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Luce,colore: Scienza e Arte

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Presentazione sul tema: "Luce,colore: Scienza e Arte"— Transcript della presentazione:

1 Luce,colore: Scienza e Arte
Scuola:S.M.S.Puecher Colombo. Classe:3A (sede colombo)

2 OCCHIO SORGENTE DI LUCE OGGETTO esci OMBRA PRIMARIE COLORE
Combustione Luminescenza Incandescenza Policromatica Fluorescenza CALDE FREDDE Monocromatica Bioluminescenza Fosforescenza Parte interna PROPAGAZIONE RETTILINEA Fenomeni nucleari PRIMARIE Parte esterna Luce OCCHIO SOLE SORGENTE DI LUCE FUNZIONAMENTO DIFFUSIONE PERCHE’ DUE OCCHI? RIFLESSIONE/ Luce dipende RIFRAZIONE fenomeni Luce è visto da Dipende da ASSORBIMENTO ha illumina DISPERSIONE OGGETTO Sorgente SECONDARIA Dipende da COLORE ha OMBRA Riflettente Opaco Traslucido Trasparente Primario colorata Secondario esci

3 Esperienze di 1° media Ombre- acchiapparaggi un lavoro lungo …un anno
PRIMARIE CALDE Combustione Incandescenza Fenomeni nucleari SOLE FREDDE Luminescenza Fosforescenza Bioluminescenza Fluorescenza Luce SORGENTE DI LUCE OCCHIO Esperienze di 1° media Ombre- acchiapparaggi un lavoro lungo …un anno Luce Luce OGGETTO mappa esci

4 Bioluminescenza: emissione di luce da parte di alcuni organismi viventi

5 Nonostante il gran numero di specie animali note per essere luminescenti, solo per poche è stato chiarito il meccanismo della bioluminescenza. La luce può essere emessa periodicamente oppure in modo continuo, in seguito ad impulsi nervosi oppure a stimoli esterni. La luce può essere prodotta da singole cellule, da ghiandole pluricellulari o da complicati organi di struttura simile a quella dell'occhio, spesso provvisti di dispositivi accessori simili ad una lente o a un riflettore. In alcuni pesci la luce proviene da un organo, posto al di sotto dell'occhio, che contiene batteri luminosi. Sembra accertato che l'emissione di luce possa essere finalizzata a diversi scopi: in alcuni casi serve come richiamo sessuale (nella lucciola), in altri casi come esca o come mezzo di difesa, per esempio per abbagliare i predatori. In molti altri organismi, tuttavia, la funzione della bioluminescenza è ancora del tutto oscura, così come sono oscuri i motivi per cui certi animali hanno la tendenza a perdere la bioluminescenza in cattività.

6 Incandescenza Combustione

7 Il Sole è una stella: è una sorgente primaria di luce, cioè emette luce. Questo succede perché la temperatura del Sole è elevatissima: 6000 °C alla superficie e milioni di °C all’interno dove avvengono reazioni nucleari. La luce del sole si propaga nello spazio e illumina i corpi celesti come la Terra e la Luna, che sono quindi corpi illuminati. La luce viaggia alla velocità di circa Km al secondo. La luce del sole per arrivare sulla Terra ci impiega circa 8 minuti.

8 Gli acchiapparaggi La prof. ci ha detto di “acchiappare” i raggi del Sole. Ma che cosa devo fare?

9 Le osservazioni L’esperienza
I raggi luminosi “acchiappati” passano attraverso il cilindro e formano una macchia di luce sul foglio. La macchia è a forma di ellisse se il foglio è orizzontale, ma diventa un cerchio se mettiamo il foglio perpendicolarmente al cilindro. Nel tubo curvo i raggi non passano mai. Ciascuno di noi ha ricevuto un cilindro di cartone con il quale dovevamo acchiappare i raggi solari: una nostra compagna ha avuto l’idea di prendere un foglio di carta e di inclinare il cilindro verso il sole. Abbiamo anche provato ad acchiappare i raggi con un tubo curvo. Le osservazioni L’esperienza

10 Ciascuno di noi ha ricevuto un cilindro di cartone con il quale dovevamo acchiappare i raggi solari: una nostra compagna ha avuto l’idea di prendere un foglio di carta e di inclinare il cilindro verso il sole. Abbiamo anche provato ad acchiappare i raggi con un tubo curvo. I raggi luminosi “acchiappati” passano attraverso il cilindro e formano una macchia di luce sul foglio. La macchia è a forma di ellisse se il foglio è orizzontale, ma diventa un cerchio se mettiamo il foglio perpendicolarmente al cilindro. Nel tubo curvo i raggi non passano mai.

11 La luce del sole si propaga in modo rettilineo, se incontra un oggetto si ferma e dietro di esso dalla parte opposta del Sole si forma l’ombra, se riesce a passare attraverso il cilindro, vediamo invece la macchia di luce. Attraverso il tubo curvo la luce non passa perché non può cambiare la sua direzione.

12 Le ombre Il giorno siamo usciti in giardino con la prof. Fiameni e la prof. Manetti. Prima di andare in giardino le prof. ci hanno fatto tre domande: 1) Se osserviamo l’ombra di un oggetto a ore diverse cosa notiamo? 2) Come sarà a mezzogiorno l’ombra di un oggetto? 3) Quale sarà la direzione del nostro braccio puntando il sole a mezzogiorno? Io ho scritto che 1) Le ombre di un oggetto si muovono e sono sempre uguali. 2) l’ombra a mezzogiorno non c’è 3) puntando verso il sole le nostre braccia saranno in su.

