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Viaggi e pellegrinaggi a Gerusalemme fra Sette e Ottocento

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Presentazione sul tema: "Viaggi e pellegrinaggi a Gerusalemme fra Sette e Ottocento"— Transcript della presentazione:

1 Viaggi e pellegrinaggi a Gerusalemme fra Sette e Ottocento
Corso di Laurea Magistrale Storia contemporanea, a.a

2 Carta mondo arabo

3 Carta MO

4 Nel secolo dei Lumi I miti della geografia sacra perdono significato: comincia una rivoluzione scientifica che avrebbe trasformato il mondo. Il nuovo razionalismo incoraggia i cristiani a indagare le proprietà fisiche dei fenomeni in sé, invece che come simboli dell’invisibile Cambia l’approccio con luoghi, persone e storia Esemplare e in qualche modo pionieristico il viaggio di Costantin Volney

5 Costantin François de Chassebeuf, detto Volney
Volney fu un viaggiatore francese della seconda metà del XVIII secolo In Volney ritroviamo lo spirito del viaggio filosofico, un viaggio in spazio e tempo. Per lui muoversi nello spazio significa muoversi a ritroso nel tempo, e viaggiare alla scoperta di altri popoli significa conoscere chi è venuto prima di noi Si tratta di una rappresentazione dell'altro che è fortemente ambigua, in quanto è caratterizzata, da un lato, da una immagine etnocentrica e auto-celebrativa della cultura europea, mentre dall'altro questa stessa rappresentazione rivela la consapevolezza del fatto che la cultura europea è, in qualche modo, erede di una grande tradizione costituitasi in un «altrove».

6 …. Volney Interessato all’egemonia francese in Oriente, Volney metteva in evidenza tre ostacoli : 1. Le mire inglesi sulla regione 2. La Sublime Porta 3. L’islam, considerato una provocazione in quanto in stretta prossimità con il mondo cristiano, ha saputo avvalersi di elementi importanti della tradizione giudaico ellenica ha conseguito successi politici e militari raramente eguagliati i territori islamici circondano o includono le regioni bibliche il baricentro del dominio islamico è sempre stato vicino all’Europa in arabo e ebraico sono le più grandi fonti per la civiltà cristiana dal VII sec. all’Andalusia, l’Islam ha insidiato e talvolta sottomesso l’Europa cristiana

7 Napoleone, l’Orientalismo e lo spirito coloniale
1798: Napoleone occupa l’Egitto e ci resta tre anni È la prima grande incursione di una potenza europea in territorio ottomano dopo le crociate La vita nelle terre ottomane viene perturbata Napoleone è accompagnato da alcune dozzine di savants, membri dell’Institut d’Egypt, che contribuiranno alla costruzione di un sapere che Edward Said chiamerà orientalismo

8 La Description de l’Egypte
Si tratta di 23 volumi pubblicati tra il 1808 e il 1828 che raccolgono le ricerche dei Savants di Napoleone Obiettivi: ricondurre la regione alla precedente classica grandezza insegnare i metodi dell’Occidente progredito con grandioso progetto di conoscenza, acquisire il predominio politico in oriente teorizzare l’oriente, dargli forma come appendice europea conferire dignità al sapere acquisito tramite l’occupazione coloniale Metodo: istituire nuovi campi di specializzazione e creare nuove discipline suddividere, schematizzare, incolonnare, classificare, registrare da ogni dettaglio trarre una generalizzazione e da ogni generalizzazione una legge immutabile su natura, temperamento, mentalità, costumi… Risultato: possedere o credere di possedere la realtà perché nulla in Oriente si oppone alla forza dell’Occidente

9

10 Nap 2

11 Nap 3

12 Description de l’Egypte

13 Nasce l’orientalismo Dopo la spedizione napoleonica in Egitto il linguaggio degli studiosi muta radicalmente: il realismo descrittivo sale di grado, diventa un vero linguaggio, uno strumento creativo; diventa l’ammirato modello di tutti i successivi sforzi di avvicinare l’oriente all’Europa e poi inglobarlo Si afferma l’orientalismo, quel complesso di immagini e di rappresentazioni che definiscono il mondo orientale nella cultura occidentale

