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Il quadro della valutazione in Europa e in Italia Daniele Pitturelli Pavia - 9 maggio 2006.

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1 Il quadro della valutazione in Europa e in Italia Daniele Pitturelli Pavia - 9 maggio 2006

2 Valutare la qualità del servizio è una condizione per il miglioramento di un sistema educativo La valutazione di un sistema scolastico facilita confronti tra situazioni comparabili e sollecita una emulazione tra le scuole Il sistema di valutazione si configura come un servizio agli operatori della scuola dellautonomia Perché valutare?

3 Lattività di valutazione rappresenta uno strumento di gestione strategica del sistema scolastico. Gli esiti della valutazione sono essenziali per migliorare - a livello centrale e periferico - la qualità di un sistema di istruzione basato sulla autonomia delle scuole. Per chi valutare?

4 In particolare, i risultati della valutazione interessano: chi ha il compito di governare il sistema Le informazioni sugli esiti della valutazione sono indispensabili, a livello centrale e locale, per monitorare la qualità del servizio scolastico - nel suo complesso e nelle sue articolazioni - e per accompagnare i conseguenti interventi di riforma e di correzione.

5 chi opera allinterno delle scuole Le informazioni sugli esiti della valutazione divengono strumenti utili ai dirigenti scolastici, ai docenti e al personale ATA per migliorare il proprio profilo professionale. Le scuole dellautonomia sono infatti sollecitate a inediti rapporti interistituzionali, fondati su una trasparenza e una integrazione progettuale che richiedono apertura al territorio, scambi di informazioni e di esperienze, disponibilità al confronto e alla collaborazione;

6 chi fruisce del servizio Le informazioni sugli esiti della valutazione interessano direttamente le famiglie e gli studenti per poter confrontare i risultati delle scuole ragionevolmente comparabili. Le informazioni sugli esiti della valutazione interessano direttamente i potenziali utenti, che disporrebbero di uno strumento in più per giudicare la qualità della scuola e, laddove possibile, per poter scegliere quella più conforme ai propri desideri.

7 Cosa valutare? Gli ambiti della valutazione sono diversi e possono così riassumersi: lefficacia del sistema nel suo complesso, anche in confronto a quello di altri paesi; la qualità delle singole scuole; gli apprendimenti degli studenti; la professionalità degli operatori scolastici. …ma è evidente la loro stretta interdipendenza..

8 Un sistema di valutazione nazionale si fonda su uno schema integrato di diversi approcci valutativi per consentire analisi e diagnosi affidabili : al Ministro, allamministrazione centrale e alle scuole

9 Un sistema nazionale di valutazione del servizio scolastico potrebbe pervenire, attraverso un approccio sistemico e procedure integrate, ai seguenti obiettivi: 1) accertare quanto succede, identificando punti forti e punti deboli; 2) stabilire se il livello delle risorse disponibili è adeguato e se esse vengono impiegate al meglio;

10 3) valorizzare, coinvolgere e responsabilizzare gli individui, i gruppi e i sistemi; 4) determinare cosa deve essere cambiato e poi verificare se il cambiamento ha prodotto effetti positivi.

11 Capire se si sta rispondendo ai bisogni dellutenza Identificare le priorità nelluso delle risorse interne Valorizzare la responsabilità individuale Dimostrare che gli investimenti richiesti per la formazione sono giustificati Attraverso la valutazione è possibile

12 lobiettivo fondamentale sarebbe quello di accumulare dati e informazioni che, opportunamente analizzati e interpretati, consentano decisioni idonee a migliorare lefficacia e lefficienza del sistema scolastico. Ognuno di questi obiettivi richiede di essere affrontato con metodologia specifica, ma

13 Per valutazione del sistema nel suo complesso si intende la raccolta e lanalisi dei dati relativi ai principali fenomeni che riguardano lorganizzazione scolastica, in modo da ricostruire una visione di insieme non solo dei risultati ottenuti, ma anche delle risorse utilizzate e dei principali processi messi in moto. Allo scopo di facilitare la lettura dei fenomeni e il loro andamento, i dati per la valutazione di sistema vengono spesso presentati sotto forma di indicatori, che permettono confronti più agevoli sia tra i diversi anni, sia tra i diversi sistemi o tra le diverse parti del sistema.

