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1 Avv. Elena Maurillo IL DANNO AMBIENTALE. 2 Avv. Elena Maurillo La tutela del danno ambientale ante riforma Prima di tale collocazione la giurisprudenza.

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1 1 Avv. Elena Maurillo IL DANNO AMBIENTALE

2 2 Avv. Elena Maurillo La tutela del danno ambientale ante riforma Prima di tale collocazione la giurisprudenza della Corte dei Conti è intervenuta sul tema ed ha ricondotto la figura del danno ambientale al concetto di DANNO ERARIALE, intendendo il danno allambiente come il danno pubblico avente ad oggetto lambiente inteso come complesso di beni individuati dalla legislazione specifica e destinato alluso pubblico in quanto patrimonio della collettività, con conseguente competenza decisoria della Corte dei Conti stessa. LA NOZIONE DI DANNO RISARCIBILE AMBIENTALE È FRUTTO DI UNA RECENTE ELABORAZIONE E COLLOCAZIONE ALLINTERNO DEL NOSTRO ORDINAMENTO GIURIDICO.

3 3 Avv. Elena Maurillo In sostanza la giurisprudenza della Corte dei Conti era giunta a considerare il danno ambientale come lesione diretta di interessi pubblici dellente cui era stata affidata istituzionalmente la tutela di beni godibili dallintera collettività. Il danneggiamento di tali beni comporta: - LA LESIONE DELLINTERESSE DELLINTERA COLLETTIVITÀ - UNA DIMINUZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA PER LENTE TITOLARE DELLA TUTELA O SOTTO LASPETTO DEL MANCATO GUADAGNO O SOTTO QUELLO DELLA RIDUZIONE IN PRISTINO.

4 4 FATTISPECIE TUTELABILE Art. 18 comma 1. Qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l'ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l'autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato.. La L. 349/86 Istituzione del Ministero dellAmbiente e norme in materia di danno ambientale ha introdotto allart. 18 il nuovo istituto giuridico del Danno Ambientale con lobiettivo di creare uno strumento giuridico, per la tutela dellambiente, che recepisse nel nostro ordinamento il principio sancito al livello internazionale noto come CHI INQUINA PAGA e sancisce definitivamente il concetto di danno risarcibile

5 5 Avv. Elena Maurillo IL DANNO AMBIENTALE RISARCIBILE Qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l'ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l'autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato. Tipicità dellillecito: il danno viene individuato dalla legge come una grave compromissione dellambiente, cagionata in violazione delle leggi di protezione e tutela dellambiente e dei provvedimenti amministrativi adottati in conformità alle norme. Responsabilità:è direttamente ricollegabile ad una specifica condotta ed è individuale.

6 6 Avv. Elena Maurillo GIURISDIZIONE IN MATERIA DI RISARCIMENTO DEL DANNO (Art.18 comma 2 legge 349/86) Il legislatore ha attribuito la giurisdizione generale per azioni di risarcimento del danno al GIUDICE ORDINARIO. Si tratta di una tutela che può assumere connotatati sia PREVENTIVI CHE SANZIONATORI. Il G.O., infatti, oltre che emettere sentenze di condanna al risarcimento dei danni per compromissione o alterazione dellambiente, può emettere anche provvedimenti di carattere inibitorio, o provvedimenti cautelari durgenza ex art. 700 c.p.c. per scongiurare ulteriori conseguenze dannose delle situazioni produttive di danno portate alla propria cognizione. Inoltre, lo stesso giudice potrebbe ordinare il ripristino dello stato dei luoghi in danno del responsabile delle situazione di pericolo o di compromissione ambientale, atteso che tale misura tende ad eliminare alla radice il nucleo generatore del danno ambientale anche per il futuro, garantendo così una tutela più incisiva ed immediata del territorio.

7 7 Avv. Elena Maurillo Art.18 comma 6:QUANTIFICAZIONE DEL DANNO Il giudice, ove non sia possibile una precisa quantificazione del danno, ne determina l'ammontare in via equitativa, tenendo comunque conto della gravità della colpa individuale, del costo necessario per il ripristino, e del profitto conseguito dal trasgressore in conseguenza del suo comportamento lesivo dei beni ambientali. Lazione di risarcimento del danno è pertanto finalizzata: - AL RIPRISTINO ORIGINARIO DELLA RISORSA AMBIENTALE DANNEGGIATA - AL RECUPERO ECONOMICO DEI DANNI AMBIENTALI Il risarcimento viene effettuato: in forma specifica, attraverso il ripristino dello stato dei luoghi a spese del responsabile per equivalente, attraverso una precisa quantificazione economica/monetaria del danno o attraverso una valutazione equitativa operata dal Giudice sulla base della gravità della colpa, del profitto conseguito dal trasgressore e del costo necessario per il ripristino dei luoghi.

