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Università degli studi di torino1 Analisi dei processi decisionali e innovazione

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Presentazione sul tema: "Università degli studi di torino1 Analisi dei processi decisionali e innovazione"— Transcript della presentazione:

1 università degli studi di torino1 Analisi dei processi decisionali e innovazione

2 università degli studi di torino2 struttura Analisi teorica di R & D come determinanti dellinnovazione Economia e psicologia dei processi decisionali Il modello di simulazione ad agenti: definizione, costruzione, emergenze, esiti. Discussione finale sui limiti e sulle potenzialità del modello

3 università degli studi di torino3 Innovazione tecnologica: miglioramento delle funzionalità di prodotto o riduzione del costo di prodotto rispetto allo stato dellarte ottenuti attraverso lapplicazione di conoscenze e competenze relative alle caratteristiche materiali del processo produttivo o del prodotto. Le determinanti dellinnovazione: Clienti guida Fornitori Concorrenti Imprese di altri settori, cross-fertilizzazione Enti di servizio alla progettazione Università Enti di ricerca, sviluppo Reclutamento Formazione

4 università degli studi di torino4 Cosa significa R: investment Ricerca di base Lobiettivo è sviluppare conoscenza (cumulatività) [Utterback, 1994] È il tempo la variabile fondamentale: ritorni dinvestimento nel lungo periodo (incertezza) A volte conduce a grandi scoperte [Nelson, 1996] Splillovers, fallimenti di mercato, difficile appropriabilità Accordi di collaborazione di ricerca [Battagion, 2000; Calderini, 2004; Cassiman and Veugelers, 2002; Auranen, 2005] Ritorni dimmagine [Rosemberg, 1994; Daveri, 2005] e Open source (conoscenza disponibile a tutti, es. software) [Lerner e Tirole, 2005a, 2005b; Gambardella, 2005] Ricercatori industriali collaborano con la comunità scientifica e traggono vantaggio privato dalla condivisione di conoscenze [David, 1991; 1994]

5 università degli studi di torino5 Cosa significa D: exploitation Ricerca applicata È il tempo lelemento fondamentale: tempo breve! Lobiettivo è creare nuovi prodotti (innovazione tout court) o nuovi processi (innovazione di processo) e sfruttarli dal punto di vista commerciale [Calderini, 2003] È appropriabile (esclude concorrenti dallimitazione salvo con accordi) [Malerba e Orsenigo, 2000] È brevettabile (bene privato) Si nutre del sapere scientifico e delle conoscenze maturate dalla ricerca di base Ha ritorni dinvestimento perfettamente appropriabili grazie a brevetti [Arora, 2004] e altre forme di copyrights almeno nel breve periodo (monopolio temporaneo) I managers preferiscono investire in ricerca applicata per salvaguardare il loro successo (asimmetria informativa rispetto agli azionisti)

6 università degli studi di torino6 Calderini, Garrone, Trapani (unpublished) R & D binomio inscindibile, la loro relazione deve essere analizzata con un modello preda-predatore. Senza investment non ci può essere exploitation. Con il solo sfruttamento non si ha innovazione e nel breve termine il mercato collassa. Quali sono le dinamiche per raggiungere e mantenere un equilibrio di lungo termine partendo dallanalisi delle decisioni individuali di investimento delle organizzazioni implicate?

7 università degli studi di torino7 Scelta per linnovazione R & D Innovazione: senza ricerca non cè innovazione. Poche imprese scelgono di investire Unico budget e limitato Come trovare un equilibrio? Molte imprese scelgono di sfruttare

8 università degli studi di torino8 Lanalisi potrebbe essere condotta a 2 livelli: Singola organizzazione: dato un budget limitato decide di Sfruttare Quanto investe in R e quante risorse e energie mette per D? Continuum da 0 (sfruttare) a 1 (investire). Dipende dalla storia… Intero mercato (occorre indagare una industria specifica): ogni organizzazione investe in R & D ma opera una scelta preferenziale per una sola delle due modalità. Ex-ante non conosciamo lidentità di una organizzazione, potrebbe essere una impresa (grande, media, piccola); sarà la sua storia pregressa a determinare il suo status attuale. Investire

9 università degli studi di torino9 Premessa: investire in R significa avere meno fondi da destinare a D e viceversa (questa sarebbe la relazione preda-predatore se indagata a livello di singola organizzazione) Ci soffermiamo invece sulle dinamiche del sistema interorganizzativo. Facendo riferimento ai dati empirici provenienti dalle ricerche in merito (per es. ) [passaggio successivo sarà analizzare un settore industriale piemontese (software torinese)] stabiliamo il numero di partenza di organizzazioni che possono essere identificate con R e quelle (certamente più numerose) con D. Obiettivo: analizzare a livello micro le scelte delle singole imprese, e attraverso le interazioni osservare lemergere di fenomeni macro.

