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COSTRUIRE IL P.E.I. Anno scolastico 2012/13. Il PEI è il documento nel quale vengono descritti gli interventi didattico-educativi programmati ai fini.

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1 COSTRUIRE IL P.E.I. Anno scolastico 2012/13

2 Il PEI è il documento nel quale vengono descritti gli interventi didattico-educativi programmati ai fini della realizzazione del diritto all´educazione e all´istruzione (Legge 104/92 e circolare regionale 11SAP/95). Identifica gli obiettivi di sviluppo, le attività, le metodologie, le facilitazioni, le risorse umane e materiali di supporto, i tempi e gli strumenti di verifica, le modalità del lavoro di rete. Si definisce entro il mese di ottobre/novembre e si verifica con frequenza trimestrale con la presenza ed il coinvolgimento di tutti gli attori del percorso. Cosè il P.E.I.

3 Studio della documentazione (diagnosi funzionale, relazioni osservative, pei…. Colloquio con la famiglia Osservazione diretta del bambino (modello psicodinamico) Osservazione/valutazione delle sue capacità (annotazioni, compilazione di Cecklist…) Avvio dei rapporti di rete: conoscere il bambino attraverso il confronto di professionalità e prospettive osservative diverse Definizione delle linee di indirizzo del pei Da dove partire

4 Il Pei si fonda sul principio che ogni persona ha un potenziale di apprendimento che può svilupparsi grazie ad adeguate mediazioni, opportune scelte metodologiche e lindividuazione di fattori ambientali che possono favorire la partecipazione eliminando le barriere alla partecipazione. I principi di fondo

5 Il Pei è un progetto costruito sul bambino con il contributo di molti attori: le insegnanti di sostegno e di sezione, i genitori, gli operatori dellAsl e dei servizi Socio-sanitari, dai terapisti privati, che ci aiutano a: vedere il bambino nei suoi diversi contesti di vita e a implementare il programma delle attività guardare al suo progetto di vita rispettando i suoi bisogni reali e la sua possibilità di partecipare e apprendere individuare obiettivi comuni, imparare reciprocamente attraverso il confronto e gli scambi nel lavoro di rete dai diversi saperi (empowerment) Il P.E.I. è un progetto condiviso

6 deve rivelare una dimensione di sviluppo orizzontale e verticale è costantemente soggetto a verifiche da parte di tutti i soggetti coinvolti deve saper individuare zone di sviluppo prossimali aggiornando gli obiettivi Il P.E.I. ha un carattere dinamico

7 La struttura del P.E.I. - Aree - Obiettivi - Attività - Verifica - Raccordo con la programmazione della sezione

8 Il lessico Il lessico nel paradigma educativo e didattico delle Indicazioni Ministeriali: - Capacità - Conoscenze - Abilità - Competenze

9 NATURA CAPACITA CULTURA EDUCAZIONE OBIETTIVI Trasmissione di CONOSCENZE VITA COMPETENZE ATTITUDINIEsercizio di ABILITA

10 Le aree - Si riferiscono alle capacità a cui corrispondere gli obiettivi indispensabili alla progettualità didattica che ha la funzione di sollecitarle, differenziarle e trasformarle in competenze. - Rappresentano una tassonomia dei processi cognitivi, socio-affettivi, motori... che funziona da quadro di riferimento indispensabile alla progettualità educativa e didattica.

11 Per obiettivo si intende la descrizione di una performance che gli studenti devono essere in grado di mostrare per essere considerati competenti; descrive cioè, il risultato che l´istruzione si prefigge. Robert Mager Elaborare un obiettivo equivale a prospettare un´azione da compiere o una conoscenza da acquisire non in modo approssimativo, ma preciso, concreto, determinato e controllabile. Operazionalizzare gli obiettivi significa tradurre in comportamenti osservabili e misurabili le capacità che si intende sollecitare nelle diverse aree. La formulazione dellobiettivo

12 L´obiettivo deve essere esplicitato e comunicato attraverso un costrutto linguistico di poche e semplici regole sintattiche dove è possibile individuare un processo soggettivo (fisico, mentale...) applicato ad un oggetto riferibile ai contenuti culturali. Il processo soggettivo è indicato da un verbo, l´oggetto da un sostantivo: Esempio: saper classificare degli oggetti secondo un criterio dato Esempio:eseguire un percorso rispettando i rapporti spaziali dentro-fuori e sopra-sotto La formulazione dellobiettivo

13 - È formulato in modo utile se ci dice dove siamo diretti e ci fa capire quando siamo arrivati. - Esempio: Indicare il bisogno di fare pipi e trattenerla fino a quando non si raggiunge il wc - Deve descrivere una performance osservabile, cosa dovremmo veder fare al bambino per poter dire che l´obiettivo è stato raggiunto. - Esempio: Indicare il più grande e il più piccolo fra due oggetti - - Deve essere centrato sul bambino: deve partire dalle sue capacità iniziali e individuare la zona di sviluppo prossimale. - Esempio: Salire le scale alternando i piedi con - laiuto di un adulto/compagno La formulazione dellobiettivo

