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I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 1 di 63 I NUOVI STRUMENTI DELLA POLITICA AMBIENTALE COMUNITARIA.

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1 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 1 di 63 I NUOVI STRUMENTI DELLA POLITICA AMBIENTALE COMUNITARIA

2 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 2 di 63 Già da tempo la Comunità europea si è orientata verso ladozione di nuove strategie di azione a difesa dellambiente. Gli strumenti tradizionali, posti a difesa dellambiente, rappresentati dallintensa attività normativa oggi sono importanti per fissare standard minimi di protezione, regole uniformi ed obiettivi comuni. Accanto agli strumenti tradizionali, che impongono il rispetto dei limiti ambientali imposti dalle leggi, si fa ricorso sempre più a metodologie di intervento innovative, non impositive e di natura preventiva volte ad un maggior coinvolgimento degli operatori. Vi sono poi gli strumenti c.d. orizzontali volti al reperimento/raccolta dei dati ambientali ed alla diffusione di una cultura ambientale. COMAND E CONTROL STRUMENTI VOLONTARI

3 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 3 di 63 GLI STRUMENTI DI MERCATO ECOGESTIONE delle imprese (i sistemi EMAS ED ISO) ECOQUALITÀ del prodotto GLI STRUMENTI ORIZZONTALI Sono considerati S.O. tutti gli interventi volti al reperimento ed allelaborazione dei dati ambientali, allo sviluppo della ricerca scientifica, allo sviluppo tecnologico, al miglioramento dei sistemi di informazione e di educazione del pubblico dei consumatori, nonché di formazione professionale. STRUMENTI VOLONTARI

4 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 4 di 63 I MECCANISMI DI SOSTEGNO FINANZIARIO Con il regolamento 21 maggio 1992 la Comunità si è dotata di uno strumento finanziario di sostegno e promozione delle azioni a tutela dellambiente denominato LIFE. INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE Per gestire meglio le conoscenze e levoluzione delle condizioni ambientali in Europa, la Comunità ha costituito un INVENTARIO delle fonti di informazione in materia ambientale (decisione del Consiglio 76/161/CEE) in linea con quanto previsto dal I programma di azione della CE. Il programma prevede un censimento permanente delle fonti di informazione in materia ambientale ed il suo inserimento nel Sistema Internazionale di Riferimento (SIR) del programma delle Nazioni Unite per lEnviroment.

5 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 5 di 63 EMAS Il V programma di azione comunitaria sullambiente si propone tra i suoi obiettivi quello di sollecitare le imprese industriali alladozione volontaria di una serie di iniziative ed azioni allo scopo di migliorare la loro gestione produttiva in termini di sostenibilità ambientale, di incentivare, attraverso la competitività tra le aziende, la qualità ecologica dei processi produttivi e dei singoli prodotti, di promuovere linformazione dei consumatori accrescendo la fiducia riposta nella qualità dei prodotti scelti. Tra gli strumenti offerti a tale scopo si colloca l EMAS (Enviromental Management and Audit Scheme) ovvero il sistema comunitario di ecogestione ed audit creato con il regolamento 1836/93 del 29 giugno 1993 concernente ladesione volontaria delle imprese del settore industriale ad un sistema comunitario di ecogesitone ed audit. Il successivo regolamento CE/761/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001 ha sostituito ed abrogato il Regolamento CEE 1836/93 ed ha esteso ladesione volontaria al sistema di ecogestione ed audit a tutte le organizzazioni europee non solo delle imprese del settore industriale.

6 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 6 di 63 Quale obiettivo si prefigge Lobiettivo di EMAS consiste nel promuovere miglioramenti continui delle prestazioni ambientali delle organizzazioni (art. 1 – Reg. 761/2001) …… ed è perseguito mediante…..

7 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 7 di 63 Lobiettivo di EMAS è perseguito mediante: lintroduzione e lattuazione da parte delle organizzazioni di SGA conformi ISO14001; La valutazione sistematica, obiettiva e periodica dellefficacia dei SGA; linformazione sulle prestazioni ambientali e un dialogo aperto con il pubblico ed altri soggetti interessati; La partecipazione attiva dei dipendenti allorganizzazione, nonché una formazione professionale di base ed un perfezionamento adeguato a rendere possibile la partecipazione attiva allintroduzione ed attuazione dei SGA.

8 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 8 di 63 Chi può accedere alla registrazione EMAS? Reg. 761/2000, Art. 3: la partecipazione ad EMAS è aperta a qualsiasi ORGANIZZAZIONE che intenda migliorare le sue prestazioni ambientali complessive. Per organizzazione si intende: IMPRESE DEL SETTORE INDUSTRIALE Reg.1836/93 ORGANIZZAZIONE Reg.761/2001

9 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 9 di 63 Il regolamento può essere applicato anche ad una parte di organizzazione che comprende attività prodotti e servizi: SITO Al momento la Commissione europea sta studiando la possibilità di estendere la certificazione alle organizzazioni che controllano più siti e per i casi in cui non sia possibile stabilire un sito di riferimento. Con particolare riferimento allItalia, la Commissione sta verificando la possibilità di applicare il regolamento ai DISTRETTI INDUSTRIALI, ovvero a quelle aree ove si svolgono attività similari sotto il controllo di differenti organizzazioni (le imprese). Per organizzazione si intende società, azienda, impresa, autorità o istituzione o parte o combinazione di essi, con o senza personalità giuridica, pubblica o privata che ha amministrazione e funzioni proprie (Reg. 761/2001 Art.2).