14 GLI INDICATORI DI QUALITA ( Ocse-Ceri) Sono dispositivi di allarme che forniscono informazioni sulla qualità di funzionamento del sistema scolastico Assolvono due funzioni: accertare il regolare funzionamento del servizio segnalare eventuali disfunzioni che si possono verificare

15 Esempi di Indicatori RESPONSABILITA Modalità e strumenti di informazione allutenza sul POF Presenza di forme di verifica specifiche sul POF e di gradimento da parte dellutenza Funzioni tecnico gestionali ( Staff, F/O) Soggetti che hanno elaborato il POF o hanno hanno collaborato alla sua stesura; Formazione del personale coerente con gli obiettivi del POF INTEGRAZIONE Forme di collaborazione con Enti Locali e territorio Reti di scuole progetti di continuità e di accoglienza; Iniziative di formazione per gli adulti

16 FLESSIBILITA DELLA DIDATTICA ORDINARIA Articolazione del curricolo (nazionale/locale, utilizzo riduzione del 15%, quadrimestralizzazione); articolazione flessibile del gruppo classe: n. medio ore settimanali Iniziative di orientamento scolastico e professionale Forme di compresenza degli insegnanti Iniziative di continuità Presenza di offerte opzionali collaborazione con la formazione professionale e lobbligo formativo rapporti con aziende e forme di alternanza scuola/lavoro Partecipazione a progetti e iniziative territoriali

17 Le esperienze europee Diversi paesi predispongono ogni anno un Rapporto sullevoluzione del loro sistema, basato sulla raccolta e sul confronto di indicatori In Francia viene predisposto ogni anno un Rapporto sulla scuola, dal titolo Létat de lécole. Il Rapporto riguarda lintero mondo dellistruzione, dalla materna alla superiore fino alla formazione continua. Esso si avvale di trenta indicatori che riassumono i principali dati relativi ai costi, alle attività, ai risultati della scuola francese, permettendo il confronto con i dati di altri paesi.

18 In Inghilterra due sono i principali soggetti che pubblicano rapporti annuali sul sistema scolastico: il primo è lOFSTED (Office for Standards in Education), un ente statale non governativo istituito nel 1992 col compito di ispezionare e valutare tutte le singole scuole. LOFSTED riferisce direttamente al Parlamento. Il secondo è il QCA (Qualifications and Curriculum Authority), agenzia governativa responsabile dei curricula e della valutazione degli apprendimenti degli studenti. I rapporti di questi due enti forniscono al Parlamento, al Ministro delleducazione e allopinione pubblica una visione complessiva dello stato del sistema scolastico inglese

19 In Svezia esiste una sola agenzia nazionale per lEducazione (Skolverket): pubblica specifici rapporti e ogni tre anni Un quadro della scuola nel quale sono evidenziati i risultati del sistema e confronti internazionali. Sulla base di questo rapporto il governo delibera piani specifici per il miglioramento della qualità.

20 Esperienze Italiane Nella Provincia autonoma di Trento, il Comitato di valutazione del sistema scolastico predispone da 10 anni, con cadenza biennale, un rapporto che esamina i principali aspetti della scuola trentina, confrontandoli con i valori nazionali e internazionali, attraverso un modello di analisi simile allOCSE. il Rapporto predisposto annualmente dal CENSIS sulla situazione del Paese, che presenta anche i principali dati di carattere strutturale sullevoluzione del sistema scolastico il Rapporto curato ogni anno dallISFOL, che - senza trascurare listruzione - focalizza la propria attenzione soprattutto sulla formazione professionale. Entrambi i documenti hanno consentito in questi anni di supplire in qualche modo alla mancanza di un vero rapporto valutativo sul sistema scolastico e formativo italiano.

21 La valutazione del sistema scolastico in Italia Il quadro della valutazione in Italia La valutazione dellandamento del sistema scolastico nel suo complesso, quella delle singole scuole e quella dei singoli alunni, ha assunto, negli ultimi decenni, un ruolo sempre più importante in molti paesi europei. Bisogna dire, tuttavia, che lItalia, a differenza di altri sistemi educativi europei, non ha ancora definito un programma di valutazione del sistema educativo nel suo complesso.

22 La storia recente Negli ultimi quindici anni, in Italia, si è parlato, in modo sempre più approfondito, del tema della valutazione della qualità della scuola a partire dal Protocollo dintesa (1990) [1] tra MPI e Confindustria che ha dato origine ad un progetto qualità i cui più recenti esiti sono un tentativo di ricognizione dei diversi modelli di valutazione della qualità della scuola messi a punto nel nostro paese. [1] [ 1][ 1] Il programma di collaborazione, tra M.P.I (adesso M.I.U.R.) con Confindustria, per la qualità della scuola è stato varato nel 1990, rinnovato nel 1994, 1998 e 2002 e vede, oggi, la partecipazione di oltre 1000 unità scolastiche (cfr. progetto qualità della scuola utilizza il modello applicato dal gruppo CLAS e si sviluppa attraverso una rete di scuole consolidata nelle varie aree del paese, i cosiddetti Poli per la qualità della scuola. Tale progetto intende favorire la realizzazione di un sistema di Gestione della Qualità attraverso strumenti che, partendo da unanalisi e dal controllo dei processi, consentano, in modo efficace, di operare miglioramenti interni allorganizzazione scolastica. Si veda in proposito il sito del Polo qualità di Milano :

