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FILOSOFIA DELLA MENTE Giacomo Romano a. a. 2007/2008: II° Quarto, Modulo 2 Vari approcci storici alla coscienza 28/11/07.

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1 FILOSOFIA DELLA MENTE Giacomo Romano a. a. 2007/2008: II° Quarto, Modulo 2 Vari approcci storici alla coscienza 28/11/07

2 2 Mente e Coscienza Una concezione della coscienza dipende dal modo in cui si concepisce la mente Anche una concezione della mente dipende, almeno in certi casi, da come si concepisce la coscienza Bisogna ricordare che gran parte della filosofia moderna e contemporanea ha ereditato una concezione cartesiana della mente e della coscienza

3 3 Leredità cartesiana Cartesio (Principi di Filosofia ): Con la parola pensiero (pensé) intendo tutto quello che opera in noi e di cui siamo coscienti John Locke (Saggio sullIntelletto Umano -1688): [un uomo] … in ogni istante, sia sveglio o dormiente, non può pensare senza avvertire/sentire che lo sta facendo. Questa forma di sensibilità non è necessaria ad altro se non ai nostri pensieri ….

4 4 La coscienza come autoconsapevolezza I La coscienza come auto-consapevolezza ha guidato gli studi del mentale nei successivi due secoli: sia nellassociazionismo (studio dei principi con cui i pensieri coscienti interagiscono – Hume, Mill, Stuart Mill) che negli approcci fenomenologici (Husserl, Heidegger, Merleau-Ponty).

5 5 La coscienza come autoconsapevolezza II La coscienza come coscienza di sé, come principio unico allorigine delle attività di un agente cognitivo è il concetto che domina lo studio dei processi mentali fino allalba della psicologia scientifica (Wundt, von Helmholtz, James, Titchener). Le uniche eccezioni: G. Leibniz (teoria delle petites perceptions ); S. FREUD (teoria dellinconscio )

6 6 La coscienza del XX secolo Le speculazioni della filosofia europea continentale proseguono nel solco della tradizione cartesiana Alla fine dell800 Wundt cerca di definire una metodologia sperimentale per lo studio della coscienza: lintrospezione assurge a dimensione scientificamente rispettabile e (ipoteticamente) verificabile La coscienza è bandita dallambito degli studi della psicologia scientifica, prima dal Comportamentismo (20- 40), poi dalle Scienze Cognitive (50-80) Solamente negli anni 80 la coscienza diventa oggetto di rigorosa analisi filosofica e ricerca scientifica

7 7 Certezza e coscienza Ma che cosa implica effettivamente la concezione cartesiana della coscienza? Per quale motivo il pensiero cosciente cartesiano rappresenta un pilastro epistemologico? E lidea dellindubitabilità del pensiero effettivamente un principio che consente adeguata conoscenza della coscienza?

8 8 dal Discorso sul Metodo, IV (1637) … decisi di fingere che tutto ciò che avevo … appreso non fosse più vero dellillusione dei miei sogni. Subito dopo però maccorsi che, mentre volevo pensare che tutto fosse falso, era necessario che io, che lo pensavo, fossi qualcosa; e notando che questa verità: io penso, dunque sono, era così salda e certa che tutte le più stravaganti supposizioni degli scettici non avrebbero potuto smuoverla, pensai che avrei potuto accettarla senza timore come primo principio della Filosofia che andavo cercando …

9 9 La diade tradizionale Con il paradigma cartesiano si afferma una dicotomia Il sé, lIo, assume una caratterizzazione ontologica che si distanzia dal meccanicismo del XVI secolo Quello che vale per le normali leggi della FISICA (originariamente leggi meccaniche) non vale per le leggi dellinteriorità

10 10 Un bipolarismo teoretico Con limpostazione cartesiana della mente cosciente si prende atto della distinzione tra il mondo fisico e materiale e un Io interno, non materiale e non fisico Lapproccio cartesiano introduce e consolida lidea per cui il mondo è diverso da come appare: il nostro percepire risulta ontologicamente [(?)] distinto dallessere (opposizione sensazione-ragione)

11 11 Oggettività della scienza e della conoscenza Ha senso parlare delloggettività di una ipotetica scienza della coscienza? Che cosa dovrebbe studiare una scienza della coscienza? I criteri di scientificità normalmente riconosciuti non fanno sì che una scienza della coscienza risulti ampiamente infondata?

12 12 Coscienza e Apparenza Il problema che sembra radicato alla base di una teoria della coscienza sta nel cogliere laspetto diretto dellapparenza soggettiva e nel riuscire a dargli una struttura teorica adeguata Non mi pare che mi sembri che un disco volante è atterrato nel giardino Lesperienza soggettiva perde dignità

13 13 Esperienza e qualità soggettiva Lesperienza di un soggetto cognitivo ha davvero una dimensione non trattabile secondo canoni scientifici? Se non può essere spiegata scientificamente, come può essere spiegata? Ha senso parlare di una scienza dellapparenza?

14 14 La mente cosciente Perché dobbiamo sempre fare riferimento ad una mente cosciente? Non è forse possibile che ci siano altre forme mentali che non sono coscienti? Freud, i comportamentisti e i cognitivisti hanno cercato di fare a meno della mente cosciente intesa come fatto su cui riporre le nostre più significative opinioni

15 15 Coscienza e scienza cognitiva La trasformazione degli studi sulla mente in procedure scientificamente accettabili rende problematica la coscienza Le capacità cognitive si spiegano con un appello a modelli dei meccanismi interni per lelaborazione e la rappresentazione del mondo esterno; questi modelli si avvalgono di entità teoriche (cfr. Sellars!) Il quadro teorico più adatto è il Funzionalismo Computazionale/Rappresentazionale

16 16 Coscienza e contenuto Lapproccio funzionalista alla coscienza fa leva sullidea che il nostro apparato mentale elabori informazioni Tuttavia, se il compito della SC è teorizzare i modelli con cui sono elaborati e trasmessi contenuti informativi, la considerazione della soggettività (in quanto tale), dellIo si perde di vista

17 17 Lalienazione della coscienza Il paradigma teorico di riferimento delle SC cognitive sostanzialmente ha eluso per molti anni la coscienza nel mentale Oggetto di studio delle SC erano i processi mentali in quanto conduttori di informazione a prescindere dal fatto che fossero coscienti o no; ma allora la coscienza che fine fa? Qual è il suo ruolo?

18 18 Un nuovo interesse A partire dalla seconda metà degli anni 80 anche le SC hanno cominciato ad interrogarsi sulla coscienza, in particolare su questi punti tematici: 1.Come si sviluppa la coscienza; 2.Che posto ha nella natura; 3.Quanto si distingue dalla natura; 4.Qual è il rapporto tra coscienza e conoscenza


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