10 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 10 di 63 VANTAGGI Si possono programmare azioni che incidono sulla qualità ambientale complessiva mediante lanalisi ambientale iniziale condotta a livello territoriale. Si possono migliorare i rapporti con le autorità locali. Si può facilitare il compito delle PMI che costituiscono gran parte dei distretti industriali italiani nelladozione di EMAS contenendo limpegno finanziario delle stesse.

11 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 11 di 63 IL PERCORSO PER LA CERTIFICAZIONE EMAS: Organizzazione Definire la politica ambientale Fare analisi ambientale iniziale Sistema di Gestione Ambientale (SGA) Attività di auditing Dichiarazione ambientale Verifica e convalida della dichiarazione Registrazione EMAS Verifica SGA ISO Rilascio Certificato di conformità ISO ORGANISMO ACCREDITATO ORGANISMO ACCREDITATO ORGANISMO COMPETENTE DOPPIO CONTROLLO PUBBLICO: Comitato Emas e struttura di controllo locale (Arpa locale) VERIFICATORE ambientale accreditato indipendente dallimpresa Sincer t Una volta ottenuta la registrazione, lorganizzazione viene inserita in un apposito elenco Emas europeo e può usare il logo Emas

12 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 12 di 63 Definire la politica ambientale Stabilire gli obiettivi ed i principi generali di azione rispetto allambiente, definendo il quadro di riferimento per fissare obiettivi specifici e target

13 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 13 di 63 Fare analisi ambientale iniziale Con la quale viene stabilitala posizione iniziale dellorganizzazione rispetto alle condizioni ambientali. Essa costituisce il punto di partenza per decidere le azioni di miglioramento.

14 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 14 di 63 SGA AUDITING Attuare il SGA, cioè quella parte del sistema complessivo di gestione (struttura, pianificazione, responsabilità, pratiche, procedure, processi e risorse) che consente di sviluppare, mettere in atto, realizzare e mantenere la politica ambientale; effettuare l'auditing cioè svolgere una valutazione sistematica, periodica, documentata e obiettiva delle prestazioni dell'organizzazione, del sistema di gestione ambientale e dei processi destinati a proteggere l'ambiente;

15 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 15 di 63 Dichiarazione ambientale È rivolta al pubblico e comprende - la politica ambientale, - una breve descrizione del sistema di gestione ambientale, - una descrizione dell'organizzazione, - una descrizione degli aspetti ambientali significativi, degli obiettivi e target ambientali ed in generale delle prestazioni ambientali dell'organizzazione. La dichiarazione ambientale impone precisi impegni che vengono assunti dallimpresa nei confronti del pubblico e tali impegni devono essere rigidamente rispettati sia nelle scadenze che nel contenuto

16 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 16 di 63 Verifica e convalida della dichiarazione Ad opera di un verificatore ambientale accreditato. Il percorso per il conseguimento della convalida e registrazione Emas è impegnativo, poiché è richiesta una puntuale comunicazione alle parti interessate dei propri obiettivi ambientali prefissati e dei propri processi e prestazioni ambientali.

17 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 17 di 63 ELENCO NAZIONALE VERIFICATORI ACCREDITATI La tenuta e la pubblicazione dell'elenco Nazionale dei Verificatori Ambientali accreditati è assicurata dall'APAT su direttiva del Comitato per l'Ecolabel e l'Ecoaudit. I verificatori accreditati possono operare in qualsiasi Stato dell'Unione e dell'EEA (European Economic Area) nei settori di attività (Codici NACE, classificazione statistica delle attività economiche nelle Comunità europee ) per i quali sono stati accreditati. Le aziende/organizzazioni, che intendono affidare le attività di verifica del sistema di gestione ambientale e la convalida della dichiarazione ambientale ad un verificatore, dovrebbero consultare lelenco dei verificatori ambientali consultabile nel sito dellAPAT.

18 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 18 di 63 Ai fini dellaccreditamento e dunque per poter operare il verificatore: deve essere accreditato, cioè devono essergli riconosciute formalmente la competenza, lindipendenza e la capacità, requisiti richiesti dal Regolamento CE n. 761/01 nellAllegato V. Deve dimostrare che la sua organizzazione ed il suo personale non sono soggetti ad alcuna pressione commerciale finanziaria o di altro tipo che potrebbe influenzare limparzialità di giudizio o dellintegrità professionale in rapporto alle attività svolte. Inoltre, ciascuno Stato membro istituisce un sistema volto ad accreditare i verificatori ed a controllare periodicamente le attività dei verificatori conformemente alle disposizioni del regolamento attraverso questionari, esami dei verbali di verifica, testimonianze, esame delle dichiarazioni convalidate. Tutti gli organismi di accreditamento si riuniscono almeno una volta lanno a Bruxelles in unassemblea che elabora gli orientamenti su questioni concernenti laccreditamento, la competenza e la sorveglianza dei verificatori. Accreditamento Verificatore

19 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 19 di 63 lAPAT, in qualità di supporto tecnico al Comitato per l'Ecolabel e l'Ecoaudit, svolge le istruttorie relative allaccreditamento dei verificatori ambientali impegnandosi ad attenersi alla procedura per l'accreditamento e la sorveglianza dei verificatori ambientali stabilita dal Comitato per lEcolabel e lEcoaudit - Sezione EMAS Italia. LAPAT svolge una sorveglianza periodica sulle attività dei verificatori accreditati in Italia e su quelli che si notificano da altro Stato membro dellUE.