23 Nei Nuovi Orientamenti per lattività educativa nelle scuole materne statali (D.M. del 3 giugno 1991) si parla di valutazione in un senso più ampio, svincolata dalla pratica del valutare lallievo; 1991 due numeri degli Studi e Documenti degli Annali della Pubblica Istruzione in cui si parla di valutazione di sistema e di autovalutazione. Nel n. 57, ad esempio, si parla, di un primo studio di fattibilità per listituzione di un Servizio Nazionale di Valutazione.

24 Lintroduzione in tutte le scuole italiane della Carta dei Servizi (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7/6/1995) corrisponde allesigenza di considerare listituzione scolastica come servizio con finalità formative che si dichiara con trasparenza allutenza e agli operatori stessi. Il Ministero della Funzione Pubblica obbliga tutte le Amministrazioni erogatrici di servizi ad offrire allutenza una chiara descrizione delle prestazioni cui ha diritto e delle sue corrette modalità di erogazione.

25 La scuola programma annualmente la propria attività mediante il Progetto educativo dIstituto, che enuncia organicamente le scelte fondamentali in ordine allautonomia e indica finalità, obiettivi, modi, tempi e strumenti e risorse dellattività stessa. Il progetto di Istituto indica le strategie dellofferta formativa ed i tempi e i modi delle verifiche interne, in raccordo con il servizio nazionale di valutazione Il Progetto educativo di istituto In parallelo, dal mondo dellimpresa il PROGETTO QUALITA TOTALE che prevede per le scuole: lanalisi dellesistente lindividuazione dei punti di forza e di debolezza linnesco di una logica di verifica e di miglioramento la costruzione di un gruppo responsabile dei processi

26 La Direttiva Ministeriale n.307 del 21 maggio 1997 e la legge 59/97 La Direttiva Ministeriale n.307 del 21 maggio 1997, successivamente, consolida il sistema di valutazione dellUniversità e istituisce il SNQI (Servizio Nazionale per la Qualità dellIstruzione), affidando al CEDE la realizzazione dei programmi e delle attività. La nascita di tale istituto è direttamente funzionale alla promozione e al sostegno dellautonomia scolastica, così come la legge 59/97 e lo schema di regolamento in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche (1999), nel quale si affronta il tema delle verifiche e dei modelli di certificazione, il concetto di verifica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualità del servizio per cui il M.P.I. fissa metodi e scadenze per rilevazioni periodiche.

27 Il regolamento dellautonomia e la valutazione Art. 4. Comma 4 DPR 275/99 ….Individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati

28 Con il Decreto Legislativo 20 luglio 1999, n.258, le funzioni svolte prima dal CEDE (Centro Europeo dellEducazione) vengono ampliate e affidate allINVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione della Qualità dellIstruzione) il cui compito è quello di valutare lefficienza e lefficacia del sistema di istruzione nel suo complesso, tenendo conto nella programmazione della sua attività delle priorità strategiche annualmente individuate dalle direttive del MIUR.

29 INValSI Il nuovo istituto INValSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dellIstruzione) si vede, inizialmente, assegnati i seguenti obiettivi: valutazione dellefficienza e dellefficacia del sistema di istruzione nel suo complesso e nelle sue articolazioni, ove opportuno anche per singola istituzione scolastica, inquadrando la valutazione nazionale nel contesto internazionale; studio delle cause dellinsuccesso e della dispersione scolastica; programmazioni di attività di valutazione sulla soddisfazione dellutenza; fornitura di supporto e assistenza tecnica allamministrazione per la realizzazione di autonome iniziative di valutazione e di supporto alle singole istituzioni scolastiche, anche mediante la predisposizione di archivi informatici liberamente consultabili; valutazione degli effetti degli esiti applicativi delle iniziative legislative che riguardano la scuola; valutazione degli esiti dei progetti e delle iniziative di innovazione promossi in ambito nazionale; assicurazione della partecipazione italiana a progetti di ricerca internazionale in campo valutativo e nei settori connessi dellinnovazione organizzativa e didattica; realizzazione di iniziative che comportino attività di valutazione e promozione della cultura dellautovalutazione da parte delle scuole.

30 Lo schema di disegno di legge n.1306 del marzo 2002 Lo schema di disegno di legge n.1306 del marzo 2002 contiene alcune novità sul ruolo e i compiti dellINVALSI quali: la valutazione del sistema professionale, oltre al sistema dellistruzione; la programmazione di verifiche periodiche su scala nazionale circa i risultati raggiunti dagli alunni; la conduzione di verifiche periodiche e sistematiche circa la qualità dellofferta formativa, la preparazione di prove strutturate (test) per gli esami di stato.

