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Introduzione allo Humanistic management Marco Minghetti Lezione 1 Pavia 2008.

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Presentazione sul tema: "Introduzione allo Humanistic management Marco Minghetti Lezione 1 Pavia 2008."— Transcript della presentazione:

1 Introduzione allo Humanistic management Marco Minghetti Lezione 1 Pavia 2008

2 Presentazione del Corso Il Corso di Humanistic Management si propone di avviare lo studente ad una modalità di interpretare lazienda alternativa al tradizionale scientific management: una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dellInformation & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, la drammaturgia, la cinematografia, la poesia. Una parte del Corso sarà dedicata allillustrazione dellapparato teorico illustrato nel Manifesto dello humanistic management. Questo avverrà principalmente attraverso testimonianze e una lettura critica dei Principi dello Scientific management di Taylor.

3 Presentazione del Corso La seconda parte sarà costituita da un approfondimento pratico fondato sullanalisi di venticinque poesie del Premio Nobel per la Letteratura Wisława Szymborska. Tale analisi si focalizzerà su cinque temi fondamentali per la comprensione delle aziende attuali: la definizione dellidentità individuale e di gruppo; la definizione dellidentità individuale e di gruppo; la costruzione delle relazioni interpersonali; la costruzione delle relazioni interpersonali; la selezione delle competenze necessarie a produrre innovazione; la selezione delle competenze necessarie a produrre innovazione; la gestione delle diversità e quindi dei talenti; la gestione delle diversità e quindi dei talenti; il processo di produzione di significato nelle organizzazioni, per il quale Karl Weick ha coniato il termine sensemaking. il processo di produzione di significato nelle organizzazioni, per il quale Karl Weick ha coniato il termine sensemaking.

4 Presentazione del Corso I vari argomenti trattati verranno presentati utilizzando lapproccio metadisciplinare caratteristico dello humanistic management. Dunque durante le lezioni ci si avvarrà delle tradizionali presentazioni PowerPoint, ma anche di letture di romanzi e poesie, visione di scene tratte da film, fotografie, eccetera. I vari argomenti trattati verranno presentati utilizzando lapproccio metadisciplinare caratteristico dello humanistic management. Dunque durante le lezioni ci si avvarrà delle tradizionali presentazioni PowerPoint, ma anche di letture di romanzi e poesie, visione di scene tratte da film, fotografie, eccetera. Lapproccio del corso è di tipo narrativo. A tal fine in particolare verrà utilizzato il volume Le Aziende In-Visibili riscrittura mutante de Le città invisibili di Italo Calvino

5 Bibliografia Marco MINGHETTI – Fabiana CUTRANO, Nulla due volte. Il management attraverso le poesie di Wisława Szymborska, Libri Scheiwiller, 2006 Marco MINGHETTI & The LMS, Le Aziende In-Visibili, Libri Scheiwiller, 2008 Le slide utilizzate nel corso saranno messe a disposizione sul sito. Ulteriori riferimenti bibliografici sulle tematiche discusse in aula verranno forniti nel corso delle lezioni. Letture consigliate: Italo CALVINO, Le città invisibili, Einaudi. Marco MINGHETTI- Fabiana CUTRANO, Le nuove frontiere della cultura dimpresa, ETAS, 2004.

6 Modalità desame Presentazione di una tesina scritta di circa battute da fare avere al docente almeno 15 giorni prima della data dellesame. Presentazione di una tesina scritta di circa battute da fare avere al docente almeno 15 giorni prima della data dellesame. In alternativa discussione di tre capitoli a scelta da Nulla due volte e di tre capitoli da Le Aziende In-Visibili In alternativa discussione di tre capitoli a scelta da Nulla due volte e di tre capitoli da Le Aziende In-Visibili Sarà gradito limpegno a discutere ciò che verrà svolto a lezione insieme ai contenuti di altri testi fra quelli che verranno suggeriti nel corso delle lezioni Sarà gradito limpegno a discutere ciò che verrà svolto a lezione insieme ai contenuti di altri testi fra quelli che verranno suggeriti nel corso delle lezioni

