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BROBDINGNAG E LILLIPUT: LUOMO DEL DOPING E LUOMO DELLA TOSSICODIPENDENZA VITTORIO VOLTERRA (Bologna)

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Presentazione sul tema: "BROBDINGNAG E LILLIPUT: LUOMO DEL DOPING E LUOMO DELLA TOSSICODIPENDENZA VITTORIO VOLTERRA (Bologna)"— Transcript della presentazione:

1 BROBDINGNAG E LILLIPUT: LUOMO DEL DOPING E LUOMO DELLA TOSSICODIPENDENZA VITTORIO VOLTERRA (Bologna)

2 Sotto tutte le latitudini ed in ogni epoca sono state conosciute ed usate sostanze capaci di produrre modificazioni dello stato di coscienza, in grado d infondere sicurezza contro le angosce e le paure, di far dimenticare i dispiaceri, di dar forza e coraggio, di travolgere le barriere del corpo e della mente, o di agire come lubrificanti sociali. Oggi, molte di queste sostanze sono utilizzate non solo per curare vere e proprie malattie, ma anche per modificare la cenestesi, le sensazioni, le funzioni mentali e le prestazioni psicofisiche. Questo fenomeno suscita una serie di problemi connessi a quelli più generali dei rapporti tra farmaco, individuo e società e, quindi, a quelli della libertà delluomo, della disponibilità della propria persona, dei condizionamenti sociali, dei consumi di massa e del drogaggio collettivo ritualizzato.

3 Nell opinione pubblica la droga suscita vari tipi di reazione: a livello inconscio è investita da tabù magici e caricata di ambivalenze affettive per la doppia polarità di oggetto buono e di oggetto cattivo; un quid sacro nel significato di sacer (che può indicare sia sacro che esecrando), da una parte con caratteristiche sovrumane e fantastiche di mistero e nirvana, e, dallaltra, con qualità diaboliche, tenebrose e di perdizione. Lesperienza tossicomanica o del doping é infatti incomprensibile a chi aderisce ad un modo di vita razionale e conformista. Eppure, oggi, in una società che incoraggia ed istituzionalizza levasione di massa (per esempio, laTV) e in cui lartificiale prende il soppravvento sul naturale, cé da chiedersi se le emozioni delluomo del secondo millennio e del futuro della civiltà saranno libere o condizionate dall esterno con farmaci o con elettrodi infissi nel cervello.

4 Varie considerazioni devono costituire la premessa per affrontare un problema che si declina con estrema complessità. Esse riguardano: A.il farmaco. Le sostanze dell abuso, o potenzialmente tali, non possono essere codificate una tantum, dato che farmaci non sospetti oggi, possono divenire in futuro fonti di doping o di tossicomania. Inoltre, in alcuni Paesi, vi é un consumo endemico consentito di certe droghe. B.lindividuo. Occorre rinunciare all identificazione di un unico tipo di tossicomane o di dopato con identiche matrici psicologiche e socio-ambientali, in quanto esiste una svariatissima gamma di soggetti nei quali la tossicomania e il doping rivestono differenti significati, hanno diverse finalità e sono il terminale di organizzazioni e strutture di personalità assolutamente imparagonabili. C.il contesto. La liceità o meno dell uso di sostanze è normativamente diversa da Paese a Paese; non solo, ma nello stesso Paese, coesistono movimenti contrapposti sullopportunità della liberalizzazione o del proibizionismo.

5 Il dopato e il tossico sono esploratori di mondi che si servono del filtro deformante di una lente che di volta in volta miniaturizza, ingigantisce, o spiazza rispetto alle misure convenzionali. Ciò avviene per uno straniamento dalle cose normali e dalle abitudini consuete del proprio contesto in chi, esule o espulso dalla sua società, ne ha una conoscenza melancolica che non coincide con le idee dei suoi simili. Questa determina una specie di derealizzazione con la visione utopica di un mondo diverso o alla rovescia.

6 Luomo del doping cerca di dissolvere la paura connessa alle angosce e alle insicurezze insite sia nella propria persona, sia nei riguardi degli altri con cui si confronta in modo competitivo e di non avvertire la fatica e inoltre di superare le barriere ed i limiti del corpo, considerati ristretti e coercitivi. Luomo della tossicodipendenza cerca sollievo dalla tensione, dalla ripetizione di comportamenti ritenuti inutili, noiosi e fallimentari, dalla desertificazione degli affetti e da una vita priva di ogni progetto esistenziale e di significato, che non si configura come storia e in cui il senso di se si smarrisce.

7 Ora, come é noto, le abitudini e le norme di ogni Paese dipendono da una fissazione su certi dogmi e principi aprioristici che spesso impediscono di vedere oltre i limiti della propria cultura. Non solo nei comportamenti, ma anche nelle percezioni e nei pensieri intimi, l uomo sembra ineluttabilmente dipendente da tali condizionamenti ambientali. Al passaggio da un regime di abitudini, o da un Paese ad un altro, per questa situazione di relativismo radicale, ogni persona deve allora fare una specie di lavaggio del cervello per adeguarsi alle nuove situazioni, pena il rischio di apparire un automa alieno.

8 Ciò suggerisce che anche i criteri di valutazione sulla tossicodipendenza e sul doping tendono ad assumere in ogni Paese il valore di leggi di natura basate su un universo di norme derivanti da principi a priori, cioé da assiomi; o, viceversa, che le leggi di natura sono valori relativi intesi, invece, in ogni Paese, come assoluti e che quindi nulla é legale od illegale se non per via di comparazione.

