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Profilassi Diretta Dott. Luca Enrico Ruscitti. PREVENZIONE Scopo della prevenzione è impedire linsorgenza e la progressione delle malattie. Scopo della.

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1 Profilassi Diretta Dott. Luca Enrico Ruscitti

2 PREVENZIONE Scopo della prevenzione è impedire linsorgenza e la progressione delle malattie. Scopo della prevenzione è impedire linsorgenza e la progressione delle malattie. La prevenzione delle malattie è un compito precipuo della medicina di sanità pubblica e a questo scopo il medico di sanità pubblica utilizza tutte le risorse della medicina preventiva e della medicina clinica con il supporto di altre scienze quali: lingegneria, larchitettura, lurbanistica, lagricoltura, la psicologia ecc. La prevenzione delle malattie è un compito precipuo della medicina di sanità pubblica e a questo scopo il medico di sanità pubblica utilizza tutte le risorse della medicina preventiva e della medicina clinica con il supporto di altre scienze quali: lingegneria, larchitettura, lurbanistica, lagricoltura, la psicologia ecc.

3 Tipi di prevenzione PRIMARIA PRIMARIA SECONDARIA SECONDARIA TERZIARIA TERZIARIA

4 Prevenzione primaria Obiettivo della prevenzione primaria è impedire linsorgenza di nuovi casi di malattia nelle persone sane e quindi determinare la diminuzione del tasso di incidenza della malattia contro cui è rivolto. Obiettivo della prevenzione primaria è impedire linsorgenza di nuovi casi di malattia nelle persone sane e quindi determinare la diminuzione del tasso di incidenza della malattia contro cui è rivolto. La diminuzione del tasso di incidenza può essere ridotto a zero rimuovendo la causa della malattia, nei confronti di patologie infettive può esplicarsi attraverso lidentificazione dei focolai infettivi (es: brucellosi con abbattimento degli animali infetti e scomparsa del rischio per gli uomini dopo sei mesi dallabbattimento dellultimo capo infetto) nel caso di inquinanti ambientali come lasbesto anche dopo la rimozione dal ciclo di produzione, gli operai esposti, sono a rischio di sviluppo di mesotelioma pleurico anche a distanza di anni dallesposizione). La diminuzione del tasso di incidenza può essere ridotto a zero rimuovendo la causa della malattia, nei confronti di patologie infettive può esplicarsi attraverso lidentificazione dei focolai infettivi (es: brucellosi con abbattimento degli animali infetti e scomparsa del rischio per gli uomini dopo sei mesi dallabbattimento dellultimo capo infetto) nel caso di inquinanti ambientali come lasbesto anche dopo la rimozione dal ciclo di produzione, gli operai esposti, sono a rischio di sviluppo di mesotelioma pleurico anche a distanza di anni dallesposizione).

5 Fattori di rischio Genetici o ereditari insiti nellindividuo e pertanto non modificabili. Leugenetica preconcezionale e le diagnosi prenatali possono evidenziare i rischi e identificare precocemente alcune di queste condizioni. Genetici o ereditari insiti nellindividuo e pertanto non modificabili. Leugenetica preconcezionale e le diagnosi prenatali possono evidenziare i rischi e identificare precocemente alcune di queste condizioni. Ambientali che riguardano i luoghi dove una persona vive (inquinamenti aria, acqua e suolo), modificabili o con il cambiamento dellambiente di vita o con interventi di sanità pubblica atti a rimuovere gli inquinanti ambientali. Ambientali che riguardano i luoghi dove una persona vive (inquinamenti aria, acqua e suolo), modificabili o con il cambiamento dellambiente di vita o con interventi di sanità pubblica atti a rimuovere gli inquinanti ambientali. Individuali che includono la dieta iperlipidica e ipercalorica, il fumo di sigaretta, luso di alcol, droghe e farmaci ecc. In linea teorica sono fattori di rischio di facile rimozione se gli esposti si dimostrano disposti a recepire il messaggio educativo. Individuali che includono la dieta iperlipidica e ipercalorica, il fumo di sigaretta, luso di alcol, droghe e farmaci ecc. In linea teorica sono fattori di rischio di facile rimozione se gli esposti si dimostrano disposti a recepire il messaggio educativo.