14 Usare verbi specifici per ogni azione da compiere evitando quelli troppo generici per rendere meno ambiguo l´obiettivo o abbinare o raccogliere o applicare o scrivere o disegnare o selezionare o nominare o usare o raggruppare o memorizzare Come esprimere gli obiettivi

15 Verbi che indicano ABILITÀ COGNITIVE Come esprimere gli obiettivi o classificare o identificare o dimostrare o produrre o distinguere o scegliere o eseguire o misurare o comparare o trovare o seriare

16 ESPRESSIONI DA EVITARE o apprezzare o manifestare o capire o mostrarsi o cogliere o pensare o interiorizzare o perfezionare o credere o percepire o essere consapevole o sapere o interessarsi o sentire Come esprimere gli obiettivi

17 DF - 11 – 4.. centrati sullinsegnante.. AREAOBIETTIVIATTIVITÀ VERIFICA 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE 2 B - Aspetti affettivo- relazionali con adulti -Offrire un senso di star bene con gli altri. -Dare sicurezza emotiva al bambino. - Creare un ambiente sereno e gioioso preparando i coetanei ad accettare la disabilità formando un gruppo classe predisposto allinclusione. -Nei momenti di crisi che si possono presentare durante la giornata fornire al bambino un contenimento emotivo con maternage, canti e coccole. Abbiamo cercato di creare un ambiente sereno e di sicurezza emotiva per rassicurare e rafforzare la fiducia del bambino. Non sempre la sua risposta è positiva, dimostra però nei momenti più sereni di essere contento quando arrivano le insegnanti di riferimento o gli operatori sorridendo ed emettendo dei suoni per farsi notare. Le insegnanti accolgono valorizzano i bambini e la loro curiosità creando le occasioni per favorire lorganizzazione di ciò che i bimbi vanno scoprendo. Per le attività saranno adeguate alle sue esigenze dando particolare importanza alla relazione affettiva e allo star bene.

18 DF - 11 – 4 …. vaghi e astratti … AREAOBIETTIVIATTIVITÀ VERIFICA 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE 2 - Autonomi a sociale 2.A -- Aspetti affettivo- relaziona li con coetanei Prendere coscienza delle routine quotidiane Avvertire e gioire della presenza dei compagni -Durante lappello del mattino prestare attenzione e rispondere alla chiamata del proprio nome. -In sala igienica,con laiuto delladulto aspettare i compagni per distribuire il dentifricio. -Condivisione con i compagni dei momenti più significativi del gruppo classe(cerchio del mattino,attività e giochi, uscite didattiche) Alessandro non è costante nel mantenere il contatto visivo con i suoi compagni, predilige il contatto individuale con ladulto. Dimostra fastidio alla confusione che a volte si crea durante i cambi delle attività con pianto. Alessandro non è costante nel mantenere il contatto visivo con i suoi compagni, predilige il contatto individuale con ladulto. Dimostra fastidio alla confusione che a volte si crea durante i cambi delle attività con pianto. Raccordo con il se e laltro -Percepire ed acquisire sentimenti di appartenenza alla comunità -Star bene con gli altri e con sé stessi. Raccordo con il se e laltro -Percepire ed acquisire sentimenti di appartenenza alla comunità -Star bene con gli altri e con sé stessi.

19 Attività, materiali, metodi di lavoro Le attività devono essere contestualizzate, cioè inserite in una cornice di significati che stimoli la motivazione del bambino. La cornice relazionale è fondamentale e da essa dipende la qualità delle relazioni del bambino nei confronti dellinsegnante e dei pari. La cornice affettiva, invece, pone unattenzione continua alle emozioni, agli stati danimo e ai sentimenti. Identificare spazi, tempi, risorse materiali, organizzative, strutturali e metodologiche che serviranno per realizzare le attività didattiche, educative e di stimolazione.

20 Attività, materiali, metodi di lavoro Indicare come saranno condotte: individuali, o secondo gli studi più recenti sulle teorie dellapprendimento, in piccolo gruppo con il coinvolgimento attivo dei pari come avviene nellapprendimento cooperativo e nel tutoring. Se ci si avvale di modelli specifici, precisare quali sono le dinamiche di comunicazione e mediazione didattica rispetto al raggiungimento di obiettivi. Per esempio, nellapproccio cognitivo – comportamentale si utilizzano: lanalisi del compito, luso degli aiuti, delle facilitazioni e dei rinforzi, i modelli competenti, le strategie di generalizzazione e di mantenimento.

