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Creazione e diffusione dellinnovazione: un modello di simulazione fondato su agenti Marco Lamieri Daniele Ietri.

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Presentazione sul tema: "Creazione e diffusione dellinnovazione: un modello di simulazione fondato su agenti Marco Lamieri Daniele Ietri."— Transcript della presentazione:

1 Creazione e diffusione dellinnovazione: un modello di simulazione fondato su agenti Marco Lamieri Daniele Ietri

2 Linnovazione nel pensiero economico Tra gli altri, hanno affrontato il tema dellinnovazione Marx, Per una critica alleconomia politica 1934, Schumpeter, The Theory of Economic Development: An Inquiry into Profits, Capital, Credit, Interest and the Business Cycle Figura dellimprenditore – innovatore Fasi dellinvenzione, innovazione, imitazione 1937 Hayek, Economics and Knowledge Ogni soggetto è depositario di conoscenze specifiche, difficili da trasmettere, ma essenziali per lefficienza del sistema economico

3 La conoscenza Rapporto dialettico tra conoscenza codificata:facile da trasferire e accessibile a chiunque ne conosca il codice può essere venduta e può essere oggetto di appropriazione (brevetti) conoscenza tacita: è incorporata in una comunità o in unorganizzazione può essere trasferita attraverso le relazioni personali (cfr. M. Polanyi, The Tacit Dimension. Garden City, N.Y.: Doubleday & Co., 1966)

4 La conoscenza Assumendo che almeno una parte della conoscenza impiegata nelle attività produttive, si può affermare che: linnovazione ha una natura relazionale, perché i rapporti personali sono necessari per il trasferimento della conoscenza (socializzazione, cfr. I. Nonaka e H. Takeuchi, The Knowledge-Creating Company, Oxford University Press, 1995); le relazioni sono necessarie affinché la conoscenza prodotta allesterno dellimpresa possa essere utilizzata allinterno (internalizzazione, ibid.); limitazione è possibile, ma sono necessarie relazioni stabili e ripetute; il trasferimento tecnologico è facilitato se esistono rapporti di fiducia; la produzione di conoscenza ha carattere localizzato: la prossimità conta, in termini spaziali e relazionali.

5 La mamma: Dobbiamo tenere le zanzariere chiuse, così non entrano le mosche. Le mosche portano i microbi in casa. Il bambino (quando gli viene poi chiesto cosa siano i microbi): I microbi sono qualcosa con cui le mosche giocano la conoscenza non è scontata; la conoscenza ha una specificità storica (prima dell800 non si conoscevano i microbi come agenti patogeni); la conoscenza ha una specificità geografica (la nozione di microbo non è diffusa in tutti i luoghi). e altro ancora su… N. Thrift (1996), Spatial formations, Sage

6 Gli individui sono rappresentati come nodi di reti; i legami rappresentano le relazioni. Ci interessano perché consentono di studiare: le strutture relazionali locali (ad esempio i cluster) le strutture relazionali globali e le relazioni tra soggetti operanti a scale diverse Sul rapporto tra reti locali e reti globali: G. Dematteis (1985), Le metafore della terra, Feltrinelli M. Granovetter (1973), The strenght of weak ties, American journal of Sociology, 78, pp Sul concetto di transcalarità: N. Brenner (2001), The limits to scale? Methodological reflections on scalar structuration, Progress in Human Geography 25, 4 (2001), pp Un lavoro pionieristico sulla diffusione dellinnovazione: T. Hagerstrand, Innovation diffusion as a spatial process, nella versione University of Chicago Press del 1967 (traduzione di A. Pred dalloriginale del 1953)

7 I piccoli mondi Struttura reticolare ad anello (continuo): grafo regolare (a sinistra): legami determinati con criterio di prossimità; grafo casuale (a destra): legami determinati casualmente; grafo Small World (al centro): alcuni legami determinati casualmente con probabilità tra 0.01 e 0.1 sono sufficienti per ridurre il cammino medio ed aumentare la coesione Un elevato livello di coesione consente una rapida diffusione dellinformazione a livello locale; un basso cammino medio consente un efficace trasferimento dellinformazione a livello globale. Tra reti locali e reti globali, tra ordine e caos... D. Watts (1998), Small Worlds. The dynamics of networks between order and randomness. Princeton Studies in Complexity