13 Le ombre erano tutte parallele e sempre dalla parte opposta al sole.
La nostra ipotesi: Le ombre di un oggetto si muovono e sono sempre uguali. In giardino abbiamo portato un foglio bianco grande e abbiamo portato anche tre cilindri di cartone che abbiamo messo sul foglio; con la matita abbiamo disegnato le ombre, Subito abbiamo notato che: Non facevamo in tempo a disegnare l’ombra che questa si era già spostata e accorciata. Le ombre erano tutte parallele e sempre dalla parte opposta al sole.

14 La nostra ipotesi: Se in giardino osserviamo l’ombra di un oggetto, a mezzogiorno l’ombra non ci sarà. Abbiamo ripetuto l’esperienza dalle ogni 15 minuti per 45 minuti. Prima di mezzogiorno le ombre si spostavano e si accorciavano, ma a mezzogiorno erano ancora lunghe; dopo mezzogiorno le ombre hanno cominciato ad allungarsi. E così abbiamo scoperto che a mezzogiorno l’ ombra c’è (invece quello che avevo pensato io era che l’ ombra non ci fosse);

15 le loro braccia non erano verticali, ma erano inclinate.
La nostra ipotesi: puntando verso il sole le nostre braccia saranno in su. Poi la prof ha dato dei CD a David a Claudio e a Pierino che li hanno puntato verso il sole le loro braccia non erano verticali, ma erano inclinate. E abbiamo così scoperto che alle nostre latitudini il sole non è verticalmente sopra di noi

16 Ci siamo messi con le spalle al sole e la nostra ombra a mezzogiorno era davanti a noi.
E così abbiamo scoperto che a mezzogiorno l’ ombra c’è (invece quello che avevo pensato io era che l’ ombra non ci fosse); In quel momento il sole si trovava a sud e la nostra ombra indicava il nord.

17 Con un piccolo aiuto naturale siamo così riusciti ad individuare i punti cardinali.
Mettendoci con le spalle al sole e seguendo la direzione dell’ombra a mezzogiorno, avremo davanti a noi il Nord, dietro il Sud, a destra l’Est e a sinistra l’Ovest. Ombre colorate

18 Un lavoro lungo.... ... un anno Da lunedì 9 gennaio abbiamo iniziato a fare una raccolta di dati. Ogni settimana (il sabato) abbiamo cercato su un quotidiano l’ora di levata e l’ora di tramonto del sole nei vari giorni dell’anno in cinque città italiane (MILANO, VENEZIA, ROMA, NAPOLI e PALERMO) e li abbiamo scritti in una tabella. Abbiamo calcolato poi le ore di luce e di buio imparato ad usare al computer un programma come Excel che ci ha permesso di costruire tabelle e grafici.

19 le nostre ipotesi

20 Il n° delle ore di luce cambierà nei vari giorni dell’anno perché una giornata d’estate dura di più di una d’inverno Il n° delle ore di luce in un certo giorno sarà diverso nelle varie parti del mondo ma sarà uguale nelle città italiane

21 L’ora di levata e di tramonto del sole sono diverse nelle varie parti del mondo, ma sono uguali nelle città italiane. Nell’Italia meridionale le ore di luce sono durante tutto l’anno sempre di più che a Milano.

22 Durante l’inverno le ore di luce diminuiscono
Durante l’estate le ore di luce aumentano

23 le nostre tabelle

24 DATI RELATIVI A MILANO

25 DATI RELATIVI A VENEZIA

26 DATI RELATIVI A ROMA

27 DATI RELATIVI A NAPOLI

28 DATI RELATIVI A PALERMO

29 I NOSTRI GRAFICI

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34 Le nostre osservazioni

35 In tutte e 5 le città italiane il sole sorge in momenti diversi e tramonta in momenti diversi. La nostra ipotesi era sbagliata. Le ore di levata e di tramonto del sole cambiano durante l'anno in tutte le città.

36 ora solare ora legale

37 In tutte e 5 le città italiane l’andamento delle ore di luce è lo stesso.
Durante l’inverno e la primavera le ore di luce sono aumentate in tutte le città italiane e sono diminuite le ore di buio. La nostra ipotesi era in parte sbagliata. Durante l’autunno e l’inverno le giornate sono più lunghe a Palermo, mentre durante la primavera e l’estate le giornate sono più lunghe a Milano e Venezia. La nostra ipotesi era sbagliata.

38 Durante l’inverno e la primavera le ore di luce continuano ad aumentare fino al SOLSTIZIO D’ESTATE (22 giugno ) che è il giorno in cui le ore di luce sono massime.

39 durante l’estate e l’autunno le ore di luce continuano a diminuire fino al SOLSTIZIO D’INVERNO( 22 dicembre ) che è il giorno in cui le ore di luce sono minori.

40 Esistono due giorni in cui le ore di luce (12) sono uguali quelle di buio (12) in tutte le città italiane: sono l'EQUINOZIO DI PRIMAVERA e l'EQUINOZIO DI AUTUNNO. Milano e Venezia hanno le stesse ore di luce e di buio perché si trovano alla stessa latitudine ( circa 45° N), però il sole sorge e tramonta prima a Venezia perché è più a Est.