21 DF AREAOBIETTIVIATTIVITÀ VERIFICA 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE 8 - Ambito logico- matematico -acquisizione e sviluppo del concetto di quantità (pochi-tanti) -appaiamento di figure/forme complementari -seriazione e classificazione di oggetti per forma-colore- grandezza. -sviluppare il concetto di numero Attività individuali e di piccolo gruppo con il supporto di materiale strutturato. Cerchio del mattino (registrazione dei bimbi presenti – assenti). Giochi a tavolino con materiale strutturato. Giochi con oggetti e immagini, blocchi logici. Giochi protomatematici: mettere la quantità di oggetti corrispondenti alle indicazioni, contare compagni, cose. Partecipa positivamente alle attività individuali, nel piccolo gruppo e nel cerchio ma distura i compagni seduti al suo fianco e si distrae. Tuttavia sa contare, riconosce fra due insiemi quello che contiene pochi o tanti. Sa appaiare due figure o forme che si completano a vicenda. Sa seriare per forma, conosce anche il trapezio e il rombo (che chiama aquilone), per colore e grandezza fino a 4 pezzi. Conta fino a 20 a memoria,, riconosce i simboli numerici (gli piace l11)ma non riesce ad creare corrispondenze fra oggetti e simboli oltre il 9/10. In raccordo con il Campo di Esperienza La conoscenza del mondo e lo sfondo integratore Lo zaino del ricercatore stimoleremo i bambini a: - operare secondo procedure metacognitive; - costruire, trovare, inventare; - formulare un problema elaborare ipotesi; - pianificare una soluzione; - trovare i mezzi per la soluzione; - disponibilità a organizzare lattività secondo procedure cooperative; - registrare le loro scoperte. Le ipotesi, le verifiche e le teorie così costruite saranno documentate da dati registrati su: tabelle, grafici, istogrammi. Altre attività verranno proposte a in piccolo gruppo con materiale proto matematico e specifico.

22 La verifica È un processo dinamico e collegiale di controllo degli apprendimenti conseguiti in ordine agli obiettivi individuati, attraverso l´azione didattico-educativa. È la descrizione oggettiva degli apprendimenti del bambino nelle singole aree attraverso l´osservazione delle sue prestazioni. Consente ai docenti la constante ridefinizione del percorso formativo e la riflessione sia sui contenuti educativi e didattici che sulle metodologie sperimentate. Permette il monitoraggio dell´efficacia del processo insegnamento-apprendimento attivando un´attenzione critica sulla validità dei metodi e sulle scelte di contenuto.

23 DF AREAOBIETTIVIATTIVITÀ VERIFICA 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE 10 - Ambito delle attività espressive- manipolative -costruttive: Sviluppare le capacità espressive- manipolati ve costruttive favorire il disegno narrativo Offriremo molteplici esperienze espressive per assecondare i desideri di e consentirgli ulteriori canali comunicativi: giochi manipolativi con materiale vario (didò, pasta di sale, farina, sabbia, pasta); giochi di travasi con svariati contenitori come acqua, pasta, farina, sabbia; manipolazione di colore con colori a dita (picchiettare, stendere lasciare impronte, movimenti rotatori); stampi con spugna, timbri, stencil; uso degli attrezzi per dipingere e disegnare: tempere, acrilici, pastelli a cera ed a olio, pennelli e pennellesse, pennarelli, matite, temperino, gomma; collage con svariati materiali. Ottima partecipazione alle attività programmate, dimostra molto interesse e curiosità verso tutte le proposte espressive apprezzando tecniche e materiali nuovi. Porta a termine la consegna ma ha bisogno della mediazione delladulto per la condivisione di spazi e strumenti di lavoro. Apprezza molto anche la manipolazione ma se è libero di creare costruisce unicamente recinti e strade, questo succede anche nel disegno o nella pittura spontanea. Racconta volentieri ciò che disegna. Raccordo con il Campo di Esperienza Linguaggi, creatività, espressione e lo sfondo integratore Lo zaino del ricercatore, la MACCHINA FOTOGRAFICA: - noi in un click: giochiamo ai fotografi per ritrarre i compagni e le esperienze vissute; - scopriamo attraverso le diverse tecnologie nuove possibilità di espressione e creatività; - il mondo è bello e colorato: documentiamolo attraverso le immagini delle nostre esperienze scolastiche;

24 È l´indicatore del progetto inclusivo della sezione: identifica la progettualità condivisa delle insegnati e la corresponsabilità del successo formativo di tutti i bambini, superando la vecchia logica di emarginazione della coppia alunno disabile-insegnate di sostegno. Colloca il PEI nell´ambito delle attività curricolari e delle scelte metodologiche della sezione con l´obiettivo di rispondere alla possibilità di includere, fornendo a ciascuno la possibilità di partecipare e apprendere nella didattica comune, quella per tutti i bambini. Il raccordo con la programmazione di sezione

25 Risponde alle attuali teorie dell´apprendimento come acquisizione sociale nella cornice complessa dei processi di interazione, confronto, scambio, negoziazione fra pari. Attiva contesti di didattica relazionale, crea reti cognitive, emozionali e motivazionali che costruiscono conoscenza in una dimensione sociale significativa e contestualizzata attraverso l´appartenenza e la reciprocità, la cultura della condivisione, la collaborazione e il supporto operativo. Amplia quella zona di sviluppo prossimale che può concretizzarsi solo attraverso interazioni significative che sollecitano il repertorio di potenzialità soggetive.