6 Esempi di interventi di prevenzione primaria Malattie infettive Malattie croniche Incidenti e infortuni Vaccinazioni Educazione alimentare Limiti di velocità Disinfezione Nome antinquinamento Cinture di sicurezza Sterilizzazione Lotta alla droga Uso del casco Notifica casi Campagne contro il fumo Norme antincendio Controlli alimenti Limitazioni alluso di alcol Protezione dei lavoratori HACCP Barriere anti-rumore Impianti elettrici a norma Controlli acque potabili Divieto alluso di materiali pericolosi

7 Campagne di informazione La prevenzione primaria delle malattie si serve di un elemento caratterizzante, costituito dalle campagne di informazione e di educazione sanitaria, ossia interventi atti a rendere consapevoli i soggetti dei possibili danni dovuti alle esposizioni ai fattori di rischio (informazione) e a mutarne favorevolmente i comportamenti (educazione) La prevenzione primaria delle malattie si serve di un elemento caratterizzante, costituito dalle campagne di informazione e di educazione sanitaria, ossia interventi atti a rendere consapevoli i soggetti dei possibili danni dovuti alle esposizioni ai fattori di rischio (informazione) e a mutarne favorevolmente i comportamenti (educazione)

8 Prevenzione secondaria La prevenzione secondaria è un atto di natura clinico-diagnostico e trova possibilità di utilizzo prevalentemente per le malattie cronico- degenerative. La prevenzione secondaria è un atto di natura clinico-diagnostico e trova possibilità di utilizzo prevalentemente per le malattie cronico- degenerative. Consiste nellidentificazione precoce delle malattie o di condizioni a rischio (es. precancerosi, ipercolesterolemia) seguita dallimmediato intervento terapeutico per interromperne o comunque rallentarne il decorso. Consiste nellidentificazione precoce delle malattie o di condizioni a rischio (es. precancerosi, ipercolesterolemia) seguita dallimmediato intervento terapeutico per interromperne o comunque rallentarne il decorso. Non tutte le malattie sono suscettibili di prevenzione secondaria ma soltanto quelle per le quali la storia naturale della malattia sia ben conosciuta per poterne prevedere levoluzione; il periodo di latenza sia sufficientemente lungo, sia disponibile un test in grado di differenziare le persone apparentemente sane, ma già malate da quelle effettivamente sane. Non tutte le malattie sono suscettibili di prevenzione secondaria ma soltanto quelle per le quali la storia naturale della malattia sia ben conosciuta per poterne prevedere levoluzione; il periodo di latenza sia sufficientemente lungo, sia disponibile un test in grado di differenziare le persone apparentemente sane, ma già malate da quelle effettivamente sane. I più importanti interventi di prevenzione a livello della popolazione si attuano con le campagne di screening I più importanti interventi di prevenzione a livello della popolazione si attuano con le campagne di screening

9 SCREENING Può essere selettivo o di massa, nel primo caso la ricerca è operata fra individui apparentemente sani ma appartenenti ad una categoria con rischio di ammalare particolarmente elevato. Lo screening di massa riguarda invece lintera popolazione esposta al rischio e va effettuato solo quando lincidenza della malattia che si vuole prevenire è elevata oppure quando pur trattandosi di una malattia rara la diagnosi tardiva implica un danno irreversibile mentre la diagnosi precoce può essere fatta e consente un efficace trattamento. Può essere selettivo o di massa, nel primo caso la ricerca è operata fra individui apparentemente sani ma appartenenti ad una categoria con rischio di ammalare particolarmente elevato. Lo screening di massa riguarda invece lintera popolazione esposta al rischio e va effettuato solo quando lincidenza della malattia che si vuole prevenire è elevata oppure quando pur trattandosi di una malattia rara la diagnosi tardiva implica un danno irreversibile mentre la diagnosi precoce può essere fatta e consente un efficace trattamento.

10 Obiettivi Un intervento di prevenzione secondaria ben condotto determinerà una riduzione della mortalità mentre non ha alcun effetto di riduzione dellincidenza. Infatti a differenza della prevenzione primaria non rimuove le cause di malattia e per conseguenza non evita linsorgenza di nuovi casi Un intervento di prevenzione secondaria ben condotto determinerà una riduzione della mortalità mentre non ha alcun effetto di riduzione dellincidenza. Infatti a differenza della prevenzione primaria non rimuove le cause di malattia e per conseguenza non evita linsorgenza di nuovi casi

11 Elenco di un gruppo di patologie suscettibili di screening Displasia congenita dellanca Esame obiettivo Fenilchetonuria Esame di laboratorio (Test di Guthrie) Mucoviscidosi Esame di laboratorio (Test del sudore) Galattosemia Amniocentesi ed esame di laboratorio Albinismo Esame di laboratorio Ipotiroidismo congenito Esame di laboratorio Anemia ferrocarenziale Esame di laboratorio Criptorchidismo Esame obiettivo SorditàAudiometria Alterazioni oculari Esame obiettivo e strumentale Glaucoma Pressione oculare Seminomi testicolari Palpazione

12 Elenco di un gruppo di patologie suscettibili di screening Diabete mellito Glicemia Ipertensione Misurazione pressione arteriosa Tumore della cervice uterina Pap-test Tumore mammario Palpazione, mammografia, termografia Tumore del colon-retto Ricerca di sangue occulto nelle feci, endoscopia Tumore dei bronchi Esame dellespettorato Tumore della prostata Dosaggio PSA Talassemia Resistenze globulari Sindrome di Down Amniocentesi/tritest Spina Bifida Amniocentesi Malattie cardiovascolari ECG ed esami di laboratorio Infezione HIV Test Elisa

