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LA LIBERTÀ DI RICERCA IN ITALIA

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Presentazione sul tema: "LA LIBERTÀ DI RICERCA IN ITALIA"— Transcript della presentazione:

1 LA LIBERTÀ DI RICERCA IN ITALIA
Liberta’ di ricerca e brevettazione delle sequenze di DNA Silvano Presciuttini Pisa Centro A.Maccarrone via Silvio Pellico Lunedì 18 dicembre ore 16 LA LIBERTÀ DI RICERCA IN ITALIA

2 Riassunto Un esempio: il brevetto sui geni BRCA1 e BRCA2
La privatizzazione della ricerca biomedica negli ultimi decenni L’irruzione del brevetto nella ricerca genetica L’esplosione dei brevetti sulle sequenze di DNA Pro e contro la brevettazione del DNA Libertà di ricerca e brevetti industriali

3 Suscettibilita’ genetica ai tumori della mammella
Il cancro della mammella è il tumore più comune tra le donne (circa il 10% ne sono colpite nell’arco della vita). Una importante percentuale di casi (circa il 5%) è attribuibile a mutazioni ereditarie in geni di suscettibilita’. Sono attualmente noti due geni, BRCA1 e BRCA2, che spiegano circa il 70% delle famiglie ad alto rischio. Gran parte delle mutazioni di questi geni conferiscono alle donne portatrici un rischio dal 50% al 70% di sviluppare un cancro prima dall'età di 75 anni Una famiglia ad alto rischio di cancro della mammella in cui segrega una mutazione nel gene BRCA2

4 Identificazione dei geni BRCA 1 e 2
I geni BRCA1 e BRCA2 sono stati localizzati sui rispettivi cromosomi (17 e 13) attraverso un grande sforzo collaborativo internazionale nei primi anni ’90: Science :1684. Linkage of early-onset familial breast cancer to chromosome 17q21. Hall JM, Lee MK, Newman B, Morrow JE, Anderson LA, Huey B, King MC. L’identificazione e il sequenziamento di BRCA1 e’ stata riportata nel 1994 da ricercatori dell’universita’ dell’Utah (USA) e della compagnia privata Myriad Genetics: Science :66. A strong candidate for the breast and ovarian cancer susceptibility gene BRCA1. Miki Y, Swensen J, Shattuck-Eidens D, Futreal PA, Harshman K, Tavtigian S, et al. Il gene BRCA2 e’ stato identificato nel 1995 dall’ Institute of Cancer Research in Gran Bretagna: Nature :789. Identification of the breast cancer susceptibility gene BRCA2. Wooster R, Bignell G, Lancaster J, Swift S, Seal S, Mangion J, et al.

5 Brevettazione dei geni BRCA1 e 2
Due richieste di brevetto negli USA per il gene BRCA1 furono avanzate congiuntamente nel 1995 dalla Myriad Genetics, dall’University of Utah Research Foundation e dall’US Secretary of Health, e furono accolte. I brevetti assegnavano ai richiedenti i diritti sulla sequenza del gene BRCA1 normale e su varie mutazioni identificate, sui test diagnostici per identificare mutazioni e su metodi per analizzare campioni tissutali da tumori. Lo stesso anno (1995) la Myriad Genetics avanzo’ una richiesta di brevetto per varie mutazioni nel gene BRCA1 in Canada e in Giappone, e le richieste furono accolte nel 1997. Nel 1996, un’altra compagnia americana, OncorMed, chiese e ottenne un brevetto sulla sequenza di BRCA1, e la Myriad Genetics, dopo una battaglia legale, ne acquisto’ i diritti. Nel 2000 la Myriad Genetics ha ottenuto un brevetto negli USA anche per la ricerca di mutazioni germinali nel gene BRCA2, e da allora essa ha avuto il monopolio dell’effettuazione dei test genetici di predisposizione al cancro della mammella e dell’ovaio in America. Un test genetico completo costa circa $

