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PON DI ITALIANO Insieme si può star meglio Esperto: Prof.ssa Daniela Vecchio Ruggeri Tutor: Prof.ssa Maria Nicotra.

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Presentazione sul tema: "PON DI ITALIANO Insieme si può star meglio Esperto: Prof.ssa Daniela Vecchio Ruggeri Tutor: Prof.ssa Maria Nicotra."— Transcript della presentazione:

1 PON DI ITALIANO Insieme si può star meglio Esperto: Prof.ssa Daniela Vecchio Ruggeri Tutor: Prof.ssa Maria Nicotra

2 Corsisti ALOSI FEDERICA BUTTA CARMELO DE MARIA MIRIAM EMMI FEDERICA GENITORE VALERIA GIDA VASILE IRINEL LEMBO CARMELO LEOTTA NOEMI LEOTTA ROSARIO LO GIUDICE CRISTINA MOSCA GIUSEPPE PETRALIA GRETA RIOLO SALVATORE SCOGLIO MORENA ZINGALLI DAVIDE

3 Lettura desplorazione Perché il gallettino si mise a cantare? Si mise a cantare per salutare la volpe. Luomo chi calpestò correndo? Luomo correndo calpestò un serpente. Che cosa decisero di fare la Reginella e Giuseppe? La Reginella e Giuseppe decisero di fuggire insieme. Quali sono le tre cose che il personaggio si vuol far dare? Il personaggio si vuol far dare un mantello, gli stivali ed un bastone.

4 Dove si mise il Re? Si mise sulle sue spalle. Chi chiese in moglie luomo? Si prese in moglie una delle due figlie della donna. Perché non era possibile pulire la chiave? Perché la chiave era sporca di sangue. Chi dà un lavoro al personaggio? Dà un lavoro al personaggio un vecchio mendicante.

5 Chi è che sta parlando al contadino? Gli sta parlando una scimmia. Cosa avrebbe dato volentieri il Re allomuncolo? Il Re avrebbe dato allomuncolo un po di pane e burro.

6 Leggere Leggende… …per comprenderle

7 IL MOSTRO DI LOCHNESS LEGGENDA SCOZZESE

8 Il mostro di Lochness In quale regione dellEuropa nasce la leggenda? La leggenda nasce in Scozia.

9 Chi è Edwin? Edwin è un monaco. Insieme ai compagni quale missione sta compiendo? Insieme ai compagni vuole diffondere il cristianesimo nella regione scozzese.

10 Si ferma sulle rive di quale lago? Edwin si ferma sulle rive del lago di Loch Ness. Perché si getta nel lago? Edwin si getta nel lago perché vuole fare una nuotata. Ad un tratto, perché si spaventa? Si spaventa, vedendo le acque scure del lago.

11 Perché non riesce a tornare a riva? Edwin non riesce a tornare a riva perché le alghe lo hanno intrappolato. Com è il mostro? Il mostro è altissimo,ha la testa di un serpente, gli occhi piccoli e cattivi, la bocca enorme senza labbra e la pelle scura come il cuoio bagnato.

12 Padre Columbra come allontana il mostro? Padre Columbra allontana il mostro, mostrandogli la croce che ha al collo e dicendogli di tornare nel regno infernale. Con un miracolo salva il giovane monaco: cosa fa? Per salvare il giovane monaco, prega per lui.

13 IL CHICCO DI RISO LEGGENDA DELLINDONESIA

14 LEGGENDA DELLINDONESIA:IL CHICCO DI RISO Chi è Nawang Wulan? Nawang Wulan è una bellissima Dea. Perché insieme alle compagne si ferma in Indonesia? Insieme alle compagne si ferma in Indonesia perché quel posto era così bello che non esisteva neanche in paradiso.

15 Perché si toglie i vestiti? Si toglie i vestiti per fare il bagno nel lago. Perché accetta di sposare il contadino? Accetta di sposare il contadino per riavere i suoi vestiti. Che cosa gli fa promettere? Gli fa promettere di non guardare dentro la pentola.