8 8 Avv. Elena Maurillo Per far valere lazione di risarcimento occorre che : - il danno sia causato da un fatto doloso o colposo in violazione di una disposizione di legge o di provvedimenti adottati in base a una legge; - siano identificati gli autori/responsabili del danno; - il danno sia determinato e quantificato in termini di alterazione, deterioramento o distruzione totale o parziale dellambiente; - venga dimostrata la relazione causa-effetto tra fatto doloso/colposo e danno ambientale; - lo Stato o un Ente territoriale competente (regioni, province, comuni, enti parco, ecc.) promuova, di fronte al giudice penale o civile, unazione di risarcimento a beneficio dello Stato. Per lo Stato lazione di risarcimento viene promossa dal MATT.

9 9 Avv. Elena Maurillo IL DANNO AMBIENTALE RISARCIBILE DOPO LA RIFORMA DI CUI AL DLGS. 152/2006 Con lentrata in vigore del Dlgs 152/2006 recante Norme in materia ambientale lart. 18 della legge 349/86 è stato abrogato ad eccezione del comma 5 (legittimazione ad agire). Il danno ambientale è ora disciplinato dalla parte VI del D.lgs.152/2006 Lart. 300 Dlgs.152/2006 prevede che: Definizione E' DANNO AMBIENTALE QUALSIASI DETERIORAMENTO SIGNIFICATIVO E MISURABILE, DIRETTO O INDIRETTO, DI UNA RISORSA NATURALE O DELL'UTILITÀ ASSICURATA DA QUESTA ULTIMA.E' DANNO AMBIENTALE QUALSIASI DETERIORAMENTO SIGNIFICATIVO E MISURABILE, DIRETTO O INDIRETTO, DI UNA RISORSA NATURALE O DELL'UTILITÀ ASSICURATA DA QUESTA ULTIMA.

10 10 Avv. Elena Maurillo Oggetto Ai sensi della direttiva 2004/35CE, richiamata dal comma 2 dellart. 300, costituisce danno ambientale il deterioramento, in confronto alle condizioni originarie, provocato: a) alle specie e agli habitat naturali protetti dalla normativa nazionale e comunitaria nellambito della fauna selvatica, alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, alla flora e alla fauna selvatiche, nonché alle aree naturali protette; b) alle acque interne, costiere ed a quelle ricomprese nel mare territoriale, anche se le azioni lesive vengono compiute in acque internazionali; c) al terreno, mediante qualsiasi contaminazione che crei un rischio significativo di effetti nocivi, anche indiretti, sulla salute umana a seguito dell'introduzione nel suolo, sul suolo o nel sottosuolo di sostanze, preparati, organismi o microrganismi nocivi per l'ambiente.

11 11 Avv. Elena Maurillo Tale definizione è essenziale ai fini della tutela risarcitoria contro i danni allambiente disciplinata dalla parte VI del Dl.gs. 152/2006 che si realizza tenendo conto di due principi: Principio della prevenzione necessità di porre in essere efficacemente tutte le azioni volte ad evitare lemissione nellambiente di forme di inquinamento. Preliminare valutazione scientifica ed obiettiva. Tale principio è osservato nellottica di assicurare un elevato livello di protezione per la salute umana e per lambiente nei casi di pericolo anche solo potenziale. Principio di precauzione il Ministero ha facoltà di adottare in qualsiasi momento misure di prevenzione che siano: proporzionali rispetto al livello di protezione che si vuole raggiungere non discriminatorie nella loro applicazione coerenti con misure analoghe già adottate e basate sullesame dei potenziali vantaggi ed oneri.

12 12 Avv. Elena Maurillo ESCLUSIONI Ai sensi dellart. 303, la tutela risarcitoria (parte VI del dlgs. 152/2006) non è applicabile al danno ambientale o alla minaccia imminente di tale danno cagionati da: -atti di conflitto armato, sabotaggi, atti di ostilità, guerra civile, insurrezione; -fenomeni naturali di carattere eccezionale, inevitabili e incontrollabili; - non si applica al danno ambientale o a minaccia imminente di tale danno provocati da un incidente per il quale la responsabilità o lindennizzo rientrino nellambito dapplicazione di una delle convenzioni internazionali elencate nellallegato I della parte sesta del decreto cui la Repubblica italiana abbia aderito. Il decreto non può pregiudicare il diritto del trasgressore di limitare la propria responsabilità conformemente alla legislazione nazionale che dà esecuzione alla convenzione sulla limitazione della responsabilità per crediti marittimi (LLMC) del 1976, o alla convenzione di Strasburgo sulla limitazione della responsabilità nella navigazione interna (CLNI) del 1988.