26 DF AREAOBIETTIVIATTIVITÀ VERIFICA 1° - entro Gen/Feb 2° - entro Mag/Giu RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE 7 - Area cognitiva: attenzione, memoria concentrazione, canale preferenziale di apprendimento - Apprendimento spaziale: sopra- sotto, dentro-fuori, davanti-dietro - Riconoscimento degli opposti: grande-piccolo lungo-corto alto-basso - Riconoscere i vari momenti della giornata - Interiorizzazione cronologica del tempo: adesso- prima- dopo, oggi- ieri-domani, i giorni della settimana, i mesi dellanno, le stagioni Attività psicomotoria e attrezzature ludiche in palestra. A tavolino giochi con oggetti come frutta in plastica e animaletti della fattoria per gli spostamenti spaziali. Schede operative di logica precedute da giochi con cui sperimentare gli opposti percettivi. Presentazione di un piano giornaliero con relative attività in programma per aiutarlo a orientarsi nella giornata scolastica. XX è competente e partecipativo, tende però ad accentrare lattenzione su di sé escludendo gli altri. Preferisce le esperienze in cui può agire e sperimentare piuttosto che compilare una scheda operativa, che comporta attenzione, concentrazione e abilità di auto controllo che ancora non possiede. Attività da riproporre, La scansione ordinata delle attività e il piano giornaliero, oltre a dare sicurezza a XX, gli offre la possibilità di orientarsi nel tempo scolastico. E in grado di mettere in ordine le sequenze della giornata, conosce anche le attività giornaliere extrascolastiche e chi lo accompagnerà (es. vado a logopedia con papà). Raccordo con il Campo di Esperienza La conoscenza del mondo e lo sfondo integratore Lo zaino del ricercatore utilizzeremo metodologie trasversali in ogni esperienza: - il gruppo cooperativo; - lapproccio metacognitivo; - la ricerca azione. Spinti dalla curiosità osserveremo,esploreremo, scopriremo. Stimoleremo i bambini a porre domande, discutere, confrontare, trovare soluzioni, compiere azioni. Le scoperte dei bambini, le loro ipotesi, le verifiche e le teorie così costruite saranno documentate da dati registrati su: tabelle, grafici, istogrammi.

27 DF 1 ha capacità attentive, attenzione e intenzione congiunta, capacità di imitazione su richiesta e saltuariamente spontanea AREAOBIETTIVI ATTIVITÀ * video 1/212 V. RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Autonomia personale e cura di sé Lavare e asciugare le mani Analisi del compito -Posizionarsi davanti al lavabo e tirarsi su le maniche -Aprire il rubinetto -Prendere il sapone e dosarlo -Insaponare e strofinare le mani ripetutamente -Sciacquare le mani -Chiudere il rubinetto Lattività si svolgerà in sala igienica nei momenti di routine: prima dei pasti, dopo unattività con materiali che sporcano (pittura, manipolazioni di diversi materiali, preparazione alimenti..) Si procederà inizialmente con laiuto dellinsegnante (prompt fisico) e in un secondo momento attraverso limitazione il gruppo dei pari (modello). Lobiettivo sarà raggiunto quando L.. Sarà in grado di eseguire la sequenza delle operazioni con il solo aiuto del modello. Connessione trasversale fra i campi di esperienza Il sè e laltro e Il corpo in movimento per favorire lautonomia personale, le prassie motorie e la coordinazione, leducazione alla salute.. Attività di routine che precedono il pranzo o seguono attività di manipolazione. Attività di riordino e manutenzione dei materiali, per es. Lavare i pennelli,.... Canzoncine mimate: intorno alla vasca Fare il bagno alle bambole

28 DF 1 ha capacità attentive, attenzione e intenzione congiunta, capacità di imitazione su richiesta e saltuariamente spontanea AREAOBIETTIVIATTIVITÀ V. RACCORDO CON LA PROGRAMMAZIONE DI SEZIONE Autonomi a sociale Aspetti affettivo relazionali con i compagni Prestare attenzione allattività degli altri cercando di imitarli Creare contesti di piccolo gruppo in cui il bambino possa imitare modelli esperti. Su invito: - fai come lui facilitazione - spontaneamente Allestimento di un percorso psicomotorio che preveda semplici passaggi: camminare su una fila di mattoncini, dentro i cerchi, strisciare sotto un ponte... Gioco del far finta: imitare le azioni del gioco della casa, del mercato, del dottore Gioco dello specchio: imitare gesti e mimica facciale. Gioco scatolino chiuso imitare le andature degli animali. Imitare le azioni in una sequenza di attività di vita pratica: apparecchiare la tavola, preparare le brandine, riordinare i materiali Campo di esperienze il sè e laltro Confronto e scambio con i pari in situazioni di gioco simbolico nelle attività espressive e di rappresentazione. Offrire modelli di comportamento evoluto da imitare. Attività psicomotorie in palestra giochi motori allaperto Gioco teatrale mimo Drammatizzazioni Giochi competitivi a squadre: percorsi, staffette.... Gioco simbolico negli spazi strutturati: casetta, supermercato, angolo delle bambole Attività di routine Assunzione di ruoli/incarichi allinterno della classe