16 Torna in cielo o rimane per sempre sulla terra? Torna in cielo. Per quale motivo? Torna nel Paradiso perché suo marito non ha rispettato la promessa di guardare dentro la pentola

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18 Tutti, i giorni, finita la scuola, i bambini andavano a giocare nel giardino del gigante. Era un giardino grande e bello coperto di tenera erbetta verde. Qua e là sulla erbetta, spiccavano fiori simile a stelle; in primavera i dodici peschi si ricoprivano di fiori rosa perlacei e, in autunno, davano i frutti. Gli uccelli si posavano sugli alberi e cantavano con tanta dolcezza che i bambini sospendevano i loro giochi per ascoltarli. -Quanto siamo felici qui!- si dicevano. Un giorno il gigante ritornò. Era stato a far visita al suo amico, il mago di Cornovaglia, e la sua visita era durata sette anni. Alla fine del settimo anno, aveva esaurito quanto doveva dire perché la sua conversazione era assai limitata, e decise di far ritorno al castello. Al suo arrivo vide i bambini che giocavano nel giardino.

19 -Che fate voi qui?- esclamò con voce burbera, e i bambini scapparono. -Il mio giardino è solo mio! -disse il gigante- lo sappiano tutti: nessuno, all'infuori di me, può giocare qui dentro. Costruì un alto muro tutto intorno e vi affisse un avviso: GLI INTRUSI SARANNO PUNITI Era una gigante molto egoista. I poveri bambini non sapevano più dove giocare. Cercarono di giocare sulla strada, ma la strada era polverosa e piena di sassi, e non piaceva a nessuno. Finita la scuola giravano attorno all'alto muro e parlavano del bel giardino. -Com'eravamo felici!- dicevano tra di loro. Poi venne la primavera, e dovunque, nella campagna, v'erano fiori e uccellini. Soltanto nel giardino del gigante regnava ancora l'inverno. Gli uccellini non si curavano di cantare perché non c'erano bambini e gli alberi dimenticarono di fiorire. Una volta un fiore mise la testina fuori dall'erba, ma alla vista dell'avviso provò tanta pietà per i bambini che si ritrasse e si riaddormentò. Solo la neve e il ghiaccio erano soddisfatti. -La primavera ha dimenticato questo giardino -esclamarono- perciò noi abiteremo qui tutto l'anno. La neve copriva l'erba con il suo grande manto bianco e il ghiaccio dipingeva d'argento tutti gli alberi. Poi invitarono il vento del nord. Esso venne avvolto in una pesante pelliccia e tutto il giorno fischiava per il giardino e abbatteva i camini. -E' un posto delizioso -disse- dobbiamo invitare anche la grandine.

20 E la grandine venne. Tre ore al giorno essa picchiava sul tetto del castello finché ruppe le tegole; poi, quanto più veloce poteva, scorrazzava per il giardino. Era vestita di grigio, e il suo fiato era freddo come il ghiaccio. -Non riesco a capire perché la primavera tardi tanto a venire -disse il gigante egoista mentre, seduto presso la finestra, guardava il suo giardino gelato e bianco: -Mi auguro che il tempo cambi. Ma la primavera non venne mai e nemmeno l'estate. L'autunno diede frutti d'oro a tutti i giardini, ma nemmeno uno a quello del gigante. Era sempre inverno laggiù e il vento del Nord, la Grandine, il gelo e la Neve danzavano tra gli alberi. Una mattina il gigante udì dal suo letto: una dolce musica, risuonava tanto dolce alle sue orecchie che pensò fossero di musicanti del re che passavano nelle vicinanze. Era solo un merlo che cantava fuori dalla sua finestra, ma da tanto tempo non udiva un uccellino cantare nel suo giardino, che gli parve la musica più bella del mondo. La Grandine cessò di danzare sulla sua testa, il Vento del Nord smise di fischiare e un profumo delizioso giunse attraverso la finestra aperta. -Credo che finalmente la primavera sia venuta- disse il gigante; balzò dal letto e guardò fuori della finestra. Che vide? Una visione meravigliosa. I fanciulli entrati attraverso un'apertura del muro e sedevano sui rami degli alberi. Su ogni albero che il gigante poteva vedere c'era un bambino. Gli alberi,felici di riavere i fanciulli, s'erano ricoperti di fiori e gentilmente dondolavano i rami sulle loro testoline. Gli uccellini svolazzavano intorno cinguettando felici e i fiori sollevavano il capo per guardare di sopra l'erba verde e ridevano.