13 13 Avv. Elena Maurillo Inoltre non si applica -ai rischi nucleari relativi allambiente, né alla minaccia imminente di tale danno causati da attività disciplinate dal Trattato istitutivo della Comunità europea dellenergia atomica (EURATOM) o causati da un incidente o unattività per i quali la responsabilità o lindennizzo rientrano nel campo di applicazione di uno degli strumenti internazionali elencati nellallegato II della parte sesta del decreto; -alle attività svolte in condizioni di necessità ed aventi come scopo esclusivo la difesa nazionale, la sicurezza internazionale, o la protezione dalle calamità naturali. La non applicazione riguarda anche i casi in cui - il danno sia stato causato da unemissione, un evento o un incidente verificatosi prima della entrata in vigore del decreto e quando siano trascorsi più di trenta anni dalle cause determinanti il danno; ed ancora - se il danno o la minaccia siano stati causati da inquinamento di carattere diffuso, se non sia stato possibile accertare in alcun modo un nesso causale tra il danno e lattività di singoli operatori.

14 14 Avv. Elena Maurillo Il decreto non si applica alle situazioni di inquinamento per le quali siano effettivamente avviate le procedure relative alla bonifica, o sia stata avviata o sia in pervenuta la bonifica dei siti, nel rispetto delle norme vigenti in materia, salvo che allesito della bonifica non permanga un danno ambientale. La parte VI del d.lgs. 153/2006 non ha effetto retroattivo. Per i casi accertati prima della sua entrata in vigore si applica la disciplina prevista dallart. 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349

15 15 Avv. Elena Maurillo Come si realizza la tutela dellA. Art. 304 dlgs 152/2006 In caso di minaccia imminente di un danno, loperatore deve rendere apposta comunicazione al Comune alla Provincia o alla Regione nel cui territorio si prospetta levento lesivo, nonché al Prefetto della Provincia che, nelle 24 ore successive, informa il Ministro competente. La comunicazione ha ad oggetto tutti gli aspetti pertinenti della situazione ed in particolare: 1. le generalità delloperatore, 2. le caratteristiche del sito interessato, 3. le matrici ambientali coinvolte e la descrizione degli interventi da eseguire. Una volta effettuata la comunicazione loperatore deve subito a proprie spese adottare gli interventi di prevenzione e di messa in sicurezza. Se loperatore non si conforma agli obblighi della comunicazione ed allattuazione della prevenzione lautorità preposta al controllo o comunque il MATT irroga una sanzione non inferiore a 1000 euro e non superiore a 3000 euro per ogni giorno di ritardo.

16 16 Avv. Elena Maurillo Come si realizza la tutela dellA. Il Ministro in qualsiasi momento ha facoltà di: - Chiedere alloperatore di fornire informazioni su qualsiasi minaccia imminente di danno ambientale o su casi sospetti di tale minaccia imminente; - Ordinare alloperatore di adottare le specifiche misure di prevenzione considerate necessaire, precisando le metodologie da seguire; - Adottare le misure di prevenzione necessarie

17 17 Avv. Elena Maurillo Art. 311 D.lgs.152/2006 dispone: Fattispecie Chiunque realizzando un fatto illecito, o omettendo attività o comportamenti doverosi con violazione di legge, di regolamento o di provvedimento amministrativo, con negligenza imperizia, imprudenza o violazione di norme tecniche, arrechi danno allambiente, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, è obbligato al ripristino della precedente situazione e in mancanza al risarcimento per equivalente patrimoniale nei confronti dello Stato. MATT PUÒ AGIRE PER IL RIPRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI O PER RISARCIMENTO PER EQUIVALENTE PATRIMONIALE