10 università degli studi di torino10 La parte centrale del lavoro indaga la letteratura economica e psicologica nonché i recenti punti di contatto riferiti alla decisione individuale e organizzativa. Quali sono i processi decisionali che fanno sì che una organizzazione privilegi linvestimento in D ovvero in R? Le dinamiche emergenti dallinterazione tra organizzazioni influenzano le scelte individuali? Il modello di Aghion P., Bloom N., Blundell R., Griffith R., Howitt P. (2001; 2002) descrive processi imitativi da parte di imprese che cercano di fuggire dalla competizione. Chi viene imitato e perché? Calderini interpreta questa tendenza come legata alla crescente percentuale di organizzazioni che decidono di investire in D, limitando di fatto le disponibilità di investimenti in R e risolvendo il modello preda- predatore con un insuccesso complessivo.

11 università degli studi di torino11 Ma limitazione è lunico criterio di scelta possibile? Occorre indagare sui processi deliberativi e automatici onde far luce sulle diverse strategie decisionali adottate dalle organizzazioni. Ci riferiamo agli studi teorici e sperimentali elaborati dalla psicologia della decisione, la psicologia sperimentale, leconomia comportamentale, la neuro- economia: una possibile tassonomia prevede…

12 università degli studi di torino12 Dopo aver introdotto che cosa sia cosa significhi simulazione ad agenti, viene presentato lo strumento. Scelta della classi: R e D R produce conoscenza che è una risorsa libera e disponibile a tutti ma non necessariamente gratuita; possono esserci diversi tipi di esternalità: la prima viene consumata da imprese D e garantisce la loro sopravivenza (è tolta dal mercato in quanto inglobata da una organizzazione D e resa non disponibile per altre); la seconda è ignorata da imprese D (conoscenza non utile al progetto) ma acquisita da altre imprese R (tuttavia non viene esaurita e rimane disponibile sul terreno). Il punto di contatto che limpresa D ha con un impresa R è fondamentale (rappresentato graficamente dalla stessa impresa R in questione che non si esaurisce) per prendere in considerazione la possibilità di fare innovazione e quindi la possibilità di trasformarsi in R.

13 università degli studi di torino13 Concentriamoci sulla scelta per R & D Limpresa può decidere (razionalità limitata) di investire la maggior parte della sua disponibilità per innovare. È una scelta poco frequente specie per le piccole imprese in una struttura ad alta concorrenza. Lipotesi schumpeteriana (mark II) si lega bene a questo punto. Limpresa può decidere (razionalità limitata) di sfruttare. Questa è una ipotesi plausibile per la sopravvivenza della piccola impresa in un regime altamente competitivo. Ipotesi darwiniana. Limpresa (= management) che decide per D necessita di sfruttare lesito degli investimenti in R di altri. Si richiede comunque la presenza di un minimo investimento interno in ricerca di base onde poter internalizzare le conoscenze. > D > R

14 università degli studi di torino14 Limpresa D può: Entrare in contatto casualmente con una organizzazione R e godere così di un trasferimento di conoscenza diretto; può trasformarsi in R se raggiunta una certa soglia. Limpresa D può imitare una impresa D che è entrata in contatto con una impresa R e si è avvantaggiata in termini di innovazione avendo un surplus di conoscenza che può permetterle di diventare leader di mercato.

15 università degli studi di torino15 Lorganizzazione R può decidere di: Bloccare gli investimenti a lungo termine e indirizzare le risorse a D; questo qualora la percentuale di imprese D nel suo intorno sia molto elevata. Obiettivo: sopravvivenza. Accedere a finanziamenti esterni; in tal caso si avranno: le esternalità di cui sopra; lobbligo di rendere noti i progressi di conoscenza ottenuti; possibili partnerships per progetti di ricerca.

16 università degli studi di torino16 Si ipotizza (solo successivamente) anche la presenza di un numero ridotto di organizzazioni che investono equamente in R e in D e che possono cambiare idea passando da un gruppo ad un altro. R D D D D D D D D D R-DR R D D D D D D R D D D D D D D D RR R D D D D D D D R D D D D D D D D D R-R R R D D D D D D D Esempio di contatto e scambio di conoscenza.

17 università degli studi di torino17 Occorre simulare sperimentalmente per osservare le emergenze del modello ottenuto partendo dalla caratterizzazione dei processi decisionali dinvestimento individuali (singole imprese) e poi concludere con commenti riguardanti eventuali regolarità che possono corroborare o meno le ipotesi teoriche. Si sottolineano anche eventuali limiti dello strumento e del modello costruito. Partendo da ipotesi micro sulle decisioni di investimento delle singole organizzazioni legate a sopravivenza o a profitto, si vogliono analizzare le dinamiche di equilibrio dellintero sistema nel tempo.


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