13 Caratteristiche del test di screening Il metodo da impiegare per le indagini deve essere per quanto si può sensibile e specifico, deve cioè rivelare il maggior numero possibile di ammalati o predisposti e non deve dare un numero eccessivo di risposte falsamente positive

14 Risultati test di screening Malattia Malattia Risultato dellesame SiNo Positivo (a) Sensibilità (b) Tasso di false positività Negativo (c) Tasso di false negatività (d) Specificità

15 Esempio test di screening Immaginate di utilizzare lesame della copremia, per la ricerca di sangue occulto nelle feci, per diagnosticare il cancro colorettale. Immaginate di utilizzare lesame della copremia, per la ricerca di sangue occulto nelle feci, per diagnosticare il cancro colorettale. Lesame viene svolto in una determinata regione solo su individui con età >50 anni e asintomatici Lesame viene svolto in una determinata regione solo su individui con età >50 anni e asintomatici Sapendo che la prevalenza di questa malattia è 0,3% in questa popolazione, che la sensibilità del test è del 50% e la specificità è del 97%, qual è la probabilità che una persona risultata positiva al test abbia veramente il cancro colorettale? Sapendo che la prevalenza di questa malattia è 0,3% in questa popolazione, che la sensibilità del test è del 50% e la specificità è del 97%, qual è la probabilità che una persona risultata positiva al test abbia veramente il cancro colorettale?

16 Soluzione (utilizzando frequenze naturali) persone 30 con cancro colorettale senza cancro colorettale 15 positive 15 negative 300 positive negative

17 Soluzione Abbiamo quindi 15 malati positivi a fronte di un totale di positivi di 315 persone, quindi la probabilità di un soggetto risultato positivo al test di essere effettivamente malato sarà: Abbiamo quindi 15 malati positivi a fronte di un totale di positivi di 315 persone, quindi la probabilità di un soggetto risultato positivo al test di essere effettivamente malato sarà:15/315=4,8%

18 Prevenzione terziaria La prevenzione terziaria si prefigge di impedire linvalidità in persone già ammalate di malattie croniche e di favorire il recupero di persone portatrici di handicap, pertanto essa si identifica in larga misura con la riabilitazione. La prevenzione terziaria si prefigge di impedire linvalidità in persone già ammalate di malattie croniche e di favorire il recupero di persone portatrici di handicap, pertanto essa si identifica in larga misura con la riabilitazione. Per lattuazione di interventi di prevenzione terziaria è fondamentale la disponibilità di risorse e di strutture adeguate. Diversi gruppi di ricerca hanno rivolto lattenzione a questo settore cercando di proporre valide alternative come limpulso allo sviluppo del day-hospital e del day-surgery, lassistenza domiciliare la creazione di case-albergo per anziani. Per lattuazione di interventi di prevenzione terziaria è fondamentale la disponibilità di risorse e di strutture adeguate. Diversi gruppi di ricerca hanno rivolto lattenzione a questo settore cercando di proporre valide alternative come limpulso allo sviluppo del day-hospital e del day-surgery, lassistenza domiciliare la creazione di case-albergo per anziani.

19 QUALE DIFESA? Profilassi generale Diretta Indiretta Specifica Notifica/Isolamento Disinfezione Disinfestazione Igiene Ambientale Promozione Salute Vaccini Immunoglobuline Chemioprofilassi

20 PROFILASSI DIRETTA si occupa della individuazione e della neutralizzazione di sorgenti e di serbatoi di infezione attraverso: Notifica Notifica Accertamento Accertamento Isolamento Isolamento Disinfezione Disinfezione Disinfestazione Disinfestazione

21 NOTIFICA (o denuncia) È latto obbligatorio con cui il medico informa lautorità sanitaria di casi di malattie infettive e parassitarie, a carattere diffusivo, di cui è venuto a conoscenza. È latto obbligatorio con cui il medico informa lautorità sanitaria di casi di malattie infettive e parassitarie, a carattere diffusivo, di cui è venuto a conoscenza. Essa va effettuata, anche al solo sospetto, per le malattie elencate dal TU delle leggi sanitarie (1934) aggiornato con successivi DM Essa va effettuata, anche al solo sospetto, per le malattie elencate dal TU delle leggi sanitarie (1934) aggiornato con successivi DM

22 NOTIFICAZIONE OBBLIGATORIA DELLE MALATTIE INFETTIVE Numerose malattie infettive sono soggette a notificazione obbligatoria. Le notificazioni raccolte dalle autorità sanitarie locali (ASL) vengono trasmesse allIstituto Centrale di Statistica (ISTAT) che elabora i dati e li pubblica periodicamente