14 L’Orientalismo secondo Edward Said
“Orientalismo è il termine generale che ho scelto di impiegare per indicare l’approccio occidentale nei confronti dell’oriente; è la disciplina teorica con cui l’occidente si è avvicinato e si avvicina all’est in modo sistematico, attraverso lo studio, l’esplorazione geografica e lo sfruttamento economico”. “Ho utilizzato il termine anche per indicare l’insieme di sogni a occhi aperti, immagini e risorse lessicali messe a disposizione di chiunque desiderasse parlare di ciò che si trova al di là della linea di confine tra est e ovest”

15 Tra orientalismo e “self-colonialism”. Il caso dell’Aida
La rappresentazione dell’Aida potrebbe essere definita come il successo dell’orientalismo, l’apogeo del colonialismo Occasione: inaugurazione del Canale di Suez (1869) Il Viceré d’Egitto, Ismail Pascià, chiede a Verdi di comporre un inno per l’inaugurazione del Canale di Suez L’argomento: episodio di storia antica, preislamica L’inaugurazione del canale: Tradizionali distinzioni parevano dissolte: la croce contemplava la mezzaluna, l’occidente era venuto in Oriente …. Così almeno affermavano gli europei L’Aida va in scena al Teatro dell’Opera del Cairo la sera del 24 dicembre 1871 Verdi non è presente alla prima ma si guadagna il prestigioso titolo di Commendatore dell’Ordine Ottomano. Un anno dopo ha luogo la prima italiana al Teatro alla Scala di Milano la sera dell’8 febbraio 1872

16 Il canale di Suez

17 Inaugurazione del Canale di Suez I

18 Inaugurazione del Canale di Suez II

19 Ferdinand De Lesseps

20 I temi dell’Orientalismo
I temi che più appassionano gli orientalisti del XIX secolo sono: Il dispotismo, la gestione tirannica del potere, che si fonda sull’arbitraria, indiscriminata violenta imposizione della volontà dal più forte La rappresentazione della donna tra schiavismo e seduzione: nelle fantasie erotiche dell’Occidente l’harem evoca il sogno dell’appropriazione della donna come preda di cui si può disporre a piacimento Il mito del beduino: il beduino incarna il dominio assoluto sul territorio, l’animalesco istinto predatorio, l’indifferenza nei confronti delle ingiurie della natura e la strenua resistenza alla sofferenza fisica.

21 L’orientalismo nell’arte: la pittura
L’Orientalismo nella pittura è un vero e proprio stile pittorico dei primi decenni dell‘Ottocento Lo stile è caratterizzato da elementi grafici e tematici legati alle culture esotiche di paesi lontani, l’Africa, la Persia, l’Arabia... presenti nell’immaginario collettivo culture che in quel periodo diventano più accessibili e reali, almeno nel pensiero, attraverso i racconti di viaggiatori avventurosi che prendono forza anche al diffondersi, in alcuni stati europei, della politica colonialistica e grazie alle spedizioni archeologiche L’Orientalismo è naugurato in Francia dall’opera di Delacroix con la sua celebre Morte di Sardanapalo del 1827 La seconda metà dell’Ottocento vede il fiorire di una stirpe di artisti-viaggiatori che ricavano dai loro ricordi di viaggio opere popolate da odalische, danzatrici, berberi La maggior parte non visitarono mai i luoghi delle loro ambientazioni, dandone nei loro dipinti una versione personale, fantastica e spesso falsata

22 Delacroix. Morte di Sardanapalo

23 Matisse: Souvenir de Biskra

24 Matisse: Coulotte rouge

25 Delacroix: Donne di Algeri

26 Delacroix: Donna d’Algeri

27 Delacroix: Arab in the mountain

28 Delacroix: Crociati a Costantinopoli

29 Delacroix: Fanatici a Tangeri

30 Napoleone in Palestina
Napoleone invade anche la Palestina Viene sconfitto da Ahmed al-Jazzar, il macellaio Le lontane premesse del sionismo e la proclamazione della nazione ebraica “ora è il momento ritornato dopo migliaia di anni, per pretendere la restaurazione dei vostri (degli ebrei) diritti fra le popolazioni dell’universo…. La vostra esistenza politica come nazione fra le nazioni, e l’illimitato naturale diritto di adorare Yeova secondo la vostra fede…..”. (1798) Il jihad contro Napoleone

