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Reddito dimpresa Fabio Ferla, Dottore Commercialista e Revisore Contabile, Pubblicista 1.

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1 Reddito dimpresa Fabio Ferla, Dottore Commercialista e Revisore Contabile, Pubblicista 1

2 2 FONTI DEL REDDITO DIMPRESA ATTIVITA INDIPENDENTI Attività da cui derivano redditi agrari Attività da cui derivano redditi di lavoro autonomo Attività da cui derivano redditi dimpresa Attività da cui derivano redditi diversi ART. 55 T.U.I.R.

3 3 ATTIVITA PRODUTTIVE DI REDDITO DIMPRESA Attività commerciali di cui allart c.c., a prescindere dallorganizzazione in forma dimpresa Attività di prestazione di servizi diverse da quelle di cui allart c.c., se organizzate in forma dimpresa Attività agricole di cui allart. 32, lett. b) e c), del TUIR, eccedenti i limiti ivi previsti, anche se non organizzate in forma dimpresa Attività agricole di cui allart. 32, lett. b) e c), del TUIR, esercitate da società di persone, di capitali ed enti commerciali, anche se non eccedono i limiti di cui allart. 29 e anche se non organizzate in forma dimpresa Alcune specifiche attività di sfruttamento del suolo e sottosuolo

4 4 PROFESSIONALITA ED ABITUALITA ART. 55 CO. 1 E lelemento qualificante che distingue lattività dimpresa da altri tipi di reddito Professionalità abituale Per le attività di cui allart c.c. e quelle agricole, è previsto che: -deve trattarsi di professione abituale, ancorchè non esclusiva -non rileva lorganizzazione in forma dimpresa Organizzazione Si prescinde dalla presenza di unorganizzazione in forma dimpresa, desumibile dai seguenti elementi: -esistenza di collaboratori e di locali in cui esercitare lattività -esistenza di un segno distintivo quale può essere la ditta

5 5 PROFESSIONALITA ED ABITUALITA ABITUALITA Continuità, sistematicità, e professionalità con cui viene svolta lattività. Destinazione delle risorse e delle capacità lavorative ad unattività che rappresenta loccupazione ordinaria del soggetto. ELEMENTI TEMPO DEDICATO ALLATTIVITA NATURA E VOLUME MEZZI IMPIEGATI RISULTATO ECONOMICO

6 6 ABITUALITA R.M N. 204/E Labitualità può derivare anche dal compimento di un singolo affare, quando implichi il compimento di una serie coordinata di atti economici. Nella fattispecie lacquisto di un locale ed il realizzo di box destinati alla vendita, realizza il presupposto per la qualificazione del reddito dimpresa

7 7 ATTIVITA DI PRESTAZIONE DI SERVIZI ART. 55 CO. 2 LETT. A) Rientrano nellambito del reddito dimpresa le attività di prestazione di servizi: -diverse da quelle di cui allart c.c. -organizzate in forma dimpresa Si tratta di attività professionali che non possono essere definite attività dimpresa in senso stretto; la presenza di unorganizzazione in forma dimpresa fa presupporre però il carattere di attività commerciale. Rispetto allattività professionale di lavoro autonomo, si richiede un livello organizzativo più elevato, tale da spostare il baricentro dallattività di prestazione di servizi dalla persona del professionista allorganizzazione da questi creata (si veda CM , n. 12, per i laboratori di analisi).

8 8 CATEGORIE SOGGETTIVE SOCIETA DI CAPITALI SOCIETA DI PERSONE Per tali soggetti, i redditi da qualsiasi fonte provengano e quale che sia loggetto sociale, sono considerati redditi dimpresa Lapplicazione delle norme sul reddito dimpresa si ricollega alla forma giuridica del soggetto, a prescindere dallattività esercitata PERSONE FISICHE Il reddito dimpresa è una categoria reddituale; diventa importante leffettiva attività esercitata

9 9 CATEGORIE SOGGETTIVE ALTRI SOGGETTI Società di fatto Enti pubblici e privati, con o senza personalità giuridica, diversi dalle società Devono svolgere effettiva attività commerciale

10 10 ATTIVITA AGRICOLE ART. 32 CO. 2 T.U.I.R. Coltivazione del fondo e silvicoltura (lett. a) Allevamento di animali e attività dirette alla produzione di vegetali (lett. b) Manipolazione, trasformazione ed alienazione di prodotti agricoli (lett. c) ART. 55 T.U.I.R. Persone fisiche: le attività di cui alle lett. b) e c) producono reddito dimpresa se superano i limiti ivi stabiliti, a prescindere dallorganizzazione in forma dimpresa Società commerciali (di persone e capitali): tutte le attività agricole producono reddito dimpresa, indipendentemente dal superamento dei limiti

11 11 ATTIVITA AGRICOLE- SUPERAMENTO DEI LIMITI ALLEVAMENTO ANIMALI Mangimi ottenibili per meno di un quarto dal terreno PRODUZIONE DI VEGETALI Superficie adibita alla produzione di vegetali eccede il doppio di quella del terreno si cui la produzione stessa insiste MANIPOLAZIONE, CONSERVAZIONE, ECC. Prodotti non ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo

12 12 PARTICOLARI ATTIVITA AGRARIE PRODUTTIVE DI REDDITO DIMPRESA LEGGE , N. 102 Attività di acquacoltura R.M , N. 9Manutenzione di parchi e giardini FUNGHICOLTURA Producono reddito agrario solo se non superano i limiti di cui allart. 32, co. 2, lett. b), del TUIR

13 13 REGOLE GENERALI ART. 83 TUIR Il reddito complessivo è determinato apportando allutile o alla perdita risultante dal conto economico le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti allapplicazione delle norme tributarie PRINCIPIO DELLA DIPENDENZA DEL REDDITO DIMPRESA DAL BILANCIO La disciplina fiscale assume una rilevanza extracontabile e non influisce sulla formazione del bilancio civilistico

14 14 VARIAZIONI FISCALI VARIAZIONI IN AUMENTO PLUSVALENZEQuota imputata a fronte di rateizzazioni anche riferite ad esercizi precedenti Art. 86 IMMOBILI PATRIMONIO Costi riferiti allimmobile (ammortamenti, ecc.) Art. 90 COMPENSI AMMINISTRATORI Deliberati ma non pagati entro il 12 gennaio anno successivo Art. 95 AMMORTAMENTIEccedenti la quota fiscalmente deducibile Artt MANUTENZIONIEccedenti il 5% dei cespiti all1.1. Art. 102 ACCANTONAMENTIEccedenti la misura fiscalmente deducibile Artt

15 15 VARIAZIONI FISCALI VARIAZIONI IN DIMINUZIONE PLUSVALENZEAmmontare della plusvalenza da rateizzare Art. 86 IMMOBILI PATRIMONIO ProventiArt. 90 PLUSVALENZEApplicazione della participation exemption Art. 87 AMMORTAMENTIDeduzioni extracontabili (fino al 2007) Artt. 109 MANUTENZIONIRecupero quote non dedotte in precedenti esercizi Art. 102 ACCANTONAMENTIDeduzioni extracontabiliArt. 109

16 16 PERIODO DIMPOSTA Periodo di tempo al quale corrisponde unobbligazione tributaria autonoma; coincide normalmente con lanno solare In presenza di periodo dimposta superiore o inferiore allanno, alcuni componenti negativi di reddito devono essere ragguagliati alla durata del periodo stesso (ammortamenti, accantonamenti rischi su crediti, ecc.)

17 17 IMPRESE MINORI ART. 66 T.U.I.R. Stabilisce una diversa modalità di determinazione del reddito per le imprese cd. minori, ossia in contabilità semplificata ART. 18 D.P.R. N. 600/73 Imprese che hanno per oggetto prestazioni di servizi: ricavi non superiori a Euro ,14 Imprese che hanno per oggetto attività diverse da prestazioni di servizi: ricavi non superiori a Euro ,90 Imprese miste: si fa riferimento allattività prevalente se i ricavi sono annotati distintamente; altrimenti si presume prevalente quella diversa dalla prestazione di servizi

18 18 Concetto di inerenza: definizione normativa Presupposto per la deducibilità dei componenti negativi è quello sancito dallart. 109 co. 5: i componenti negativi sono deducibili se e nella misura in cui riferiti ad attività o beni da cui derivino componenti positivi che concorrono a formare il reddito. Tale regola generale vale ad esclusione di: Presupposto per la deducibilità dei componenti negativi è quello sancito dallart. 109 co. 5: i componenti negativi sono deducibili se e nella misura in cui riferiti ad attività o beni da cui derivino componenti positivi che concorrono a formare il reddito. Tale regola generale vale ad esclusione di: – Interessi passivi; – Oneri fiscali e contributivi; – Oneri di utilità sociale. NOTA BENE : poiché la norma fa riferimento a correlazione tra componenti negativi e attività/beni da cui derivano componenti positivi tassati, sono deducibili anche componenti negativi riferiti a attività / beni che in proiezione futura concorreranno a formare il reddito. NOTA BENE : poiché la norma fa riferimento a correlazione tra componenti negativi e attività/beni da cui derivano componenti positivi tassati, sono deducibili anche componenti negativi riferiti a attività / beni che in proiezione futura concorreranno a formare il reddito.

19 19 Concetto di inerenza: definizione normativa Linerenza va intesa come correlazione tra onere sostenuto ed attività produttiva di reddito imponibile Il concetto di inerenza non è più legato ai ricavi dellimpresa (come invece era prima del TUIR), ma allattività stessa dellimpresa, con la conseguenza che si rendono deducibili tutti i costi relativi allattività dellimpresa e riferiti ad attività ed operazioni che concorrono alla formazione del reddito dimpresa (si vedano: R.M , n. 9/2113, C.M , n. 30, R.M , n. 158/E) Corte di Cassazione (sentenze , n , , n e , n ): i componenti negativi di reddito devono essere riferiti non tanto ai ricavi, quanto piuttosto alloggetto dellimpresa

20 20 Questione deducibilità sanzioni LA.F. ritiene indeducibili le sanzioni in quanto oneri non inerenti lattività dimpresa (ad esempio, la RM , n. 89/E, ha precisato che sono indeducibili le sanzioni antitrust). In merito allindeducibilità delle sanzioni, vi sono anche numerose pronunce giurisprudenziali, anche se non ne mancano di segno contrario, ossia che ammettono la deduzione.

21 21 Somme dovute per condono edilizio Le somme dovute a titolo di oblazione a seguito di condono edilizio sono indeducibili dal reddito dimpresa, in quanto deve escludersi, in tale ipotesi, qualsiasi correlazione tra il costo ed il reddito dimpresa. Tali somme, infatti, trovano la loro causa in attività compiuta in violazione di legge, estranea allesercizio dellattività commerciale dellimpresa (Cassazione , n. 7317)

22 22 Oneri sottratti al giudizio di inerenza Gli interessi passivi sono espressamente esclusi dallambito applicativo dellart. 109, co. 5, del TUIR La giurisprudenza non sempre è stata univoca nellescludere la necessità dellinerenza per gli interessi passivi Caso particolare: imprenditore individuale che concede in affitto lunica azienda, con conseguente perdita della qualifica di imprenditore. In tal caso, la deducibilità è negata in quanto il canone derivante dallaffitto dellazienda non è conseguito nellesercizio dimpresa

23 23 Oneri sottratti al giudizio di inerenza Art. 61 del TUIR (testo riformulato dalla riforma fiscale del 2004): prevede per i soggetti Irpef la necessità dellinerenza per la deducibilità degli interessi passivi Per i soggetti Ires, invece, la deduzione è regolamentata dallart. 96 del TUIR

24 24 Oneri correlati a proventi esclusi o esenti I costi connessi a proventi esclusi dalla formazione del reddito dimpresa (ad esempio, i dividendi e gli utili da partecipazione), sono integralmente deducibili. Deducibilità confermata dalla C.M. n. 26/E/2004 I costi connessi a proventi esenti sono invece indeducibili. Rientrano in tale ambito quelli connessi alla cessione di partecipazioni esenti (spese notarili a carico del cedente, spese per perizie tecniche ed estimative sostenute dal cedente, provvigioni dovute ad eventuali intermediari, ecc.). Per le partecipazioni pex, lindeducibilità è proporzionale alla quota esente della plusvalenza

25 25 Oneri correlati sia a proventi imponibili sia a proventi esenti Le cd. spese generali, ossia quelle che si riferiscono indistintamente sia a proventi imponibili, sia a proventi esenti, sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra: – Ammontare dei ricavi e proventi che concorrono alla formazione del reddito, o che non vi concorrono in quanto esclusi (es. dividendi) – Ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi

26 26 Principio di competenza articolo 109 c. 1 competenza certa lesistenzadeterminabile lammontare La regola generale sancita dallart. 109 prevede che, in assenza di disposizioni specifiche derogatorie (es. art. 99 oneri fiscali – per cassa), i componenti economici negativi e positivi concorrono alla formazione del reddito per competenza, purché ne sia certa lesistenza e determinabile lammontare: in caso contrario vanno considerati al verificarsi di tali condizioni. Si vede subito, dal disposto del comma 1 dellart. 109, come il criterio di competenza abbia una valenza non assoluta: la prima deroga è infatti contenuta nello stesso comma: non sono computabili componenti di competenza se: – Incerti nellesistenza (an) – Non obiettivamente determinabili nellammontare (quantum) Quindi, struttura art. 109 c. 1 Componenti computati nellesercizio di competenza purché certi obiettivamente determinabili

27 27 Differenza tra competenza fiscale e civilistica 109 Articolo 109 TUIRCompetenza dal punto di vista fiscale certi e determinabili Ammessi in deduzione i componenti negativi solo se certi e determinabili 2424bis 2424 – bis c.c. Competenza civilistica (per quanto riguarda accantonamento a fondi rischi e oneri) anche se solo probabili Imputazione dei costi anche se solo probabili

28 28 Determinazione esercizio di competenza Cessione beni mobili Spedizione / consegna salvo che sia diversa e successiva la data in cui si ha leffetto traslativo della proprietà Cessione beni immobili e aziende Stipulazione dellatto salvo che sia diversa e successiva la data in cui si ha leffetto traslativo della proprietà Prestazioni di servizi a carattere unitario / inscindibile Data di ultimazione Prestazioni di servizi ripetuti / continuativi Corrispettivi concorrono nel periodo in cui maturano

29 29 I commi 3 e 4 dellart. 109 contengono disposizioni sul concorso alla formazione del reddito di impresa dei componenti positivi e negativi di reddito. Ricavi, altri proventi, rimanenze Imputazione per competenza indipendentemente dallimputazione a conto economico. Spese, altri componenti negativi Deducibili solo se sono imputati al conto economico non imputati Deducibilità di componenti negativi non imputati nei casi di: imputazione nel conto economico di precedenti esercizi, la cui deducibilità è stata rinviata ai successivi esercizi disposizioni di leggededucibilità prevista da disposizioni di legge sede di accertamento costi inerenti a ricavi tassabili non imputati e rilevati in sede di accertamento (necessario che i costi risultino da elementi certi e precisi) Imputazione al Conto Economico

30 30 I proventi immobiliari

31 31 IMMOBILI NON STRUMENTALI LOCATI (ART. 7 D.L. 203/2005) ART. 7 –D.L. 203/2005 Modifica lart. 90 TUIR Eliminazione deduzione forfetaria del 15% del canone di locazione Deducibilità delle spese di manutenzione ordinaria nei limiti del 15% del canone di locazione: leventuale parte eccedente resta indeducibile

32 32 IMMOBILI NON STRUMENTALI LOCATI (ART. 7 D.L. 203/2005) Spese di manutenzione ordinaria Sono quelle di cui allart. 3, co. 1, lett. a), del DPR 380/2001: interventi edilizi relativi alleopere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti OSSERVAZIONI & CONFRONTO Disparità di trattamenti rispetto alle persone fisiche, per le quali rimane ferma la deduzione del 15% In assenza di spese, o spese inferiori al 15%, tassazione più elevata rispetto al passato In presenza di spese superiori al 15%, non recuperabilità delle stesse negli esercizi successivi

33 33 IMMOBILI NON STRUMENTALI LOCATI (ART. 7) Art. 7, co. 1, lett. b) Lo stesso meccanismo di deduzione delle spese di manutenzione si applica anche agli immobili locati da parte degli enti non commerciali non relativi allimpresa commerciale eventualmente esercitata EFFICACIA ART. 7 Periodo dimposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto (4 ottobre 2005): per i soggetti solari efficacia dal 2005

34 34 Le plusvalenze patrimoniali Plusvalenze Beni immateriali suscettibili di valutazione economica (brevetti, marchi, ecc.) strumentali Beni materiali mobili ed immobili strumentali allesercizio dellimpresa Aziende e rami dazienda immobilizzate Attività finanziarie immobilizzate NO Plusvalenze Beni di cui allart. 85 co. 1 Costi patrimonializzati

35 35 RATEIZZAZIONE FISCALE DELLE PLUSVALENZE: CONDIZIONI DURATA POSSESSO BENI STRUMENTALI La durata del possesso richiesta per la rateizzazione è pari a 3 anni (365 x 3 = 1095 giorni dallacquisto) DURATA POSSESSO IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE È sufficiente che il bene compaia in tre bilanci consecutivi SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE Il periodo di possesso è ridotto da 3 a 1 anno DECORRENZA PERIODO DI POSSESSO Beni mobili: data di consegna come da DDT o documento equipollente Beni immobili ed aziende: data di stipulazione dell'atto notarile Beni riscattati dal leasing: rileva anche il periodo di detenzione in leasing (R.M , n. 379/E) AUTOCONSUMO Nelle ipotesi di autoconsumo, assegnazioni ai soci, destinazioni a finalità estranee e rivalutazioni, la plusvalenza non è rateizzabile IMPRESE CESSATE Le rate eventualmente in sospeso sono interamente acquisite a tassazione nell'ultimo esercizio disponibile

36 La valutazione delle rimanenze 36

37 37 RIMANENZE DI MAGAZZINO Definizione e classi beni destinati alla venditaconcorrono alla loro produzioneLe rimanenze di magazzino includono i beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione nella normale attività di impresa. Merci Merci : prodotti acquistati per la rivendita; Semilavorati Semilavorati : parti finite dacquisto o di produzione; Prodotti in corso di lavorazione Prodotti in corso di lavorazione: materiali, parti ed assiemi in fase di avanzamento; Materie prime Materie prime; Materie sussidiarie e di consumo Materie sussidiarie e di consumo: materiali usati indirettamente nella produzione.

38 38 RIMANENZE DI MAGAZZINO Iscrizione ad una certa data – passaggio di proprietà Passaggio di proprietà Passaggio di proprietà: determina linclusione dei beni tra le rimanenze, in quanto è il momento in cui i rischi vengono trasferiti. generalmente effettuato: Il passaggio di proprietà si considera generalmente effettuato: – Beni mobili – Beni mobili : data di spedizione / consegna; – Beni immobili – Beni immobili : data di stipulazione. Passaggio di proprietà Inclusione tra le rimanenze Beni mobili: spedizione / consegna Beni immobili: stipula

39 39 RIMANENZE DI MAGAZZINO Iscrizione ad una certa data – merci in viaggio e giacenze presso terzi merce in viaggio Qualora la merce in viaggio sia già di proprietà dellimpresa, nonostante non abbia ancora fisicamente raggiunto il magazzino, va comunque inclusa nel magazzino (rilevanza clausole contrattuali); merci presso terzi Lo stesso dicasi per merci di proprietà fisicamente presso terzi in conto deposito, lavorazione, prova, ecc.

40 40 RIMANENZE DI MAGAZZINO Quantità da valorizzare - Inventario quantità da valorizzare Prima di procedere alla valutazione, occorre effettuare la rilevazione delle quantità da valorizzare. 2 modi: Quantità da valorizzare, 2 sistemi di rilevazione Conta fisica Conta fisica alla data di chiusura rilevazioni permanenti Sistema affidabile di rilevazioni permanenti Auspicabile verifica almeno annuale dellaffidabilità

41 Rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti 41 Rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

42 Rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti D ISCIPLINA FISCALE La normativa fiscale riguardante la determinazione e valutazione delle giacenze in esame è contenuta negli artt. 92 e 110 del D.P.R. n. 917/86. Lart. 92 del TUIR dispone che le variazioni delle rimanenze dei prodotti finiti, dei prodotti in fase di produzione e dei semilavorati, come individuati dallart. 85, TUIR, concorrano alla formazione del risultato economico desercizio. Con lart. 110 viene disposto che la valutazione delle giacenze deve avvenire al minore tra il valore normale e il costo specifico, salvo le deroghe previste dallart

43 Rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti 43 ART. 9 TUIR Prezzo o corrispettivo mediamente praticato: per i beni e servizi della stessa specie o similari; in condizioni di libera concorrenza; al medesimo stadio di commercializzazione; nel tempo e nel luogo in cui i beni sono stati acquistati e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. Per il valore normale si fa riferimento, ove esistenti, ai listini o alle tariffe di chi ha fornito le merci, ai listini ed alle mercuriali delle CCIAA, nonché agli usi.

44 Rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti 44 ART. 110 TUIR Nella valutazione dei prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti si dovranno comprendere: oneri diretti di acquisizione (fattura di acquisto) o di produzione oneri accessori di diretta imputazione (spese di trasporto, spese doganali, commissioni di acquisto, spese di assicurazione, ecc.) Non sono comprese nel costo: spese generali industriali ed amministrative (spese di ricevimento, di immagazzinaggio, ecc.); interessi passivi solo per la costruzione di immobili e per le imprese di costruzione

45 Rimanenze Lart. 92 del TUIR riforma la suddetta disposizione, si aggancia alle previsioni di cui allart. 15 del D.P.R. n. 600/73 per il quale linventario deve dare indicare la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per valore, e introduce il criterio dellomogeneità per natura in ordine alla quale il raggruppamento deve essere effettuato per categorie merceologiche uniformi. Questo criterio deve associarsi al concetto di omogeneità per valore; in dottrina si è discusso sul livello di identità di valore che devono presentare beni diversi per essere inclusi nella stessa categoria ovvero: – se si deve trattare di valore esattamente identico; – se si deve trattare di valore non sensibilmente divergente, ammettendo cioè un intervallo di scostamento. 45

46 46 RIMANENZE DI MAGAZZINO Criteri convenzionali di rotazione del magazzino ART. 92, CO. 2, 3 E 4 LIFO A SCATTI COSTO MEDIO PONDERATO FIFO VARIANTI DEL LIFO

47 47 RIMANENZE DI MAGAZZINO Lifo a scatti Principio Si ipotizzano vendute per prime le quantità entrate per ultime Valutazione Nel primo esercizio di formazione delle rimanenze, la valutazione avviene al costo medio ponderato, ottenuto dividendo il costo complessivo dei beni acquistati o prodotti in quellesercizio per la loro quantità Costo complessivo acquisto anno n = Quantità acquistate = Quantità in giacenza = Valore unitario medio = 5.500/ = 0,19 Valore rimanenze anno n = x 0,19 = 380

48 48 RIMANENZE DI MAGAZZINO Lifo a scatti Valutazione esercizi successivi Quantità invariate: si presume che le merci prelevate dal magazzino siano quelle acquistate o prodotte nellesercizio, per cui la valutazione delle giacenze non varia Incremento: lincremento è considerato un nuovo strato di giacenze e va valutato al costo unitario medio degli acquisti o delle produzioni dellesercizio. In tal modo, le giacenze sono raggruppate in diversi strati di formazione per ogni esercizio, ciascuno valutato al costo medio ponderato Decremento: il decremento va imputato alle rimanenze dei periodi precedenti a partire dal più recente

49 49 RIMANENZE DI MAGAZZINO Costo medio ponderato COSTO MEDIO PONDERATO Per movimento: il costo medio è calcolato subito dopo ogni singolo acquisto; le vendite vengono scaricate al costo medio calcolato dopo lultimo acquisto effettuato Per periodo: alle quantità ed ai costi presenti nellinventario allinizio del periodo si aggiungono gli acquisti di un periodo, che può essere un mese, un trimestre, ecc. Dopo aver sommato gli acquisti, si determinano i nuovi costi medi ponderati e gli scarichi del periodo sono valorizzati a tale costo medio ponderato

50 50 RIMANENZE DI MAGAZZINO Fifo Per le diverse categorie di beni, le quantità meno recenti sono le prime ad essere vendute o utilizzate nel processo produttivo; restano in giacenza le quantità acquistate o prodotte successivamente. Questo metodo rispecchia i prezzo correnti e, in periodi di prezzi crescenti, comporta liscrizione: nello S.P. di giacenze a prezzo correnti; nel C.E. una sopravalutazione dellutile, poiché ai ricavi correnti sono contrapposti costi inferiori a quelli attuali.

51 51 RIMANENZE DI MAGAZZINO Varianti del Lifo Si tratta del LIFO continuo, secondo cui: le merci vengono scaricate valorizzando le quantità in uscita ai prezzi più recenti; non si formano starti di giacenze come nel LIFO a scatti; le partite di merci acquistate nel corso dellanno mantengono la loro individualità ed il loro costo specifico di acquisto.

52 52 RIMANENZE DI MAGAZZINO Prodotti in corso di lavorazione Per tali prodotti, non è possibile ladozione degli ordinari criteri di valutazione, poiché devono ancora subire ulteriori processi di trasformazione per ottenere lo status di prodotti finiti. Lart. 92, co. 6, prevede che tali prodotti siano valutati in relazione alle spese sostenute nellesercizio, che sono costituite (art. 110): dagli oneri diretti; dagli oneri accessori di diretta imputazione.