6 Il monopolio mondiale Nel 2001 la Myriad Genetics ha ottenuto anche in Europa il brevetto che le garantiva i diritti sulla diagnostica dei geni BRCA1 e BRCA2. Quindi il monopolio sui test genetici si estendeva a molti paesi : in linea di principio i medici italiani avrebbero dovuto mandare il DNA dei loro pazienti in America. Il comunicato stampa della Myriad: Salt Lake City, May 15, 2001 Myriad Genetics, Inc. announced today that it has received eight foreign patents covering the BRCA1 and BRCA2 breast and ovarian cancer genes and their use in the development of therapeutic and predictive medicine products. The European Patent Organization awarded Myriad patent for a "Method for Diagnosing a Predisposition for Breast and Ovarian Cancer", using the BRCA1 and BRCA2 genes. (…) "International patents provide important protection for us and our marketing partners as we expand the availability of our predictive medicine products globally," said Peter Meldrum, President and Chief Executive Officer of Myriad Genetics, Inc. "The intellectual property estate surrounding our breast cancer predisposition test, BRACAnalysis®, is firmly established in the United States with nine issued patents, and now extends internationally with eight issued patents. Myriad is currently marketing BRACAnalysis® in Canada and Japan and we expect to expand to all major world markets in the future." (…) BRACAnalysis® contributed significantly to 103% revenue growth of the Company's predictive medicine products business in the most recent fiscal quarter, compared with the same quarter in the prior year.

7 La sollevazione dei ricercatori europei
La concessione alla Myriad del brevetto in Europa ha causato una comprensibile apprensione fra i medici e ricercatori impegnati nei test genetici sui geni BRCA1 e BRCA2: da quel momento la Myriad poteva pretendere il pagamento di tutti gli esami effettuati a scopo diagnostico, e anche che un campione di sangue fosse inviato ai suoi laboratori. Per qualche mese c’e’ stata effettivamente in molti laboratori europei l’arresto dell’arruolamento di nuovi casi per la tipizzazione genetica. Poi, anche in seguito all’opposizione legale sollevata contro il brevetto, e dato che i test genetici fatti a scopo di ricerca non sono coperti dal brevetto stesso, molti laboratori si sono arrangiati arruolando formalmente i pazienti in studi sperimentali, in modo da poter fare i test senza incorrere in sanzioni (anche se, in linea di principio, in questo caso il risultato dovrebbe essere taciuto ai pazienti).

8 Lettera della prof.ssa Emma D’Andrea alla propria struttura
Al Prof. Paolo Benciolini Servizio di Medicina Legale Azienda Ospedaliera di Padova   Padova 25/2.02  Oggetto: richiesta di parere su violazione o meno di brevetto. Il 10 gennaio 2001, l’EPO (European Patent Office) ha rilasciato, su richiesta presentata in data 11 agosto 1995, alla ditta Myriad Genetics di Salt Lake City, Utah, USA il brevetto n. EP dal titolo : Metodo per la diagnosi di predisposizione al cancro della mammella e dell’ovaio.  Entro il 10 di ottobre 2001, divese strutture europee hanno presentato opposizione; in allegato, il press release dell’Istituto Curie a mo’ di esempio.  Per quanto ne so, dal momento della richiesta (i.e. 1995) e fino al momento del responso alle diverse opposizioni, non puo’ essere utilizzato “in proprio” il metodo Myriad a scopo diagnostico. Il punto e’ che questo fantomatico metodo altro non e’ che l’analisi di sequenza del gene BRCA1 e 2 e a me risulta che le sequenze del genoma umano siano patrimonio dell’umanita’.

9 ... segue lettera Dato che ritengo illegittimo il brevetto Myriad, penso che sia mio dovere continuare il lavoro sui tumori ereditari della mammella/ovaio iniziato nel Anche il Comitato Tecnico-Scientifico e il Comitato Etico del C.O.R. di Padova, comunicazione del 20 dicembre 1996, prot. N. 213/P1, si sono espressi favorevolmente per lo svolgimento dello studio proposto nel febbraio di quell’anno, e tuttora aperto dal titolo: Studio dei fattori predisponenti all’insorgenza del tumore della mammella e dell’ovaio: Identificazione di alterazioni geniche in soggetti appartenenti a famiglie a rischio. Sulla carta quindi, la nostra struttura utilizza il metodo Myriad solo per ricerca, salvo refertare i casi con mutazione documentata, e tutti casi cui viene applicato il test specifico per mutazione nota nella famiglia di appartenenza. Alcune strutture sanitarie italiane hanno sospeso tale refertazione. In attesa di un riscontro scritto del Servizio di Medicina Legale, il nostro Servizio intende continuare questo lavoro, tenuto conto che allo stato attuale si tratta in effetti di ricerca e che tutto il processo (counseling, analisi mutazionale, refertazione, e proposta di follow-up) e’ gratuito per i pazienti ed i loro familiari che collaborano allo studio. Grazie per l’attenzione Emma D’Andrea

