La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Corso per Operatori Pastorali della Comunicazione Milano, 1 Marzo 2008 Una Comunità nel Giornale: la Redazione.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Corso per Operatori Pastorali della Comunicazione Milano, 1 Marzo 2008 Una Comunità nel Giornale: la Redazione."— Transcript della presentazione:

1

2 Corso per Operatori Pastorali della Comunicazione Milano, 1 Marzo 2008 Una Comunità nel Giornale: la Redazione

3 Mi presento 1) Andrea Rivetta 2) Da settembre 1978 collaboratore di media locali religiosi 3) Giornalista dal ) Oggi: direttore di Broadcast&Production (rivista tecnica specializzata) e consulente editoriale per Multimedia Sanpaolo: Radio Marconi e Telenova

4 La Redazione Volendo dar vita ad un Giornale della Comunità, serve organizzare una Redazione? E se si: Come? E perché?

5 La Redazione La risposta alla prima domanda è: SI Perché per sua natura un giornale è il frutto di un lavoro di squadra (altrimenti staremmo parlando di un blog, o di un diario personale). E questa sarà essenzialmente una riflessione sulla Sociologia dellOrganizzazione

6 La Redazione Ci sono vari modi per gestire la redazione del giornale Così… … Così…

7 La Redazione … o così!

8 La Redazione Chi fa la differenza è il coordinatore: affinché tutti mantengano lo stesso ritmo e lo facciano in armonia

9 Parola dordine: Organizziamoci! 1) La struttura organizzativa 2) Il ruolo del coordinatore 3) Essere in dialogo 4) Team e Team building 5) Gestire il conflitto

10 Direttore/Coordinatore AgendaI Fatti……Oratorio RIUNIONE DI REDAZIONE IL PROGETTO ORGANIZZATIVO Esistono svariate strutture organizzative possibili per gestire una redazione giornalistica: consideriamo il MODELLO DI BASE tra i vari possibili: Esistono svariate strutture organizzative possibili per gestire una redazione giornalistica: consideriamo il MODELLO DI BASE tra i vari possibili: Tipografia Diffusione

11 ELEMENTI POSITIVI NEL GRUPPO 1. Elevata comunicazione interna frutto anche dellesistenza di un sentire comune, oltre a dipendenze e legami. La capacità di comunicare con efficienza è tanto importante quanto la competenza. La comunicazione implica sia la trasmissione di un messaggio chiaro e sintetico sia lo sforzo di ascoltare attivamente linterlocutore Sebastian Nokes – Alan Greenwood Insegnanti e Consulenti di Project Management in UK

12 2. Fiducia Lintegrazione interna è una leva fondamentale di successo per una redazione. Per integrazione interna si intendono livelli di collaborazione e di fiducia tali da rendere il gruppo un unico elemento coeso

13 3.Diffusione della delega e ragionevoli margini di autonomia individuale, visti i connotati non professionali tipici di questo tipo di esperienze. Alla delega segue necessariamente lautorità di poter prendere decisioni autonome per il raggiungimento dellobiettivo.

14 4. Propensione al lavoro di gruppo per la presenza di persone con competenze e caratteristiche diverse. 5. Capacità di operare in seno ad un gruppo e ad un programma (calendario editoriale, decisioni in RdR,…).

15 ELEMENTI NEGATIVI NEL GRUPPO Lambiente organizzativo in cui opera ogni gruppo di lavoro è, per sua natura, caratterizzato da: Lambiente organizzativo in cui opera ogni gruppo di lavoro è, per sua natura, caratterizzato da: Instabilità Instabilità Ambiguità Ambiguità Conflittualità Conflittualità

