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1 Capitolo III Principi di Finanza aziendale internazionale Pianificazione fiscale internazionale Prof. Andrea Nobili.

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Presentazione sul tema: "1 Capitolo III Principi di Finanza aziendale internazionale Pianificazione fiscale internazionale Prof. Andrea Nobili."— Transcript della presentazione:

1 1 Capitolo III Principi di Finanza aziendale internazionale Pianificazione fiscale internazionale Prof. Andrea Nobili

2 Gli obiettivi della tassazione sono due: Obiettivi della tassazione Neutralità fiscale La tassazione è neutra se rispetta tre criteri: 1. 1.Neutralità del capitale in uscita la fiscalità non incentiva i cittadini a spostare il proprio capitale allestero 2. 2.Neutralità internazionale il reddito prodotto è tassato allo stesso modo indipendentemente da dove è prodotto 3. 3.Neutralità del capitale in entrata la pressione fiscale della subsidiary di una multinazionale è la stessa indipendentemente da dove sia la casa madre Equità fiscale Il tax rate dovrebbe essere lo stesso indipendentemente dal Paese in cui laffiliata di una multinazionale produce il reddito tassabile.

3 Ci sono tre tipologie di tassazione: Tipologia di tassazione -1/2- 1) Imposta sul reddito E la tassazione del reddito personale e dimpresa. E una imposta diretta pagata dal soggetto passivo allo Stato. Fonte: International Bureau of Fiscal Documentation MEDIA ACCESSION COUNTRIES 20,3%

4 2) Ritenuta alla fonte Le ritenute alla fonte sono prelievi effettuati alla fonte sui pagamenti che il contribuente riceve. L imposta è applicata sul reddito passivo realizzato da una persona fisica o giuridica di un Paese nel territorio fiscale di un altro Paese. Il reddito passivo comprende i dividendi e interessi, i proventi da royalties, i brevetti e i diritti d'autore. 3) Imposta sul valore aggiunto (IVA) LIVA è un'imposta indiretta che colpisce il valore aggiunto nella produzione di un bene o servizio. In molti paesi europei e latino-americani l'imposta è divenuta una delle principali fonti di tassazione. Tipologia di tassazione -2/2-

5 Principi di tassazione e il fenomeno della doppia imposizione I redditi possono essere tassati secondo due principi: 1) 1)Principio della residenza: I redditi dei residenti vengono tassati indipendentemente da dove vengono prodotti; 2) Principio della Territorialità: I redditi vengono tassati nel Paese dove sono prodotti; 2) Principio di tassazione mondiale (Worldwide principle), sono tassati: per i soggetti residenti i redditi prodotti nel paese di residenza e allestero; per i non residenti i redditi prodotti sul territorio nazionale.

6 Principi di tassazione e il fenomeno della doppia imposizione Ladozione non coordinata di questi principi genera il fenomeno della doppia imposizione: - - economica: stesso reddito tassato in capo a soggetti diversi due o più volte (es, dividendi); - - giuridica: stesso reddito tassato in capo allo stesso soggetto due o più volte (es reddito dimpresa) La doppia imposizione si può evitare attraverso accordi bila/multilaterali adottando tecniche di: - - Ripartizione del reddito (c.d. metodo dellesenzione); - - Ripartizione dellimposta (c.d. metodo del credito di imposta declinato nelle forme di credito di imposta pieno e limitato)

7 I metodi per limitare/evitare la doppia imposizione

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9 In linea di principio, i dividendi corrisposti a soggetti non residenti nel territorio dello Stato in relazione a partecipazioni non relative a stabili organizzazioni sono tassati mediante lapplicazione di una ritenuta alla fonte a titolo di imposta pari al 27 per cento. La ritenuta viene applicata a prescindere dal fatto che gli utili siano relativi a partecipazioni qualificate e indipendentemente dalla circostanza che il soggetto percettore non residente sia una persona fisica o una società. La Direttiva Madre–Figlia (Direttiva 23 Luglio 1990, n. 90/435/CEE, modificata dalla Direttiva 22 dicembre 2003, n. 2003/123/CE), è stata emanata con il preciso intento di eliminare i fenomeni di doppia imposizione, sia giuridica che economica, in caso di distribuzione di dividendi fra società residenti in diversi Stati dellUE, al ricorrere di determinate condizioni. La Direttiva prevede (a fronte di una determinata soglia di tassazione) un regime di esenzione dei dividendi distribuiti dalle filiali comunitarie alle rispettive società madri residenti in Stati membri diversi. Disciplina madre-figlia