29 PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO anno scolastico DATI RELATIVI AL BAMBINO COGNOME _______________________________________________ NOME ___________________________________________________ NATO A __________________________ RESIDENTE A ___________________________________________________ IN VIA __________________________ TEL _________________________________________________

30 DATI RELATIVI ALLA SEZIONE Nome della sezione COGNOME NOMEORARIO DI INTERVENTO Insegnanti di sezione …………….. 26 h settimanali su due turni Insegnante di sostegno h settimanali su turno unico Educatori servizio sensoriali Lunedì 8.30 – Venerdì 8.30 – Supporto educativo differenziato (specificare qualifica Educatori- Assistenti) Assistenti educativi Quotidiano su 4 turni settimanali

31 DATI RELATIVI AI PRECEDENTI PERCORSI EDUCATIVI ANNO SCOLASTICONIDO/SCUOLA DELL'INFANZIA FREQUENZA (regolare/irregolare) ASILO NIDO regolare ASILO NIDO regolare FREQUENZA DEL BAMBINO PRESENZA DELL'INSEGNANTE DI SOSTEGNO o del SUPPORTO EDUCATIVO DIFFERENZIATO Giorni Bambino*Insegnante Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Totale ore3726

32 L'insegnante di sostegno segue altri casi?: NO SÌ NELLA STESSA SEZIONE SÌ IN ALTRE SEZIONI Nella sezione sono presenti altre insegnanti NO di sostegno? SÌ INTERVENTI SOCIO-SANITARI Personale socio-sanitario di riferimento ( pubblico e privato ) Neuropsichiatria Infantile ASL. Neuropsichiatra dott.sa Asl …………………..………………….. Logopedista cell servizio privato Studio Medico……………………………………………… Foniatra Osp dott.sa Asl …………………………………….. Terapista riabilitazione cell servizio privato Centro Psicomotricità ……………………………………………………………………. Responsabile Servizio Minori con Disabilità Sensoriali ………. Agenzia Educativa referente …………..… Educatore …………………………………………………………………

33 Interventi riabilitativi in orario extra-scolastico Tipo di intervento: logopedico Operatore di riferimento: Giorno, ore, da quando a quando: 45 minuti, due volte la settimana il lunedì ( ) e il mercoledì ( ) Modalità: individuale con il genitore o con leducatore Metodologia di raccordo: riabilitativo Interventi riabilitativi in orario extra-scolastico Tipo di intervento: Psicomotorio Operatore di riferimento: (servizio privato), Centro Giorno, ore, da quando a quando: 1 ora alla settimana, il giovedì ore Modalità: individuale e, a partire da febbraio, in piccolo gruppo Metodologia di raccordo: modello integrato

34 Interventi educativi territoriali Tipo di intervento: educativo Operatori di riferimento: Giorno, ore, da quando a quando: mercoledì pomeriggio dalle alle Modalità: domiciliare Metodologia di raccordo: educativa Intervento educativo scuola-famiglia Famigliari di riferimento: genitori Frequenza degli incontri: tre volte lanno in Rete e, su richiesta, in caso di problemi urgenti

35 GRUPPO CLASSE Descrizione della sezione: Fornire elementi relativi alla composizione, alle caratteristiche dei bambini e alla organizzazione metodologica (orari docenti, compresenze, altre attività) N. BAMBINI ______ 25 ___________ N. BAMBINI CERTIFICATI ___ 1 ____ Sezione eterogenea per età, composta da 25 bambini di cui 11 femmine e 14 maschi, e nello specifico da 7 bambini di 3 anni, 10 di 4 anni e 8 di 5 anni. Sono presenti 7 bambini stranieri provenienti da diversi paesi : Marocco, Romania, Messico. Di questi, due sono di religione musulmana. I bambini di 5 anni assumono a turno il ruolo di saggio, ovvero svolgono una funzione di tutoraggio nei confronti dei più piccoli (accadimento, consigli, esemplificazioni…). La classe presenta un clima vivace e cooperativo nonostante le notevoli differenze che compongono il gruppo. Laccoglienza e linclusione verso i bambini in entrata o con difficoltà sono prerogative del nostro stile educativo, come valore aggiunto e ricchezza.

36 Le risorse attivate allinterno della classe sono: Risorse metodologiche (programmazione della sezione, pianificazione P.E.I., metodologia del lavoro in piccolo gruppo e dellapprendimento cooperativo). Condivisione degli obiettivi educativi tra le varie figure che operano allinterno della scuola (insegnanti curriculari, educatrice, assistente educativo,) e conseguente collaborazione. Risorse strumentali (materiale didattico, ausili tecnologici: macchina fotografica, videocamera…). Risorse organizzative: orario dei docenti curricolari e di sostegno strutturato in modo da consentire il massimo della compresenza nella fascia oraria 9.30 – In particolare lambiente di apprendimento è così organizzato: regolarità e prevedibilità del contesto allinterno del quale si vanno ad attivare le esperienze del bambino.