10 L’opposizione al brevetto in Europa
L’opposizione al brevetto europeo sui geni BRCA e’ stata inizialmente guidata da tre istituzioni scientifiche francesi, alle quali si sono poi affiancate molte altre organizzazioni, fra cui la Società Belga per la Genetica Unmana e la Sociatà Danese per la Genetica Medica L’opposizione era basata sulla mancanza di invenzione, e sul fatto che la domanda non descriveva sufficientemente il metodo su cui veniva avanzata la richiesta di proprietà intellettuale. Con l’opposizione al brevetto si cercava di evitare le conseguenze negative legate alla giustificazione del monopolio mondiale della Myriad Genetics sui test genetici, in modo particolare rispetto al possibile sviluppo di nuovi test diagnostici Inoltre si asseriva che il brevetto avrebbe avuto conseguenze gravi sul diritto alla pari opportunità di accesso ai test per tutti i pazienti: il monopolio è di fatto antitetico ad un approccio alla sanità pubblica basato sull’identificazione e il trattamento preventivo di tutti i soggetti ad alto rischio.

11 Una battaglia legale in corso
La battaglia legale sui brevetti dei geni BRCA1 e BRCA2 in Europa è ancora in corso. Alla fine del 2004 il primo brevetto della Myriad Genetics su BRCA1 e’ stato revocato dall’Ufficio Brevetti Europeo, mentre altri due brevetti sono stati modificati in modo tale che essi non costituiscono più un serio impedimento alla tipizzazione di questo gene. Invece sul gene BRCA2, la Myriad Genetics, nonostante la modifica della richiesta originale, ha mantenuto il brevetto, per quanto solo sulla tipizzazione di una specifica mutazione, che risulta frequente in una particolare popolazione. Ci si sta ancora chiedendo, da parte degli organizzatori dell’opposizione, se si debba procedere anche contro quest’ultima limitazione Oggi molte Regioni italiane hanno servizi di consulenza genetica per i geni BRCA che implicano la tipizzazione molecolare a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ad un costo non molto diverso da quello praticato dalla Myriad.

12 L’evoluzione delle politiche della ricerca
Fino a circa il 1970, le politiche della ricerca da parte dei governi dei paesi sviluppati erano essenzialmente basate sul “laissez-faire”; le risorse destinate alla ricerca erano di scarsa entità, ma i ricercatori erano liberi di cercare fondi a tutto campo, e di scegliere i propri interessi senza eccessivi vincoli esterni. I risultati erano generalmente considerati di pubblico dominio ed erano disseminati velocemente nella comunità scientifica. Gli avanzamenti della conoscenza nel campo biomedico, non brevettati, potevano essere liberamente incorporati in prodotti "downstream" per la diagnosi e la cura delle malattie. Negli ultimi decenni del secolo scorso, tuttavia, le politiche della ricerca sono state sempre più “pilotate”, con finanziamenti esplicitamente diretti verso temi considerati privilegiati; oggi tutte le agenzie di finanziamento impongono le proprie politiche di ricerca attraverso le specifiche dei propri bandi In questo modo i ricercatori sono incoraggiati a concentrarsi su temi alla moda, sui quali è relativamente facile pubblicare bene. Questo limita sostanzialmete la creatività scientifica. Nello stesso tempo abbiamo assistito alla progressiva privatizzazione dei risultati delle ricerche, sotto forma di diritto di proprietà intellettuale

13 L’irruzione del brevetto nella ricerca genetica
Fino agli anni ’70 la brevettazione delle scoperte scientifiche are un argomento alieno per gli scienziati coinvolti nella ricerca biologica. Il quadro cambiò improvvisamente quando il primo brevetto su un organismo vivente fu riconosciuto per l’”invenzione” di un batterio capace di degradare il petrolio. In realtà il brevetto fu approvato solo dopo una sentenza della Corte Suprema: inizialmente l’ufficio brevetti dette risposta negativa perchè gli organismi viventi non sono brevettabili Nei primi anni ‘70 fu anche richiesto il brevetto sulla tecnologia del DNA ricombinante sviluppata da due ricercatori alla Stanford University (USA). Vi fu un ampio dibattito prima che il brevetto fosse approvato, ma dopo l’approvazione esso si rivelò molto fruttuoso per gli inventori e le loro istituzioni di provenienza. Negli anni che seguirono il riconoscimento del brevetto per il “gene-splicing”, gli amministratori delle università incoraggiarono le attività che potessero trasformare la ricerca condotta dai loro ricercatori in benefici finanziari.

