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COMUNICAZIONE NON VERBALE

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Presentazione sul tema: "COMUNICAZIONE NON VERBALE"— Transcript della presentazione:

1 COMUNICAZIONE NON VERBALE
CNV COMUNICAZIONE NON VERBALE

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4 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
Ruolo centrale nel comportamento sociale dell’uomo: eventi esterni, passato, futuro Uso corretto CNV = capacita’ e competenze sociali Intimamente legata al linguaggio, lo sostengono, feedback, sincronizzazione Alcune cose si esprimono adeguatamente solo con la CNV e non con le parole Negli animali riguarda stati interiori e intenzioni

5 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
CNV complessa: Arte, Musica, Riti in generale, Riti Religiosi.

6 FUNZIONI (CNV) ESPRIMERE EMOZIONI: Attraverso il corpo, la voce e le espressioni facciali COMUNICARE ATTEGGIAMENTI PERSONALI: Stabilire e mantenere relazioni interpersonali (amicizie) attraverso tono di voce, espressioni facciali, vicinanza fisica, contatto fisico, sguardo ACCOMPAGNARE IL DISCORSO: Interlocutori si scambiano cenni del capo, sguardi e suoni non verbali sincronizzati con il discorso LA PRESENTAZIONE DI SE’: Soprattutto attraverso l’aspetto esteriore, in misura minore la voce RITUALI: Saluti, e altri riti in generale

7 APPLICAZIONE PRATICA (CNV)
Recupero abilita’ sociali pazienti: Depressi, adolescenti borderline, ecc… Addestramento abilita’ sociali in ambito professionale: Medici, Assistenti di Volo, Candidati Politici Addestramento contatti interculturali: Personale che lavora all’estero o in organizzazioni internazionali (Parlamento Europeo, ONU)

8 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
Ha luogo ogni volta che una persona (emittente) influenza il comportamento di un’altra (ricevente) attraverso uno dei seguenti “canali”: 1 espressione facciale 2 sguardo 3 gesti e altri movimenti del corpo 4 postura 5 contatto fisico 6 comportamento spaziale 7 abbigliamento; aspetto esteriore (pettinatura) 8 vocalizzazioni non verbali 9 odore

9 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
Emittente Ricevente Stato di A Segnale NV Stato di B codifica decodifica A in codifica e B in decodifica attribuiscono lo stesso significato al segnale B decodifica in modo sbagliato perche’ A non e’ un buon emittente o B non e’ un buon ricevente o entrambi A invia un messaggio ingannevole che B non riesce a decodificare A non intende comunicare ma il suo comportamento puo’ essere decodificato da B corretamente A non intende comunicare e B decodifica in modo scorretto

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11 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
Consapevole (intenzionalita’ di comunicare)= Segnali diretti ad un fine Es. Offerta ad un’asta Incosapevole (nessuna intenzionalita’) = Segni fisiologici involontari Es. Tremore, sudore in un contesto emotivo Frequentemente osserviamo una “miscela” dei due tipi di CNV. Es. Espressioni facciali di un’emozione

12 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
Segnali discreti invariabili come le parole gesti simbolici come: autostop, ok Segnali variabili e probabilistici, lungo un continuum (vicinanza, volume della voce) Segnali “iconici” che richiamano nella loro forma il significato Il linguaggio dei segni non e’ CNV

13 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
Emittente Ricevente consapevole comunicazione verbale prevalentemente inconsapevole prevalentemente consapevole CNV inconsapevole Cambiamenti di sguardo e altri piccoli segnali Emittente addestrato all’uso della CNV Ricevente addestrato all’interpretazione della CNV

14 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
SIGNIFICATO Emittente nel suo stato emotivo o altro, o nel messaggio Ricevente nell’interpretazione del segnale Il significato del segnale CNV varia dal contesto. Es. CONTATTO FISICO: il/la proprio marito/moglie, il/la marito/moglie di un’altra/o, uno sconosciuto, un paziente, una persona in un ascensore affollato, un partecipante ad un gruppo di incontro Dipende anche dalla posizione spazio-temporale, quindi dipende da cio’ che ha preceduto, nell’interazione, il segnale che stiamo inviando.

15 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
VARIAZIONI CULTURALI ESPRESSIONI FACCIALI: fondamentalmente universali e transculturali. Alcune variazioni. Veicolo per l’espressione delle EMOZIONI

16 EMOZIONI EMOZIONI ADATTATIVE: Affetti positivi e negativi preparano e guidano comportamenti motivati che promuovono la sopravvivenza e la riproduzione (Darwin) Agiti o interpretati (espressioni facciali) Comunicazione non Verbale: I neonati comunicano gli stati emotivi attraverso le espressioni facciali (entro i sei mesi tutte le emozioni fondamentali vengono espresse)

17 EMOZIONI

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19 EMOZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI
Le emozioni hanno un valore adattativo anche nelle relazioni interpersonali Soggetti che si uniformano alle regole non vengono allontanati da un gruppo sociale Soggetti inseriti socialmente hanno piu’ probabilita’ di riprodursi

20 EMOZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI
SENSO DI COLPA: Il senso di colpa ha un valore adattivo nelle relazioni interpersonali perche’ la percezione di una nostra responsabilita’ sullo stato di salute altrui ci porta ad evitare comportamenti potenzialmente pericolosi per gli altri e a favorire comportamenti che rafforzano le relazioni interpersonali Mostrare il proprio senso di colpa, dimostra che vi e’ un interessamento sulle condizioni altrui Indurre il senso di colpa influenza il comportamento altrui!!!!!!!!

21 EMOZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI
IMBARAZZO: L’imbarazzo (arrossire) dimostra un senso di colpa per una trasgressione di una norma sociale Chi dimostra imbarazzo viene percepito come sottomesso e suscita da parte del gruppo sociale piu’ simpatia e disponibilita’ al perdono. Quindi, anche l’imbarazzo consolida le relazioni interpersonali e l’integrazione sociale Scuse non-verbali Arrossire per l’imbarazzo e’ un reazione tipicamente umana

22 ESPRESSIONI FACCIALI L’emisfero DESTRO e’ cruciale per il riconoscimento delle espressioni facciali e del riconoscimento delle situazioni emozionali Lesioni dell’emisfero destro producono gravi deficit di riconoscimento delle espressioni emotive facciali L’emisfero sinistro probabilmente assegna delle descrizioni verbali alle espressioni facciali che possono agevolarne il riconoscimento. E’ comunque coinvolto nel riconoscimento delle situazioni emozionali

23 COMUNICAZIONE NON VERBALE (CNV)
VARIAZIONI CULTURALI ESPRESSIONI FACCIALI: fondamentalmente universali e transculturali. Alcune variazioni. Veicolo sociale per l’espressione e la segnalazione delle EMOZIONI Molto importanti sono le “norme di comportamento” all’interno di diverse culture che regolano l’ostentazione di ogni espressione emotiva. Difficolta’ particolare nel riconoscimento di emozioni nelle espressioni facciali diGiapponesi. “Lasciare trasparire sul volto le proprie emozioni era considerato indegno di un samurai” (Nitobe, 1969) Ambiti sociali all’interno di culture: Esercito, Politica, ecc…

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25 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV): Oltre alle emozioni fondamentali inviamo segnali su stati piu’ sfumati o “umori”: Es. Piacere, dispiacere, soddisfazione della fame o del sesso, sonnolenza eccitazione. “lettura a voce alta” dello stato interno a beneficio di terzi Vengono inviati segnali nonostante il controllo del comportamento espressivo: Alcuni sono reazioni psicologiche dirette senza intenzione di comunicare: nausea, sonnolenza, eccitazione Alcuni si sono evoluti come segnali sociali con valore adattativo Alcuni sono segnali sociali inviati intenzionalmente per accompagnare o sostenere il discorso

26 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
Oltre alle emozioni fondamentali vi sono altre emozioni che non vengono altrettanto studiate ma che sono importanti nella CNV: Divertimento Noia Impazienza Stanchezza fisica Dolore Eccitazione sessuale Sentimento religioso

27 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
Le aree corporee che trasmettono emozioni: Volto: bocca, sopracciglia, pelle, movimento facciale Occhi: apertura oculare, dilatazione pupille, durata sguardo Gesto: forma e movimenti della mano, mano al volto, mani unite Postura: tesa o rilassata, erezione della postura, stile dei movimenti del corpo Tono di voce: tonalita’, velocita’, volume, ritmo, difficolta’ nel discorso

28 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
Espressione di emozioni evocate naturalmente un po’ diversa da quelle evocate artificialmente (attori) Mentre il volto sembra esprimere la qualita’ dell’emozione, i gesti la postura ed i movimenti del corpo sembrano fornire l’intensita’ dell’emozione Il tono della voce (prosodico) indica lo stato emozionale. I depressi e altri pazienti neurologici si esprimono in un monotono senza prosodia emozionale Molti dei segnali di CNV che veicolano lo stato emozionale sono emessi con maggior frequenza in presenza di altri anche inconsapevolmente. Ma si riscontrano anche in soggetti isolati e con buona correlazione con il loro stato emotivo.