20 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 20 di 63 CONTENUTO DELLA VERIFICA/CONVALIDA : Accertare che limpresa abbia osservato le disposizioni del Regolamento Accertare lefficacia del SGA Verificare che i dati le informazioni contenute nella dichiarazione siano attendibili ed esaurienti in relazione ai problemi ambientali. processo di accreditamento consiste nella verifica dei requisiti e dei criteri definiti dallOrganismo di Accreditamento (per lItalia il Comitato EMAS/ECOLABEL) e prevede diverse fasi, ognuna delle quali deve concludersi con un esito positivo prima di procedere a quella successiva Contenuto della Verifica

21 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 21 di 63 Le organizzazioni che partecipano al sistema EMAS sono registrate dagli organismi competenti a condizione che esse: 1) Abbiano presentato allorganismo competente una dichiarazione ambientale convalidata 2) Abbiano versato la quota annuale di registrazione 3) Soddisfino tutte la condizioni richieste dal regolamento

22 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 22 di 63 Lorganizzazione che abbia rispettato tutte le fasi della procedura ha il diritto di utilizzare il logo EMAS Per mantenere la registrazione EMAS, un organizzazione deve: (All.V, punto 5.6 del Reg.761/01) Far verificare gli elementi richiesti per la registrazione EMAS in un periodo non superiore a 36 mesi e le informazioni contenute nella dichiarazione ad intervalli non superiori a 12 mesi Trasmettere i necessari aggiornamenti convalidati allorganismo competente e metterli a disposizione del pubblico. Logo EMAS Mantenimento registrazione EMAS

23 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 23 di 63 La ISO è una norma internazionale di carattere volontario, applicabile a tutte le tipologie di imprese, che definisce come deve essere sviluppato un efficace sistema di gestione ambientale. La norma ISO Sistema di gestione ambientale-Requisiti guida per lutilizzo ha lo scopo di fornire a tutte le "organizzazioni" (di qualsiasi tipo e dimensione) i "fondamenti di un sistema efficace di gestione ambientale, che integrati con le altre esigenze di gestione, aiutino le organizzazioni a raggiungere i loro obiettivi ambientali ed economici. Essa fornisce i requisiti di un SGA in modo tale da permettere ad unorganizzazione di formulare una politica e stabilire degli obiettivi, tenendo conto delle prescrizioni legislative e delle informazioni riguardanti gli impatti ambientali significativi. Come EMAS, anche lo standard ISO permette alle aziende di qualsiasi settore produttivo (non solo industriale) di ottenere un riconoscimento della conformità della propria gestione ambientale ai suoi requisiti. In particolare, la norma ISO richiede che lazienda specifichi i propri obiettivi e target ambientale e implementi un SGA che permetta di raggiungerli. Sistema ISO ISO

24 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 24 di 63 Il sistema di gestione ISO è un quadro organizzativo dellazienda, che viene monitorato e rivisto periodicamente, perché possa fornire unefficace direzione alle attività ambientali di unorganizzazione rispondendo a fattori esterni ed interni. ISO non richiede particolari tecnologie e non obbliga lazienda a rispettare particolari restrizioni. Le imprese che adottano ISO attuano una politica di tutela dellambiente attraverso un miglioramento della loro gestione ambientale che avviene: - Monitorando periodicamente gli impatti ambientali della propria attività produttiva - Pianificando i propri obiettivi di tutela ambientale Sistema ISO ISO

25 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 25 di 63 - Attuando programmi per la riduzione del consumo di energia, dellinquinamento, delle materie prime scarse - Introducendo tecnologie pulite -Sviluppando sempre migliori tecniche di controllo del proprio sistema di gestione ambientale Inoltre il sistema di gestione ambientale definito dalla ISO si basa sul fondamentale impegno dell'alta direzione aziendale verso: La conformità legislativa; Il miglioramento continuo; La prevenzione dell'inquinamento.

26 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 26 di 63 La norma ISO si applica ad ogni organizzazione che desideri: 1. Implementare, mantenere attivo, migliorare un SGA 2. Dimostrare tale conformità agli atti 3. Richiedere la certificazione e/o la registrazione del proprio SGA presso un organismo terzo 4. Fare unauto valutazione o un auto dichiarazione di conformità alla stessa norma ISO

27 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 27 di 63 Il numero di aziende che hanno scelto di operare con questa logica è in continua crescita ed in certi mercati, come l'area asiatica, il Giappone soprattutto, ed in certi settori, come il chimico e quello automobilistico non è più pensabile operare su scala globale senza un SGA sviluppato secondo i requisiti della ISO La normativa ISO è stata predisposta con l'intento di adottare in campo ambientale le metodologie di controllo di qualità (cioè integrare Qualità e Ambiente), e con l'intento di predisporre uno standard riconosciuto unanimemente valido a livello internazionale per evitare barriere commerciali.

28 28 Requisiti del sistema di gestione ambientale ai sensi del Regolamento CE n.196/2006 del 3 febbraio 2006 SGA : Le organizzazioni che aderiscono al sistema comunitario di ecogestione e audit devono conformarsi ai requisiti della norma EN ISO 14001:2004. Le norme EN UNI ISO attualmente in vigore nel nostro paese sono state create dal comitato tecnico dellISO (International Organization for Standardisation) successivamente approvate dal CEN (Comitato Europeo di Normazione) divenendo così anche norme europee (EN) ed, infine, hanno ottenuto anche lo status di norma nazionale attraverso la traduzione e la pubblicazione in lingua italiana curata dallUNI (Ente Italiano di Unificazione) REQUISITI DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE: REQUISITI GENERALI: lorganizzazione deve stabilire, documentare, attuare, mantenere attivo e migliorare in continuo un SGA in conformità ai requisiti della norma EN ISO 14001:2004 e determinare come esso soddisfi tali requisiti. Lorganizzazione deve definire e documentare il campo di applicazione del proprio SGA.