23 D.M. 15 dicembre 1990 malattie di Classe I Malattie per le quali si richiede segnalazione immediata o perché soggette a R.S.I. o perché rivestono particolare interesse Colera Colera Febbre gialla Febbre gialla Febbre ricorrente epidemica Febbre ricorrente epidemica Febbri emorragiche virali Febbri emorragiche virali Peste Peste Poliomelite Poliomelite Tifo esantematico Tifo esantematico Botulismo Botulismo Difterite Difterite Influenza con isolamento virale Influenza con isolamento virale Rabbia Rabbia Tetano Tetano Trichinosi TrichinosiMEDICO aAUSL a, b a, bREGIONE a,b a,b a,b a,b MINI SANISS b b b b OMSISTAT a = caso sospetto b = caso confermato

24 D.M. 15 dicembre 1990 malattie di classe II Blenorragia Blenorragia Brucellosi Brucellosi Diarree inf. Non da salmonella Diarree inf. Non da salmonella Epatite virale a Epatite virale a Epatite virale b Epatite virale b Epatite virale nAnB Epatite virale nAnB Epatite virale n.s. Epatite virale n.s. Febbre tifoide Febbre tifoide Legionellosi Legionellosi Leishmaniosi cutanea Leishmaniosi cutanea Leishmaniosi viscerale Leishmaniosi viscerale Leptospirosi Leptospirosi Listeriosi Listeriosi Meningite ed encefalite a. virale Meningite ed encefalite a. virale Meningite meningococcica Meningite meningococcica Morbillo Morbillo Parotite Parotite Pertosse Pertosse Rickettsiosi diversa da tifo esantematico Rickettsiosi diversa da tifo esantematico Rosolia Rosolia Salmonellosi non tifoide Salmonellosi non tifoide Scarlattina Scarlattina Sifilide Sifilide Tularemia Tularemia Varicella Varicella Malattie rilevanti perché ad elevata frequenza e/o passibili di interventi di controllo MEDICO AUSL REGIONE b, c b, c c MINISAN ISTAT ISS a = caso sospetto b = caso confermato c = riepiloghi mensili per provincia, classe detà e sesso

25 D.M. 15 dicembre 1990 Malattie di classe III AIDSmedicoRegione AIDSmedicoRegioneMinistero Lebbra Lebbra Malaria Malaria Tubercolosi Tubercolosi Micobatteriosi non t. Micobatteriosi non t. Medico aAUSL bRegione b, c c c b, c c c MINISAN ISTAT ISS a = caso sospetto b = caso confermato

26 D.M. 15 dicembre 1990 Malattie di classe IV MODALITA DI NOTIFICA Deve essere osservato il seguente flusso informativo: Dal medico allunità sanitaria locale entro ventiquattro ore Dal medico allunità sanitaria locale entro ventiquattro ore DallUnità Sanitaria Locale alla Regione e da questa al Ministero, allIstituto Superiore di Sanità, allISTAT tramite modello 15. DallUnità Sanitaria Locale alla Regione e da questa al Ministero, allIstituto Superiore di Sanità, allISTAT tramite modello 15.

27 D.M. 15 dicembre 1990 malattie di classe IV Malattie per le quali alla segnalazione del singolo caso da parte del medico deve seguire la segnalazione dellAUSL solo quando si verificano focolai epidemici Dermatofitosi Dermatofitosi Malattie trasmesse da alimenti Malattie trasmesse da alimenti Pediculosi Pediculosi Scabbia Scabbia Altro – specificare (malattie di classe V insorte in forma di focolaio epidemico) Altro – specificare (malattie di classe V insorte in forma di focolaio epidemico) MEDICO aAUSL bREGIONE b b b b b b MINISAN ISTAT ISS a = singolo caso b = focolaio epidemico

28 Accertamento È la diagnosi eziologica di una malattia infettiva mediante lindividuazione del patogeno responsabile, al fine di effettuare un trattamento terapeutico appropriato e programmare misure profilattiche adeguate. È la diagnosi eziologica di una malattia infettiva mediante lindividuazione del patogeno responsabile, al fine di effettuare un trattamento terapeutico appropriato e programmare misure profilattiche adeguate. Laccertamento di laboratorio può essere effettuato mediante un approccio diretto in cui viene isolato il microrganismo, o mediante un approccio indiretto mediante indagini immunologiche che permettono di evidenziare il movimento anticorpale. Laccertamento di laboratorio può essere effettuato mediante un approccio diretto in cui viene isolato il microrganismo, o mediante un approccio indiretto mediante indagini immunologiche che permettono di evidenziare il movimento anticorpale. I prelievi biologici per lisolamento del microrganismo vanno effettuati il prima possibile e comunque sempre prima di iniziare una qualunque terapia antibiotica che renderebbe inutile lindagine eziologia nel caso che il patogeno fosse un batterio I prelievi biologici per lisolamento del microrganismo vanno effettuati il prima possibile e comunque sempre prima di iniziare una qualunque terapia antibiotica che renderebbe inutile lindagine eziologia nel caso che il patogeno fosse un batterio

