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Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria INQUINAMENTO LUMINOSO Corso di Impatto Ambientale Modulo A: Pianificazione Energetica Ing. Giorgio.

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Presentazione sul tema: "Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria INQUINAMENTO LUMINOSO Corso di Impatto Ambientale Modulo A: Pianificazione Energetica Ing. Giorgio."— Transcript della presentazione:

1 Università degli Studi di Perugia Facoltà di Ingegneria INQUINAMENTO LUMINOSO Corso di Impatto Ambientale Modulo A: Pianificazione Energetica Ing. Giorgio Baldinelli a.a

2 Introduzione Il problema dellinquinamento luminoso ha recentemente assunto una notevole importanza in tutte le regioni altamente industrializzate ed urbanizzate del mondo, provocando un aumento della luminosità del cielo e diminuendo, di conseguenza, la visibilità dei corpi celesti. E una forma di inquinamento della percezione visiva dovuta alla quota dispersa di flusso luminoso, emesso dagli apparecchi di un impianto di illuminazione, che non raggiunge (o oltrepassa) il compito visivo a cui limpianto è funzionalmente dedicato.

3 Definizioni - normativa nazionale Il disegno di legge da tempo in discussione alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica, definisce: inquinamento luminoso, ogni forma di irradiazione di luce artificiale ai di fuori dalle aree a cui essa è funzionalmente dedicata e in particolare modo verso la volta celeste; inquinamento ottico, qualsiasi illuminamento prodotto dagli impianti di illuminazione su oggetti e soggetti che non è richiesto illuminare.

4 Definizioni - Normativa internazionale: linquinamento luminoso (Iight pollution) è definito come quella luce artificiale che causa effetti dannosi allambiente, alla ricerca astronomica, al godimento del cielo notturno o produce abbagliamento indesiderabile o una inutile illuminazione. In esso sono incluse: la luce maldirezionata (misdirected light), la luce deviata (stray light), la luce riflessa evitabile (avoidable reflected light), la luce durante le ore in cui non è necessaria ed infine livelli di luce in eccesso rispetto a quelli necessari per soddisfare il compito visivo richiesto.

5 Cause dellinquinamento luminoso Linquinamento luminoso, dovuto essenzialmente ad una eccessiva o inadatta illuminazione notturna delle aree ad alta densità abitativa, può dipendere oltre che dagli apparecchi di illuminazione in quanto tali, anche dallutilizzo di lampade con inadeguate caratteristiche fotometriche, dalla quota di flusso luminoso che, pur raggiungendo correttamente il compito visivo, è rinviata per riflessione del manto stradale verso la volta celeste, dalle numerose ed intrusive insegne luminose ed infine da una non corretta gestione e manutenzione degli impianti

6 Conseguenze inquinamento luminoso La luce artificiale che inquina il cielo contribuisce ad aumentarne la luminosità naturale a causa del fenomeno diffondente (scattering) dovuto alle particelle in sospensione nellatmosfera terrestre impedendo o rendendo difficoltosa la visione dei corpi celesti. il Rapporto 2001 sullo Stato del cielo notturno e inquinamento luminoso in Italia, pubblicato dallistituto di Scienza e Tecnologia dellinquinamento Luminoso (ISTIL), ha rilevato che su gran parte della popolazione italiana, a causa di una eccessiva quantità di luce dispersa verso la volta celeste, non scende nemmeno una vera e propria notte impedendo la visione notturna del cielo stellato.

7 Conseguenze inquinamento luminoso Linquinamento luminoso produce inoltre effetti negativi sulle attività delluomo e sullambiente. In particolare elevati valori di illuminamento possono alterare i ritmi vitali della flora e della fauna e, di conseguenza, produrre gravi danni ecologici; linquinamento luminoso può inoltre manifestarsi con effetti di luminanza velante che rendono insicura la guida automobilistica, oppure con fenomeni di abbagliamento che impediscono la visione del patrimonio artistico-architettonico delle città darte.

8 Controllo dellinquinamento luminoso Le norme sul controllo dellinquinamento luminoso contribuiscono indirettamente anche a contenere i consumi energetici per la riduzione delle dispersioni di flusso luminoso e per la scelta di sorgenti luminose a più elevata efficienza. Molti dei provvedimenti emanati, inoltre, contengono fra le finalità espresse: la salvaguardia dei bioritmi naturali della flora e della fauna; il miglioramento dellambiente, conservando gli equilibri ecologici delle aree naturali protette; la riduzione dei fenomeni di abbagliamento e affaticamento

9 Nonostante non vi sia pieno accordo sulla definizione di inquinamento luminoso e sui criteri di classificazione di apparecchi ed impianti di illuminazione, sia la legislazione regionale che la norma UNI (normativa tecnica prestazionale sullargomento) adottano criteri di zonizzazione del territorio nazionale ed individuano aree più o meno estese in cui si intende limitare la dispersione verso lalto di flusso luminoso, con particolare attenzione alle zone di competenza dei centri di osservazione astronomica.

10 Pianificazione territoriale Di particolare interesse risulta ladozione di nuovi strumenti urbanistici per il perseguimento delle finalità prescritte dalla legislazione regionale e precisamente: il PRPIL (Piano Regionale di Prevenzione dellinquinamento Luminoso) con lefficacia di un piano di settore ed una durata almeno quinquennale; il PRIC (Piano Comunale dellilluminazione Pubblica), con lobiettivo, tra gli altri, del contenimento dellinquinamento luminoso atmosferico e stradale e dellinvasività della luce.

11 In particolare nel PRIC, fra i criteri progettuali per aree e siti destinati ad interventi di arredo urbano, si prescrive di: contenere i volumi di luce entro geometrie strettamente indispensabili per il compito visivo evitando invasioni di campo nella sfera privata (facciate e finestre di abitazioni), verso la volta celeste e verso lambiente della flora e della fauna notturna.


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