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ATTUAZIONE DIRETTIVA SERVIZI: LE NOVITA PER IL 2012 Le nuove procedure per i mediatori Varese, 15 marzo 2012 - Ville Ponti MARCO MACERONI MM LA RIFORMA.

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1 ATTUAZIONE DIRETTIVA SERVIZI: LE NOVITA PER IL 2012 Le nuove procedure per i mediatori Varese, 15 marzo Ville Ponti MARCO MACERONI MM LA RIFORMA DELLE ATTIVITA PROFESSIONALI

2 Art. 73 comma 1 Il discorso coinvolge i quattro ruoli considerati: mediatori, ARC, spedizionieri, med. marittimi. La soppressione riguarda in tutti i casi i soli ruoli istituiti presso la CCIAA. Le rispettive leggi (salvo alcuni accomodamenti) non subiscono altre modifiche. Restano cioè in piedi, ad es. per i mediatori, tutti i requisiti professionali, morali, assicurazione, liter formativo… Ma vi sono elementi connessi al ruolo, che però le singole leggi disciplinano autonomamente: sanzioni, revisione, cancellazione, la cui perduranza è rimessa ai singoli DDMM attuativi. 1. E' soppresso il ruolo di cui all'articolo 2 della legge 3 febbraio 1989, n. 39, e successive modificazioni.

3 Art. 73, comma 2 È la attuazione della direttiva e dellart. 41 della comunitaria Tre gli elementi di impatto: DIA (DIA differita) Tramite il SUAP Attività Sulla DIA: È quanto richiede il legislatore (COM e naz.) Il passaggio da DIA a SCIA, complica il quadro, ma il principio quello è. 2. Le attivita' disciplinate dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, sono soggette a dichiarazione di inizio di attivita', da presentare alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura per il tramite dello sportello unico del comune competente per territorio ai sensi dell'articolo 19, comma 2, primo periodo, della legge 7 agosto 1990, n. 241, corredata delle autocertificazioni e delle certificazioni attestanti il possesso dei requisiti prescritti.

4 Art. 73, comma 3 Ripropone la Bersani ter e i problemi di quella legge In primo luogo mette in capo alla sola CCIAA la verifica dei requisiti Soppressi i ruoli liscrizione avviene nel registro delle imprese Ma, e qui avviene il break up del sistema, se lattività è svolta in forma di impresa 3. La Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura verifica il possesso dei requisiti e iscrive i relativi dati nel e' svolta in forma di impresa registro delle imprese, se l'attivita' e' svolta in forma di impresa, oppure nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA) previsto dall'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e dall'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, e successive modificazioni, assegnando ad essi la qualifica di intermediario per le diverse tipologie di attivita', distintamente previste dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39.

5 Articolo 73 comma 5 Fermo restando quanto disposto dall'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, e dal decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, le iscrizioni previste dal presente decreto per i soggetti diversi dalle imprese, sono effettuate in una apposita sezione del REA ed hanno effetto dichiarativo del possesso dei requisiti abilitanti all'esercizio della relativa attivita professionale. È erroneo dire nel registro delle imprese o nel REA come fa il comma 3. Giustamente il comma 5 corregge affermando che fermo restando che le imprese si iscrivono al registro delle imprese (e fin qui nessuna novità), se il soggetto è un non imprenditore si iscrive non al REA, ma in una sezione apposita.

6 Articolo 73 comma 6 Ad ogni effetto di legge, i richiami al ruolo contenuti nella legge 3 febbraio 1989, n. 39, si intendono riferiti alle iscrizioni previste dal presente articolo nel registro delle imprese o nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA). Questa disposizione ricalibra il rapporto tra legge 39 (non toccata) e ruolo soppresso. Tutti i riferimenti al ruolo permangono nel binomio registro delle imprese/REA.