53 53 RIMANENZE DI MAGAZZINO Prezzo al dettaglio – Retail Method allarticolo 92 comma 8 del T.U.I.R In base allarticolo 92 comma 8 del T.U.I.R., per le attività di commercio al minuto è consentita la valutazione delle rimanenze con il metodo del prezzo al dettaglio. non si tratta di un metodo di determinazione del costo Come specificato dal principio contabile numero 13, non si tratta di un metodo di determinazione del costo. Viene inoltre specificato che, qualora venga utilizzato, per essere accettabile deve produrre risultati similari ai metodi sopra descritti. E applicabile ai casi di rimanenze non valutabili altrimenti, soggette ad un rapido rigiro ed aventi caratteristiche merceologiche diverse. Nota beneNota bene: lo stesso articolo 92 comma 8 citato richiede che, qualora le rimanenze siano così valorizzate, in dichiarazione dei redditi o in apposito allegato devono essere illustrati i criteri e le modalità utilizzati.

54 54 RIMANENZE DI MAGAZZINO Mutamento dei criteri di valutazione Il contribuente può modificare i criteri di valutazione delle giacenze da un esercizio allaltro, purchè adotti un criterio tra quelli consentiti dalla norma fiscale. Lart. 110, co. 6, prevede che in tal caso il contribuente deve segnalare allAgenzia delle Entrate competente la variazione di criterio nella dichiarazione dei redditi o in apposito allegato. Lefficacia di tale comunicazione decorre dallo stesso esercizio in cui il contribuente decide di adottare il nuovo criterio.

55 55 RIMANENZE DI MAGAZZINO Effetti delle valutazioni negli esercizi successivi ART. 92 CO. 7 Le rimanenze finali di un esercizio costituiscono le rimanenze iniziali dellesercizio successivo ART. 110 CO. 8 Eventuali rettifiche delle valutazioni operate dallUfficio in un esercizio hanno effetto anche per gli esercizi successivi. LUfficio ha obbligo di rettificare le valutazioni degli esercizi successivi. Ciò comporta il ricalcolo delle dichiarazioni successive Modificato dallart. 1, co. 1, della Legge , n Prima di tale modifica, la rettifica dellUfficio non influenzava gli esercizi successivi, in virtù del principio di autonomia di ciascun periodo dimposta

56 A.2 – rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti V ARIAZIONE DELLE GIACENZE IRESIRAP Prodotti finiti Soggetta ad imposizione La variazione fiscalmente rilevante viene calcolata secondo lart. 92 del TUIR Soggetta ad imposizione Prodotti in corso di trasformazione Soggetta ad imposizione La variazione fiscalmente rilevante viene calcolata secondo lart. 92 del TUIR Soggetta ad imposizione Semilavorati Soggetta ad imposizione La variazione fiscalmente rilevante viene calcolata secondo lart. 92 del TUIR Soggetta ad imposizione 56

57 B.11 – rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 57 VARIAZIONE DELLE GIACENZE IRESIRAP Materie prime Soggetta ad imposizione La variazione fiscalmente rilevante viene calcolata secondo lart. 92 TUIR Soggetta ad imposizione Materie sussidiarie Soggetta ad imposizione La variazione fiscalmente rilevante viene calcolata secondo lart. 92 TUIR Soggetta ad imposizione Materie di consumo Soggetta ad imposizione La variazione fiscalmente rilevante viene calcolata secondo lart. 92 TUIR Soggetta ad imposizione Merci Soggetta ad imposizione La variazione fiscalmente rilevante viene calcolata secondo lart. 92 TUIR Soggetta ad imposizione

58 Lavori in corso su ordinazione 58

59 59 LAVORI IN CORSO SU ORD. Struttura art. 93 T.U.I.R. CO. 1 PRINCIPIO GENERALE CO VALUTAZIONE BASATA SUL CORRISPETTIVO PATTUITO VALUTAZIONE BASATA SUL COSTO (COMMESSA COMPLETATA) CO. 5 CO. 6ADEMPIMENTI NEL MODELLO UNICO CO. 7CORRISPETTIVI IN VALUTA ESTERA

60 60 LAVORI IN CORSO SU ORD. Ambito di applicazione art. 93 T.U.I.R. OGGETTO Ultrannuale, ossia oltre 12 mesi la durata decorre dallinizio effettivo dellopera; altrimenti art. 92, co. 6, valutazione al costo sostenuto DURATA Esecuzione di opere, forniture e servizi di carattere unitario, ossia indivisibili in parti unitarie ESEMPI Appalto, vendita su ordinazione, su commessa e qualsiasi altro contratto similare

61 Lavori in corso su ordinazione I criteri di valutazione delle rimanenze sono differenti a seconda che la durata del contratto sia o meno inferiore a 12 mesi. Ciò che rileva inizialmente è la data stabilita nel contratto stesso. Se poi i lavori considerati di durata infrannuale (inferiore a 12 mesi) si protraggono oltre il termine previsto, non vi sono conseguenze se non nel caso in cui si vada oltre la chiusura dellesercizio successivo. 61

62 Lavori in corso su ordinazione Esempio: impresa con chiusura 31 dicembre; commessa infrannuale con inizio lavori il ; al 31 dicembre 2009 la commessa viene valutata con il metodo del costo (criterio della commessa completata). Se i lavori proseguono oltre il la commessa diventa ultrannuale, ma non vi sono conseguenze sui criteri di valutazione se non nel caso in cui al i lavori non sono ultimati. In tal caso si dovranno applicare i criteri di valutazione previsti per le commesse ultrannuali. 62

63 63 LAVORI IN CORSO SU ORD. Caratteristiche lavori ultrannuali RICAVI Il ricavo derivante dallesecuzione dellopera è funzione del prezzo concordato con il committente e delle clausole contrattuali che possono portare ad una maggiorazione del prezzo (revisione prezzi, penalità, interessi di mora, ecc.). La rilevazione del ricavo va eseguita allatto dellaccettazione dellopera (collaudo) e i versamenti eseguiti durante lesecuzione dellopera, sulla base dei s.a.l. non rappresentano ricavi ma semplici anticipazioni LAVORI IN CORSO Alla fine di ogni esercizio i lavori in corso di esecuzione, oppure già completati, ma non ancora accettati dal committente, costituiscono rimanenze finali, che possono essere valutate con due metodi: -corrispettivo pattuito o liquidato; -commessa completata.

64 64 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito (co ) CARATTERISTICHE PRINCIPALI Prevede la suddivisione dellutile totale che scaturisce dalloperazione nei vari esercizi di svolgimento del lavoro in corso, in proporzione ai lavori eseguiti per ciascun periodo. In tal modo si evita la concentrazione dellimponibile nellultimo esercizio. Costituisce una deroga allart. 109, secondo cui le prestazioni di servizi concorrono a formare il reddito alla data di ultimazione della prestazione Alla fine di ciascun esercizio: 1)si stabilisce la percentuale del lavoro già effettuato rispetto al totale dellopera 2)Si moltiplica questa percentuale per il ricavo pattuito 3)Si attribuisce il valore ottenuto del lavoro in corso (rimanenza finale)

65 65 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito (co ) Si consideri il seguente esempio: Corrispettivo pattuito = Costo sostenuto esercizio n = Costo sostenuto esercizio n+1 = Costo sostenuto esercizio n+2 = COSTO TOTALE = Valutazione rimanenze esercizio n = / x = Valutazione rimanenze esercizio n+1 = ( )/ x = Valutazione rimanenze esercizio n+2 = ( )/ x = In tal modo, lutile totale di è stato suddiviso come segue: esercizio n = – = esercizio n+1 = – – = esercizio n+2 = – – =

66 66 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito (co ) Tale metodo presuppone: -attendibili previsioni del ricavo totale, tenendo conto che nelle commesse ultrannuali il prezzo può variare a seguito di diverse clausole contrattuali -attendibile stima dei costi totali, che deve tener conto degli eventuali imprevisti in corso di lavorazione -adeguata rilevazione dei costi sostenuti (tecniche di contabilità industriale)

67 67 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito – maggiorazioni di prezzi ART. 93 CO. 2 Le maggiorazioni di prezzo richieste per legge o per disposizioni contrattuali, ma non ancora determinate in via definitiva, rilevano, nella valutazione delle rimanenze finali, in misura non inferiore al 50% Le maggiorazioni di prezzo definitivamente stabilite rilevano nella misura del 100% nella valutazione delle rimanenze (ad esempio, per eccessiva onerosità o difficoltà nellesecuzione dellopera o servizio). Le richieste di revisione prezzi, effettuate senza presupposti giuridici o contrattuali, non hanno alcuna rilevanza nella valutazione delle rimanenze.

68 68 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito – corrispettivo liquidato ART. 93 CO. 2 I corrispettivi liquidati in base allo stato avanzamento lavori non costituiscono ricavi, bensì anticipi da clienti, fino al momento della loro definitiva accettazione dellopera. La valutazione delle rimanenze finali non avviene sulla base dei corrispettivi pattuiti, bensì sulla base dei s.a.l., in quanto maggiormente rappresentativi.

69 69 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito – rischio contrattuale ART. 93 CO. 3 Il valore delle rimanenze finali può essere ridotto di una percentuale a titolo di rischio contrattuale, non conoscibile allatto della stipula del contratto. Tale percentuale, da applicare al valore delle rimanenze valutate come previsto dal co. 2, può essere: del 2% in caso di contratti con chiunque stipulati; del 4% quando si tratta di contratti che prevedono lesecuzione di opere o servizi allestero ed il committente è un soggetto non residente in Italia (entrambe le condizioni) Nota bene: per effetto del D.L. n. 223/06, tale riduzione forfettaria è stata abrogata a decorrere dal periodo dimposta 2006

70 70 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito – liquidazioni definitive ART. 93 CO. 4 Se il committente liquida dei corrispettivi in via definitiva, queste costituiscono dei ricavi realizzati in quanto certi. In tal caso, alla fine dellesercizio, in sede di valutazione delle rimanenze: gli importi liquidati a titolo definitivo non devono essere considerati; si considera solo la quota di corrispettivo non ancora liquidato; Le variazioni, positive o negative, dovute a fatti nuovo sopravvenuti dopo la liquidazione a titolo definitivo, costituiscono sopravvenienze attive o passive, a seconda del loro segno.

71 71 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito – liquidazioni definitive esempio Corrispettivo pattuito = % completamento esercizio n = 40% % completamento esercizio n+1 = 35% % completamento esercizio n+2 = 25% COSTO TOTALE = Valutazione rimanenze esercizio n = x 40% = Valutazione rimanenze esercizio n+1 = x (40%+35%) = Valutazione rimanenze esercizio n+2 = x (40%+35%+25%) = In tal modo, lutile totale di è stato suddiviso come segue: esercizio n = – (8.000x40%) = 800 esercizio n+1 = – ( x35%) = 700 esercizio n+2 = – ( x25%) = 500 (continua slide successiva)

72 72 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del corrispettivo pattuito – liquidazioni definitive esempio Si ipotizzi che nellesercizio n+1 avvenga una liquidazione definitiva di metà del corrispettivo. Nel bilancio al dellesercizio n+1 si avrà: Corrispettivo liquidato a titolo definitivo per Rimanenze valutate a 2.500, pari alla differenza tra percentuale di completamento risultante nellesercizio n+1 (7.500) e corrispettivo liquidato a titolo definitivo (5.000).

