63 63 Essi utilizzano, in campo bioetico, un termine adoperato da filosofo David Ross: DOVERE PRIMA FACIE. Con tale termine vogliono indicare che nel conflitto applicativo tra i principi, quello che deve regolare o dirimere le controversie etiche, dipende dal quel principio etico che razionalmente, in quella situazione, si deve seguire.

64 64 Dalla sintesi di Childress e Beauchamp, i principi regolatori, delle diverse esigenze e dei conflitti etici, sono i seguenti : Principio di Autonomia, vale a dire lesigenza di libertà delle persone che sono in gioco nel rapporto etico; t Principio di Beneficialità, inteso come obbligo di primun non nocere, in pratica di promuovere il bene; Principio di Giustizia, vale a dire trattare tutti senza discriminazione di sorta.

65 65 Cosa significa Principio ? Esso può assumere due diversi significati IL Fondamento di una teoria, in genere, e in modo specifico etica; Un secondo significato, al plurale Principi, una serie di norme in base alle quali si esprime un giudizio morale circa ciò che è giusto oppure sbagliato.

66 66 Due sono i versanti dapplicazione etica, due i modi di intendere i principi: Un modello decisionista; Un modello deduzionista.

67 67 Modello Decisionista. Che cosa significa decidere? E in conformità a che cosa, si domanda Engelhardt. La domanda è, aristotelicamente parlando, unappetizione deliberata che concerne cose che dipendono da noi. Il tacito e angoscioso autoprogettarsi sul proprio essere consapevole, (Sein un Zeit).

68 68 Decidere in etica significa applicare al contesto il proprio sistema, un progetto già fondato. Costruire una metaetica.

69 69 Modello deduzionista. La deduzione è un rapporto per il quale una conclusione deriva da più premesse. In filosofia la deduzione è stato il terreno di confronto di diverse teorie dal sillogismo classico (aristotelico), alla logica contemporanea. In altri termini, se la derivazione doveva essere realizzata da un ragionamento che andava dalluniversale al particolare o viceversa.

70 70 Ogni deduzione ha: Una derivazione; Una conseguenza.

71 71 La derivazione è una serie infinita di enunciati, in cui ogni passo è definito da una successione logica ma non derivabile dallintera catena di derivazioni. (Carnap).

72 72 La conseguenza è anche detta implicazione. In altri termini, significa un enunciato che ne implica un altro, secondo leggi di necessità.

73 73 Sia la decisione che la deduzione, non considerano che ogni esperienza umana ha in sé delle funzioni integrate e complesse. (Sinno).

74 74 Nasce nellazione etica indagata dalla bioetica la questione se utilizzare un sistema già costituto nelle sue premesse oppure effettuare una valutazione che dipenda dal singolo caso, ovvero ancorarsi ad un sistema di principi statici o rimanere nella situazione particolare, senza tuttavia essere in grado di costruire un sistema di riferimento ?

75 75 Nasce da queste premesse un ulteriore problema fondativo. Esiste la Bioetica, oppure le Bioetiche ?

76 76 Nel contesto umano e nelle situazioni pratiche è noto che i principi sono insufficienti a rispondere alle domande complesse e spesso sono in conflittualità tra loro.

77 77 Autonomia, giustizia e beneficialità trovano terreno di scontro in moltissime situazioni: nelle problematiche dinizio e fine vita; nella gestione delle politiche sanitarie; nellapplicabilità dellallocazione delle risorse.

78 78 Le critiche che si possono muovere al modello dei principi si possono così racchiudere: -Questi principi hanno una logica fine a se stessi, non funzionano né da un punto di vista pratico né teorico; -Creano una collezione di casi concreti, unantologia casistica senza riuscire ad integrare decisionismo e deduzionismo che sono entrambi presenti nel gioco etico; - Emerge un dato essenziale in questo modello : il relativismo etico. - Manca la reciprocità tra principi, la tensione al rapporto con i diversi contesti.

79 79 E necessario, invece, che nel dinamico incontro tra principi, laspetto deontologico, quello etico-morale, e gli aspetti più squisitamente scientifici, necessitino di unorganica collaborazione, un relazionarsi, tutti, alle esigenze umane.

80 80 Se i principi fondamentali da rispettare sono quelli ineludibili, insostituibili, fondamentali, quando essi entrano in conflitto, quale riteniamo meno importante : la libertà del soggetto, il bene presunto, o il rapporto di giustizia con gli altri esseri o con la società ?