10 Lart. 4 della Direttiva prevede che, in seguito al ricorrere di determinati requisiti, lo Stato della società madre e della sua stabile organizzazione si astengono dal sottoporre tali utili a tassazione, o li sottopongono a tassazione autorizzando però tali società madre a dedurre dalla sua imposta la frazione dellimposta pagata dalla società figlia nel limite dellimposta nazionale corrispondente. Per società madre si intende ogni società di uno Stato Membro che abbia delle forme giuridiche elencate nellallegato della Direttiva e che detenga nel capitale di una società residente in uno Stato Membro (società figlia) una partecipazione minima del 10% (inizialmente tale limite era pari al 25%). Disciplina madre-figlia

11 Analisi del business Individuazione del paese iniziale Scelta dei canali di trasferimento e dei paesi intermedi Implementazione della struttura Individuazione del paese finale Determinazione del valore creato Il processo di pianificazione fiscale internazionale Dove produrre la ricchezza Dove realizzare/ accumulare la ricchezza Come trasferire la ricchezza Quali strumenti/veicoli giuridici utilizzare per movimentare la ricchezza Rendicontare il valore creato: analisi costi benefici per continuare/modificare la pianificazione fiscale

12 Il processo di pianificazione fiscale internazionale Analisi del business Individuazione del paese iniziale Scelta dei canali di trasferimento e dei paesi intermedi Implementazione della struttura Individuazione del paese finale Determinazione del valore creato Compliance fiscale Convenzioni/sistemi contro doppia imposizione Pressione fiscale Compatibilmente alle caratteristiche del business e alle esigenze produttive (es. vantaggi comparati nella localizzazione le imprese) le imprese si localizzeranno nei paesi in cui la variabile fiscale è più favorevole e/o consente lutilizzo di normative di favore nei confronti di altri paesi: Treaty shopping Risparmio dimposta: ricerca di modalità lecite di risparmio dimposta; Elusione: azioni tese a evitare/macherare le fattispecie che portanno alla tassazione (confine tra lecito e illecito); Evasione fiscale: pratiche illecite di sottrazione di materia imponibile

13 Conto economico Reddito operativo …….. Risultato della gestione finanziaria …… Utile lordo Imposte dellesercizio Utile netto Area commerciale vendite: mercati di sbocco mercati di approvvigionamento attività di posizionamento e difesa del business Area finanziaria reperimento delle risorse finanziarie (cap. di rischio - dividendi; cap. di credito - interessi) gestione della liquidità di gruppo Pianificazione fiscale Massimizzazione del flusso di reddito dopo il prelievo fiscale Opportunità di investimento allestero Opportunità di arbitraggio fiscale Pianificazione strategica

14 La scelta dei canali di trasferimento e delle strutture giuridiche Analisi del business Individuazione del paese iniziale Scelta dei canali di trasferimento e dei paesi intermedi Implementazione della struttura Individuazione del paese finale Determinazione del valore creato Principali canali di trasferimento: - transfer price; - - interessi (indebitamento); - - royalties (brevetti e diritti) - - cost share agreement Principali strutture giuridiche: - Branches vs subsidiaries; - - Interposizioni societarie (conduit/holding); - - Trading company

15 Lespansione estera tramite Branch e Subsidiary

16 Le principali tecniche di Treaty Shopping Soc. A (paese A)Soc. C (paese C)Soc. B (paese B) Investimento Reddito Direct conduit method Soc. A (paese A) Soc. C (paese C) Soc. B (paese B) Investimento Reddito Soc. D (paese D) Investimento Reddito Stepping stone structure Paese che ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni Paesi che hanno stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni Soc. A (paese A) Soc. B (paese B) Investimento Reddito Partecipazioni qualificate Holding structure Paesi che hanno stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni Paese che ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni

17 Strutture giuridiche Soc. A (paese A) Trading company C (paese C)Soc. B (paese B) Pagamento Merci Trading company Una o più trading company realizzano margini nella creazione di valore che vengono tassati ad aliquote ridotte e/o trattenuti nel paese a bassa fiscalità Soc. A (paese A) Soc. B (paese B) Investimento Dividendi Partecipazioni qualificate Holding pro Participation exemption (PEX) Paese che ha previsto esenzioni per plusvalenze su partecipzioni e/o sui dividendi

18 Definizione: Procedura di determinazione del prezzo delle transazioni intercorrenti tra società di un medesimo gruppo che permette il trasferimento di reddito imponibile verso i paesi connotati da sistemi fiscali più favorevoli Ragioni sottostanti: - fiscali - elusione disposizioni valutarie - rivendicazioni salariali - eludere disposizioni anti dumping Transfer Pricing (TP)

19 Lart. 9 del Modello di Convenzione predisposto dallOCSE per la conclusione di convenzioni internazionali bilaterali contro la doppia imposizione definisce il principio di libera concorrenza (arms length principle) come standard di riferimento per la regolamentazione fiscale internazionale dei prezzi di trasferimento nelle transazioni tra imprese appartenenti allo stesso gruppo. Scopo: evitare che le transazioni infragruppo, tra imprese residenti in Paesi diversi, siano utilizzate per ottenere una più vantaggiosa distribuzione dellimponibile fiscale, mediante la pattuizione di prezzi difformi da quelli che sarebbero stati pattuiti in base a normali regole di mercato. Transfer pricing: principi di base

20 Rapporto OCSE del 1979 Rapporto OCSE del 1995 Internazionali: Italiano: D. Lgs 344/03 art. 110 comma 7 Circolari esplicative del Ministero delle Finanze Richiamo ai concetti di: - controllo (art c.c.) - valore normale (art. 9 3 TUIR) Principi e fonti normative

21 Lart. 110 co. 7 e 2 del TUIR recita: > (co. 7) > (co. 2) La normativa TP in Italia

22 Ai sensi delle indicazioni fornite dal rapporto OCSE del 1979 sono ricomprese in questa fattispecie: - le società e altre entità organizzative similari costituite con capitale privato, pubblico, misto stabilita in paesi diversi - le società collegate in modo tale che la casa madre sia in grado di esercitare uninfluenza importante - le società esercenti attività notevolmente integrate e che condividono un rilevante flusso informativo (flussi commercali, flussi finanziari, dividendi, royalties, management fees…) - le società aventi stabile organizzazione e autonome sotto il profilo tributario Limpresa multinazionale

23 la nozione di controllo la conditiones iuris la nozione di valore normale Profilo giuridico: Profilo politico - economico: impedire lelusione delle norme tributarie ovvero la sottrazione di base imponibile attuabile mediante la sottofatturazione delle esportazioni e la sovrafatturazione delle importazioni adottate da imprese di diversa nazionalità riconducibili allo stesso soggetto economico Gli elementi essenziali della norma

24 Il perimetro definito dalla nozione di controllo: Lart. 110 estende lapplicazione della norma ai casi di svolgimento di vendita e collocamento di materie prime, di fabbricazione da parte di imprese nazionali per conto di società non residenti …lestensione del perimetro: Pur in assenza di un esplicito richiamo si deve ritenere che lart. 110 faccia riferimento alla nozione civilistica di controllo così come indicata allart c.c. La norma prevede tre ipotesi di controllo: 1) maggioranza assoluta dei voti; 2) possesso di voti necessari ad esercitare uninfluenza dominante; 3) capacità di esercitare uninfluenza dominante in virtù di vincoli contrattuali. A) Il presupposto soggettivo: la nozione di controllo

25 La valorizzazione al valore normale deve essere fatta solo in pejus per il contribuente. La simmetria della norma (minore base imponibile) è stata solo successivamente ammessa nel 1988 ma solo per evitare casi di doppie imposizioni e solo in presenza di convenzioni bilaterali tra Stati. Il problema non è facilmente risolvibile perché un eventuale accertamento dovrebbe essere svolto congiuntamente dai due Stati al fine di determinare il quantum dellintervento correttivo B) La conditiones iuris