16 ELEMENTI POSITIVI NEL GRUPPO Loperatività del responsabile del gruppo si svolge nel contesto di un mercato nel quale sono scambiate soddisfazioni e doveri, ad un prezzo che viene di volta in volta stabilito sulla base di logiche governate dal gioco dei personali interessi dei partecipanti, soprattutto in quanto volontari. Loperatività del responsabile del gruppo si svolge nel contesto di un mercato nel quale sono scambiate soddisfazioni e doveri, ad un prezzo che viene di volta in volta stabilito sulla base di logiche governate dal gioco dei personali interessi dei partecipanti, soprattutto in quanto volontari. Il Coordinatore deve riuscire a realizzare gli obiettivi, ricorrendo ad unazione politica tesa ad orientare il comportamento dei diversi interlocutori nella direzione più favorevole. Il Coordinatore deve riuscire a realizzare gli obiettivi, ricorrendo ad unazione politica tesa ad orientare il comportamento dei diversi interlocutori nella direzione più favorevole.

17 Il Coordinatore della Redazione Chi è? Chi è? Quali sono le sue competenze? Quali sono le sue competenze? Che ruolo ha nel gruppo? Che ruolo ha nel gruppo? E un leader? E un leader?

18 IL COORDINATORE Il coordinatore è il gestore/responsabile del gruppo, colui che individua, impegna e coordina le risorse al fine del conseguimento degli obiettivi. Il coordinatore è il gestore/responsabile del gruppo, colui che individua, impegna e coordina le risorse al fine del conseguimento degli obiettivi. Il potere del coordinatore si fonda poco sullautoritarismo (lautorità è più o meno forte a seconda del tipo di struttura, forte o debole, e dunque – nel nostro caso – tendenzialmente debole) e molto sullautorevolezza. Il potere del coordinatore si fonda poco sullautoritarismo (lautorità è più o meno forte a seconda del tipo di struttura, forte o debole, e dunque – nel nostro caso – tendenzialmente debole) e molto sullautorevolezza.

19 Il coordinatore deve possedere le conoscenze pratiche essenziali, indispensabili alla comprensione e conduzione delle attività del ruolo e certamente buone capacità gestionali e relazionali, determinate dalle caratteristiche di complessità che sono tipiche dellorganizzazione editoriale. Il coordinatore deve possedere le conoscenze pratiche essenziali, indispensabili alla comprensione e conduzione delle attività del ruolo e certamente buone capacità gestionali e relazionali, determinate dalle caratteristiche di complessità che sono tipiche dellorganizzazione editoriale. Le competenze del coordinatore

20 Al coordinatore deve essere riconosciuto un diffuso ruolo di leader, che gli permetta di confrontarsi con persone diverse, di coinvolgerle e di motivarle. Le abilità personali sono essenzialmente: Le abilità personali sono essenzialmente: consapevolezza di sé;consapevolezza di sé; padronanza di sé;padronanza di sé; motivazione;motivazione; empatia;empatia; socialità.socialità. Conoscere se stessi è saggezza. Per padroneggiare sé stessi occorre una forza interiore dal Tao Te Ching di Lao Tzu

21 Il coordinatore è la persona responsabile della Redazione e deve svolgere dei classici compiti gestionali: compiti di pianificazione e programmazione; compiti di pianificazione e programmazione; compiti di organizzazione delle risorse (umane, tecniche, economico-finanziarie); compiti di organizzazione delle risorse (umane, tecniche, economico-finanziarie); compiti di direzione e guida; compiti di direzione e guida; compiti di controllo (del rispetto di tempi, costi, specifiche) compiti di controllo (del rispetto di tempi, costi, specifiche) Il Ruolo del Coordinatore

22 Al Coordinatore sono richieste abilità gestionali, organizzative, relazionali e tecniche. Al Coordinatore sono richieste abilità gestionali, organizzative, relazionali e tecniche. Certamente deve saper esercitare un riconosciuta leadership Certamente deve saper esercitare un riconosciuta leadership La leadership consiste nel saper creare un gruppo al quale le persone desiderino appartenere La leadership consiste nel saper creare un gruppo al quale le persone desiderino appartenere G. Pajou Presidente di una multinazionale farmaceutica Il Coordinatore è il leader della redazione

23 La leadership si fonda su 4 pilastri: 1. Competenza 2. Autorevolezza 3. Esempio 4. Creatività

24 La competenza: non può esistere un leader incompetente, il coordinatore deve dimostrare al gruppo di lavoro di avere le competenze necessarie: tecniche e intellettuali. La competenza: non può esistere un leader incompetente, il coordinatore deve dimostrare al gruppo di lavoro di avere le competenze necessarie: tecniche e intellettuali.

