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Piattaforma Unitaria CGIL CISL UIL Confederali e CGIL CISL UIL Pensionati 2^Cassetta degli attrezzi Luigi Ferrari.

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Presentazione sul tema: "Piattaforma Unitaria CGIL CISL UIL Confederali e CGIL CISL UIL Pensionati 2^Cassetta degli attrezzi Luigi Ferrari."— Transcript della presentazione:

1 Piattaforma Unitaria CGIL CISL UIL Confederali e CGIL CISL UIL Pensionati 2^Cassetta degli attrezzi Luigi Ferrari

2 Premessa La Contrattazione, nel pieno della più grande crisi economica, finanziaria e sociale è loccasione per tentare di dare un parziale sollievo alle categorie che intendiamo rappresentare: LAVORATORI, DISOCCUPATI, PENSIONATI, GIOVANI. In questo quadro non si possono sottacere le non scelte del Governo che sta scaricando in particolare sugli Enti Locali le contraddizioni della crisi (es. irrigidimento parametri del PATTO DI STABILITA). Insieme occorre lavorare per allentare questi vincoli. Una prima proposta: costituire in ogni Distretto UNIONI DEI COMUNI per la gestione più efficace dei servizi educativi per linfanzia, di servizi sociali per anziani, minori, famiglie e di servizi per la sicurezza.

3 Piattaforma di Programma CGIL CISL UIL chiedono, lapertura del confronto: sui contenuti della Piattaforma Unitaria che da parte delle OO.SS. sarà Confederale, congiuntamente ai Pensionati e alle Categorie, con i Comuni Capo-fila dei Distretti in indirizzo, mentre con i restanti 45 Comuni sarà svolto, come negli ultimi anni, dalle OO.SS. dei Pensionati. con lobiettivo di definire un Protocollo dIntesa valido per almeno tre anni, o fino alla fine del mandato per le Amministrazioni non rinnovate nel 2009, verificabile ogni anno in occasione della pre-sentazione del Bilancio preventivo annuale. Il confronto con i singoli Comuni sarà preceduto, così come nel 2009, da un incontro con il Comune capofila dei singoli Distretti al quale sarà chiesto di svolgere un ruolo di Coordinamento e d indirizzo in questa contrattazione sociale. CGIL CISL UIL chiedono, lapertura del confronto: sui contenuti della Piattaforma Unitaria che da parte delle OO.SS. sarà Confederale, congiuntamente ai Pensionati e alle Categorie, con i Comuni Capo-fila dei Distretti in indirizzo, mentre con i restanti 45 Comuni sarà svolto, come negli ultimi anni, dalle OO.SS. dei Pensionati. con lobiettivo di definire un Protocollo dIntesa valido per almeno tre anni, o fino alla fine del mandato per le Amministrazioni non rinnovate nel 2009, verificabile ogni anno in occasione della pre-sentazione del Bilancio preventivo annuale. Il confronto con i singoli Comuni sarà preceduto, così come nel 2009, da un incontro con il Comune capofila dei singoli Distretti al quale sarà chiesto di svolgere un ruolo di Coordinamento e d indirizzo in questa contrattazione sociale.

4 PATTO DISTRETTUALE ANTICRISI Previsione: crisi economica, come minimo, anche nel 2010 Indispensabile: definire localmente interventi mirati, attingendo anche ai finanziamenti regionali previsti da Patto anticrisi per cercare di arginarla. E necessario sostenere in modo prioritario ed in ogni Distretto il Reddito dei Nuclei famigliari in situazione di temporanea difficoltà per effetto della crisi con lespulsione dal mondo del lavoro di uno o più membri. Proposta: costituzione di un Fondo Distrettuale straordinario a contrasto della crisi economica: coordinato dalla Provincia; finalizzato al riconoscimento di contributi di sostegno al reddito e alle condizioni generali di vita delle famiglie in difficoltà e dei lavoratori che hanno perso loccupazione o sono interessati da procedure di sospensione del rapporto di lavoro. In merito ai requisiti e ai criteri di accesso a tale contributo, si propone di fare riferimento al Bando, oggetto di approfondito confronto con le OO.SS, del Comune di Piacenza.