7 I DECRETI ATTUATIVI

8 LA BASE NORMATIVA (i visti) Richiamo della legge 258 del 1953 e DPR 1926 del Perchè? Larticolo 10 della legge 39, afferma non che è abrogata la legge 253, ma le norme della stessa incompatibili con la legge 39 Professione del mediatore pubblico disciplinato dalla legge 20 marzo 1913 n. 272 Munus publicum (differenze con mediatori marittimi) Richiamo della SCIA contestuale alla C.U. Richiamo delle norme relative al SUAP IL DM MEDIATORI

9 ART. 1 – LE DEFINIZIONI 1. Ai fini del presente decreto si intendono per: a) >, la legge 3 febbraio 1989, n. 39 e successive modificazioni ed integrazioni; b) >, il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59; c) >, la segnalazione certificata di inizio attività di cui allarticolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241; d) >, lo sportello unico per le attività produttive di cui allarticolo 38 della legge n. 133 del 2008; e) >, il registro di cui agli articoli 2188 e seguenti del codice civile; f) >, il repertorio delle notizie economiche ed amministrative di cui allarticolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581; g) >, la sezione prevista dallarticolo 73, comma 5, del decreto legislativo n. 59 del 2010; h) >, la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580; i) >, la Comunicazione unica per la nascita dellimpresa di cui allarticolo 9 del decreto-legge n. 7 del 2007, convertito con modificazioni dalla legge n. 40 del 2007; l) >, lattività regolamentata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39 e successive modificazioni ed integrazioni; m) >, il soppresso ruolo degli agenti di affari in mediazione di cui allarticolo 2 della legge 3 febbraio 1989, n. 39; n) >, il modello MEDIATORI e il modello intercalare REQUISITI, da utilizzarsi per gli adempimenti previsti dal presente decreto, presentati come file XML, secondo le specifiche tecniche da approvarsi ai sensi dell articolo 11, comma 1, dell articolo 14, comma 1 e dell articolo 18, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, come allegati alla modulistica informatica registro imprese/REA, redatti secondo gli allegati A e B.

10 MM ARTICOLO 2 – PRESENTAZIONE DELLA SCIA 1. Ai sensi dellarticolo 25, comma 3, del decreto legislativo, le imprese di affari in mediazione, presentano allufficio del registro delle imprese della Camera di commercio della provincia dove esercitano lattività apposita SCIA, corredata delle certificazioni e delle dichiarazioni sostitutive previste dalla legge, compilando la sezione SCIA del modello MEDIATORI, sottoscritto digitalmente dal titolare dell impresa individuale, ovvero da un amministratore dell impresa societaria. 2. Limpresa presenta le dichiarazioni di cui al comma 1, nonché quelle di cui ai successivi articoli 3, 4 e 10, contestualmente alle istanze relative agli adempimenti pubblicitari nei confronti del registro delle imprese, ovvero del REA, utilizzando la procedura della Comunicazione unica.

11 Il DM MEDIATORI LA PRESENTAZIONE DELLA SCIA (lavvio dellattività) SCIA = inizio attività. Non può esistere un mediatore inattivo. SCIA contestuale a com.unica = avvio attività + iscrizione dellimpresa (diritto e fatto). Ne consegue che la SCIA si presenta presso la CCIAA dove si esercita lattività. La SCIA riguarda sia limpresa che il soggetto abilitante (sezione requisiti ed intercalare requisiti)

12 Il nuovo articolo 19 Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per lesercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dallaccertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dellinteressato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, allimmigrazione, allasilo, alla cittadinanza, allamministrazione della giustizia, allamministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di quelli imposti dalla normativa comunitaria

13 Il nuovo articolo 19 La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dellatto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al DPR 445 nonché dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformità da parte dellAgenzia delle imprese di cui all, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dellamministrazione. Nei casi in cui la legge prevede lacquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero lesecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti.

14 Il nuovo articolo 19 comma 2 Lattività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione allamministrazione competente.

15 Il nuovo articolo 19 comma 3 Lamministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dellattività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, linteressato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dallamministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.

16 Il nuovo articolo 19 comma 3 È fatto comunque salvo il potere dellamministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dellatto di notorietà false o mendaci, lamministrazione, ferma restando lapplicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6, nonché di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui DPR 445, può sempre e in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.

17 Il quarto comma Decorso il termine per ladozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3, allamministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per lambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dellimpossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dellattività dei privati alla normativa vigente.