29 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 29 di 63 POLITICA AMBIENTALE Lalta direzione deve definire la politica ambientale dellorganizzazione e assicurare che, allinterno del campo di applicazione definito per il proprio sistema di gestione ambientale, essa: a) sia appropriata alla natura, alla dimensione e agli impatti ambientali delle proprie attività, prodotti e servizi; b) includa un impegno al miglioramento continuo e alla prevenzione dellinquinamento; c) includa un impegno al rispetto delle prescrizioni legali applicabili e delle altre prescrizioni che lorganizzazione sottoscrive, che riguardano i propri aspetti ambientali; d) fornisca il quadro di riferimento per stabilire e riesaminare gli obiettivi e i traguardi ambientali; e) sia documentata, attuata e mantenuta attiva; f) sia comunicata a tutte le persone che lavorano per lorganizzazione o per conto di essa; g) sia disponibile al pubblico.

30 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 30 di 63 PIANIFICAZIONE aspetti ambientali Lorganizzazione deve stabilire, attuare e mantenere attive una o più procedure per: a) identificare gli aspetti ambientali delle proprie attività, prodotti e servizi che, allinterno del campo di applicazione definito per il sistema di gestione ambientale, lorganizzazione può tenere sotto controllo e quelli sui quali essa può esercitare uninfluenza, tenendo conto degli sviluppi nuovi o pianificati, o di attività, prodotti e servizi nuovi o modificati; b) determinare quegli aspetti che hanno o possono avere impatto/i significativo/i sullambiente (ovvero gli aspetti ambientali significativi). Lorganizzazione deve documentare e mantenere aggiornate queste informazioni e deve assicurare che gli aspetti ambientali significativi siano tenuti in considerazione nello stabilire, attuare e mantenere attivo il proprio sistema di gestione ambientale.

31 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 31 di 63 PIANIFICAZIONE Prescrizioni legali e altre prescrizioni Lorganizzazione deve stabilire, attuare e mantenere attive una o più procedure per: a) identificare e avere accesso alle prescrizioni legali applicabili e alle altre prescrizioni che lorganizzazione sottoscrive che riguardano i propri aspetti ambientali; b) determinare come tali prescrizioni si applicano ai propri aspetti ambientali. Lorganizzazione deve assicurare che tali prescrizioni legali applicabili e altre prescrizioni che lorganizzazione sottoscrive siano tenute in considerazione nello stabilire, attuare e mantenere attivo il proprio sistema di gestione ambientale.

32 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 32 di 63 PIANIFICAZIONE Obiettivi, traguardi e programma/i Lorganizzazione deve, per ogni funzione e livello pertinente, stabilire, attuare e mantenere attivi obiettivi e traguardi ambientali documentati. Gli obiettivi e i traguardi devono essere misurabili, ove possibile, e devono essere coerenti con la politica ambientale, compresi gli impegni alla prevenzione dellinquinamento, al rispetto delle prescrizioni legali applicabili e delle altre prescrizioni che lorganizzazione sottoscrive, al miglioramento continuo. Quando stabilisce e riesamina i propri obiettivi e traguardi, unorganizzazione deve tenere in considerazione le prescrizioni legali e le altre prescrizioni che lorganizzazione stessa sottoscrive, e i propri aspetti ambientali significativi. Deve anche considerare le proprie opzioni tecnologiche, le proprie esigenze finanziarie, operative e commerciali, e i punti di vista delle parti interessate. Per raggiungere i propri obiettivi e traguardi, lorganizzazione deve stabilire, attuare e mantenere attivi uno o più programmi. Il/I programma/i deve/devono contenere: a) lindicazione delle responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi per ogni funzione e livello pertinente dellorganizzazione; b) i mezzi ed i tempi attraverso i quali essi devono essere raggiunti.

33 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 33 di 63 ATTUAZIONE E FUNZIONAMENTO Risorse, ruoli, responsabilità e autorità La direzione deve assicurare la disponibilità delle risorse indispensabili per stabilire, attuare, mantenere attivo e migliorare il sistema di gestione ambientale. Esse comprendono le risorse umane e le competenze specialistiche,le infrastrutture organizzative, le tecnologie e le risorse finanziarie. Al fine di agevolare una gestione ambientale efficace, ruoli, responsabilità e autorità devono essere definiti, documentati e comunicati. Lalta direzione dellorganizzazione deve nominare un apposito rappresentante della direzione, o più di uno, il quale, indipendentemente da altre responsabilità, deve avere ruoli, responsabilità e autorità definiti per: a) assicurare che il sistema di gestione ambientale sia stabilito, attuato e mantenuto attivo in conformità ai requisiti della presente norma internazionale; b) riferire allalta direzione sulle prestazioni del sistema di gestione ambientale al fine del riesame, comprese le raccomandazioni per il miglioramento.

34 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 34 di 63 ATTUAZIONE E FUNZIONAMENTO Competenza, formazione e consapevolezza Lorganizzazione deve assicurare che qualsiasi persona che esegua, per lorganizzazione stessa o per conto di essa, compiti che possono causare uno o più impatti ambientali significativi identificati dallorganizzazione, abbia acquisito la competenza necessaria mediante appropriata istruzione, formazione o esperienza, e deve conservarne le relative registrazioni. Lorganizzazione deve identificare le necessità formative in relazione ai propri aspetti ambientali ed al proprio sistema di gestione ambientale. Essa deve provvedere alla formazione o intraprendere altre azioni per soddisfare tali necessità, e deve conservarne le relative registrazioni. Lorganizzazione deve stabilire, attuare e mantenere attive una o più procedure affinché le persone che lavorano per lorganizzazione, o per conto di essa, siano consapevoli: a) dellimportanza della conformità alla politica ambientale, alle procedure e ai requisiti del sistema di gestione ambientale; b) degli aspetti ambientali significativi e dei relativi impatti ambientali, reali o potenziali, associati al proprio lavoro e dei benefici per lambiente dovuti al miglioramento delle proprie prestazioni individuali; c) dei propri ruoli e delle proprie responsabilità nellottenimento della conformità ai requisiti del sistema digestione ambientale; d) delle conseguenze potenziali di scostamenti rispetto alle procedure specificate.