25 Lautorevolezza: lautorevolezza non si impone, ma si merita ed è il risultato di azioni efficaci, queste sono legate alle capacità personali (conoscenza di sé e autocontrollo), e alle capacità di gestire le relazioni e di stimolare il gruppo ad agire. Lautorevolezza: lautorevolezza non si impone, ma si merita ed è il risultato di azioni efficaci, queste sono legate alle capacità personali (conoscenza di sé e autocontrollo), e alle capacità di gestire le relazioni e di stimolare il gruppo ad agire.

26 Lesempio: il coordinatore è giudicato per ciò che fa e non solo per ciò che dice; il comportamento deve essere coerente con la parola e fondamentalmente ispirato allequità. Lesempio: il coordinatore è giudicato per ciò che fa e non solo per ciò che dice; il comportamento deve essere coerente con la parola e fondamentalmente ispirato allequità.

27 La creatività: essere creativi significa avvalersi della propria esperienza e dei contributi degli altri per elaborare proposte originali. La creatività: essere creativi significa avvalersi della propria esperienza e dei contributi degli altri per elaborare proposte originali.

28 ESSERE COMUNICATORI È impossibile non comunicare: vivere è comunicazione Lefficacia del processo di comunicazione si misura sulla base dei messaggi andati a buon fine, non di quelli trasmessi Lefficacia del processo di comunicazione si misura sulla base dei messaggi andati a buon fine, non di quelli trasmessi In un gruppo il presupposto di efficienza è una In un gruppo il presupposto di efficienza è una BUONA COMUNICAZIONE …

29 … MA RICORDANDO CHE IL COME PREVALE SUL COSA

30 I FATTORI DISTORCENTI 1. La percezione 2. Lo stato interno del destinatario 3. Il canale trasmissivo 4. Lambiente fisico 5. Il linguaggio non verbale

31 1 La Percezione: non a tutte le informazioni ricevute viene riservato lo stesso livello di attenzione. E abbastanza raro che lo stesso messaggio venga decifrato nellidentico modo da destinatari diversi. 1 La Percezione: non a tutte le informazioni ricevute viene riservato lo stesso livello di attenzione. E abbastanza raro che lo stesso messaggio venga decifrato nellidentico modo da destinatari diversi. 2 Lo stato interno del destinatario: latteggiamento del destinatario del messaggio influisce sullefficacia della comunicazione. Latteggiamento può essere ad esempio di attenzione- disattenzione, contrarietà-benevolenza, serenità-irritazione, freddezza-fervore ecc. 2 Lo stato interno del destinatario: latteggiamento del destinatario del messaggio influisce sullefficacia della comunicazione. Latteggiamento può essere ad esempio di attenzione- disattenzione, contrarietà-benevolenza, serenità-irritazione, freddezza-fervore ecc.

32 3 Il canale trasmissivo: i canali utilizzabili nel processo di comunicazione sono soltanto quattro: verbale, testuale, visivo e corporeo. Tutti vanno egualmente curati. 4 LAmbiente fisico: la presenza e la disposizione dellambiente in cui avviene la comunicazione incide sullefficacia del messaggio. La preparazione dellambiente fisico deve essere studiata per favorire la partecipazione di tutti i soggetti che costituiscono il team. 4 LAmbiente fisico: la presenza e la disposizione dellambiente in cui avviene la comunicazione incide sullefficacia del messaggio. La preparazione dellambiente fisico deve essere studiata per favorire la partecipazione di tutti i soggetti che costituiscono il team.