73 73 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del costo (commessa completata) – co. 5 CARATTERISTICHE PRINCIPALI Costituisce una deroga al criterio della percentuale di completamento. Tale valutazione implica una riduzione del risultato di esercizio ed un differimento dellimponibile fiscale alla data di conclusione della prestazione. CONDIZIONI deve accompagnarsi ad una valutazione civilistica ottenimento dellautorizzazione dellAgenzia delle Entrate, con efficacia a partire dallesercizio in cui è stata rilasciata deve riguardare tutte le opere in corso FINANZIARIA 2007 Abrogazione co. 5 per le opere iniziate a decorrere dall

74 74 LAVORI IN CORSO SU ORD. Metodo del costo (commessa completata) – esempio Si consideri il seguente esempio: Corrispettivo pattuito = Costo sostenuto esercizio n = Costo sostenuto esercizio n+1 = Costo sostenuto esercizio n+2 = COSTO TOTALE = Valutazione rimanenze esercizio n = Valutazione rimanenze esercizio n+1 = = Valutazione rimanenze esercizio n+2 = = In tal modo, lutile totale di è stato suddiviso come segue: esercizio n = zero esercizio n+1 = zero esercizio n+2 =

75 A.3 – lavori in corso su ordinazione V OCE P RINCIPIO CONTABILE NAZIONALE R ILEVANZA FISCALE IRESIRAP Lavori in corso su ordinazione n. 23SI 75

76 76 Tipologie di contributi: classificazione a fini fiscali Tipo contributo ProduceMomento tassazioneRiferimento Di natura contrattuale Ricavo Certezza giuridica diritto al contributo Art. 85, co. 1, lett. g) In conto esercizio per legge Ricavo Certezza giuridica diritto al contributo Art. 85, co. 1, lett. h) In conto impianti Nessuno dei dueCompetenzaR.M. 100/E Diversi dai precedenti Sopravvenienza Incasso o incasso e successivi 4 Art. 88, co. 3, lett. B)

77 77 Tipologia contributo Disciplina civilistica Disciplina fiscale Contributi in conto esercizio A5 A5 del Conto economico articolo 2425 c.c. competenza Sempre ricavi - Principio di competenza Contributi in conto impianti A5 A5 del Conto economico (+ risconti passivi) riduzione costo riduzione costo del cespite PC numero 16 competenza Principio di competenza in base al criterio contabile adottato Contributi in conto capitale e liberalità E20 E20 del Conto economico (eventuali risconti passivi) PC numero 16 A5 A5 del Conto economico Dottrina cassa Principio di cassa (nellesercizio di incasso o nei 5 esercizi a partire da quello di incasso)

78 78 Indennità risarcitorie 85 lett. f), Vengono considerate, ai sensi dellart. 85 lett. f), fattispecie produttive di ricavi o di plusvalenze nei seguenti casi: Indennità risarcitorie danno luogo a: Ricavo Ricavo, se riferite a beni produttivi di ricavi Plusvalenza Plusvalenza, se riferite a beni alla cessione di beni diversi da quelli di cui alle lettere precedenti dellarticolo in esame

79 79 Concorrenza alla formazione del reddito Concorrono a formare il reddito nellesercizio in cui diventano : Certe Obiettivamente determinabili Indennità risarcitorie: principio di competenza Indipendentemente dalla data di effettivo incasso (principio di competenza)

80 80 Soci: tipi di versamenti a favore della società Versamenti a titolo di: finanziamento A titolo di finanziamento Disciplina di cui allarticolo 44, comma 1, lettera a) del TUIR: genera reddito di capitale Disciplina di cui allarticolo 46 del TUIR: le somme si presumono a titolo di mutuo se non risulta che il versamento avviene a titolo diverso (da bilanci / rendiconti) nessun titolo A nessun titolo specifico successiva rinuncia A titolo di finanziamento con successiva rinuncia Operazione fiscalmente neutra, lart. 88 la esclude dalle fattispecie produttive di sopravvenienze, indipendentemente dal fatto che sia o no proporzionale alle quote di partecipazione fondo perduto contocapitale A fondo perduto o in conto capitale (no obbligo rimborso)

81 81 LA NOZIONE DI COSTO Art. 110, co. 1, TUIR

82 82 Nozione di costo Nel costo di acquisto: – Si comprendono gli oneri accessori di diretta imputazione – Si escludono gli interessi passivi (salvo quanto previsto per le immobilizzazioni) e le spese generali

83 83 Oneri accessori Rientrano tra gli oneri accessori: – Tutti quei costi legati con il bene da un nesso di consequenzialità, ossia di causa ed effetto (spese di registrazione, legali, notarili, mediazioni, ecc.) – Liva indetraibile oggettivamente (lIva indetraibile da pro-rata è considerata spesa generale – C.M , n. 38/E e R.M , n. 297/E)

84 Ammortamenti e manutenzioni 84

85 85 Lammortamento Definizione del Piano di ammortamento civilistico: Valore da ammortizzare Residua possibilità di utilizzazione: vita utile Criterio di ripartizione - Quote costanti - Quote crescenti - Quote decrescenti Momento di rilevanza: Dalla disponibilità del bene Generano fiscalità differita

86 86 Disciplina fiscale dellammortamento Le regole di ammortamento dellart. 102 TUIR: ammortamento a partire da entrata in funzione del bene; misura massima data dai coefficienti (DM 31/12/88); riduzione al 50% per il 1° anno (salvo per i beni entrati in funzione nel 2008 ai sensi della L. 244/2007); ammortamento accelerato: proporzionalmente alla più intensa utilizzazione rispetto a quella normale del settore (abrogato dal 2008 dalla L. 244/2007); ammortamento anticipato: fino al doppio di quello ordinario, per i primi 3 esercizi di entrata in funzione (abrogato dal 2008 dalla L. 244/2007) ammortamento anticipato su beni usati: solo per il 1° anno di entrata in funzione (abrogato dal 2008 dalla L. 244/2007) ; ammortamento ridotto: è ammesso senza limiti; beni con costo fino a 516,46: sono interamente deducibili; deducibilità del costo non ancora ammortizzato in caso di eliminazione dei beni.

87 87 Disciplina fiscale dellammortamento Casi particolari: Le regole di ammortamento dellart. 102 TUIR: Apparecchi terminali per servizio radiomobile pubblico: Autotrasportatori: 100% di 1 telefono per ogni mezzo Altri soggetti: 80% del costo La regola vale anche per le spese di gestione Società di leasing: Le quote di ammortamento sono calcolate in base alla durata del contratto Affitto o usufrutto dazienda: Le quote sono dedotte dallaffittuario o dallusufruttuario

88 88 Disciplina fiscale dellammortamento Casi particolari: Autoveicoli, motocicli e ciclomotori: limite del 40% (80% per agenti di commercio) su tetto massimo di: ,99 (25.822,84 per gli agenti di commercio) per autovetture 4.131,66 per motoclicli 2.065,83 per ciclomotori limite del 90% per gli autoveicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo dimposta

89 89 Ammortamento fiscale dei fabbricati e scorporo dei terreni: – Dal 2006 dal fabbricato deve essere scorporato il valore del terreno: scorporo pari al maggior valore fra quello iscritto in bilancio e il 20% elevato al 30% per i fabbricati industriali – Il fondo di ammortamento al va suddiviso fra f.do amm.to terreno e f.do amm.to fabbricato nella stessa proporzione in cui si è diviso il costo. Disciplina fiscale dellammortamento

90 Manutenzioni e riparazioni Le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione – non portate ad incremento del costo dei beni strumentali ai quali si riferiscono – deducibili a norma dellart. 102, co. 6, del TUIR (manutenzioni ordinarie) nel limite del 5% dei beni al 1° gennaio Particolarità: Imprese di nuova costituzione: il riferimento sarà fatto ai beni al 31 dicembre Autoveicoli: il limite di deducibilità sarà calcolato considerando il 40% (80% per agenti e rapp.) (nel rispetto dei valori massimi) 90

91 91 le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione – non portate ad incremento del costo dei beni strumentali ai quali si riferiscono – deducibili a norma dellart. 102, co. 6, del TUIR (manutenzioni ordinarie) nel limite del 5% dei beni al 1° gennaio Particolarità: Imprese di nuova costituzione: il riferimento sarà fatto ai beni al 31 dicembre Autoveicoli: il limite di deducibilità sarà calcolato considerando il 40% (80% per agenti e rapp.) (nel rispetto dei valori massimi) Beni rivalutati: questanno rilevano i nuovi valori della rivalutazione 2005

92 Leasing Limitazioni fiscali : Art. 102, co. 7, Tuir: Per i beni mobili: la durata prevista dal contratto non deve essere inferiore alla metà (2/3 dal 2008) del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente ordinario; Per i beni immobili: la durata prevista dal contratto non deve essere inferiore a 8 (11 dal 2008) o a 15 (18 dal 2008) anni (per contratti stipulati successivamente al 2 marzo 1989). Art. 164 Tuir limiti deducibilità su mezzi di trasporto a motore. 92

93 93 Con riferimento ai canoni di locazione finanziaria relativi ad autovetture, autocaravan, motocicli e ciclomotori utilizzati nellesercizio dellimpresa, va tenuto conto delle disposizioni di cui allart. 164 del TUIR si dovrà determinare la quota parte deducibile nei canoni di leasing: Determinazione della quota dei canoni deducibile: ,99 Prezzo pagato dalla società di leasing al fornitore = % deducibilità dei canoni X 100 Leasing

94 94 Cessione del contratto di leasing In caso di cessione del contratto di leasing, lart. 88, comma 5, del TUIR, prevede che il valore normale del bene costituisce sopravvenienza attiva. La quantificazione della sopravvenienza attiva avviene sottraendo gli eventuali canoni residui e il prezzo di riscatto (attualizzati alla data della cessione) dal valore normale del bene (R.M , N. 212/E - C.M , n. 108/E)

95 95 R.M N. 212/E Individua il trattamento fiscale in capo al cessionario del contratto di leasing, precisando che: – Limporto corrispondente alla sopravvenienza attiva realizzata dal cedente (valore normale del bene al netto dei canoni residui e del prezzo di riscatto attualizzati) costituisce un costo sospeso da aggiungere al valore del bene da iscrivere nellattivo dello stato patrimoniale allatto del riscatto del bene (quindi ammortizzabile insieme al prezzo di riscatto) – Leventuale eccedenza costituisce una spesa relativa a più esercizi ex art. 108 co. 3 del TUIR, deducibile quindi lungo la durata residua del contratto (per il cedente costituisce un componente positivo imponibile) Leventuale mancato esercizio del riscatto da parte del cessionario del contratto determina la deducibilità integrale nellesercizio del costo sopportato per lacquisto del contratto

96 Noleggio di mezzi di trasporto Non si tiene conto della parte del costo eccedente: 3.615,20 per autovetture ed autocaravan 774,69 per i motocicli 413,17 per i ciclomotori 96

97 97 Tremonti-ter Art. 5, co. 1-3, del Dl C.M , n. 44/E

98 98 Tremonti ter 1. Novità e differenze rispetto alle precedenti versioni codice 28 ATECO 2007 Riferimento al codice 28 ATECO 2007 per lindividuazione dei beni agevolabili; disinvestimento per poter beneficiare dellagevolazione Non è richiesta leffettuazione di alcun disinvestimento per poter beneficiare dellagevolazione Esclusionelavoratori autonomi Esclusione dei lavoratori autonomi dalla possibilità di poter fruire dellagevolazione Novitàoggettive Novitàsoggettive TEMONTI D.L. n. 357/1994 TEMONTI BIS L. 383/2001 TEMONTI TER D.L. n. 78/2009

99 99 Tremonti ter 2. Aspetto soggettivo dellagevolazione Regola generale Possono fruire dellagevolazione tutti i soggetti residenti nel territorio dello Stato titolari di reddito dimpresa indipendentemente: -dalla natura giuridica; -dalla dimensione; -dal settore produttivo di appartenenza Non è richiesto alcun requisito temporale di esistenza del soggetto alla data di entrata in vigore del DL 78 (1 luglio 2009), quindi possono usufruire dellagevolazione anche i soggetti che si costituiscono dopo tale data.

100 100 Tremonti ter 2. Aspetto soggettivo dellagevolazione 100 Soggetti ammessi alla fruizione dellagevolazione C.M. n. 44/E/2009 Persone fisiche esercenti attività commerciale anche sottoforma di impresa familiare o azienda coniugale Enti pubblici e privati, diversi dalle società, nonché i trust con o senza prevalente esercizio di attività commerciale S.n.c. e S.a.s. Società di fatto che hanno per oggetto lesercizio di attività commerciale S.p.a. e S.a.p.a. Società consortili con a rilevanza sia interna che esterna S.r.l. Società di armamento Contribuenti minimi (art. 1, co L. n. 244/2207) slide successiva Società cooperative e di mutua assicurazione Soggetti c.d. nuove iniziative produttive (art. 13 L. n. 388/2000) Soggetti esercenti attività agricola che determinano il reddito ex art. 56, co. 5 e 6 TUIR Imprenditori agricoli che svolgono attività di agriturismo e che si avvalgono del regime fofetario Le persone fisiche e le società semplici con riferimento allattività agricola oltre i limiti di cui allart. 32 del TUIR (Reddito agrario)

101 101 Tremonti ter 2. Aspetto soggettivo dellagevolazione Soggetti NON ammessi alla fruizione dellagevolazione C.M. n. 44/E/2009 Persone fisiche e le società semplici con riferimento allattività agricola svolta nei limiti di cui allart. 32 del TUIR Le persone fisiche con riferimento allattività produttiva di reddito di lavoro autonomo (art. 53 del TUIR) Le associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per lesercizio in forma associata di arti e professioni, nonché le società tra avvocati Gli enti non commerciali se non titolari di reddito dimpresa

102 102 Tremonti ter 2. Aspetto soggettivo dellagevolazione Casiparticolari Contribuenti minimi: 1)Superamento del plafond di sul triennio; 2) Fuoriuscita dal regime e conseguimento di una perdita fiscale Società non operative (di comodo) 1)Possibilità di fruire dellagevolazione; 2) Irrilevanza degli investimenti agevolati ai fini della determinazione del reddito minimo

103 103 Tremonti ter 2. Aspetto soggettivo dellagevolazione – Casi particolari Contribuenti minimi (C.M. 44/E/2009 art. 1, co. 111 L. n. 244/2007) Ai fini della permanenza nel regime dei minimi, si ricorda che ai sensi del co. 111 dellart. 1 della L. 244/2007, gli acquisti di beni strumentali, sommati a quelli dei 2 anni precedenti, non devono superare lammontare complessivo di , pena la fuoriuscita dal regime. In caso di superamento del suddetto limite, la cessazione di efficacia del regime dei minimi, non comporta la revoca dellagevolazione Tremonti-ter. Leventuale perdita che si dovesse generare a seguito dellagevolazione sarà utilizzabile con le regole proprie del regime dei minimi (riportabile ai periodi dimposta successivi), indipendentemente dalle diverse modalità di determinazione del reddito adottate a seguito delluscita dal regime stesso (ad esempio, regime di contabilità semplificato).