29 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
Regole sociali di ostentazione possono ostacolare l’espressione emozionale. Le persone possono anche esibire espressioni di emozioni che non provano E’ comunque difficile controllare volontariamente l’espressione spontanea di emozioni: Possiamo controllare piu’ il volto, meno il tono della voce, la dilatazione delle pupille e la traspirazione, ed il corpo al di sotto del collo (aree “Spia”) Macchina della verita’ Regole sociali che modulano l’espressione emotiva: matrimoni, funerali e professioni: medici, assistenti di volo Contesti che favoriscono la decodifica delle emozioni: funerale, festa di laurea

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31 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
INGANNO: “Se le sue labbra tacciono, parla con le punte delle dita; il tradimento trapela da ogni poro” Freud (1905) Indizi non verbali che rivelano la menzogna: dilatazione pupille tono di voce piu’ alto incertezze e lentezza nell’eloquio espressioni verbali brevi minori fissazioni reciproche con lo sguardo pause vuote sorriso ridotto maggiori cambiamenti di posizione ridotti movimenti della testa maggior uso di frasi negative

32 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
INGANNO: Gli indizi che si usano per scoprire l’inganno non sono correlati con gli indizi che lo accompagnano USATI CORRETTAMENTE: Lentezza nell’eloquio, tono di voce piu’ alto, esitazione nell’eloquio USATI NON CORRETTAMENTE: reciprocita’ dello sguardo ridotta, diminuzione del sorriso, errori nell’eloquio Espressioni facciali brevissime (1/4 s) possono tradire l’inganno e si possono riconoscere con l’addestramento Espressioni facciali che tentano di “soffocare” la menzogna come il sorriso. Ma i sorrisi falsi sono diversi da quelli autentici: terminano bruscamente e non influenzano la parte superiore del volto.

33 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
Movimenti delle mani che lasciano trasparire l’emozione (inganno). Gesti emblematici incompleti.

34 + - ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
QUALE CANALE PER LA DECODIFICA DELLE EMOZIONI? Il volto in generale veicola il maggior numero di informazioni sulle emozioni. Seguito dal corpo e dal tono delle voce. Dipende anche dal tipo di emozione e di controllo volontario: Emozione Segnale CNV Espressivo Controllo Volontario Riceventi Decodifica Felicita’ Collera VOLTO + Femmine Tristezza Paura CORPO VOCE - Maschi

35 ESPRESSIONI DELL’EMOZIONE (CNV):
QUALE CANALE PER LA DECODIFICA DELLE EMOZIONI? I segnali NON verbali hanno un impatto molto maggiore nella decodifica delle emozioni. Si attribuisce piu’ importanza ai segnali negativi che veicolano emozioni negative. In caso di segnali contrastanti (tentativo di celare l’emozione) vengono considerati solo i segnali negativi perche’ considerati piu’ autentici. Quando segnali verbale e segnali NV sono discordanti si presta piu’ attenzione a quelli NV

36 ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV):
Essere felici e’ un’emozione (felicita’) ma provare simpatia verso una persona e’ un atteggiamento interpersonale. Emozioni e AI usano le stesse espressioni facciali come CNV L’espressione degli AI puo’ essere spontanea o volontariamente regolata in base alle regole sociali. Es: L’attrazione sessuale segue il principio edonistico del piacere ma e’ regolata dal principio di realta’. Ci sono diversi gradi di controllo degli AI e dipendono dal contesto: stabilire una relazione mantenere o modificare una relazione esistente Motivazione di Affiliazione, Dominanza o Sessuale

37 MOTIVAZIONI Bisogni: Stati di carenza come conseguenza della percezione della mancanza di qualcosa di essenziale e importante (cibo, amore, conoscenza). Energia interna che richiede il ripristino di uno stato di equilibrio (omeostasi). Motivi: Sinonimi di bisogni. Anticipano il soddisfacimento dei bisogni. Sovrintendono alle azioni volte al soddisfacimento di un bisogno attribuendogli priorita’. Protratti nel tempo e conducono a stili di vita volti al raggiungimento di mete con alta priorita’ con costi in termini di sacrificio e dilazione di altre mete (piu’ importanti per altri)

38 MOTIVAZIONI Incentivi: Oggetti o condizioni associate con la sensazione, da parte del soggetto, di soddisfacimento di bisogni. Sinonimo di scopo o che ne promuove il conseguimento. Primari: Indipendenti dall’apprendimento (modulazione). Soddisfano alla prima presentazione (gusto dolce, sensazione sessuale). Secondari: Associati ai primari grazie all’apprendimento (denaro, alta votazione ad un esame) Scopi: La meta ultima del comportamento “motivato” (promozione, laurea)

39 MOTIVAZIONI Teoria Psicodinamica: Bisogni Biologici o Viscerogeni (fame, sete…), Bisogni Psicogeni (affiliazione, dominio, autonomia, successo…) Need: Bisogni che premono per essere soddisfatti Press: Fattori ambientali che ne condizionano l’appagamento Bisogni Manifesti (immediati) Bisogni Latenti (rimossi) Test di Appercezione Tematica (TAT) Test proiettivo Rivelazione dei bisogni rimossi attraverso la proiezione su oggetti presenti (figure) dei contenuti immaginativi del soggetto. Importanza della biografia individuale

40 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Ragioni dell’Agire: Le persone normalmente forniscono delle ragioni del proprio agire. Le ragioni fornite dal soggetto sono fondamentali per intuirne le motivazioni che orientano il suo agire Ricostruzione del Passato e Proiezione nel Futuro Ragionamento del Soggetto: Assegnazione di priorita’ ai bisogni, Predizione sul percorso intrapreso, Organizzazione dei mezzi per realizzarla Proposito: Decisione che porta ad attribuire priorita’ all’agire Volonta’: Modulazione dell’azione conforme ai propositi

41 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Ricerca Spontanea: Spontaneamente si cerca di dare un senso a cio’ che si pensa o che si e’ inclini a fare “Raccontarsi”: Difficilmente le persone non sanno dare una spiegazione dei loro intendimenti o delle loro mete. La psicologia delle motivazioni non puo’ prescindere dal “racconto” del soggetto. Riflettere su se stessi, imparare dall’esperienza, interagire con gli altri, progettare il futuro Dare un Senso alla Vita: Vitale quanto quello di nutrirsi

42 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
MOTIVI: Successo, Affiliazione, Potere SUCCESSO AFFILIAZIONE POTERE DESIDERIO DI DESIDERIO DI DESIDERIO DI ECCELLENZA PROTEZIONE DOMINIO PAURA DI FALLIRE PAURA DEL PAURA DI RIFIUTO DIPENDENZA Fusione dei vari motivi e loro soddisfazione Dominanza di un motivo sugli altri che regola l’agire Questionari, Resoconti Verbali, TAT: Motivi reali dell’agire, svelati dalla produzione spontanea di proiezione

43 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Motivazione alla Riuscita o al Successo: Raggiungimento dell’eccellenza, Ottimizzazione delle prestazioni Bisogno: Riuscire nello Studio Scopo: Raggiungere prestazioni eccellenti Motivo: Decisione di cimentarsi in alcune attivita’. Avvio dell’azione per garantire lo scopo che si intende raggiungere e garanzia del massimo impegno Fase di Decisione: Riconoscimento di un bisogno, stime e anticipazioni; Formazione dell’intenzione ad agire Fase di Realizzazione: Passaggio all’azione ed estinzione del bisogno (raggiungimento dello scopo) Stime e anticipazioni. Verifica online dei risultati intermedi ottenuti e valutazione dell’azione

44 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Motivazione alla Riuscita o al Successo: Le persone sono piu’ motivate ad impegnarsi quando percepiscono che possono riuscire traendone il massimo vantaggio Persone Motivate: Tendono a cimentarsi in compiti moderatamente difficili ed evitano quelli troppo facili e troppo difficili Persone Meno Motivate: Tendono a cimentarsi in compiti o estremamente facili o estremamente difficili evitando quelli moderatamente difficili Cimentarsi in una prova e ancora di piu’ in una sfida: Desiderio di riuscire ma anche desiderio di non fallire Chi e’ portato a riuscire (Motivato) non esita di fronte ai rischi moderati, non e’ attratto da compiti facili e manifestatamente disinteressato ai compiti difficili

45 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Chi ha paura di fallire (Non Motivato) Sceglie compiti facili in cui non si puo’ fallire o, paradossalmente, compiti molto difficili in cui non c’e’ timore di fallire dato che tutti falliscono Motivazione al Successo: Interazione della Tendenza alla Riuscita e della Tendenza ad Evitare il Fallimento

46 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Stime e Aspettative dipendono dalla percezione del soggetto delle cause che determinano il successo o il fallimento e dalle convinzioni di poter dominare le circostanze Caso, Fortuna o Impegno e Capacita’ Personali? Ritenere che il successo dipenda dal proprio impegno e dalle proprie abilita’ e’ determinante nella formazione dei propositi e nell’erogazione degli sforzi Attribuzione di Causalita’: Fondamentale nella formazione delle intenzioni, nell’impegno profuso, nel valore attribuito a successi e fallimenti, nello stato d’animo (affetti) Questo vale per le azioni che si intraprendono, ma anche per le responsabilita’ che si vuole assumere,

47 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
lezioni che si traggono dall’esperienza, influenze protratte nel tempo su decisioni future. Se il raggiungimento di una meta e’ attribuito a fattori esterni quali: fortuna o aiuto degli altri, ci si affida alla sorte e alla benevolenza altrui Al contrario, se il raggiungimento di una meta e’ attribuito a tenacia e capacita’ individuali, ci si affida alla prima per migliorare le seconde Atteggiamenti di sorpresa o rassegnazione per successi o fallimenti, rispettivamente, sono le emozioni che si osservano quando il raggiungimento o no di una meta’ e’ attribuito a fattori esterni Atteggiamenti di orgoglio o di colpa si accompagnano, invece, a successi e fallimenti quando questi ultimi

48 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
sono attribuiti a fattori interni

49 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Volizione: Sostentamento dell’impegno, Direzione dell’azione, Controllo sulle interferenze, fra una DECISIONE e una REALIZZAZIONE (non tutte le decisioni-desideri si realizzano) Orientamento all’Azione: Perseguire efficacemente la realizzazione dei propri propositi: Controllo dell’attenzione della concentrazione, della persistenza dell’energia, impegno focalizzato delle energie Orientamento allo Stato: Pressione di stati interni di urgenza, eccitazione, incertezza che fanno dubitare della scelta intrapresa, distraggono l’attenzione, impacciano l’azione, minacciano la determinazione. Continue esitazioni, dubbi, incertezze, che sprecano risorse utili.

