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L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE E BILANCIO DEL PERCORSO FORMATIVO PREPOS D.Ssa Carmela Mantegna.

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Presentazione sul tema: "L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE E BILANCIO DEL PERCORSO FORMATIVO PREPOS D.Ssa Carmela Mantegna."— Transcript della presentazione:

1 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE E BILANCIO DEL PERCORSO FORMATIVO PREPOS D.Ssa Carmela Mantegna

2 LA CAPACITÀ DI NARRARE È UNA DIMENSIONE FONDAMENTALE DEL PENSIERO UMANO, UNA MODALITÀ DI PERCEPIRE LA REALTÀ INTERPRETANDOLA, ATTRIBUENDO AD ESSA UN SIGNIFICATO. L’AUTOBIOGRAFIA E’ LA NARRAZIONE DEL PROPRIO VISSUTO PERSONALE.. ATTRAVERSO LA NARRAZIONE, L’AUTOBIOGRAFIA ORIGINA DEI PROCESSI COGNITIVI AUTORIFLESSIVI, CHE RENDONO ESPLICITI I PERCORSI PERSONALI DI SIGNIFICAZIONE COGNITIVO- EMOTIVA DELL’ESPERIENZA DEL SOGGETTO. INTERPRETANDOLA E ATTRIBUENDO AD ESSA UN SIGNIFICATO.

3 L'AUTOBIOGRAFIA COGNITIVA È LA NARRAZIONE DELLA PROPRIA STORIA DI APPRENDIMENTO E FORMAZIONE : CONTESTI EDUCATIVI, PROCESSI, EVENTI, RELAZIONI, PERCORSI FORMATIVI, RISORSE PERSONALI E ESTERNE, SUCCESSI E/O INSUCCESSI, SCELTE, CHE HANNO ACCOMPAGNATO LA FORMAZIONE E TRACCIATO UNA PARTICOLARE AUTO-RAPPRESENTAZIONE PROFESSIONALE E PERSONALE. LA NARRAZIONE COGNITIVA PERMETTE DI RICOSTRUIRE IL PERCORSO DI APPRENDIMENTO E DI DARE SIGNIFICATO AD OGNI EVENTO FORMATIVO, FAVORENDO L’APERTURA EMPATICA ALL’ALTRO DA SE’.

4 L’autobiografia formativa Fare autobiografia è formarsi; anzi, è formarsi due volte. E’ rileggere la propria formazione e mettere in moto un altro processo di formazione. Tale pratica è centrale, irrinunciabile nella formazione di un COUNSELOR, poiché è CHIAMATO A PRENDERSI CURA DELLA PERSONA

5 COSTRUIRE SENSO PIUTTOSTO CHE SOFFERMARE LO SGUARDO SULL’ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE L’AUTOBIOGRAFIA COME PRATICA NARRATIVA È UN’OCCASIONE DI "CURA DI SÉ", VIA AUREA PER RESTITUIRE AL SOGGETTO IDENTITÀ’ E FORZA. L’AUTOBIOGRAFIA INTERROMPE IL CERCHIO DI UNA COAZIONE A RIPETERE,PORTANDO LUCE SU STILI, MODALITA’,PRINCIPI CHE OPERANO IN MODO INCONSCIO E CONDIZIONANO L’AGIRE FORMATIVO. Formazione e identità personale CONOSCENZE E COMPETENZE DIVENTANO AUTENTICAMENTE SAPERE QUANDO SI STRUTTURANO NELL'IDENTITÀ PERSONALE DEI SOGGETTI IN FORMAZIONE, QUANDO, CIOÈ, SONO RIELABORATI, INTERPRETATI E VISSUTI.

6 Formazione e identità personale L'AUTOBIOGRAFIA COGNITIVO-FORMATIVA È UNA DESCRIZIONE DI COME SI È, E SI È DIVENTATI, RISPETTO ALLA FORMAZIONE, DI COME NON SOLO I CONTENUTI, MA ANCHE GLI EVENTI E LE MODALITÀ RELAZIONALI E CONTESTUALI, CHE HANNO ACCOMPAGNATO E DETERMINATO LA FORMAZIONE, HANNO CONTRIBUITO A MODIFICARE L'AUTO-RAPPRESENTAZIONE PROFESSIONALE E PERSONALE QUANDO L'OFFERTA FORMATIVA È CONSIDERATA SIGNIFICATIVA, LA RICADUTA DE GLI APPRENDIMENTI LASCIA TRACCE BEN PIÙ SIGNIFICATIVE DELLA MERA ACQUISIZIONE COGNITIVA, POICHE’ SONO IMPRONTE CHE RIGUARDANO LA SFERA DELL'AFFETTIVITÀ’, DELLA RELAZIONALITA’ E DELLA COSCIENZA AUTOBIOGRAFICA.

7 Formazione e identità personale FORMARE È UN "PRENDERSI CURA" E UN "PRENDERE IN CURA", UN’ATTIVITÀ DI RESPONSABILIZZAZIONE, DI INCORAGGIAMENTO E MOTIVAZIONE, DI INSEGNAMENTO, DI COUINVOLGIMENTO EMOTIVO, DI TRANQUILLIZZAZIONE, DI SOSTEGNO DI GRATIFICAZIONE ALL’INTERNO DI QUEL PROCESSO COMPLESSO E CARICO DI CONFLITTI, COME DI "RISTAGNI" E DI A CCELERAZIONI, DI SVOLTE, DI CRISI, DI INCERTEZZE CHE È APPUNTO IL PROCESSO DI FORMAZIONE.

8 Formazione e identità personale STARE IN QUESTO PROCESSO SIGNIFICA ACCOMPAGNARLO, CON VIGILANZA E SOLLECITUDINE, FAVORIRNE LO SVILUPPO VERSO UNA CONQUISTA PIENA DI UN MODELLO DI UMANITÀ INTEGRALE E DI SOCIALIZZAZIONE ATTIVA E RESPONSABILE. L’OBIETTIVO DI QUESTO PROCESSO - INSIEME AUTONOMO E "GUIDATO" - È FAVORIRE LO SVILUPPO PERSONALE. POICHÉ NON SI È MAI COMPLETAMENTE FORMATI, MA CI SI FORMA "PER TUTTA LA VITA", PRIMA SARANNO LE FIGURE DEG LI EDUCATORI A SOSTENERCI E ORIENTARCI, POI IL SOGGETTO STESSO DIVERRÀ "MAÎTRE DE SOI" E ATTIVERÀ ‘I PROPRI PROCESSI DI GUIDA SU SE STESSO.

9 PERCORSO FORMATIVO in Counseling Relazionale

10 EMANUELA MAZZONI IL QUESTIONARIO DI ARTIGIANATO EDUCATIVO DANIELE MASINI LA MODULAZIONE DELLE RELAZIONI DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO VINCENZO MASINI LA MODULAZIONE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI, FAMILIARI, DI RUOLO E VIRTUALI EMILIA SCOTTOLA MODULAZIONE DELLE RELAZIONI LORENZO BARBAGLIPROSSEMICA, POSTUROLOGIA E VESTEMICA RELAZIONALE EMANUELA MAZZONII QUESTIONARI DI PERSONALITÁ COLLETTIVA NICOLINA RAIMONDORELIGIOSITÀ, SPIRITUALITÀ E RELAZIONALITÀ ANGELA GUIDIIL COUNSELING JUNIOR MANUELA NACCARI BURN OUT E MOBBING, STALKING, ISOLAMENTO, VITTIMOLOGIA, ABUSO EMILIA SCOTTO INVESTIGAZIONE RELAZIONALE ED EVOLUZIONE DELLA RECIPROCITÀ AFFETTIVA

11 EMANUELA MAZZONI : IL QUESTIONARIO DI ARTIGIANATO EDUCATIVO L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DEI NOSTRI TRATTI PERSONOLOGICI Il Modello PREPOS individua 7 idealtipi che corrispondono a 7 emozioni di base 7 EMOZIONI DI BASE 7 IDEALTIPI PAURAL’AVARO RABBIA IL RUMINANTE DISTACCO IL DELIRANTE PIACERE LO SBALLONE (EFFERVESCENTE) QUIETEL’APATICO VERGOGNAL’INVISIBILE ATTACCAMENTOL’ADESIVO Quali emozioni mi riconosco? Quali copioni agiscono in m e?