21 Era una bella scena. Solo in un angolo regnava ancora l'inverno. Era l'angolo più remoto del giardino, e vi stava un bambinetto. Era tanto piccolo che non riuscire a raggiungere il ramo dell'albero e vi girava intorno piangendo disperato. Il povero albero era ancora coperto dal gelo e dalla neve e sopra di esso il vento del nord fischiava. -Arrampicati piccolo- disse l'albero e piegò i suoi rami quanto più poté: ma il bimbetto era troppo piccino. A quella vista il cuore del gigante si intenerì. -Come sono stato egoista!- disse.-Ora so perché la primavera non voleva venire. Metterò quel bambino in cima all'albero poi abbatterò il muro e il mio giardino sarà, per sempre, il campo di giochi dei bambini. - Era veramente addolorato per quanto aveva fatto. Scese adagio le scale e aprì la porta d'ingresso. Ma quando i bambini lo videro, si spaventarono tanto che scapparono, e nel giardino regnò di nuovo l'inverno. Soltanto il bambinetto non scappò; i suoi occhi erano così colmi di lacrime che non vide venire il gigante. E il Gigante giunse di soppiatto dietro a lui, lo prese delicatamente nella sua mano e lo mise sull'albero. E l'albero fiorì, gli uccellini vennero a cantare e il bambino allungò le braccine, si avvicinò al collo del gigante e lo baciò. Non appena gli altri bambini videro che il gigante non era più cattivo, ritornarono di corsa e con essi venne la primavera. -Ora questo è il vostro giardino, bambini - disse il gigante e, presa una grande ascia, abbatté il muro. A mezzogiorno la gente che andava al mercato vide il gigante giocare con i bambini nel giardino più bello che avessero mai veduto. Giocarono tutto il giorno e la sera i bambini salutarono il gigante.

22 -Dov'è il vostro piccolo amico? - disse: -Il bambino che io ho messo sull'albero?- Il gigante l'amava più di tutti perché l'aveva baciato. -Non lo sappiamo -risposero i bambini- se n'è andato. -Dovete dirgli che domani deve assolutamente venire- disse il gigante. Ma i bambini risposero che non sapevano dove abitasse e che prima non l'avevano mai veduto, e il gigante si sentì molto triste. Ogni pomeriggio, finita la scuola, i bambini venivano a giocare con il gigante. Ma il bambinetto che il gigante prediligeva non si vide più. Il gigante era molto buono con tutti, ma desiderava il suo piccolo amico e spesso parlava di lui. -Quanto mi piacerebbe vederlo-diceva sovente. Gli anni passarono, e il gigante divenne vecchio e debole. Non poteva più giocare; sedeva in una grande poltrona e osservava i bambini mentre giocavano e ammirava il suo giardino. -Ho molti bei fiori- diceva- ma i bambini sono i fiori più belli. Una mattina d'inverno, mentre si vestiva,guardò fuori dalla finestra. Ora non odiava più l'inverno perché sapeva che era soltanto la primavera addormentata e che i fiori si riposavano. Ad un tratto si fregò gli occhi sorpreso e si mise a guardare intensamente. Era una cosa veramente meravigliosa. Nell'angolo più remoto del giardino v'era un albero interamente ricoperto di fiori bianchi. Dai rami d'oro pendevano frutti d'argento, e sotto di essi stava il bambinetto ch'egli aveva amato. Il gigante scese di corsa e, tutto acceso di gioia, uscì nel giardino. Si affrettò sull'erba e s'avvicinò al bambino. Quando gli fu vicino si fece rosso di collera e disse:

