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FILOSOFIA DELLA MENTE Giacomo Romano a. a. 2007/2008: I° Quarto, Modulo 1 Un Approccio Fenomenologico alla Coscienza 18/10/07.

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1 FILOSOFIA DELLA MENTE Giacomo Romano a. a. 2007/2008: I° Quarto, Modulo 1 Un Approccio Fenomenologico alla Coscienza 18/10/07

2 2 La Fenomenologia Fenomenologia: analisi dellacoscienzanella sua intenzionalità La coscienza fenomenologica è la condizione per comprendere gli oggetti in uno o più dei loro possibili modi di presentarsi Lanalisi fenomenologica della coscienza (dei suoi atti intenzionali) consente di cogliere le essenze costitutive degli oggetti

3 3 Pre-Fenomenologi Bernhard Bolzano ( ): importante per la sua idea di logica Franz Brentano ( ): insegnante di Husserl, lo influenza soprattutto per la sua concezione (psicologica) di intenzionalità, caratterizzante i fenomeni psichici Intentio (nozione di origine tardo-scolastica): il rapporto che ha qualcosa che si riferisce a qualcosaltro, diverso da sé, e sta in luogo di esso

4 4 Husserl Edmund Husserl ( ) Lintenzionalità della coscienza per Husserl diventa fondamento della filosofia ed assume una sua specifica validità logico-oggettiva che ne supera la normale accezione di carattere psicologico Nella sua dimensione di validità logico-oggettiva lintenzionalità della coscienza si candida a diventare fondamento di conoscenza

5 5 Psicologia Descrittiva o Fenomenologia Filosofia dellAritmetica (1891 – unopera di psicologia empirica) Ricerche Logiche ( ): una logica pura funzionale a farci comprendere lessenza dei modi di conoscenza Che cosè lessenza di un modo di conoscenza? Come si coglie unessenza?

6 6 Una Scienza Eidetica La Fenomenologia è scienza di essenze, non di fatti contingenti (quelli investigati da una scienza empirica) Le essenze che costituiscono un determinato oggetto di un atto intenzionale sono delle proprietà fondamentali, delle invarianze strutturali che si manifestano nel momento in cui si coglie un oggetto mediante unintuizione pura

7 7 Lessenza delle cose Loggetto non é soltanto quello che si trova in questa o quella circostanza, non ha soltanto caratteristiche contingenti, ma possiede anche unessenza, delle proprietà che adesso competono necessariamente, e senza le quali non potrebbe essere. Questa essenza delle cose, il loro essere autentico, il loro ontos ov (come lo chiama Platone) è precisamente quello a cui mirava la filosofia. E nella misura in cui la filosofia è ricerca dellessenza, la si può definire ontologia. (E. Stein)

8 8 Epoché Ma come si giunge ad avere unintuizione pura di un oggetto, che è magari oggetto di una nostra attuale percezione? Come si riesce a cogliere la sua costituzione essenziale? Mediante la messa tra parentesi di ogni forma di conoscenza contingente di quel dato oggetto (conoscenza ordinaria e delle scienze empiriche)

9 9 Il Mondo presente alla Coscienza La messa in parentesi delle conoscenze contingenti relative agli oggetti, degli oggetti ci rimane il loro essere presenti alla coscienza come fenomeni mediante la manifestazione delle loro proprietà invarianti in ogni possibile situazione Questa è la dimensione della pura coscienza e dei suoi contenuti

10 10 Coscienza e Intenzionalità La coscienza è sempre coscienza di qualcosa, anche se può presentarsi in versioni differenti I modi in cui gli oggetti si presentano alla coscienza costituiscono lintenzionalità, che va intesa come un rapporto oggettivo (non psicologico) di corrispondenza tra latto cognitivo di un soggetto e il suo contenuto

11 11 Tra Soggetto e Oggetto Latto cognitivo (intenzionale) ha a) sia una connotazione (peculiarmente) soggettiva identificabile con la tensione di un individuo nei confronti delloggetto del suo atto (noesis), b) sia una connotazione oggettiva costituita da tutti i modi in cui loggetto in questione si presenta agli atti cognitivi di un soggetto Ma così non cè rischio di soggettivismo?

12 12 Oggettività dellatto intenzionale Largomento husserliano è sempre lo stesso, e possiamo ritradurlo così: ogni coscienza di realtà, se è passibile di tematizzazione riflessiva, è necessariamente in una prospettiva di prima persona; ma una prospettiva di prima persona non è affatto la mia prospettiva: è una prospettiva del tipo che la mia esemplifica, con un polo-io e un orizzonte intenzionale. Solo operando questa, diciamo, messa fra parentesi anche del soggetto empirico che attua la riflessione filosofica, accedo alla vera e propria attualità di una coscienza pura: attualità, perché latto in vigore sono pur sempre io a fornirlo, con il presente della mia vita: non ci sono accessi impersonali alla filosofia. Coscienza pura, perché con la messa fra parentesi del soggetto empirico tutto quello che resta sotto la luce della riflessione è la pura struttura intenzionale del vissuto di cui di volta in volta si tratta, vale a dire da un lato il polo Io, e dallaltro il polo-oggetto, loggetto nel modo della sua presenza, secondo latto di cui si tratta (percezione, fantasia, ricordo, emozione, progetto eccetera) [Roberta De Monticelli]

13 13 La Filosofia come Scienza Rigorosa Il saggio è pubblicato come testo inaugurale della rivista Logos nel 1911 Non si tratta di una accurata esposizione della dottrina fenomenologica, quanto di una sorta di documento programmatico La prospettiva fenomenologica emerge da una critica (prevalente) sia nei confronti del naturalismo che dello storicismo

14 14 Psicologia Empirica e Coscienza La critica al naturalismo che domina nella seconda parte del saggio ha come bersaglio privilegiato la psicologia sperimentale, che in questo periodo sta conoscendo i suoi momenti di gloria In opposizione alla metodologia empirica (erroneamente, secondo Husserl) adottata dalla psicologia scientifica, emerge la scienza (eidetica) della coscienza


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