18 Il sesto comma Ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente lesistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 è punito con la reclusione da uno a tre anni

19 Il comma 6-ter (DL 138/L148) La segnalazione certificata di inizio attività, la denuncia e la dichiarazione di inizio attività [si riferiscono ad attività liberalizzate] non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione di cui all'art. 31 del C.G.A.

20 MM ARTICOLO 3 – POSSESSO DEI REQUISITI 1. Il possesso dei requisiti di idoneità previsti dalla legge per lo svolgimento dellattività è attestato mediante compilazione della sezione REQUISITI del modello MEDIATORI. 2. Sono tenuti alla compilazione della sezione di cui al comma 1 il titolare di impresa individuale, tutti i legali rappresentanti di impresa societaria, gli eventuali preposti e tutti coloro che svolgono a qualsiasi altro titolo lattività per conto dellimpresa. I soggetti successivi al primo compilano ciascuno un modello intercalare REQUISITI.

21 ARTICOLO 4 – SVOLGIMENTO DELLATTIVITA PRESSO SEDI O UNITA LOCALI LOCALIZZAZIONI 1. Limpresa che esercita lattività in più sedi o unità locali presenta una SCIA per ciascuna di esse. 2. Presso ogni sede o unità locale in cui si svolge lattività, limpresa nomina almeno un soggetto, in possesso dei requisiti di idoneità che, a qualsiasi titolo, eserciti lattività per conto dellimpresa, certificati secondo le modalità definite allarticolo Per ogni sede o unità locale sono rese disponibili allutenza, mediante esposizione nei locali, ovvero con lutilizzo di strumenti informatici, le informazioni relative ai compiti ed alle attività svolte dai soggetti operanti nella sede o unità locale.

22 ARTICOLO 5 – ACCERTAMENTO E CERTIFICAZIONE DEI REQUISITI 1. Lufficio del registro delle imprese, ricevute le dichiarazioni di cui agli articoli 3 e 4, provvede immediatamente ad assegnare la qualifica di intermediario per le diverse tipologie di attività, avviando contestualmente la verifica prevista dallarticolo 19, comma 3, della legge n. 241 del L assegnazione della qualifica di cui al comma 1 è certificata nelle notizie REA relative alla posizione dellimpresa. 3. Lufficio del registro delle imprese rilascia la tessera personale di riconoscimento di cui allarticolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 1960, n. 1926, munita di fotografia, conforme al modello di cui allallegato C del presente decreto.

23 ARTICOLO 6 – DEPOSITO DEI MODULI E FORMULARI 1. Il deposito dei moduli e formulari, di cui allarticolo 5, comma 4 della legge, utilizzati nellesercizio dellattività, è effettuato per via telematica mediante compilazione della sezione FORMULARI del modello MEDIATORI. La compilazione di tale sezione è contestuale a quella della sezione SCIA, nel caso in cui il deposito sia contestuale allavvio dellattività. Negli altri casi, la compilazione della sezione FORMULARI è effettuata preventivamente alla messa in utilizzo dei moduli e formulari oggetto di deposito. Il deposito determina larchiviazione dei moduli e formulari nellarchivio degli atti e dei documenti e la possibilità per chiunque di ottenerne copia. Sui moduli e formulari depositati deve essere indicato il numero REA e il codice fiscale dellimpresa. Tali indicazioni sostituiscono ogni altra in precedenza prevista. 2. Il deposito in formato cartaceo dei moduli e formulari di cui al comma 1 non sarà più accettato dagli uffici del registro delle imprese, decorsi novanta giorni dallacquisto di efficacia del presente decreto.

24 ARTICOLO 7 – VERIFICA DINAMICA 1. Lufficio Registro delle Imprese verifica, almeno una volta ogni quattro anni dalla presentazione della SCIA, la permanenza dei requisiti che consentono allimpresa lo svolgimento dellattività, nonché di quelli previsti per i soggetti che svolgono lattività per suo conto. 2. Il Conservatore del registro delle imprese, che verifica la sopravvenuta mancanza di un requisito di legge, avvia il procedimento di inibizione alla continuazione dellattività e adotta il conseguente provvedimento, salvo lavvio di procedimenti disciplinari o laccertamento di violazioni amministrative. 3. Il provvedimento di inibizione allo svolgimento dellattività, adottato ai sensi del comma 2, è iscritto dufficio nel REA e determina lannotazione nello stesso REA della cessazione dellattività medesima.