23 -Chi ha osato ferirti?- perché il bambino aveva il segno di due chiodi sul palmo delle mani e sui piedi. -Chi ha osato ferirti?- esclamò il gigante- dimmelo e io prenderò la mia grossa spada e l'ammazzerò. -No- rispose il bambino- queste sono soltanto le ferite dell'amore. -Chi sei?- chiese il gigante, e uno strano stupore s'impadronì di lui e s'inginocchiò dinanzi al bambino. Il bambino gli sorrise e disse: -Un giorno mi lasciasti giocare nel tuo giardino, oggi verrai a giocare nel mio giardino, che è il Paradiso. Quando nel pomeriggio i fanciulli entrarono di corsa nel giardino trovarono il gigante morto, ai piedi dell'albero tutto coperto di fiori candidi.

24 Domande Cosa facevano i bambini alluscita di scuola? Dove era stato in viaggio il gigante? E quanto era stato fuori? Perché il gigante è definito egoista? Perché il gigante ha costruito attorno al suo giardino un muro alto? Quando i bambini non andarono più nel suo giardino, come diventò? Chi abitò il giardino quando andarono via i bambini? In che modo i bambini entrarono di nuovo nel giardino? Tutti i bambini alla vista del gigante fuggirono; chi rimase e perché? Con che cosa il gigante abbatté il muro? Chi erano i fiori più belli del giardino del gigante? Che cosa aveva il bambino sulle mani e sui piedi? Perché ? Il bambino dove portò il gigante?

25 Risposte I bambini alluscita di scuola andavano a giocare nel giardino del gigante. Il gigante era stato dal suo amico Orco e tornò dopo 7 anni. Il gigante era definito egoista perché non faceva più giocare i bambini nel suo giardino. Il gigante costruì un muro alto perché non voleva che i bambini entrassero nel suo giardino e ci giocassero. Nel giardino del gigante non sbocciava nemmeno un fiore perciò il giardino era diventato triste. Abitò nel giardino del gigante la neve, la grandine e perfino il vento del nord. I bambini entrarono grazie ad un buco che si creò col passare del tempo nel muro. I bambini fuggirono perché si spaventarono; solo un bambino rimase nel giardino perché aveva gli occhi pieni di lacrime e non ebbe paura del gigante perché non lo vide. Il gigante abbatté il muro con una scure. I fiori più belli del giardino del gigante erano i bambini. Il bimbo aveva nelle mani e nei piedi dei buchi perché era Gesù. Il bambino portò il gigante nel suo giardino: il Paradiso.

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27 Gli gnomi Come cambiano le case degli gnomi a seconda la zona in cui vengono costruite? Lo gnomo di bosco o di giardino ha la casa sotto gli alberi,invece lo gnomo mediterraneo ha la casa sotto i pini marittimi o dentro la tana dei conigli.

28 Un capitano di quindici anni Cosa stava cacciando Dick? Dick stava cacciando una gazzella.

29 Il talismano della felicita Quante uova servono per la ricetta? Per la ricetta servono tre uova.

30 Il Colombre Come si chiamava il protagonista? Il protagonista si chiamava Stefano Roi.

31 Lisola del tesoro Come fecero a capire che il primo albero non era quello giusto? Capirono che il primo albero non era quello giusto attraverso la misurazione della bussola.

32 TRASFORMARE I TESTI

33 RISCRIVI LA STORIA DAL TEMPO PRESENTE AL TEMPO PASSATO Al presente… La ragazza non simpaurisce facilmente ed è anche curiosa, comincia a scendere e alla fine trova una stanza immensa, piena di tesori. In mezzo sta seduto un Orco con la pancia a botte. Al passato… La ragazza non simpauriva facilmente ed era anche curiosa, ha cominciato a scendere e alla fine ha trovato una stanza immensa, piena di tesori. In mezzo stava seduto un Orco con la pancia a botte.