81 81 La risposta del principialismo è nellapplicare il sistema del DOVERE PRIMA FACIE. Una critica che si muove a questa semplice soluzione è la seguente : nel confronto tra principi ognuno di essi applica un concetto di bene per luomo e la sintesi non può essere data dalla semplice sommazione o sottrazione deffetti. ( Sinno).

82 82 Per ovviare alle critiche mosse da più parti lo stesso Beauchamp suddivise i principi Prima Facie in due classi : Prima Facie duties; Actual duties.

83 83 I Prima Facie duties corrispondono ai principi generali, mentre gli Actual duties a quelli del contesto particolare. In realtà questa risposta non ha eliminato le critiche al modello principialista.

84 84 Il Sistema dei principi presenta due debolezze : 1- La mancanza di una teoria universale; 2- Crea un antagonismo e unalienazione tra i principi.

85 85 La difficoltà del principialismo consiste essenzialmente nel non aver considerato la differenza tra : 1. Principio = vale a dire la funzione regolativa nel sistema etico; 2. Il Valore = la funzione interpretativa delle diverse esigenze umane; 3. La virtù = la funzione motivante lazione morale; 4. La norma = vale a dire la funzione operante.

86 86 Per Engelhardt letica si deve fondare semplicemente su di un reciproco patto di convinzioni e condizioni, un reciproco rispetto, tuttavia non è né il principio, ma solo il rapporto eticamente consolidato di una comunità alla fine ad essere preso in considerazione.

87 87 A tale visione riduttivista delletica si deve rispondere con questa considerazione : Lesigenza umana non è solo una sintesi tra convinzioni o modo di pensare differenti, è una relazione in cui il comportamento diviene intrinseca consapevolezza delluomo di essere uomo, di sentirsi non solo appartenente ad una specie di comunità, ma ancor più un continuo ed indispensabile dono etico. ( R. Sinno).

88 88 La validità del modello dei Principi, per D. Garcia, sta nel fatto di aver indicato genericamente delle linee guida di comportamento. Questi principi potranno essere rivitalizzati solo se non imporranno ristrette visioni della vita, se prenderanno in considerazione altri livelli: quello esplorativo- propositivo, e laspetto coscienziale, troppo spesso emarginati nella riflessione etica contemporanea.

89 89 La nostra risposta razionale : Il fondamentale principio da rispettare in ogni situazione è la salvaguardia della vita e lintegrità fisico- psichica- spirituale, della persona umana.

90 90 Principio di Autonomia Il cardine di questo principio è che il soggetto può decidere liberamente di accettare, o no, qualsivoglia azione in campo sanitario e in generale nel rapporto etico, in ragione della sua capacità di far fronte Autonomamente ai problemi personali.

91 91 La teoria dellautonomia considera diversi capisaldi : Autodecisione; Diritto di libertà; Diritto di riservatezza; Capacità razionale di una scelta.

92 92 Il principio di autonomia in senso stretto nasce come risposta al modello etico del Paternalismo, che ancora oggi è alla base della formazione di buona parte degli Healths professionals.

93 93 Il modello Paternalistico si basava sui seguenti punti : Letica è da considerarsi una lista comportamentale di regole da seguire; E ssa deve servire a rafforzare lautorità professionale in modo che i pazienti, e tutti i soggetti in gioco, rimangono solo comparse; Il principio cardine è la Beneficialità che giustifica anche eventuali coercizioni in nome della salvezza dellammalato.

94 94 I cardini del principio di autonomia sono: Il comportamento del soggetto attiene alla sua individuale predisposizione nei confronti dei singoli problemi; Loperatore non decide ma compartecipa; Il rapporto deve basarsi su di un contratto, un eguaglianza nello scambio relazionale.

95 95 Ma se il soggetto non è in grado di scegliere, chi decide? La famiglia; Il Tutore legale; La comunità etica- sociale; La norma etica vigente?

96 96 I I limiti del modello dellautonomia possono essere così racchiusi : ll modello contrattualistico si basa sullesatta convinzione che ogni relazione possa esaurisrsi in una sorta di patto; Fondare la relazione sul rapporto costi- benefici determina tensioni e crisi, non crescite conoscitive interpersonali; Puntare esclusivamente sui diritti, senza tenere conto dei doveri, comporta la rinuncia al raggiungimento delle mete. Il modello contrattuale è veramente legalista, volendo risolvere con delle norme questioni di principio.

97 97 Sul principio del rispetto dellAutonomia vengono fondate le seguenti considerazioni in campo etico : IL problema del consenso- dissenso alle procedure biomediche; Informazione e verità nel comportamento ; Decisione libera ed autonoma dellinterruzione volontaria della gravidanza ; Possibilità di redarre testamenti del tipo living will o biocard. Possibilità di ritenere valida ogni tecnica biomedica, solo in ragione del risultato: inseminazione eterologa, utero in affitto, utero artificiale.