41 Le nostre conclusioni

42 Milano e Venezia, pur avendo ore di luce uguali ( perché si trovano sullo stesso parallelo e quindi hanno la stessa latitudine ) hanno ora di levata e di tramonto diverse perché Venezia è più a est di Milano (hanno longitudine diversa). L’ora di tramonto e di levata del sole in un giorno in una città dipendono dalla sua posizione geografica cioè cambiano a secondo della sua     latitudine e della sua longitudine.

43 v     durante la primavera e l’estate le ore di luce sono maggiori al nord (al SOLSTIZIO D’ESTATE Milano e Venezia hanno circa un’ora di luce in più al giorno ). durante l’autunno e l’inverno le ore di luce sono maggiori al sud (al SOLSTIZIO D’INVERNO Palermo ha quasi un’ora in più di luce rispetto a Milano ).

44 Il numero delle ore di luce in una città dipende
v                   dalla sua latitudine v                   dalla data, quindi dalla posizione della terra nell'orbita intorno al sole.

45 esperienze Luce SORGENTE DI LUCE OCCHIO Luce Luce OGGETTO mappa esci
PROPAGAZIONE RETTILINEA Non si vede quando si propaga esperienze Luce SORGENTE DI LUCE OCCHIO DIFFUSIONE Luce Luce RIFLESSIONE/ fenomeni policromatica ASSORBIMENTO monocromatica RIFRAZIONE illumina OGGETTO DISPERSIONE mappa esci

46 c'è ..ma non si vede! In classe abbiamo provato ad accendere una torcia elettrica e l’abbiamo puntata verso l’armadio. Poi abbiamo messo la torcia a cavallo della lavagna. Abbiamo rifatto l’esperienza usando il laser. Noi vediamo la luce sull’armadio. Tra la torcia e l’armadio non si vede la luce. Quando appoggiamo la torcia sul lato della lavagna si vede un fascio bianco di luce. La stessa cosa succede con il laser, sulla lavagna si vede un sottile fascio di luce rossa.

47 La luce mentre si propaga non si vede, noi la vediamo solo se la sorgente è puntata verso di noi e quindi la luce arriva a nostri occhi direttamente oppure quando incontra un oggetto che riflette verso di noi la luce. Noi però possiamo vedere la luce della torcia (o del laser) mettendola a lato della lavagna. In tal modo la luce viene rimandata dalla lavagna e noi riusciamo a vedere nettamente il fascio di luce Con questa esperienza abbiamo anche avuto la conferma della propagazione rettilinea della luce.

48 La luce si propaga in modo rettilineo
Di solito non la vediamo. Riusciamo a vedere i suoi raggi quando viene diffusa.

49 LA LUCE: VIENE TRATTENUTA PASSA VIENE RIMANDATA INDIETRO IN MODO DISORDINATO IN MODO ORDINATO RIFRAZIONE ASSORBIMENTO RIFLESSIONE DIFFUSIONE

50 OCCHIO SORGENTE DI LUCE Luce Luce Luce o OGGETTO mappa esci colore
sorgenti secondarie o OGGETTO Dipende da ha colore riflettente trasparente Esperienza: Tutti gli oggetti assorbono la luce traslucido opaco ombra mappa esci

51 Gli oggetti possono essere Fanno ombra opaco riflettente trasparente
traslucido

52 La Luce L’Oggetto È TRASPARENTE la luce in parte torna indietro
-in parte viene assorbita -quasi tutta viene trasmessa

53 La Luce L’Oggetto È TRASLUCIDO
-la luce in parte torna indietro(riflessa) -in parte viene assorbita -in parte passa ma in modo disordinato

54 La Luce: L’Oggetto è OPACO -viene assorbita -in parte viene riflessa
- non passa

55 riflessione diffusione

56 ESPERIMENTI SULLA LUCE
Abbiamo fatto un esperimento con il laser; l’acqua; e un recipiente di plastica. Abbiamo messo l’acqua nel recipiente e quando il raggio del laser attraversa l’acqua, il raggio cambia direzione.

57 Rifrazione: la matita o il cucchiaio ci appaiono spezzati perché nel passaggio dall’acqua all’aria la luce cambia direzione, viene rifratta.

58 La moneta che riappare Abbiamo messo una moneta in un recipiente opaco, poi ci siamo spostati fino a quando non abbiamo più visto la moneta. Abbiamo versato acqua nel recipiente e la moneta è riapparsa. La luce proveniente dall’acqua, quando arriva alla superficie, al passaggio dell’aria cambia direzione e quindi riesce ad arrivare al nostro occhio; è per questo che noi rivediamo la moneta, senza spostarci.

59 OCCHIO SORGENTE DI LUCE OGGETTO mappa esci COLORE Esperienze:
Policromatica Monocromatica Luce OCCHIO SORGENTE DI LUCE FUNZIONAMENTO Luce dipende Luce è visto da Dipende da ha DISPERSIONE OGGETTO Dipende da COLORE ha Esperienze: composizione delle tinte cromatografia Primario Secondario mappa esci

60 I COLORI delle tinte COLORI PRIMARI : non si possono ottenere mescolando altri colori; COLORI SECONDARI: si possono ottenere mescolando due colori primari;

61 IL GIALLO, IL ROSSO MAGENTA E L’AZZURRO CIANO.
I COLORI PRIMARI delle tinte sono IL GIALLO, IL ROSSO MAGENTA E L’AZZURRO CIANO.