26 La nozione di Valore normale è fornita ai fini tributari dallart. 9 3 TUIR: >. Ai fini delleffettiva determinazione del valore normale il rapporto OCSE del 1979 ha individuato alcuni criteri poi adottati dallordinamento italiano. Tali criteri si possono essenzialmente suddividere in: - Criteri base: basati sulla sostanziale equivalenza dei prezzi applicati (lettura dallalto del C.Economico) - Criteri alternativi: basati sulla sostanziale equivalenza dei profitti conseguiti (lettura dal basso del C.Economico) C) Il valore normale

27 I criteri base: - metodo del confronto del prezzo - metodo del prezzo di rivendita - metodo del costo maggiorato I criteri alternativi: - comparazione dei profitti e ripartizione (attiene ai profitti totali) - margini lordi del settore economico (attiene esclusivamente ai margini della transazione) - redditività del capitale investito Si tratta tuttavia di metodi ai quali ricorrere nei seguenti casi: in via sussidiaria, qualora vi siano incertezze in relazione al corretto uso dei tre criteri di base; in via alternativa, solo in caso di assoluta impossibilità di impiegare uno dei tre criteri di base. Il valore normale (segue)

28 Il metodo del confronto del prezzo (Comparable Uncontrolled Price Method o C.U.P.) è il metodo da applicare in via preferenziale, sia per la C.M. n. 32/1980 che per lOCSE, essendo la diretta applicazione del prezzo di libera concorrenza. Tale metodo si basa sul confronto fra il corrispettivo effettivamente pattuito per le operazioni infragruppo e quello che sarebbe stato pagato per analoghe transazioni intercorse: tra imprese esterne al gruppo, indipendenti tra loro (confronto esterno) o tra unimpresa del gruppo ed unimpresa indipendente (confronto interno). Sebbene i confronti esterni siano preferibili, si tende ad attribuire rilievo ad essi solo nel caso in cui esistano listini ufficiali da cui desumere il valore normale, rilevabili su mercati regolamentati o da autorità indipendenti (ad esempio, le Camere di commercio) per specifiche tipologie di beni. Per giudicare se una transazione sul libero mercato sia comparabile a quella oggetto di verifica, occorre fare riferimento, oltre al tipo di bene o servizio scambiato, anche ad unulteriore serie di elementi, quali, ad esempio il mercato, la qualità dei prodotti, condizioni contrattuali. Valore normale: metodo del confronto del prezzo

29 Il metodo del costo maggiorato (cost plus method) prevede la determinazione del prezzo normale di trasferimento di un bene o di un servizio partendo dal costo di produzione sostenuto dalla società produttiva, aumentato di un margine di utile lordo, c.d. mark-up, ritenuto congruo. Tale margine normale di utile lordo potrà essere stabilito attraverso la comparazione del margine di utile della transazione da verificare con quello ricavato da terzi indipendenti in transazioni similari (confronto esterno) ovvero con quello ricavato dalla stessa impresa in transazioni similari con soggetti indipendenti (confronto interno). Valore normale: metodo del costo maggiorato

30 Il metodo del prezzo di rivendita (resale price method) si basa sull'analisi del prezzo a cui il bene acquistato dal rivenditore viene poi da questo ceduto a un soggetto indipendente, diminuito del margine di utile lordo necessario a coprire i costi commerciali sostenuti dal rivenditore ed una quota dei costi generali dello stesso, idoneo a garantirgli un margine di utile. Tale metodologia si presta quindi ad essere impiegata con efficacia nel caso di transazioni che avvengono tra casa madre produttrice e controllate che provvedono quasi esclusivamente alla sola commercializzazione dei beni acquistati. Il criterio del prezzo di rivendita muove quindi dallesame della cessione effettuata dal rivenditore al cliente finale. Dal prezzo di rivendita si detrae un margine di utile lordo, espresso in percentuale, giungendo in tal modo al prezzo di trasferimento normale. Valore normale: metodo del prezzo di rivendita