18 18 Avv. Elena Maurillo PER LA QUANTIFICAZIONE DEL DANNO: si seguono i criteri enunciati negli allegati 3 e 4 PARTE VI DEL DLGS. 152/06. (contraddittorio con gli operatori e consulenza tecnica) LACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA E LA RISCOSSIONE DELLE SOMME DOVUTE per equivalente patrimoniale avvengono secondo quanto previsto dal titolo III della parte VI che prevede lespletamento di unistruttoria per lemanazione di unordinanza ministeriale. Se al termine dellistruttoria si accerta leffettiva esistenza di un danno, il Ministro emette unordinanza immediatamente esecutiva con la quale intima il responsabile al ripristino ambientale in forma specifica indicando il termine entro cui adempiere. A norma dellart. 314 lordinanza deve contenere: 1) Indicazione del fatto omissivo o commissivo contestato 2) Gli elementi di individuazione e quantificazione del danno 3) Le fonti di identificazione del trasgressore 4) Il termine entro cui adempiere 5) I costi da sostenere ai fini del risarcimento

19 19 Avv. Elena Maurillo TERMINI LO. deve essere adottata nel termine di 180 giorni dalla comunicazione dellavvio dellistruttoria o comunque entro 2 anni dalla notizia del fatto. Se è in corso il ripristino ambientale a spese del trasgressore i medesimi termini decorrono dalla sospensione ingiustificata dei lavori di ripristino o dalla loro conclusione in caso di incompleta riparazione previo accertamento del Ministro competente. Una volta emessa lordinanza può succedere che: IL RESPONSABILE PROVVEDE ENTRO IL TERMINE IL RESPONSABILE NON PROVVEDE ENTRO IL TERMINE IL RIPRISTINO NON È POSSIBILE IL RIPRISTINO È ECCESSIVAMENTE ONEROSO Negli ultimi tre casi il Ministro può ingiungere il pagamento di una somma pari al valore economico del danno accertato o residuato a titolo di risarcimento per equivalente pecuniario da effettuare entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

20 20 Avv. Elena Maurillo Obbligati in solido al risarcimento sono: - Il soggetto nel cui interesse si è tenuto il comportamento dannoso - Chi si è sottratto allonere economico necessario per apprestare in via preventiva le attrezzature, le cautele e i comportamenti previsti come obbligatori, traendone così un vantaggio. Lordinanza del Ministro dellAmbiente è ricorribile presso il TAR o con ricorso straordinario presso il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

21 21 Avv. Elena Maurillo Il D.A. post riforma Il D.A. ante riforma IMPULSO AL PROCEDIMENTO PER LA RIPARAZIONE: ORDINANZA DEL MIN. DELLAMBIENTE GIURISDIZIONE GIUDICE AMMINISTRATIVO FUNZIONE DI COLLABORAZIONE DEGLI ENTI MINORI TERMINE DI DECADENZA DI DUE ANNI PER LEMISSIONE DELLORDINANZA MINISTERIALE DI RIPRISITNO AMBIENTALE. Inoltre non e chiaro se il Ministro può agire per il risarcimento del danno a prescindere dallemanazione dellordinanza IMPULSO AL PROCEDIMENTO PER LA RIPARAZIONE : AZIONE GIUDIZIARIA (Regioni, enti locali e associazioni ambientaliste) GIURISDIZIONE GIUDICE ORDINARIO FUNZIONE DI IMPULSO AUTONOMO DEGLI ENTI MINORI TERMINE PRESCRIZIONALE DI CINQUE ANNI PER LE AZIONI DI RISARCIMENTO DEL DANNO PR FATTO ILLECITO

22 22 Avv. Elena Maurillo Il D.A. post riforma Il D.A. ante riforma NOZIONE IL D.A. E QUALSIASI DETERIORAMENTO SIGNIFICATIVO E MISURABILE DI UNA RISORSA NATURALE O DELLUTILITA ASSICURATA DA QUESTULTIMA. IL COMMA 2 DELLART. 300 RIPORTA POI UN ELENCO DI CIO CHE COSTITUISCE DANNO AMBIENTALE. ELENCO ESAUSTIVO O ESEMPLIFICATIVO? CONTRASTO CON LA CONVENZIONE DI LUGANO DEL 21/22 GIUGNO 1993 SOTTOSCRITTA ANCHE DALLITALIA CHE PER LA PUNIBILITA PREVEDE: NESSO CAUSALE TRA CONDOTTA DEL RESPONSABILE ED EVENTO IMPUTAZIONE OGGETTTIVA DEL DANNO NOZIONE IL D.A. E RAPPRESENTATO DALLA COMPROMISSIONE DELLAMBIENTE CHE SI REALIZZA ATTRAVERSO QUALSIASI FATTO DOLOSO O COLPOSO Deve essere dimostrata la relazione causa-effetto tra fatto doloso/colposo e danno ambientale;


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