29 ACCERTAMENTO DIAGNOSTICO in Sanità Pubblica viene effettuato per confermare la diagnosi che ha portato alla notifica; confermare la diagnosi che ha portato alla notifica; mettere in evidenza soggetti portatori (ricerca selettiva in particolari categorie, es.: portatori di Stafilococco tra gli alimentaristi); mettere in evidenza soggetti portatori (ricerca selettiva in particolari categorie, es.: portatori di Stafilococco tra gli alimentaristi); definire la durata di alcuni isolamenti; definire la durata di alcuni isolamenti; inchiesta epidemiologica: accompagna la notifica di uno o più casi indice per costruire, tramite indagini mirate, la catena delle infezioni e risalire alla fonte del contagio inchiesta epidemiologica: accompagna la notifica di uno o più casi indice per costruire, tramite indagini mirate, la catena delle infezioni e risalire alla fonte del contagio

30 NORME CONTUMACIALI (1/3) sono gli strumenti operativi di cui dispongono i servizi di Sanità Pubblica per limitare la diffusione di malattie infettive ISOLAMENTO separazione di un soggetto (in genere un malato contagioso) da tutte le altre persone ad eccezione del personale sanitario di assistenza; la durata dellisolamento è correlata alla cessata eliminazione di microrganismi patogeni ISOLAMENTO separazione di un soggetto (in genere un malato contagioso) da tutte le altre persone ad eccezione del personale sanitario di assistenza; la durata dellisolamento è correlata alla cessata eliminazione di microrganismi patogeni

31 NORME CONTUMACIALI (2/3) CONTUMACIA obbligo a permanere in ospedale od a domicilio per il periodo prescritto ed osservando le disposizioni dellautorità sanitaria CONTUMACIA obbligo a permanere in ospedale od a domicilio per il periodo prescritto ed osservando le disposizioni dellautorità sanitaria SORVEGLIANZA SANITARIA obbligo di sottoporsi al controllo dellautorità sanitaria per il tempo e secondo gli intervalli da questa stabiliti, la libertà di movimento non è limitata SORVEGLIANZA SANITARIA obbligo di sottoporsi al controllo dellautorità sanitaria per il tempo e secondo gli intervalli da questa stabiliti, la libertà di movimento non è limitata

32 NORME CONTUMACIALI (3/3) CONTUMACIA E SORVEGLIANZA SANITARIA sono in genere applicate a contatti od a viaggiatori; la loro durata è commisurata al massimo periodo di incubazione della malattia sotto controllo

33 ISOLAMENTO (1/6) isolamento stretto isolamento stretto isolamento da contatto isolamento da contatto isolamento respiratorio isolamento respiratorio isolamento tubercolare isolamento tubercolare isolamento enterico isolamento enterico precauzione per sangue e liquidi biologici precauzione per sangue e liquidi biologici precauzioni per drenaggio/secrezioni precauzioni per drenaggio/secrezioni

34 Lisolamento stretto si applica per prevenire la trasmissione di infezioni altamente contagiose o virulente, che possono essere diffuse sia per via aerea che per contatto. Le indicazioni comprendono lospedalizzazione del paziente in una stanza singola, possibilmente con sistema di ventilazione a pressione negativa rispetto allesterno, e luso di maschere, camici, guanti da parte di tutte le persone che entrano nella stanza. Lisolamento da contatto si applica per patologie che si trasmettono principalmente per contatto stretto o diretto col paziente, o attraverso il contatto con oggetti utilizzati dal paziente. E indicata una stanza singola, anche se pazienti con la stessa patologia possono condividere la stessa stanza. Maschere, camici e guanti sono indicati per chiunque giunge a contatto diretto con il paziente ed in particolare con lesioni o materiale biologico ISOLAMENTO (2/6)

35 Lisolamento respiratorio è indicato per prevenire la trasmissione di malattie infettive che si trasmettono per via aerea a breve distanza. In tali casi sono indicate stanze singole o occupate da malati con la stessa patologia che devono essere a porte chiuse con adeguata areazione. E raccomandato luso della maschera per coloro che vengono a stretto contatto con il paziente, non è indicato luso di camici e guanti. ISOLAMENTO (3/6)

36 Lisolamento tubercolare per pazienti con tubercolosi polmonare che hanno presentato positività allesame batterioscopico dellespettorato od in cui un Rx del torace indichi come molto probabile la presenza di tubercolosi attiva. Le raccomandazioni includono luso di una stanza singola con sistema di ventilazione a pressione negativa, e il mantenimento delle porte chiuse. Le maschere vanno indossate in particolare se il paziente presenta tosse; i camici vanno utilizzati per procedure che comportano una estesa contaminazione, mentre non sono indicati i guanti. ISOLAMENTO (4/6)