34 RISCRIVI LA STORIA DAL TEMPO PASSATO AL TEMPO FUTURO Al passato… Il padrone della barca si presentò con una persona: lomone che mangiava le bufale. Mangia e rimangia,si masticò dieci pietanze, una dopo laltra, poi ne deglutì cento, ne spolverò mille; e il Re, che era stato a vederlo senza parola, disse ai camerieri:- Non cè rimasto altro in cucina? -.

35 Il padrone della barca si presenterà con una persona: lomone che mangiava le bufale. Mangerà e rimangerà,si masticherà dieci pietanze, una dopo laltra, poi ne deglutirà cento, ne spolvererà mille; e il Re, che sarà stato a vederlo senza parola, dirà ai camerieri :- Non cè rimasto altro in cucina? -. Al futuro…

36 RISCRIVI LA STORIA DAL PLURALE AL SINGOLARE Plurale Con quella tela si misero a cucire delle camicie per lo Zar. Le tagliarono, ma non poterono trovare delle cucitrici che si prendessero lincarico di cucirle. Cercarono a lungo finché decisero di chiamare la vecchia. Singolare Con quella tela si mise a cucire la camicia per lo Zar. La tagliò, ma non poté trovare la cucitrice che si prendesse lincarico di cucirla. Cercò a lungo finché decise di chiamare la vecchia.

37 RISCRIVI LA STORIA DALLA TERZA PERSONA ALLA PRIMA In terza persona… Lei era la più bella bambina del paese; la matrigna e le sorelle,invidiando la sua bellezza la tormentavano imponendole ogni più duro lavoro, affinché dimagrisse dalla fatica e diventasse nera nera sotto il sole e il vento; proprio non la lasciavano vivere!

38 In prima persona… Io ero la più bella bambina del paese; la mia matrigna e le mie sorelle,invidiando la mia bellezza mi tormentavano imponendomi ogni più duro lavoro, affinché dimagrissi dalla fatica e diventassi nera nera sotto il sole e il vento; proprio non mi lasciavano vivere!

39 Fiabe… Favole….

40 C era una volta un principe che cercava una principessa per sposarla; voleva essere sicuro che fosse una vera principessa, solo che tutte quelle che incontrava avevano qualcosa di strano. Una sera il tempo era sereno: cera la luna piena e le stelle. Improvvisamente si sentì bussare alla porta del castello; il re andò ad aprire e si trovò davanti una principessa elegantissima e bellissima che dichiarò di essere una vera principessa. Le preparò il letto per dormire, sul fondo pose il seme di una rosa e poi mise sopra il letto una tavola di legno, il materasso, le lenzuola, le coperte e il cuscino. Il mattino dopo il re e la regina chiesero alla fanciulla come aveva dormito e lei si lamentò perché aveva starnutito tutta la notte. Da questo capirono che lei era una vera principessa, così organizzarono una festa per le loro nozze e quel giorno vissero felici e contenti.

41 Una rana fece amicizia con una farfalla; era una bestia simpatica ma disturbava gli altri animali mentre dormivano. La rana decise di fare spaventare la farfalla, così la portò nel bosco di sera e poi cominciò a saltellare verso la sua casa. Laltra non ha visto più la rana e si preoccupò. Siccome la rana faceva rumore mentre saltellava, la farfalla la ritrovò ma non riusciva a raggiungerla. Ad un certo punto la rana fece un grande balzo e si gettò nel lago; la farfalla era così stanca che non ce la faceva più a volare e cadde insieme alla rana nel lago. La rana che era una brava nuotatrice nuotò nel lago senza pensare che la farfalla le fosse dietro e che non sapeva nuotare. A farla breve la piccola farfalla annegò. Nel cielo volteggiava unaquila che la salvò e portò a riva.