5 Politiche a sostegno dei Minori e della genitorialità Occorre mettere in campo iniziative concrete: di sostegno alla genitorialità e agli impegni di cura verso i figli per le famiglie a rischio di povertà / emarginazione; a tutela dei minori a rischio di abbandono, maltrattamento e violenza: per incrementare laccoglienza Residenziale e semiresidenziale destinata ai Minori. In collaborazione: con il Centro per le famiglie (da costituire nelle realtà più significative) con i Consultori famigliari. Le OO.SS rivendicano il diritto al sostegno didattico per gli studenti disabili per garantire unadeguata attività formativa e garanzie di prestazioni connesse ai servizi scolastici

6 INFANZIA LIndice accesso Provincia di Piacenza ancora inferiore al dato regionale; Occorre investire su: Infanzia, Famiglie minori Potenziare lofferta di Asili Nido, rendendola più omogenea sul territorio, cercando, in particolare, di colmare i ritardi dei Comuni medio-piccoli, anche attraverso lUNIONE DEI COMUNI

7 GIOVANI Affrontare le problematiche emerse nel Profilo di Comunità con interventi mirati ed integrati per dare risposta: ai comportamenti giovanili a rischio dovuti anche allaumento del consumo di alcool e sostanze illegali; ai giovani immigrati di seconda generazione in cerca di identità (Progetti Integrazione anche attraverso limpiego di Mediatori Linguistici) Migliorare le strutture di aggregazione per i giovani e aumentare le attività rivolte a loro.

8 Coinvolgimento I soggetti Istituzionali coinvolti saranno: LAmministrazione Provinciale I Distretti Socio-Sanitari Le Comunità Montane Le Unioni dei Comuni Le Amministrazioni Comunali

9 Ruolo dei Distretti Socio Sanitari Nel nuovo modello welfare locale i Distretti assumono un ruolo sempre più importante Anche in relazione al: processo di costituzione delle Aziende dei Servizi Pubblici alla Persona (ASP), Accreditamento delle Strutture.

10 Completare gli accordi Le Amministrazioni Comunali devono farsi parte attiva affinché vengano realizzati compiutamente: 1.gli obiettivi, concordati a livello di Conferenza Territoriale Socio Sanitaria, che nei singoli Distretti presentano punti di criticità relativamente a: La domiciliartà, La lungodegenza, Le dimissioni protette, La guardia medica, I posti convenzionati 2.I Nuclei delle Cure Primarie con le caratteristiche della Direttiva Regionale. 3.Adozione della Carta dei Servizi, dalla quale estrarre la Guida dei servizi agli anziani da inviare a tutte le persone ultrassessantacinquenni del Comune; 4.Apertura in ogni Comune dello Sportello Sociale, per semplificare ed uniformare laccesso ai servizi e la presa in carico dei cittadini, informando, in particolare gli anziani, delle opportunità che il sistema di protezione sociale territoriale mette a disposizione.

11 Fondo Comunale non Autosufficienza 1.Costituire il fondo anche in quei Comuni dove questo non si è ancora realizzato ; 2.Trasformarlo in Fondo Comunale per il disagio sociale 3.Stabilizzare e Incrementare le risorse : per affrontare le situazioni di maggior gravità presenti nel territorio comunale con lobiettivo di cercare di alleviare gli effetti della crisi per affrontare particolari situazioni di emergenza (anche sotto forma di prestito agevolato ) a sostegno delle persone e delle famiglie che non riescono più a sostenere i costi primari della vita e far fronte agli impegni precedentemente assunti.