62 sono I ROSSI, I BLU E I VERDI
I COLORI SECONDARI delle tinte sono I ROSSI, I BLU E I VERDI ESPERIMENTI

63 Con le tempere abbiamo mescolato i colori primari a abbiamo visto che:
composizione dei colori Con le tempere abbiamo mescolato i colori primari a abbiamo visto che: ESPERIMENTI

64 COMPOSIZIONE DI COLORE
Mescolando i tre colori primari a due a due otteniamo i colori secondari; mescolando in parte uguali i tre colori primari otteniamo il nero ESPERIMENTI

65 Il colore delle tinte L’ESPERiENZA SULLA MESCOLANZA DI DUE COLORI PRIMARI Per fare questa esperienza abbiamo usato 1 foglio centimetrato e abbiamo disegnato dei rettangoli di 2 per 4 cm,; Ci servono tempere di due colori primari ( che sono blu Cyan, rosso magenta e giallo primario), un piatto dove mescoliamo i colori, un bicchiere d’acqua e un pennello. Abbiamo preso due colori ad es.: il giallo + il ciano. Abbiamo colorato i primi rettangoli in alto del foglio coni 2 colori primari poi via via abbiamo aggiunto una goccia di colore di ciano nel giallo e ottenuto i colori secondari.

66 I colori secondari sono quelli che si ottengono mescolando due colori primari.
Perché succede?

67 La mescolanza dei tre colori primari
Abbiamo incominciato a disegnare dei rettangoli da 4cm e altezza di 2cm. Abbiamo utilizzato i colori primari,che sono giallo primario + blu ciano + rosso magenta, per vedere che cosa succedeva mescolandoli tra loro. Abbiamo mescolato giallo primario + blu ciano in parti uguali e abbiamo ottenuto il colore verde ; poi abbiamo aggiunto al verde gocce di rosso magenta e alla fine abbiamo ottenuto varie gradazioni di grigi scuri.

68 Perché succede?

69 scomposizione del colore
Ho fatto un trattino con il il pennarello nero sulla carta assorbente. Ho preso il bicchiere e ho versato un pochino d’acqua, successivamente ho preso il pezzo di carta e l’ho immerso stando attento che l’acqua non toccasse il trattino nero. Ho lasciato il pezzo di carta nell’acqua l’acqua ha cominciato a salire sulla carta assorbente e dopo qualche minuto il nero non c’era più ma si vedevano dei colori; dopo un po’ i colori che si vedevano erano il viola, il rosso, l’azzurro e il giallo.

70 Solo la luce verde viene diffusa.
Cyano+Giallo=verde I pigmenti del cyano assorbono la luce rossa, e rimandano quella verde e quella blu, che però è assorbita dai pigmenti gialli. Solo la luce verde viene diffusa.

71 Solo la luce blu viene diffusa.
Cyano+Magenta=Blu I pigmenti del cyano assorbono la luce rossa, e rimandano quella blu e quella verde, che però è assorbita dai pigmenti magenta. Solo la luce blu viene diffusa.

72 Magenta+Giallo=Rosso
I pigmenti del magenta assorbono la luce verde, e rimandano quella rossa e quella blu, che però è assorbita dai pigmenti gialli. Solo la luce rossa viene diffusa.

73 Magenta+Giallo + Ciano=Nero
I pigmenti del magenta assorbono la luce verde, i pigmenti gialli assorbono la luce blu e i pigmenti del ciano assorbono la luce rossa. Nessuna luce viene diffusa; vediamo il nero.

74 Colori primari delle tinte
Assorbe Rimanda Cyano Rosso Verde-Blu Magenta verde Rosso-Blu Giallo Blu Rosso-verde

75 PERCHè VEDIAMO GLI OGGETTI COLORATI?
Vediamo gli oggetti perchè la superficie dell’oggetto riceve la luce e diffonde la luce. Se l’oggetto, illuminato con luce bianca (che è formata da tutti i colori), è rosso, diffonde la luce rossa e assorbe gli altri colori. Ecco perché l’oggetto appare rosso. Anche se è illuminato con luce rossa appare rossa, ma se lo illuminiamo con luce verde, questa verrà assorbita e quindi vedremo l’oggetto nero

76 i colori della luce del sole
Abbiamo fatto passare la luce del sole attraverso il prisma, abbiamo visto zone colorate: distinguiamo la zona rossa, l’arancione, la gialla, quella verde chiaro, la verde scuro, l’azzurra e viola. Questo fenomeno si chiama DISPERSIONE della luce.

77 I COLORI della LUCE Quando vediamo un arcobaleno notiamo i suoi colori, che sfumano dal rosso al violetto. L’arcobaleno è formato dalla luce del sole. La luce del sole, quando attraversa le goccioline di pioggia che sono sospese nell’aria, si suddivide in molti colori: i colori dell’arcobaleno. Abbiamo provato anche con la luce di una lampadina normale, parecchi di noi erano convinti che la sua luce non era formata dai colori dell’arcobaleno, invece abbiamo visto che anch’essa, attraversa il prisma, si suddivide nei colori dell’arcobaleno. La luce del sole e quella della lampadina sono comunemente chiamate luce “bianca”. La luce bianca è formata dalla somma di luci di tutti i colori: luce rossa, arancione, gialla ecc.