35 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 35 di 63 ATTUAZIONE E FUNZIONAMENTO Comunicazione Documentazione Controllo dei documenti Controllo operativo Preparazione e risposta alle emergenze

36 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 36 di 63 VERIFICA Sorveglianza e misurazione Valutazione del rispetto delle prescrizioni Non conformità azioni correttive e preventive Controllo registrazioni Audit interno

37 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 37 di 63 RIESAME DELLA DIREZIONE Lalta direzione deve riesaminare il sistema di gestione ambientale dellorganizzazione, ad intervalli pianificati, per assicurare che esso continui ad essere idoneo, adeguato ed efficace. I riesami devono comprendere la valutazione delle opportunità di miglioramento e la necessità di apportare modifiche al sistema di gestione ambientale, compresi politica, obiettivi e traguardi ambientali. Le registrazioni dei riesami della direzione devono essere conservate. Gli elementi in ingresso per i riesami della direzione devono comprendere: a) i risultati degli audit interni e delle valutazioni sul rispetto delle prescrizioni legali e delle altre prescrizioni che lorganizzazione sottoscrive; b) le comunicazioni provenienti dalle parti esterne interessate, compresi i reclami; c) la prestazione ambientale dellorganizzazione; d) il grado di raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi; e) lo stato delle azioni correttive e preventive;

38 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 38 di 63 f) lo stato di avanzamento delle azioni previste dai precedenti riesami della direzione; g) il cambiamento di situazioni circostanti, comprese le evoluzioni delle prescrizioni legali e delle altre prescrizioni relative ai propri aspetti ambientali; h) le raccomandazioni per il miglioramento. Gli elementi in uscita dal riesame della direzione devono comprendere tutte le decisioni e le azioni relative a possibili modifiche alla politica ambientale, agli obiettivi e ai traguardi e ad altri elementi del sistema di gestione ambientale, coerentemente con limpegno al miglioramento continuo.

39 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 39 di 63 Le principali differenze tra i due riferimenti possono essere così sintetizzate : la natura dei due sistemi : EMAS è uno schema promosso dalla CE e gestito con il coinvolgimento degli organismi nazionali preposti alle politiche ambientali, mentre ISO rappresenta un sistema di normazione internazionale a carattere volontario di tipo privatistico (in quanto governato dalle imprese e dalle associazioni che le rappresentano); i principali destinatari : EMAS (in perfetta coerenza con i propositi del V Programma di azione comunitario) si rivolge innanzitutto allopinione pubblica e alle istituzioni preposte al controllo dellambiente, mentre il principale (anche se non esclusivo) destinatario della certificazione ambientale secondo le norme ISO è il mercato e le imprese che in esso operano. Principali differenze

40 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 40 di 63 Le principali differenze tra i due riferimenti possono essere così sintetizzate : Maggior libertà: Rispetto alla procedura EMAS, la normativa ISO lascia più spazio alle decisioni dellimpresa sul sistema di gestione da attuare. Basti pensare che lISO prevede unaudit periodico, ma non stabilisce i tempi e la documentazione certificativa è più ridotta rispetto ad EMAS. Rispetto della normativa ambientale Il rispetto della normativa ambientale non costituisce un prerequisito per aderire al sistema ISO

41 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 41 di 63 Le principali differenze tra i due riferimenti possono essere così sintetizzate : Sistema di controllo: doppio controllo pubblico e privato per EMAS; Controllo privato per ISO Dichiarazione ambientale: presente solo nel sistema EMAS, risulta più utile ai fini del dialogo con il pubblico per lottenimento di una legittimazione sociale mentre la certificazione ISO ha una maggiore valenza interna. Rispetto della legislazione ambientale vigente: precondizione per aderire al sistema EMAS. Non costituisce una precondizione in ISO Principali differenze

42 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 42 di 63 I vantaggi comuni della certificazione EMAS ed ISO Riduzione dei costi connessi agli aspetti ambientali Riduzione dei rischi ambientali Risoluzione della gestione degli adempimenti normativi ambientali obbligatori Migliore competitività dellorganizzazione Migliore immagine dellazienda qualità integrato Creare un concetto di qualità integrato allinterno dellazienda attraverso utilizzo di potenziali di risparmio di energia e materie prime Efficienza interna e motivazione degli addetti Maggiore certezza del diritto Apertura di nuovi mercati Vantaggi comuni

43 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 43 di 63 Lintroduzione di un sistema di gestione ambientale allinterno di unazienda porta i seguenti vantaggi: Assicura clienti/utenti sullimpegno dellazienda/ente per unefficace gestione ambientale Migliora limmagine dellazienda/ente Aumenta il valore di mercato dellazienda Consente di accedere a finanziamenti agevolati sia comunitari che statali Contribuisce alla riduzione dei costi assicurativi Facilità il dialogo con le associazioni dei consumatori, gli utenti, i cittadini, le autorità Riduce gli incidenti che implicano conseguenze amministrative, civili e penali Migliora lefficienza ed il controllo dei costi ambientali Agevola lottenimento di permessi ed agevolazioni Risparmia in fatto di materie prime ed energia.Vantaggi