12 Punti critici da risolvere con i Comuni, i Distretti e la Provincia 1.il governo pubblico del sistema, accesso, presa in carico, PAI, continuità assistenziale ( ex guardia medica ) rimangono nodi critici su cui si registrano differenze molto evidenti tra quanto enunciato e leffettiva concretizzazione; 2.Assegno di cura: non devono più verificarsi sospensioni del sussidio;Questo sostegno economico va meglio orientato, così come vanno uniformate le soglie economiche per laccesso allAssegno di cura e lintegrazione dei 160 euro. 3.Assistenti familiari: massima divulgazione del servizio Elenco Badanti istituito presso il Centro per limpiego della Provincia, per affrontare il tema in modo integrato con chi, nel territorio, segue le politiche del lavoro e la formazione profes-sionale 4.Le risorse per finanziare questo percorso vanno trovate non solo nel FRNA, ma anche attraverso lntegrazioni finanziate dal sistema locale

13 ISEE Si richiede a tutte le Amministrazioni: 1. di dare applicazione su larga scala allo strumento dellISEE, attraverso ladozione di una regolamentazione omogenea, almeno a livello distrettuale. In particolare per la popolazione anziana si avanza una proposta articolata in: ISEE individuale, per i servizi domiciliari ( al fine di sostenere la domiciliarità e non gravare economicamente sul nucleo familiare coinvolto nel lavoro di cura ) ISEE del nucleo familiare fiscalmente a carico nei casi di assistenza e cura esterna alla famiglia nelle strutture residenziali Di quantificare a euro (reddito ISEE) del Minimo Vitale da utilizzare per la partecipazione alle spese sociali e socio-sanitarie, nonché per la richiesta di contributi per il gas, per i rifiuti, per laffitto. 2.D istituire un sistema di controlli con un monitoraggio a livello distrettuale per costruire una BANCA DATI che registra le condizioni delle famiglie, i benefici che ricevono. Tale strumento di verifica e di analisi può essere utile anche al fine di monitorare levoluzione della RETE DEI SERVIZI. 3.Lo strumento dellISEE non deve essere utilizzato per escludere dallaccesso ai servizi e alle prestazioni, ma piuttosto per agevolare particolari situazioni famigliari.

14 Tariffa Sociale Si chiede un forte impegno delle Amministrazioni Comunali a: sostenere lintroduzione della tariffa sociale per i servizi pubblici locali (acqua, rifiuti), per favorire le fasce più deboli della popolazione. incentivare la Raccolta Differenziata dei Rifiuti, prevedendo un abbattimento sostanziale delle Tariffe per chi la effettua.

15 Retta Sociale LE RETTE SOCIALI Anche per il 2010, le rette al di sopra della media Regionale non dovranno aumentare In ogni ambito distrettuale, bisogna prevedere, il governo trasparente e condiviso dellandamento dei costi stessi dei servizi rivolti alla non autosufficienza.

16 Mobilità Sostenibile Le OO.SS chiedono allAmministrazioni,a partire da quella provinciale, di superare la gestione settoriale del problema per affrontare il tema della mobilità sostenibile attraverso: La riqualificazione del trasporto pubblico e del trasporto sociale ( anche attraverso lintroduzione del cosiddetto taxi sociale ); Lattuazione di politiche tariffarie agevolate per gli anziani e per le persone in difficoltà, sullesempio di quanto realizzato dal Comune di Piacenza. La stipula di Convenzioni con le Associazioni di Pubblica assistenza e/o di volontariato per il trasporto A/R gratuito, o a prezzo simbolico, degli anziani e delle persone con gravi difficoltà dalla loro abitazione alle strutture sanitarie del territorio, nonché per lorganizzazione di trasporto protetto per visite ed esami fuori provincia.

17 Politica della Sicurezza Si chiede alle Amministrazioni Comunali di affrontare con determinazione il tema della sicurezza, attraverso il con- creto controllo del territorio con listituzione, ad esempio: dei vigili di quartiere: di uffici per la sicurezza con numero telefonico sempre attivo; con lattivazione di misure di aiuto e di sostegno alle vittime di reati ( es. assicurazione…). Particolare attenzione và anche indirizzata al tema della violenza alle donne, anche in ambito domestico e famigliare.