33 5 Il linguaggio non verbale: il linguaggio non verbale è costituito dallinsieme di gesti, espressioni e modalità di uso della voce che veicolano il messaggio. Questi segnali possono essere coerenti oppure incoerenti con il contenuto del messaggio verbale. Il linguaggio non verbale viene utilizzato per: Questi segnali possono essere coerenti oppure incoerenti con il contenuto del messaggio verbale. Il linguaggio non verbale viene utilizzato per: comunicare le proprie emozioni comunicare le proprie emozioni manifestare la propria disponibilità/indisponibilità manifestare la propria disponibilità/indisponibilità accompagnare e sottolineare lenunciazione verbale accompagnare e sottolineare lenunciazione verbale

34 La gestione della comunicazione Il Coordinatore deve essere consapevole delle problematiche legate alla comunicazione e deve pertanto prevedere le forme di interazione migliori al fine di ottenere una comunicazione efficace. Deve cioè pianificare i momenti ed i mezzi (riunioni, , lettere, incontri informali ecc..) che caratterizzeranno il progetto. Il Coordinatore deve essere consapevole delle problematiche legate alla comunicazione e deve pertanto prevedere le forme di interazione migliori al fine di ottenere una comunicazione efficace. Deve cioè pianificare i momenti ed i mezzi (riunioni, , lettere, incontri informali ecc..) che caratterizzeranno il progetto.

35 Domani mi venite con le mani in faccia, gridando: ma come? Che avete inteso? Non mi avevate detto così e così?Domani mi venite con le mani in faccia, gridando: ma come? Che avete inteso? Non mi avevate detto così e così? Così e così, perfettamente. Ma il guajo è che voi, caro, non saprete mai, né io vi potrò mai comunicare come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nellaccoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto dintenderci; non ci siamo intesi affatto. L. Pirandello – Uno, nessuno, centomila

36 IL LAVORO IN GRUPPO Essere una Redazione determina una filosofia operativa di cui parte essenziale e pregnante è il lavoro di gruppo. Essere una Redazione determina una filosofia operativa di cui parte essenziale e pregnante è il lavoro di gruppo. Etimologia: qualcuno ha individuato lorigine della parola gruppo nel termine italiano groppo (groviglio, annodatura), parola a cui si può associare la caratteristica di compattezza, ma anche di complessità. Etimologia: qualcuno ha individuato lorigine della parola gruppo nel termine italiano groppo (groviglio, annodatura), parola a cui si può associare la caratteristica di compattezza, ma anche di complessità.

37 Definizione di Redazione Una REDAZIONE è definibile come un insieme di persone: integrate ed interdipendenti; integrate ed interdipendenti; legate a un senso di appartenenza; legate a un senso di appartenenza; con valori, norme e ruoli dichiarati, negoziati e condivisi; con valori, norme e ruoli dichiarati, negoziati e condivisi; impegnate a raggiungere obiettivi scelti e assegnati; impegnate a raggiungere obiettivi scelti e assegnati; motivate. motivate.

38 DallinterazioneAllintegrazione Essere una vera Redazione

39 La gestione di un gruppo di lavoro impone, perché si realizzi un effettivo processo di lavoro di squadra, che i soggetti che lo compongono sviluppino legami di integrazione superando la semplice interazione. La gestione di un gruppo di lavoro impone, perché si realizzi un effettivo processo di lavoro di squadra, che i soggetti che lo compongono sviluppino legami di integrazione superando la semplice interazione. Linterazione, propria del gruppo, si limita a percepire la presenza degli altri, mentre lintegrazione si fonda sul convincimento di una reciproca necessità: allinterno di una Redazione si assiste al passaggio da una semplice aggregazione di singoli individui, allo scambio e alla collaborazione tra gli stessi, con la partecipazione attiva di tutti i membri. Linterazione, propria del gruppo, si limita a percepire la presenza degli altri, mentre lintegrazione si fonda sul convincimento di una reciproca necessità: allinterno di una Redazione si assiste al passaggio da una semplice aggregazione di singoli individui, allo scambio e alla collaborazione tra gli stessi, con la partecipazione attiva di tutti i membri. Levoluzione da insieme di individui a team si fonda sullintegrazione, e cioè sulla presa di coscienza da parte dei singoli individui di avere bisogno gli uni degli altri per il raggiungimento dellobiettivo comune. Levoluzione da insieme di individui a team si fonda sullintegrazione, e cioè sulla presa di coscienza da parte dei singoli individui di avere bisogno gli uni degli altri per il raggiungimento dellobiettivo comune. Essere una vera Redazione