50 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
I due orientamenti possono coesistere nella stessa persona a seconda del contesto delle risorse disponibili e della presenza o meno di ostacoli (intervento sulle condizioni stressanti che ostacolano il raggiungimento della meta) Possono anche, singolarmente, divenire veri e propri tratti di presonalita’: Orientamento all’Azione = Energia e Coscienziosita’; Orientamento allo Stato = Impulsivita’ e Vulnerabilita’ Per armonizzare l’equilibrio fra Desiderio e Realizzazione e’ necessario individuare le azioni che favoriscono o ostacolano il raggiungimento delle mete. In alcuni casi si tratta di intraprendere un’azione corretta, in altri e’ necessario sospendere un’azione dannosa.

51 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Sistema del Se’: Grado di convinzione sulla possibilita’ di dominare l’ambito in cui si svolge l’azione. Determinazione delle aspettative individuali. Selezione delle mete e innesco dell’azione Convinzioni di Autoefficacia: Convinzioni sulle capacita’ di essere all’altezza della situazione: formazione e realizzazione dei propositi, Lezioni tratte dall’Esperienza: Massimo vantaggio dalle proprie potenzialita’ e dalle risorse ambientali disponibili Test dell’Autoefficacia: Non c’e’ motivo di cimentarsi con compiti al di fuori della propria portata. La convinzione di efficacia si accompagna alla percezione e consapevolezza delle proprie capacita’. Convinzioni di “Essere in grado di”: La prova dei fatti porta ad abbandonare le convinzioni illusorie

52 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Convinzioni di “Non essere in grado di”: Possono essere piu’ resistenti nel tempo, in quanto tendono a non essere mai messe alla prova dei fatti. Soggetti che possiedono le capacita’ per svolgere un compito non si cimentano mai con esso e mantengono la loro convinzione di NON autoefficacia. Le convinzioni di autoefficacia possono operare in maniera indipendente nei vari ambiti: Lavoro, Scuola, Sport, Affettivita’ Autoefficacia diversa da Autostima (generale sul se’) e Autocompetenza (generale sull’ambito es. Sportivo) La “convinzione di essere all’altezza” e’ piu’ forte nel dirigere l’azione della motivazione al successo come evitamento del fallimento o delle attribuzioni del successo o dell’insuccesso a fattori interni o esterni

53 _ + convinzione di efficacia convinzione di efficacia azione azione successo fallimento

54 può resistere a lungo se si evita la prova
convinzione di non efficacia + azione successo

55 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Persone con un basso senso di autoefficacia: Sottostimano le potenzialita’ (personali) e le opportunita’ (ambientali) e tendono ad esagerare le difficolta’ ed esasperano le avversita’: Si preparano al fallimento Persone con un alto senso di autoefficacia: Percepiscono le potenzialita’ e le opportunita’. Considerano le difficolta’ come sfide e non hanno ripensamenti: Anticipano il successo Conclusioni: Il raggiungimento di una meta necessita di un’armonia funzionale per mantenere impegno e interesse, di utilizzare al meglio le risorse, di mutare velocemente la direzione della condotta se il contesto cambia e di difendere il proposito da interferenze cognitive e affettive. In questo le convinzioni di autoefficacia sono determinanti.

56 PSICOLOGIA DELLE MOTIVAZIONI
Tanto piu’ esse riflettono le effettive capacita’ del soggetto e tanto piu’ si osservano risolutezza e creativita’ nell’agire. L’azione risultera’ piu’ rapida e plastica (modificabile in base alle mutevoli condizioni ambientali)

57 ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV):
Per essere efficace la CNV volontaria deve comprendere sia l’invio di segnali che il monitoraggio dell’effetto di questi sui riceventi. Mantenimento di un rapporto. Analisi Fattoriale AI Combinazioni di dimensioni: amichevole-dominante dominante sottomesso amichevole ostile

58 AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole)
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): Espressione AI soggetta a regole sociali a seconda di situazioni e rapporti AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) Gli atteggiamenti verso gli altri sono regolati dal grado di simpatia-antipatia e dal livello di intimita’ che si desidera ottenere. CODIFICAZIONE: I principali segnali di gradimento sono: vicinanza: piu’ stretta con inclinazioni verso l’altro orientazione: piu’ diretta, in certe situazioni fianco a fianco sguardo: piu’ sguardo e piu’ sguardo reciproco espressione facciale: piu’ sorridente gesti: cenni del capo, movimenti vivaci postura: aperta, con le braccia allungate verso l’interlocutore contatto fisico: maggior contatto tono della voce: timbro piu’ alto, maggiore sonorita’ contenuto verbale: maggiore confidenza reciproca

59 AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole)
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) Questi segnali di AI sono usati insieme per esprimere AMICIZIA Sul posto di lavoro si scelgono le persone con cui pranzare o andare alla pausa caffe’. Ma le attivita’ lavorative impediscono che gli AI siano continui. Anche nell’interazione fra partners non c’e’ uno scambio continuo di segnali di affetto. Come per le emozioni esistono delle regole sociali per l’espressione degli AI. In particolare per gli AI negativi che spesso si tenta di celare. Le persone sole o i pazienti sprovvisti di abilita’ sociali hanno difficolta’ ad inviare i segnali positivi degli AI e quindi a rendersi simpatici

60 AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole)
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) DECODIFICAZIONE: Gli AI vengono percepiti molto meglio attraverso segnali NV. Tuttavia in presenza di segnali contraddittori (Es. Messaggio verbale negativo fornito da una donna sorridente) i bambini tendono a valutare il messaggio piu’ negativamente degli adulti. Le donne sorridono di piu’ degli uomini quando forniscono un messaggio verbale negativo. Vengono percepiti piu’ correttamente le accettazioni (amichevole) rispetto ai rifiuti (ostile). Il rifiuto e’ spesso celato e quindi non viene percepito correttamente. “Ingraziarsi qualcuno”: atteggiamento adulatorio, conciliante, sorriso, gratificazioni interpersonali verbali e NV in modo fuorviante per indurre il ricevente a concedere dei favori. Anche gli adulti non amano le combinazioni V-NV contraddittorie perche’ tendono a combinarle assieme.

61 AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole)
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) Un AI di affiliazione (amichevole) tende ad instaurare una relazione “intima” con una persona. L’invio di segnali NV non deve tuttavia superare un livello di “normalita’ e accettabilita’” REAZIONI AI SEGNALI DI INTIMITA’: Il livello di intimita’ e’ dato dalla vicinanza spaziale, dal grado di confidenza e dallo sguardo. C’e’ costantemente un conflitto fra forze di Avvicinamento (rinforzato da gratificazioni) e di Allontanamento (punito da segnali negativi). Le persone sono attratte ma anche respinte dagli altri. Le forze ovviamente diminuiscono con la distanza fisica. Piu’ velocemente quelle di allontanamento. Se una persona e’ attratta da un’altra saranno piu’ efficaci le forze di Avvicinamento e piu’ deboli quelle di Allontanamento con il risultato finale di una vicinanza.

62 AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) Posizione di EQUILIBRIO
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) REAZIONI AI SEGNALI DI INTIMITA’: Allontanamento Forza della Motivazione Avvicinamento Distanza fisica dalla persona Posizione di EQUILIBRIO

63 AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole)
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) REAZIONI AI SEGNALI DI INTIMITA’: Se una persona si avvicina troppo saranno piu’ forti le forze ad allontanarsi rispetto a quelle di avvicinarsi con il risultato che la persona, infastidita si allontanera’. Es. Se un adulto si avvicina ad un bimbo a 30cm, il bimbo si allontana, se l’adulto di allontana a 90cm il bimbo si avvicina. Avvicinamenti e allontanamenti sono in proporzione quindi la Posizione di Equilibrio e’ fra questi due estremi. La ricerca di maggiore intimita’ verso una persona genera in essa maggiore attivazione che puo’ essere piacevole se l’avvicinamento e’ considerato amichevole e quindi aumenta la reciprocita’ o imbarazzante se l’avvicinamento e’ considerato sgradevole e quindi provoca l’allontanamento. Si ripristina in ogni caso un equilibrio.

64 AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole)
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): AFFILIAZIONE GRADIMENTO (amichevole) REAZIONI AI SEGNALI DI INTIMITA’: Un allontanamento fisico puo’ essere compensato con un maggior uso dello sguardo. Solitamente viene scelta una variabile dell’intimita’ per la compensazione: allontanarsi, guardare meno, ecc…. Vengono cambiati per primi gli aspetti “dinamici” quali lo sguardo, l’espressione del volto, e l’argomento della conversazione, successivamente il comportamento spaziale e la postura. Es: persone che interagiscono sedute o in piedi (piu’ libere di cambiare orientamento o di allontanarsi).