7 e indirizzo web I materiali delle tesine – sotto forma di commento libero ad una delle città/aziende invisibili: vedi anche materiali pubblicati sul metablog: I materiali delle tesine – sotto forma di commento libero ad una delle città/aziende invisibili: vedi anche materiali pubblicati sul metablog: possono essere inoltrati a: possono essere inoltrati Info sullo humanistic management al sito: Info sullo humanistic management al sito: Profilo di Minghetti accessibile anche su Facebook Profilo di Minghetti accessibile anche su Facebook

8 Le parole sono importanti

9 Most Young People Entering the U.S. Workforce Lack Critical Skills Essential For Success Most Young People Entering the U.S. Workforce Lack Critical Skills Essential For Success October 2, 2006 – As the baby boom generation slowly exits the U.S. workplace, a new survey of leaders from a consortium of business research organizations finds the incoming generation sorely lacking in much needed workplace skills both basic academic and more advanced applied skills, according to a report released today. Most Young People Entering the U.S. Workforce Lack Critical Skills Essential For Success

10 The report is based on a detailed survey of 431 human resource officials that was conducted in April and May 2006 by The Conference Board, Corporate Voices for Working Families, the Partnership for 21st Century Skills, and the Society for Human Resource Management. Its objective was to examine employers views on the readiness of new entrants to the U.S. workforce recently hired graduates from high schools, two-year colleges or technical schools, and four-year colleges. The future workforce is here, and it is ill-prepared, concludes the report. The findings reflect employers growing frustrations over the preparedness of new entrants to the workforce. Employers expect young people to arrive with a core set of basic knowledge and the ability to apply their skills in the workplace – and the reality is not matching the expectation. NOT EVEN THE BASICS Business leaders report that while the three Rs are still fundamental to every employees ability to do the job, applied skills such as teamwork, critical thinking, and communication are essential for success at work. In fact, at all educational levels, these applied skills trump basic knowledge skills such as reading and mathematics in importance in the view of employers. In order to succeed in the workplace of the 21st Century, high school and college graduates need to master basic academic skills as well as a complement of applied skills. The survey also found though that too many new entrants to the workforce are not adequately prepared in these important skills.

11 Cosa è un organigramma

12 Managemenent: etimologia Il latino manus, di origine indoeuropea, parla dellorgano del corpo umano, ma porta con sé, anche, una originaria idea di tutela, protezione. Il latino manus, di origine indoeuropea, parla dellorgano del corpo umano, ma porta con sé, anche, una originaria idea di tutela, protezione. Nella prima metà del 1100, in francese manière significa modo di fare, da cui litaliano maniera. In italiano, nel 1300, maneggiare. Un secolo dopo si aggiunge il senso figurato di governare. Nella prima metà del 1100, in francese manière significa modo di fare, da cui litaliano maniera. In italiano, nel 1300, maneggiare. Un secolo dopo si aggiunge il senso figurato di governare. Maneggio si afferma nel 1500: cè il senso di lavoro fatto con le mani, ma anche di negozio, traffico. Maneggio si afferma nel 1500: cè il senso di lavoro fatto con le mani, ma anche di negozio, traffico. Da F. Varanini, Le parole del manager, Guerini, 2006

13 Management: una definizione Linsieme delle prerogative che riguardano la direzione e la gestione amministrativa di una azienda

14 Management: declinazioni Sapere.it Trovati 34 risultati management Sapere.it Trovati 34 risultati management management a) L'attività e la funzione del manager; b) tecnica della gestione industriale; c) linsieme dei quadri dirigenti di un'impresa personnel management personnel management personnel management personnel management inglese (propr., direzione del personale). Indica l'attività di selezione, assunzione e addestramento del personale impiegatizio e direttivo di un'azienda, ed è connessa a motivazioni interne tese al raggiungimento del successo aziendale load management load management load management load management ingl. (propr. gestione del carico). Gestione dei carichi di un sistema elettrico in modo tale che la richiesta di energia elettrica sia congrua con la presente disponibilità degli impianti di generazione e con gli obiettivi a lungo termine

15 Management: declinazioni project management project management project management project management Tecnica manageriale consistente nel predisporre una struttura organizzativa in cui la divisione dei compiti avviene sulla base delle specifiche esigenze dei singoli clienti Tecnica manageriale consistente nel predisporre una struttura organizzativa in cui la divisione dei compiti avviene sulla base delle specifiche esigenze dei singoli clienti Customer relantionship management Customer relantionship management Filosofia aziendale e strategia di business, volte a selezionare e a gestire le relazioni con i clienti di maggior valore per lazienda, attuando a tal fine un approccio di tipo integrato che coinvolga persone, reparti, procedure e tecnologie attraverso una cultura aziendale cliente-centrica, stabilendo una comunicazione a due vie anziché solo da azienda a cliente, così da fidelizzarlo e accrescerne la profittabilità.