42 Un giorno una rana, fece amicizia con una tartaruga che però le faceva sempre i dispetti. Le diceva che era lentissima al contrario di lei che faceva dei salti eccezionali. E così la tartaruga pianse. Un lunedì mattina, la rana decise di fare uno scherzo alla tartaruga. Lei senza pensare che la sua amica non sapeva nuotare, la legò alla sua zampetta e se la portò in acqua. La tartaruga svenne e la sua pancia si gonfiò tanto da galleggiare. Dal cielo una rondine la osservò, la afferrò con le zampe e la portò in riva. Ci salì sulla pancia, la tartaruga si sgonfiò e tutti e tre diventarono amici per la pelle.

43 RIASSUMERE I TESTI con il metodo delle parole chiave

44 Le fasi per riassumere un testo 1ª Fase: leggere il testo; 2ª Fase: evidenziare nel testo le parole chiave; 3ª Fase: ricopiare le parole chiave evidenziate sul foglio; 4ª Fase: scrivere il riassunto.

45 1 Fase: Leggere il testo Il mercante soffrì per la morte della moglie, comè naturale, ma poi cominciò a pensare a risposarsi. Era un belluomo e trovare una fidanzata non gli era difficile; ma più di tutte gli piacque una vedovella. Essa era già duna certa età, e aveva due figlie sue, su per giù coetanee di Vassillissa; era dunque unesperta donna di casa e madre. Il mercante la sposò; ma sera ingannato, perché non trovò in lei una buona madre per la sua figliola. Vassillissa era la più bella bambina del paese; la matrigna e le sorella, invidiando la sua bellezza, la tormentavano imponendole ogni più duro lavoro, affinchè ella dimagrisse dalla fatica e diventasse nera nera sotto il sole e il vento; proprio non la lasciavano vivere!

46 2 Fase: Evidenziare le parole chiave Il mercante soffrì per la morte della moglie, comè naturale, ma poi cominciò a pensare a risposarsi. Era un belluomo e trovare una fidanzata non gli era difficile; ma più di tutte gli piacque una vedovella. Essa era già duna certa età, e aveva due figlie sue, su per giù coetanee di Vassillissa; era dunque unesperta donna di casa e madre. Il mercante la sposò; ma sera ingannato, perché non trovò in lei una buona madre per la sua figliola. Vassillissa era la più bella bambina del paese; la matrigna e le sorella, invidiando la sua bellezza, la tormentavano imponendole ogni più duro lavoro, affinchè ella dimagrisse dalla fatica e diventasse nera nera sotto il sole e il vento; proprio non la lasciavano vivere!

47 3 Fase: Le tue parole chiave Il mercante; Pensare a risposarsi; Vedovella; Aveva due figlie; La sposò; Non; Buona madre; Matrigna; Invidiando la sua bellezza; La tormentavano.

48 4ª Fase: Riassunto Vassillissa la Bella Al mercante che voleva risposarsi piacque una vedovella che aveva due figlie. Il mercante la sposò ma si accorse che non era una buona madre per Vassillissa. Infatti la matrigna e le sorelle, invidiando la sua bellezza, la tormentavano con lavori molto duri.

49 Al Pon Al pon, Che esperienza, È stato bellissimo! dieci giorni in compagnia, dei compagni e di Maria, dello studio, ma soprattutto del divertimento. Abbiamo conosciuto: la principessa sul pisello, lorco con lombrello, la ranocchia e il serpentello. Siamo andati ai computer, Ci siamo divertiti, anche scrivendo con le dita. Sì, ci siamo stancati un po, a scrivere e a studiare, ma tanto arriva sempre il momento del riposino. Per me fa lo stesso, mi sono divertita, Con le maestre, Ops un errore: con le professoresse. Adesso vi saluto, vado al Pon e lì studio. Di Greta Petralia

50 GRAZIE di….


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