65 ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV):
DOMINANZA Stabilire una posizione di dominanza all’interno di un gruppo inizialmente uguale Confermare e mantenere una dominanza nell’ambito di una gerarchia Principali segnali che esperimono DOMINANZA: posizione spaziale: altezza (tribuna, podio), stare in piedi, occupare piu’ spazio, stare di fronte sguardo: meno sguardi diretti (mantenere una dominanza), piu’ sguardi diretti “squadrare” (stabilire una dominanza) volto: assenza di sorriso, sopracciglia agrottate contatto fisico: contatto asimmetrico con interlocutore voce: sonora, grave, ampia varieta’ di toni, lenta, brevi pause, maggior conversazione, maggiori interruzioni

66 ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV):
DOMINANZA Principali segnali che esperimono DOMINANZA: gestualita’: indicare l’interlocutore postura: ostentazione della propria altezza, mani sui fianchi, petto in fuori; rilassatezza, stare seduti (gerarchia stabilita) La maggior parte di questi segnali vengono decodificati correttamente. Alcune regole sociali frenano gli atteggiamenti assertivi (dominanti) per favorire l’informalita’ e l’uguaglianza (cena del reparto, cena del corso). Donne ritenute con potere inferiore. Infatti emettono meno segnali dominanti: occupano meno spazio, ridono di piu’, guardano di piu’, interrompono meno, voci meno sonore. Donne in posizioni dominanti emettono segnali di dominanza.

67 ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV):
DOMINANZA Per diventare un leader si devono usare in maniera “appropriata” i segnali di dominanza. Ma questo NON E’ sufficiente: le persone sottoposte devono anche essere gratificate. Corretto bilancio fra dominanza e cordialita’. Il volto non puo’ comunicare dominanza e contemporaneamente cordialita’. La voce si e anche il contatto fisico. L’origine di questi segnali e’ probabilmente da ricercare nel rapporto genitori-figli che inizia con una superiorita’ anche fisica di altezza.

68 ATTEGGIAMENTI SESSUALI
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): ATTEGGIAMENTI SESSUALI Due persone attratte sessualmente, in maniera reciproca, inviano una serie di segnali NV: posizione piu’ ravvicinata e contatto fisico (nei modi e luoghi appropriati): abbraccio, bacio, mano nella mano alta frequenza di sguardi reciproci e sorrisi tono di voce amichevole postura di “disponibilita’ al corteggiamento”, braccia aperte verso il partner, tono muscolare piu’ elevato sistemazione dei capelli e dei vestiti rossore e sudorazione (segni di eccitazione) miglioramento dell’aspetto esteriore: acconciature, vestiti, cura della pelle Alcuni sono reazioni fisiologiche e sfuggono al controllo altri sono piu’ controllabili e quindi consci.

69 ATTEGGIAMENTI SESSUALI
ATTEGGIAMENTI INTERPERSONALI (AI) (CNV): ATTEGGIAMENTI SESSUALI Fra i giovani impegnati nel corteggiamento vi e’ un crescendo di intimita’. Gli atteggiamenti sessuali permettono di distinguere le coppie felici da quelle che non lo sono. Gli atteggiamenti sessuali probabilmente derivano dalle cure parentali: baciare, succhiare le dita, eloquio infantile. Desiderio di contatto fisico: Esperimento luce-buio.

70 ESPRESSIONI del VOLTO CNV
Il canale piu’ rilevante per la CNV e per l’interazione sociale. Non trasmette solo emozioni ma anche espressioni legate al discorso. Cambiano velocemente. Innumerevoli espressioni facciali ma nella decodifica si raggruppano in ampie aree Tre diverse aree e relative posizioni indipendenti: 8 per sopracciglia e fronte 17 per palpebre e occhi 45 per la parte inferiore del volto Il sorriso e’ il principale segnale di rinforzo (per parlare o parlare di un determinato argomento). Aggrottare le sopracciglia ha la funzione opposta. Foto sorridenti di delinquenti portano ad un giudizio piu’ benevolo nei loro confronti Il volto esprime la personalita’. Alcuni aspetti si possono modificare (trucco, occhiali) altri no.

71 ESPRESSIONI del VOLTO CNV
La presenza di occhiali sul volto porta ad un giudizio di intelligenza per puo’ svanire dopo l’osservazione dell’individuo. La pelle nera in un soggetto adulto viene interpretata come una potenziale minaccia sia da donne che uomini bianchi. Fronti alte = intelligenza superiore Labbra spesse = attitudine a baciare Pelle ruvida e capelli crespi = persone rozze Le inferenze che si fanno nell’osservazione di un volto derivano molto probabilmente da stereotipi etnici e sociali

72 CNV e LINGUAGGIO Le persone che parlano inviano una serie di segnali NV connessi a quanto stanno dicendo influenzandolo e sincronizzandolo ORIGINI EVOLUTIVE: I bimbi interagiscono con adulti prima di iniziare a parlare ed inizia un uso di segnali NV e di sincronizzazione con il messaggio verbale. I neonati sono in grado di inviare segnali sociali (sguardo, sorrisi, pianto, vocalizzazioni). Coordinazione madre-bambino. Sincronia e ritmi (“cucu’” “dare, prendere”) fra gesti e parole. Variazioni culturali. Una persona che parla emette vocalizzazioni non verbali, gesticola, assume espressioni facciali ed esegue sguardi che sono intimamente legati e integrati con le sue parole e le amplificano e le rendono meno ambigue.

73 CNV e LINGUAGGIO PAUSE e STRUTTURA TEMPORALE: Un’espressione verbale contiene delle pause che occupano il 30-40% del tempo. Pause “piene” con vocalizzazioni “uhm” “eh”; pause “vuote” silenziose. Le Pause Silenziose costituiscono delle “riflessioni” per pensare, quindi aumentano quando il discorso e’ particolarmente difficile. Presenti anche nel discorso normale dove le frasi scorrevoli sono probabilmente elaborate durante le pause vuote Annoiati e ansiosi usano di piu’ pause “piene” Arrabbiati e sprezzanti usano di piu’ pause “vuote” I diversi timbri di voce regolano l’enfasi del discorso per evitare ambiguita’. Possono indicare una domanda o stimolare una risposta da parte di chi ascolta (abbassamento timbro di voce)

74 CNV e LINGUAGGIO GESTUALITA’: Specialmente con le mani. Movimenti di enfasi “bacchette del direttore d’orchestra”. Molto piu’ frequenti nei punti di enfasi vocale. Gesti “illustratori” “iconici” mimano forme, movimenti, oggetti o metafore. I gesti precedono le parole di circa 800ms perche’ c’e’ una scelta limitata rispetto al numero di parole. La sincronia gesti-parole e’ elevata anche se non perfetta. Tuttavia il confronto conversazioni-telefoniche e faccia-a-faccia non evidenzia differenze di rilievo. Quindi e’ possibile comunicare la maggior parte delle informazioni anche senza i gesti. SGUARDO: chi parla osserva gli ascoltatori in modo intermittente. Aumenta con l’aumentare della distanza e della gradevolezza delle persone. Il parlante usa degli sguardi intermittenti di circa 3s. Guarda di meno all’inizio del discorso e di piu’ alla fine.

75 CNV e LINGUAGGIO SGUARDO: Il parlante desidera ricevere conferma che gli altri lo stanno ascoltando e lo fa attraverso gli sguardi che richiedono anche una conferma. Lo sguardo invia informazioni. La direzione dello sguardo attira l’attenzione visiva e si usa per indicare. La ragione principale per cui si usa lo sguardo riguarda la verfica di approvazione, di interesse, di ascolto e di sorpresa in chi sta ascoltando. Infatti in particolare alla fine di una frase si osservano gli ascoltatori, mentre all’inizio non e’ necessario. Il parlante non guarda continuamente per evitare un sovraccarico cognitivo. Lo sguardo diminuisce quando i temi sono difficili. I segnali NV possono modificare il significato di parole: aggiungendo l’espressione emotiva pronunciando le parole piu’ importanti alla fine della frase.

76 CNV e LINGUAGGIO Frasi ambigue possono essere decodificate in modo diverso a seconda dello stato emotivo (matrimonio: in matrimoni infelici, mariti medriocri decodificatori) Attraverso i segnali NV si puo’ comunicare se quanto e’ stato detto e’ da considerarsi uno scherzo oppure deve essere preso seriamente, se ci si aspetta una risposta oppure no. Segnali di Feedback: Esercitano una grande influenza su chi parla rinforzandolo o punendolo: Cenni del capo (di solito affermativi) Postura rilassata (accordo) braccia conserte (disaccordo) Brevi vocalizzazioni (“uhm” ascolto; “bene” approvazione) Espressioni del volto (sorriso, sopracciglia) e occhiate (chi ascolta guarda per il 70-75% del tempo con occhiate lunghe per carpire i segnali NV di chi parla Questi segnali possono produrre: Ascolto, approvazione, imitazione. La mancanza di questi e’ considerata una reazione negativa che fa aumentare il tono della voce o induce il parlante a tacere.

