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EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI NOSOCOMIALI EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI NOSOCOMIALI Gianfranco Tarsitani Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di.

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1 EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI NOSOCOMIALI EPIDEMIOLOGIA DELLE INFEZIONI NOSOCOMIALI Gianfranco Tarsitani Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

2 STORIA DELLE INFEZIONI OSPEDALIERE 1843 Holmes La contagiosità della febbre puerperale 1846 Semmelweiss: la catena epidemiologica della sepsi puerperale fine 800 Kock e Pasteur: etiologia delle infezioni anni 40 scoperta degli antibiotici anni 70 NNIS (national nosocomial infection study) coordinato dai CDC) Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

3 LE MALATTIE INFETTIVE ECOLOGIA MICROBICA RAPPORTO OSPITE - PARASSITA Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

4 Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Vie di eliminazione Secreti Escreti Vie di penetrazione Cute Mucose Uomo sano e recettivo Trasmissione diretta Trasmissione indiretta STORIA NATURALE DELLE MALATTIE INFETTIVE Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

5 Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Vie di eliminazione Secreti Escreti Vie di penetrazione Cute Mucose Uomo sano e recettivo VERTICALE TRASMISSIONE DIRETTA PARENTERALE INAPPARENTE SESSUALE Lo scambio ematico CONTATTO GENERICO Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

6 TRASMISSIONE INDIRETTA Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Vie di eliminazione Vie di penetrazioni Uomo sano e recettivo Veicoli Vettori SERBATOIO Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

7 TRASMISSIONE ATTRAVERSO LARIA Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Aria Nuclei di Goccioline Vie respiratorie Uomo sano e recettivo Goccioline Polveri Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

8 Il ruolo dei mezzi inanimati di trasmissione delle malattie Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Veicoli Uomo sano e recettivo Suolo Favorenti Ostacolanti Indifferenti Effetti di uso Acqua Alimenti Aria TRASMISSIONE PARENTERALE Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

9 Il ruolo dei mezzi animati di trasmissione delle malattie Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Vettori Uomo sano e recettivo Meccanici Insetti ematofagi Obbligati Alimenti contaminati Mosche Blatte MALARIA Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

10 Trasmissione fecale-orale Sorgente di infezione: uomo e animale (malato o portatore) Vie di eliminazione Feci Enterobatteri Enterovirus Parassiti intestinali Alimentazione Uomo sano e recettivo Trasmissione diretta/ indiretta Mani Trasmissione indiretta Veicoli Vettori Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli Malattie veicolate da alimenti Tossinfezioni alimentari

11 LE INFEZIONI NOSOCOMIALI ECOLOGIA MICROBICA RAPPORTO OSPITE - PARASSITA IL SERBATOIO OSPEDALIERO Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

12 DEFINIZIONE DI INFEZIONE OSPEDALIERA (I.O.) infezione insorta durante il ricovero in ospedale, clinicamente non manifesta né in incubazione al momento dellammissione Ospedale S. Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli le infezioni acquisite in ospedale comprendono anche quelle contratte dal personale ospedaliero nellassistenza ai malati

13 ETIOLOGIA DELLE I.O. PATOGENI TRADIZIONALI (es.: M. tubercolosis, HBV, HCV, etc.) possono interessare sia i pazienti sia gli operatori sanitari GERMI OPPORTUNISTI (es.:Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, etc.) di regola scarsamente patogeni, possono causare malattia nei soggetti con difese indebolite in genere interessano solo i pazienti Ospedale S. Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

14 FATTORI DI RISCHIO Caratteristiche del microrganismo Caratteristiche del paziente Caratteristiche ambientali intervengono nelle modalità di trasmissione più frequenti meno frequenti malato-malato personale strumenti o procedure cibo acqua pareti/pavimenti Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

15 CARATTERISTICHE DEL MICRORGANISMO patogenicità virulenza invasività Fonti e serbatoi Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

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18 CARATTERISTICHE DELLOSPITE Meccanismi di difesa aspecifici Flora endogena Barriere naturali Reazione flogistica Meccanismi di difesa specifici Risposta immunitaria: umorale e cellulare Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

19 LA MANO PRENDE dalla cute dalle ferite infettedel paziente dal pus dalle secrezioni dalla faccia dal corpodel personale dalle manisanitario dai vestiti LA MANO TRASFERISCE alle lenzuola alla biancheria sporca a bacinelle e lavandini ai bagni LA MANO CONTAMINA attrezzature sanitarie biancheria pulita bagni piatti e posate ecc. LA MANO INFETTA pazienti operati bambini malati gravi malati cronici anziani personale sanitario Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

20 colpiscono circa il 5-10% dei pazienti ricoverati rappresentano circa il 50% delle complicanze ospedaliere quota prevenibile 30-40% Ospedale S. Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli DIMENSIONI DEL PROBLEMA

21 Prevalenza di infezioni ospedaliere in Italia e in altri paesi Rapporto tecnico per la definizione di obiettivi e strategie della salute Regione Emilia Romagna PSN PaeseAnnoN° ospedaliN° PazientiPrevalenza Paz.infetti/100 Prevalenza Infezioni/100 Svezia nr10,5 Danimarca nr10,4-12,1 Norvegia ,0nr Inghilterra ,2nr Italia ,87,6 14 paesi OMS ,79,9 Belgio ,310,3* Spagna ,582nr11,2 Toscana ,5645,16,4 Cecoslovacchia nr6,1 Spagna ,4898,59,9 *Sono state rilevate solo le infezioni della ferita chirurgica, le batteriemie e le infezioni del tratto urinario Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