25 ARTICOLO 8 – APPOSITA SEZIONE 1. I soggetti che cessano di svolgere lattività allinterno di unimpresa richiedono, entro novanta giorni a pena di decadenza, di essere iscritti nella apposita sezione del REA tramite la compilazione e presentazione per via telematica della sezione ISCRIZIONE NELLAPPOSITA SEZIONE (A REGIME) del modello MEDIATORI. Tale richiesta comporta la cancellazione dufficio del soggetto dalla posizione REA dellimpresa e la restituzione della tessera personale di riconoscimento di cui allarticolo 5, comma I soggetti iscritti nellapposita sezione del REA richiedono la cancellazione dalla medesima, in caso di svolgimento dellattività, compilando la sezione REQUISITI del modello MEDIATORI, ovvero il modello intercalare REQUISITI. 3. Le posizioni iscritte nellapposita sezione del REA sono soggette alla verifica dinamica dei requisiti almeno una volta ogni quattro anni dalla data delliscrizione.

26 ARTICOLO 9 – PROVVEDIMENTI SANZIONATORI 1. I procedimenti disciplinari previsti dagli articoli 19 e 20 del D.M. 21 dicembre 1990, n. 452, che a norma dellarticolo 73, comma 6, del decreto legislativo si concludono con un provvedimento di sospensione, cancellazione o inibizione perpetua dellattività, sono annotati ed iscritti per estratto nel REA. Sono altresì annotati ed iscritti per estratto nel REA i provvedimenti amministrativi e penali previsti dallarticolo 3, comma 4, del D.M. 21 dicembre 1990, n A detti provvedimenti accedono gli uffici del registro delle imprese nonché, nel rispetto delle procedure previste dal capo V della legge 7 agosto 1990, n. 241, gli altri soggetti interessati, di cui al medesimo capo V della legge 241 del Avverso i provvedimenti inibitori di avvio o di prosecuzione dellattività, adottati ai sensi del comma 1 nonché degli articoli 5 e 7, è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello sviluppo economico, in base al combinato disposto dellarticolo 73, comma 6, del decreto legislativo e dellarticolo 11, comma 2, del decreto- legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dallarticolo 1 della legge 4 agosto 2006, n. 248.

27 DM 452/90 – PROCEDIMENTI SANZIONATORI La cancellazione dal ruolo è pronunciata: a) nei casi di incompatibilità riportati nell'art. 5, comma 3, della legge; b) quando viene a mancare uno dei requisiti o delle condizioni previsti dall'art. 2, comma 3, della legge; c) su richiesta dell'interessato. 2. La radiazione dal ruolo si verifica: a) nei confronti degli agenti che abbiano turbato gravemente il normale andamento del mercato; b) nei confronti degli agenti che, nel periodo di sospensione loro inflitta, compiano atti inerenti al loro ufficio; c) nei confronti di coloro ai quali sia stata irrogata per tre volte la misura della sospensione. 3. La sospensione è inflitta per un periodo non superiore a sei mesi, nei casi meno gravi di cui alla lettera a) del comma 2 e nei casi di irregolarità accertate nell'esercizio dell'attività di mediazione. 4. In caso di assunzione della qualità di imputato per uno dei delitti indicati nell'art. 2, comma 3, lettera f), della legge, la sospensione dall'esercizio dell'attività può essere disposta fino al termine del giudizio nei suoi confronti L'adozione dei provvedimenti disciplinari è preceduta dalla citazione dell'interessato a comparire davanti alla giunta camerale con l'assegnazione di un termine non inferiore a quindici giorni. 2. Del procedimento disciplinare va redatto apposito processo verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario. La decisione motivata viene comunicata all'interessato entro i quindici giorni successivi dalla data stessa mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. 3. Le deliberazioni relative ai provvedimenti disciplinari sono affisse all'albo camerale. 4. La cancellazione dal ruolo di cui ai punti a) e b) dell'art. 19 è pronunciata previa comunicazione all'interessato, con l'assegnazione di un termine non inferiore a quindici giorni per le controdeduzioni. 5. Nel caso specifico dell'art. 19, comma 1, lettera c), la commissione di cui all'art. 7 della legge provvede entro sessanta giorni dalla richiesta. 6. L'agente cancellato dal ruolo può essere nuovamente iscritto purché provi che è venuta a cessare la causa che ne aveva determinato la cancellazione. 7. Il ricorso proposto dall'interessato alla commissione centrale contro i provvedimenti disciplinari adottati, ha effetto sospensivo.