31 Decreto legislativo n. 286 del 25 marzo 2004 La discussione, seguita alle proposte contenute nel precedente disegno di legge, ha portato al Decreto legislativo n. 286 del 25 marzo 2004 che riordina lINVALSI, denominato ora Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema di Istruzione e Formazione, al quale affida il compito di valutare lefficienza e lefficacia del sistema di istruzione e formazione professionale (art.1); listituto, soggetto alla vigilanza del MIUR (art.4), deve corrispondere alle priorità strategiche e alle direttive determinate dal Ministero;

32 la sua missione principale è quello di effettuare valutazioni su larga scala attraverso verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dellofferta educativa, culturale e didattica delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale, anche nel contesto dellapprendimento permanente (art.5);

33 listituto è tenuto a predisporre le prove previste per lesame di Stato (art.6), a svolgere i compiti già assegnati nel precedente decreto (supporto e assistenza tecnica allamministrazione, partecipazione a progetti di ricerca europea e internazionale in campo valutativo, ecc.) (art.9).

34 Il D. Leg.vo n. 286 assegna allINVALSI questi compiti L'Istituto: a) effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale, anche nel contesto dell'apprendimento permanente. Per la formazione professionale le verifiche concernono esclusivamente i livelli essenziali di prestazione e sono effettuate tenuto conto degli altri soggetti istituzionali che già operano a livello nazionale nel settore della valutazione delle politiche nazionali finalizzate allo sviluppo delle risorse umane; b) predispone, nell'ambito delle prove previste per l'esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione, per la loro scelta da parte del Ministro, le prove a carattere nazionale, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno di ciascun ciclo, e provvede alla gestione delle prove stesse; c) svolge attività di ricerca, nell'ambito delle sue finalità istituzionali;

35 d) studia le cause dell'insuccesso e della dispersione scolastica con riferimento al contesto sociale ed alle tipologie dell'offerta formativa; e) assume iniziative rivolte ad assicurare la partecipazione italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in campo valutativo; f) svolge attività di supporto e assistenza tecnica all'amministrazione scolastica, alle Regioni, agli Enti territoriali, e alle singole istituzioni scolastiche e formative per la realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio, valutazione e autovalutazione; g) svolge attività di formazione del personale docente e dirigente della scuola, connessa ai processi di valutazione e di autovalutazione delle istituzioni scolastiche

36 Progetto PISA LItalia, a partire dal 2000, ha partecipato anche al progetto PISA (Programme for International Student Assessment) [1] dellOCSE, un progetto internazionale di valutazione comparata dei sistemi distruzione che ha coinvolto 32 Paesi e si propone di verificare le competenze relative alla lettura, alla matematica e alle scienze dei quindicenni scolarizzati.[1] [1] Il progetto PISA (Programme for International Student Assessment), è unindagine internazionale promossa dallOrganizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) per valutare conoscenze e abilità dei quindicenni scolarizzati su base periodica e consentire un monitoraggio dei sistemi di istruzione in una prospettiva comparata. PISA rientra nellambito della ricerca comparata in campo educativo inaugurata e portata avanti per oltre quarantanni dallInternational Association for the Evaluation of Educational Achievement (IEA), ma presenta diversi elementi innovativi rispetto alle indagini della IEA. Il disegno dellindagine prevede di valutare tre ambiti a rotazione (la lettura in PISA 2000, la matematica in PISA 2003 e le scienze in PISA 2006) in modo da avere un quadro dettagliato dei risultati degli studenti in ciascun ambito di competenza ogni nove anni, con aggiornamenti intermedi ogni tre anni. Il progetto vede la collaborazione e il coinvolgimento, oltre che dellOCSE, di un Consorzio internazionale formato da 5 agenzie di ricerca, gruppi di esperti a livello internazionale, il gruppo dei responsabili nazionali del progetto e, allinterno di ciascun paese, impegna un gruppo di lavoro coadiuvato di volta in volta da diversi collaboratori, fino agli insegnanti referenti allinterno delle singole scuole del campione e agli studenti che sostengono le prove. Cfr. e la pubblicazione Organisation for Economic Cooperation and Development, Knowledge and skills for life: First results from PISA 2000, Paris, OECD Publications, [1]www.invalsi.it