16 Scientific management: taylorismo Indirizzo di studi sull'organizzazione scientifica del lavoro, elaborato inizialmente dall'ingegnere statunitense F. W. Taylor all'interno delle industrie siderurgiche della Midvale Steel Co. Indirizzo di studi sull'organizzazione scientifica del lavoro, elaborato inizialmente dall'ingegnere statunitense F. W. Taylor all'interno delle industrie siderurgiche della Midvale Steel Co.F. W. TaylorF. W. Taylor Il sistema è illustrato nel suo saggio del 1911, The Principles of Scientific Management, Criteri scientifici di organizzazione e direzione aziendale. Il sistema è illustrato nel suo saggio del 1911, The Principles of Scientific Management, Criteri scientifici di organizzazione e direzione aziendale.

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18 Scientific management: taylorismo Taylor elaborò tecniche come il cronometraggio dei tempi di lavoro in un sistema produttivo diviso in tante piccole unità semplici e ripetibili che non consentivano alcun spreco di energia né di tempo. Taylor elaborò tecniche come il cronometraggio dei tempi di lavoro in un sistema produttivo diviso in tante piccole unità semplici e ripetibili che non consentivano alcun spreco di energia né di tempo. Gli operai cioè dovevano svolgere solo determinati movimenti sempre uguali per tutta la durata della giornata lavorativa. Chi aveva la capacità di essere straordinariamente veloce era anche incentivato economicamente con un premio di produzione. Gli operai cioè dovevano svolgere solo determinati movimenti sempre uguali per tutta la durata della giornata lavorativa. Chi aveva la capacità di essere straordinariamente veloce era anche incentivato economicamente con un premio di produzione. Gli operai cioè dovevano svolgere solo determinati movimenti sempre uguali per tutta la durata della giornata lavorativa. Gli operai cioè dovevano svolgere solo determinati movimenti sempre uguali per tutta la durata della giornata lavorativa. I metodi suggeriti da Taylor si diffusero rapidamente sebbene fossero vivamente criticati da chi li considerava motivo di superlavoro, di azioni ripetitive e monotone, causa di disoccupazione. E in verità il taylorismo trascurava i lati psicologici del lavoro puntando unicamente sull'aumento della produzione. Ma nonostante i suoi difetti e i suoi limiti il taylorismo si diffuse largamente nei Paesi industrializzati. I metodi suggeriti da Taylor si diffusero rapidamente sebbene fossero vivamente criticati da chi li considerava motivo di superlavoro, di azioni ripetitive e monotone, causa di disoccupazione. E in verità il taylorismo trascurava i lati psicologici del lavoro puntando unicamente sull'aumento della produzione. Ma nonostante i suoi difetti e i suoi limiti il taylorismo si diffuse largamente nei Paesi industrializzati.