8 Introduzione: perché un modello AB La differenza fondamentale tra un sistema complicato ed un sistema complesso e limportanza delle relazioni tra le parti dove il sistema non è spigato dalla semplice somma delle parti che lo compongono; I sistemi complessi possono essere studiati con tecniche di simulazione e seguendo un approccio "bottom-up"; I modelli di simulazione con Parisi sono una terza via tra la rigidezza dei modelli matematico-statistici e la non computabilità di quelli letterari. La simulazione è una sorta di laboratorio virtuale allinterno del quale lo scienziato puo verificare le sue ipotesi, manipolare le variabili del modello ed osservare I risultati degli esperimenti. Gilbert, N., & Terna, P. (2000). How to build and use agent-based models in social science. Mind & Society, 1, Tesfatsion, L. (2002). Agent-based computational economics: Growing economies from the bottom up. ISU Economics Working Paper (1).

9 Obiettivi del modello Da una prospettiva micro economica intendiamo studiare: 1.le cause che spingono limpresa ad innovare; 2.come il processo innovativo influenza lattività dimpresa; 3.come si diffonde linnovazione attraverso limitazione. Da una prospettiva aggregata cerchiamo fenomeni emergenti e studiamo: 1.la dinamica dei cicli economici allinterno delleconomia simulata; 2.la dinamica del progresso tecnologico a livello macro (mostra salti, innovazioni radicali seguite da piccole innovazioni?) 3.riferimenti al concetto di Total Factor Productivity per spiegare la crescita economica.

10 Il modello in sintesi Il processo innovativo: (modello di Lancaster) Popolazioni di agenti: –imprese (potenziali innovatori) –consumatori (definiscono lambiente competitivo) Per la definizione di innovazione facciamo riferimento alle teorie di Schumpeter. Schumpeter, J. (1934). The theory of economic development: An inquiry into profits, capital, credit, interest and the business cycle. HarvardUniversity Press, Cambridge Mass. Innovazione di prodotto; Innovazione di processo.

11 La domanda: i consumatori I consumatori definiscono lambiente competitivo per le imprese ma non sono oggetto di analisi. I consumatori hanno preferenze eterogenee: [ 11 ; 0 ; 3 ] I consumatori hanno razionalità limitata Non esiste un vincolo di budget per I consumatori

12 Lofferta: descrizione delle imprese La tecnologia è racchiusa allinterno dei prodotti Viene considerato un unico fattore produttivo I prodotti hanno un prezzo fisso (P) I prodotti hanno caratteristiche eterogenee Esempio: Prodotto 1 [ 1 ; 11 ; 0 ; 3 ] Una semplice contabilità per limpresa: –costi fissi –costi per ricerca interna –costi per imitazione –ricavi dalle vendite

13 Dinamica del modello Le imprese sono collegate tra loro usando un grafico beta come definito da Watts (98) and e I loro legami sono statici. Le connessioni tra imprese e consumatori formalizzano la conoscenza dei consumatori e sono dinamiche. Vengono generate con un processo random. Ogni consumatore, ad ogni tick della simulazione, sceglie tra le imprese che conosce il prodotto che meglio si adatta alle sue preferenze.

14 La decisione di innovare La decisione di innovare può seguire diverse strategie: 1.nessuna vendita nel passato: se lazienda non ha venduto è probabile che il suo prodotto non soddisfi le caratteristiche dei consumatori. 2.confronto con il vicinato (bassa quota di mercato): un azienda innova se il suo patrimonio è minore del 70% della media delle imprese con cui è collegata; 3.la propensione allinnovazione è in relazione al patrimonio dellimpresa:

15 LInnoavzione Ricerca interna –La ricerca è imprevedibile processo stocastico –Se la ricerca ha successo viene aggiunta una nuova caratteristica al prodotto [ 4 ; 5 ;7 ; 6 ] Spillover: processo di imitazione

16 Risultati agregati La crescita economica scaturisce dalle imprese innovative Il progresso è costante ma non uguale tra le diverse imprese

17 Produttività dei fattori La crescita non è spigata dallaumento degli input Per misurare la produttività dei fattori è stato usato il residuo di Solow.

18 Le imprese innovative aumentano di dimensione

19 I cicli economici


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