78 La scomposizione della luce
La luce bianca è policromatica cioè composta da tanti colori che possiamo vedere attraverso un prisma. Il prisma devia diversamente i vari colori e provoca la scomposizione della luce (dispersione della luce). Nella scomposizione della luce il rosso è il colore meno deviato e il viola è quello più deviato. Sulla parete arrivano tante tonalità di rosso (che il nostro occhio non riesce a distinguere) come tante tonalità per tutti gli altri colori.

79 L’ Atmosfera L’ atmosfera rende il cielo azzurro: quando i raggi del sole passano nell’atmosfera, i raggi di vari colori sono dispersi nell’aria da polvere e acqua. I raggi azzurri subiscono la maggiore dispersione e giungono ai nostri occhi da ogni direzione: vediamo quindi più azzurro di ogni altro colore; così anche il cielo sembra azzurro.

80 IL ROSSO, IL BLU E IL VERDE
I COLORI PRIMARI della luce sono IL ROSSO, IL BLU E IL VERDE ESPERIMENTI

81 IL GIALLO, IL ROSSO MAGENTA E L’AZZURRO CIANO.
I COLORI SECONDARI della luce sono IL GIALLO, IL ROSSO MAGENTA E L’AZZURRO CIANO. ESPERIMENTI

82 I COLORI della luce ESPERIMENTI
Abbiamo preso tre luci colorate e abbiamo visto le varie combinazioni: luce rossa + luce verde = luce gialla luce rossa + luce blu = luce rosso magenta luce blu + luce verde = luce azzurro ciano luce blu + luce rossa + luce verde = luce bianca ESPERIMENTI

83 La rètina dell’occhio umano ha dei recettori che ci
permettono di vedere i colori. Questi recettori, detti coni, sono di tre tipi: alcuni sono sensibili alla luce rossa, alcuni alla verde e altri alla blu. Con questi tre tipi coni, riusciamo percepire oltre un milione di diverse tonalità di colore. Puntando la luce rossa, verde e blu contemporaneamente sullo schermo vediamo una luce bianca, perché le tre luci colorate stimolano, pressoché allo stesso modo, i tre tipi di coni. ESPERIMENTI

84 I COLORI della luce Siamo andati in aula di ottica e abbiamo acceso la luce rossa, abbiamo visto che la felpa bianca del nostro compagno diventava rossa, poi abbiamo acceso la luce blu e la felpa diventava blu, mentre se accendevamo la luce verde diventava verde. Poi abbiamo acceso due luci e la felpa diventava di diversi colori: Se accendevamo: la luce rossa e la luce blu la felpa diventava rossa magenta La luce rossa e la verde la felpa diventava gialla La luce blu e verde la felpa diventava azzurra (ciano) Quando abbiamo acceso le tre luci insieme pensavamo che la felpa sarebbe diventata nera, invece con nostra grande sorpresa abbiamo visto che era bianca.

85 Con luce bianca Con luce verde Con luce blu Con luce rossa
Abbiamo fatto un’esperienza che ci ha permesso di capire che il colore degli oggetti non dipende solo dall’oggetto ma anche dalla luce. Ci siamo recati in aula di ottica con le nostre tavole dei colori secondari e le abbiamo illuminate con le luci colorate. Ecco cosa è successo: Con luce bianca Con luce verde Con luce blu Con luce rossa

86 OMBRE COLORATE Abbiamo puntato 2 luci colorate (la rossa e la blu) e visto che si formano un’ombra nera e due penombre colorate una rossa e una blu.

87 Puntando la luce rossa e la blu otteniamo una luce di colore rosso-magenta.
Interponendo un oggetto si formeranno sullo schermo un’ombra nera (quando vengono fermate entrambe le luci) e due penombre colorate dovute al fatto che viene fermata una luce mentre l’altra passa. Quando viene fermata la luce blu avremo la penombra rossa la luce rossa avremo la penombra blu

88 Abbiamo visto che puntando 3 luci : la luce rossa, luce verde e luce blu, su un oggetto, si formano una ombra nera e sei penombre colorate di colore: blu, verde, rosso, giallo, ciano, rosso magenta .

89 Interponendo un oggetto ci sarà sullo schermo un’ombra nera (se vengono fermate tutte le luci) e sei penombre colorate dovute al fatto che vengono fermate alcune luci mentre le altre passano. Quando vengono fermate le luci rosse e blu avremo penombra verde le luci rosse e verde avremo penombra blu le luci blu e verde avremo penombra rossa Quando invece viene fermata solo la luce blu avremo penombra gialla perché luce verde +luce rossa = luce gialla. la luce verde avremo penombra rosso-magenta perché luce blu + luce rossa = luce rossa magenta La luce rossa avremo penombra color ciano perché luce verde + blu=luce color ciano

90 OCCHIO SORGENTE DI LUCE OGGETTO Luce Esperienze Giochi mappa esci
PERCHE’ DUE OCCHI? COSA VUOL DIRE VEDERE? Parte interna EsperienzE Parte esterna SORGENTE DI LUCE OGGETTO OCCHIO Luce Esperienze Giochi mappa esci

91 OCCHIO interno esterno Giochi Funzionamento Cosa vuol dire vedere?
ghiandola lacrimale ciglia retina nervo ottico pupilla cristallino interno esterno fotorecettori palpebra OCCHIO iride coni bastoncelli Funzionamento Cosa vuol dire vedere? A cosa serve l’occhio? Giochi Perché due occhi? mappa esci

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93 a cosa servono gli occhi?
NOI PERCEPIAMO LA FORMA E IL COLORE DEGLI OGGETTI ATTRAVERSO GLI ORGANI DI SENSO DELLA VISTA : GLI OCCHI.