37 Progetti Pilota Nel 2001, viene istituita [2], presso il MIUR, una Commissione per la progettazione e la realizzazione di un servizio nazionale di valutazione. [2] Nell' anno scolastico , è stato avviato un progetto pilota (PP1) [3] per la valutazione del livello di apprendimento degli studenti. [3] Anche per lanno scolastico è stato avviato un analogo progetto pilota (PP2) [4] per fornire, secondo lintento ministeriale, alle scuole elementi utili a promuovere, nellambito della loro autonomia, il miglioramento continuo del servizio reso. Il progetto pilota (PP3) [5], per lanno , risulta simile ai precedenti ma ha visto una adesione e una partecipazione di scuole molto più ampia rispetto alle edizioni precedenti. [4] [5]

38 [2] Il gruppo di lavoro è stato appositamente istituito dal MIUR con DM n.436/MR dell [2] [3] Alle classi seconde delle scuole di diverso grado e ordine che avevano aderito volontariamente al progetto sono state somministrate prove di apprendimento (test a risposta multipla) di italiano e matematica. I risultati del test sono stati successivamente comunicati alla scuola che ha potuto confrontare i propri dati con quelli espressi da altre realtà. Cfr. [4] Il MIUR, con il progetto pilota 2, si propone i seguenti obiettivi: a) dimensionare le risorse necessarie per listituzione del Servizio Nazionale di Valutazione; b) stabilire le modalità operative della valutazione nazionale definendo le modalità di trattamento e di restituzione alle singole scuole dei dati raccolti; c) fornire elementi per la riorganizzazione dellIstituto Nazionale di Valutazione del Servizio dellIstruzione (INValSI) cui sono stati affidati i compiti operativi. Le caratteristiche del progetto sono: partecipazione aperta e volontaria delle scuole; coinvolgimento delle classi di IV elementare, I media, I e III superiore con la somministrazione alle suddette classi di prove di apprendimento nelle discipline italiano, matematica e scienze; somministrazione di un questionario riguardante le caratteristiche organizzative e funzionali delle scuole medesime.[4] [5] Per il PP1 le classi coinvolte sono state quinta elementare, seconda media e seconda superiore e le discipline sottoposte a verifica Italiano e Matematica; per il PP2 le classi sono state quarta elementare, prima media, prima superiore e terza superiore e alle discipline si è aggiunta Scienze; nel PP3 è stata aggiunta la seconda elementare e sono state confermate le tre discipline di indagine. In tutte le edizioni sono state utilizzate come prove test composti da quesiti a risposta multipla.[5]

39 In questo quadro, le verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa da parte dellINVALSI devono tendere a…. Collocare il risultato conseguito dalla scuola rispetto alla media nazionale Collocare il risultato di una classe rispetto alla media della scuola Determinare il valore aggiunto che la scuola è in grado di apportare rispetto ai livelli di ingresso. (setting educativo) Determinare nel tempo lefficacia dellazione formativa

40 Alcune osservazioni Al contrario di esperienze realizzate in altri paesi europei, il decreto relativo allINVALSI non garantisce una reale autonomia e indipendenza scientifica della struttura che dipende dalle direttive del Ministro dellIstruzione. Altri elementi oggettivamente deboli, presenti nel decreto, riguardano la composizione e il ruolo del comitato tecnico- scientifico, la mancanza di un disegno strategico complessivo e leterogeneità dei compiti e delle funzioni assegnate, tra laltro, con poche risorse e personale. Tra i compiti principali indicati dal decreto, soprattutto, la valutazione e il testing di massa degli alunni, ma sono assenti riferimenti chiari ad altri ambiti quali: la valutazione del personale, la valutazione delle scuole, la valutazione complessiva del sistema scolastico.

41 Altri problemi, attualmente irrisolti, derivano poi dal fatto che il regime di autonomia degli istituti scolastici e il decentramento di competenze esclusive (Titolo V della Costituzione) in tema di istruzione e formazione professionale alle regioni comporta un servizio centrale di valutazione che assicuri il rispetto dei principi fondamentali della costituzione e dei livelli essenziali di istruzione su tutto il territorio nazionale.

42 1) Un regime di autonomia dellordinamento scolastico comporta alcuni rischi per quanto riguarda lorganizzazione della didattica e la possibile diversificazione dei risultati raggiunti dagli istituti scolastici nelle diverse aree del Paese. A questo proposito è indicativo il giudizio che un gruppo di esperti designato dallOCSE ha dato della situazione italiana: E stato sostenuto che, con lautonomia, queste disparità potrebbero accrescersi ulteriormente. A nostro parere, offrire pari opportunità di istruzione in tutta Italia, garantendo una qualità e un rendimento scolastico equivalenti in tutte le scuole, è una responsabilità fondamentale dello Stato... A causa della varietà del Paese, delle diverse aspettative nelle varie regioni e dellimpegno del governo nei confronti dellautonomia e del decentramento, listituzione di un sistema di valutazione nazionale è probabilmente più necessaria in Italia che altrove. Il sistema di valutazione non dovrebbe essere solo il fondamento dellautonomia, ma dovrebbe anche applicarsi a qualsiasi innovazione introdotta come parte della riforma. (OCSE, Esami delle politiche nazionali dellistruzione, Roma, Armando, 1998 cit. in N.Bottani A.Cenerini, Una pagella per la scuola, Erickson, Trento, 2003, p.47)