18 Politica Abitativa Le Amministrazioni Comunali devono: aderire alla costituita AGENZIA PER LAFFITTO; impegnarsi a promuovere una politica abitativa, di iniziativa pubblica e privata, attenta alle utenze socialmente deboli ( in particolare anziani); privilegiare il recupero del patrimonio sfitto, in degrado e inutilizzato; realizzare soluzioni abitative adeguate alle esigenze degli anziani e di eliminazione delle Barriere Architettoniche. Di finalizzare risorse specifica in sinergia con Regione, Provincia e ACER finalizzate a: laumento dellofferta di Alloggi in locazione a Canone sociale e agevolato; La realizzazione di mini-appartamenti protetti per anziani e per disabili gravi; Inserire detti interventi abitativi e le nuove costruzioni, previste dal Piano casa, in un contesto che incentivi la socializzazione tra le generazioni per una migliore qualità della vita dai bambini agli anziani.

19 Contributi per gli Affitti Per far fronte alle necessità dei più deboli I Comuni devono aumentare la quota destinata al CONTRIBUTO AFFITTI per questo si chiede che il contributo non risulti inferiore al 25% della quota di spettanza della Regione e venga, ove il Bilancio lo permetta, incrementato almeno di una % pari allinflazione dellanno precedente.

20 Tributi Locali Si chiede agli Enti Locali del territorio: 1.ladozione di misure improntate all equità e progressività delle Addizionali IRPEF, di lotta allevasione fiscale, tributaria e tariffaria locale, di salvaguardia del potere dacquisto delle pensioni e dei redditi da lavoro allinterno di una sostanziale invarianza della pressione fiscale e tariffaria; 2.Lesenzione dell Addizionale Comunale IRPEF a euro, per i redditi, costituiti per almeno l80% da redditi da lavoro dipendente, da pensione e assimilati a quelli da lavoro dipendente di cui agli art. 49 e 50 del T.U. delle imposte sui redditi, di cui al DPR 22 Dicembre 1986 n° 917 e successive modificazioni euro per gli altri redditi nei Comuni medio-grandi euro per gli altri redditi nei Comuni medio-piccoli o di montagna; 3.Ai Comuni Capo-fila dei Distretti si chiede di costituire una COMMISSIONE ( formata da esperti commercialisti e tributaristi, docenti dellUniversità Cattolica di Piacenza,rappresentanti dei Comuni e delle OO.SS. ), coordinata dalla Provincia, per lo studio di unipotesi sostenibile di PROGRESSIVITA riferita alle imposte locali.

21 Controllo dei Prezzi Le Unioni dei Comuni e i Comuni devono definire specifiche iniziative di sostegno al potere di acquisto dei pensionati e lavoratori, attraverso: Il recupero dello spreco utile ( SOCIAL MARKET ) Mercati con vendita diretta ( FARMERS MARKET ) Gruppi di acquisto collettivi (GAS ) Panieri a prezzi convenienti La creazione di un Albo ( Tariffario comunale ) degli artigiani per anziani soli La veerifica dellefficacia in ogni comune del Progetto della Regione denominato SPESA BENE proseguire e generalizzare liniziativa per la vendita del PANE AD 1 EURO AL KG e del LATTE A PREZZO CALMIERATO.

22 Bilancio Sociale 1.Le Amministrazioni Comunali devono presentare il Bilancio Sociale, secondo i principi di trasparenza, rendicontazione, raggiungimento degli obiettivi, partecipazione, recependo le linee guida del Ministero dellInterno del Il Bilancio Sociale deve essere predisposto con lobiettivo principale di descrivere e quantificare in modo chiaro quanto i cittadini ricevono in termine di Servizi, di attività e di iniziative a carattere sociale. 3.Sulla base dellimpianto definito in sede regionale dal PAR si chiede venga attuata, in ogni Distretto, la rendicontazione sociale delle politiche rivolte alla popolazione anziana.


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