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COLUCCIO SALUTATI. Un posto centrale nell'umanesimo civile è occupato da Coluccio Salutati: Umanista nato a Stignano in Val di Nievole nel 1331 e morto.

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1 COLUCCIO SALUTATI

2 Un posto centrale nell'umanesimo civile è occupato da Coluccio Salutati: Umanista nato a Stignano in Val di Nievole nel 1331 e morto a Firenze nel Visse la prima giovinezza (fino al 1351) a Bologna, dove il padre, guelfo, si trovava in esilio per il prevalere della signoria ghibellina in Lucca. Studiò retorica e notariato. Per più di ventanni esercitò il notariato in diversi centri toscani, e fu cancelliere dei comuni di Todi e Lucca. Segretario della cancelleria a Firenze dal 1375 alla morte, fu uno dei maggiori esponenti del cosiddetto Umanesimo fiorentino, caratterizzato da un forte legame con la comunità cittadina e i suoi valori e perciò detto anche Umanesimo civile. In alcune sue lettere con un certo compiacimento contrappone il suo perpetuum negocium al sacerrimum otium musarum. LA VITA

3 Esso elabora un vero e proprio mito di Firenze come erede e continuatrice dei fasti delletà repubblicana romana. Fu amico di tanti umanisti dell epoca e anche di Petrarca e di Boccaccia con i quali ebbe una corrispondenza. In Salutati è piuttosto evidente la continuità con gli atteggiamenti religiosi e morali del Petrarca. Uomo di legge, egli difese con vigore le discipline giuridiche nel De nobilitate legum et medicinae (Sulla nobiltà delle leggi e della medicina, 1399).

4 I suoi trattati sono importanti per comprendere il nuovo clima intellettuale che si profilava con l'umanesimo all'interno di temi e questioni tradizionali. Il secolo e la religione (De saeculo et religione, 1381) è una disputa retorica che esalta la vita religiosa contro i vizi e i peccati di quella mondana. Il fato, la fortuna e il caso (De fato, fortuna et casu, ). La nobiltà delle leggi e della medicina (De nobilitate legum et medicinae, 1399) sviluppa in termini umanistici un tema largamente dibattuto dalla precettistica tradizionale. Il tiranno (De tyranno, 1400) in cui si difende l'interpretazione alighieriana della figura di Caesar. Egli condanna la tirannide, cui contrappone l ideale di libertas (libertà): essa è un dono divino che va difeso anche a costo della vita. Come già il Petrarca, anch'egli desume dagli esempi dell'antichità romana la proposta di una federazione di Stati. LE OPERE

5 Le fatiche di Hercules (De laboribus Herculis), incompiuto, verte sull'interpretazione del mito di Hercules (Ercole) e più in generale sulla poesia: Salutati rivendica, contro il disinteresse della retorica classica, piena autonomia e dignità del genere. Soprattutto importante è il suo vastissimo epistolario, formato prima da quattordici libri poi da cinque. All'interno della tradizione della cancelleria fiorentina segna un deciso superamento della povertà lessicale e del rigido schematismo precedenti. Le lettere, specie quelle di più evidente impianto propagandistico, rivelano il suo attaccamento a Firenze, le sue doti di oratore, polemista accorto, e la tensione morale che con il tempo diventa esplicito magistero.

6 I meriti culturali di Coluccio Salutati furono forse anche superiori a quelli politici. Salutati formò, impiegando gran parte delle sue retribuzioni, una biblioteca di non meno di 100 volumi (c'è chi azzarda 800), collezione molto grande per l'epoca e simbolo del suo fervore culturale. Possedette un manoscritto delle Tragedie di Seneca ricopiato ottimamente di suo pugno con l'aggiunta di Mussatto, antichi esemplari di libri rari nel Medioevo come Tibullo e Catullo, ed una rarissima copia delle Ad familiares, opera per lui fondamentale. Ebbe anche il merito di aver chiamato a Firenze il dotto bizantino Crisalora per un insegnamento pubblico del greco. Scrittore ed oratore esperto, Coluccio attingeva largamente alla letteratura classica, che studiò molto facendo anche importanti scoperte come le epistole Ad familiares di Cicerone che trascrisse nel 1392 e che ribaltarono il concetto medievale di statista romano. I MERITI

7 Inoltre agì attivamente sui classici, suggerendo importanti correzioni secondo i principi della filologia rinascimentale come quella di Scipione Nasica in Scipione Asina nel testo di Valerio Massimo (6,9,II) e fece un'introduzione fondamentale: sostituì la poco chiara grafia gotica con la più leggibile minuscola (molto simile agli odierni caratteri a stampa e dei pc) convinto che fosse la grafia romana. Si trattava invece di quella usata alla corte di Carlomagno, ma, nel secolo della stampa, la sua fu un'introduzione fondamentale. I suoi grandi meriti sono anche evidenziati da quello che scrisse Antonio Loschi, suo avversario politico, ad un oscuro umanista dopo la sua morte: Il salutati, uomo di somma bontà e dottrina, il più grande oratore latino dei nostri tempi, sempre si adoperò soprattutto a infondere nei suoi concittadini tutta la sua cultura e la sua forza…

8 [Dice Platone, anzi è la filosofia stessa a insegnarlo, che i sapienti devono occuparsi dello stato perché i malvagi e i disonesti non s impadroniscano del timone abbandonato, con danno e rovina dei buoni… Cicerone loda e celebra l agricoltura, e giustamente: è infatti onestissima occupazione, ma rivolta solo a interessi privati. Ben più alte sono le opere che giovano a molti.] UN TESTO Salutati ritiene che il saggio abbia l obbligo di darsi alla vita politica e lo ricorda citando Platone: Platonicum, imo ipsius philosophie oraculum est, sapientibus necessariam causam esse capessende reipublice, ne improbis flagitiosisque civibus urbium relieta gubernacula pestem bonis ac perniciem ferant… Laudat et extollit agriculturam Cicero, nec inepte: innocentissimum enim ministerium est; ad privatos tamen privatim spectat. Divitiora autem sunt que pro multis fiunt.


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