77 CNV e LINGUAGGIO SINCRONISMO: Due o piu’ persone che parlano, si alternano a turno in modo sincrono e armonioso. Le pause di passaggio fra parlanti sono di circa mezzo secondo. Segnali NV: chi parla finisce e vuole cedere la parola chi parla vuole tenere la parola e segnala che mantiene il turno chi ascolta vuole prendere la parola chi ascolta vuole rifiutarsi di prendere la parola

78 CNV e LINGUAGGIO SINCRONISMO: Per evitare fastidiose sovrapposizioni e’ importante capire quando chi parla vuole cedere la parola osservando particolari segnali NV “danza gestuale” Sguardo Finale: Se prolungato e rivolto ad un interlocutore (specifico) solitamente segnala la conclusione di un’espressione e quindi la disponibilita’ a cedere la parola. Tono di Voce Discendente: Segnala il punto fermo di conclusione di una frase. Si puo’ usare anche sapientemente per lanciare messaggi ambigui e dimostrare che si e’ interrotti (esposizione della tesi) Gestualita’: Al termine del discorso chi parla riporta le mani in posizione di riposo. Tenere la mano a mezzaria indica che l’oratore deve finire “un segnale che reprime l’interruzione” Per richiedere la parola si alza una mano, si solleva un piede e si solleva il capo in direzione dell’interlocutore Strutture Grammaticali: Possono indicare la conclusione di un discorso in vari modi

79 CNV e LINGUAGGIO Combinazione di vari segnali: Caduta del tono di voce, rallentamento conclusivo, terminazione dei movimenti delle mani. Se un ascoltatore vuole prendere la parola cosa puo’ fare? distogliere lo sguardo da chi parla iniziare a gesticolare parlare a voce alta inspirare con forza Normalmente chi vuole intervenire in un discorso attende una pausa di fine frase. Conversazioni telefoniche: Numero minore di interruzioni. Frasi piu’ lunghe e complete. Efficaci come le conversazioni faccia a faccia per risolvere problemi. Piacciono di piu’ le persone con le quali si e’ conversato faccia a faccia. Nessun problema per ciechi ben inseriti. Emozioni

80 VOCALIZZAZIONI non VERBALI CNV
Sequenze di suoni di diversa frequenza e intensita’ Codificate e decodificate come aventi un significato verbale, altre con contenuto emozionale Vocalizzazioni a carattere emozionale: Gemiti, lamenti, grida, pianto, riso, oh, ah, borbottii e mugolii. Sono i piu’ elementari, primitivi e comuni a quelli emessi dagli animali. Il linguaggio e’ successivo a queste vocalizzazioni e si sovrappone ad esse. Vocalizzazioni legate al discorso Segnali prosodici: tono ascendente per fare una domanda, rilievo della sintassi, fornire enfasi Segnali di sincronizzazione: tono discendente al termine di una frase favorisce la sincronia Pause riempite: “ehm” “ah” rappresentano mancanza di scorrevolezza Gli aspetti paralinguistici comunicano emozioni (+prosodici)

81 VOCALIZZAZIONI non VERBALI CNV
Forniscono informazioni su chi parla per il modo di parlare che trasmette anche: personalita’, sesso, eta, classe sociale, regione di provenienza. I suoni emessi dipendono dallo stato muscolare dell’emittente: compressione del naso e della bocca (disgusto) generano un suono piu’ nasale viso sorridente e gola rilassata generano suoni diversi maggior attivazione (ansia eccitazione) maggior tensione laringe e faringe Le vocalizzazioni originano dalla respirazione in preparazione ad uno sforzo o per reazione a odori disgustosi per proteggere la gola. Successivamente sono stati ritualizzati. I neonati le utilizzano per comunicare. Non sono usate solamente per la comunicazione di emozioni ma diventano “emblemi sociali”. Alcune vengono confuse a causa delle proprieta’ acustiche simili.

82 VOCALIZZAZIONI non VERBALI CNV
Gioia: aumento e variabilita’ di tono, intensita’, quantita’ del discorso Depressione: abbassamento del tono, meno energia nei toni alti Ansia: aumento di tono, maggiore velocita’ e maggior numero di incertezze, pause vuote, Paura: aumento di tono, molta energia nei toni alti, qualita’ della voce tipica (come nel pianto) Rabbia: aumento di tono nel furore, qualita’ di voce aspra, rtimo del discorso piu’ sostenuto, improvvisi aumenti di tono Per l’emittente ed il ricevente la dimensione piu’ importante e’ costituita dall’attivazione trasmessa con la sonorita’, il tono, ed il ritmo. Messaggi nelle stazioni.

83 VOCALIZZAZIONI non VERBALI CNV
Gli AI vengono derivati anche dal tono. La voce risulta piu’ veritiera rispetto alle espressioni del volto. Lo stile vocale favorisce la persuasione. Persone che parlano piu’ in fretta e con voce piu’ alta risultano piu’ persuasive La credibilita’ di una persona invece aumenta se la voce risulta seria con tono e volume bassi e modeste variazioni di entrambi. L’influenza sociale o dominanza necessita di una miscela di autorevolezza e gratificazione e questa si puo’ ottenere solo con la voce e non con il volto. L’accento influisce sulla persuasione e la credibilita’ La voce trasmette anche informazioni sulla personalita’: estroversione e competenza

84 VOCALIZZAZIONI non VERBALI CNV
Diverse tipologie di voce vengono associate a stereotipi: Aspirata: piu’ giovane e piu’ artistico Piatta: piu’ maschile, freddo, pigro, introverso Nasale: socialmente indesiderabile Tesa: piu’ vecchio, rigido, litigioso Gutturale: piu’ vecchio, maturo, ben adattato Altisonante: energico, sano, orgoglioso, interessante, entusiasta Veloce: animato, estroverso Variata nel tono: dinamico, piu’ femminile Il tono della voce, in alcune culture, identifica anche la classe sociale (Inghilterra). I tentativi di modificare il proprio tono di voce non funzionano mai totalmente.

85 VOCALIZZAZIONI non VERBALI CNV
La classificazione in base alla classe sociale e’ seguita dall’attivazione di tutte le credenze stereotipate su quella classe. Identica cosa accade negli accenti regionali (giornalisti del telegiornale devono eliminare il proprio accento regionale per risultare neutri - Bolzano) Il sesso puo’ essere riconosciuto quasi sempre dalla voce (adolescenti). La principale differenza fra maschi e femmine e’ il tono piu’ alto nelle femmine. Maschi usano profili di voce discendenti, femmine usano profili di voce ascendenti. Le femmine non usano comunque molto questo canale nella decodifica. Lo usano molto di piu’ i maschi. I segnali prosodici posono modificare il significato del messaggio. La stessa parola o comando cambia di significato a seconda dell’intonazione o prosodia.

86 VOCALIZZAZIONI non VERBALI CNV
L’intonazione puo’ anche negare quello che dicono le parole: si puo’ dire un “SI” con una tale riluttanza che in realta’ significa “NO” Grazie all’intonazione si puo’ dare diversa enfasi ad una frase e di conseguenza modificarne il significato. Pause: le pause costituiscono circa meta’ del discorso. Pause di 200ms sono usate per dare enfasi. Pause piu’ lunghe sono usate per segnalare la fine di una frase. Pause ancora piu’ lunghe vengono usate per riflettere, in particolare in discorsi difficili.

87 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
VOCALIZZAZIONI: Voce profonda piu’ virile. Parlare a voce alta solitamente significa sicurezza di se’ ma anche il contrario. Per gli arabi, parlare a voce alta, significa “sincerita’”. I giapponesi sono molto controllati anche nel tono della voce a seconda del sesso e dello status sociale dell’interlocutore. L’accento e’ un indicatore di appartenenza ad una classe sociale. Classi sociali piu’ basse ricorrono piu’ spesso alla CNV e usano un codice piu’ scorrevole. Anche i bambini di operai mostrano una maggiore sensibilita’ al tono di voce e ai segnali della CNV in generale.

88 SGUARDO CNV Fondamentale per i rapporti sociali: stabilisce quanto sia l’interesse nei confronti di una persona. RICERCA DI INFORMAZIONI Quantita’ di sguardo: Misurata in percentuale di tempo dedicata a guardare in direzione del volto di un’altra persona Sguardo Reciproco: La percentuale di tempo che due persone utilizzano per guardarsi in direzione del volto con occhiate di circa 1/3s dirette particolarmente agli occhi e alla bocca. Guardare mentre si Parla e mentre si Ascolta; Dilatazione della Pupilla; Numero di battiti delle palpebre: varia a seconda di ansia e concentrazione

89 SGUARDO CNV Espressione degli Occhi: Il grado di apertura e la quantita’ di sclera visibile “sguardo intenso” “guardare in cagnesco” “guardare attraverso- fissare oltre il bersaglio” Direzione della deviazione dello sguardo: I depressi se non guardano una persona tendono a guardare verso il basso; pazienti neurologici negligenti hanno una deviazione dello sguardo verso il lato dove prestano attenzione, chi interagisce puo’ interrompere la reciprocita’ spostando lo sguardo a sinistra o a destra Origini evoluzionistiche e culturali dell’uso dello sguardo Largamente usato dagli animali per trasmettere minaccia o per acquisire informazioni sugli stati degli altri. Alcuni animali presentano macchie a forma di occhio per scacciare i predatori. Nei primati e’ usato anche per l’affiliazione. Gli occhi della madre attirano l’attenzione di neonati, in particolare durante l’allattamento.

90 SGUARDO CNV Gli sguardi reciproci provocano eccitazione fisica nel neonato. Si stabiliscono rapporti e legami con adulti anche attraverso giochi come il cucu’. In particolare con le madri. Le femmine osservano di piu’ il volto rispetto ai maschi. La frequenza degli sguardi aumenta a partire dai 4-5 anni, diminuisce nell’adolescenza, e aumenta di nuovo nell’eta’ adulta. Regole sociali vengono impartite ai bambini per “limitare” il comportamento visivo: non fissare gli sconosciuti, non guardare certe parti del corpo o le persone con difetti fisici. Le persone, quindi, devono guardare per essere cortesi ma guardare nei modi e nei luoghi indicati da regole sociali.

91 SGUARDO CNV Sguardo e Discorso: In una conversazione i due interlocutori si guardano molte volte: Es. Argomento emozionalmente neutro, distanza 180cm sguardo individuale 60% mentre si ascolta 75% mentre si parla 40% durata dello sguardo 3s sguardo reciproco 30% durata occhiata 1.5s Valori medi con grande variabilita’ che dipende dal numero di interlocutori, dalla loro personalita’, dai loro atteggiamenti reciproci e dall’argomento della conversazione.

