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Progetto di Educazione all Affettività L Arcobaleno delle Emozioni Ideato e condotto da: Coppola Lucia Per: Circolo didattico Enrico de Nicola A.S. 2009-2010.

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Presentazione sul tema: "Progetto di Educazione all Affettività L Arcobaleno delle Emozioni Ideato e condotto da: Coppola Lucia Per: Circolo didattico Enrico de Nicola A.S. 2009-2010."— Transcript della presentazione:

1 Progetto di Educazione all Affettività L Arcobaleno delle Emozioni Ideato e condotto da: Coppola Lucia Per: Circolo didattico Enrico de Nicola A.S

2 Premessa Spesso a scuola si è portati a trascurare gli aspetti emotivi del processo di sviluppo dellalunno, a tutto vantaggio di quelli cognitivi, dimenticando che lindividuo è totalità integrata ed organizzata e che, per un benessere reale ed unefficace prevenzione del disagio scolastico, sia la sfera affettiva, sia quella conoscitiva, vanno stimolate ed educate (Francescato, Putton, 1986). Con il presente progetto, attraverso metodologie attive che coinvolgono il corpo, il pensiero e diverse possibilità espressive nel gruppo classe, si intende potenziare lintelligenza emotiva degli alunni, ovvero la capacità di riconoscere ed esprimere le emozioni (come paura, tristezza, rabbia, gioia), affinché questi siano maggiormente in grado di affrontare i problemi della loro vita scolastica e familiare, inoltre acquisiscano maggior stima in se stessi e nella loro capacità di capire sé e gli altri. Inoltre il progetto offre unoccasione privilegiata di osservazione del gruppo classe e di individuazione del disagio.

3 LA MIA SCELTA Lidea della mia scelta nasce dalla considerazione degli effetti positivi di una crescita delle competenze emotive e relazionali dei bambini e da una riflessione sulla capacità della scuola di svolgere in questo senso una importante funzione nella prevenzione del disagio. Gli obiettivi: Riconoscere le proprie emozioni e percezioni corporee relative a particolari emozioni. Esprimere le emozioni in modo efficace attraverso vari canali (corporeo, linguistico e creativo). Favorire la comprensione empatica: riconoscere le emozioni altrui. Capacità di esprimere costruttivamente i propri sentimenti, anche quelli negativi. Imparare a gestire il conflitto in classe in modo efficace. Maggior spirito di condivisione, collaborazione e disponibilità.

4 Metodologia Attività con gli alunni Attività con gli allievi: Si prevedono 10 incontri con cadenza settimanale da due ore ciascuno. Il docente coinvolto guiderà il gruppo di alunni nella realizzazione delle esperienze previste con la collaborazione delle insegnanti dei singoli alunni. Tutti gli interventi sono così strutturati: Prima fase : momento di warm-up (riscaldamento) e di introduzione allemozione in gioco; Seconda fase: individuazione della parte del corpo dove si sente lemozione e rappresentazione sul quaderno; Terza fase: attività di rielaborazione dellemozione in gruppo (attraverso tecniche diverse: racconto, role play, disegno, gioco di gruppo, visione di filmati inerenti al progetto; ascolto di brani musicali di vario genere e riproduzioni di suoni e rumori; attività psicoeducative con il supporto di favole); Quarta fase: Momento di riflessione e di discussione in cerchio (CIRCLE TIME).

5 Come ? Il disegno La scelta del mezzo grafico è particolarmente indicata in considerazione delletà dei partecipanti e degli obiettivi perseguiti. In primo luogo, infatti, il disegno è un mezzo privilegiato utilizzato dai bambini per esprimere emozioni, aspettative, desideri e conflitti; in secondo luogo, la possibilità di utilizzare le immagini visive facilita lespressione di sé stessi, in quanto, essendo un mezzo indiretto e metaforico, offre sicurezza: il disegno è lontano dalla persona e viene visto da una posizione distaccata, quindi le emozioni non vengono sentite come pericolose e soffocanti per coloro che cercano di esprimerle. Le immagini possono aiutare a vedere quello che non è possibile verbalizzare, essendo libere dai vincoli del pensiero logico e sequenziale.

6 La condivisione in gruppo Il piccolo gruppo sarà individuato come ambito ottimale nel quale si svolgerà lintervento formativo, perché favorirà tra i partecipanti condizioni di conoscibilità reciproca e di rassicurazione, indispensabili per uscire dalla diffidenza e dallinautenticità. I bambini saranno invitati a portare allinterno del gruppo le emozioni e impressioni sperimentate durante i momenti di elaborazione grafica. Concederemo particolare attenzione alla costruzione di un clima empatico, utile alla comunicazione e alla riflessione.

7 3. Il gioco cooperativo I momenti di gioco cooperativo avranno lobiettivo di coniugare evasione, sfogo e proposta educativa, esigenze espressive e intervento sulle dinamiche di gruppo. Cureremo in particolare le finalità di: espressione emotiva, acquisizione della fiducia nellaltro, rilassamento, collaborazione e sviluppo dellattenzione verso i compagni. Questi momenti si dovranno rivelare particolarmente felici perché molto attesi dai bambini e utili ad alleggerire il lavoro, riavviandone lattenzione. Molto gradito dovrà essere linteresse delle maestre, che parteciperanno proponendo a loro volta dei giochi a tema.

8 I momenti più significativi Familiarizzare con le emozioni principali (felicità, rabbia e tristezza) e sperimentarsi nellesprimerle e comunicarle. Le emozioni nei confronti degli altri e verso i luoghi. Il quaderno delle emozioni. La festa dei nostri successi.

9 Impressioni.. Nel momento di follow up le insegnanti esprimeranno il loro gradimento per il progetto e una favorevole impressione per quanto riguarda la ricaduta sui bambini. I momenti più apprezzati saranno: Le occasioni di lavoro di gruppo. Il disegno delle emozioni e la successiva riflessione. Il lavoro attraverso la narrazione delle fiabe. I momenti di drammatizzazione.

10 Se c'è qualcosa che desideriamo cambiare nel bambino, dovremmo prima esaminarlo bene e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi. Carl Gustav JungCarl Gustav Jung ( ), psichiatra svizzero.


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