19 Humanistic management 1 Rinvia ad una specifica appartenenza intellettuale, storicamente datata e radicata in Europa, specialmente nella Grecia classica e nel Rinascimento italiano. Rinvia ad una specifica appartenenza intellettuale, storicamente datata e radicata in Europa, specialmente nella Grecia classica e nel Rinascimento italiano. Unappartenenza intellettuale che, però, non può essere solo ridotta o semplificata ad una sorta di italian o european style dai modi inconfondibili e aggraziati: gusto per il bello, per le arti, per le cose buone e per i piaceri della vita. Lumanesimo certo è in buona parte quello spirito geniale mediterraneo, greco, latino e rinascimentale, elitario, aristocratico ed estetizzante, che punta ad un ideale di epicurea felicità dellattimo; Unappartenenza intellettuale che, però, non può essere solo ridotta o semplificata ad una sorta di italian o european style dai modi inconfondibili e aggraziati: gusto per il bello, per le arti, per le cose buone e per i piaceri della vita. Lumanesimo certo è in buona parte quello spirito geniale mediterraneo, greco, latino e rinascimentale, elitario, aristocratico ed estetizzante, che punta ad un ideale di epicurea felicità dellattimo; ma si nutre anche di quelletica del rispetto, di quelle elaborazioni evangeliche e laiche (tormentate), che appartengono ad esempio al pensiero della rinascenza erasmiana: una mediazione sapiente (o temperata, socratica) tra pietas e cultura dellimpegno morale. ma si nutre anche di quelletica del rispetto, di quelle elaborazioni evangeliche e laiche (tormentate), che appartengono ad esempio al pensiero della rinascenza erasmiana: una mediazione sapiente (o temperata, socratica) tra pietas e cultura dellimpegno morale. Cfr. Premessa a Manifesto dello Humanistic Management Cfr. Premessa a Manifesto dello Humanistic Management

20 Humanistic management 2 Lumanesimo che noi vogliamo proporre ha fra le sue caratteristiche il superamento delle opposizioni tipiche del pensiero dicotomico moderno: quindi anche quella fra scientifico e umanistico. Dando enfasi allaggettivo umanistico, il rischio, per assurdo, non solo è quello di perdere di vista ciò che di buono cè nel paradigma scientifico, ma, soprattutto, ciò che lumanesimo è sempre stato: sintesi di tante culture, fra cui anche quella scientifica. Lumanesimo che noi vogliamo proporre ha fra le sue caratteristiche il superamento delle opposizioni tipiche del pensiero dicotomico moderno: quindi anche quella fra scientifico e umanistico. Dando enfasi allaggettivo umanistico, il rischio, per assurdo, non solo è quello di perdere di vista ciò che di buono cè nel paradigma scientifico, ma, soprattutto, ciò che lumanesimo è sempre stato: sintesi di tante culture, fra cui anche quella scientifica.

21 Breve storia dello H.M. 1 Nella prima metà degli anni Novanta, Marco Minghetti pubblica una serie di saggi che descrive lavvento di un nuovo dominio manageriale in cui confluiscono, connettendosi e modificandosi reciprocamente, discipline un tempo separate. Nella prima metà degli anni Novanta, Marco Minghetti pubblica una serie di saggi che descrive lavvento di un nuovo dominio manageriale in cui confluiscono, connettendosi e modificandosi reciprocamente, discipline un tempo separate. Tuttavia, scrive nel 1993 su Mondo Economico, il determinarsi del nuovo dominio manageriale è possibile solo allinterno dellorganizzazione dimpresa che adesso si sta affermando e, allo stesso tempo, esso è necessario per il corretto funzionamento di questo nuovo modello organizzativo. La nuova organizzazione cui mi riferisco si caratterizza per essere piatta, rapida, interfunzionale, reticolare. In una parola, lorganizzazione comunemente definita post-tayloristica, basata quindi non sulla massima divisione possibile del lavoro, ma sul principio opposto, vale a dire la massima compattazione possibile del lavoro e sulla riduzione delle entità non strettamente necessarie. Per questo motivo, lorganizzazione post-tayloristica può essere definita anche organizzazione occamista. Al filosofo Guglielmo dOccam ( ) si fa infatti risalire la famosa frase entia non sunt moltiplicanda sine necessitate (le entità non devono essere moltiplicate oltre quanto è strettamente necessario). E il rasoio di Occam che gli stessi storici della filosofia chiamano principio di economia. E chiaro allora che se lorganizzazione tayloristica è caratterizzata da un moto centrifugo, che tende a distinguere e moltiplicare gli specialismi, nellorganizzazione occamista tutte le discipline manageriali sono soggette ad un processo centripeto, per il quale esse sono attratte le une verso le altre. La massima compattazione del lavoro genera quindi una tendenziale interdisciplinarietà e quello che abbiamo definito un nuovo dominio manageriale. Tuttavia, scrive nel 1993 su Mondo Economico, il determinarsi del nuovo dominio manageriale è possibile solo allinterno dellorganizzazione dimpresa che adesso si sta affermando e, allo stesso tempo, esso è necessario per il corretto funzionamento di questo nuovo modello organizzativo. La nuova organizzazione cui mi riferisco si caratterizza per essere piatta, rapida, interfunzionale, reticolare. In una parola, lorganizzazione comunemente definita post-tayloristica, basata quindi non sulla massima divisione possibile del lavoro, ma sul principio opposto, vale a dire la massima compattazione possibile del lavoro e sulla riduzione delle entità non strettamente necessarie. Per questo motivo, lorganizzazione post-tayloristica può essere definita anche organizzazione occamista. Al filosofo Guglielmo dOccam ( ) si fa infatti risalire la famosa frase entia non sunt moltiplicanda sine necessitate (le entità non devono essere moltiplicate oltre quanto è strettamente necessario). E il rasoio di Occam che gli stessi storici della filosofia chiamano principio di economia. E chiaro allora che se lorganizzazione tayloristica è caratterizzata da un moto centrifugo, che tende a distinguere e moltiplicare gli specialismi, nellorganizzazione occamista tutte le discipline manageriali sono soggette ad un processo centripeto, per il quale esse sono attratte le une verso le altre. La massima compattazione del lavoro genera quindi una tendenziale interdisciplinarietà e quello che abbiamo definito un nuovo dominio manageriale.