31 Le mappe di Jacotin I Savants di Napoleone studiano anche la Palestina
Si producono le Jacotin maps, la base della cartografia per i successivi quarant’anni 47 mappe sull’Egitto e 6 sulla Palestina Ci sono ancora errori che saranno rettificati nel 1840. Per le aree che non hanno visitato si sono affidati alle informazioni delle guide arabe, con conseguenti errori. Forniscono indicazioni su montagne, fiumi, strade, insediamenti, khan, tipo di agricoltura, ma spesso fanno confusione sui nomi. Contengono anche dettagli militari

32 Palestina. Jacotin map

33 L’Ottocento riscopre la Palestina
Il XIX secolo è il secolo del viaggio e della scoperta, ma a differenza di Africa la presunzione è di conoscere la Palestina I primi viaggiatori in realtà si basano sulle preesistenti mappe, approssimative e poco attendibili Nel corso del secolo si avranno almeno pubblicazioni sulla Palestina I viaggi veri e propri in Terrasanta saranno solo dopo il 1831, per la maggior sicurezza sulle strade

34 Il viaggio in Terra santa nell’Ottocento
Il pellegrinaggio medioevale ha fatto il suo tempo. Il viaggio in Oriente con Napoleone cambia natura e in qualche modo si apre una nuova era segnata dall’approccio orientalista, dalla voglia della scoperta, dallo spirito romantico, dalle ambizioni coloniali, di conversione e di egemonia. Useremo proprio le fonti di viaggio per cercare di capire quella realtà. Procederemo per case study, per punti di vista: Chateabriand e lo spirito romantico Ali Bey e il viaggiare mascherati Rabbi David Beth –Hillel e il mondo ebraico I viaggiatori degli anni ’30, testimoni di storia James Finn e la prospettiva consolare Le donne e il viaggio Il viaggio organizzato

35 Chateaubriand, orientalismo e spirito romantico
François-René di Chateaubriand ( ) L’esilio nel nuovo Mondo L’avvicinamento alla religione del 1802: Scrive Génie du Christianisme: immagina il progetto di una epopea cristiana decide di visitare i luoghi protagonisti del cristianesimo, come “erede dei viaggiatori eruditi del XVIII sec.”. Scrive Itineraire de Paris à Jerusalem La svolta politica: prima si schiera a favore di Napoleone, poi tra gli oppositori. 1811: eletto membro dell'Académie française, accolse con trasporto il ritorno dei Borboni (pamphlet, De Buonaparte et des Bourbons, 1814) Poi si inserì nell'opposizione ultra-monarchica Si ritirò dalla vita politica dopo la Rivoluzione del 1830. Trascorre i suoi ultimi anni di vita in una profonda solitudine, scrivendo Mémoires d’Outre-Tombe

36 L'Itinéraire de Paris à Jérusalem
Viaggio si svolge tra il 1806 e il 1807. Itinerario: Grecia, Palestina, Egitto, Tunisia e Spagna Raccontato in 3 volumi pubblicati a Parigi nel 1811: “retorico e superficiale” secondo l’archeologo Robinson. Perché ottiene un grande successo (ripetute edizioni e traduzione in molte lingue)? Descrive la Palestina con l’emozione del devoto pellegrino dei primi tempi. Si definisce “l’ultimo degli antichi pellegrini”. Lo stile e i contenuti attraggono gli europei che vogliono storie di avventure e vivaci descrizioni di vita in una terra a loro inaccessibile. Per noi il suo valore è nell’aprire una finestra sulla mentalità, sull’orientalismo, oltre che alcune descrizioni (ad esempio la descrizione della chiesa del Sacro Sepolcro due anni prima del fuoco che l’avrebbe danneggiata).

37 Temi e punti di vista Tematiche di interesse nell’opera di Chateaubriand: Descrizione dei luoghi sacri e uso politico della religione Analisi del fascino dei nuovi mondi Insistenza sul malgoverno locale come pretesto per un intervento della Francia e delle potenze occidentali Considerazioni sui luoghi sacri e sulla forza della tradizione Il suo è un realismo ingannevole (descrizione di case, strade, rovine) Sottolinea la funzione del deserto e della solitudine

38 Chateaubriand

39 Viaggiare mascherati Viaggiare mascherati nel mondo arabo non è eccezionale: di per sé il viaggio in Oriente è la violazione di un mondo chiuso, proibito Varie forme e obiettivi di travestimento Travestimenti per visitare le zone sacre della Mecca (John Burckhard, Richard Burton) Travestimenti per commercio o spionaggio (Carlo Guarmani) Travestimenti per visitare le zone sacre di Gerusalemme (Joseph Bonomi, Catherwood e Arundale, Sara Barclay)