40 Sia detto che il processo evolutivo che trasforma un insieme di persone in un team di progetto, nel nostro caso in una Redazione, non si attiva in modo spontaneo. La sua gestione inoltre è un processo continuo. Diventare una vera Redazione: un tipico processo di Team Building

41 Le fasi di crescita di una Redazione Fase costituente In questa fase non si può ancora parlare di team ma di un insieme di persone con un compito in comune. I componenti del gruppo si trovano spezzo in una situazione prevalente di insicurezza. Atteggiamento esplorativo. In questa fase non si può ancora parlare di team ma di un insieme di persone con un compito in comune. I componenti del gruppo si trovano spezzo in una situazione prevalente di insicurezza. Atteggiamento esplorativo. Fase di identificazione Superata la prima fase gli individui incominciano ad esporsi e a ricercare delle modalità di relazione più approfondite, si apprezzano le diverse competenze, si rafforza limpegno e i legami. Atteggiamento di convincimento. Superata la prima fase gli individui incominciano ad esporsi e a ricercare delle modalità di relazione più approfondite, si apprezzano le diverse competenze, si rafforza limpegno e i legami. Atteggiamento di convincimento. In queste due prime fasi si diffondono le informazioni e si elaborano i primi modelli e le prime mappe comuni

42 Fase di coagulo A questo livello si può parlare di team. Questa fase è caratterizzata da un alto livello di confronto senza timori. I gruppi sono caldi si affrontano i problemi, si liberano le potenzialità individuali, il gruppo sa gestire i conflitti, si risolvono i problemi. Atteggiamento di conferma. A questo livello si può parlare di team. Questa fase è caratterizzata da un alto livello di confronto senza timori. I gruppi sono caldi si affrontano i problemi, si liberano le potenzialità individuali, il gruppo sa gestire i conflitti, si risolvono i problemi. Atteggiamento di conferma. Fase di maturità La Redazione matura la consapevolezza di essere unentità, e lindividuo si riconosce nel gruppo e sente di appartenervi, lenergia si sposta anche verso un riconoscimento allesterno del valore gruppo. Atteggiamento di affermazione. La Redazione matura la consapevolezza di essere unentità, e lindividuo si riconosce nel gruppo e sente di appartenervi, lenergia si sposta anche verso un riconoscimento allesterno del valore gruppo. Atteggiamento di affermazione.

43 IL COMMITMENT E LA MOTIVAZIONE Uno degli aspetti più ardui del ruolo di Coordinatore è quello dellimpegno per i singoli apporti al progetto: il cosiddetto commitment. Uno degli aspetti più ardui del ruolo di Coordinatore è quello dellimpegno per i singoli apporti al progetto: il cosiddetto commitment. motivazione dal latino movere che significa muovere, incorpora quindi un senso di movimento che porta allazione che porta ad agire La parola motivazione deriva dal latino movere che significa muovere, incorpora quindi un senso di movimento che porta allazione che porta ad agire IL COORDINATORE DEVE OTTENERE IMPEGNO E MOTIVAZIONE

44 Come deve agire il Coordinatore per creare un team? Per ottenere impegno e motivazione? Obiettivi chiari: la definizione di obiettivi accettati ha un impatto motivazionale forte.Obiettivi chiari: la definizione di obiettivi accettati ha un impatto motivazionale forte. Per ottenere un buon lavoro di team è necessario aver stabilito procedure, regole e consuetudini in merito allattività.Per ottenere un buon lavoro di team è necessario aver stabilito procedure, regole e consuetudini in merito allattività. Ogni Coordinatore deve valorizzare le capacità individuali, la creatività ma anche le sinergie di gruppo e consentire la libera espressione dei membri.Ogni Coordinatore deve valorizzare le capacità individuali, la creatività ma anche le sinergie di gruppo e consentire la libera espressione dei membri.