92 SGUARDO CNV Sguardo e Discorso: Aumenta la durata dello sguardo quando aumenta la distanza fisica fra gli interlocutori (equilibrio affiliativo). Essendo un segnale di intimita’ diminuisce in presenza di altri: come la distanza ravvicinata e gli argomenti intimi della conversazione. Le persone che guardano molto sono considerate attente chi guarda poco e’ considerato disattento e passivo. Oggetti o eventi salienti possono distogliere (attirare) lo sguardo. Gli sguardi fra partners variano dal 76% quando non c’e’ niente altro da guardare a 6% se stanno progettando una vacanza e osservano una mappa. Soggetti interagenti vogliono vedere lo sguardo dell’altro, in particolare quando devono intervistarlo e diventano inquieti se non possono avere uno sguardo reciproco: occhiali da sole. Se devono essere intervistati sono piu’ contenti di non essere visti (confessioni)

93 SGUARDO CNV Sguardo e Discorso: Le occhiate durante un discorso servono per raccogliere informazioni. Non possono essere troppo frequenti altrimenti aumentano il carico cognitivo e creano disagio. Interlocutori impegnati in un discorso su argomenti difficili si guardano meno. La raccolta di informazioni spiega perche’ si guardano persone con difetti fisici o donne incinte o persone che non ci guardano e delle quali non possiamo osservare il volto.

94 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
SGUARDO: Varia in modo considerevole attraverso le culture. Differenze maggiori fra culture con Frequente Contatto Fisico e culture Prive di Contatto Fisico Frequente Contatto Fisico: Arabi, Latino-Americani, Europei del Sud, e molte culture Africane Prive di Contatto Fisico: Asiatici, Indiani-Pakistani, Europei Settentrionali, Nord-Americani Lo sguardo nelle culture con frequente contatto fisico e’ reciproco e diretto. I neri americani guardano meno dei bianchi (schiavitu’). Nella cultura italiana, dall’epoca romana, esiste il “malocchio” attribuito ad anziane con occhi strabici o particolarmente incavati

95 SGUARDO CNV Effetti dello Sguardo sugli altri: Normalmente le persone notano gli sguardi degli altri. L’impressione che se ne deriva e’ che l’osservatore e’ interessato a noi e vuole iniziare un’interazione. Questo pero’ puo’ causare imbarazzo o disagio (sensazione di essere un oggetto per qualcuno). Evitare lo sguardo reciproco con sconosciuti e potenziali aggressori. Livelli di eccitazione piu’ alta durante lo sguardo reciproco (intimita’). Lo sguardo fornisce feedback ed e’ quindi un potente rinforzo capace di accentuare ogni influenza sociale. In colloqui di lavoro, chi guarda di piu’, a parita’ di requisiti e di cv, ha piu’ probabilita’ di essere assunto. Gli insegnanti ottengono maggior apprendimento e piu’ impegno se guardano gli studenti. Chi guarda di piu’ e’ considerato piu’ credibile e fidato.

96 SGUARDO CNV Sguardo e AI: Promuove l’interazione purche’ ci sia una concordanza fra emittente e ricevente. E’ piu’ probabile che due sconosciuti interagiscono dopo un’occhiata reciproca. I saluti e gli addii sono formati da una complessa sequenza di sguardi. Si guardano di piu’ le persone che risultano piu’ simpatiche e dalle quali ci aspettiamo reazioni positive “condividere il coinvolgimento affettivo”. Si distoglie lo sguardo, invece, per evitare segnali negativi (critiche, fallimenti, senso di colpa). I coniugi che non vanno d’accordo si guardano meno. Le coppie giovani innamorate si guardano di piu’. Le donne si truccano gli occhi per mettere in risalto questo aspetto (che e’ quello che loro prediligono nell’interpretazione delle emozioni) e preferiscono essere guardate molto. Le persone si guardano di piu’ se cooperano rispetto a quando sono in competizione (avversari sportivi)

97 SGUARDO CNV Sguardo e AI: Dilatazione delle pupille segnale di interesse sessuale. Uomini e donne eterosessuali mostrano dilatazione delle pupille durante la visione di materiale visivo a carattere sessuale. Questo segnale funziona anche nell’interazione sociale ma con molta variabilita’ dovuta anche alle condizioni fisiche (luce-buio). Dominanza e status: Il soggetto dominante costringe il sottomesso a distogliere lo sguardo per primo durante la reciprocita’. Un leader viene osservato di piu’ dai subalterni. Le persone guardano di piu’ quando ascoltano. Le persone di status superiore o piu’ esperte nell’argomento di conversazione guardano meno quando ascoltano e guardano di piu’ quando parlano. Una persona con molto potere vuole assicurarsi che gli altri lo stiano ascoltando e quindi guarda di piu’. La maggior quantita’ di sguardi viene anche percepita in termini di potere e dominanza.

98 SGUARDO CNV Sguardo nei luoghi pubblici: Alcune persone fissano gli sconosciuti in modo ostile e minaccioso “sguardo carico d’odio”. Fissare uno sconosciuto in un luogo pubblico viene percepito come minaccioso. Fissare un automobilista fermo al semaforo rosso lo induce a partire piu’ velocemente (uguale con i pedoni). Persone che venivano fissate in biblioteca provavano disagio. Spiegazioni: 1) lo sguardo fisso puo’ essere un segnale di minaccia; 2) l’azione di fissare da parte di uno sconosciuto in un luogo pubblico e’ una devianza dalle norme e quindi crea disagio. Puo’ innescare anche reazioni violente: tifosi. Risulta utile per difendere il territorio come confermare il proprio posto in biblioteca o in ascensore. A seconda del contesto lo sguardo fisso prolungato puo’ anche evocare risposte positive: richiesta di aiuto, autostop.

99 SGUARDO CNV Sguardo ed Emozioni: Sembra comunicare piu’ l’intensita’ che la qualita’ dell’emozione. In generale le emozioni positive si accompagnano ad un maggior numero di sguardi rispetto alle emozioni negative. Si guarda di piu’ durante uno stato d’animo positivo. In generale si guarda di piu’ quando l’oggetto dell’emozione e’ al di fuori del se’ mentre si guarda di meno quando l’oggetto e’ il se’. Quindi quando si e’ tristi si guarda meno e verso il basso. Le pupille si dilatano con stati di eccitazione emotiva elevati (sesso, arte) Il battito delle palpebre varia con l’eccitazione: aumenta in stati d’ansia e tensione; diminuisce durante concentrazione e attenzione. Sguardo e Personalita’: maschi, bambini autistici, e la maggior parte dei pazienti psichiatrici, guardano meno. Le persone estroverse, socialmente dominanti guardano di piu’

100 SGUARDO CNV Sguardo e Personalita’: In un film girato per un esperimento un gruppo di soggetti guardava il 15% mentre un secondo gruppo guardava l’80% Questi ultimi vennero giudicati come: amichevoli, sicuri di se’, naturali e sinceri. Quelli che guardavano il 15% vennero giudicati: freddi, pessimisti, immaturi, evasivi, sottomessi, indifferenti. Le persone che guardano di piu’, a parita’ di altri aspetti, vengono percepite in modo piu’ favorevole.

101 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Comprende i seguenti elementi: Vicinanza, Orientamento, il Comportamento Territoriale, il Movimento nell’Ambiente Fisico. Dovuto alle caratteristiche dei nostri organi deputati a inviare e ricevere segnali. Esprime anche certe proprieta’ della personalita’ ed e’ usato come segnale di interazione, per iniziare e concludere degli incontri. E’ il segnale NV piu’ diretto. La preferenza/affiliazione e’ codificata in termini di maggior vicinanza. Vicinanza: E’ la distanza fra due persone. Puo’ essere utilizzata da una delle due persone come CNV oppure puo’ essere un comportamento congiunto dei due interlocutori. E’ una variabile fisica ma assume delle qualita’ diverse a distanze differenti:

102 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Intima: da 0 a 45cm per relazioni intime, si puo’ toccare ed essere toccati, sentire l’odore, e l’intensita’ delle emozioni dell’altro, si puo’ parlare sottovoce, non si vede bene Personale: da 45 a 120cm corrisponde allo “spazio personale” una vicinanza maggiore provoca disagio, e’ possibile toccare l’altra persona, non si puo’ sentire l’odore, si puo’ vedere meglio Sociale: da 120cm a 365cm per relazioni piu’ impersonali (da una capo all’altro di una scrivania) Chi interagisce si guarda di piu’ e si deve parlare a voce piu’ alta Pubblica: da 365cm e oltre e’ la distanza tenuta da personaggi pubblici importanti. E’ piu’ difficile vedere le espressioni del volto, I movimenti del corpo devono essere enfatizzati, si deve parlare a voce ancora piu’ alta. Le persone in piedi stanno piu’ vicine (personale) di quelle sedute (sociale).

103 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Orientazione: E’ l’angolazione secondo cui gli interlocutori si dispongono nello spazio l’uno rispetto all’altro (due persone di fronte sono a 0 gradi). Vi e’ una relazione inversa fra Vicinanza e Orientazione: orientazione frontale comporta maggior distanza. Movimenti o posizioni nell’ambiente fisico: dipende dall’ambiente fisico Alcune aree acquistano un significato di “territorio”: dietro il banco di vendita, dietro la scrivania personale Alcune aree sono in rapporto con lo status sociale: palco, posto d’onore Alcune aree e posti a sedere sono associati a specifici ruoli sociali: posti nei tribunali Le parti di una casa hanno un significato simbolico preciso e norme di accesso: il soggiorno rispetto al bagno

104 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
5) La forma e la dimensione di una stanza e la disposizione dei mobili posso fungere da ostacoli 6) Le barriere fisiche possono indurre le persone ad adottare comportamenti spaziali che non vorrebbero Il comportamento spaziale e’ osservabile negli animali (uccelli che stanno su un filo elettrico ad una distanza costante fra loro) I neonati stanno vicinissimi alla madre e piangono per richiedere la vicinanza. Successivamente (1-2 anni) desiderano la madre sufficientemente vicina per poterla sentire e vedere. Se percepiscono un pericolo ritornano molto vicini alla madre. L’estensione dello spazio personale probabilmente dipende dalle caratteristiche del corpo e degli organi di senso. Entro i confini personali si puo’ essere toccati ed essere minacciati, feriti ma anche esperire gradevoli contatti fisici.