94 Vedere: Sorgente oggetti occhio
Siamo andati nell’aula di scienze per fare un’esperienza sulla parte esterna dell’occhio e la prof.Fiameni,ci ha posto una domanda,cioè “cosa vuol dire vedere”. Io ho scritto che vedere è osservare le cose che ci circondano quotidianamente,gli oggetti e la luce con gli occhi.Poi prof. ci ha posto una domanda,cioè quali sono gli “ingredienti” del vedere e noi abbiamo risposto che sono: la sorgente gli occhi, la luce, gli oggetti e li abbiamo disposti in uno schema: Sorgente Noi vediamo gli oggetti, perché la luce emessa dalla sorgente arriva all’oggetto e si diffonde in tutte le direzioni, poi la luce che l’oggetto rimanda indietro arriva ai nostri occhi. luce luce oggetti occhio luce

95 La prof ci ha consegnato uno specchietto e ci ha chiesto di osservare il nostro occhio, e descriverlo cioè dire di che colore è e quali sono le varie parti esterne. Poi ci ha chiesto di disegnarlo. SOPRACCIGLIA PUPILLA CIGLIA IRIDE

96 Pupilla: è il foro attraverso cui entra la luce
Iride: è la parte colorata del nostro occhio

97 L’iride e la pupilla Abbiamo notato che il colore dei nostri occhi varia da persona a persona però tutti noi abbiamo un dischetto nero in mezzo, che però non è un disco ma è un foro che si può dilatare o restringere. Abbiamo preso lo specchietto e una torcia, abbiamo illuminato il nostro occhio e abbiamo visto la pupilla restringersi molto velocemente. Poi abbiamo spento la luce e fatto penombra, abbiamo visto la nostra pupilla dilatarsi.

98 LA PUPILLA NORMALMENTE E’ COSI
SE PUNTI UNA TORCIA ILLUMINATA CONTRO L’OCCHIO, LA PUPILLA SI RESTRINGE PER FAR ENTRARE NELL’OCCHIO MENO LUCE E DIVENTA COSì SE INVECE PROVI A SPEGNERE LA LUCE LA PUPILLA SI DILATA PER FAR ENTRARE Più LUCE POSSIBILE E DIVENTA COSì

99 LA RETINA esperimenti Sulla retina ci sono i FOTORECETTORI.
I fotorecettori sono di due tipi: 1- CONI 2- BASTONCELLI 1- I coni si trovano nella parte centrale della retina, hanno una forma più o meno rotonda, e sono responsabili della visione a colori. I coni sono di 3 tipi: quelli che reagiscono al blu, quelli che reagiscono al verde, quelli che reagiscono al rosso. 2- I bastoncelli hanno una forma allungata, sono localizzati nella periferia della retina, e sono responsabili della distinzione tra luci ed ombre. esperimenti

100 Ci siamo recati in aula di ottica e abbiamo spento la luce
Ci siamo recati in aula di ottica e abbiamo spento la luce. Non vedevamo niente; abbiamo aspettato qualche minuto e abbiamo cominciato a vedere la felpa bianca di un nostro compagno; abbiamo aspettato ancora e dopo circa 10 minuti vedevamo la nostra prof, che si muoveva tra di noi come se ci fosse luce. Questo perché nell’aula di ottica non c’è il buio totale ( non riusciremmo a vedere nulla) ma pochissima luce riesce ad entrare; all’inizio non riuscivamo a vedere nulla poi, grazie ai bastoncelli della nostra retina, che funzionano bene quando c’è poca luce, vedevamo le forme degli oggetti, ma non vedevamo i colori, perché i coni non funzionano se c’è poca luce.

101 Perchè due occhi? La prof ci ha dato la seguente consegna:
ü Tieni in mano la matita e ponila davanti ai tuoi occhi ad una distanza di circa 20 cm. ü Osserva la matita e gli altri oggetti che fanno da sfondo chiudendo alternativamente gli occhi e facendo attenzione a non muovere la testa. Cosa vedi? Gli oggetti e lo sfondo sono sempre nello stesso posto? ü Osserva ora la matita e lo sfondo tenendo entrambe gli occhi aperti. C’è differenza con l’osservazione precedente? ü Ripeti ancora l’esperienza ma osservando un oggetto più lontano di 20 cm. Vedi le stesse cose di prima?