104 104 Tremonti ter 2. Aspetto soggettivo dellagevolazione – Casi particolari Società non operative La disciplina delle società di comodo di cui allart. 30 della L , n. 724 non implica il venir meno delle agevolazioni fiscali previste da specifiche disposizioni di legge (cfr. circolare n. 25 del ). Lagevolazione in esame non viene meno qualora il beneficiario non superi la verifica di operatività prevista dalla suddetta normativa. Limporto escluso da imposizione per effetto della Tremonti-ter dovrà essere sommato agli altri importi che non concorrono a formare il reddito imponibile per effetto di disposizioni agevolative concorre alla formazione del reddito minimo presunto.

105 105 Tremonti ter 3. Aspetto oggettivo dellagevolazione Regola generale Risultano agevolabili solo i macchinari e le apparecchiature elencati nella divisione 28 della tabella ATECO 2007 Sono esclusi dallagevolazione tutti gli investimenti in beni diversi da quelli espressamente elencati, nonché quelli per lacquisto di autovetture, beni immobili, ecc.; lutilizzo del termine investimenti comporta che il bene è agevolato se possiede il requisito della strumentalità NO AGEVOLAZIONE PER I BENE MERCE è richiesto, al pari delle precedenti versioni dellagevolazione, il requisito della novità del bene oggetto di investimento, con la conseguenza che non sono agevolabili gli acquisti di beni usati.

106 106 Tremonti ter 3. Aspetto oggettivo dellagevolazione Individuazione dei beni Chiarimenti forniti dalla C.M. 44/E/2009 Valgono anche le indicazioni contenute nelle Note esplicative e di contenuto dei singoli codici della classificazione che riportano specifici esempi di inclusione o di esclusione dalle divisioni di cui si compone la tabella ATECO 2007 (disponibili sul sito Esempio: Fabbricazione di altre macchine utensili (incluse parti e accessori) Fabbricazione di altre macchine utensili (incluse parti e accessori) nca - fabbricazione di macchine utensili per la lavorazione di legno, osso, pietra, gomma indurita, plastiche dure, per la lavorazione a freddo del vetro eccetera inclusi quelle che utilizzano raggi laser, onde ad ultrasuoni, arco a plasma, impulsi magnetici eccetera - fabbricazione di portapezzi per macchine utensili - fabbricazione di teste a dividere e di altri accessori speciali per macchine utensili - fabbricazione di macchine fisse per inchiodare, graffare, incollare o assemblare diversamente legno, sughero, osso, gomma indurita o plastiche dure eccetera - fabbricazione di trapani fissi a rotazione o a rotazione-percussione, limatrici, rivettatrici eccetera - fabbricazione di presse per la fabbricazione di pannelli di particelle e simili Dalla classe sono escluse: - fabbricazione di strumenti intercambiabili per macchine utensili (punte da trapano, punzoni, stampi, prese intermedie, frese, torni, lame di sega, lame per tagliatrici eccetera), cfr fabbricazione di saldatori elettrici a mano e di pistole per saldare, cfr fabbricazione di utensili portatili a motore, cfr fabbricazione di macchine utilizzate in stabilimenti metallurgici e fonderie, cfr fabbricazione di macchine per miniera e cava, cfr riparazione e manutenzione di altre macchine utensili, cfr

107 107 Tremonti ter 3. Aspetto oggettivo dellagevolazione Individuazione dei beni Chiarimenti forniti dalla C.M. 44/E/2009 Nella nozione di nuovi macchinari e nuove apparecchiature si intendono compresi, qualora oggetto del medesimo investimento complessivo, i componenti o parti indispensabili per il funzionamento degli stessi, ancorché non inclusi nella divisione 28 computer e programmi di software (ad esempio, computer e programmi di software che servono a far funzionare i macchinari e le apparecchiature), che ne costituiscono dotazione; Al di fuori della predetta ipotesi di investimento complessivo in nuovi macchinari e nuove apparecchiature, ai fini dellagevolazione rileva lacquisto di nuovi parti e accessori solo se espressamente inclusi nella divisione 28 ai fini dellagevolazione delle parti e degli accessori è necessario verificare se gli stessi rientrano o meno nel codice 28 ATECO 2007 Parti e componenti indispensabili Parti e accessori

108 108 Tremonti ter 4. Aspetto territoriale dellagevolazione Il D.L. 78/2009 non prevede alcuna restrizione circa la provenienza del bene oggetto dellinvestimento Per quanto concerne la destinazione dei beni oggetto dellinvestimento larticolo 5 del decreto, a differenza della Tremonti-bis, non prevede espressamente che linvestimento deve essere realizzato nel territorio dello Stato. Tuttavia, il co. 3-bis prevede la revoca dellagevolazione se i beni oggetto degli investimenti sono ceduti a soggetti aventi stabile organizzazione in Paesi non aderenti allo Spazio economico europeo Pertanto, ai fini dellagevolazione, i macchinari e le apparecchiature oggetto di investimento da parte dei soggetti interessati devono essere allocati in strutture produttive nel territorio dello Stato, degli Stati membri della Comunità europea o degli Stati aderenti allaccordo sullo SEE, che comprende anche lIslanda, il Liechtenstein e la Norvegia.

109 109 Tremonti ter 5. Modalità di acquisizione acquisto diretto; contratto di leasing contratto di appalto; costruzioni in economia al fine di verificare il requisito della novità del bene, è necessario che il costo del bene usato utilizzato NON sia di rilevante entità rispetto al costo complessivamente sostenuto no leasing operativo

110 110 Tremonti ter 6. Determinazione del costo agevolazione 50% del costo sostenuto art. 110 del TUIR: Lagevolazione risulta essere pari al 50% del costo sostenuto per lacquisizione del bene agevolabile determinato secondo quanto disposto dallart. 110 del TUIR: gli oneri accessori di diretta imputazione (spese di trasporto, montaggio, installazione, posa in opera, ecc.); al netto di eventuali contributi in conto impianti, indipendentemente dalle modalità di contabilizzazione degli stessi. N.B. LIva indetraibile costituisce parte integrante del costo: sia per effetto di indetraibilità oggettiva (un esempio potevano essere le autovetture, ma non risultano essere agevolabili); sia laddove la mancata detrazione sia collegata alla presenza di un pro-rata di detrazione pari a zero, come precisato dalla R.M. n. 297/E/2002

111 111 Tremonti ter 6. Determinazione del costo agevolazione Acquisti in leasing Acquisti in leasing il valore di riferimento per la determinazione dellagevolazione è data dal costo sostenuto dal concedente (società di leasing) per lacquisto del bene, ad esclusione del prezzo di riscatto. Il riscatto di beni nel periodo intercorrente tra il 1° luglio 2009 e il 30 giugno 2010 NON rileva ai fini dellapplicazione della Tremonti-ter. N.B. Lagevolazione spetta allutilizzatore e non al concedente (società di leasing). Nel caso in cui per lutilizzatore lIva sui canoni di locazione sia indetraibile (ex art. 19-bis1 DPR 633/1972) assume in ogni caso rilievo anche lIva pagata dal locatore sullacquisto del bene (R.M , n. 90/E).

112 112 Tremonti ter 6. Determinazione del costo agevolazione Acquisti da parte di ENTI NON COMMERCIALI: lagevolazione relativa a beni utilizzati promiscuamente: Attività istituzionale Attività commerciale va commisurata alla quota degli investimenti riferibili allattività commerciale ( rapporto sulla base della tipologia dei ricavi, se non si è nella condizione di una identificazione precisa). Acquisto di un bene agevolato e successivo Lease back: lagevolazione spetta anche nel caso in cui il bene oggetto dellinvestimento, per il quale si fruisce dellagevolazione, formi oggetto di un successivo contratto di sale and lease back No revoca dellagevolazione Leasing appalto: lagevolazione spetta anche nellipotesi in cui la società di leasing realizzi in appalto un bene rientrante nella categoria 28 ATECO Assumono quale investimento dellutilizzatore i corrispettivi che la società di leasing/concedente ha liquidato allappaltatore in base ai SAL.

113 113 Tremonti ter 6. Determinazione del costo agevolazione 113 : sono agevolabili anche i beni rientranti nella divisione 28 realizzati in economia nel periodo intercorrente dal 1° luglio 2009 al 30 giugno Beni realizzati in economia: sono agevolabili anche i beni rientranti nella divisione 28 realizzati in economia nel periodo intercorrente dal 1° luglio 2009 al 30 giugno N.B. COSTI RILEVANTI COSTI DI PROGETTAZIONE COSTO DEL MATERIALE ACQUISTATO COSTO DELLA MANODOPERA DIRETTA AMMORTAMENTO DEI BENI STRMENTALI IMPIEGATI COSTI INDISTRIALI IMPUTABILI ALLOPERA: Stipendi dei tecnici; Energia elettrica Spese di manutenzione Lagevolazione spetta anche per le opere in corso, iniziate o sospese in esercizi precedenti al periodo di applicazione dellagevolazione, ma limitatamente ai costi sostenuti nel periodo di vigenza dellagevolazione (C.M , n. 90/E).

114 114 Tremonti ter 6. Determinazione del costo agevolazione Beni realizzati mediante contratti di appalto: sono agevolabili anche i beni rientranti nella divisione 28 realizzati mediante contratti di appalto. N.B. I costi si considerano sostenuti dal committente: alla data di ultimazione della prestazione; alla data in cui lopera, o porzione di essa, risulta essere verificata e accettata dal committente sulla base dei SAL liquidati in via definitiva

115 115 Tremonti ter 7. Momento di effettuazione degli investimenti Regola generale Risultano agevolabili gli investimenti fatti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto quindi dal 1° luglio 2009 e fino al 30 giugno Secondo quanto disposto dallart. 109 del TUIR e confermato dalla C.M. n. 44/E/2009 le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili: alla data di consegna o di spedizione; ovvero se diversa e successiva alla data in cui si verifica leffetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.

116 116 Tremonti ter 7. Momento di effettuazione degli investimenti Sarà, di conseguenza, interessato dallagevolazione lacquisto del bene che ha avuto consegna entro il 30 giugno e la fatturazione successiva al 1° luglio. Risulta irrilevante anche il pagamento della fattura, essendo invece determinante la consegna. data di consegna rinvenibile dal DDT o dalla fattura immediata; data di consegna del bene al locatario rinvenibile dal DDT; ultimazione dellopera; stati di avanzamento con liquidazione definitiva (questultima ipotesi per gli appalti con consegne ripartite). Acquisto diretto del bene Leasing Beni realizzati in appalto

117 117 Tremonti ter 8. Fruizione dellagevolazione Regola generale Si deve operare una variazione in diminuzione nel modello Unico pari al 50% dellinvestimento Lagevolazione è riconosciuta ai fini delle imposte sui redditi: Sì IRES e IRPEF Sì IRES e IRPEF No IRAP No IRAP Lagevolazione è determinata solo in sede di determinazione del saldo lacconto deve essere determinato senza considerare lagevolazionelacconto deve essere determinato senza considerare lagevolazione

118 118 Tremonti ter 9. Decadenza Regola generale decadenza dallagevolazione E prevista la decadenza dallagevolazione nel caso il contribuente proceda alla dismissione del bene prima del decorso del 2° periodo dimposta successivo a quello nel quale è stato effettuato lacquisto Il periodo minimo di detenzione NON deve essere conteggiato sulla base dellanno solare, ma facendo riferimento ai periodi dimposta

119 119 Tremonti ter 9. Decadenza In data Alfa S.r.l. procede allacquisto di un bene rientrante nella categoria 28 ATECO 2007 per un corrispettivo pari ad ,00. Corretta determinazione del periodo minimo di detenzione del bene consegna del bene PERIODO MINIMO DI DETENZIONE DEL BENE Errata determinazione del periodo minimo di detenzione del bene ° anno2° anno

120 120 Tremonti ter 9. Decadenza Se effettuate prima del 2°periodo dimposta successivo allacquisto la dismissione il conferimento la donazione lassegnazione ai soci la destinazione al consumo personale o familiare dellimprenditore la cessione a terzi del contrato di leasing a risoluzione del contratto con riserva di proprietà per inadempimento del compratore (ex art del c.c.) Sono esempi di decadenza:

121 121 Tremonti ter 9. Decadenza Non comportano la decadenza: la cessione del bene oggetto di investimento alla società di leasing nel contesto di unoperazione di lease back; il furto del bene, comprovato dalla denuncia alle autorità competenti (si veda R.M , n. 180/E); il trasferimento del bene nellambito di operazioni di fusione, scissione e trasformazione che interessano il soggetto che ha fruito dellagevolazione, purché ciò non comporti luscita del bene dal regime dimpresa; il trasferimento del bene per donazione e successione per causa di morte, nel caso in cui i donatari e gli eredi dellazienda, successivamente alla donazione e alla successione NON procedano entro il termine minimo di sorveglianza alla cessione dei beni oggetto dellagevolazione (si veda R.M , n. 129/E).