12 DISAGI & RISORSE IDEALTIPIDISAGIRISORSE AVARO controllo -ansia responsabilità-cura RUMINANTE collera- esplosione giustizia-impegno DELIRANTE scissione- presunzione libertà-intuizione SBALLONEinsaziabilità-viziogenerosità-gusto APATICOastenia-demotivazione pace - serenità INVISIBILEinferiorità-invidiaumiltà-sensibilità ADESIVO dipendenza- condiscendenza fedeltà- unione

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14 AVRMDEEFAPINADTOTALTRI MONDO SÉSÉSÉSÉ TOT

15 DANIELE MASINI LA MODULAZIONE DELLE RELAZIONI L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI PARTENDO DAL GRAFO DI UNA CORSISTA, IL DOCENTE HA ILLUSTRATO LE RELAZIONI IN AFFINITÀ E IN OPPOSIZIONE E LE MODALITÀ PER COSTRUIRE RELAZIONI EFFICACI, AGENDO SUI VALORI CHE ANIMANO OGNI TIPOLOGIA PERSONOLOGICA E SULLE DIVERSE MODALITÀ DELLA COMUNICAZIONE (DINAMICA, NARRATIVA, SIMBOLICA) E LE SUE ESPRESSIONI EDUCATIVE (RIMPROVERO, INCORAGGIAMENTO, INSEGNAMENTO, COINVOLGIMENTO EMOTIVO, TRANQUILLIZZAZIONE, SOSTEGNO,GRATIFICAZIONE) PER RAGGIUNGERE L'ARMONIA RELAZIONALE. LA FIGURA DEL PADRE HA FATTO DA CERNIERA ALL'INSIEME DELL'ARGOMENTAZIONE.

16 DANIELE MASINI LA MODULAZIONE DELLE RELAZIONI L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI

17 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA IL COUNSELING ECONOMICO COLLEGA I PROBLEMI RELAZIONALI DELLA PERSONA AL SUO DISAGIO DI GESTIRE E AMMINISTRARE LA PROPRIA PERSONALE ECONOMIA. SI RIVOLGE A COLORO CHE VOGLIONO RILEGGERE E RIVEDERE LA PROPRIA ECONOMIA PERSONALE, DI LAVORO. LA PROPOSTA INNOVATIVA DEL COUNSELING ECONOMICO È DI RIPORTARE AL CENTRO LA PERSONA E I SUOI BISOGNI PER CREARE DEI CONSUMATORI ESPERTI

18 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ ECONOMICHE IN QUALE TIPOLOGIA TI RICONOSCI ? TIPI PERSONOLOGICIPERSONALITA’ ECONOMICHE GESTIONE ECONOMICA AVAROCONSERVATORE GESTIONE ECONOMICA ORDINATA, PRECISA,METODICA. ACCUMULA DANARO. BASSA PROPENSIONE AL DEBITO. NON AMA I CAMBIAMENTI. AVARIZIA, CONTROLLO ECCESSIVO

19 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ ECONOMICHE IN QUALE TIPOLOGIA TI RICONOSCI ? TIPI PERSONOLOGICI PERSONALITA’ ECONOMICHE GESTIONE ECONOMICA RUMINANTEIMPRENDITORE NON HA LA CONSAPEVOLEZZA DEL SUO DENARO. É POCO OCULATO NELLA SUA GESTIONE DEI SOLDI, SIA PER LA PROPENSIONE AD INVESTIRE CHE PER LA FRETTA DI FARE ACQUISTI. PERDE DI VISTA IL COSTO REALE DI UN PRESTITO E SI INDEBITA FINO AL COLLO

20 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ ECONOMICHE IN QUALE TIPOLOGIA TI RICONOSCI ? TIPI PERSONOLOGICI PERSONALITA’ ECONOMICHE GESTIONE ECONOMICA DELIRANTE INVESTITORE NON ORGANIZZA LE SPESE E SI RITROVA INDEBITATO. INVESTE PIÙ DEL DOVUTO E RISCHIA DI NON ARRIVARE A FINE MESE O DI NON SALDARE LE RATE IN SCADENZA. IL SUO C/C NON HA UNA CICLICITÀ NORMALE DI ENTRATE/USCITE, MA CI SONO ALTI E BASSI.

21 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ ECONOMICHE IN QUALE TIPOLOGIA TI RICONOSCI ? TIPI PERSONOLOGIC I PERSONALITA’ ECONOMICHE GESTIONE ECONOMICA SBALLONECICALA AMA LA VITA COMODA, BRILLANTE E ALLA MODA. CONSUMA LO STIPENDIO A METÀ’ MESE E CHIEDE PRESTITI PER FAR FRONTE ALLE SCADENZE DI PAGAMENTO. E’ SUPERFICIALE NELL’ INDEBITARSI ANCHE CON GLI USURAI.

22 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ ECONOMICHE IN QUALE TIPOLOGIA TI RICONOSCI ? TIPI PERSONOLOGICI PERSONALITA’ ECONOMICA GESTIONE ECONOMICA APATICOOPPORTUNISTA RAPPORTO TRASCURATO CON IL DENARO E L’ECONOMIA. NON CORRE RISCHI NEGLI INVESTIMENTI. PERDE PER MANCANZA DI MOTIVAZIONE E DISIMPEGNO OGNI POSSIBILITÀ’ DI MIGLIORAMENTO ECONOMICO.

23 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ ECONOMICHE IN QUALE TIPOLOGIA TI RICONOSCI ? TIPI PERSONOLOGICI PERSONALITA’ ECONOMICA GESTIONE ECONOMICA INVISIBILEFORMICA SI ACCONTENTA DI UN BASSO PROFILO ECONOMICO. NON RISCHIA ANCHE SE DOTATO DI FIUTO PER GLI INVESTIMENTI. PER IL PENSIERO DI DOVER GESTIRE LA VERGOGNA DI UN EVENTUALE ERRORE. RISCHIA DI STARE A GUARDARE CON INVIDIA CHI HA TROVATO LA SPINTA AL RISCHIO E HA MODIFICATO LA SUA POSIZIONE ECONOMICA.

24 DONATELLA CEDRONECOUNSELING ECONOMICO AUTOBIOGRAFIA E ECONOMIA TIPOLOGIE DI PERSONALITA’ ECONOMICHE IN QUALE TIPOLOGIA TI RICONOSCI ? TIPI PERSONOLOGICI PERSONALITA’ ECONOMICA GESTIONE ECONOMICA ADESIVOAVIDO ATTACCATO, DIPEND ENTE DAL POSSESSO DELLE COSE MATERIALI, DEL DENARO, DELLE PERSONE. PUÒ ARRIVARE AD AMARE PATOLOGICAMENTE IL DENARO AL PUNTO DA SVILUPPARE UNA PERSONALITÀ’ AVIDA E DA USURAIO. IL DENARO PER LUI È UN MEZZO PER POSSEDERE UN OGGETTO, PIÙ DENARO, PIÙ RELAZIONI PIÙ PERSONE.

25 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI EMILIA SCOTTO VINCENZO MASINI LA MODULAZIONE DELLE RELAZIONI LA PERSONA CHE SCRIVE DI SÉ, PUÒ FARLO PERCHÉ HA FATTO ESPERIENZA DI SE STESSO. MA, POICHÉ LA PERSONA È ESSENZIALMENTE UN SOGGETTO IN RELAZIONE, CIÒ CHE PUÒ RACCONTARE SONO LE SUE RELAZIONI CON IL MONDO, CON GLI ALTRI E CON SE STESSO, QUANTO PIÙ LA SUA ESPERIENZA SARÀ CONSAPEVOLE TANTO PIÙ IL SUO RACCONTO SI TESSERÀ LUNGO IL FILO DELLE RELAZIONI. TANTO PIÙ SARÀ CAPACE DI VEDERE LE RELAZIONI NEI SUOI VISSUTI PERSONALI, TANTO PIÙ SARÀ CAPACE DI METTERE ORDINE AL SUO RACCONTO, UN ORDINE NON SEMPLICEMENTE O SOLAMENTE CRONOLOGICO DEL SUO PER CORSO ESISTENZIALE, MA COME MODALITÀ DI SEGUIRE LA DIREZIONE DELLE RELAZIONI.

26 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI EMILIA SCOTTO VINCENZO MASINI LA MODULAZIONE DELLE RELAZIONI IN QUESTA PROSPETTIVA LA STORIA PERSONALE ASSUME DEI RIFERIMENTI RELAZIONALI, CHE AIUTANO LA MEMORIA A RICORDARE OGNI EVENTO ALL’INTERNO DI UNA RELAZIONE. SCRIVERE DI SÉ È ESPERIMENTARE LE PROPRIE COMPETENZE RELAZIONALI, PRENDERE, NEL CONTEMPO, COSCIENZA DELLA QUALITÀ DELLE PROPRIE RELAZIONI. LA SCRITTURA DI SÉ È SPERIMENTARE LA POSSIBILITÀ DI RICOSTRUIRE LA PROPRIA IDENTITÀ, CHE SI CONFIGURA COME STORIA DI RELAZIONI SANE E/O RELAZIONI MALATE, RELAZIONI NATE E VISSUTE O RELAZIONI ABORTITE.