37 Tale regolarità non si riferisce ad una rigida strutturazione degli spazi e delle attività in accordo a criteri predefiniti, ma prevede lorganizzazione di un ambiente necessariamente flessibile, in accordo con indicazioni che ci fornisce il bambino stesso. Coerenza, stabilità e continuità degli atteggiamenti delle figure che si rapportano con il bambino. Si tratta, in altri termini, di unaltra forma di regolarità e prevedibilità, in questo caso estesa alla qualità dei rapporti interpersonali. Luso di approcci educativi di tipo strutturato (cognitivo- comportamentali), comunque inseriti nellambito di una dimensione relazionale che aiuti il bambino a cogliere il piacere dellinterazione e le sfumature che caratterizzano i rapporti interpersonali.

38 BARRIERE/RISORSE: Articolazione degli spazi, barriere architettoniche, presenza di ausili o strumenti tecnologici … Ogni sezione è composta da spazio classe, anticlasse (utilizzata anche nel momento del pranzo), lo spogliatoio e, in comune con la 1ª sezione, la sala igienica e il salone per le attività motorie. La sezione è suddivisa in spazi organizzati per il lavoro e il gioco libero: langolo creativo e delle scoperte, la zona per la discussione, larea per il gioco costruttivo, quella per la lettura e langolo del gioco simbolico e la zona delle coccole. Utilizzeremo sovente per gli spazi organizzati del secondo piano, compresa la palestra e la sala di musica, per attività specifiche, individualizzate e in piccolo gruppo, inserite in questo Piano Educativo.

39 Allinterno della scuola non sono presenti barriere architettoniche che ostacolino la mobilità e la sicurezza dei bambini nei diversi luoghi: scivoli, ascensore e scale rispondono alle recenti norme sulla sicurezza. Recentemente è stata costruita una nuova rampa a scivolo, proprio in corrispondenza delluscita verso il giardino della nostra classe, allo scopo di facilitare luscita verso lesterno e migliorare levacuazione in casi di emergenza. Per quanto riguarda la presenza di ausili o strumenti tecnologici, le risorse attuali possono essere identificate in : strumentali (materiale didattico, computer, sussidi didattici ); ausili per disabili motori (carrozzine, piani di statica; seggiolini); organizzative (lavoro di Rete con la famiglia, i servizi socio-sanitari e le altre agenzie educative).

40 PROFILO DEL BAMBINO PUNTI DEBOLI Bambino sordo impiantato con linguaggio in evoluzione, permangono difficoltà fonetiche e funzionali. Difficoltà ad interagire con i pari, gioco solitario parallelo. Si rapporta principalmente con ladulto e cerca la sua mediazione nella relazione con i compagni. Scarsa regolazione emotiva e comportamento oppositivo. PUNTI DI FORZA Sa stabilire rapporti affettivi e ha fiducia nellinsegnante. Curioso e interessato, accetta con entusiasmo le proposte educative che gli vengono offerte. Mostra impegno e costanza, riesce a portare a termine le attività. Capacità cognitive adeguate alletà. OBIETTIVI DI INTERVENTO Migliorare lautonomia personale e nelle attività scolastiche. Facilitare la relazione attraverso un lavoro con i pari, organizzando un piccolo gruppo che aiuti la comunicazione, lo scambio e la cooperazione. Superamento dei rituali e delle stereotipie comportamentali che ancora si presentano quotidianamente (oppositività). Integrazione con tutti i compagni, sentirsi appartenere ad un gruppo classe ben identificato (i Rossi).

41 STRUMENTI USATI PER VALUTAZIONE Data Somministrazione L.A.P. B.A.B. PORTAGEX 3/10/12 SR 4-5- School Readiness QUADERNI I.P.D.A. TEST I.P.D.A. T.P.V. T.C.R. B.I.N. 4-6 T.V.L. FROSTIGX 3/11/12

42 STRUMENTI USATI PER DESCRIVERE IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO Data Somministrazione I.C.F.X Novembre 2012 a cura delleducatrice Scheda osservativaXOttobre 2012

43 La rete La rete che si crea intorno al bambino e alla famiglia in un´ottica di costruzione condivisa del progetto educativo-abilitativo consente di: - Conoscere il bambino attraverso il confronto delle osservazioni e valutazioni di professionalità diverse e della famiglia. - Individuare gli obiettivi abilitativi-educativi-formativi su cui lavorare e le strategie operative. - Implementare il programma nei diversi contesti (casa, scuola…) in coerenza con gli obiettivi del progetto. - Verificare il lavoro in itinere attraverso il confronto delle osservazioni per aggiornare gli obbiettivi rapporto ai cambiamenti. - Offrire sostegno e training alle famiglie.