122 122 Tremonti ter Limponibile da recuperare a tassazione (variazione in aumento nel modello Unico) si quantifica in base al minore tra: il corrispettivo dei beni ceduti, ovvero il valore normale per quelli destinati a finalità estranee allesercizio dimpresa o auto consumati; lammontare della detassazione originaria proporzionalmente riferibile al costo del bene ceduto Decadenza Regola generale per il recupero SE SE Corrispettivo di vendita > AmmontareAgevolazione fruita fruita => AmmontareAgevolazione Corrispettivo di vendita < AmmontareAgevolazione fruita fruita => Corrispettivo di vendita

123 123 Tremonti ter Esempio: Un acquisto effettuato nel 2010 per In unico 2011 ha avuto una detassazione per Se la cessione avviene nel 2011 per Avrà un recupero a tassazione per (minore importo tra il corrispettivo e la detassazione) 9. Decadenza

124 124 Tremonti ter La circolare 44/E/2009 ha precisato che i soggetti in contabilità semplificata, nel caso di cessione di un bene agevolato Tremonti/ter effettuato nel periodo di osservazione, dovrà rendere imponibile al massimo limporto che ha goduto di abbattimento perdite non riportabili 9. Decadenza

125 125 Tremonti ter cessione dazienda lirrilevanza delloperazione stessa in caso di cessione dazienda (anche unica), lAgenzia delle Entrate ha confermato lirrilevanza delloperazione stessa, in quanto rientrante nellambito di un più ampio schema di riorganizzazione aziendale. 9. Decadenza – operazioni straordinarie LAgenzia delle Entrate aveva chiarito che: (C.M , n. 108/E, R.M , n. 129/E, C.M , n. 4/E e CM , n. 44): operazioni fiscalmente neutrali nessuna conseguenza si produce per le operazioni fiscalmente neutrali (fusioni, scissioni e conferimenti dazienda), nessuna conseguenza si produce;

126 126 Tremonti ter 9. Decadenza – operzioni strordinarie SE Viene posta in essere unoperazione straordinaria che comporta il trasferimento del bene agevolato prima della decorrenza del biennio minimo di detenzione, la C.M. n. 44/E/2009 stabilisce che: è necessario che dagli atti relativi alla cessione o al conferimento risulti : 1. da un lato, la dichiarazione espressa del cedente/conferente che lazienda o ramo dazienda include investimenti oggetto dellagevolazione, di cui andranno indicati: tipologia, momento di effettuazione, valore dellinvestimento, ed ogni altra notizia utile. 2. dallaltro, limpegno del cessionario/conferitario a mantenere il bene nellambito del compendio aziendale fino alla scadenza del periodo di sorveglianza dellagevolazione. ??? NON E PREVISTO DALLA NORMA E IL MANCATO RISPETTO, SECONDO LA C.M. 44/E/2009, COMPORTA EFFETTI NEGATIVI

127 127 Tremonti ter In caso di mancato assolvimento degli oneri sopra indicati, interverrà la revoca dellagevolazione con produzione dei relativi effetti in capo al soggetto che, a seconda delle circostanze, si è reso inadempiente, in tal modo manifestando la volontà di non rispettare la ratio che ispira la disciplina agevolativa. 9. Decadenza – operazioni straordinarie Inadempimento del cessionario conferitario durante il periodo di sorveglianza conferitario e cessione del bene durante il periodo di sorveglianza cessionario/conferitario, è consapevole chela revoca dellagevolazione dipende da un proprio comportamento. Secondo quanto indicato dalla C.M. n. 44/E/2009 risulta essere irrilevante che il beneficio sia stato usufruito da altro soggetto (nel caso specifico cedente/conferente), in quanto, il cessionario/conferitario, con lassunzione del predetto impegno è consapevole che la revoca dellagevolazione dipende da un proprio comportamento. Inadempimento del cessionario conferitario per mancata assunzione dellimpegno conferitario per mancata assunzione dellimpegno a non cedere il bene La revoca La revoca dellagevolazione: interviene immediatamente in capo al cedente - conferentee gli effetti si producono in capo al cedente - conferente che ha fruito del beneficio

128 128 Tremonti ter 9. Decadenza – cessione a soggetti extra SEE Il co. 3bis dellart. 5 D.L. 78/2009 stabilisce che la cessione a soggetti residenti in Pesi NON aderenti allo S.E.E. (Ue + Norvegia, Islanda e Liechtenstein), comporta la decadenza dallagevolazione. La revoca opera se il bene esce dallo Spazio economico europeo entro il termine di cui allarticolo 43, co. 1, del DPR n. 600/1973, ossia entro il 4° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo dimposta in cui è stato effettuato linvestimento agevolato PERIODO MINIMO DI DETENZIONE DEL BENE fino al Data di acquisto del bene

129 129 Tremonti ter Lart. 5 del decreto non reca una previsione generale di non cumulabilità del beneficio in esame con altre agevolazioni. Ciò porta a ritenere che lagevolazione sia cumulabile con altre misure di favore salvo che le norme disciplinanti le altre misure non dispongano diversamente. Lagevolazione è cumulabile, in particolare, con: – il credito dimposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate previsto dallarticolo 1, co. da 271 a 279, della L , n. 296, – nonché con il credito dimposta per attività di ricerca e sviluppo previsto dallarticolo 1, co. da 280 a 284, della medesima legge n. 296 del NON è cumulabile con lagevolazione spettante per le spese di riqualificazione energetica di cui allart. 1, co. 344 e 345, della L. 296/ Cumulabilità con altre agevolazioni

130 130 PERDITE SU CREDITI Le perdite su crediti nazionali ed esteri sono DEDUCIBILI sole se risultano da elementi Certi Precisi La DEDUZIONE è consentita se inevitabile e oggettivamente conveniente (R.M. n. 9/557 del 9/04/1980) Lanno di competenza della deduzione deve coincidere con lanno nel quale si ha la certezza dellirrecuperabilità del credito

131 131 PERDITE SU CREDITI Procedure concorsuali In presenza di procedure concorsuali Nazionali Estere (equiparabili ex C.M. n. 39/E/2002) sussiste il requisito della certezza e della precisione della perdita. E possibile detrarre la perdita senza attendere il termine delle procedure, con esclusione dellamministrazione controllata Lesercizio di dichiarazione delle procedure concorsuali determina il periodo di deducibilità fiscale – Civilisticamente si imputa allesercizio con bilancio ancora da approvare

132 132 PERDITE SU CREDITI Importo deducibile In caso di svalutazione del credito o se è stato stanziato un fondo per rischi su crediti la perdita deve essere iscritta al fondo fino alla completa utilizzazione la parte eccedente costituisce componente negativo

133 133 Spese di rappresentanza

134 134 Spese di rappresentanza: definizioni SPESE DI RAPPRESENTANZA Sono costituite dalle spese sostenute per offrire al pubblico unimmagine positiva dellazienda o dellattività da essa esercitata (R.M. 17/9/1998 N. 148/E) definizione caratteristica Assenza di un corrispettivo o di una specifica controprestazione dei destinatari (R.M. 17/9/1998 N. 148/E) esempi Organizzazione colazioni di lavoro, brevi soggiorni per i clienti inerenti allattività svolta (R.M. 17/9/1998 N. 148/E) Spese per servizi di foresteria resi ai soci in occasione di assemblee, per inaugurazioni filiali e sedi, in occasione di anniversari dellimpresa, per liscrizione di rappresentanti dellimpresa presso circoli sportivi e simili… (Norma ADC Milano n. 127)

135 135 Spese di rappresentanza: deduzione ART. 1, CO. 33, LETT. P) L. 244/2007 REVISIONE DISCIPLINA SPESE DI RAPPRESENTANZA (ART. 108 CO. 2 TUIR) DEDUZIONE 100% SPESE DI RAPPRESENTANZA SE: CONGRUE E INERENTI AUMENTO A 50 DEL LIMITE ENTRO IL QUALE SONO COMUNQUE DEDUCIBILI LE SPESE PER OMAGGI: Cessione di beni e non di servizi

136 136 Spese di rappresentanza CONGRUITA E INERENZA REQUISITI CHE DEVONO ESSERE INDIVIDUATI DA APPOSITO DECRETO MINISTERIALE IL DECRETO DEVE TENER CONTO DEI SEGUENTI ASPETTI: -NATURA E DESTINAZIONE DELLE SPESE -VOLUME DEI RICAVI DELLATTIVITA CARATTERISTICA -ATTIVITA INTERNAZIONALE DELLIMPRESA

137 SPESE DI RAPPRESENTANZA Art Tuir D.M

138 138 SPESE DI RAPPRESENTANZA Il D.M conferma che nessuna modifica hanno subito le seguenti discipline di carattere speciale: 1)art. 2, co. 9, Legge , n. 289: indeducibilità costi per acquisto di beni e servizi destinati a medici, veterinari o farmacisti, con lo scopo di agevolare la diffusione di specialità medicinali 2)Art. 90, co. 8, Legge 289/2002: costituisce spesa di pubblicità, fino allimporto di , il costo sostenuto per la promozione dellimmagine o dei prodotti mediante una specifica attività del beneficiario. Il beneficiario deve essere una società o associazione sportiva dilettantistica, ovvero fondazioni ed altre associazioni che svolgono attività nei settori giovanili

139 139 SPESE DI RAPPRESENTANZA STRUTTURA D.M CO. 1 Definizione di spese di rappresentanza inerenti, purchè effettivamente sostenute e documentate CO. 2 Definisce la congruità delle spese di rappresentanza, ponendo un limite percentuale rapportato al volume dei ricavi CO. 3 Disciplina speciale per le imprese di nuova costituzione CO. 4 Omaggi di valore unitario non superiore a euro 50: deducibili senza limiti CO. 5 Disciplina alcune fattispecie di spese che non costituiscono spese di rappresentanza CO. 6 Disciplina la possibilità per lA.F. di invitare i contribuenti a fornire indicazioni delle epse sostenute

140 140 SPESE DI RAPPRESENTANZA Ai sensi dellart. 108, co. 2, 2° periodo, si considerano inerenti, sempreché effettivamente sostenute e documentate, le spese per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, – effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni – il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dellobiettivo: – di generare, anche potenzialmente, benefici economici per limpresa – ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore

141 141 SPESE DI RAPPRESENTANZA (D.M ) Costituiscono, in particolare, spese di rappresentanza: a)le spese per viaggi turistici in occasione dei quali siano programmate e in concreto svolte significative attività promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dellattività caratteristica dellimpresa; b)le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose; c)le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione dellinaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dellimpresa; d)le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dallimpresa; e)ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza.

142 142 SPESE DI RAPPRESENTANZA Le spese di rappresentanza – sono deducibili nel periodo dimposta di sostenimento, – Sono integralmente deducibili le cessioni di beni di valore unitario non superiore a 50 – sono commisurate allammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dellimpresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo SCAGLIONI

143 143 SPESE DI RAPPRESENTANZA Scaglioni di deducibilità da calcolare sui ricavi e compensi caratteristici: a)all1,3% dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni; b)allo 0,5% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 milioni e fino 50 milioni; c)allo 0,1% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 milioni. Lettera A1 + A5 dellart c.c.

144 144 SPESE DI RAPPRESENTANZA Per le imprese di nuova costituzione, le spese sostenute nei periodi dimposta anteriori a quello in cui sono conseguiti i primi ricavi, possono essere portate in deduzione: – dal reddito dello stesso periodo – e di quello successivo – nei limiti di deducibilità calcolati per scaglioni di ricavi e compensi

145 145 SPESE DI RAPPRESENTANZA Non costituiscono spese di rappresentanza e non sono soggette ai limiti: le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dallimpresa o in occasione di visite a sedi, stabilimenti o unità produttive dellimpresa. per le imprese la cui attività caratteristica consiste nellorganizzazione di manifestazioni fieristiche e altri eventi simili, le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per ospitare clienti, anche potenziali, sostenute nellambito di iniziative finalizzate alla promozione di specifiche manifestazioni espositive o altri eventi simili. le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute direttamente dallimprenditore individuale in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dallimpresa o attinenti allattività caratteristica della stessa. La deducibilità delle erogazioni e delle spese sopra indicate è, subordinata alla tenuta di unapposita documentazione dalla quale risultino: – le generalità dei soggetti ospitati, – la durata e il luogo di svolgimento della manifestazione – la natura dei costi sostenuti.