27 LORENZO BARBAGLIPROSSEMICA, POSTUROLOGIA E VESTEMICA RELAZIONALE L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI CORPOREE “IL CORPO PARLA ANCHE SE NON SI MUOVE” ( LORENZO BARBAGLI PAG.99 ) Il corpo si racconta: il Prof Barbagli indaga sulle possibili relazioni Tra la corporeità e la vita. IL CORPO NON STA DI FRONTE ALLA PERSONA COME QUALCOSA DI DISTANTE E SEPARATO, MA SI FA PERSONA NEL MOMENTO IN CUI VIENE RICONOSCIUTO, AMATO, CURATO, AIUTATO A CRESCERE E A SVILUPPARSI ARMONIOSAMENTE. IL CORPO NARRA I SUOI VISSUTI DI GIOIA E DI DOLORE, DI PIACERE E DI FATICA CONOSCERE, APPREZZARE, VALORIZZARE IL CORPO, DIVENTARE CONSAPEVOLI DI COME LO “ABITIAMO”.

28 LORENZO BARBAGLIPROSSEMICA, POSTUROLOGIA E VESTEMICA RELAZIONALE L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI CORPOREE IL CORPO NON È UN ASSENTE AL PROCESSO DI INDIVIDUAZIONE, DI COSTRUZIONE DELLA SOGGETTIVITÀ DELLA PERSONA. HA SENSO DOMANDARE, PARTENDO DAL COUSELING RELAZIONALE SULLA CORPOREITÀ :  CONOSCI IL TUO CORPO?  COME ABITI IL TUO CORPO?  COME TE NE PRENDI CURA?  COME LO PERCEPISCI?  LO ASCOLTI?  LO ACCOGLI ?  LO RINGRAZI?

29 LORENZO BARBAGLIPROSSEMICA, POSTUROLOGIA E VESTEMICA RELAZIONALE L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI CORPOREE TIPOLOGIE, ASPETTI POSTURALI,GESTUALITA’,MIMICA FACCIALE E SGUARDO TIPOLOGIAPOSTURAMIMICA FACCIALESGUARDOGESTI AVARORIGIDACONTROLLATA,ATTENTAFISSO,FERMORIGIDI,CONTROLLATI RUMINANTEPRATICA E PRONTA ALL’AZIONE NATURALE ED ESPRESSIVAFERMO ED INTENSOENERGICI,DIRETTI DELIRANTECIONDOLANTE E RIGIDA NATURALE /DISTANTERIVOLTO IN ALTO E IN MOVIMENTO NATURALI, CIONDOLANTI EFFERVESC ENTE ELEGANTE,RETTAESPRESSIVASEDUCENTE, ALLEGRO ESPRESSIVI., COINVOLGENTI APATICORILASSATA, MORBIDA INESPRESSIVA, IMPERSONALE SPENTO ED ASSENTELENTI,CALMI INVISIBILERICURVA,SOTTOMESSACORRUCCIATA,TRISTESFUGGENTE O RIVOLTO IN BASSO LENTI,SILENZIOSI ADESIVORIGIDAESPRESSIVAVIVO,CURIOSO. GUARDA COSE E PERSONE DAL BASSO VERSO L’ALTO. NON CONTROLLATI E TESI VERSO L’ALTRO E LE COSE

30 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI DI GRUPPO EMANUELA MAZZONII QUESTIONARI DI PERSONALITÁ COLLETTIVA TIPI DI GRUPPO PUNTI DI FORZAPUNTI DEBOLI ORGANIZZATO / RIGIDO ORGANIZZAZIONE, STABILITÀ, BUROCRAZIA LENTEZZA BUROCRATICA, ECCESSIVA PRECISIONE, FREDDEZZA NELLE RELAZIONI, GERARCHIA INTRAPRENDENTE/ CONFLITTUALE INTRAPRENDENZA, DINAMICITÀ, PRODUTTIVITÀ ALTA CONFLITTUALITÀ, LITIGIOSI E INCONTENIBILI CREATIVO/ DISSOLVENTEINNOVAZIONE STRATEGICITÀ, LIBERTÀDEGENERAZIONE E DISPERSIONE EMOZIONALE/INCONCLUDENTE CON SENSUALITÀ, ASSERTIVITÀ, SPIRITO DI GRUPPO, CARISMA DIFFICOLTÀ PRATICHE E ORGANIZZATIVE, ALTO LIVELLO DI DELUSIONE INTERNA, ESITAMENTO TRA I MEMBRI QUIETO/ANOMICO DIPLOMAZIA, ADATTAMENTO, OPPORTUNISMO, REGOLARITA’ DISGREGAZIONE SENSIBILE/FALLITO VISUALIZZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI, SOSTEGNO INTERNO, RISPETTO DELLE INDIVIDUALITÀ, PRECISIONE SCARSA STIMA DI SÉ, ASSENZA DI INTRAPRENDENZA UNITO/INVISCHIATORELAZIONALITÀ INTERNA ED ESTERNE, ATTIVAZIONE, CONSENSUALITÀ SETTARIO CON L’ESTERNO E MANIPOLATIVO ALL’INTERNO

31 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI DI GRUPPO EMANUELA MAZZONII QUESTIONARI DI PERSONALITÁ COLLETTIVA DINAMICHE RELAZIONALI CHE SI ATTIVANO IN OGNI GRUPPO: TIPO DI GRUPPO DINAMICHE RELAZIONALI DI AFFINITÀ DINAMICHE RELAZIONALI DI OPPOSIZIONE ORGANIZZATO/RIGIDO INTEGRAZIONE,(AV-SB) COMPLEMENTARITÀ(AV-AP) INSOFFERENZA(AV-DE) INCOMPRENSIONE(AV-IN) INTRAPRENDENTE/CONFLITTUALE INCONTRO(RM-IN) MEDIAZIONE(RM-AP) EQUIVOCO(RM-AD) DELUSIONE(RM-SB) CREATIVO/DISSOLVENTE RICONOSCIMENTO(DE-IN) DIALOGICITÀ(DE-AD) INSOFFERENZA,(DE-AV) LOGORAMENTO(DE-AP) EMOZIONALE/INCONCLUDENTE INTEGRAZIONE(SB-AV) DISPONIBILITÀ(SB-AD) DELUSIONE,(SB-RM) EVITAMENTO(SB-IN) QUIETO/ANOMICO MEDIAZIONE(AP-RM) COMPLEMENTARITÀ(AP-AV) LOGORAMENTO(AP-DE) FASTIDIO(AP-AD) SENSIBILE/FALLITO RICONOSCIMENTO(IN-DE) INCONTRO(IN-RM) INCOMPRENSIONE(IN—AV) EVITAMENTO(IN-SB) UNITO/ INVISCHIATODISPONIBILITÀAD-SB) DIALOGICITÀ(AD-DE)) EQUIVOCO(AD-RM) FASTIDIO(AD-AP)

32 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI DI GRUPPO EMANUELA MAZZONII QUESTIONARI DI PERSONALITÁ COLLETTIVA Personalità collettiva complessiva Intervento prioritario nel gruppo RIGIDO CONFLITTUALE DISSOLVENTE INCONCLUDENTE ANOMICO SENSIBILE INVISCHIATO

33 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLE RELAZIONI DI GRUPPO EMANUELA MAZZONII QUESTIONARI DI PERSONALITÁ COLLETTIVA

34 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLA RELIGIOSITA’,SPIRITUALITA’ E RELAZIONALITA’ NICOLINA RAIMONDORELIGIOSITÀ, SPIRITUALITÀ E RELAZIONALITÀ IN QUALE TIPO TI RICONOSCI ? IDEALTIPI DI RELIGIOSITA’ IDEALTIPO RELIGIOSOVALORE DOMINANTERELIGIOSITA’ IL RITUALISTARESPONSABILITA’propensione al rituale, alla sacralità come cura conservatrice della ripetizione IL MILITANTEIMPEGNO E AZIONEPropensione alla combattivita’ per costruire e difendere IL RICERCATOREFEDE CONOSCIUTA E VALUTATA ogni aspetto della fede ha bisogno di conoscenza e di studio

35 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLA RELIGIOSITA’,SPIRITUALITA’ E RELAZIONALITA’ NICOLINA RAIMONDORELIGIOSITÀ, SPIRITUALITÀ E RELAZIONALITÀ IN QUALE TIPO TI RICONOSCI ? IDEALTIPI DI RELIGIOSITA’ IDEALTIPO RELIGIOSOVALORE DOMINANTERELIGIOSITA’ L’EMOZIONALEgenerositàCoinvolgimento -fusione, misticismo IL CONVENZIONALEpacePacifica e intima esperienza del sacro L’INTIMISTASacrificio(la ricchezza spirituale ripaga le sofferenze) Ricerca del sacro nel silenzio e la solitudine, esperienza dell’immensità di Dio,del Creato e delle difficoltà della vita