45 Gestione corretta delle riunioni di Redazione:Gestione corretta delle riunioni di Redazione: chiarezza – ordine del giorno e obiettivi della riunione chiarezza – ordine del giorno e obiettivi della riunione dialogo aperto dialogo aperto favorire le critiche costruttive favorire le critiche costruttive affrontare i problemi affrontare i problemi Continuità – evitare le interruzioni Continuità – evitare le interruzioni Puntualità Puntualità Partire con il piede giusto:Partire con il piede giusto: Organizzare un incontro di lancio, che se gestito correttamente ha un forte valore simbolico. Necessario perché i membri si conoscano e si incontrino dal vivo. Organizzare un incontro di lancio, che se gestito correttamente ha un forte valore simbolico. Necessario perché i membri si conoscano e si incontrino dal vivo. Elementi organizzativi e ambientali per la gestione del gruppo di lavoro

46 Altri aspetti Numero dei partecipanti Numero dei partecipanti Indicativamente una riunione di redazione efficace può funzionare da un minimo di 4 ad un massimo di 8 collaboratori (e crescere con la maturità del gruppo)Indicativamente una riunione di redazione efficace può funzionare da un minimo di 4 ad un massimo di 8 collaboratori (e crescere con la maturità del gruppo) Luogo e Strutture Luogo e Strutture Va individuata una sede abituale: uno spazio dedicato al lavoro di Redazione e ai suoi membri, dove ci si riunisce e si scambiano le idee.Va individuata una sede abituale: uno spazio dedicato al lavoro di Redazione e ai suoi membri, dove ci si riunisce e si scambiano le idee. Va organizzato un archivio per i materiali e la documentazione. Ideale se alle pareti possono essere affisse immagini del giornale, il Calendario editoriale, i Memo, ecc. ecc.Va organizzato un archivio per i materiali e la documentazione. Ideale se alle pareti possono essere affisse immagini del giornale, il Calendario editoriale, i Memo, ecc. ecc. Bene se si dispone di: una tavola rotonda, di un Pc con stampante, e di una lavagna.Bene se si dispone di: una tavola rotonda, di un Pc con stampante, e di una lavagna.

47 La Gestione di Confronto e Conflitto La dinamica di relazione genera inevitabilmente il CONFRONTO… … ma accade che il confronto evolva in un vero e proprio CONFLITTO!

48 La Gestione di Confronto e Conflitto Il conflitto è alla radice del lavoro di Gruppo! Tipica dellorganizzazione è la tendenza allinsorgenza di confronti che possono evolvere in conflitti. Tipica dellorganizzazione è la tendenza allinsorgenza di confronti che possono evolvere in conflitti. Il conflitto costituisce una parte intrinseca ed essenziale del lavoro di gruppo in quanto assicura lo stimolo al fare. Il conflitto costituisce una parte intrinseca ed essenziale del lavoro di gruppo in quanto assicura lo stimolo al fare. Inoltre la conflittualità indica se i componenti siano interessati o meno al successo del lavoro comune. Senza contatto e senza relazione non cè conflitto e le probabilità che esso insorga sono maggiori quanto più i soggetti sono integrati tra loro. Inoltre la conflittualità indica se i componenti siano interessati o meno al successo del lavoro comune. Senza contatto e senza relazione non cè conflitto e le probabilità che esso insorga sono maggiori quanto più i soggetti sono integrati tra loro.