37 Lisolamento enterico per patologie a trasmissione oro- fecale. E indicata la stanza singola solo se il livello igienico del paziente è scarso. Non sono indicate le mascherine, mentre è raccomandato luso dei guanti in caso di contatto con materiale contaminato e lutilizzo dei camici, se si prevede la contaminazione con feci. Precauzioni per sangue e liquidi biologici si utilizzano per prevenire le infezioni trasmesse per contatto diretto o indiretto con sangue o altri liquidi biologici infetti. E indicata una stanza singola solo se il livello igienico del paziente è scarso. Luso di maschere non è indicato, mentre si raccomanda luso dei camici in caso di possibile insudiciamento e luso dei guanti in caso di contatto con sangue o altri liquidi biologici. ISOLAMENTO (5/6)

38 Precauzioni per drenaggi e secrezioni si utilizzano per prevenire le infezioni trasmesse per contatto diretto o indiretto con materiale purulento o di drenaggio da un qualche sito corporeo infetto. Non sono indicate né stanze singole né maschere, mentre luso dei camici da parte del personale di assistenza è indicato ogni volta in cui è prevedibile la contaminazione con materiale biologico del paziente e i guanti vanno indossati per toccare materiali contaminati. ISOLAMENTO (6/6)

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41 STERILIZZAZIONE (O DISINFEZIONE ASSOLUTA) Distruzione di ogni forma vivente, sia microrganismi patogeni che saprofiti, comprese le spore STERILIZZANTE Composto chimico registrato dallEPA (Environmental Protection Agency) come sterilizzante/disinfettante. E capace di distruggere tutte le forme microbiche viventi, inclusi i miceti e le spore batteriche.

42 SANIFICAZIONE [lat. Sanus (sano) + lat. facere = fare, rendere] Processo atto a rendere sano, cioè non nocivo

43 STERILIZZAZIONE CON MEZZI FISICI RADIAZIONI ultraviolette (2.500 Å) ionizzanti (raggi γ) CALORE incenerimento aria calda (stufe a secco) vapore (autoclave)

44 STERILIZZAZIONE CON MEZZI CHIMICI OSSIDO DI ETILENE (C 2 H 4 O) OSSIDO DI ETILENE (C 2 H 4 O) Viene utilizzato per sterilizzare quei materiali che si alterano alle temperature raggiunte in autoclave o nelle stufe a secco. Va usato con cautela perché questo gas esplica una notevole azione irritante sulle mucose e sulla pelle, mentre con laria forma miscele esplosive

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46 DISINFEZIONE Distruzione mirata di microrganismi patogeni e loro eventuali spore. In Sanità Pubblica ha lo scopo di distruggere i microrganismi patogeni che vengono eliminati dal malato, per impedire la loro persistenza e diffusione nellambiente e larrivo fino ai soggetti recettivi

47 DISINFEZIONE MECCANICA (o pulizia) Rimozione dello sporco da oggetti e superfici contaminate ottenuta con acqua, azione meccanica e detergenti. DISINFEZIONE CHIMICA Utilizzo dei composti chimici ad azione germicida: - oggetti inanimati (disinfettanti) - cute e mucose (antisettici)

48 DISINFEZIONE CONCOMITANTE Disinfezione che si pratica nellambiente occupato da uno o più soggetti affetti da malattia infettiva contagiosa. DISINFEZIONE CONTINUA Disinfezione effettuata in modo sistematico su tutti i materiali biologici del paziente e su tutti gli oggetti da questi utilizzati (trattamento che si attua al letto del malato)

49 DISINFEZIONE TERMINALE Disinfezione che si pratica in un ambiente in cui abbia soggiornato un malato affetto da malattia infettiva contagiosa causata da un microrganismo patogeno particolarmente resistente agli agenti esterni, dopo il suo allontanamento.

50 DISINFEZIONE PERIODICA Disinfezione che si pratica a intervalli regolari di tempo (es. ogni settimana, ogni mese). Trattamento dei locali dove si possono accumulare microrganismi patogeni: sale di attesa, locali pubblici, ospedali. Raggiunge con particolare attenzione tutte le parti dellambiente, fisse (pareti, pavimento, soffitto, infissi) e mobili (apparecchiature, arredi) DISINFEZIONE OCCASIONALE In occasione di particolari eventi (es. disinfezione di una scuola dopo un caso di malattia contagiosa)

51 MEZZI DI DISINFEZIONE NATURALI luce essiccamento temperatura concorrenza vitale diluizione ARTIFICIALI fisici chimici

52 DISINFETTANTI CHIMICI (1/3) INORGANICI INORGANICI ORGANICI ORGANICI

53 DISINFETTANTI CHIMICI (2/3) INORGANICI acidi alcali ossidanti diretti alogeni sali di metalli pesanti

54 DISINFETTANTI CHIMICI (3/3) ORGANICI acidi peracidi organici alcoli aldeidi fenolo e derivati composti tensioattivi composti organici di metalli pesanti composti alogeni organici derivati guanidici essenze vegetali

55 Grado di resistenza agli agenti disinfettanti Batteri non sporigeni Batteri non sporigeni Bacillo Tubercolare Bacillo Tubercolare Virus Virus Spore (gonococchi, meningococchi ) Spore (gonococchi, meningococchi )