36 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLA RELIGIOSITA’,SPIRITUALITA’ E RELAZIONALITA’ NICOLINA RAIMONDORELIGIOSITÀ, SPIRITUALITÀ E RELAZIONALITÀ IN QUALE TIPO TI RICONOSCI ? IDEALTIPI DI RELIGIOSITA’ IDEALTIPO RELIGIOSOVALORE DOMINANTERELIGIOSITA’ IL DEVOTOFEDELTA’Ricerca dell’unione con Dio e con i fratelli ad ogni costo

37 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLA RELIGIOSITA’,SPIRITUALITA’ E RELAZIONALITA’ NICOLINA RAIMONDORELIGIOSITÀ, SPIRITUALITÀ E RELAZIONALITÀ SPIRITUALITA’ LA SPIRITUALIT A’ SI PUÒ CARATTERIZZARE COME PRESA DI CONTATTO CON SÉ STESSI. Vivere la spiritualità non consiste nel ritirarsi dalla vita quotidiana, magari su di un monte, o lontano dalla civiltà, perché la spiritualità si manifesta e si esprime in ogni cosa e in ogni aspetto della vita che porta alla conoscenza, al progresso e all’evoluzione dell’anima e della persona. Non dovremmo mai dimenticare che la vita è il nostro cammino spirituale

38 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DELLA RELIGIOSITA’,SPIRITUALITA’ E RELAZIONALITA’ NICOLINA RAIMONDORELIGIOSITÀ, SPIRITUALITÀ E RELAZIONALITÀ EMOZIONI, FEDE E RELAZIONI E’ GIUSTO/OPPORTUNO/ PERTINENTE/ PARLARE DI EMOZIONI QUANDO SI PARLA DI SPIRITUALITÀ E DI RELIGIOSITÀ? IL MONDO DELLE EMOZIONI È IL CONTESTO PREVALENTE DELLE RELAZIONI E DEI RAPPORTI UMANI. LE EMOZIONI ATTRAVERSANO TUTTO IL VIVERE QUOTIDIANO E SONO IL FULCRO DELLE RELAZIONI. LE EMOZIONI NON SONO "NEMICHE" DELLA FEDE, MA VIVONO IN MODO NATURALE DENTRO DI ESSA E CARATTERIZZANO IL PERCORSO DELLA PERSONA.

39 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DEI TRATTI PERSONOLOGICI DEI BAMBINI ANGELA GUIDIIL COUNSELING JUNIOR QUALE TIPOLOGIA DI BAMBINA SONO STATA ? TIPOLOGIA PERSONOLOGICA CARATTERISTICHE BRONTOLO bimbo/ragazzo AVARO,composto, ordinato,preciso,obbediente, rispetta le regole; bassa sensibilità emotiva ed empatica, tende al perfezionismo, Ha poca immaginazione,è più portato verso attività che richiedono procedure logiche. EOLO bimbo/ragazzo RUMINANTE,sempre impegnato a soffiare vento ed energia; ama la matematica, lo sport, i giochi manuali. E’ trasandato, si arrabbia facilmente, ribelle e trasgressivo,dispettoso, ma con molti amici e tende a proteggere i più deboli.

40 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DEI TRATTI PERSONOLOGICI DEI BAMBINI ANGELA GUIDIIL COUNSELING JUNIOR TIPOLOGIA PERSONOLOGICA CARATTERISTICHE DOTTOBambino//ragazzo DELIRANTE. Intelligente, presuntuoso, curioso e informato,amante della libertà,si rende antipatico con facilità.,difficilmente manifesta i suoi sentimenti. Sembra che abbia una grande difficoltà ad ascoltare ed accettare le sue emozioni quasi volesse essere libero anche da quelle. GONGOLOBambino/ragazzo SBALLONE. Simpatico, estroverso, sa godere dei piaceri della vita in cui si gongola ma oscilla tra alti e bassi e soffre di solitudine. QUALE TIPOLOGIA DI BAMBINA SONO STATA ?

41 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DEI TRATTI PERSONOLOGICI DEI BAMBINI ANGELA GUIDIIL COUNSELING JUNIOR TIPOLOGIA PERSONOLOGICA CARATTERISTICHE PISOLObambino/ragazzo APATICO, calmo, fantasioso e sempre distratto, imbambolato,pigro. Ama le attività ripetitive e ritmate e fatica quando deve disporsi mentalmente a qualche attività diversa da quella sta facendo. MAMMOLOBambino/ragazzo INVISIBILE, sensibile. Non va d'accordo con lo sballone disinibito, soffre a fianco dell'oppressivo avaro. I suoi punti di contatto sono con l'apatico, di cui condivide la fuga nel disimpegno, e con l'adesivo per il bisogno di essere accettato, amato,compreso gratuitamente da qualcuno. Il rischio dell'invisibile è di precipitare dentro di sé e di perdersi nelle sue fobie. QUALE TIPOLOGIA DI BAMBINA SONO STATA ?

42 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DEI TRATTI PERSONOLOGICI DEI BAMBINI ANGELA GUIDIIL COUNSELING JUNIOR TIPOLOGIA PERSONOLOGICA CARATTERISTICHE CUCCIOLOBambino/ragazzo ADESIVO che manifesta un forte bisogno di attenzione e di riconoscimento. Si presenta disordinato,con poca cura di sé poiché la scarsa attenzione materna e paterna verso di lui hanno fatto sì che anche lui non abbia attenzione per sé. La sua ricerca di attenzione lo porta ad essere appiccicoso ed insistente ed a manifestare una richiesta continua di cura. Si attacca molto anche agli oggetti (ciuccio, giochi, luoghi, etc.). QUALE TIPOLOGIA DI BAMBINA SONO STATA ?

43 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DI FORTI ESPERIENZE EMOTIVE MANUELA NACCARISTRESS MOBBING E BURN OUT ALTRI-COLLEGHIMONDOSE MOBBING BURN-OUT STRESS POSSIAMO COLLEGARE LO STRESS ALL’AMBITO DELLA GESTIONE DEL SÈ, IL BURN-OUT A QUELLO DELLA GESTIONE DEL LAVORO E AL RAPPORTO CON IL MONDO ESTERNO, IL MOBBING ALL’AMBITO DELLA GESTIONE DEI RAPPORTI CON I COLLEGHI.

44 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DI FORTI ESPERIENZE EMOTIVE MANUELA NACCARISTRESS MOBBING E BURN OUT In quali situazioni ti sei sentita particolarmente stressata ? PER STRESS SI INTENDE UNA SITUAZIONE DI SOVRACCARICO O DI ECCESSIVA COMPRESSIONE EMOTIVA CHE SI ESPRIME IN NUMEROSE FORME DI SOMATIZZAZIONE : STRESS SE (ACNE, HERPES, PERDITA DI CAPELLII, ABBASSAMENTO DELLE DIFESE IMMUNITARIE, DIMENTICANZE, DISTURBI DEL SONNO, INAPPETENZA E DISTURBI ALIMENTARI, DIGESTIVI E GASTRICI, MAL DI TESTA E SIMILI). In che modo ha reagito il tuo corpo?

45 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DI FORTI ESPERIENZE EMOTIVE MANUELA NACCARISTRESS MOBBING E BURN OUT POSSIAMO COLLEGARE IL BURN-OUT ALL’AMBITO DELLA GESTIONE DEL LAVORO E AL RAPPORTO CON IL MONDO ESTERNO, BURN-OUT: FORMA GRAVE DI DEMOTIVAZIONE AL LAVORO E ALLE RELAZIONI, A CAUSA DELLA MAGGIOR ESPOSIZIONE ALL’INSUCCESSO PROFESSIONALE (DELUSIONE). LA PERSONA BURNED (BRUCIATA, LETTERALMENTE) NON CREDE PIÙ NEL SENSO E SIGNIFICATO DEL SUO LAVORO CON UN CROLLO DELLA PERSONALE AMBIZIONE (BURN-OUT INTERNO) O DELLA MOTIVAZIONE AL LAVORO E DI FIDUCIA NEGLI ALTRI (BURN-OUT ESTERNO). HAI MAI VISSUTO ESPERIENZE PESONALI DI BURN- OUT ? B URN-OUT MONDO/LAVORO