44 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 44 di 63 Con il regolamento CEE 880/1992 è stato istituito il sistema comunitario per lassegnazione di un marchio di qualità ecologica (ECOLABEL) indirizzato a quei prodotti che durante il loro ciclo di vita presentano un basso impatto sullambiente. LEcolabel è quindi il marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale, che possono così diversificarsi dai concorrenti presenti sul mercato, mantenendo comunque elevati standard prestazionali. Infatti, letichetta attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita. Il Reg. 880/92 è stato sostituito dal Reg.1980/2000 ed il sistema di assegnazione è stato modificato in modo tale da potenziarne lefficacia, migliorarne la pianificazione e semplificarne il funzionamento. Si tratta di un sistema a base volontaria e selettiva che ha lo scopo di orientare i consumatori verso prodotti in grado di ridurre gli effetti ambientali del loro ciclo di vita rispetto ad altri prodotti dello stesso gruppo. Ecoqualità del prodotto

45 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 45 di 63 La ratio del sistema va rinvenuta nellofferta ai consumatori di informazioni accurate e non ingannevoli sullorigine e la qualità dei prodotti. Per essere incluso nel sistema il prodotto deve soddisfare le seguenti caratteristiche: Rappresentare un volume importante sul mercato interno Avere un impatto importante sullambiente Presentare importanti prospettive di miglioramento dellambiente a seguito della scelta dei consumatori Una parte importante del volume di vendita deve essere destinata al consumo finale. Ecoqualità del prodotto

46 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 46 di 63 I criteri in base ai quali assegnare il marchio di qualità ecologica si basano sui seguenti principi: Le prospettive di penetrazione del prodotto sul mercato La fattibilità tecnica ed economica degli adattamenti necessari La realizzazione del massimo potenziale di miglioramento dellambiente Vantaggi per le aziende: Migliora il ciclo di produzione e quindi ottimizza la produttività delle risorse Rafforza limmagine della Azienda migliorandone laccettabilità sociale Favorisce la fiducia del consumatore verso il prodotto... e lo fidelizza Migliora la competitività dellAzienda sul mercato Ecoqualità del prodotto

47 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 47 di 63 Vantaggi per i consumatori: Possibilità di trovare sul mercato prodotti di alta qualità ecologica, garantiti dalla Comunità Europea Possibilità di contribuire, attraverso le proprie scelte alla riduzione degli impatti ambientali dei prodotti Letichetta Ecolabel costituisce per il consumatore fonte di immediata informazione sulla qualità ambientale del prodotto garantita dallO.C. che ne concede luso dopo unattenta valutazione dei requisiti del prodotto

48 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 48 di 63 Strumento volontario La richiesta del marchio Ecolabel è del tutto volontaria. I fabbricanti, gli importatori o i distributori possono richiedere lEcolabel, una volta verificato il rispetto dei criteri da parte dei prodotti. Strumento selettivo L'etichetta ecologica è un attestato di eccellenza, pertanto viene concessa solo a quei prodotti che hanno un ridotto impatto ambientale. I criteri ecologici e prestazionali sono messi a punto in modo tale da permettere lottenimento dellEcolabel solo da parte di quei prodotti che abbiano raggiunto leccellenza ambientale. I criteri vengono revisionati e resi più restrittivi, quando se ne verifichi la necessità, in modo da premiare sempre leccellenza e favorire il miglioramento continuo della qualità ambientale dei prodotti. Strumento con diffusione a livello europeo Forza dellEcolabel Europeo è proprio la sua dimensione europea. Il marchio può essere usato nei 25 Stati Membri dellUnione Europea così come in Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

49 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 49 di 63 Attualmente sono 21 i gruppi di prodotti che possono ottenere la certificazione Ecolabel ovvero: AMMENDANTI ASPIRAPOLVERE CALZATURE CARTA PER COPIA E CARTA GRAFICA, COMPUTER PORTATILI COPERTURE DURE PER PAVIMENTI DETERSIVI MULTIUSO E PER SERVIZI SANITARI DETERSIVI PER IL BUCATO DETERSIVI PER LAVASTOVIGLIE DETERSIVI PER PIATTI LAVAGGIO A MANO FRIGORIFERI LAMPADINE LAVASTOVIGLIE LAVATRICI LUBRIFICANTI MATERASSI PERSONAL COMPUTER PITTURE E VERNICI PRODOTTI TESSILI TELEVISORI TESSUTO CARTA Altri saranno certificabili a breve: CARTA STAMPATA MOBILI POMPE DI CALORE SAPONI

50 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 50 di 63 CHI DECIDE SULLASSEGNAZIONE DEL MARCHIO DI QUALITÀ ECOLOGICA? LOrganismo Competente individuato secondo il regolamento da ogni Stato membro (Comitato EMAS - Sezione Ecolabel). LOrganismo Competente provvede poi a notificare alla Commissione lassegnazione del marchio. Le condizioni di uso del marchio di qualità ecologica sono contenute in un contratto che deve essere stipulato tra lOrganismo Competente ed il soggetto richiedente. Lautorizzazione duso può essere riesaminata, revocata ed il contatto può essere risolto o modificato se cambiano le condizioni di compatibilità ambientale nel ciclo di vita del prodotto.