102 Abbiamo notato che guardando con un occhio chiuso la matita messa abbastanza vicino a noi, questa cambia posizione sullo sfondo. Se invece si tengono entrambi gli occhi aperti la matita assume una posizione intermedia se invece la matita è messa lontana la posizione che ha chiudendo prima no e poi l’altro occhio cambia poco. CHE COSA ACCADE Poiché gli occhi sono posti in posizione diversa vedranno un’immagine diversa della matita. Quando guardiamo con entrambi gli occhi, il cervello riceve dalle due retine immagini diverse, ciascuna con un proprio sfondo. Il cervello mette insieme le due immagini e noi vediamo un’unica immagine. Più l’oggetto è lontano più le immagini viste dai due occhi sono simili. È grazie alle piccole differenze fra le due immagini che il cervello riceve che noi riusciamo a valutare distanze e profondità: più le immagini viste dai due occhi appaiono diverse più l’oggetto ci sembra vicino, più le immagini sono simili, più l’oggetto ci appare lontano.

103 Punto cieco PROVA ANCHE TU
Siamo saliti in aula di scienze, la prof ha preso un po’ di fogli e li ha divisi in tanti rettangoli in modo che ognuno di noi ne avesse uno. Ognuno di noi ha disegnato alle estremità di essa un pallino e una crocetta, poi abbiamo fatto questo esperimento: Prendendo il fogliettino di carta con una mano, con l’altra tappavamo un occhio e fissavamo il simbolo in corrispondenza dell’occhio tappato. Avvicinando il cartoncino all’ occhio, ad un certo punto non riuscivamo più a vedere il simbolo opposto. PROVA ANCHE TU

104 ü Chiudi l'occhio destro e guarda la crocetta con l'occhio sinistro
ü Chiudi l'occhio destro e guarda la crocetta con l'occhio sinistro. Avvicinati piano piano allo schermo e osserva cosa succede alla crocetta e al puntino. ü      Chiudi poi l'occhio sinistro e guarda il puntino con l'occhio destro. Ripeti l'esperienza, fermandoti però quando non vedi più la crocetta. Muovi di poco l’occhio verso la crocetta. Cosa noti?

105 La retina è collegata al cervello tramite il nervo ottico che ha la funzione di trasmettere i messaggi visivi: la zona di attacco del nervo alla retina è privo di fotorecettori e pertanto è detto punto cieco. Quando l’immagine proveniente, nei diversi casi, o dal puntino o dalla crocetta va a finire su quest'area, non riesci più a vederlo. Se però volgi, anche di pochissimo lo sguardo da un’altra parte, l’immagine del segno che prima non vedevi, finisce sui fotorecettori ed è per questo che lo vedi di nuovo.

106 ancora sul Punto cieco PROVA ANCHE TU
La prof ci ha posto allora una domanda:” se c’è nel nostro occhio questo punto cieco perché non vediamo dei buchi quando ci guardiamo intorno? “ Poiché non sapevamo rispondere ci ha fatto tracciare una linea orizzontale sul nostro cartoncino e ci ha invitato a rifare l’esperienza PROVA ANCHE TU

107 Chiudi l’occhio destro e fissando con il sinistro la crocetta avvicinati piano piano allo schermo. Fermati quando non vedrai più il cerchietto. Vedi il segmento spezzato dove c’era il puntino? Questo perché pur essendoci questo punto cieco senza fotorecettori, il nostro occhio è in continuo movimento, perciò è abituato a coprire questi spazi vuoti.

108 L’occhio Per capire come funziona l’occhio abbiamo creato un modello abbiamo preso uno scatolone, fatto un buco su una faccia dello scatolone (che rappresentava la pupilla). Dentro nello scatolone e davanti a questo buco abbiamo incollato una lente di ingrandimento che rappresentava il cristallino. Dentro lo scatolone inserivamo un foglio di carta lucida e lo muovevamo finche si vedeva l’immagine A turno siamo andati a osservare cosa si vedeva. Io ho notato che l’immagine era sempre capovolta, ma se mettevamo un oggetto davanti questo non si vedeva bene (non era a fuoco). Dovevamo allora muovere il foglio di carta lucida per mettere di nuovo a fuoco; Ma nel nostro occhio non è la retina che si muove e allora ….

109 il nostro modello di occhio

110 CRISTALLINO Nel nostro occhio la retina non si muove ma è il cristallino che cambia forma. Il cristallino ci permette di mettere a fuoco le immagini in pochissimo tempo. Per capire meglio che cos’è il cristallino, abbiamo usato delle lenti di ingrandimento piatte. Queste vanno messe al posto della lente di ingrandimento normale e non vanno attaccate allo scatolone, perché si devono muovere in maniera tale da mettere a fuoco le immagini di oggetti posti a distanza diversa, proprio come si comporta il nostro cristallino. A turno siamo andati a osservare cosa accadesse all’immagine. Io ho notato che l’immagine era sempre capovolta, ma più nitida e si riusciva a mettere benissimo a fuoco.

111 gioca con noi

112 Osserva con attenzione la prossima diapositiva.
le due cornici verdi sono dello stesso colore?

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114

115 il nostro occhio ci inganna
Le due cornici, pur essendo dello stesso colore, sembrano diverse; lo sfondo blu fa apparire più chiaro il verde della cornice.

116 Guarda attentamente l’immagine della diapositiva successiva.
Come sono i due rettangoli grigi?

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119 Come hai visto le tonalità dei due grigi non sono le stesse, ma il nostro occhio appena viene disturbato dall’introduzione della banda bianca di disturbo si “confonde” e non riesce più a distinguere la differenza tra i due grigi che sembrano così uguali.