46 L’AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE DI FORTI ESPERIENZE EMOTIVE MANUELA NACCARISTRESS MOBBING E BURN OUT MOBBING DAL VERBO INGLESE “TO MOB” = LEDERE, AGGREDIRE. È UNA AGGRESSIONE PSICOLOGICA A LIVELLO RELAZIONALE NEI CONFRONTI DI UN MEMBRO (DEL SISTEMA) VISSUTO O RITENUTO MINACCIOSO: IL MEMBRO "NUOVO" PERTURBANTE, SE NON RISULTERÀ "ADDOMESTICABILE" E QUINDI INTEGRABILE, VERRÀ ALLONTANATO ED ESPULSO O MESSO NELLE CONDIZIONI DI AUTO- ESPELLERSI. IL MOBBING PORTA LA VITTIMA A PERDERE GRADUALMENTE INFLUENZA, RISPETTO DEGLI ALTRI E VERSO DI SE, POTERE DECISIONALE, SALUTE, FIDUCIA IN SE STESSO, AMICI,ENTUSIASMO NEL LAVORO, LA SUA DIGNITÀ. effetti del Mobbing sulla salute ANSIA FOBIE DISTURBI DELL’UMORE OSSESSIONI INSONNIA DIFFICOLTA’ RELAZIONALI IN FAMIGLIA E ALL’ESTERNO DEPRESSIONE ANSIA FOBIE DISTURBI DELL’UMORE OSSESSIONI INSONNIA DIFFICOLTA’ RELAZIONALI IN FAMIGLIA E ALL’ESTERNO DEPRESSIONE E tu ? Mobbing Altri –RAPPORTO COLLEGHI

47 PERCORSO FORMATIVO in Counseling Relazionale

48 DOCENTEARGOMENTODATA LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE SALVATORE NOCERA PREVENZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE ROSARIA FOGLIAMODA, IDENTITA’, IMMAGINE EMILIA SCOTTO TIPOLOGIE FAMILIARI E COUNSELING ALLA FAMIGLIA VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING 11/01/2015 NICOLINA RAIMONDO LA COPPIA E LO SVILUPPO DELLA PATERNITÀ E DELLA MATERNITÀ ALESSANDRA MERCANTINI LA RELAZIONE DI AIUTO NEGLI INCONTRI DI MEDIAZIONE GIANNI PETTORINO IL CODICE DEONTOLOGICO DEL COUNSELOR CARMELA MANTEGNA AUTOBIOGRAFIA COME NARRAZIONE E BILANCIO DEL PERCORSO FORMATIVO PREPOS

49 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE OBIETTIVO DEL COUNSELING RELAZIONALEE ’ L ’ EDUCAZIONE, LA FORMAZIONE E IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA ’ DELLE RELAZIONI. OGNI RAPPORTO UMANO E ’ DI FATTO EDUCAZIONE. E ’ EDUCATIVO OGNI ATTO PEDAGOGICAMENTE ORIENTATO A AIUTARE L ’ INDIVIDUO A DIVENTARE PERSONA. NELL ’ OTTICA SPECIFICA DEL MODELLO RELAZIONALE DI PREPOS L ’ ESSERE UMANO DIVENTA PERSONA NELLA RELAZIONE CON L ’ ALTRO E SVILUPPA LA SUA IDENTITA ’ BIOLOGICA ATTRAVERSO LE OCCASIONI A LUI PROPOSTE DAGLI INCONTRI CON LE ALTRE PERSONE ESSENZIALI NEL CORSO DELLA SUA VITA. LA PEDAGOGIA E ’ SCIENZA DELLE RELAZIONI

50 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE LA BASE DELLO SVILUPPO DELLA COSCIENZA E ’ L ’ AFFETTIVITA ’. L ’ ATTACCAMENTO (BOWLBY) ALLA MADRE E ’ ALLA BASE DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DELLE RELAZIONI TRA PERSONE. L ’ OBIETTIVO ED IL FINE DELLA RELAZIONE EDUCATIVA COINCIDONO CON IL SUO STRUMENTO PRINCIPE : L ’ IRRADIAZIONE AFFETTIVA CHE E ’ LA BASE DELLO SVILUPPO DELLA PERSONA. ESSA … SI TRASFERISCE ATTRAVERSO …. L ’ AUTORITA ’… IL CONFLITTO … LA LIBERTA ’. PRIMA DI TUTTO L ’ AFFETTO

51 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE AUTORITA ’ DAL LATINO AUGERE, ACCRESCERE. IL CONFLITTO( INTRAPERSONALE E INTERPERSONALE) E ’ NECESSARIO PER CRESCERE ED IMPARARE AD ESSERE RESILIENTI, AUTONOMI E CAPACI DI REALIZZARE UN PROGETTO DI VITA. LA LIBERTA ’ E ’ AUTONOMIA DECISIONALE, RESPONSABILITA ’, RIFLESSIVITA ’ INTERIORE.

52 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE JOHN BOWLBY(Psicologo, Psicoanalista inglese ) E LA TEORIA DELL ’ ATTACCAMENTO ATTACCAMENTO= LEGAME PRIMARIO CON LA MADRE LA MADRE E LA RELAZIONE CON LEI FORNISCONO AL BAMBINO UNA “BASE SICURA” LO SVILUPPO DELLA PERSONALITÀ RISENTE DELLA POSSIBILITÀ O MENO DI AVER SPERIMENTATO UNA SOLIDA “BASE SICURA”,

53 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE STILI DI ATTACCAMENTO Riconosci il tuo ? STILE SICURO Fiducia nella figura di attaccamento(madre, genitori, figure di adulti significativi) sicurezza nell’esplorare il mondo, convinzione di essere amato e amabile, capacità di sopportare distacchi prolungati, nessun timore di abb andono, fiducia nelle proprie capacità e in quelle degli altri, Sé positivo e affidabile, Altro positivo e affidabile. emozione predominante : gioia. Tale stile è promosso da una figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile e pronta a dargli protezione nel momento in cui il bambino lo richiede.

54 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE STILI DI ATTACCAMENTO Riconosci il tuo ? STILE INSICURO EVITANTE Insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amato, percezione del distacco come “prevedibile”, tendenza all’evitamento della relazione per convinzione del rifiuto, apparente esclusiva fiducia in se stessi e nessuna richiesta di aiuto, Sé positivo e affidabile, Altro negativo e inaffidabile. Emozioni predominanti: tristezza e dolore. Così il bambino fa affidamento su se stesso, senza l’amore ed il sostegno degli altri, con la possibilità di costruire un falso Sé. QUESTO STILE È IL RISULTATO DI UNA FIGURA CHE RESPINGE COSTANTEMENTE IL FIGLIO OGNI VOLTA CHE LE SI AVVICINA PER LA RICERCA DI CONFORTO O PROTEZIONE.

55 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE STILI DI ATTACCAMENTO Riconosci il tuo ? STILE INSICURO ANSIOSO AMBIVALENTE Insicurezza nell’esplorare il mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare distacchi prolungati, angoscia da separazione e ansia di di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri, Sé negativo e inaffidabile (a causa della sfiducia verso di lui che attribuisce alla figura di attaccamento), Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la colpa. QUESTO STILE È PROMOSSO DA UNA FIGURA CHE È DISPONIBILE IN ALCUNE OCCASIONI MA NON IN ALTRE E DA FREQUENTI SEPARAZIONI, SE NON ADDIRITTURA DA MINACCE DI ABBANDONO, USATE COME MEZZO COERCITIVO.

56 LORENZO BARBAGLIGLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL MODELLO RELAZIONALE STILI DI ATTACCAMENTO Riconosci il tuo ? STILE DISORIENTATO/DISORGANIZZATO LA FIGURA DI RIFERIMENTO ASSUME UN ATTEGGIAMENTO SPAVENTATO/SPAVENTANTE, CHE DETERMINA UNA RISPOSTA DISORIENTATA E DISORGANIZZATA. BAMBINI APPRENSIVI, CHE PIANGONO, SI BUTTANO SUL PAVIMENTO O PORTANO LE MANI ALLA BOCCA CON LE SPALLE CURVE AL RITORNO DEI GENITORI DOPO UNA BREVE SEPARAZIONE. ALTRI BAMBINI DISORGANIZZATI, INVECE, MANIFESTANO COMPORTAMENTI CONFLITTUALI, COME GIRARE IN TONDO MENTRE SIMULTANEAMENTE SI AVVICINANO AI GENITORI. ALTRI ANCORA APPAIONO DISORIENTATI, CONGELATI IN TUTTI I MOVIMENTI, MENTRE ASSUMONO ESPRESSIONI SIMILI ALLA TRANCE. SONO ANCHE DA CONSIDERARSI CASI DI ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO QUELLI IN CUI I BAMBINI SI MUOVONO VERSO LA FIGURA DI ATTACCAMENTO CON LA TESTA GIRATA IN A LTRA DIREZIONE, IN MODO DA EVITARNE LO SGUARDO.