51 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 51 di 63 Possibilità di certificare SERVIZI TURISMO SOSTENIBILE Il turismo è sostenibile quando il suo sviluppo conserva le attività ad esso connesse per un tempo illimitato, senza alterare lambiente naturale, sociale, artistico e non frena né inibisce lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche presenti sul territorio(definizione dell'Organizzazione Mondiale del Turismo). Il 14 aprile 2003, con la Decisione 2003/287/CE, la Commissione Europea ha ufficialmente esteso lapplicabilità dell'Ecolabel ai servizi di ricettività turistica e il 29 settembre 2004 ha approvato i criteri Ecolabel per i servizi offerti dai campeggi. Alla base dell'iniziativa cè lintento di incoraggiare le strutture ricettive ed i turisti al rispetto dell'ambiente ed al risparmio di risorse naturali. La visibilità e la credibilità del marchio, fondato, come per i prodotti, sul rispetto scrupoloso di una serie di criteri, consentono alle strutture che lo ricevono di distinguersi, a livello Europeo, per limpegno al miglioramento della qualità ambientale e forniscono agli utenti una garanzia circa lefficienza delle misure di protezione adottate.

52 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 52 di 63 Le strutture turistiche che si fregiano del marchio ecologico Europeo si distinguono per limpegno verso la salvaguardia dell'ambiente e, di riflesso, della salute umana. La presenza dell'Ecolabel fornisce al turista garanzie circa: Il contenimento dell'inquinamento atmosferico, idrico e del suolo grazie soprattutto all'utilizzo di prodotti più rispettosi dell'ambiente; La corretta gestione e differenziazione dei rifiuti; La riduzione degli sprechi energetici e di risorse; La salvaguardia della biodiversità nelle aree poste sotto il controllo diretto della struttura ricettiva;

53 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 53 di 63 L'Ecolabel è applicabile a tutte le strutture turistiche che prevedono, come attività principale, l'erogazione a pagamento del servizio di pernottamento. La richiesta deve essere inoltrata dal proprietario o dal direttore della struttura. Il Regolamento individua varie tipologie di strutture quali ad esempio: – Alberghi, – Motel, – Case Albergo, – B&B, – Fattorie, – Pensioni, – Residenze turistiche. – Campeggi.

54 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 54 di 63 Sono considerati S.O. tutti gli interventi volti al reperimento ed allelaborazione dei dati ambientali, allo sviluppo della ricerca scientifica, allo sviluppo tecnologico, al miglioramento dei sistemi di informazione e di educazione del pubblico dei consumatori, nonché di formazione professionale. Nellambito delle misure che prevedono la promozione sistematica degli impegni per la protezione ed il miglioramento dellambiente, è stata istituita lAgenzia Europea per lAmbiente. Si tratta di un ente reso operativo solo nel 1994 che si inserisce nel rapporto comunità/stato membro migliorando sensibilmente la cooperazione tra gli stessi. Strumenti Orizzontali Agenzia Europea per lAmbiente

55 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 55 di 63 Registrare, raccogliere, analizzare e diffondere dati sullo stato dellambiente Fornire alla comunità e agli stati membri le informazioni oggettive necessarie per formulare ed attuare politiche ambientali oculate ed efficaci Contribuire al controllo dei provvedimenti concernenti lambiente Contribuire ad assicurare la compatibilità dei dati a livello europeo Stimolare lo sviluppo e lintegrazione delle tecniche di previsione ambientale Assicurare unampia diffusione di informazioni ambientali attendibili Funzioni dellAgenzia

56 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 56 di 63 Attuare una rete europea di informazioni sullo stato dellambiente e coordinare le azioni di monitoraggio ambientale. Trasmettere agli stati membri le informazioni ed i dati raccolti in quanto necessari per la formulazione e lattuazione di politiche ambientali efficaci. I principali settori di intervento: Qualità dellaria Qualità delle acque Lo stato dei suoli, della fauna e della flora Utilizzazione del suolo e delle risorse naturali Gestione dei rifiuti Emissioni sonore Le sostanze chimiche La protezione del litorale e del mare Scopo dellAgenzia

57 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 57 di 63 Il LIFE: istituito con il Regolamento 21 maggio 1992 n. 1973/92, successivamente abrogato dal Regolamento n. 1655/2000, e un programma comunitario di finanziamento finalizzato allo sviluppo ed allattuazione della legislazione e della politica comunitaria in materia ambientale. LIFE, che è al servizio dello sviluppo sostenibile, mira a contribuire allelaborazione, allattuazione e allaggiornamento della politica e della legislazione comunitaria nel settore ambientale, nonché allintegrazione dellambiente nelle altre politiche dellUnione Europea. Con il regolamento CE1655/2000, del 17 luglio 2000 il LIFE è promosso con lobiettivo di contribuire allapplicazione, allaggiornamento ed allo sviluppo della politica comunitaria nel settore e nella legislazione ambientale. Strumento finanziario per lambiente LIFE

58 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 58 di 63 I settori di intervento dove è possibile avere il sostegno finanziario della comunità sono 4: Promozione dello sviluppo sostenibile Tutela dellhabitat e della natura Strutture amministrative e servizi per lambiente Educazione, formazione e informazione ****** I progetti finanziati da LIFE, ai quali può accedere qualsiasi persona fisica o giuridica, devono soddisfare i seguenti requisiti generali: rispettare le priorità stabilite a livello comunitario e contribuire al raggiungimento degli obiettivi citati; essere presentati da proponenti affidabili dal punto di vista tecnico e finanziario; essere realizzabili in termini tecnici ed economici, essere realistici in termini di tempistica e garantire un buon rapporto costi-benefici.