22 INDAGINE DI PREVALENZA REGIONE LOMBARDIA (Journal of Hospital Infections, luglio 2003 INDAGINE DI PREVALENZA REGIONE LOMBARDIA (Journal of Hospital Infections, luglio 2003) 27 Aziende Ospedaliere lombarde 4 IRCCS pubblici 803 reparti di degenza TOTALE: 803 reparti e pazientiRISULTATI Il 4,9% dei pazienti è stato colpito da infezione per un totale di 916 casi Tasso di infezione della ferita, nel caso degli interventi chirurgici: 2,7% Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

23 PREVALENZA DI I.O. NELLE UTI (EPIIC 1992) Ospedale S. Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

24 il numero globale di infezioni ospedaliere è diminuito del 16% ( ), ma il rischio per giorno-paziente è aumentato del 36% sono sempre più frequenti le localizzazioni più gravi (batteriemia, polmonite) e sostenute da batteri resistenti Ospedale S. Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli TREND DELLE I.O. (NNIS)

25 LOCALIZZAZIONE DELLE PIÙ COMUNI I.O. Ospedale S. Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

26 Variabilità della frequenza di infezioni per localizzazione, in diversi sottogruppi di pazienti Rischio più elevato:Pz cateterizzati >13 giorni Rischio più basso:Uomini giovani non cateterizzati; intervento il giorno del ricovero Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

27 Variabilità della frequenza di infezioni per localizzazione, in diversi sottogruppi di pazienti Rischio più elevato:uomini con RI* elevato, trattati con corticosteroidi o immunosoppressori o sottoposti ad intervento toraco-addominale o addominale Rischio più basso:Pz con RI* basso, senza altri fattori di rischio ad eccezione di uomini giovani con durata intermedia dellintervento chirurgico *RI: rischio intrinseco Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

28 Variabilità della frequenza di infezioni per localizzazione, in diversi sottogruppi di pazienti Rischio più elevato:Pz con RI* elevato, sottoposti ad intervento chirurgico toraco-addominale o addominale Rischio più basso:Pz con RI* basso, intervento di breve durata con breve degenza preoperatoria e senza precedenti infezioni *RI: rischio intrinseco Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

29 Variabilità della frequenza di infezioni per localizzazione, in diversi sottogruppi di pazienti Rischio più elevato:Pz con RI* elevato, con precedente infezione o trattati con corticosteroidi o immunosop Rischio più basso:donne con RI* basso, non sottoposte ad intervento chirurgico, ma con breve degenza preoperatoria *RI: rischio intrinseco Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

30 Incidenza di infezioni in pazienti esposti alle diverse procedure invasive Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

31 Incidenza di infezioni in pazienti esposti alle diverse procedure invasive Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

32 Incidenza di infezioni in pazienti esposti alle diverse procedure invasive Ospedale S.Andrea - Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica G. Sanarelli

33 COLTURE DI SORVEGLIANZA In presenza di episodi epidemici consente didentificare tempestivamente l'agente patogeno probabilmente causa d'infezione. Descrivere le caratteristiche epidemiologiche dei microrganismi che sono presenti in reparto. EMOCOLTURE: non esistono dati che dimostrino l'assoluta utilità di questi campioni di sorveglianza. BRONCOCULTURE: i dati ricavati dalla letteratura sono contrastanti e non consentono di esprimere un parere definitivo sull'argomento. METODOLOGIE DI SORVEGLIANZA

34 SORVEGLIANZA BASATA SUL LABORATORIO Ricerca sistematica degli "alert organisms": ceppi di particolare interesse in quanto associati ad epidemie (MRSA, VRE, Clostridium difficile, gram-negativi resistenti agli aminoglicosidi e ceppi produttori di beta-lattamasi). Identificazione tempestiva delle epidemie: incremento statisticamente significativo degli isolamenti di un particolare microrganismo. Sorveglianza delle resistenze: gli isolamenti ripetuti effettuati dallo stesso paziente devono essere contati una sola volta; l'analisi deve essere condotta separatamente per materiali rappresentativi di infezioni invasive.

35 Distribuzione dei tassi di antibiotico-resistenza (USA 1999) Microrganismi antibiotico resistentiUTINon UTI MRSA39,4%35,7% CNS - meticillina74,2%61,8% Enterococcus - Vancomicina16,7%11,7% P. aeruginosa - Ciprofloxacina24,7%22,2% P. aeruginosa - Levofloxacin35,5%26,3% P. aeruginosa - imipenem17,0%11,3% P. aeruginosa - Ceftazidime11,1%7,2% P. aeruginosa - Piperacillina14,4%9,5% Enterobacter spp - Cef325,5%21,6% Enterobacter spp - Carbapenem1,2%1,4% Klebsiella pneumoniae - Cef36,5%4,7% E coli - Cef31,4%0,8% E coli - Chinoloni2,5%2,3% Pneumococcus - penicillina14,5%0,1

36 SORVEGLIANZA BASATA SUL REPARTO Raccolta di tutti i dati disponibili dai reparti e laboratori con una revisione continua dellincidenza delle IO. Adozione di definizioni di caso universalmente diffuse che facilitano il confronto dei risultati; distinguendo chiaramente tra IO e comunitarie (48/72h dal ricovero in UTI). Rilevamento delle infezioni maggiormente prevenibili soprattutto se collegate a procedure invasive (polmoniti, setticemie, ferita chirurgica, vie urinarie). Si raccomanda di rilevare i dati relativi allesposizione a ventilazione assistita, catetere venoso centrale ed urinario. Questo consentirà di calcolare sia i parametri dinfezione per esposizione che le misure di ricorso alla procedura (frequenza, durata).


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