31 1.METODO DELLA COMPARAZIONE DEI PROFITTI (Comparable Profit Method): i profitti netti generati da unoperazione infragruppo (utili espressi in relazione al fatturato) vengono messi a confronto con quelli realizzati da imprese indipendenti che svolgono attività analoghe. 2.METODO DELLA RIPARTIZIONE DEI PROFITTI GLOBALI (Profit SplitMethod): questo metodo si basa sulla ripartizione dellutile derivante da unoperazione infragruppo, sulla base dei fattori produttivi e dei costi sostenuti dalle imprese del gruppo coinvolte nelloperazione stessa. Si tratta di un metodo caratterizzato da un elevato grado di incertezza ed arbitrarietà, che non tiene conto delle condizioni del mercato né della situazione economica dellimpresa. 3.METODO DEL RENDIMENTO DEL CAPITALE INVESTITO (Return on Investment Method - ROI): il rendimento del capitale investito generato da unoperazione infragruppo viene messo a confronto con quelli realizzati da imprese indipendenti che svolgono attività analoghe. 4.METODO DEI MARGINI LORDI DI SETTORE (Gross Margin Method): questo metodo si esplica attraverso la comparazione dei margini lordi di profitto dello specifico settore economico in cui operano le imprese che effettuano operazioni infragruppo. Valore normale: metodi reddituali

32 Per gli intangible asset (Diritti, Brevetti, Know How) occorre tener conto di una serie di elementi tipici: - Elementi tecnici: appartenenza a specifici settori economici (livelli tecnologici), durata tecnica dellinvenzione (obsolescenza), complessità della conoscenza, capacità di creazione del valore per il licenziante e il licenziatario... - Elementi giuridici: diritto di esclusiva, limitazioni territoriali, protezioni legali nella Stato del licenziatario (chi goderà dei benefici), divieti di esportazione dei prodotti originati con il brevetto…. Il Ministero delle Finanze per cercare di dare certezza alla norma ha fissato in unapposita circolare alcuni soglie minimali di canoni dipendenti dal settore, dalle caratteristiche tecniche e giuridiche del brevetto e dagli elementi probatori delleffettiva inerenza del costo nel processo produttivo Il valore normale: intangible asset

33 Transazioni infragruppo sono anche quelle relative al riaddebito di servizi da parte di una società in capo alle altre società del gruppo. Alcuni servizi tipicamente centralizzati sono: – copertura rischi di cambio – fatturazione – produzione su commessa – ricerca e sviluppo – gestione e tutela di marchi e brevetti La determinazione del transfer pricing per i sevizi intercompany richiede una prima analisi volta a stabilire se il servizio sia stato effettivamente prestato fornendo un qualche vantaggio economico alla consociata. Metodi per la determinazione del valore normale di prestazioni di servizi (in ordine di preferenza): –confronto di prezzo –costo maggiorato –imputazione indiretta: nel caso di oggettive difficoltà nellimputazione diretta dei costi dei servizi ai singoli beneficiari, i costi totali sostenuti dalla società prestatrice del servizio possono essere ripartiti in base a chiavi di allocazione tra tutti i beneficiari, aumentati o meno di un congruo markup. Servizi intercompany

34 Le amministrazioni finanziarie tentano di contrastare le tecniche di pianificazione fiscale che determinano anche ingenti riduzioni di gettito. Il contrasto può avvenire attraverso: -norme generali che disconoscono loperazione quando loperatore non è in grado di dimostrare il business purpose, lobiettivo di realizzare profitti /economie via business e non il solo risparmio fiscale In Italia, esiste una norma antielusiva c.d. generale: l'art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973, secondo la quale sono inopponibili all'amministrazione finanziaria gli atti, fatti e negozi, anche collegati tra di loro, che siano contemporaneamente: privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare norme tributarie e volti ad ottenere una riduzione del carico fiscale altrimenti indebita. L'elusione è, quindi, un fenomeno che deve necessariamente e contestualmente contenere le tre componenti previste dalla norma: l'assenza di valide ragioni economiche l'aggiramento di obblighi e divieti previsti dall'ordinamento il conseguimento di un risparmio fiscale altrimenti indebito. Al verificarsi di tali condizioni, l'amministrazione finanziaria può disconoscere l'effetto fiscale riveniente da tali operazioni richiedendo al contribuente le maggiori imposte che avrebbe pagato compiendo l'operazione direttamente senza l'aggiramento elusivo. L'operazione, riqualificata fiscalmente, conserva però, tra le parti la sua valenza contrattuale originaria. - norme specifiche di contrasto: paesi inseriti nelle c.d. black list; normativa sul transfer price; normativa sulle Controlled Foreign Companies (CFC), indeducibilità di costi verso paesi a bassa fiscalità; thin capitalization, etc Il contrasto dellamministrazoine finanziaria