44 Data e nomi partecipantiNote salientiDecisioni assunte 28/09/2011 -Genitori Zia Affidataria Consulente A.B.A. Dott.ssa Neuropsichiatra Dott.ssa Logopedista ASL Dott.ssa Logopedista privata Dott.ssa Psimotricista privata Dott.ssa R.N.P. Dott.ssa Insegnanti , , Descrizione situazione attuale: Inserimento a scuola (insegnanti.), osservazioni sulla mattinata (consulente A.B.A.), sedute di terapia (logopedista e psicomotricista), situazione in ambito familiare (genitori, zia, affidataria) La Dott.ssa fornisce indicazioni atte a stimolare: le abilità motorie, attentive, relazionali, linguistiche (linguaggio espressivo) nei diversi contesti di vita del bambino (scuola, famiglia, casa, ambulatori) Incontri congiunti di verifica e programmazione Incontri scuola-famiglia e/o incontri con operatori socio- sanitari

45 Data e nomi partecipantiNote salientiDecisioni assunte 4 ottobre 2012 Presenti: -NPI genitori -Insegnanti -RP -Logopedista -Terapista neuro- psicomotricità -educatrice sensoriale Medico di riferimento audiologia Riunione di Rete. Presentazione del caso. La dott.sa riepiloga, per i nuovi ingressi nella Rete e , i progressi di da quando è stato preso in carico dalla NPI ad oggi. Aggiornamento dallultima riunione attraverso il resoconto di ogni operatore. Considerazioni sullingresso alla scuola dellinfanzia e verifica del progetto ambientamento. Insieme alla famiglia si concordano i prossimi obiettivi Obiettivi futuri: favorire la relazione attraverso il piccolo gruppo (scuola infanzia), progressivo sviluppo dei programmi individuali (logopedia e psicomotricità), istituzione di piccolo gruppo di bimbi impiantati per rinforzo reciproco(ORL ) contributo educativo, a sostegno della famiglia, da parte delleducatore. Prossima riunione: 24 gennaio 2013 Incontri congiunti di verifica e programmazione Incontri scuola-famiglia e/o incontri con operatori socio- sanitari

46 LA SCUOLA SI IMPEGNA A: Perseguire gli obiettivi del Piano Educativo Individualizzo nel benessere di XY. e della sua famiglia, facilitando linclusione e la sua crescita personale. L'ASL/NPI SI IMPEGNA A: Sostenere la scuola nel suo compito, collaborare con gli altri operatori sanitari e assistenziali, aiutare la famiglia nelleducazione di XY. e realizzare un lavoro di Rete necessario al raggiungimento degli obiettivi programmati. LA FAMIGLIA SI IMPEGNA A: Partecipare agli incontri organizzati, collaborare con la scuola, le altre agenzie formative e i servizi sanitari. Di assumere altresì un ruolo attivo e in partenariato con tutti gli attori della Rete. AGENZIA EDUCATIVA ISTITUTO DEI SORDI DI TORINO: Attraverso la Referente XX e lEducatrice YY, si impegna a sostenere la famiglia nel compito educativo e a perseguire gli obiettivi decisi in Rete. Impegni e accordi

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48 ClassificazioneInternazionale Classificazione Internazionale del Funzionamento,dellaDisabilitàe dellasalute del Funzionamento, della Disabilità e della salute (OMS, ) ©2007Dario–www.darioianes.it © 2007 Dario Ianes – ICF: Cosa cambia?

49 ICF - Il paradigma di riferimento Introduce una mediazione fra il modello medico e il modello sociale sul concetto di salute, funzionamento, disabilità. Propone la lettura della disabilità attraveso il modello bio-psico-sociale. loggetto della valutazione è il funzionamento non la malattia. La disabilità è determinata dal rapporto tra le condizioni di salute del soggetto e le condizioni ambientali e sociali in cui si svolgono le sue attività. Lattenzione è rivolta allecosistema in cui lindividuo cresce e si sviluppa e alla presenza di fattori che possono rappresentare una barriera o una facilitazione alla sua attività e partecipazione.

50 Individuo – Ambiente Sistema complesso Se il concetto di salute, funzionamento, disabilità scaturisce dal rapporto complesso individuo- ambiente (che comprende la cultura, le relazioni sociali, i ruoli…), la diagnosi funzionale non può essere affidata esclusivamente alle professioni sanitarie, ma è il risultato sinergico di più punti di vista, compresi quello familiare, scolastico, extrascolastico e della persona stessa. Il disabile non è più identificato con il malato ….