43 2) La modifica del titolo V della Costituzione comporta lattribuzione alle Regioni di potestà legislativa concorrente in materia distruzione e quindi aumentano i rischi legati al raggiungimento degli standard nazionali e al mantenimento di pari opportunità per tutti i cittadini. Il crescente peso attribuito al settore non statale dellistruzione, inoltre, presuppone la capacità da parte dello Stato di esercitare controlli.

44 3) La Regione Lombardia, ad esempio, come molte altre regioni italiane, ha emanato un decreto (1 ottobre 2001 n.7/6251) che definisce le procedure per laccreditamento e orientano le scuole verso modalità di certificazione sulla base delle norme UNI EN ISO (Neglia, 2001). In Emilia Romagna, per effetto della legge n. 1 del 2000, gli asili nido che intendono ottenere non solo lautorizzazione al funzionamento ma anche laccreditamento devono essere sottoposti a verifica:in questo caso si tratta delle valutazione del progetto pedagogico del nido da parte di una commissione provinciale di esperti.

45 Per quanto, invece, riguarda la valutazione delle scuole, è vero che esistono alcune significative esperienze che, tuttavia, sono limitate a esperienze locali o regionali. Tali esperienze sono direttamente legate al dibattito sulla valutazione della qualità della scuola che si è svolto in Italia in questi ultimi anni e con i progetti avviati su vasta scala relativi a modalità di autovalutazione e di eterovalutazione delle singole istituzioni scolastiche.

46 Si possono citare, a proposito, alcune esperienze italiane quali: il Progetto A.I.R. (Autoanalisi di Istituto in Rete) dellI.T.C.S. di Bollate; il Progetto Qualità totale delle scuole in rete della Provincia di Cremona in collaborazione con la società Galgano & Associati; il Progetto S.T.R.E.S.A. (Strumenti per lefficacia della Scuola e lAutovalutazione) realizzato dal Provveditorato di Bergamo, sulla base anche di esperienze pratiche di autovalutazione che si erano attivate in precedenza sul territorio (Barzanò, Mosca, Scheerens, 2000); il MONIPOF, il progetto di monitoraggio dellautonomia scolastica, promosso dal MPI già nel biennio 1998/2000;

47 il progetto di valutazione della qualità della scuola elaborato dal POLO QUALITA di Milano (ITC Schiaparelli- Gramsci), risultato di una collaborazione tra MIUR e Confindustria che applica il modello realizzato dal gruppo CLAS e si sviluppa attraverso una rete di scuole consolidata nelle varie aree del paese (Poli per la qualità della scuola); la Provincia autonoma di Trento (IPRASE- Istituto provinciale per la formazione in servizio e per la ricerca educativa), attraverso un Comitato di Valutazione del sistema scolastico, predispone, ogni due anni, un rapporto approfondito che delinea gli aspetti principali che caratterizzano il sistema scolastico trentino, stabilendo un confronto, secondo le indicazioni di analisi dellOCSE, con analoghe esperienze nazionali e internazionali.

48 Nel corso di questi ultimi anni, infine, sono stati realizzati dai docenti degli insegnamenti pedagogici dellUniversità di Pavia, alcuni strumenti come la SOVASI, la SVANI, il QUAFES, il GAQUIS. Strumenti di valutazione di contesto che sottolineano unidea di qualità che è ricerca e formazione, frutto di un processo di negoziazione e di confronto tra i diversi attori sociali presenti allinterno della scuola. Il punto centrale di tale approccio è che la qualità di un servizio non è mai data una volta per tutte ma va riorientata, in un percorso definito a spirale aperta, attraverso la restituzione, vista come un momento fondamentale di un processo valutativo per esplicitare gli aspetti che la scuola ritiene di qualità allo scopo di migliorare lofferta formativa.

49 Non a caso Anna Bondioli e Monica Ferrari scrivono:Strumenti e metodi valutativi pensati per differenti ordini di scuola sottolineano la stretta relazione esistente tra valutazione, restituzione e ritorno delle osservazioni fatte ed infine progettazione di occasioni formative che accrescano la professionalità dellinsegnante ; tutto questo rimanda allidea di un inevitabile nesso tra pratiche di ricerca e sviluppo di un servizio (Bondioli, Ferrari, 2000, p.107).