105 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Comportamento Spaziale e AI: Le persone stanno piu’ vicine a coloro che considerano piu’ simpatici. La distanza varia a seconda della gradevolezza: persone simpatiche piu’ vicine persone piu’ sgradevoli piu’ lontane. Negli ambienti di vita reale le persone stanno a distanze diverse secondo un ordine di vicinanza: Genitori Amici Intimi Amici Conoscenti Estranei Persone di eta’, status e razza simile stanno piu’ vicini fra loro. Si tengono a distaza persone portatrici di “stigma”: malattia mentale, difetti fisici.

106 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Le persone si siedono a fianco di amici intimi e di fronte a persone che non conoscono. Eccezione costituita dalla posizione frontale di amici che mangiano. In una situazione ostile si mantiene una posizione frontale e si aumenta la frequenza degli sguardi. Il disagio puo’ derivare da un’eccessiva vicinanza di persone sgradevoli o da un’eccessiva lontananza di persone simpatiche.

107 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)

108 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
La distanza e’ un simbolo naturale di status e dominanza: una posizione in alto rispetto all’interlocutore, occupare i posti piu’ importanti (prima fila, capotavola). La posizione spaziale e’ influenzata dalla situazione e dal compito. In caso di minaccia la vicinanza fra gli individui aumenta. In situazioni piacevoli e rilassate (party, feste) la vicinanza aumenta anche grazie all’uso di alcol che di per se’ diminuisce la distanza. La vicinanza e l’orientazione sul lavoro dipendono dal tipo di lavoro.

109 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Personalita’: Persone con disturbi mentali hanno bisogno di piu’ spazio intorno a se’:

110 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Anche carcerati violenti e adolescenti devianti e aggressivi hanno bisogno di piu’ spazio “zone cuscinetto” nell’interazione sociale. Le persone che si avvicinano di piu’ tendono all’approccio sociale: guardano, parlano e sorridono di piu’. Sono piu’ estroverse. Anche le persone assertive e dominanti si avvicinano di piu’. Gli ansiosi rimangono distanti. Il ricevente decodifica la vicinanza in termini di personalita’. Movimenti nello spazio: Vengono usati come “mosse” verso l’interazione. Avvengono infatti in particolare all’inizio e alla fine dell’interazione. Dobbiamo avvicinarci per essere ascoltati per mostrare il nostro sguardo e toccare l’interlocutore. Il movimento “verso” un’altra persona per iniziare un’interazione necessita’ di approvazione da parte di questa persona: per entrare nell’ufficio o nella stanza di qualcuno si bussa e si attende l’approvazione.

111 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Appena ci avviciniamo a due persone che stanno parlando, queste si spostano un po’ per creare spazio. Anche l’orientazione puo’ iniziare o porre fine ad una conversazione (ruotare il corpo a tavola per conversare con le due persone che abbiamo a fianco) I movimenti sono mezzi potenti per iniziare e terminare una conversazione ma devono essere accompagnati da altri segnali NV. I movimenti danno inizio anche a fasi particolari di un incontro: una persona si alza per parlare, due sfidanti sportivi assumo una posizione spaziale per fronteggiarsi. La sequenza della conversazione e’ influenzata dalla posizione spaziale. Quando una persona finisce di parlare, e’ probabile che inizi la persona che gli sta di fronte e non a fianco.

112 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Spazio Personale: E’ l’area che le persone mantengono attorno a se’ e se viene invasa puo’ provocare disagio. Gli spazi personali sono approssimativamente circolari con uno spazio maggiore frontale rispetto a quello posteriore. Potrebbe essere correlato con il bisogno di protezione. Lo spazio personale e’ il prodotto dell’equilibrio affiliativo. Tuttavia si tollerano avvicinamenti anche con sconosciuti in autobus affollati perche’ in queste situazioni ci si considera come oggetti fisici e si riducono i canali verbali di interazione. Territorio Personale: E’ un’area piu’ vasta che un individuo possiede e controlla. Questo spazio procura all’individuo la sua privacy o intimita’: la sua stanza, la sua casa, il suo giardino il suo ufficio. Tipicamente in ogni casa i componenti hanno il “loro posto a tavola o sul divano” la loro poltrona, la loro stanza.

113 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Territori Domestici: Spazi pubblici utilizzati abitualmente dai componenti di un gruppo: i bar, le panchine dei giardini, i territori delle bande. Anche due persone che conversano in piedi in un luogo, creano un territorio che una persona puo’ invadere solo se viene accettata nel gruppo. Non si cammina, infatti, fra due persone che stanno conversando senza abbassarsi o chiedendo “permesso, scusate”. Le “invasioni” del territorio sono vissute con disagio. Le donne detestano l’invasione laterale perche’ viene vissuta come un tentativo di affiliazione non richiesta. Gli uomini non sopportano invece le invasioni frontali. Si puo’ difendere il proprio territorio lasciando un oggetto che segnali la “proprieta’”: un cappello, un maglione, uno zaino. Affollamento Isolamento: La sensazione di “ressa” dipende dall’invasione dello spazio personale. Il sovraffollamento ha effetti negativi:

114 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
riduce i livelli lavorativi e non favorisce le interazioni. Nel sovraffollamento si riscontrano piu’ malattie e lamentele. In alcune situazioni, limitate nel tempo, il sovraffollamento viene tollerato con disagi limitati: feste, situazioni di cooperazione. Gli effetti negativi sono dovuti a: incapacita’ di controllare gli eventi interferenza nel perseguimento di un obiettivo eccessiva stimolazione sociale Da qui anche la legge sulla privacy. Anche l’isolamento pero’ puo’ creare disagio e provoca sensazioni di solitudine e angoscia perche’ le persone hanno bisogno di intimita’ a compagnia.

115 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Influenza dell’Ambiente Fisico: La disposizione degli spazi dove avvengono le interazioni sociali influenza molto le interazioni. Arredamento: Disposizione di scrivanie in uffici, sedie in sale d’attesa o punti di incontro, banchi di scuola, panchine nei parchi, sedili in aerei e treni, ecc…. Modificano e limitano la vicinanza e l’orientamento durante l’interazione. I mobili possono venire disposti in modo da incoraggiare l’interazione. In cliniche psichiatriche la disposizione attenta delle sedie, poltrone e divani puo’ aumentare le interazioni fra pazienti. Anche la tipologia: tavoli da pranzo nei castelli. Decorazioni: Le decorazioni degli ambienti identificano l’utilizzo di una determinata stanza: riunioni, interrogatori, incontri romantici. Il colore influisce sulle interazioni: i bimbi in stanze arancioni sono piu’ sorridenti e cordiali rispetto a stanze bianche, marroni o nere (reparti pedriatrici).

116 COMPORTAMENTO SPAZIALE (CNV)
Illuminazione e disposizioni architettoniche: Luci piu’ brillanti provocano eccitazione, luci smorzate sono piu’ intime (dilatazione delle pupille e quindi attrazione sessuale?). Illuminazione in mense e ristoranti, luce diretta sul tavolo piu’ efficace rispetto a luce (neon) diffusa. La progettazione di luoghi abitativi puo’ promuovere o ostacolare le interazioni: entrate indipendenti, siepi alte, balconi alti, finestre alte, luoghi bui in seminterrati o garages.

117 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
COMPORTAMENTO SPAZIALE: Spazio e angolazione fra interlocutori. Gli arabi mantengono un’angolazione piu’ diretta degli europei. I sud-americani stanno piu’ vicini dei nord-americani Negli Stati Uniti gli ispanici stanno piu’ vicini degli anglo-americani. In generale: Persone che provengono da culture dove c’e’ un Frequente Contatto Fisico, stanno piu’ vicine, di fronte le une alle altre, si toccano e si guardano di piu’ Caste indiane: distanza Bramino (alta) e Nayadi (bassa) 39 m Possibili origini: Grado di affollamento e dimensioni delle case Chi sta troppo lontano e’ considerato piu’ freddo e piu’ distaccato Chi sta troppo vicino e’ considerato invadente

118 GESTI (CNV) GESTI: si indicano solitamente i movimenti volontari delle mani, della testa o del corpo che hanno il fine di comunicare. EMBLEMI: solitamente movimenti delle mani con una chiara e diretta traduzione verbale ILLUSTRATORI: movimenti direttamente collegati al discorso. AUTOMANIPOLAZIONE: movimenti centrati sul corpo di chi comunica I gesti sono usati pochissimo dagli animali. Quindi dipendono molto dall’uso ed evoluzione delle mani. Le mani sono rappresentate da un’ampia aria motoria e somatosensoriale nel cervello. L’abbandono della quadrupedia ha favorito l’uso delle mani anche per l’esecuzione di gesti. I bimbi usano molto i gesti in eta’ pre-verbale e sono molto precisi nell’imitare o indicare oggetti

119 GESTI (CNV) Emblemi: sono usati anche in associazione al discorso. Non sono innati. Sono derivati da simboli iconici naturali “fermati” “vieni qui”. Vengono usati perche’ sono piu’ rapidi delle parole, si eseguono in silenzio e possono essere ricevuti ad una distanza maggiore delle parole. Molto usati in alcune professioni: sommozzatori, agenti di borsa, meccanici di volo, operai in ambienti rumorosi. Illustratori: Movimenti delle mani direttamente collegati al discorso servono a chiarire, a ripetere o a enfatizzare quello che si dice: Indicatori: per additare persone o cose Movimenti spaziali e di relazione: sotto, sopra, attorno Pittogrammi: figure, forme, luoghi Ideogrammi: indicano la direzione del pensiero Gesti che mostrano movimenti del corpo

120 GESTI (CNV) I gesti vengono molto usati per rappresentare figure. Molto in Italia o da italiani immigrati in paesi stranieri. Sono piu’ facili delle parole in particolare quando non si conosce la lingua (negozi o ristoranti stranieri). Automanipolazione e Segni Emozionali: In particolare movimenti delle mani e dei piedi per esprimere: Inibizione, Depressione, Euforia, Ansia. I gesti di automanipolazione sono rivolti verso se’ stessi e servono in particolare a scaricare tensione. I pazienti si toccano molto piu’ di altri e la frequenza di automanipolazione correla con lo stato di agitazione (pazienti psichiatrici). Muoversi in modo irrequieto correla con la frequenza del fumare, mangiare e bere. L’automanipolazione e’ anche una manifestazione di corteggiamento.