14 L’esplosione dei brevetti sulle sequenze di DNA
Le prime domande di brevetto per sequenze di DNA furono avanzate nel 1980; in quell’anno se ne contarono 16 Nel 1990 si contarono più di 6000 domande di brevetti di sequenze Negli anni ’90 la crescita dei brevetti sulle sequenze crebbe esponenzialmente; nel 2000 circa sequenze furono pubblicate in domande di brevetto.

15 La concentrazione dei brevetti
Millennium Pharmaceuticals ha richiesto più di 300 brevetti contenenti sequenze (9 sequenze in media per domanda). Incyte Pharmaceuticals pretende i diritti su più di 4,500 sequences pubblicate in 570 domande (8 sequenze in media). Human Genome Sciences ha richiesto 450 brevetti, con più di 34,000 sequenze (77 sequenze in media) La domanda di brevetto forse più densa di sequenze era la Ceres Corporation, con più di 80,000 sequenze Se la Celera Genomics avesse preceduto l’NIH nel sequenziamento del genoma umano, avrebbe potuto pretendere il brevetto su tutte le sequenze che non erano già note, praticamente sull’intero genoma.

16 A favore della brevettazione del DNA
“Without the incentive of patents, there would be less investment in DNA research, and scientists might not disclose their new DNA products to the public. Issuance of patents to such products not only results in the dissemination of technological information to the scientific community for use as a basis for further research but also stimulates investment in the research, development, and commercialization of new biologics. It is only with the patenting of DNA technology that some companies, particularly small ones, can raise sufficient venture capital to bring beneficial products to the marketplace or fund further research. A strong U.S. patent system is critical for the continued development and dissemination to the public of information on DNA sequence elements.” John J. Doll. Biotechnology: the Patenting of DNA. Science 280 (5364), 689–690, 1998. J.J. Doll is director, Biotechnology Examination, Technology Center 1600, U.S. Patent and Trademark Office, Washington, DC 20231, USA

17 L’eccesso di brevetti contrasta l’innovazione
“The ‘tragedy of the commons’ metaphor helps explain why people overuse shared resources. However, the recent proliferation of intellectual property rights in biomedical research suggests a different tragedy, an ‘anticommons’ in which people underuse scarce resources because too many owners can block each other. Privatization of biomedical research must be more carefully deployed to sustain both upstream research and downstream product development. Otherwise, more intellectual property rights may lead paradoxically to fewer useful products for improving human health.” Michael A. Heller, Rebecca S. Eisenberg. Can Patents Deter Innovation? The Anticommons in Biomedical Research Science 280 (5364), 698–701, 1998 The authors are at the University of Michigan Law School, Ann Arbor, MI , USA.

18 Le conseguenze della proliferazione dei brevetti
Quando un prodotto e’ brevettato, il brevetto si estende a qualsiasi suo uso, anche quelli che non erano stati previsti nella domanda di brevetto. Quindi un metodo sviluppato successivamente che usa quel prodotto può essere a sua volta brevettato, ma il primo brevetto ha la precedenza. Il risultato della possibilità di brevettare le sequenze di DNA e’ stata la proliferazione di richieste di brevetti in parte sovrapponentesi da parte di diversi proprietari, che oltretutto rimandano ad altri brevetti richiesti in precedenza. I prodotti finiti distribuiti sul mercato, come ad esempio test diagnostici o prodotti proteici, sono spesso il risultato della conoscenza e integrazione di molte sequenze di DNA La conseguenza inevitabile della proliferazione dei brevetti sul DNA è quindi la necessità di stipulare accordi costosi con altre compagnie prima che una casa possa avere il diritto di sviluppare e commercializzare un proprio prodotto In conclusione, la proliferazione dei diritti di proprità intellettuale “a monte” può ritardare seriamente o impedire lo sviluppo di innovazioni salvavita “a valle”, nello sviluppo di prodotti e applicazioni.

19 Libertà di ricerca e brevetti industriali: questioni aperte
L’entità e la finalizzazione dei finanziamenti pubblici (le malattie orfane) La privatizzazione della ricerca (la necessità di difendere gli investimenti con la brevettazione delle scoperte) La trasformazione delle università in enti sviluppatori di brevetti commerciali L’innesco di comportamenti di eccessiva segretezza nei ricercatori (limiti alla circolazione delle idee) La brevettazione delle risorse naturali (compreso il DNA umano!)


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