50 Le prospettive future La situazione della valutazione in Italia non sembra affatto definita, infatti, in un rapporto dellunità Eurydice nazionale si afferma che in unottica di costruzione di un sistema nazionale di valutazione, la valutazione delle scuole viene considerato un elemento indispensabile. Le stesse rilevazioni di sistema su specifiche variabili del sistema scolastico e le rilevazioni campionarie sul rendimento scolastico degli studenti debbono potersi integrare con la valutazione degli istituti scolastici. E questa la prospettiva adottata in Italia. Le modalità concrete (modelli, strutture, strumenti) con cui questa integrazione verrà realizzata sono ancora oggetto di discussione e di studio. […]

51 Da un punto di vista generale, sembra essersi consolidata negli ultimi anni un approccio alla valutazione delle scuole che tende ad integrare la valutazione esterna con quella interna e che, soprattutto, individua come compito fondamentale della costruzione di un sistema nazionale di valutazione lofferta alle scuole di strumenti e di metodologie che consentano loro di autovalutarsi. Particolarmente significativa, da questo punto di vista, risulta essere la costruzione dellADAS[1], (Archivio docimologico per lautovalutazione delle scuole), uno dei progetti realizzati dal Servizio Nazionale per la Qualità dellIstruzione e dallIstituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dellIstruzione.[1] [1] LArchivio Docimologico per lAutovalutazione delle Scuole (ADAS) costituisce una banca dati concepita per fornire agli insegnanti strumenti per la valutazione dei risultati dei processi di insegnamento/apprendimento e per offrire alle scuole un dispositivo, concettuale e operativo, per la pianificazione e la realizzazione delle attività di valutazione (del rendimento scolastico degli studenti, assessment). Nellarchivio, consultabile per via telematica, sono inseriti elementi di prova strutturati utilizzabili per la costruzione di prove oggettive di verifica del rendimento scolastico. Losito B. (a cura di), Modalità di valutazione delle scuole dellistruzione obbligatoria. La situazione in Italia, Eurydice, 2001, p.12 in

52 La caratteristica essenziale della nuova realtà che sembra delinearsi per il sistema scolastico italiano nel campo della valutazione delle scuole è quella dellintegrazione tra ricerca valutativa, sostegno esterno alla valutazione interna delle scuole, autovalutazione, puntando ad una diffusione di una cultura della valutazione che sia in primo luogo strumento per lo sviluppo di iniziative di innovazione delle scuole e per migliorare la qualità del servizio formativo da esse offerto.

53 Altri progetti, come il SERIS[1], lONES[2], il VIVES[3], attivati dal MIUR in questi ultimi anni, non solo tendono a rappresentare per le scuole punti di riferimento e strumenti per la valutazione interna e lautovalutazione, ma anche a fornire ai decisori politici dati e informazioni su aspetti cruciali del sistema scolastico in grado di aiutare nella valutazione di sistema e nelladozione di iniziative adatte a migliorarne la qualità. Si parla, in questo caso, di integrazione tra diversi livelli della valutazione: di sistema, interna ed esterna. Certamente lo sviluppo delle capacità di valutazione a tutti i livelli, ma in particolare a livello delle scuole, è ancora, se si guarda in una prospettiva europea, da definire. [1] Il Servizio Rilevazioni di Sistema (SERIS) ha effettuato nel , ad esempio, una rilevazione su campioni probabilistici di studenti delle classi quarta elementare (grade 4), prima e terza media (grades 6 and 8), secondo e quarto anno della scuola secondaria superiore (grades 10 and 13). Le rilevazioni sono state condotte sulla capacità di comprensione della lettura, sulla capacità di utilizzare strumenti e nozioni matematiche, sulle conoscenze di natura scientifica. Losito B. (a cura di), Modalità di valutazione delle scuole dellistruzione obbligatoria. La situazione in Italia, Eurydice, 2001, p.11 in [1]www.eurydice.org [2] LOsservatorio Nazionale sugli Esami di Stato (ONES), istituito con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1998, ha il compito di monitorare, verificare e valutare lapplicazione della nuova normativa che regola gli esami di stato. Ha svolto regolarmente la sua attività relativamente a partire dal [2] [3] Il progetto VIVES – Monitoraggio della sperimentazione della valutazione della qualità delle prestazioni professionali individuali del personale scolastico è stato promosso dal Coordinamento Nazionale dellAutonomia del Ministero della pubblica istruzione. Vi hanno partecipato 100 scuole, selezionate a livello nazionale tra quelle che avevano promosso iniziative di valutazione interna/autovalutazione della qualità delle prestazioni individuali del personale scolastico. Da un punto di vista metodologico, il progetto VIVES ha fato ampiamente riferimento al progetto pilota europeo La valutazione della qualità dellistruzione (Quality Evaluation in School Education), promosso dalla Commissione europea DG XXII (Education, Training and Youth). Losito B. (a cura di), Modalità di valutazione delle scuole dellistruzione obbligatoria. La situazione in Italia, Eurydice, 2001, p.12 in

54 Le esperienze europee evidenziano che le attività di valutazione riguardano principalmente alcuni ambiti quali: il sistema di istruzione e formazione nel suo complesso, le singole unità scolastiche, gli apprendimenti degli alunni e la professionalità degli operatori scolastici.