56 PROPRIETA DI UN COMPOSTO CHIMICO DISINFETTANTE Biocida Innocuo Inerte su substrati Economico Gradevole Di facile uso

57 Modalità di azione dei disinfettanti Calore: coagula le proteine Calore: coagula le proteine Alcoli e fenoli: alterazione dello stato colloidale del protoplasma batterico Alcoli e fenoli: alterazione dello stato colloidale del protoplasma batterico

58 Modalità di azione dei disinfettanti Mercurio, argento e rame: si legano ai gruppi sulfidrilici (-SH) degli enzimi e coenzimi contenenti cisteina inattivandoli Mercurio, argento e rame: si legano ai gruppi sulfidrilici (-SH) degli enzimi e coenzimi contenenti cisteina inattivandoli Cloro e iodio: agiscono con effetto ossidante sui gruppi sulfidrilici (-SH) con formazione di legami di solforici inattivi Cloro e iodio: agiscono con effetto ossidante sui gruppi sulfidrilici (-SH) con formazione di legami di solforici inattivi Formaldeide e Glutaraldeide: agiscono alchilando i gruppi proteici amminici e sulfidrilici e legando gli atomi di azoto delle basi puriniche Formaldeide e Glutaraldeide: agiscono alchilando i gruppi proteici amminici e sulfidrilici e legando gli atomi di azoto delle basi puriniche

59 Effetti Se irreversibili lazione è detta battericida; Se irreversibili lazione è detta battericida; Se sono reversibili entro certi limiti e provocano solo larresto della crescita della cellula batterica lazione viene detta batteriostatica e la crescita può riprendere se il disinfettante viene allontanato o neutralizzato. Se sono reversibili entro certi limiti e provocano solo larresto della crescita della cellula batterica lazione viene detta batteriostatica e la crescita può riprendere se il disinfettante viene allontanato o neutralizzato.

60 FATTORI CHE CONDIZIONANO LATTIVITA BIOCIDA DI UN DISINFETTANTE Natura chimica del disinfettante Concentrazione duso Qualità e quantità della popolazione microbica Tempo di esposizione Natura del substrato Temperatura pH

61 Disinfezione di basso livello Eliminazione batteri in fase vegetativa, alcuni virus, alcuni miceti Disinfezione di livello intermedio Eliminazione batteri in fase vegetativa, Mycobacterium tuberculosis, la maggior parte dei virus, la maggior parte dei miceti Disinfezione di alto livello Eliminazione tutti i microrganismi ad eccezione di un elevato numero di spore batteriche.

62 Disinfezione alto livello Eliminazione tutti i microrganismi ad eccezione di un elevato numero di spore batteriche DISINFETTANTI: glutaraldeide 2% perossido di idrogeno stabilizzato al 6% acido peracetico 0,001-0,2% sodio ipoclorito 5,2%, diluizione 1:50 (1000 ppm di cloro libero) Tempo di contatto: minuti

63 Disinfezione di livello intermedio Eliminazione batteri in fase vegetativa, Mycobacterium tuberculosis, la maggior parte dei virus, la maggior parte dei miceti. DISINFETTANTI: alcol etilico e isopropilico 70-90% fenoli in soluzione detergente iodofori in soluzione detergente sodio ipoclorito 5,2%, diluizione 1:50 (1000 ppm di cloro libero) Tempo di contatto:< 10 minuti

64 Disinfezione di basso livello Eliminazione batteri in fase vegetativa, alcuni virus, alcuni miceti DISINFETTANTI: alcol etilico e isopropilico 70-90% fenoli in soluzione detergente iodofori in soluzione detergente sodio ipoclorito 5,2%, diluizione 1:500 (100 ppm di cloro libero) Tempo di contatto:< 10 minuti

65 Livello di batteri bacilli spore miceti virus virus disinfezione tubercolari lipofili idrofili Alto Intermedio Basso+ --+/-+-

66 DISINFETTANTELIVELLO Composti ammonio quaternario basso Alcol etilico e isopropilico basso/intermedio Fenoli in soluzione detergente basso/intermedio Iodofori in soluzione detergente basso/intermedio Sodio ipoclorito 5,2% (1:500, 100 ppm cloro libero) basso Sodio ipoclorito 5,2% (1:50, 1000 ppm cloro libero) intermedio/alto Glutaraldeide 2% alto Perossido di idrogeno al 6% alto Acido peracetico 0,001-0,2% alto

67 DISINFETTANTI UTILIZZATI IN AMBIENTE OSPEDALIERO Alcol etilico e isopropilico Cloro e cloroderivati Iodofori Fenoli Composti ammonio quaternario Glutaraldeide 2% Perossido di idrogeno al 6% Acido peracetico 0,001-0,2%

68 Classificazione dei dispositivi medici e requisiti minimi per lutilizzo Critici (sterilizzazione) Penetrano nei tessuti sterili o nel sistema vascolare, o vengono a contatto con il flusso sanguigno (strumenti chirurgici, cateteri vascolari, aghi, pinze da biopsia, protesi valvolari, …) Semicritici (sterilizzazione) Entrano in contatto con mucose o con cute non integra, senza presenza di sangue (materiale anestesia, endoscopi digestivi, broncoscopi,... ) Non critici (disinfezione di basso livello) Vengono a contatto con cute integra (stetoscopi, manicotti per pressione...)