22 Breve storia dello H.M. 2 Nel 1995 Marco Minghetti dà vita a Biblioteca Agip, una collana di libri che Agip realizza in coedizione con Sperling & Kupfer e Jaca Book. Con il primo editore la collana pubblica libri di carattere manageriale, con il secondo opere letterarie dei Paesi in cui Agip (oggi Divisione Exploration & Production di ENI) opera. La Biblioteca Agip vive due anni e rappresenta il primo tentativo nato in ambito imprenditoriale di rinnovare la pionieristica esperienza delle Edizioni Comunità di Olivetti, di con-fondere autori specialisti in management con poeti e romanzieri di tutto il mondo, di sperimentare quella conversazione permanente tra passione e ragione che deve andare insieme alla ricerca di quanto vi è di buono nelle altre civiltà, posta ancora recentissimamente da Edgar Morin come priorità etica se si vuole guardare con serenità al futuro. Una decina i titoli pubblicati, tutti di altissimo livello, fra cui la raccolta di poesie Attento, Soul Brother, che fece conoscere in Italia lo scrittore nigeriano Chinua Achebe, e il volume vincitore del Pulitzer Il premio, di Daniel Yergin. In questo quadro, Minghetti firma Le cose e le parole, libro-inchiesta su prassi e strumenti per lo sviluppo della cultura dimpresa in 20 multinazionali (coautore Giorgio Del Mare) e cura il volume miscellaneo La metamorfosi manageriale: due testi nei quali si individuano alcuni concetti (ad esempio quello di personigramma e di impresa circense) che in seguito diverranno centrali nellelaborazione dei principi dello humanistic management.

23 nasce nel marzo del 1997 nasce nel marzo del 1997 come rivista ufficiale dellAIDP come rivista ufficiale dellAIDP destinata a imprenditori e manager destinata a imprenditori e manager mission: sperimentare una modalità innovativa di riflessione manageriale fondata sullapporto delle diverse discipline umanistiche mission: sperimentare una modalità innovativa di riflessione manageriale fondata sullapporto delle diverse discipline umanistiche Lesperienza di Hamlet

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25 A long way of Metadisciplinar and multicultural meditations… 1997 fundation and Minghettis direction till Magazine of AIDP (Italian Association for Personnel Management) Magazine Personae :metadisciplinar approach applied to organisation world

26 Shakespeare nella letteratura manageriale

27 Allepoca di Shakespeare, lalto dirigente veniva chiamato leader e aveva il compito di guidare una nazione, un clan o una contea. Gran parte delle sue opere mostrano quali sono i difetti del cattivo leader e le qualità del buon capo. Allepoca di Shakespeare, lalto dirigente veniva chiamato leader e aveva il compito di guidare una nazione, un clan o una contea. Gran parte delle sue opere mostrano quali sono i difetti del cattivo leader e le qualità del buon capo. I manager di oggi possono quindi trarre da queste opere lezioni di comportamento ancora attuali. I manager di oggi possono quindi trarre da queste opere lezioni di comportamento ancora attuali. Lapproccio anglosassone