28 ARTICOLO 10 – MODIFICHE 1. Le modifiche inerenti limpresa e coloro che svolgono a qualsiasi titolo lattività per conto della stessa sono comunicate allufficio del registro delle imprese della competente Camera di commercio entro 30 giorni dallevento, mediante compilazione della sezione MODIFICHE del modello MEDIATORI, sottoscritto dal titolare dellimpresa individuale o da un amministratore dellimpresa societaria. 2. Le modifiche riguardanti lavvio di ulteriori tipologie di attività rispetto a quelle già denunciate comportano la compilazione anche della sezione SCIA del modello MEDIATORI e la sua presentazione al predetto ufficio del registro delle imprese

29 ARTICOLO 11 – PERIODO TRANSITORIO 1. Al fine dellaggiornamento della propria posizione nel registro delle imprese e nel REA, le imprese attive ed iscritte nel ruolo alla data di acquisizione di efficacia del presente decreto compilano la sezione AGGIORNAMENTO POSIZIONE RI/REA del modello MEDIATORI per ciascuna sede o unità locale e la inoltrano per via telematica, entro un anno dalla predetta data, allufficio del registro delle imprese della Camera di commercio nel cui circondario hanno stabilito la sede principale, pena linibizione alla continuazione dellattività mediante apposito provvedimento del Conservatore del registro delle imprese. 2. Le persone fisiche iscritte nel ruolo, che non svolgono lattività presso alcuna impresa alla data di acquisizione di efficacia del presente decreto, compilano la sezione ISCRIZIONE APPOSITA SEZIONE (TRANSITORIO) del modello MEDIATORI e la inoltrano per via telematica entro un anno dalla predetta data. 3. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 2, linteressato decade dalla possibilità di iscrizione nellapposita sezione del REA. Tuttavia liscrizione nel soppresso ruolo costituisce, nei quattro anni successivi allentrata in vigore del presente decreto, requisito professionale abilitante per lavvio dellattività, secondo le modalità previste dallarticolo 2.

30 1. Lo svolgimento dellattività in modo occasionale o discontinuo è consentito per un periodo non superiore a sessanta giorni ed è subordinato alliscrizione nellapposita sezione del REA della persona fisica che esercita detta attività, fermo restando la sussistenza in capo a questa dei requisiti di legge e degli obblighi di legge sulla mediazione. 2. La segnalazione dellavvio dellattività di cui al comma 1 è effettuata per via telematica mediante compilazione e sottoscrizione della sezione SCIA - MOC del modello MEDIATORI, nella quale è indicata, a pena di irricevibilità, la data di cessazione dell'attività. 3. La segnalazione di cui al comma 1 non può essere presentata più di una volta allanno. ARTICOLO 12 – MEDIAZIONE OCCASIONALE

31 1. Le imprese aventi sede in uno Stato membro dellUnione europea che, in base alle leggi di quello Stato, sono abilitate a svolgere lattività e intendono aprire sul territorio nazionale sedi secondarie o unità locali per svolgere lattività medesima, hanno titolo alliscrizione nel registro delle imprese e nel REA, nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 9 e 12, comma 3, del decreto legislativo. 2. Le imprese di cui al comma 1 sono assoggettate allosservanza degli obblighi di idonea garanzia assicurativa a copertura dei rischi professionali ed a tutela dei clienti, di cui allarticolo 3, comma 5 bis, della legge, nel rispetto del disposto dellarticolo 33 del decreto legislativo. ARTICOLO 13 – DIRITTO DI STABILIMENTO

32 Il DM MEDIATORI STABILIMENTO Si applicano i principi del trattato e della direttiva. Se volete del DPR 558/99. Per lo stabilimento è richiamato lobbligo dassicurazione, ma nei limiti della direttiva servizi.