35 Controlled Foreign Companies controlla controlla vende ESEMPIO 1 La società italiana controlla indirettamente la società di Hong Kong. Nelle vendite alla controparte cinese, questa si interfaccia con la società di Hong Kong che fatturerà e pagherà le imposte per i redditi prodotti. La società italiana non viene tassata per i redditi prodotti a Hong Kong fin quando non riceverà il dividendo. Paga le imposte ERARIO

36 La normativa in materia di CFC (controlled foreign companies) si applica alle operazioni infragruppo poste in essere tra imprese residenti e le proprie partecipate, situate in Paesi o territori a bassa fiscalità. In base all'articolo 167 del Tuir, un soggetto residente in Italia che detiene, direttamente o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta persona, il controllo di una impresa, di una società o di un altro ente, residente o localizzato in Stati o Territori con regime fiscale privilegiato, si vedrà imputato automaticamente, per trasparenza e in proporzione alla sua quota di partecipazione, i redditi conseguiti dal soggetto estero partecipato. I redditi saranno tassati allaliquota media di tassazione sperimentata nel paese di residenza con un minimo del 27% La regola non trova applicazione qualora il contribuente "italiano" dimostri l'assenza di intenti elusivi. Tassare per trasparenza vuol dire che i redditi prodotti dalla controllata vengono imputati, quindi tassati, alla società italiana come se fossero stati prodotti da essa. Controlled Foreign Companies

37 controlla controlla vende ESEMPIO 1 La società italiana controlla indirettamente la società di Hong Kong. Nelle vendite alla controparte cinese, questa si interfaccia con la società di Hong Kong che fatturerà e pagherà le imposte per i redditi prodotti. La società italiana non viene tassata per i redditi prodotti a Hong Kong fin quando non riceverà il dividendo. Applicando la disciplina CFC il reddito prodotto ad Hong Kong sarà tassato per trasparenza in capo alla società italiana anche in assenza di dividendo. Paga le imposte ERARIO

38 La disciplina in esame è stata recentemente modificata: a partire dal 2010, sono entrate in vigore due modifiche. Una delle circostanze che il soggetto residente italiano può provare, per disapplicare la Cfc rule, consiste, infatti, non più nel radicamento geografico dell'impresa estera, bensì in quello "economico" (le disposizioni…non si applicano se il soggetto residente dimostra…che…la società o altro ente non residente svolga un'effettiva attività industriale o commerciale, come sua principale attività, nel mercato dello Stato o territorio di insediamento"; articolo 167, comma 5, lettera a), del Tuir). Controlled Foreign Companies

39 La novità più grande, però, consiste nell estensione della normativa anche ai casi in cui i soggetti controllati sono localizzati in Stati o Territori diversi da quelli a regime fiscale privilegiato. Ciò si verifica, in particolare, quando l'impresa estera, congiuntamente: è assoggettata a un tassazione effettiva inferiore a più della metà di quella a cui sarebbe stata sottoposta se residente in Italia; ha conseguito proventi derivanti per più del 50% dalla gestione, dalla detenzione o dall'investimento in titoli, partecipazioni, crediti o altre attività finanziarie, dalla cessione o dalla concessione in uso di diritti immateriali relativi alla proprietà industriale, letteraria o artistica, nonché dalla prestazione di servizi nei confronti di soggetti che, sostanzialmente, fanno capo allo stesso soggetto economico, ivi compresi i servizi finanziari. Nella circostanza appena illustrata, il soggetto residente in Italia può, comunque, dimostrare che l'insediamento all'estero non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale. Controlled Foreign Companies

40 Amministrazione Richiesta delle prove Limpresa estera deve svolgere principalmente attività industriale o commerciale effettiva nel paese di residenza Contribuente (entro 90 giorni) Prove ritenute idonee dallAmministrazione Prove non ritenute idonee dallAmministrazione Costi deducibiliAvviso di accertamento Fornisce prove Non fornisce prove Lonere della prova per la deduzione dei costi art. 110 Tuir

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