28 Nasce lo humanistic management Nellimpresa shakespeariana vi è invece un approccio metodologico che porterà nel 2004 alla nascita di un nuovo modello: lo humanistic management per il quale la poesia, larte, la filosofia: sono concepiti come strumenti operativi volti al superamento dei linguaggi settoriali si traducono in catalizzatori metadisciplinari -

29 Di fronte ad un mondo complesso, in rapido e continuo mutamento occorre non un nuovo paradigma, non una nuova verità assoluta, assiomatica, ma piuttosto un nuovo tipo di discorso: che ci parli di come si coglie lemergere del nuovo che ci parli di come si coglie lemergere del nuovo di come si impara ad imparare di come si impara ad imparare dunque di un discorso che metta al centro larte, quale ci è mostrata in massimo grado da poeti, romanzieri, drammaturghi: da umanisti nel senso rinascimentale, narratori di storie, facitori di senso (sensemakers) tramite il romanzo, la poesia, lautobiografia, il teatro, il cinema. Necessità di un nuovo discorso

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39 Sezione 1: Il contesto: un approccio metadisciplinare Sezione 1: Il contesto: un approccio metadisciplinare La dimensione filosofica, ermeneutica, storica, economica, organizzativa, politica, strategica, sociologica La dimensione filosofica, ermeneutica, storica, economica, organizzativa, politica, strategica, sociologica Cosa ci chiede il post. Sei domande per il management umanistico (Piero Trupia). Cosa ci chiede il post. Sei domande per il management umanistico (Piero Trupia). Il management della modernità riflessiva. La conoscenza come risorsa per esplorare e per condividere (Enzo Rullani) Il management della modernità riflessiva. La conoscenza come risorsa per esplorare e per condividere (Enzo Rullani) Da Esiodo al Duemilaventicinque. Un modello umanistico latino per le imprese (Domenico De Masi) Da Esiodo al Duemilaventicinque. Un modello umanistico latino per le imprese (Domenico De Masi) Sezione 2: Il mondo vitale dellimpresa Sezione 2: Il mondo vitale dellimpresa Valorizzare l'intangibile: esperienze, conoscenze, relazioni, intelligenze, emozioni, regole, morali, etiche Valorizzare l'intangibile: esperienze, conoscenze, relazioni, intelligenze, emozioni, regole, morali, etiche Il capitale intellettuale. Come dischiudere la ricchezza nascosta dellorganizzazione (Franco DEgidio) Il capitale intellettuale. Come dischiudere la ricchezza nascosta dellorganizzazione (Franco DEgidio) Lazienda razionale e lazienda emotiva. Emozione ed intelligenza per lavorare divertendosi (Luca, Laura, Maria Ludovica, RiccardoVarvelli) Lazienda razionale e lazienda emotiva. Emozione ed intelligenza per lavorare divertendosi (Luca, Laura, Maria Ludovica, RiccardoVarvelli) Lazienda etica. Limpresa come protagonista di una storia che le persone desidererebbero sentire (Giampaolo Azzoni) Lazienda etica. Limpresa come protagonista di una storia che le persone desidererebbero sentire (Giampaolo Azzoni) Manifesto: Parte Prima. Concetti