57 SALVATORE NOCERA PREVENZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE AUTOBIOGRAFIA DEL BENESSERE E DELLA SALUTE Il Benessere della vita. prevenire è meglio di curare PRIMA DI CURARE È NECESSARIO PREVENIRE, METTENDO IN GIOCO TUTTE LE NOSTRE RISORSE PER EVITARE L’INSORGENZA DI MALATTIE, E GARANTIRCI COSÌ IL BENESSERE CHE NE DERIVA; MA CONTEMPORANEAMENTE È NECESSARIO CONCENTRARSI A INDIVIDUARE IN OGNUNO COS’È QUESTO BENESSERE DI VITA, COS’È IL NOSTRO ESSERE BENE, CHE GIÀ ESISTE ED AGISCE, MA CHE IN OGNI CASO TRASCURIAMO PERCHÉ IMPEGNATI A TENTARE DI RISOLVERE PROBLEMI, ANSIE, DISAGI, MALESSERI, MALATTIE PIÙ O MENO GRAVI, IMPEGNO CHE DIVENTA COSÌ IN MANIERA PIÙ O MENO INCONSAPEVOLE LA NOSTRA MANSIONE PRINCIPALE. “Siamo sicuramente molto più impegnati a Combattere il male più che a Promuovere il bene.” SUL MALE ABBIAMO PIÙ O MENO TUTTI LE IDEE CHIARE. È SUL BENE CHE FORSE QUALCOSA CI SFUGGE, PERCHÉ NON SIAMO ABITUATI, PREPARATI, EDUCATI A PERCEPIRLO IN NOI E NELLE NOSTRE RELAZIONI, E PERCIÒ A PROMUOVERLO INDIPENDENTEMENTE DAL MALE CHE CI COLPISCE.

58 SALVATORE NOCERA PREVENZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE AUTOBIOGRAFIA DEL BENESSERE E DELLA SALUTE IL COUNSELING È UN MEZZO FORMIDABILE PER PROMUOVERE LA SALUTE OPERATIVAMENTE. QUALI SONO I MIEI BISOGNI? SE LO SO VUOL DIRE CHE SONO CONSAPEVOLE?, OPPURE? … LI SODDISFO APPIENO? HO UN CERTO EQUILIBRIO?, OPPURE SONO INCASTRATO IN RELAZIONI E COPIONI RIGIDI CHE MI IMPEDISCONO DI EVOLVERMI E/O EMANCIPARMI (ALLARGARE LA MIA CONSAPEVOLEZZA)?, OPPURE … IN CHE MODO LA MIA BUONA SALUTE HA A CHE FARE CON CIÒ CHE MI PROCURA BENESSERE? SONO CONSAPEVOLE COMUNQUE CHE OLTRE AD AVERE DOLORI DA RISOLVERE E/O ACCUDIRE SONO PURE SOGGETTO DI UNA BUONA DOSE DI BENESSERE CHE SPESSO NON RICONOSCO O TRASCURO? SONO IN GRADO DI AGIRE MODIFICANDO POSITIVAMENTE L’AMBIENTE CHE MI CIRCONDA? IN CHE MODO QUESTO È PROMOZIONE DELLA SALUTE? MAGARI UN AVARO L’ORGANIZZA, UN RUMINANTE LO TRASFORMA, UN DELIRANTE LO ESPLORA, UNO SBALLONE NE RICERCA LE FONTI DI PIACERE, UN APATICO SI ADATTA IL PIÙ POSSIBILE SENZA INTERVENIRE, UN INVISIBILE LO FERTILIZZA (UMILTÀ=HUMUS), UN ADESIVO LO CONTEMPLA? ricognizione e verifica dei vari sintomi e segni non solo di malattie ma anche di benattie e loro eventuale corrispondenza a livello idealtipico: consapevolizzare aiuta? Certo!

59 ROSARIA FOGLIA MODA, IDENTITA’ E IMMAGINE AVARORUMINANTEDELIRANTESBALLONEAPATICOINVISIBILEADESIVO CURATO E RAFFINATO PRATICO ED INFORMALE INFORMALE E DISORDINATO ELEGANTE E ALLA MODA ELEGANTE E ADEGUATO TRASCURATO E SOBRIO COLORATO ED ECCESSIVO

60 EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE A SECONDA CHE LA DINAMICA SIA FUNZIONALE O DISFUNZIONALE, LA RELAZIONE FAMILIARE PUÒ ESSERE:  RASSEGNATA/COMPRENSIVA  ANTAGONISTA/DIFENSIVA  ATOMIZZATA/COMUNICATIVA  APPARISCENTE/EFFUSIVA  ASTENICA/PACIFICA  INVISCHIATA/AFFETTIVA  OPPRESSIVA/PROTETTIVA

61 Tip. Di fam. Dinamica disfunzionale Caratteristiche FAMIGLIA OPPRESSIVA Genitori rigidi,conformisti,distaccati,anaffettivi, stile educativo autoritario,controllano i figli, li puniscono senza spiegazioni; esigono solo obbedienza;non li gratificano. Per salvare la loro immagine, si sostituiscono ai figli evitando loro di commettere errori o di fare“brutte figure”, perché all’esterno non devono trasparire debolezze. Tip. Di fam. Dinamica funzionale Caratteristiche FAMIGLIA PROTETTIVA Quando ogni membro della famiglia porta avanti il proprio compito senza interferire nella vita degli altri e al solo fine del buon andamento familiare, allora la famiglia oppressiva diventa protettiva. In questo caso i figli si sentono amati e accettati, non evidenziano difficoltà nelle relazioni sociali, prendono iniziative, sono curiosi e spontanei. EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE

62 Tip. Di fam. Dinamica disfunzionale Caratteristiche FAMIGLIA ANTAGONISTA Forte conflittualità interna,all’esterno unita e intraprendente. I coniugi non condividono un progetto di vita comune;insofferenti con risentimento reciproco; difendono il figlio, quando qualcuno muove contro di lui un rimprovero o una critica e attribuiscono le colpe sempre agli altri. Il figlio, spesso iperattivo, si sente responsabile delle tensioni dei genitori e assume comportamenti irritanti e provocatori. Tip. Di fam. Dinamica funzionale Caratteristiche FAMIGLIA DIFENSIVA La famiglia Antagonista diventa Difensiva quando la rabbia espressa dall’insofferenza diventa senso di giustizia e di disponibilità per la difesa dei membri più deboli, per esempio i bambini o i malati, o il padre che ha subito un torto lavorativo. EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE

63 Tip. Di fam. Dinamica disfunzionale Caratteristiche FAMIGLIA ATOMIZZATA Nella Famiglia Atomizzata le persone sono come monadi, eccessivamente lontane emotivamente l’una dall’altra, nonostante la partecipazione esibita ad attività pubbliche. Tip. Di fam. Dinamica funzionale Caratteristiche FAMIGLIA COMUNICATIVA Se i genitori riescono, attraverso un confronto, a stabilire regole condivise anche dai figli, questi ultimi diventano partecipativi, il rapporto comunicativo si evolve e il clima familiare diventa più disteso. LA FAMIGLIA DA ATOMIZZATA DIVENTA COMUNICATIVA. EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE

64 Tip. Di fam. Dinamica disfunzionale Caratteristiche FAMIGLIA APPARISCENTE La famiglia appariscente è in genere una famiglia nella sua fase iniziale di vita. È molto vitale ed emozionale, che sente il bisogno di apparire al mondo esterno e di percepirsi come una famiglia felice e senza problemi; il rapporto con i figli è eccessivamente affettivo e alimenta le gelosie tra i genitori, che fanno mostra di un comportamento amorevole ambiguo nei loro confronti. Tip. Di fam. Dinamica funzionale Caratteristiche FAMIGLIA EFFUSIVA Quando la Famiglia sviluppa l’incontro tra i membri non più attraverso la simbiosi emozionale ma come risorsa reciproca basata sulle rispettive diversità, la famiglia da appariscente si trasforma in Famiglia Effusiva EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE

65 Tip. Di fam. Dinamica disfunzionale Caratteristiche FAMIGLIA ASTENICA Famiglia molto convenzionale con un costante evitamento, logoramento e fastidio tra i componenti. In questa famiglia non si vive creativamente il presente e il futuro, ma ci si abbandona ai ricordi passati, ritenendo inutile ogni sforzo. Tip. Di fam. Dinamica funzionale Caratteristiche FAMIGLIA PACIFICA Aumentando la responsabilità reciproca e il coraggio, questa Famiglia impara a far emergere i bisogni individuali, trovando risposte e accettando le diversità. Si trasforma da astenica a pacifica, scoprendo la dialogicità come antidoto all’evitamento in quanto solo il confronto affettivo tra posizioni diverse può condurre alla pace. EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE

66 Tip. Di fam. Dinamica disfunzionale Caratteristiche FAMIGLIA RASSEGNATA In questa Famiglia alcuni membri sono estremamente sensibili e propensi a sacrificarsi per gli altri, fino a farsi opprimere. L’eccessiva attenzione nei confronti degli altri, però, potrebbe fare sperimentare una sensazione di oppressione che si vive con estrema rassegnazione e sopportazione. Tale famiglia ha bisogno di un intervento che la spinge alla dinamicità. Tip. Di fam. Dinamica funzionale Caratteristiche FAMIGLIA COMPRENSIVA Scoprendo che la sensibilità accende il senso di giustizia e, quindi, l’azione costruttiva e responsabile, questa famiglia diventa Comprensiva. Nella famiglia comprensiva si vive un clima affettivo caratterizzato da comprensione e sostegno reciproco, dall’accettazione delle diverse soggettività e del loro modo di esprimersi EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE

67 EMILIA SCOTTO NICOLINA RAIMONDO TIPOLOGIE DI FAMIGLIA PATERNITA’ E MATERNITA’ RESPONSABILE Tip. Di fam. Dinamica disfunzionale Caratteristiche FAMIGLIA INVISCHIATA Nella famiglia invischiata, le persone che non hanno vissuto un’affettività appagante vivono la relazione affettiva come attaccamento e diventano eccessivamente protettive. I genitori proteggono eccessivamente i figli, li soffocano con continue attenzioni, spianano loro la strada e essi diventano dipendenti, eterni bambini, non sanno affrontare la vita, pur essendo, spesso, bravi a scuola e sul lavoro. Famiglia che sta unita esercitando pressione sui membri. È chiusa dentro le relazioni tra i membri e ogni arrivo dall’esterno viene vissuto come un’intrusione o riassorbito secondo le regole della famiglia. Tip. Di fam. Dinamica funzionale Caratteristiche FAMIGLIA AFFETTIVA Se le relazioni si evolvono attraverso un’autentica affettività, i figli si sentono amati e liberi di stabilire relazioni sociali positive. L’unica via d’uscita è la liberazione e la differenziazione dei componenti. Così, la Famiglia Invischiata diventa Affettiva. La famiglia affettiva ha scoperto che l’attaccamento può trasformarsi in affettività se lascia i membri liberi dalla costante riconferma dei legami familiari. Attraverso l’attivazione di relazioni di dialogicità e di disponibilità, la relazione oppositiva d’incomprensione diventa relazione affine di mediazione per cui ha senso la ricerca di terreni comuni su cui si possa mediare.

68 VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING Tipologia ClienteTipologia da assumere dal Counselor Intervento di Counseling :Tecniche AVARO stretta di mano ferma e solida; sguardo puntato e attento sul counselor;postura rigida,composta e educata; con movimenti controllati e scarsa gestualità;controllo delle vie di accesso;volume della voce alto e acuto;abbigliamento accurato sballone in modo coinvolgente e fusionale oppure in maniera quieta da apatico, per es. stringergli la mano in modo effusivo e caloroso accogliendolo in modo educato e rispettoso AV-SB=INTEGRAZIONE AV- AP=COMPLEMENTARITA’ TECNICHE NARRATIVE LEGATE ALL’ANALISI POSTURALE(FAR ASSUMERE POSTURE DIVERSE). TECNICHE DINAMICHE DI RESPIRAZIONE (gli avari respirano superficialmente). tranquillizzazione TECNICHE SIMBOLICHE ( evocazione di immagini che aiutano a elaborare nuove interpretazioni dei vissuti)

69 VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING Tipologia ClienteTipologia da assumere dal Counselor Intervento di Counseling :Tecniche RUMINANTE sguardo fisso e diretto e molto espressivo,volume della voce alto e tono grave,non sta fermo sulla sedia,gestualità accentuata, corpo proteso in avanti,modo di vestire pratico,sportivo: per lui sentirsi comodo è importante per assecondare il suo bisogno di muoversi; è utile porsi in ascolto silenzioso e discreto come un invisibile oppure in maniera quieta come un apatico offrendogli concretezza e realismo RM-IN=INCONTRO RM-AP=MEDIAZIONE TECNICHE NARRATIVE LEGATE ALL’ANALISI POSTURALE(FAR ASSUMERE POSTURE DIVERSE)..tranquillizazione TECNICHE SIMBOLICHE (evocazione di immagini che aiutano a elaborare nuove interpretazioni dei vissuti)

70 VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING Tipologia ClienteTipologia da assumere dal Counselor DELIRANTE stretta di mano sfuggente, si siede in diagonale rispetto a noi, gambe accavallate, aspetto poco curato e stravagante, sguardo di chi sembra stare sulle nuvole, movimenti ciondolanti,volume della voce basso e tono acuto, risulta efficace avvolgerlo affettivamente in maniera gratificante, come un adesivo oppure in una posizione di ascolto e sostegno come un invisibile DE-AD=DIALOGICITA’ DE-IN= RICONOSCIMENTO TECNICHE NARRATIVE: Tecniche di analisi delle storie di vita(AUTOBIOGRAFIA) utile per i deliranti che a volte fanno fatica ad andare in fondo alle situazioni se non hanno occasione di “fare” qualcosa e necessitano di un supporto esterno attraverso il quale fare ordine e chiarezza.

71 VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING Tipologia ClienteTipologia da assumere dal Counselor SBALLONE sguardo seduttivo rivolto all’esterno, non rispetta le distanze,avvicina e allontana secondo le sue emozioni. Istrionico, mantiene costante l’attenzione su di sé con un modo di parlare continuo e veloce con pause ad effetto; abbigliamento ricercato, colorato, elegante. è utile porsi come un preciso ed ordinato avaro o come un affettuoso adesivo. SB-AV=INTEGRAZIONE SB-AD=DISPONIBILITA’ TECNICHE NARRATIVE: (AUTOBIOGRAFIA) utili per lo sballone in fuga dal sé laboratori dinamici sulle tecniche di respirazione(gli sballoni respirano superficialmente rimprovero per promuovere il senso di responsabilità

72 VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING Tipologia ClienteTipologia da assumere dal Counselor APATICO stretta di mano molle, sguardo inespressivo, tono della voce basso e grave,modo di parlare lento e monotono con pause molto lunghe, aspetto rilassato e distratto come se si trovasse lì per caso, gestualità ridotta al minimo, dato il suo fare conformista, il suo modo di vestire sarà appropriato alla situazione e quasi mai trascurato né eccessivo. è necessario essere motivanti e semplici come un ruminante o come un preciso ed ordinato avaro AP-RM=MEDIAZIONE AP- AV=COMPLEMENTARITA’ TECNICHE NARRATIVE: narrazione esperienze e storie di vita verbalizzate nel colloquio, stesura autobiografia, completa o parziale (tematica). Utile per apatici perché,evanescenti e pigri, hanno necessità di uno stimolo pratico Tecniche legate all’analisi fisiognomica, posturale : gli apatici hanno bisogno di destrutturare le loro certezze o di approfondire i loro schemi di interpretazione. strategie di difesa relazionale: sms in risposta, allontanare il telefono quando qualcuno ti martella, porre un blocco alle intimidazioni oppure alle squalifiche

73 VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING Tipologia ClienteTipologia da assumere dal Counselor INVISIBILE stretta di mano molle o sfuggente, si metterà in un angolino con lo sguardo basso, espressivo, modo di vestire trascurato per non essere notato è necessario essere incoraggianti e semplici come un ruminante oppure discorsivi e aperti come un delirante IN-RM =INCONTRO IN-DE=RICONOSCIMENTO TECNICHE NARRATIVE :Tecniche legate analisi fisiognomica… agli invisibili predisposti al canale comunicativo visivo, è utile offrire riflessioni sulle emozioni prodotte in loro da un tipo di sguardo. TECNICHE DINAMICHE: incoraggiamento Tecniche simboliche

74 VINCENZO MASINI IL COLLOQUIO DI COUNSELING Tipologia ClienteTipologia da assumere dal Counselor ADESIVO stretta di mano umida o che tira verso di sé, sguardo vivo e curioso, volume della voce alto e tono grave, utilizza la gestualità e la mimica facciale per avvicinarsi ma potrebbe diventare anche manipolatoria e falsa, modo di vestirsi molto visibile vivace e colorato, a volte eccessivo, postura aperta e protesa verso il counselor è conveniente porsi in una posizione di accoglienza effusiva e coinvolgente come lo sballone oppure in maniera dialogica come il delirante AD-SB =DISPONIBILITA’ AD-DE =DIALOGICITA’ TECNICHE DI RESPIRAZIONE:L’ADESIVO RESPIRA SUPERFICIALMENTE TECNICHE SIMBOLICHE