40 Il pellegrinaggio a Mecca nell’Ottocento
Tre grandi rotte carovaniere: Il convoglio si forma al Cairo (pellegrini dell’Africa settentrionale), attraversa il Sinai, scende lungo le coste della penisola arabica verso Mecca. Un altro convoglio si forma a Damasco (pellegrini di Istanbul, Turchia e paesi del MO), attraversa l’Arabia settentrionale e confluisce sulla via costiera per Mecca Il terzo convoglio si forma a Baghdad (pellegrini da Oriente) e si snoda attraverso le zone impervie dell’Arabia deserta

41 Ludovico de Varthema Fu il primo occidentale a visitare la Mecca ( ) Fece il pellegrinaggio a Mecca e Medina come uno dei mamelucchi di scorta della carovana Hajj (aprile-giugno 1503). Descrive le città sacre dell'Islam, i luoghi di pellegrinaggio principali e le cerimonie Scrive: Itinerario di Ludovico de Varthema bolognese nello Egypto, nella Surria, nella Arabia deserta et felice, nella Persia, nella India et nella Etiopia: la fede, el vivere et costumi de tutte le prefate provincie.

42 Ludovico de Varthema

43 John Lewis Burckhard Esploratore e orientalista svizzero (Losanna Cairo 1817) Studia l’arabo a Cambridge 1809 lascia l’Inghilterra. Si reca ad Aleppo dove si specializza in diritto musulmano Prende il nome di Ibrahim ibn Abdullah 1815 Visita La Mecca Diari: Travels in Syria and in the Holy Land Travels in Arabia. Comprehending an Account of those Territories in Hedjaz which the Mohammedians regard as Sacred

44 John Lewis Burckhard

45 Richard Francis Burton (1821-1890)
Esploratore, traduttore, orientalista inglese Traduce Le Mille e una notte Si muove tra Medio Oriente, Tanganica, Corno d’Africa. Profondo conoscitore del mondo arabo e delle sue lingue 1853: raggiunge travestito La Mecca, con sostegno della Royal Geographical Society. Diario: Personal narrative of a Pilgrimage to al-Medina and Meccah

46 Richard Francis Burton

47 Richard Francis Burton

48 Carlo Guarmani Mercante italiano, di Livorno, per 20 anni in Siria, prima a Beirut e poi a Gerusalemme. Conosceva anche i più ostici dialetti… ben accetto dalle tribù beduine Spia al servizio di due governi, Francia e Italia A Gerusalemme svolge anche funzioni di console francese Mercante di cavalli Spedizione in Medio Oriente nel 1865

49 Carlo Guarmani

50 Domingo Badia Y Leblich, ovvero Aly Bey al-Abassi
Dai tempi delle crociate nessun non mussulmano era più stato ammesso all’Haram Cristiano spagnolo di Barcellona (1767), funzionario statale, concepisce un progetto di colonizzazione in Marocco. Adotta l’islam e si veste da arabo 1803 inizia il viaggio: dalla Spagna al Marocco fino a giugno 1805, quindi Tripolitania e Cipro. Sei mesi più tardi arriva in Alessandria, visita Cairo e Suez. E poi Jedda, le coste del Mar Rosso, e fa il pellegrinaggio a Mecca. Torna al Cairo e nel luglio del 1807 a Gerusalemme Lascia un diario vivace e curioso Interessato al clima politico e sociale, agli usi e costumi, all’abbigliamento e alle abitudini, ai gruppi etnici e religiosi Grazie al suo travestimento, visita l’Haram

51 Ali Bey al-Abassi

52 Travestimenti a Gerusalemme. Joseph Bonomi (1796-1878)
Scultore, artista, egittologo Vissuto molti anni in Egitto, parlava arabo Visita l’Haram Sherif nel 1833, travestito da musulmano Fu il primo europeo a entrare e riprodurre l’Haram Ospite del mufti, lascia di quella visita un diario e alcuni schizzi

53 Joseph Bonomi

54 Frederic Catherwood e Francis Arundale
Architetti inglesi, viaggiano con Bonomi Non padroneggiavano la lingua e la cultura: il travestimento (indossavano gli abiti degli ufficiali egiziani) non fu sufficiente Intimoriti da voci che circolavano sui franchi, scoperti e giustiziati, se ne andarono senza aver terminato completamente il loro lavoro Circostanze favorevoli fu il fatto che erano in buoni rapporti con Mohammed Ali, e in possesso di un firmano che li citava come “ingegneri al servizio di Sua Altezza”. Fanno una mappatura dell’Haram