49 Elementi positivi del conflitto: stimola la comunicazione tra i membri del gruppo; stimola la comunicazione tra i membri del gruppo; favorisce la comprensione reciproca e rende più incisiva lazione; favorisce la comprensione reciproca e rende più incisiva lazione; gioca anche un ruolo importante nel processo di sviluppo del senso di appartenenza; gioca anche un ruolo importante nel processo di sviluppo del senso di appartenenza; sviluppa la creatività individuale e collettiva; sviluppa la creatività individuale e collettiva; innalza il livello di qualità delle decisioni assunte. innalza il livello di qualità delle decisioni assunte. Si è dimostrato che le performance migliori si ottengono in un clima di conflittualità media, mentre troppo conflitto o troppo poco indicono negativamente sul risultato

50 Modi di Risoluzione dei Conflitti Confronto: affrontare apertamente il conflitto (faccia a faccia) che deve essere risolto, per cui le parti accettano di sviscerare il loro disaccordo con lobiettivo di trovare un punto dincontro che assicuri la vittoria di entrambe le parti; Confronto: affrontare apertamente il conflitto (faccia a faccia) che deve essere risolto, per cui le parti accettano di sviscerare il loro disaccordo con lobiettivo di trovare un punto dincontro che assicuri la vittoria di entrambe le parti; Compromesso: contrattare e ricercare soluzioni che consentano una qualche soddisfazione per le parti, in situazione di stallo essere disposti a dare qualche cosa per ottenere qualcosa; Compromesso: contrattare e ricercare soluzioni che consentano una qualche soddisfazione per le parti, in situazione di stallo essere disposti a dare qualche cosa per ottenere qualcosa;

51 Modi di Risoluzione dei Conflitti Attenuazione: evitare le aree di divergenza e sottolineare i punti di accordo. Siamo daccordo su tre dei cinque punti e non cè motivo per cui non possiamo accordarci anche sugli ultimi due punti Lappianamento non risolve necessariamente un conflitto, ma tenta di convincere entrambe le parti a rimanere al tavolo delle trattative perché una soluzione è possibile Attenuazione: evitare le aree di divergenza e sottolineare i punti di accordo. Siamo daccordo su tre dei cinque punti e non cè motivo per cui non possiamo accordarci anche sugli ultimi due punti Lappianamento non risolve necessariamente un conflitto, ma tenta di convincere entrambe le parti a rimanere al tavolo delle trattative perché una soluzione è possibile Pressione: cercare di far prevalere il proprio punto di vista con il rischio di perdere Pressione: cercare di far prevalere il proprio punto di vista con il rischio di perdere Rinuncia: recedere da un disaccordo reale o potenziale Rinuncia: recedere da un disaccordo reale o potenziale

52 Il Coordinatore dovrà quindi essere attento a quali conflitti potranno nascere, a quando e come risolverli. La gestione dei conflitti passa attraverso una attenta e corretta pianificazione dellattività nella quale siano chiaramente evidenziate le responsabilità ed i ruoli. Anticipare il conflitto … e spesso sdrammatizzare con lumorismo può aiutare…

53 1) Una REDAZIONE è NECESSARIA alla realizzazione di un giornale CONCLUSIONI 2) La figura chiave è il Coordinatore 3) Condizione dobbligo: il dialogo tra tutti 4) Prima ancora che fare il giornale bisogna impegnarsi a fare squadra 5) Il conflitto nel gruppo cè, ma non va temuto: è spesso inevitabile, ma anche MOLTO UTILE è spesso inevitabile, ma anche MOLTO UTILE

54 ECCO UN ESEMPIO PRATICO: La Redazione del Giornale della Comunità di Merate AllOmbra della Torre, questanno al 100° anno di edizione! Dal lavoro di una buona Redazione… … nasce un buon Giornale della Comunità

55 GRAZIE PER LATTENZIONE


Scaricare ppt "Corso per Operatori Pastorali della Comunicazione Milano, 1 Marzo 2008 Una Comunità nel Giornale: la Redazione."

Presentazioni simili


Annunci Google