40 Sezione 3: Identità individuale. La cura di sé. Sezione 3: Identità individuale. La cura di sé. Letteratura, autobiografia, cinema. Letteratura, autobiografia, cinema. Un certo tipo di letteratura. Breve storia di un mondo possibile (Francesco Varanini). Un certo tipo di letteratura. Breve storia di un mondo possibile (Francesco Varanini). La scrittura di sé nellautoformazione umanistica. Limpresa come spazio narrativo ritrovato (Duccio Demetrio) La scrittura di sé nellautoformazione umanistica. Limpresa come spazio narrativo ritrovato (Duccio Demetrio) Nutrire lenigma. Il cinema come strumento di pensiero e di comunicazione nelle realtà complesse (Giuseppe Varchetta). Nutrire lenigma. Il cinema come strumento di pensiero e di comunicazione nelle realtà complesse (Giuseppe Varchetta). Sezione 4: Identità collettiva. La cura per gli altri. Sezione 4: Identità collettiva. La cura per gli altri. Networking, Business TV, Teatro dimpresa, Edutainment. Networking, Business TV, Teatro dimpresa, Edutainment. Il Simposio platonico nel XXI secolo. Competenze di ruolo per la gestione della comunità e lo sviluppo della conoscenza negli ambienti virtuali (Paolo Costa) Il Simposio platonico nel XXI secolo. Competenze di ruolo per la gestione della comunità e lo sviluppo della conoscenza negli ambienti virtuali (Paolo Costa) La business television. La tv come media e come schema mentale (Andrea Notarnicola). La business television. La tv come media e come schema mentale (Andrea Notarnicola). Esperienze e sogni di un formattore. La cultura dimpresa fra formazione, comunicazione e intrattenimento (Enrico Bertolino) Esperienze e sogni di un formattore. La cultura dimpresa fra formazione, comunicazione e intrattenimento (Enrico Bertolino) Manifesto: Parte Seconda: Strumenti

41 Humanistic management 3 Le nuove frontiere della Cultura dImpresa. Manifesto dello humanistic management, pubblicato da Etas nel In quella occasione, un gruppo di noti esponenti della cultura italiana ha proposto una visione alternativa di che cosa sia e di come gestire il mondo vitale delle imprese: lo humanistic management.Le nuove frontiere della Cultura dImpresa. Manifesto dello humanistic management, pubblicato da Etas nel In quella occasione, un gruppo di noti esponenti della cultura italiana ha proposto una visione alternativa di che cosa sia e di come gestire il mondo vitale delle imprese: lo humanistic management. Una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dellInformation & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, lantropologia, la drammaturgia, la cinematografia. Una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dellInformation & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, lantropologia, la drammaturgia, la cinematografia. Dalla poesia allapprendimento: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del libro. Dalla poesia allapprendimento: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del libro.

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43 Societing. (da un articolo scritto da Giampaolo Fabris) Credo siano davvero maturi i tempi, il neologismo intende porlo con forza, per una radicale rifondazione del marketing. Di quella funzione cioè che ha sempre presieduto ed ottimizzato gli interventi dell' impresa sui mercati. Una disciplina ancora improntata a una filosofia di stampo fordista/taylorista dell' epoca che ne ha costituito il terreno di coltura, dei grandi mercati di massa che l' hanno vista nascere e consacrato i suoi successi. Da allora il contesto a cui il marketing deve applicarsi, e il sistema di prodotti e servizi che deve promuovere, è profondamente cambiato. E' una società nuova dove produzione e consumo vedono abbattere i tradizionali steccati, e l' abituale separatezza, per divenire due facce di una medesima realtà.

44 Societing significa porre l' enfasi su questi incisivi cambiamenti e sottolineare che il mercato è parte della società, è un suo subsistema e non un hortum clausum di esclusiva pertinenza degli aziendalisti; che i significati intangibili, simbolici delle merci prevalgono largamente sugli aspetti strumentali, performativi; che il consumatore ha ormai acquisito un potere ed una discrezionalità che contrasta sempre più vistosamente con gli stereotipi della sua tradizionale subalternità. Significa anche che i mercati, per usare un lessico caro ai cultori delle nuove tecnologie, sono ormai divenuti "luoghi di conversazione": in transizione da mercati di massa a una massa di mercati (Anderson) composti da tante nicchie, al limite formati da singoli individui, in cui si frammenta oggi la domanda.

45 Ma, soprattutto, il richiamo al societing significa prendere atto delle crescenti responsabilità sociali delle imprese; della richiesta nuova di trasparenza e di eticità da parte del consumatore lungo tutta la filiera di ciò che acquista; della presa di consapevolezza delle gravi patologie che possono derivare da alcune pratiche di consumo; dell' inadeguatezza dell' etica one spot che è stata, sino ad adesso, prassi ricorrente anche da parte delle imprese più lungimiranti..


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