55 Il Rabbino David D’Beth Hillel, alla ricerca dei fratelli ebrei
David D’Beth Hillel nasce in Europa, educato a Vilna (Lituania), discendente da una famiglia rabbini “studiosi” Dall’Europa va a Costantinopoli e poi a Safed, nel 1815, dove rimane otto anni Nel 1824 inizia il suo viaggio considerando se stesso il Benjamin de Tudela del XIX secolo Il viaggio, che dura otto anni, è raccontato nel volume The travel from Jerusalem, through Arabia, Koordistan, Part of Persia and India to Madras

56 Gli ebrei d’Europa Dal ghetto all’illuminismo: molti tra gli ebrei europei abbracciarono immediatamente le idee illuministiche di libertà civile, tolleranza, individualismo, e disprezzo per la superstizione Si offrivano loro al tempo 3 possibilità: assimilarsi (battezzarsi e perdere l’ebraicità) voltare le spalle all’illuminismo e difendere le tradizioni al prezzo della segregazione sociale e della perdita dei diritti civili cambiare, modernizzare, ripulire l’ebraismo di superstizioni ed elementi datati. È’ la Riforma, il cosiddetto l’illuminismo ebraico, l’Haskalah, nato nella Germania del ‘700. Si diffonde anche l’idea di una sostanziale affinità tra un ebraismo illuminato e razionale e un cristianesimo purificato…. Si apre la strada ai movimenti che mirano alla conversione

57 Gli ebrei Askenaziti "Ashkenaz“ è il nome con cui si indica la Germania in ebraico medievale Ashkenaziti sono i discendenti delle comunità ebraiche medievali della valle del Reno In epoche successive molti di essi emigrarono, formando, oltre alle comunità già esistenti in Germania e in Francia orientale, altre comunità in Boemia, Italia, Olanda, Ungheria, Polonia, Russia ed altri dell'Eu orientale. Nell'XI secolo si calcola che gli ashkenaziti costituissero il 3% della popolazione ebraica mondiale Oggi sono grosso modo l'80% del totale

58 Gli ebrei Sefarditi “Sepharad“ è il nome con cui si indica la Spagna in ebraico medievale Nella Spagna andalusa (VII-XV sec.) la comunità ebraica era numerosa e fiorente Dopo la Reconquista iberica, conclusasi nel 1492, gli ebrei vengono espulsi dal neonato stato spagnolo, per opera dei cattolicissimi Reali Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona Si disperdono in Italia, nel Balcani, e in tutto il Mediterraneo, accolti dalle comunità ebraiche ivi già residenti. Da allora vennero chiamati sefarditi. Si fusero con gli arabi-ebrei locali (i mizrahi) fino ad assimilarli

59 Gli ebrei di Gerusalemme
La comunità ebraica a Gerusalemme è prevalentemente composta di ebrei sefarditi Furono richiamati da Solimano che aveva offerto loro confortevoli situazione di vita. Testimonianza di un ebreo italiano Dawid de Rossi: “qui non siamo in Esilio come nei nostri paesi. Qui gli addetti alla dogana e ai tributi sono ebrei. Non esistono tasse speciali per gli ebrei”. Pagavano l’aliquota minima, la loro testimonianza era valida in tribunale. A partire dal XVI arrivarono i profughi dalla Spagna Andalusa

60 Luoghi di maggiore insediamento ebraico

61 Safed Antica città della Galilea, menzionata nel Talmud di Gerusalemme
Fu occupata dai crociati e liberata da Saladino Ebbe grande fioritura culturale ed economica sotto il sultano Baibar Nel periodo mamelucco diventò luogo importante del misticismo sufi Con la caduta di Granada, si popolò di profughi sefarditi che riattivarono il movimento cabalistico Nel XVIII secolo perse la sua centralità economica a favore di Akka, pur rimanendo un importante centro commerciale