51 La Diagnosi Funzionale Da strumento focalizzato solo sulla diagnosi nosografica e sul deficit che etichetta la persona a strumento finalizzato a descrivere le aree funzionali del soggetto rilevandone competenze, risorse e abilità in funzione di un progetto rivolto al futuro

52 CONDIZIONI FISICHE (disturbo o malattia) FUNZIONI CORPOREE STRUTTURE CORPOREE ATTIVITA PERSONALI PARTECIPAZIONE SOCIALE FATTORI CONTESTUALI FATTORI AMBIENTALI FATTORI PERSONALI ©2007Dario–www.darioianes.it © 2007 Dario Ianes –

53 ATTIVITÀ PERSONALI È LESECUZIONE DI UN COMPITO O DI UN AZIONE DA PARTE DI UN INDIVIDUO. ESSA RAPPRESENTA LA PROSPETTIVA INDIVIDUALE DEL FUNZIONAMENTO. CAPITOLO 1APPRENDIMENTO E APPLICAZIONE DELLE CONOSCENZE CAPITOLO 2COMPITI E RICHIESTE GENERALI CAPITOLO 3COMUNICAZIONE CAPITOLO 4MOBILITÀ CAPITOLO 5CURA DELLA PROPRIA PERSONA CAPITOLO 6VITA DOMESTICA annullato dal PEI CAPITOLO 7INTERAZIONI E RELAZIONI INTERPERSONALI CAPITOLO 8AREE DI VITA PRINCIPALI CAPITOLO 9VITA SOCIALE, CIVILE E DI COMUNITÀ ©2007Dario–www.darioianes.it © 2007 Dario Ianes –

54 SI RIFERISCONO A TUTTI GLI ASPETTI DEL MONDO ESTERNO ED ESTRINSECO CHE FORMANO IL CONTESTO DELLA VITA DI UN INDIVIDUO E, COME TALI, HANNO UN IMPATTO SUL FUNZIONAMENTO DELLA PERSONA. I FATTORI AMBIENTALI INCLUDONO LAMBIENTE FISICO E LE SUE CARATTERISTICHE, IL MONDO FISICO CREATO DALLUOMO, ALTRE PERSONE IN DIVERSE RELAZIONI E RUOLI, ATTEGGIAMENTI E VALORI, SISTEMI SOCIALI E SERVIZI, E POLITICHE, REGOLE E LEGGI. FATTORI AMBIENTALI CAPITOLO 1PRODOTTI E TECNOLOGIA CAPITOLO 2AMBIENTE NATURALE E CAMBIAMENTI AMBIENTALI EFFETTUATI DALLUOMO CAPITOLO 3RELAZIONI E SOSTEGNO SOCIALE CAPITOLO 4ATTEGGIAMENTI CAPITOLO 5SERVIZI, SISTEMI E POLITICHE ©2007Dario–www.darioianes.it © 2007 Dario Ianes –

55 CapacitàFacilitatorePerformance Capacità articolatorie verbali non presenti Linguaggio espressivo assente Capacità nulla Tavola di comunicazione con simboli Persona in grado di decodificare i simboli Performance comunicativa espressiva adeguata sui bisogni base CapacitàBarrierePerformance Capacità verbali buone Linguaggio espressivo adeguato Buone capacità Fattore contestuale personale negativo: forte ansia sociale in presenza di estranei Performance comunicativa espressiva deficitaria sul versante della partecipazione sociale con estranei o persone poco familiari Fattori contestuali (ambientali e/o personali) FacilitatoriBarriere Capacit à Performance ©2007Dario–www.darioianes.it © 2007 Dario Ianes –

56 COME CAMBIA IL P.E.I. Riconosce in modo specifico il ruolo dei fattori ambientali nel modulare e influenzare la salute e la disabilità. Si impegna nella ricerca di facilitatori che possono migliorare la performance del bambino e la sua inclusione a scuola e nei diversi contesti di vita. Persegue lobiettivo primario, coerente alla cultura dei diritti: progettare interventi educativi nellottica della partecipazione, individuando ed eliminando ogni barriera allapprendimento.

57 Il P.E.I. Progetto multidisciplinare Il percorso scolastico previsto dalla normativa regionale (D.G.R. 1 febbraio 2010, n° ) richiede alla scuola e ai servizi sanitari e sociali coinvolti nel progetto educativo di: concordare i tempi e i modi del proprio intervento per garantire la frequenza e la continuità del processo educativo e formativo programmare gli incontri previsti per la formulazione e laggiornamento del PDF e del PEI la famiglia partecipa alla definizione del profilo e del pei

58 Il P.E.I. Come si costruisce A partire dalle indicazioni contenute nel PDF (profilo descrittivo di funzionamento) in particolare quanto concordato nella sezione Progetto Multidisciplinare, si dovranno indicare: gli obiettivi nelle 8 aree dellICF che descrivono lattività e la partecipazione le attività previste e i fattori ambientali che faciliteranno il percorso gli obiettivi dovranno essere declinati in termini operativi e non generali per facilitare la valutazione del loro raggiungimento

59 Erickson 1. Osservatorio Disabilità Regione Piemonte 2. Alterweb-Portale sulla disabilità 3. FLI (Federazione Logopedisti Italiani) 4. AIPD (Associazione Italiana Persone Down) 5. Informahandicap Indicazioni on-line

60 6. Garamond Insegnare con il computer 7. Ausili informatici e software educativi per l´handicap 8. HANDImatica-Tecnologie avanzate, informatica e telematica per favorire l´integrazione delle persona disabili 9. Dario Janes Indicazioni on-line

61 a cura di Marina Rudà e Mariella Valente novembre 2012


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