146 146 Spese rappresentanza ed IVA LIVA relativa alle spese di rappresentanza è: – È detraibile quella relativa allacquisto di beni di costo unitario non superiore a 25,82 – Indetraibile al 100% negli altri casi: art. 19-bis 1 – dpr 633/72. Pertanto: Spese co. 1: iva indetraibile Spese co. 5: iva detraibile

147 147 Spese rappresentanza ed IVA Pertanto il limite di 50 Euro previsti dalle imposte sui redditi sarà riferito ad un imponibile di acquisto non superiore a: – 48,08 se lIVA è al 4% – 45,45 se lIVA è al 10% – 41,67 se lIVA è al 20% Dovendo considerare anche la quota di IVA indeducibile

148 148 Distinzione pubblicità – rappresentanza Pareri comitato consultivo per applicazione norme antielusive PARTECIPAZIONE DELLA CLIENTELA A MEETING PARERI N. 11/2003 – 13/2004 – 19/2004 Per la distinzione tra spese di rappresentanza e spese di pubblicità è necessario verificare: la connessione diretta o indiretta delle spese con i ricavi conseguiti. In assenza di dimostrazione di tale connessione, i costi sostenuti per vitto, alloggio e trasporto sono qualificabili come spese di rappresentanza, in quanto: - caratterizzati da gratuità - diretti a un gruppo definito di destinatari - volti ad accrescere limmagine ed il prestigio aziendale più che a promuovere la vendita dei prodotti aziendali

149 149 Spese di pubblicità

150 150 SPESE DI PUBBLICITA Definizioni SPESE DI PUBBLICITA Spese sostenute per portare a conoscenza della generalità dei consumatori lofferta del prodotto, stimolando la formazione o lintensificazione della domanda (R.M , n. 148/E) CARATTERISTICHE Presenza di un rapporto sinallagmatico tra limpresa e il soggetto incaricato dellattività di pubblicità. Deve quindi sussistere un corrispettivo o una specifica controprestazione da parte dei destinatari, consistente in un obbligo di dare o facere (R.M , n. 9) INERENZA Tale requisito risiede nella ricorrenza di quel collegamento dei costi allesercizio dellimpresa ed al loro precipuo riferimento ad attività ed operazioni da cui derivano ricavi o proventi che concorrono a formare il reddito dimpresa. Ne discende che, ove le spese di pubblicità, rispondano a tale requisito esse trovano titolo di deducibilità fiscale (R.M , n. 9/2113)

151 151 SPESE DI PUBBLICITA Aspetto fiscale DEDUZIONEA scelta dellimprenditore Per intero nellesercizio in cui sono sostenute In quote costanti nellesercizio in cui sono sostenute e nei 4 successivi Anche nellipotesi in cui civilisticamente devono essere imputate in più esercizi Anche nellipotesi in cui civilisticamente devono essere imputate per intero nellesercizio di sostenimento Art. 108, co. 2

152 152 CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE Definizione R.M N. 9/204 Le spese di sponsorizzazione sono accomunate alle spese di pubblicità in quanto relative ad un contratto in cui sussiste un rapporto sinallagmatico: lo sponsor si obbliga ad una prestazione di denaro o in natura nei confronti dello sponsorizzato, il quale si impegna a pubblicizzare il prodotto, il marchio, i servizi, o comunque lattività dello sponsor

153 153 CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE Finanziaria 2003 LEGGE N. 289/2002 Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili, riconosciute dalle federazioni o enti di promozione sportiva, costituisce per il soggetto erogante spesa di pubblicità (art. 108 co. 2) volta alla promozione dellimmagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario fino ad un importo annuo di Euro

154 154 La disposizione in esame introduce, in sostanza, ai fini delle imposte sui redditi, una presunzione assoluta circa la natura di tali spese, che vengono considerate - nel limite di comunque di pubblicità e, pertanto, integralmente deducibili per il soggetto erogante ai sensi dell'art. 108, co. 2, del TUIR nell'esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti nell'esercizio medesimo e nei 4 anni successivi. Si evidenzia che la fruizione dell'agevolazione in esame è subordinata alla sussistenza delle seguenti condizioni: 1)i corrispettivi erogati devono essere necessariamente destinati alla promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante; 2)deve essere riscontrata, a fronte dell'erogazione, una specifica attività del beneficiario della medesima. CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE Finanziaria 2003 C.M N. 21/E

155 155 Prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti Art. 83 – co. 28/bis -28/quinques – d.l. 112/2008 c.m , n. 53/E c.m , n. 6/E Disposizioni modificate: Art. 19/bis1 – dpr 633/72 Art. 109 e 54 dpr 917/86

156 156 SPESE ALBERGHI E RISTORANTI ART. 83, CO. 28-BIS E TER – D:L: 112/2008 Modifica art. 19-bis1), lett. e), del DPR 633/72 in tema di indetraibilità oggettiva dellIva relativa a spese per prestazioni alberghiere e per somministrazione di alimenti e bevande La modifica allart. 19-bis1), lett. e), entra in vigore a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° settembre 2008 (vedi art. 6 DPR 633/72) ART. 83, CO. 28- QUATER Reddito dimpresa: Modifica art. 109, co. 5, TUIR, prevedendo la deduzione limitata al 75% delle spese relative a prestazioni alberghiere e di ristorazione, diverse da quelle di cui allart. 95, co. 3, TUIR Reddito di lavoro autonomo: Modifica art. 54, co. 5, TUIR, prevedendo: la deduzione del 75% delle spese per prestazioni alberghiere e di ristorazione e comunque nei limiti del 2% dellammontare dei compensi percepiti nel periodo dimposta ART. 83, CO. 28- QUINQUIES: modifiche efficaci dal 1° gennaio 2009 I.V.A. REDDITI

157 157 SPESE ALBERGHI E RISTORANTI Spese per alberghi e ristoranti Queste spese possono essere anche qualificate quali spese di rappresentanza: In quel caso seguono le rogole specifiche Spese di rappresentanza Iva indetraibile art. 19-bis1), lett. h), del DPR 633/72 (salvo quelle di costo unitario non superiore a 25,82) e deducibilità dal reddito dimpresa per scaglioni (d.m ) Quando diventa spesa di rappresentanza Impresa individuale: quando le prestazioni si riferiscono a più soggetti S.N.C.: se le prestazioni superano il numero dei soci S.A.S.: quando le prestazioni superano il numero dei soci accomandatari Società di capitali: quando le prestazioni supero il numero dei componenti lorgano amministrativo I.V.A.

158 158 SPESE ALBERGHI E RISTORANTI Spese per alberghi e ristoranti A fronte della piena detrazione (se inerente art. 19!!) è sancita la deducibilità ridotta al 75% dal reddito dimpresa o di lavoro autonomo Documentazione spese Per ottenere la detrazione piena dellimposta afferente le prestazioni di alberghi e ristoranti, è necessario il rilascio della fattura, con conseguente appesantimento degli adempimenti amministrativi in capo agli esercenti. La prestazione fruita da soggetto diverso dal committente deve essere intestata ad entrambi (c.m. 53/2008): La cointestazione è intesa che la fattura è intestata allimpresa/professionista e nel testo (o con elenco separato) devono essere riportati i nomi dei soggetti fruitori (c.m. 6/2009) I.V.A. Quando non viene richiesta la fattura, lIVA non detratta non può costituire un costo deducibile (c.m. 6/2009)

159 159 SPESE ALBERGHI E RISTORANTI Reddito dimpresa La modifica dellart. 109, co. 5, del TUIR, rende necessaria lemanazione del decreto relativo alla spese di rappresentanza, in quanto: -Spese alberghiere e di ristorazione non qualificabili come spese di rappresentanza: -deduzione 75% del costo -Spese alberghiere e di ristorazione qualificabili come spese di rappresentanza: deducibilità integrale previa riduzione al 75% del costo (CM 53/2008), ma nel rispetto del d.m REDDITI

160 160 SPESE ALBERGHI E RISTORANTI Spese per personale dipendente e collaboratori Art. 95 – co. 3 Sono escluse dalla limitazione alla deducibilità al 75% i costi per prestazioni alberghiere e ristorante sostenute dai dipendenti e collaboratori per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale. Limite di spesa: Trasferte nazionali: 180,76 Trasferte internazionali: 258,23 Gestione rimborsi spese dipendenti e collaboratori Per ottenere la detrazione Iva è necessario che la fattura sia emessa direttamente allimpresa per la quale il dipendente /collaboratore sta sostenendo la spesa. Per una corretta qualificazione delle spese ai fini delle imposte sui redditi, è opportuno che sulla fattura (intestata allazienda) sia indicato il nome del fruitore del servizio, così da poter dedurre il costo al 100% dal reddito dimpresa

161 161 SPESE ALBERGHI E RISTORANTI Precisazioni della c.m , n. 6: Spese sostenute dagli amministratori in Co.Co.Co.: – stesse regole dei dipendenti Soci di società di persone: – non si possono assimilare ai dipendenti; – quindi deducibilità limitata al 75% Spese sostenute per trasferte dei dipendenti e assimilati nel territorio comunale: – escono dalle regole delle trasferte; – si applica la deduzione limitata al 75% Servizio mensa: – È in servizio plurimo che esce dalle limitazioni del 75%

162 162 SPESE ALBERGHI E RISTORANTI Precisazioni della c.m , n. 6: Convenzione con pubblico esercizio per la fornitura di servizio mensa: – È un servizio complesso che non rientra nelle limitazioni (vedi anche c.m. 326/1997) Ticket restaurant acquistati dal datore di lavoro: – È parificato alla mensa e quindi non si applica la limitazione Regole per limpresa che emette i buoni pasto: – Rappresenta loggetto della propria attività e quindi non soggiace alle limitazioni Tour operator e agenzie viaggi: – Le limitazioni in si applicano in quanto si tratta di prestazioni di servizi la cui rivendita costituisce oggetto dellattività propria dellimpresa

163 Interessi passivi nei soggetti IRPEF & nei soggetti IRES 163

164 Soggetti IRPEF 164

165 165 DEDUZIONE LIMITATA INTERESSI PASSIVI (art. 61 – Tuir) Nel rigo RF11: colonne 1 va indicato lammontare degli interessi passivi indeducibili ai sensi dellart. 61 del TUIR colonna 2 va indicato, oltre allimporto di colonna 1, lammontare degli altri interessi passivi indeducibili, come ad esempio: – gli interessi di mora indeducibili, in quanto non ancora corrisposti, ai sensi dellart. 109, co. 7, del TUIR – degli interessi dovuti dai soggetti che liquidano trimestralmente lIva, indeducibili ai sensi dellart. 66, co. 11, del D.L. n. 331/1993

166 166 DEDUZIONE LIMITATA INTERESSI PASSIVI (art. 61 – Tuir) Interessi passivi deducibili = Ricavi e proventi che concorrono o non concorrono (perché esclusi) a formare il reddito Totale ricavi e proventi Proventi esclusi (art. 91 – Tuir): Proventi di cespiti esenti Proventi soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva Sovraprezzi di emissione di azioni o quote e gli interessi di conguaglio Proventi quali plusvalenze, indennità per perdita di avviamento ed altri redditi quando, su richiesta del contribuente, sono tassati separatamente Indennità per cessazione di rapporti di agenzia Proventi esenti: Bot, Cct, ecc.