33 MM La libertà di iniziativa economica Trattato sulla Comunità europea La libertà di impresa è il primo presupposto del Trattato, sul quale si snodano le quattro libertà, e tutta la disciplina della tutela della concorrenza

34 MM La direttiva servizi Mercato unico e mercato interno Mercato unico e mercato interno «stabilimento»: l'esercizio effettivo di un'attività economica di cui all'articolo 43 del trattato a tempo indeterminato da parte del prestatore, con un'infrastruttura stabile

35 MM La direttiva servizi «servizio»: qualsiasi attività economica non salariata fornita normalmente dietro retribuzione; «prestatore»: qualsiasi persona fisica, avente la cittadinanza di uno Stato membro, o qualsiasi persona giuridica stabilita in uno Stato membro, che offre o fornisce un servizio; «destinatario»: qualsiasi persona fisica che sia cittadino di uno Stato membro o qualsiasi persona giuridica stabilita in uno Stato membro che, a scopo professionale o per altri scopi, fruisce o intende fruire di un servizio;

36 MM La direttiva servizi « Stato membro di stabilimento»: lo Stato membro nel cui territorio è stabilito il prestatore del servizio considerato; «regime di autorizzazione»: qualsiasi procedura che obblighi un prestatore o un destinatario a rivolgersi ad un'autorità competente allo scopo di ottenere una decisione relativa all'accesso ad un'attività di servizio o al suo esercizio

37 MM La direttiva servizi «requisito»: qualsiasi obbligo, divieto, condizione o limite stabilito dalle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative degli Stati membri «motivi imperativi d'interesse generale»: motivi riconosciuti come tali dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, tra i quali: l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica, l'incolumità pubblica, la sanità pubblica, il mantenimento dell'equilibrio finanziario del sistema di sicurezza sociale, la tutela dei consumatori, dei destinatari di servizi e dei lavoratori, l'equità delle transazioni commerciali, la lotta alla frode, la tutela dell'ambiente, incluso l'ambiente urbano, la salute degli animali, la proprietà intellettuale, la conservazione del patrimonio nazionale storico ed artistico, gli obiettivi di politica sociale e di politica culturale;

38 MM La direttiva servizi Il luogo di stabilimento del prestatore è determinato in conformità della giurisprudenza della Corte di giustizia, secondo la quale la nozione di stabilimento implica l'esercizio effettivo di un'attività economica per una durata di tempo indeterminata mediante l'insediamento in pianta stabile. Tale requisito può essere soddisfatto anche nel caso in cui una società sia costituita a tempo determinato o abbia in affitto un fabbricato o un impianto per lo svolgimento della sua attività. Esso può altresì essere soddisfatto allorché uno Stato membro rilasci autorizzazioni di durata limitata soltanto per particolari servizi.

39 MM La direttiva servizi Lo stabilimento non deve necessariamente assumere la forma di una filiale, succursale o rappresentanza, ma può consistere in un ufficio gestito dal personale del prestatore o da una persona indipendente ma autorizzata ad agire su base permanente per conto dell'impresa, come nel caso di una rappresentanza

40 MM Il problema può essere osservato con due diverse lenti: Professione Attività imprenditoriale In taluni casi tale dicotomia non è poi così chiara: iscrizioni abilitanti, A.R.CA., attività professionali non riconosciute, attività imprenditoriali dei professionisti (anche ordinistici).

41 MM prevalgono Se disposizioni della presente direttiva confliggono con disposizioni di altri atti comunitari che disciplinano aspetti specifici dell'accesso ad un'attività di servizi o del suo esercizio in settori specifici o per professioni specifiche, le disposizioni di questi altri atti comunitari prevalgono e si applicano a tali settori o professioni specifiche. MM

42 La direttiva professioni tutela e regola il professionista. La direttiva servizi tutela e regola limpresa (rectius lattività di impresa) operante nel settore dei servizi come sopra evidenziati e delineati. MM

43 UNO SGUARDO AL DECRETO LEGISLATIVO 59/2010 Art. 9 (Clausola di specialità) 1. In caso di contrasto con le disposizioni del presente decreto, si applicano le disposizioni di attuazione di altre norme comunitarie che disciplinano aspetti specifici dell'accesso ad un'attività di servizi o del suo esercizio per professioni o in settori specifici, ivi incluse le disposizioni previste dalla legge 9 febbraio 1982, n. 31, di attuazione della direttiva 77/249/CEE, dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 72, di attuazione della direttiva 96/71/CE, dal decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, di attuazione della direttiva 98/5/CE, dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, di attuazione della direttiva 89/552/CEE e dal decreto legislativo 9 novembre 2007 n. 206, di attuazione della direttiva 2005/36/CE.