59 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 59 di 63 I settori tematici in cui si divide il LIFE sono previsti negli art. 3 e ss del regolamento: Il LIFE NATURA, Lobiettivo di questo settore tematico è di contribuire allattuazione delle direttive comunitarie in tema di uccelli selvatici, conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica Il LIFE AMBIENTE Lobiettivo di questo settore tematico è di promuovere tecniche e metodi innovativi ed integrati per lo sviluppo della politica comunitaria in tema di ambiente Il LIFE PAESI TERZI Lobiettivo di questo settore tematico è di contribuire alla formazione di capacità tecniche e alla creazione di strutture amministrative nel settore ambientale, nonché allo sviluppo di politiche e di programmi dazione ambientale nei paesi terzi ovvero è rivolto agli stati che non fanno parte dellUE ma che hanno concluso accordi di associazione con la comunità. Questo strumento ha lo scopo di promuovere la cooperazione transfrontaliera, trasnazionale e regionale. Sostegno finanziario

60 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 60 di 63 Il Programma LIFE viene gestito direttamente dalla Commissione Europea per quanto riguarda regolamentazione, emanazione dei bandi, valutazione e approvazione dei progetti, co-finanziamento e monitoraggio degli stessi. Il Programma si prefigge di colmare la lacuna esistente tra i risultati delle attività di ricerca e dello sviluppo da un lato e la loro realizzazione su grande scala dall'altro.

61 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 61 di 63 PROCEDIEMNTO PER I FINANZIAMENTI Gli Stati membri trasmettono annualmente alla Commissione europea le proposte di progetto da finanziare. La Commissione pubblica ogni anno nella GUCE l'Invito a presentare le proposte per i progetti, nel quale viene fissato il termine entro cui le Autorità Nazionali devono trasmettere le proposte alla Commissione. La selezione dei progetti presentati dai proponenti alla Commissione europea, per il tramite del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, viene compiuta unicamente dalla DG Ambiente della Commissione europea sulla base di 9 criteri previsti dal Regolamento LIFE. Essa garantisce il controllo dei finanziamenti e il monitoraggio delle azioni previste dal Regolamento LIFE. I progetti vengono selezionati, mediante l'assegnazione di punteggi di merito, ed inseriti in una graduatoria unica per tutti gli Stati membri, secondo un ordine decrescente, in base alla somma dei punteggi ottenuti. I progetti selezionati sono finanziati dalla Comunità fino ad esaurimento dei fondi previsti per ciascuna annualità.

62 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 62 di 63 ALCUNI DATI: LIFE NATURA Per il periodo , lUnione Europea ha stanziato circa 300 milioni di euro per LIFE-Natura. Il cofinanziamento comunitario può raggiungere il 50% dei costi. Eccezionalmente, per progetti di conservazione di habitat o specie considerati prioritari dalla direttiva «Habitat, la Commissione può finanziare fino al 75% dei costi ammissibili. Il LIFE AMBIENTE Nel periodo , lUnione Europea ha stanziato per LIFE-Ambiente circa 300 milioni di euro. Nel caso dei progetti che danno luogo ad introiti rilevanti il cofinanziamento comunitario può raggiungere il 30%., Negli altri casi il cofinanziamento può raggiungere il 50%. Il LIFE PAESI TERZI Per il periodo lUnione Europea ha stanziato oltre 38 milioni di euro per LIFE-Paesi terzi. Il cofinanziamento comunitario può raggiungere al massimo il 70% del costo dei progetti di supporto tecnico.

63 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 63 di 63 TASSE SUSSIDI ED INCENTIVI PERMESSI NEGOZIABILI O DIRITTI DI EMISSIONE DEPOSITI RIFONDIBILI O CAUZIONI TASSE La tassazione ecologica ha lo scopo di far gravare direttamente sullutilizzatore i costo delle risorse ambientali secondo il principio di chi inquina paga. - Tasse sui rifiuti - Canoni sui prodotti, applicati ai prodotti che provocano inquinamento sia nella fase produttiva che del consumo es. carbon tax.( sul consumo di carbone usato negli impianti di combustione) SUSSIDI ED INCENTIVI - Si fonda sul presupposto totalmente diverso, in quanto prevede ladesione volontaria e non coattiva del potenziale inquinatore a politiche di tutela dellambiente, in quanto a fronte delladozione di misure di depurazione loperatore si vede corrispondere un incentivo, che consiste nellerogazione di una somma a copertura totale o parziale delle spese sostenute per la depurazione. GLI STRUMENTI ECONOMICI E FINANZIARI PER LA TUTELA DELLAMBIENTE

64 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 64 di 63 PERMESSI NEGOZIABILI O DIRITTI DI EMISSIONE DEPOSITI RIFONDIBILI O CAUZIONI PERMESSI NEGOZIABILI O DIRITTI DI EMISSIONE Sono permessi concessi a determinati operatori che concedono il diritto di inquinare entro determinati limiti. Se il limite non viene superato limpresa può cedere la quota residua ad altre imprese effettuando una nuova negoziazione. MODALITA - E DELIMITATO LAMBITO TERRITORIALE OVE OPERA IL DIRITTO DI EMISSIONE - È DEFINITO UNO STANDARD DI QUALITÀ AMBIENTALE OVVERO UNA SOGLIA DI INQUINAMENTO CHE NON SI INTENDE SUPERARE - È FISSATO UN TERMINE TEMPORALE PER LESERCIZIO DEL PERMESSO NEGOZIABILE - SONO INDIVIDUATI GLI AGENTI INQUINANTI RISPETTO AI QUALI OPERA LA DEROGA - SONO COLLOCATI SUL MERCATO I PERMESSI AD INQUINARE AFFINCHÉ LE IMPRESE POSSANO ACQUISTARLI.

65 I nuovi strumenti della politica ambientale comunitaria Avv. Elena Maurillo 65 di 63 DEPOSITI RIFONDIBILI O CAUZIONI Sono lespressione di una politica unitaria di tassazione incentivi. Con essi si alterna una fase impositiva (deposito per luso delle risorse scarse) e quella dellincentivo (rimborso del deposito) qualora non vengano superati gli standard massimi di accettabilità dellinquinamento.


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