9 Ne consegue che in ogni Paese vi é un modo talora violento di stigmatizzare gli altri e di segnare i limiti tra i normali ed i devianti, per cui chi é fuori da questa cultura deve essere marchiato, domato e punito. Ciò fa apparire dubbia lidea che gli uomini, pur nella loro diversità, stiano insieme per un contratto sociale che regola la loro convivenza, suggerendo piuttosto che stiano insieme come gli animali, per cui ognuno fa lega col suo simile e dove lestraneo viene espulso o aggredito con naturale cattiveria.

10 Qualsiasi persona, quindi, anche se inconsciamente, é in balia di regole esterne e di definizioni convenzionali e da per scontato che la sua società tenda al bene pubblico nella sua forma ottimale, con un continuo miglioramento organizzativo, anche se poi si distingue per una particolare fissazione maniacale, però sempre intesa come ragionevole, od impostata su valori di tipo morale, anche se, su questi punti, vi possono essere opinioni discordanti. Ogni giudizio si rivela allora determinato dalla posizione e condizione di chi osserva e valuta, in base ai suoi specifici punti di riferimento.

11 Lo studio dello straniamento di coloro che fanno abuso di sostanze a qualsiasi titolo non può esimersi perciò da un distacco dai luoghi comuni della cultura, dalle norme e dalle supposte leggi di natura di una società. Porci quindi domande sulla dilemmatica complessità di questo problema comporta la rinuncia a conoscenze certe che non può essere una rinuncia scientifica o razionale, ma deve tener conto che questi devianti, rispetto ai loro simili, intraprendono i loro viaggi in cerca di Paesi inesistenti semplicemente per essere quello che sono, o per trovare ciò che non sono.

12 Ma cosa fa oggi la società per eliminare o limitare il fenomeno sempre più dilagante della tossicodipendenza e del doping, oltre le discusse e discutibili leggi repressive e punitive sull abuso di sostanze, molto diverse da Paese a Paese? LAgenzia Mondiale antidoping (WADA) prevede limpegno di tutte le federazioni sportive ad adottare degli standard valutativi e ad istituire, per ogni atleta, il passaporto biologico in cui dovranno essere registrati i dati base degli esami ematologici ed il profilo urinario del testosterone. Il nuovo codice prevede squalifiche molto pesanti (fino a 4 anni), ma anche il 75% di sconto a chi collabora.

13 Contro questi provvedimenti si sono però già levate voci autorevoli, quale quella, per esempio, di Bode Miller: Autorizzare il doping é giusto perché vuol dire dare le stesse possibilità a tutti e questo non ha nulla a che vedere con ciò che é male e ciò che é bene. Se tutto viene autorizzato é giusto; se tutto viene proibito é giusto ugualmente. Il fatto é che i controlli antidoping non hanno nulla a che vedere con lequità. Quelli che vogliono doparsi arrivano ai test senza problemi ed i controlli servono solo a sprecare denaro e tempo. E che dire poi delle smart drugs vendute liberamente negli smart shops?

14 Mio piccolo amico Grildrig,... le leggi sono spiegate, interpretate ed applicate al meglio da coloro che hanno tutto linteresse e la scaltrezza per pervertirle, ingarbugliarle ed eluderle Jonathan Swift

15 FINE

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17 LUOMO DEL DOPING Leffetto fisico consente di non avvertire la fatica, il che non significa che il corpo non si stanchi e che la fatica non si paghi, ma solo che non se ne avverte la sensazione. Ciò non é bello perché le soglie del dolore e della fatica sono lì per avvertire che non si può fare del corpo ciò che si vuole e che i deliri di onnipotenza, anche se al momento vantaggiosi e piacevoli, non cessano di essere deliri e, ad effetto concluso, presentano il conto.

18 LUOMO DEL DOPING Leffetto psichico consiste nel dissolvimento delle paure sia nei confronti delle angosce profonde e delle insicurezze insite nella propria personalità, sia nei riguardi degli altri con cui ci si confronta in modo competitivo, ricorrendo alla chimica pur di raggiungere lo scopo di superare le barriere ed i limiti del corpo, ritenuti ristretti e coercitivi, e di aumentare lautostima con un desiderio di potenza che vorrebbe plasmare il mondo e il sè a piacimento secondo le proprie aspirazioni.

19 LUOMO DELLA TOSSICODIPENDENZA Leffetto fisico é dato dal sollievo dalla tensione, dallo stress, dalla fatica di vivere, dal dovere di prendersi cura di sè, degli altri e del mondo, dalla ripetizione di schemi di comportamento ritenuti, inutili e fallimentari, dalla desertificazione degli affetti, dallassenza di ogni progetto esistenziale, da una vita che non si configura come storia, ma come pura successione di momenti separati, scanditi da una sofferenza senza senso.

20 LUOMO DELLA TOSSICODIPENDENZA Leffetto psichico é soprattutto quello dellanestesia di fronte ad un mondo in cui non si scorge alcun significato o traccia di salvezza, ad una società che non offre alcun richiamo, ad una famiglia che non svolge alcuna funzione, in cui il tempo é vuoto, la comunicazione risulta inautentica, ripetitiva e noiosa, lidentità non trova alcun riscontro e il senso di sè si smarrisce.


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