75 ALESSANDRA MERCANTINI LA RELAZIONE DI AIUTO NEGLI INCONTRI DI MEDIAZIONE “NON È IL PASSATO CHE DEVE ESSERE ANALIZZATO MA IL FUTURO CHE DEVE ESSERE PROGETTATO O COSTRUITO; NON SI DEVE RICERCARE SOLO LA NORMA DI LEGGE DA APPLICARE MA È UN PERCORSO DI SVILUPPO CHE, NEL RISPETTO DELLA LEGGE, SI DEVE SVOLGERE;NON SONO TANTO I LEGAMI DA RECIDERE ED I POTERI DA RIDURRE, QUANTO LE RELAZIONI DA COSTRUIRE” (ALFREDO ALDO MORO) I CONFLITTI SONO UN SEGNALE IMPORTANTE DI QUALCOSA CHE NON VA PIU' E DEVE ESSERE MODIFICATO, UN ’ OPPORTUNITA' PER SVILUPPARE E MIGLIORARE I RAPPORTI RECIPROCI. LA SOSTANZIALE IMPOSSIBILITÀ DI CONVIVERE IN ASSENZA DI CONFLITTI, INDUCE ALLA RICERCA DI SOLUZIONI PER GESTIRLI, TRASFORMANDOLI IN MANIERA CREATIVA E RENDENDOLI OCCASIONE DI CONFRONTO E DI CRESCITA.. E' IN QUESTO AMBITO CHE SI COLLOCA LA MEDIAZIONE E L'OBIETTIVO DA ESSA PERSEGUITO: ACCOGLIERE IL CONFLITTO COME UN'OCCASIONE PER RIDEFINIRE LE SITUAZIONI E CERCARE STIMOLI DI CRESCITA IN DIREZIONI NUOVE. L'ALTERNATIVA POSSIBILE: LA MEDIAZIONE/COUNSELING

76 ALESSANDRA MERCANTINI LA RELAZIONE DI AIUTO NEGLI INCONTRI DI MEDIAZIONE MEDIAZIONE =“ ESSERE IN MEZZO A” PER POTER INCONTRARE CIÒ CHE STA ALLA FONTE DEL CONFLITTO, CHE CONDUCE A TOCCARE IL CUORE DELLA SOFFERENZA E NON SEMPLICEMENTE CONOSCERE IL FATTO. LA MEDIAZIONE PERMETTE DI USCIRE DAL PASSATO PER RITROVARE IL PRESENTE. È UN PERCORSO ATTRAVERSO IL QUALE DUE O PIÙ PARTI SI RIVOLGONO LIBERAMEN­TE AD UN TERZO NEUTRALE,IL MEDIATORE, PER RIDURRE GLI EFFETTI INDESIDERABILI DI UN CONFLITTO, E RISTABILIRE UN DIALOGO. la verità è da tutte e due le parti

77 ALESSANDRA MERCANTINI LA RELAZIONE DI AIUTO NEGLI INCONTRI DI MEDIAZIONE Dal conflitto al perdono “ IL SIGNORE NON SI STANCA MAI DI PERDONARE … SIAMO NOI CHE CI STANCHIAMO DI CHIEDERE PERDONO” (MESSAGGIO DI PAPA BERGOGLIO ALL’ANGELUS DEL 18 MARZO 2013.) IL PERDONO NON È AUTOMATICO MA È UN PROCESSO LENTO, PROGRESSIVO, CHE COINVOLGE TUTTA LA SFERA DELLA PERSONA. E' DIFFICILE DONARLO MA ANCHE CHIEDERLO. AMMETTERE DI AVER SBAGLIATO PRESUPPONE UNA GRANDE ATTENZIONE ALLA PROPRIA INTERIORITÀ E AI PROPRI VALORI MORALI E SPIRITUALI. PERDONARE E' UN ATTO DI AMORE, INNANZITUTTO VERSO SE STESSI. DI RICONCILIAZIONE (= RISTABILIRE AMICIZIA, RIMETTERSI IN CONTATTO PRIMA DI TUTTO CON SE STESSI) PER POI ENTRARE IN CONTATTO CON GLI ALTRI).

78 ALESSANDRA MERCANTINI LA RELAZIONE DI AIUTO NEGLI INCONTRI DI MEDIAZIONE IL PERDONO IN MEDIAZIONE CONDUCE A SENTIMENTI DI COMPRENSIONE, EMPATIA E COMPASSIONE (= “ PATIRE INSIEME” “PARTECIPAREAL DOLORE ALTRUI”). IN MEDIAZIONE SI PONE L'ACCENTO SUI DIRITTI DI OGNUNO, SOLO ALLA FINE, QUANDO E SE SI RAGGIUNGE L'APPAGAMENTO, SI PERDONA. PERDONARE NON FA DIMENTICARE L'OFFESA, L’ATTO RIMANE MA PERDONANDO CI SI FOCALIZZA SULLE PARTI POSITIVE DELLA VITA. PERDONARE NON SIGNIFICA NEGARE LE RESPONSABILITÀ DELL’ALTRA PERSONA, O GIUSTIFICARE IL FATTO. PERDONARE È UN REGALO PER SE STESSI. CHI PERDONA, E’ PIÙ OTTIMISTA. IL MEDIATORE-COUNSELOR POTRÀ MIGLIORARE LA RELAZIONE TRA LE PARTI IN CONFLITTO PUNTANDO ALLA PACE, ED ORIENTANDOLA A OBIETTIVI POSITIVI.

79 ALESSANDRA MERCANTINI LA RELAZIONE DI AIUTO NEGLI INCONTRI DI MEDIAZIONE Il CAMMINO VERSO IL PERDONO ATTRAVERSA TRE DIVERSI LIVELLI : INDIVIDUALE (RISPETTO DELL’ALTRO IN QUANTO ESSERE UMANO) RELAZIONALE (COMPRENSIONE DEL PUNTO DI VISTA DELL’ALTRO) SPIRITUALE (COMPASSIONE DELL’ALTRO, CHE PER LA VISIONE CRISTIANA CONSISTE NELL’ENTRARE NEL PUNTO DI VISTA DI DIO) TIPOLOGIE DI MEDIAZIONE FAMILIARE : SEPARAZIONI E DIVORZIO; CULTURALE : INTOLLE­RANZE ETNICHE, CONTROVERSIE CONDOMINIALI, ECC. SCOLASTICA : PROMOZIONE CULTURA DELLA NON VIOLENZA E DELLA PACE; PENALE E MINORILE CHE SI OCCUPA DI MINORI CON COMPORTAMENTI AGGRESSIVI E PRIVILEGIA PROCESSI DI RESPONSABILIZZAZIONE E DI MATURAZIONE DEL MINORE.

80 GIANNI PETTORINOIL CODICE DEONTOLOGICO DEL COUNSELOR DEONTOLOGIA : (ETIMOLOGIA: DEON =DOVERE E LOGOS =DISCORSO)INSIEME DEI PRINCIPI E DOVERI AI QUALI ATTENERSI PER GIUDICARE LE AZIONI. DEONTOLOGIA PROFESSIONALE : REGOLE E VALORI DA RISPETTARE PER POTER APPARTENERE AD UNA DETERMINATA CATEGORIA PROFESSIONALE. IL CODICE DEONTOLOGICO È REQUISITO FONDAMENTALE PER DEFINIRE UNA PROFESSIONE COME TALE. IL C.D. NON UN CORPUS DI NORME CHE LIMITA L’ATTIVITÀ, MA STRUMENTO DI AIUTO CHE PERMETTE AL COUNSELOR DI INTERROGARSI SUI PROPRI COMPORTAMENTI PROFESSIONALI E DI BENEFICIARE DELLE LINEE GUIDA DETTATE DA QUESTE NORME CHE PROPRIO PERCHÉ CONDIVISE NEI VALORI, ACQUISTANO EFFICACIA E FORZA. ASPETTI FONDAMENTALI DEL C.D.  FINALITÀ DEL COUNSELING : PROMOZIONE DEL BENESSERE DELLA PERSONA;  RISPETTO DELLA DIGNITÀ, AUTONOMIA E AUTODETERMINAZIONE DELLA PERSONA.  PRINCIPIO ISPIRATORE NELLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITÀ DI COUNSELOR : CENTRALITÀ DEL RAPPORTO CON LA PERSONA, CHE PORTA COME REGOLA PRINCIPALE QUELLA DI UMANIZZARE LA RELAZIONE.

81 GIANNI PETTORINOIL CODICE DEONTOLOGICO DEL COUNSELOR COMPETENZE DEL COUNSELOR COMPETENZA TECNICA COMPETENZA ETICA. L’ETICA NEL COUNSELOR È UN’ETICA DELLA RICERCA DELL’UMANO E DELLA PROMOZIONE E DELLO SVILUPPO DELLA COSCIENZA E DELLA CONSAPEVOLEZZA DEL CLIENTE AFFINCHÉ QUESTI SIA IN GRADO DI RISOLVERE I SUOI DISAGI E ESSERE FELICE. PREDISPOSIZIONE A LAVORARE CON UMANITÀ RAPPORTO COUNSELOR-CLIENTE RAPPORTO COME INCONTRO DI DUE UMANITÀ NON BASATO SU PROTOCOLLI, MA SULLA PERSONA E L’ESSERE UMANO. NON UN CODICE SCRITTO SULLA PIETRA MA UNO SCRITTO NEL CUORE.


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