167 Soggetti IRES 167

168 GENERALITA NUOVO ART. 96 TUIR INTERESSI PASSIVI NETTI NON SUPERIORI AL 30% DEL ROL INTERESSI DEDUCIBILI PER INTERO INTERESSI PASSIVI NETTI SUPERIORI AL 30% DEL ROL INTERESSI DEDUCIBILI FINO AL 30% DEL ROL ECCEDENZA NON DEDUCIBILE NELLESERCIZIO 168

169 Interessi passivi PARAMETRI PER IL CONTEGGIO NOZIONE DI INTERESSI CO. 3 ART. 96 Oneri o proventi derivanti da contratti di mutuo, da contratti di leasing, dallemissione di obbligazioni e titoli similari e derivanti da ogni altro rapporto di natura finanziaria (sono esclusi gli interessi impliciti da debiti di natura commerciale) Soggetti operanti con P.A.: tra gli attivi si considerano anche quelli virtuali ricollegabili ai ritardi nei pagamenti (calcolati al TUR + 1 punto) NOZIONE DI ROL CO. 2 ART. 96 VALORE DELLA PRODUZIONE (AGGREGATO A DEL C.E.) MENO COSTI DELLA PRODUZIONE (AGGREGATO B DEL C.E., ad esclusione del n. 10, lett. a) e b) (ammortamenti), e dei canoni di locazione finanziaria) 169

170 170 Interessi passivi VALORE DELLA PRODUZIONE E COSTI DELLA PRODUZIONE RILEVANO I VALORI RISULTANTI DAL CONTO ECONOMICO (CO. 2 ART. 96) NON RILEVANO LE VARIAZIONI FISCALI OPERATE IN UNICO AMMORTAMENTI DEI BENI MATERIALI ED IMMATERIALI COSTI DELLA PRODUZIONE ESCLUSI DAL ROL CANONI DI LEASING BENI STRUMENTALI

171 171 Interessi passivi INTERESSI ESCLUSI INTERESSI CAPITALIZZATI ART. 110, CO. 1, LETT. B), TUIR 1. AD INCREMENTO DEL COSTO DELLIMMOBILIZZAZIONE (per prestiti contratti per lacquisto, ossia derivanti da mutui di scopo, ovvero quelli riferiti al periodo di costruzione dellimmobile e fino al momento in cui il cespite è pronto per luso) 2. AD INCREMENTO DELLE RIMANENZE (IMMOBILI MERCE) (interessi passivi su prestiti contratti per la costruzione o ristrutturazione dellimmobile – per lintero periodo di costruzione e comunque non oltre la data a partire dalla quale limmobile è collocabile sul mercato)

172 172 Precisazioni CM 19/2009 Immobili merce: – Costruiti in proprio: capitalizzazione degli interessi – Costruiti su commessa: non capitalizzabili, ma rientrano nei limiti dellart. 96 Immobili patrimonio: – Interessi di funzionamento: NON deducibili art. 90 – Interessi di finanziamento: Di regola deducibili nei limiti dellart. 96 Se limmobile è locato: non rileva ai fini dellart. 96 gli interessi passivi relativi ai finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione (art. 1, co. 36, L. 244/2008)

173 173 Interessi passivi ESEMPIO – CALCOLO INTERESSI PASSIVI DEDUCIBILI VALORE PRODUZIONE = COSTI PRODUZIONE = Di cui AMMORTAMENTI = Di cui CANONI LEASING = INTERESSI PASSIVI = INTERESSI ATTIVI = INTERESSI PASSIVI NETTI = ROL = – ( – – ) = INT. PASSIVI DED. = X 30% = INT. PASSIVI INDED. = – = Per interessi passivi netti = interessi passivi – interessi attivi

174 174 Interessi passivi ART. 96. CO. 1, ULTIMO PERIODO LA QUOTA DI ROL PRODOTTO A PARTIRE DAL 2010 ECCEDENTE GLI INTERESSI DI COMPETENZA, PUO ESSERE PORTATA AD INCREMENTO DEL ROL DEI SUCCESSIVI PERIODI DIMPOSTA POSSIBILITA DI RIPORTO IN AVANTI DELLA QUOTA DI ROL NON SFRUTTATA PER LA DEDUZIONE DEGLI INTERESSI DI COMPETENZA DELLESERCIZIO

175 175 ESEMPIO – RIPORTO A NUOVO DEL ROL (DAL 2010) INTERESSI PASSIVI = % DEL ROL = INTERESSI PASSIVI = % DEL ROL = 300 INTERESSI DEDUCIBILI = INTERESSI DED. 100% ROL ECCEDENTE = = (fino al 30% ROL 2011) 500 (da riporto ROL 2010)

176 176 Interessi passivi NORMA TRANSITORIA PER GLI ESERCIZI 2008 E 2009 IL LIMITE DI DEDUCIBILITA DEGLI INTERESSI E AUMENTATO RISPETTIVAMENTE DI E LIMITARE LIMPATTO DELLA NOVITA PER I PRIMI ESERCIZI INTERESSI PASSIVI = % DEL ROL = INTERESSI DED. TEORICI = INT. DED. EFFETTIVI = ( franchigia massima di 5.000, utilizzata solo per 2.000) ESEMPIO

177 Interessi passivi RIPORTO A NUOVO ECCEDENZE NON DEDOTTE (CO. 4 ART. 96) ECCEDENZA = Interessi passivi, al netto di quelli attivi, non dedotti in un certo esercizio RIPORTO NEI SUCCESSIVI PERIODI DIMPOSTA, SENZA LIMITI TEMPORALI, A CONDIZIONE CHE NEGLI ESERCIZI SUCCESSIVI LECCEDENZA SIA INFERIORE AL 30% DEL ROL NON SONO POSTE ALCUNE CONDIZIONI PER IL RIPORTO IN AVANTI (Non è necessaria istanza di interpello) 177

178 Interessi passivi ESEMPIO – RIPORTO A NUOVO DELLECCEDENZA NON DEDOTTA INTERESSI PASSIVI = % DEL ROL = 600 INTERESSI PASSIVI = % DEL ROL = INTERESSI DEDUCIBILI 2009 = ROL NON SFRUTTATO = – = INTERESSI 2008 DEDUCIBILI 2009 = 400 (variazione in diminuzione modello Unico) 2008 INTERESSI DED. = 600 ECCEDENZA NON DED. =

179 179 SOGGETTI ESCLUSI (CO. 5 ART. 96) BANCHE ED ALTRI SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE FINANZIARIO (società di gestione, SIM, ecc.) IMPRESE DI ASSICURAZIONE SOCIETA CAPOGRUPPO DI GRUPPI BANCARI O ASSICURATIVI SOCIETA CONSORTILI COSTITUITE PER LESECUZIONE DI LAVORI (EX ART. 96 DPR 554/1999) SOCIETA DI PROGETTO COSTITUITE EX ART. 156 D.LGS. N. 163/2006 SOCIETA COSTITUITE PER IL REALIZZO E LESERCIZIO DI INTERPORTI (LEGGE N. 240/1990) Non rientrano le holding industriali (art. 113 TUB) Interessi passivi

180 180 Prospetto interessi passivi non deducibili di UNICO 2010 SC Int. Passivi annotati in bilancio Int. attivi annotati in bilancio Minor importo tra 1 e 2, corrispondente agli interessi comunque deducibili Eccedenza di interessi passivi: 1 – R.O.L. Va indicata la quota di interessi passivi deducibile nel limite del 30% del ROL. Se è stata compilata la casella 5 di RF118, riportare il minore tra gli importi di casella 5 e del 30% del ROL aumentata di Eccedenza di ROL non usata Interessi passivi non deducibili da riportare in RF16 dato da: RF118, col 4 – RF119, col Interessi passivi non dedotti

181 181 Prospetto interessi passivi non deducibili di UNICO 2010 SC ° esempio: Compilazione del modello considerando la maggiorazione di prevista per il 2009

182 182 Prospetto interessi passivi non deducibili di UNICO 2010 SC ° esempio: Compilazione del modello considerando la maggiorazione di prevista per il 2009, ma con interessi passivi consistenti

183 183 Prospetto interessi passivi non deducibili di UNICO 2010 SC ° esempio: Riporto da esercizio precedente di interessi passivi indeducibili 8.000

184 184 Prospetto interessi passivi non deducibili di UNICO 2011 SC ° esempio: CIO SARA POSSIBILE DAL

185 185 DEDUZIONE DI QUOTA DI IRAP – art. 6 La previsione normativa consente: – di dedurre dal reddito dimpresa e professionale un importo pari al 10% dellIRAP di pagata – Che sarà necessario verificare lesistenza, fra i costi deducibili, di spese per il personale dipendente o per interessi passivi – Infatti, lAgenzia delle entrate ha precisato che la deduzione forfettaria spetta esclusivamente se nella determinazione del reddito vi sono spese per personale ed interessi (teleconferenza It. Oggi del ) – Che il recupero sarà eseguito nel mod. Unico: Quadro RF: tramite lesposizione nel rigo RF17 – RF19 (imposte indeducibili) di una somma già ridotta della quota di IRAP deducibile (vedi slide seguente) Quadro RG: sarà riportato al rigo RG20 la quota parte del 10% dellIRAP pagata nel periodo cui si riferisce la dichiarazione

186 186 DEDUZIONE DI QUOTA DI IRAP – art. 6 Precisazioni C.M. 16/2009 Versamenti rilevanti per il calcolo del 10% di IRAP deducibile: Saldo anno precedente effettuato il (o 16.7 o con modalità rateali): Si dovrà verificare se nellanno precedente cerano spese per personale dipendente rilevante e/o per interessi passivi 1° e 2° acconto versato il e : rileva limitatamente al minor importo fra lacconto versato e il debito di imposta IRAP pagata nel 2009 a seguito di: Ravvedimento operosi di annualità precedenti Accertamenti e/o liquidazione di dichiarazioni IRAP Solo se nelle annualità a cui si riferiscono gli importi versati i bilanci contenevano i costi di personale e/o di interessi rilevanti

187 187 DEDUZIONE DI QUOTA DI IRAP – art. 6 1° Esempio: Versamenti effettuati durante il 2009 Versamento a saldo 2008 (nel quale erano presenti costi rilevanti) ° e 2° acconto relativo al Versamento acconti 2008 in ravvedimento (nel 2007 cerano costi rilevanti) Imposta dovuta per il Calcolo IRAP deducibile( ) x 10% = 750 2° Esempio: Versamenti effettuati durante il 2009 Versamento a saldo 2008 (nel 2008 no interessi e 1 apprendista) ° e 2° acconto relativo al 2009 (nel 2009, lapprendista si è qualificato operaio) Imposta dovuta per il Calcolo IRAP deducibile x 10% = 550

188 188 Esempio: Soggetto che nel 2009 ha pagato di IRAP Irap di competenza del La quota deducibile sarà pari a 500 La quota indeducibile sarà pari a In Unico SC:

189 189 Altri componenti negativi la deduzione forfetaria delle spese non documentate riconosciuta per effetto dellart. 66, co. 4, del TUIR agli intermediari e rappresentanti di commercio e agli esercenti attività di ristorazione e albergo per i quali è obbligatoria lemissione della fattura o della ricevuta fiscale (art. 1, co. 1, del D.M ) La deduzione va calcolata applicando allammontare dei ricavi le seguenti percentuali: 3 per cento dei ricavi fino a 6.197,48; 1 per cento dei ricavi oltre 6.197,48 e fino a ,53; 0,50 per cento dei ricavi oltre ,53 e fino a ,24 Per le attività di ristorazione ed albergo, la deduzione va calcolata sullammontare delle ricevute fiscali o fatture emesse (r.m. 9/1071 del ) segue

190 190 Altri componenti negativi la deduzione forfetaria delle spese non documentate prevista dallart. 66, comma 5, del TUIR a favore delle imprese autorizzate allautotrasporto di cose per conto terzi. Per il 2008, tale deduzione è di: 56 per i trasporti personalmente effettuati dallimprenditore oltre il comune in cui ha sede limpresa ma nellambito della regione o delle regioni confinanti 92 per quelli effettuati oltre tale ambito 19,60, limitatamente al periodo dimposta 2008, per quelli effettuati allinterno del comune in cui ha sede limpresa Alle medesime imprese compete: lulteriore deduzione in misura forfetaria annua di 154,94 per ciascun motoveicolo e autoveicolo, utilizzato nellattività dimpresa, avente massa complessiva a pieno carico non superiore a Kg segue

191 191 Altri componenti negativi la deduzione forfetaria prevista dallart. 21 della L , n. 448 riconosciuta agli esercenti impianti di distribuzione di carburante per uso autotrazione, prorogata dallart. 1, co.168, della L. 244/2007, riconosciuta, per il periodo dimposta in corso alla data del Tale deduzione va calcolata applicando le seguenti percentuali allammontare dei ricavi di cui allart. 85, comma 1, lett. a), del TUIR: 1,1% dei ricavi fino a ,80; 0,6% dei ricavi oltre ,80 e fino a ,60; 0,4% dei ricavi oltre ,60 La deduzione spetta per le imprese esercenti distributori di carburante, a prescindere dal fatto che sui medesimi siano eseguite ristrutturazioni. I ricavi che costituiscono la base di commisurazione delle menzionate percentuali di deduzione forfetaria sono soltanto quelli relativi allattività di cessione di carburante, restando, quindi, esclusi dal computo i ricavi derivanti da altre attività segue

192 192 Riporto delle perdite CO. 29 L. 244/2007 RISCRIVE LART. 8 DEL TUIR, RIPROPONENDO LA SITUAZIONE VIGENTE FINO AL 2005 PERDITE IMPRESA O PARTECIPAZIONE IN CONTABILITA SEMPLIFICATA UTILIZZO ORIZZONTALE IN DIMINUZIONE DAL REDDITO COMPLESSIVO IMPRESA O PARTECIPAZIONE IN CONTABILITA ORDINARIA UTILIZZO VERTICALE IN DIMINUZIONE DA REDDITI DELLA STESSA NATURA E RIPORTO A NUOVO NEGLI ESERCIZI SUCCESSIVI: MAX 5 PERIODI O RIPORTO ILLIMITATO PER QUELLE SORTE NEI PRIMI 3 PERIODI

193 193 Riporto delle perdite DECORRENZA NUOVE REGOLE DALLE PERDITE MATURATE A DECORRERE DAL PERIODO DIMPOSTA 2008 PERDITE 2006 E 2007 RESTANO VALIDE LE REGOLE PREVISTE DAL DL 223/06 COMPENSAZIONE CON REDDITI DELLA STESSA NATURA E RIPORTO NEGLI ESERCIZI SUCCESSIVI, A PRESCINDERE DAL REGIME CONTABILE


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