121 GESTI (CNV) Coppie giovani che si incontrano in un bar spendono del tempo a riassettarsi in bagno: le donne impiegano piu’ tempo degli uomini e si impiega molto piu’ tempo se e’ il primo incontro fra partners rispetto a coppie sposate o amici intimi. In questo caso non sono i gesti che hanno valore ma il solo fatto di riassettarsi influisce nell’interazione “sentirsi in ordine”. Gesti e Personalita’: Riconosciamo a distanza anche solo dall’ombra persone che conosciamo. Le persone tendono a riprodurre gli stessi gesti (postura) in situazioni simili quindi ripetono delle sequenze adottando uno stile. Estroversione rispetto a introversione correla con quantita’ di gesti e movimenti usati.

122 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
GESTI: Aspetto piu’ mutevole attraverso le culture. Alcuni sono caratteristici di alcune regioni all’interno di Paesi. EMBLEMATICI: diretta traduzione verbale da esperienze naturali: si, no, fermarsi, avvicinarsi, vergogna. Alcuni gesti sono universali (alcuni sono innati): Fare segno di fermarsi Stringersi nelle spalle Colpetto sulla spalla Cenno con la testa Pollice verso Battere le mani Profilo del corpo femminile Cenno di richiamo Inclinare il capo tenendo il palmo della mano piatto (sonno) Salutare con la mano Richiamo di soccorso

123 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
Scuotere il capo per dire “no”. Fra Roma e Napoli diventa un movimento di testa all’indietro. Antico confine della Magna Grecia del mondo antico. Segno di “OK” probabilmente completamento del cerchio, ma in Francia significa “qualcosa privo di valore” perche’ simboleggia lo “zero” Il segno di “V” Victory, introdotto da Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale.

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126 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
GESTI COLLEGATI AL DISCORSO: Gli italiani fanno largo uso di gesti illustratori di tipo descrittivo e riescono a comunicare meglio le informazoni. I movimenti delle mani migliorano la comunicazione. GESTI CHE TRASMETTONO EMOZIONI (universali): Minacciare con il pugno (rabbia) Torcersi le mani (nervosismo) Coprirsi il volto (vergogna) Sbadigliare (noia) Mostrare il palmo della mano e abbassare il capo (sottomissione, conciliazione)

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128 POSTURA (CNV) Le principali posture usate dagli esseri umani sono: eretta, seduta o rannicchiata in ginocchio, o distesa. Dalla postura possiamo riconoscere le persone (come per il gesti). Fondamentali per l’interazione: Congruenza e Specularita’. Es: Postura rilassata esprime quasi sempre dominanza ma anche disprezzo e antipatia. Le posture esprimono le emozioni generali Le posture sono a meta’ fra I gesti ed il comportamento spaziale e definiscono un’interazione piu’ lunga di quella di gesto e piu’ breve di quella di quella di una posizione spaziale. I gesti che accompagnano il discorso possono trasformarsi in variazioni posturali

129 POSTURA (CNV)

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131 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
POSTURA: Posture umane assunte nell’interazione sociale sono migliaia. In Giappone ci sono livelli diversi di deferenza negli inchini Fattori come dominanza-sottomissione e amichevolezza-ostilita’ sembrano essere i piu’ importanti per l’assunzione di una particolare postura anche nelle Americhe. MOVIMENTO DEL CORPO: Variano molto nelle diverse culture. Afro-americani hanno uno stile peculiare ed esibiscono abilita’ e creativita’ fisica. Forme di saluto che possiedono caratteri universali: orientazione diretta, sguardo reciproco, sorriso, contatto fisico (ad eccezione di India e Giappone), offrire il palmo della mano per stringere la mano dell’interlocutore

132 CONTATTO FISICO (CNV) Forma piu’ antica di comunicazione sociale. Il sistema somatosensoriale ha un’ampia rappresentazione cerebrale, simile a quella motoria. Contatto fisico e AI: Sesso: Il fine ultimo della motivazione sessuale e’ l’accoppiamento per piacere o procreazione. I contatti fisici con significato sessuale sono molto eccitanti e gratificanti e provocano un attaccamento molto forte nel partner con un chiaro vantaggio per i figli. I contatti fisici correlati al sesso sono simili in tutte le culture e hanno una base biologica. In generale gli uomini toccano di piu’, le donne meno. Alle donne piace di piu’ essere toccate degli uomini. Gli uomini evitano il contatto con soggetti dello stesso sesso, le donne evitano di piu’ il contatto con l’altro sesso.

133 CONTATTO FISICO (CNV) Contatto fisico e AI: Affiliazione: Il comportamento affiliativo si distingue da quello sessuale per livello di intimita’ e per scopo: ragguingere collaborazione nei gruppi e ridurre l’aggressivita’. Trae origini dal contatto madre-figlio. Coloro che toccano sono ritenuti, nei limiti, cordiali sia dagli osservatori che da coloro che sono toccati. Amici intimi dello stesso sesso trovano piacevole toccarsi. Terapia: Puo’ avere conseguenze terapeutiche significative. Le persone quando sono toccate tendono a parlare di piu’ e a fare delle confidenze (pazienti psichiatrici). Nei maschi puo’ non funzionare. Nelle femmine funziona di piu’. Rolfing, massaggi profondi, gruppi di incontro dove viene incoraggiato il contatto fisico. Set terapeutico.

134 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
CONTATTO FISICO: Notevoli differenze relativa alla quantita’ e al tipo di contatto fisico Quante volte si sono toccati due interlocutori in un caffe’: Portorico 180 Parigi 110 Londra 0 In Giappone contatto fisico quasi assente nei luoghi pubblici. Tuttavia, si accetta in luoghi affollati: treni, autobus. In privato c’e’ piu’ contatto fisico (tenersi caldi d’inverno, dormire e fare il bagno insieme). NON si traduce in maggior intimita’ e quindi non ha implicazioni sessuali come altrove Nelle culture con Frequente Contatto Fisico “Cultura del Contatto”, tuttavia, e’ molto frequente fra soggetti dello stesso sesso. Nei paesi arabi, ad esempio, le donne non vengono mai toccate in pubblico. Il contatto corporeo e’ visto come segno di amicizia e non contiene implicazioni sessuali. Possibile origine dal frequente contatto madre-figlio

135 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)

136 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
ODORE: Molto usato in alcune culture (burro, olii, ecc.. Spalmati sulla pelle). In generale le culture con Frequente Contatto Fisico utilizzano anche l’odore come segnale di comunicazione. Le culture Prive di Contatto Fisico, mantenendo una distanza maggiore non utilizzano questo segnale di CNV.

137 AND= androgeno EST= estrogeno AIR= aria inerte

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139 ODORI SIMILI A ORMONI SESSUALI
Nei maschi un ormone estrogeno (femminile) attiva l’ipotalamo dorsomediale e l’amigdala bilateralmente Nei maschi un ormone androgeno (maschile) non attiva significativamente nessuna area Nelle femmine un ormone estrogeno (femminile) attiva l’insula e le regioni olfattive Nelle femmine un ormone androgeno attiva l’ipotalamo (ventromediale) e l’amigdala destra

140 ODORI SIMILI A ORMONI SESSUALI
Femmine e maschi valutavano gli odori AND ed EST in ugual modo per quanto riguarda la piacevolezza, familiarita’, intensita’ e irritabilita’

141 ABITI (CNV) UNIFORMI: Le divise hanno la funzione di mostrare l’appartenenza ad un gruppo o ad uno status (medici, terapisti sanitari, infermieri, pazienti, parenti). Le divise mostrano professionalita’ (camici) ma anche distacco. Alcune persone possono cambiare il loro aspetto per distanziarsi dai loro diretti subalterni: capo-officina, caposala. Altri preferiscono non distinguersi attraverso gli abiti e le divise rispetto ai loro sottoposti. Alcuni contesti non permettono una differenziazione: sala operatoria.

142 VARIAZIONI CULTURALI (CNV)
ASPETTO ESTERIORE: In tutte le culture il corpo viene decorato ed esibito. L’abito e’ il canale privilegiato attraverso cui si comunica lo status sociale o l’appartenenza ad una particolare professione (divisa ospedaliera, divisa del poliziotto), o ad una particolare organizzazione (abbigliamento di club sportivi, associazioni universitarie, ecc…) o di una certa eta’ (piu’ in passato). Alcuni abiti e accessori sono modulati a seconda dell’informazione che si vuole comunicare: Es. Grado di ortodossia degli ebrei espresso nei dettagli dell’abbigliamento o nell’acconciatura dei capelli. Arabi molto coperti anche se vivono in zone climatiche simili ad Africani che vivono completamente nudi. Accessori usati anche in occidente: cosmetici, tatuaggi, piercing, ecc…


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