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99 99 Principio di Beneficialità. Nella storia del pensiero umano il concetto di Bene è stato sempre in relazione al raggiungimento di un obiettivo. Nella concezione classica greca il bene è per Aristotele il raggiungimento della felicità, vale a dire una corretta natura razionale delluomo. Nella visione cristiana Il Bonum equivale all Ens. In altre parole è Dio stesso che è Bene. Per Kant il bene ha un senso nel significato di ordine morale. Per la filosofia individualista bene e male non hanno significato in sé, ma solo in relazione a ciò che si considera buono o cattivo.

100 100 Nel principialismo nord- americano, il Principio di Beneficenza è stato correlato a quello di non maleficenza, del primum non nocere. Questa visione è, tuttavia, riduttiva del concetto di beneficenza, poiché tiene conto solo delle motivazioni e non degli obiettivi.

101 101 Questo principio è stato suggerito nel nuovo codice professionale degli infermieri e in quello dei medici italiani. E compito del medico difendere la vita, la salute fisica e psichica delluomo e il sollievo della sofferenza nel rispetto della dignità umana. Linfermiere è al servizio della vita delluomo, lo aiuta ad amare la vita, a superare la malattia a sopportare lidea della morte.

102 102 Nasce un problema fondamentale : E sufficiente evitare il male oppure è opportuno operare per il raggiungimento del Bene possibile o del Bene.

103 103 i Il principio del bene si fonda su quattro aspetti analitici che sono: Prevenire il male ; Rimuovere il male; Promuovere il bene; Operare un bilancio tra costi e benefici.

104 104 Tale principio è stato da troppo tempo sminuito a favore di quello dellautonomia. E fondamentale, invece, una rifondazione di tale principio. Bisogna risignificare il concetto di Beneficialità. ( C. Viafora). Bisogna elevare il bene su di un piano di concordia. (D. Garcia)

105 105 PRINCIPIO DI GIUSTIZIA Nel mondo sanitario Giustizia significa assicurare trattamenti che scientificamente siano ritenuti validi e applicati nella loro interezza. La giustizia deve riguardare, in bioetica, non la semplice pari opportunità, ma il rispetto della diversità costitutiva del corpo altrui. Il fulcro di tale principio è quello che si deve passare dalla semplice azione virtuosa ad obbligo morale, ciò comporta un rapporto sincrono tra i soggetti in gioco.

106 106 Quale giustizia? Una giustizia che si deve trasformare in Solidarietà. Non si può essere giusti se non solidali e non solidali se non motivati dalla giustizia ( F. Bellino).

107 107 La giustizia riguarda il cardine della dignità di una persona, ed in modo particolare del valore dellinfirmitas. ( R. Sinno).

108 108 Non è lecito, in base alla programmazione sanitaria, basata sul principio etico dei costi e benefici, rifiutare una terapia valida in quei pazienti che hanno una bassa aspettativa di vita. Al contempo non si può usare in modo incongruo un trattamento, aumentando la spesa sanitaria, sottraendo fondi destinati ad altre terapie e cure per la comunità etica.

109 109 Per ovviare a questa ed altre conflittualità Il Personalismo etico e bioetico ai principi di Autonomia, Beneficialità, Giustizia, aggiunge quello di Totalità.

110 110 Questo principio si fonda sul ragionamento che il valore del tutto è superiore a quello della parte. Da un punto di vista etico sidentifica con la possibilità morale dintervenire sullintegrità fisiologica del corpo, stabilendo il momento criteriologico in base al quale lintervento lesivo diventa accettabile in ragione del tutto.

111 111 Per letica personalista il bene è solidale nel senso che : Nisi esset nobis impressa notio ipsius boni ( S. Agostino), vale a dire nei nostri giudizio non ci sarebbe possibile dire che una cosa è migliore di un'altra se non fosse impressa la nozione del bene.

112 112 In tale ottica, donare un organo in vita non lede il principio di totalità, poiché latto e la parte vengono utilizzati con il fine di promuovere il principio di Beneficialità, elevando la meschina libertà del possesso a quella del dono.

113 113 In definitiva il sistema dei Principi non deve essere assolutizzato né eliminato nella ricerca bioetica. Il fondamento di tutto il sistema deve rimanere luomo con le sue necessità e problematicità. In ogni caso, letica, e in modo particolare il confronto bioetico, non può prescindere dal principio della salvaguardia della vita e dellintegrità fisica psichica e spirituale di ogni uomo, per ogni uomo, di tutto luomo.

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