62 Safed nel 1912

63

64 Safed - Sinagoga

65 Safed

66 La Kabbalah La kabbalah – in ebraico ricezione - è il complesso delle dottrine esoteriche e mistiche dell’ebraismo. Mira creare un contatto più diretto e più intimo con il divino, reso possibile attraverso un disvelamento che segue molteplici vie: dall’analisi delle sacre scritture, la Torah, per scoprire il significato recondito e profondo delle narrazioni in essa contenute fino alle pratiche di elevazione estatica volte ad avvicinare la presenza divina Si tratta di un movimento mistico nato all’interno dell’ebraismo nella seconda metà del XII sec, in Provenza (Languedoc). Dalla Provenza i cabalisti catalani si diffusero soprattutto in Castiglia, facendo della Spagna il centro più fecondo di tutta la storia della Kabbalah. Con l’espulsione degli ebrei dalla Spagna, il kabalismo si spostò in Italia, Germania, ma soprattutto in Palestina a Gerusalemme e a Safed

67 Il viaggio di David Beth Hillel 1824-1832
Si definisce Il Benjamin de Tudela del 19 sec Itinerario: da Gerusalemme all’India; in Terrasanta, poi in Libano e Siria, Turchia e Curdistan iracheno, Azeibarjan e Persia. Si ferma un anno a Bagdad ( ), poi nel Golfo e 4 anni in India, dove scrive il suo diario. Obiettivo del viaggio La ricerca delle dieci tribù disperse “dare un resoconto degli usi e dei costumi dei luoghi che ha visitato, le loro lingue, monete, pesi e misure, con un glossario delle parole più usate in 5 lingue” Il suo volume ha un posto d’eccezione negli annali dei viaggiatori ebrei, anche se ancora oggi dopo 140 anni il libro è pressoché sconosciuto. Aveva anche pensato di farne una guida turistica stile Baedeker

68 Le Dieci Tribù perdute Definizione: Con la locuzione ‘Dieci tribù perdute d'Israele’ si intende comunemente l'insieme delle tribù che nell’antichità avevano formato il Regno di Israele, cioè la parte settentrionale di quello che secondo la Bibbia fu il regno di Davide. Secondo la Bibbia, dopo la morte di Salomone, il territorio si divide in regno di Giuda con capitale Gerusalemme, e regno di Israele con capitale Samaria Nel 722 le Dieci tribù che facevano parte del regno di Israele vennero sconfitte e deportate dagli assiri, e se ne persero le tracce Le tribù di Giuda e di Beniamino, che formavano il Regno di Giuda, conservarono autonomia fino al 586 Nel 516 ritornarono con la conquista dei persiani (Ciro) Tra i discendenti delle tribù perdute: i Cazari e gli Etiopi

69 La Palestina e Gerusalemme secondo Beth Hillet
Descrive gli ebrei dell’Impero ottomano (famiglie, tipologie di ebrei, sinagoghe). Descrive la struttura economica e occupazionale Lo stesso vale per Gerusalemme, con attenzione ai vari gruppi: Sefarditi, Caraiti, Samaritani Dà informazioni sulla lingua, sui tributi, sui caratteri e sulle abitudini di ciascun gruppo, ebraico ma non solo: ci parla anche degli armeni, dei cristiani, dei musulmani…

70 I Caraiti Il caraismo si formò, tra l'VIII e il IX secolo, in Mesopotamia, allora conquistata dagli Arabi musulmani. La nuova religione fu fortemente influenzata dall'islam e ne accolse una delle fondamentali critiche mosse dal Corano all'ebraismo: l'aver abbandonato il rigoroso monoteismo delle origini, che era stato ripreso anche dallo stesso Maometto, per "degenerare" nella pluralità delle interpretazioni rabbiniche. L'età dell'oro del caraismo fu quella compresa tra il X e l'XI secolo, quando un gran numero di opere caraite venne redatto nelle regioni centro-orientali del mondo islamico.

71 I Samaritani Sono i membri di una comunità ebraica in Palestina, residenti dell'omonima città e regione (Samaria, oggi Nablus in Cisgiordania). Da un punto di vista storico sono i discendenti di quanti, fra le popolazioni ebraiche delle dieci tribù del regno settentrionale di Israele, rimasero sul posto al momento della deportazione delle elites urbane esiliate dagli assiri I samaritani hanno sempre osservato i precetti mosaici così come espressi nel Pentateuco, e si sono sempre considerati discendenti di Abramo e quindi eredi del suo patto con YHWH. Secondo la versione samaritana della storia, sono stati semmai i giudei a deviare dalla retta religione, "aggiungendo" innovazioni "devianti" alla corretta fede mosaica, di cui ovviamente loro si ritengono i soli ed ultimi depositari.


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