44 MM UNO SGUARDO AL DECRETO LEGISLATIVO 59/2010 Art. 20 (Esercizio di attività di servizi in regime di libera prestazione) 1. La prestazione temporanea e occasionale di servizi è consentita ai cittadini comunitari e agli altri prestatori aventi la sede sociale, lamministrazione centrale o il centro di attività principale allinterno dellUnione europea, quando sono stabiliti in uno Stato membro. 2. I requisiti applicabili ai prestatori di servizi stabiliti in Italia si applicano ai soggetti di cui al comma 1 in caso di prestazione temporanea e occasionale solo se sussistono ragioni di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di sanità pubblica o di tutela dell'ambiente, nel rispetto dei principi di non discriminazione e di proporzionalità. 3. Restano ferme le disposizioni di cui al titolo II del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, di recepimento della direttiva 2005/36/CE.

45 MM La finalità della direttiva Al fine della creazione di un vero mercato interno dei servizi è necessario sopprimere le restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libera circolazione dei servizi ancora presenti nella legislazione di taluni Stati membri e incompatibili, rispettivamente, con gli articoli 43 e 49 del trattato. Le restrizioni da vietare incidono in modo particolare sul mercato interno dei servizi e devono essere al più presto eliminate in modo sistematico. MM

46 La parità di trattamento La libertà di stabilimento è basata, in particolare, sul principio della parità di trattamento che non soltanto comporta il divieto di ogni forma di discriminazione fondata sulla cittadinanza, ma anche qualsiasi forma di discriminazione indiretta basata su criteri diversi ma tali da portare di fatto allo stesso risultato. MM

47 Gli obiettivi ed i mezzi Per agevolare l'accesso alle attività di servizi e il loro esercizio nel mercato interno, è necessario fissare l'obiettivo, comune a tutti gli Stati membri, di una semplificazione amministrativa e prevedere disposizioni riguardanti, in particolare, gli sportelli unici, il diritto all'informazione, le procedure per via elettronica e la definizione di un quadro per i regimi di autorizzazione. Altre misure adottate a livello nazionale per raggiungere quest'obiettivo potrebbero consistere nel ridurre il numero delle procedure e formalità applicabili alle attività di servizi, limitandole a quelle indispensabili per conseguire un obiettivo di interesse generale e che non rappresentano, per contenuto o finalità, dei doppioni. MM

48 Gli elementi dirompenti discriminatori Al fine di coordinare la modernizzazione delle norme e regolamentazioni nazionali in modo coerente con le esigenze del mercato interno, è necessario valutare taluni requisiti nazionali non discriminatori che, per le loro caratteristiche proprie, potrebbero sensibilmente limitare, se non addirittura impedire, l'accesso a un'attività o il suo esercizio nell'ambito della libertà di stabilimento. MM

49 ARTICOLO 14 – LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI La prestazione temporanea e occasionale dellattività è consentita alle imprese stabilite in uno Stato membro dellUnione europea, che, in base alle leggi di quello Stato sono abilitate a svolgere lattività, se non aventi alcuna sede nel territorio italiano, nel rispetto delle disposizioni di cui al titolo II del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, di recepimento della direttiva 2005/36/CE, come previsto dallarticolo 20, comma 3, del decreto legislativo. Le disposizioni del presente decreto che prevedono lobbligo di iscrizione nel registro delle imprese o nel REA, non trovano applicazione nei confronti delle imprese esercenti lattività oggetto del medesimo decreto, stabilite in altro Stato membro dell'Unione europea e non aventi alcuna sede o unità locale sul territorio italiano.

50 Il DM MEDIATORI – LA MODULISTICA


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