120 Fissa attentamente l’uccello rosso contando fino a 30.
Subito dopo sposta lo sguardo sulla gabbietta. Che cosa vedi?

121

122 Questo è ciò che vedi spostando lo sguardo sulla gabbietta
L’uccellino verde-azzurro (colore CIANO) che vedi è un’IMMAGINE POSTUMA, cioè un’immagine che rimane nell’occhio, anche dopo che abbiamo smesso di guardare l’oggetto SPIEGAZIONE

123 Sulla retina ci sono cellule particolari: i BASTONCELLI e i CONI.
I BASTONCELLI sono utili quando c’è poca luce, ma non permettono la visione dei colori. I CONI invece sono le cellule che ci permettono di vedere i colori. I coni sono di tre tipi: CONI sensibili al BLU CONI sensibili al ROSSO CONI sensibili al VERDE

124 Quando guardi l’uccello rosso, i coni sensibili al rosso che si trovano nella zona dove si forma l’immagine vengono stimolati e in un certo senso “si affaticano”. Quando sposti lo sguardo sulla gabbietta, il foglio bianco “riflette” la luce bianca, che ha la proprietà di stimolare tutti e tre i tipi di coni. Però i coni sensibili al rosso (che sono stati stimolati dalla luce rossa proveniente dall’uccellino) non sono pronti per essere stimolati di nuovo; di conseguenza vengono stimolati solo i coni sensibili al blu e al verde e allora vedi l’uccellino color ciano

125 Fissa attentamente l’uccello verde contando fino a 30.
Subito dopo sposta lo sguardo sulla gabbietta. Che cosa vedi?

126

127 Questo è ciò che vedi spostando lo sguardo sulla gabbietta
L’uccellino violetto (colore ROSSO MAGENTA) che vedi è un’IMMAGINE POSTUMA, cioè un’immagine che rimane nell’occhio, anche dopo che abbiamo smesso di guardare l’oggetto SPIEGAZIONE

128 Quando guardi l’uccello blu, i coni sensibili al verde che si trovano nella zona dove si forma l’immagine vengono stimolati e in un certo senso “si affaticano”. Quando sposti lo sguardo sulla gabbietta, il foglio bianco “riflette” la luce bianca, che ha la proprietà di stimolare tutti e tre i tipi di coni. Però i coni sensibili al verde (che sono stati stimolati dalla luce verde proveniente dall’uccellino) non sono pronti per essere stimolati di nuovo; di conseguenza vengono stimolati solo i coni sensibili al rosso e al blu e allora vedi l’uccellino color rosso magenta

129 Fissa attentamente l’uccello blu contando fino a 30.
Subito dopo sposta lo sguardo sulla gabbietta. Che cosa vedi?

130

131 Questo è ciò che vedi spostando lo sguardo sulla gabbietta
L’uccellino colore GIALLO che vedi è un’IMMAGINE POSTUMA, cioè un’immagine che rimane nell’occhio, anche dopo che abbiamo smesso di guardare l’oggetto SPIEGAZIONE

132 Quando guardi l’uccello blu, i coni sensibili al blu che si trovano nella zona dove si forma l’immagine vengono stimolati e in un certo senso “si affaticano”. Quando sposti lo sguardo sulla gabbietta, il foglio bianco “riflette” la luce bianca, che ha la proprietà di stimolare tutti e tre i tipi di coni. Però i coni sensibili al blu (che sono stati stimolati dalla luce blu proveniente dall’uccellino) non sono pronti per essere stimolati di nuovo; di conseguenza vengono stimolati solo i coni sensibili al rosso e al verde e allora vedi l’uccellino color giallo

133 Fissa attentamente l’uccello giallo contando fino a 30.
Subito dopo sposta lo sguardo sulla gabbietta. Che cosa vedi?

134

135 Questo è ciò che vedi spostando lo sguardo sulla gabbietta
L’uccellino colore BLU che vedi è un’IMMAGINE POSTUMA, cioè un’immagine che rimane nell’occhio, anche dopo che abbiamo smesso di guardare l’oggetto SPIEGAZIONE

136 Quando guardi l’uccello giallo, i coni sensibili al verde e al rosso che si trovano nella zona dove si forma l’immagine vengono stimolati e in un certo senso “si affaticano”. Quando sposti lo sguardo sulla gabbietta, il foglio bianco “riflette” la luce bianca, che ha la proprietà di stimolare tutti e tre i tipi di coni. Però i coni sensibili al verde e quelli sensibili al rosso (che sono stati stimolati dalla luce gialla proveniente dall’uccellino) non sono pronti per essere stimolati di nuovo; di conseguenza vengono stimolati solo i coni sensibili al blu e allora vedi l’uccellino color blu

137 Golfo di S. Tropez Alessandro D’Eredità e Sumiri Mihindukulasuriya

138 G. Previati “Gregge all’alba”
David Valente

139 F. Depero “Treno partorito dal sole”
Erika Maiorano

140 G. Balla “Viva l’Italia”
Laura Panzardi

141 M.P. Verneuil “L’animal dans la decoration
Xuezhen Zhou

142 K.Moser “3 Donne” Xuezhen Zhou


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