69 NELLA PULIZIA DELLAMBIENTE: DISINFETTANTI O DETERGENTI? (1/2) DETERGENTI Le superfici hanno un ruolo minore nellendemia delle IO Non si registra differenza di incidenza di IO quando il pavimento è pulito con detergenti o disinfettanti Non ci sono problemi di smaltimento di disinfettanti Non ci sono problemi di esposizione per gli operatori Costi inferiori Non cè pressione selettiva per i microrganismi

70 NELLA PULIZIA DELLAMBIENTE: DISINFETTANTI O DETERGENTI? (2/2) DISINFETTANTI Le superfici contribuiscono alla trasmissione di VRE e MRSA Indispensabile nel caso di superfici contaminate con sangue Un solo prodotto per tutte le superfici

71 ANTISEPSI Linsieme delle pratiche destinate alla eliminazione o distruzione di microrganismi presenti su tutti i tessuti viventi, cute e mucose. In una accezione più ampia, la prevenzione delle infezioni mediante la eliminazione di microrganismi patogeni

72 FLORA MICROBICA SULLA CUTE Residente (10 – 20%) Transitoria (80 – 90%)

73 LAVAGGIO DELLE MANI Lavaggio sociale Lavaggio antisettico Lavaggio chirurgico

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75 LA PREVENZIONE DELLE INFEZIONI OSPEDALIERE Istituzione del Comitato controllo Infezioni Ospedaliere Sorveglianza epidemiologica Accertamento diagnostico Isolamento Pulizia, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione Razionale uso degli antibiotici Adeguata progettazione dellospedale Linee guida e protocolli di comportamento Educazione sanitaria Controlli

76 ELEMENTI DA CONSIDERARE NELLA COSTRUZIONE DI UN OSPEDALE Flusso del traffico per minimizzare lesposizione di pazienti ad alto rischio e facilitare il trasporto Adeguata separazione spaziale dei pazienti Adeguato numero e tipo di stanze per lisolamento Accessi appropriati per il lavaggio delle mani Materiali (pavimenti, superfici) che possano essere adeguatamente pulite Appropriati sistemi di ventilazione per le stanze ad isolamento e specifiche aree a rischio Appropriati sistemi di potabilizzazione dellacqua

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80 DISINFESTAZIONE In Sanità pubblica In Sanità pubblica lotta contro vettori e serbatoi animali di malattia In termini più ampi lotta contro ectoparassiti animali nocivi e molesti In altri settori lotta contro i parassiti animali e vegetali delle colture

81 Modalità di disinfestazione Disinfestazione integrale Disinfestazione integrale Insetticidi Insetticidi Rodenticidi Rodenticidi Lotta contro i ratti Lotta contro i ratti Lotta contro gli insetti Lotta contro gli insetti Gli equilibri biologici e la questione ambientale Gli equilibri biologici e la questione ambientale

82 Insetticidi e lotta biologica Piretrine Piretrine Composti clorurati organici (DDT, DDD): inibiscono lenzima succinossidasi Composti clorurati organici (DDT, DDD): inibiscono lenzima succinossidasi Composti fosforati organici (diazinone, dimethoate, fenthion, malathion, dipterex): inibiscono lenzima colinesterasi Composti fosforati organici (diazinone, dimethoate, fenthion, malathion, dipterex): inibiscono lenzima colinesterasi Carbammati Carbammati Altri mezzi (lotta biologica, riduzione accoppiamenti fecondi) Altri mezzi (lotta biologica, riduzione accoppiamenti fecondi)

83 Rodenticidi Effetto acuto: fosfuro di zinco, ossido arsenioso, solfato di stricnina, fluoroacetato di sodio, solfato di tallio, scilla, ANTU, norbormide questi ultimi tre hanno unazione più specifica sui topi Effetto acuto: fosfuro di zinco, ossido arsenioso, solfato di stricnina, fluoroacetato di sodio, solfato di tallio, scilla, ANTU, norbormide questi ultimi tre hanno unazione più specifica sui topi Azione cumulativa: derivati cumarinici (warfarin, cumarolo, cumaforil) sono composti ad azione anticoagulante che agiscono inibendo la produzione di protrombina a livello del fegato Azione cumulativa: derivati cumarinici (warfarin, cumarolo, cumaforil) sono composti ad azione anticoagulante che agiscono inibendo la produzione di protrombina a livello del fegato


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