55 Per quanto riguarda lItalia ritengo si debba tenere conto della complessità e delle diverse dimensioni che caratterizzano lazione della scuola, ma le strategie e le modalità operative dovranno misurarsi, comunque, con lo sviluppo dellautonomia della scuola italiana. Il ruolo di un istituto come lINVALSI può essere, allora, quello di coordinare o integrare una rete di soggetti che collaborano allattività valutativa, garantendo contemporaneamente limparzialità di giudizio e il raccordo tra chi valuta e chi amministra.

56 Lazione del MIUR, in unottica europea, dovrebbe puntare a una strategia di più ampio respiro per: garantire una maggiore autonomia e indipendenza dellINVALSI per quanto riguarda lazione valutativa, avviare il sistema nazionale di valutazione, sia a livello di valutazione complessiva del sistema che di autovalutazione delle singole scuole, far crescere la cultura della valutazione, formare dei valutatori.

57 E auspicabile, quindi, che la valutazione del sistema scolastico italiano segua criteri di gradualità ed equilibrio, utilizzando strumenti calibrati a livello nazionale, promuovendo sia la valutazione esterna che lautovalutazione di istituto, restituendo le informazioni a chi opera nella scuola, formando i valutatori sia livello centrale che periferico. (Associazione TREELLLE, 2002, p.66-71).

58 Testi consultati Aa. Vv., La qualità nella scuola, Annali della Publica Istruzione, n.1-2, 1995 Associazione TreeLLLe, LEuropa valuta la scuola. E lItalia ?, quaderno n. 2,, Genova, novembre 2002, Barzanò G., Mosca S., Scheerens J. (a cura di), Lautovalutazione nella scuola, Milano, Mondadori., Bondioli A., Ferrari M. Introduzione in Bondioli A., Ferrari M., (a cura di), Manuale di valutazione del contesto educativo, Milano, Angeli, 2000, pp Bondioli A., Ferrari M. Valutazione formativa e restituzione in Bondioli A., Ferrari M., (a cura di), Manuale di valutazione del contesto educativo, Milano, Angeli, 2000, p Bottani N. Cenerini A., Una pagella per la scuola, Erickson, Trento, 2003 CENSIS, Per un Servizio Nazionale di Valutazione: esperienze straniere e proposte per lItalia, in Studi e documenti degli annali della Pubblica Istruzione, n. 57, Le Monnier, Firenze Darder P., Lopez J.A. (1989), QUAFES, Questionario per lanalisi del funzionamento educativo della scuola, adattamento italiano di M. Ferrari, Milano, Angeli, Ferrari M. a cura di, GAQUIS. Griglia di analisi della qualità intrinseca della scuola, Milano, Angeli, Galgano C., Strada G., a cura di, La scuola con il bollino, Milano, Elemond, 1998.

59 Harms T., Clifford R.M. (1980), SOVASI, scala per losservazione e la valutazione della scuola dellinfanzia, adattamento italiano di M. Ferrari e A. Gariboldi, Bergamo, Junior, Harms T., Cryer D., Clifford R.M. (1990), SVANI, Scala per la valutazione dellasilo nido, trad. e adattamento italiano di M. Ferrari e P. Livraghi, Milano, F. Angeli, I.T.I.S. di Gubbio – I.T.C. con corsi sperimentali P.Levi di Bollate (a cura di ), Il progetto di Istituto, Roma, M.P.I. – Direzione Generale per lIstruzione Tecnica, I.T.C. con corsi sperimentali P.Levi di Bollate (a cura di ), Lelaborazione del progetto di Istituto come pratica di miglioramento, Roma, M.P.I. – Direzione Generale per lIstruzione Tecnica, Losito B. (a cura di), Modalità di valutazione delle scuole dellistruzione obbligatoria. La situazione in Italia, Eurydice, 2001 in Neglia G., Qualità, accreditamento e certificazione della formazione, Milano, Angeli, OCSE, Esami delle politiche nazionali dellistruzione, Roma, Armando, Organisation for Economic Cooperation and Development, Knowledge and skills for life: First results from PISA 2000, Paris, OECD Publications, Vertecchi B., Manuale della valutazione, Milano, F.Angeli, 2003.

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