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PROGETTO EUROPA 2009 – 2010 FRIULI VENEZIA GIULIA.

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Presentazione sul tema: "PROGETTO EUROPA 2009 – 2010 FRIULI VENEZIA GIULIA."— Transcript della presentazione:

1 PROGETTO EUROPA 2009 – 2010 FRIULI VENEZIA GIULIA

2 LITALIA NELLA UE 1950: nascita della CECA con Belgio,Italia, Francia, Lussemburgo, Olanda e RFT con la Dichiarazione di Schuman seguita dal Trattato di Parigi 1957: aderisce alla CEE/CEEA dopo il Trattato di Roma 1990: aderisce ai Trattati di Schengen 1992: firma il Trattato di Maastricht, nasce l'UE seguono trattati di Amsterdam (1997) e di Nizza (2001) 2002: adotta moneta unica uro 2009: firma il Trattato di Lisbona

3 TRIANGOLO DECISIONALE PARLAMENTO EUROPEO Il parlamento EU è l'assemblea dell'UE, svolge una funzione di controllo ed è l'unica istituzione europea ad essere eletta direttamente dai cittadini. Ha sede ufficiale a Strasburgo ma si riunisce anche a Bruxelles e a Lussemburgo. Esercita 3 poteri fondamentali: potere legislativo, potere di bilancio e potere di controllo democratico. Il parlamento EU approva con il consiglio dei ministri le leggi proposte dalla Commissione EU. PRINCIPALI FUNZIONI DEL PARLAMENTO esercitare il controllo politico della Commissione esaminare le proposte della Commissione e partecipare ai Consigli approvare il bilancio annuale politico sulla comunità nominare un mediatore istituire commissioni temporanee d'inchiesta

4 TRIANGOLO DECISIONALE COMMISSIONE EUROPEA La Commissione EU è una delle istituzioni del triangolo decisionale, è composta da un rappresentante per stato membro che è completamente indipendente dai governi nazionali. La Commissione rappresenta e tutela gli interessi dell'organizzazione nella sua interezza avendo il monopolio del potere legislativo, è responsabile dell'attuazione delle decisioni degli organi legislativi. È attualmente composta da 27 Commissari europei. La commissione è un organo collegiale strutturato all'interno con un'ampia delega di funzioni a singoli commissari che rispondono a 23 direzioni generali divise in politiche, relazioni esterne, servizi generali e servizi interni. Ha sede a Bruxelles.

5 TRIANGOLO DECISIONALE CONSIGLIO EUROPEO CONSIGLIO DELL'UE Il consiglio europeo è un organo composto da capi di Stato degli Stati membri assistiti dai ministri degli Esteri. Analizza periodicamente durante i consigli europei di giugno e dicembre le problematiche principali del processo d'integrazione europea. Ha sede a Bruxelles Al consiglio dell'UE partecipa un ministro per Stato membro a seconda dei temi trattati, è il principale organo decisionale esercitando il potere legislativo e il potere di bilancio, coordina le politiche economiche generali e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Ha sede a Bruxelles

6 COMITATO DELLE REGIONI Il Comitato delle Regioni (CdR) è l'assemblea politia che da voce agli enti regionali e locali nell'elaborazione delle politiche e della legislazione dell'Unione europea. Il Cdr è stato istituito nel 1994 sia per far si che i rappresentanti locali e regionali avessero voce in capitolo nel processo legislativo comunitario, sia poiché si stava facendo strada la preoccupazione che i cittadini restassero fuori dal processo di sviluppo dell'UE, quindi per colmare il distacco creatosi e coinvolgendo in tale processo il livello governativo eletto ad essi più vicino. La Commissione, il Parlamento ed il Consiglio sono tenuti a consultare il CdR ogni volta che vengano avanzate proposte relative a settori con implicazioni a livello regionale o locale. Il CdR è composto da 344 membri provenienti dai 27 Stati membri. Le sue attività si svolgono attraverso sei commissioni distinte, all'interno delle quali i membri esaminano proposte, discutono e organizzano dibattiti per potere poi emettere un parere ufficiale su questioni di importanza essenziale. Successivamente redigono un documento nel quale vengono esposti i punti in cui il Comitato concorda con le proposte della Commissione e i punti che invece andrebbero modificati. I membri del CdR vivono e lavorano nelle proprie regioni e città, costituendo pertanto un tramite diretto tra le opinioni e le esigenze dei loro rappresentanti ed il processo europeo, a cui partecipano in occasione delle riunioni del CdR a Bruxelles.

7 COMITATO ECONOMICO SOCIALE EUROPEO Il CESE (Comitato Sociale ed Economico Europeo) è un organo consultivo dell' Unione Europea fondato nel 1957, e la sua funzione primaria è quella di fornire consulenze qualificate alle maggiori istituzioni UE (Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo) attraverso l'elaborazione di pareri sulle proposte di leggi europee. Uno dei compiti principali del CESE è quello di fungere da ponte tra le istituzione UE e la società civile organizzata stabilendo un dialogo con queste organizzazioni negli stati dell' UE e in altri paesi del mondo. Il CESE dispone inoltre del diritto d' iniziativa, può formulare pareri esplorativi ed assolve il compito di agevolare e promuovere il dialogo civile. È un' Assemblea composta da 344 consiglieri provenienti dai 27 Stati membri dell'Unione Europea. I consiglieri hanno un mandato di quattro anni (rinnovabile), e sono nominati dal Consiglio dell'Unione sulla base di liste redatte dai governi nazionali. La funzione del Comitato consiste nel formulare pareri (circa 150 all'anno). Dal Trattato di Roma (1957) il Comitato può essere consultato dal Consiglio o dalla Commissione europea, e dal Trattato di Amsterdam (1997) il Comitato può essere consultato dal Consiglio, dalla Commissione europea o dal Parlamento europeo (con consultazioni sia obbligatorie sia facoltative).

8 Membri e organi principali del CESE Il CESE è un'Assemblea composta da 3 gruppi: I gruppo - Datori di lavoro : Settori pubblici e privati dell'industria, del commercio e della finanza II gruppo – Lavoratori : Confederazioni sindacali nazionali II gruppo – Attività Diverse : Agricoltori, consumatori, economia sociale, artigiani, professioni liberali. Gli organi decisionali del CESE sono i seguenti: La presidenza L'ufficio di presidenza L'assemblea Gli organi di lavoro del CESE sono i seguenti: Mercato unico, produzione e consumo Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione Agricoltura, sviluppo rurale, ambiente Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale Occupaizone, affari sociali, cittadinanza Relazioni esterne

9 CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UE La corte di giustizia dell'UE ha il compito di garantire l'osservanza del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati fondatori dell'UE, la tutela giurisdizionale è affidata a 3 organi: corte di giustizia, Tribunale e Tribunale della funzione pubblica. La corte è competente a pronunciarsi sui ricorsi di annullamento o per carenza presentati da uno stato membro o da un'istituzione, sui ricorsi per inadempimento contro gli stati membri: questi poteri sono applicati in diverse forme. La corte è composta da 27 giudici assistiti da 8 avvocati generali e ha sede a Lussemburgo.

10 CORTE DEI CONTI La Corte dei conti è un organo di rilievo costituzionale, autonomo ed indipendente da altri poteri dello Stato cui la Costituzione affida importanti funzioni di controllo e giurisdizionali. Il personale della Corte dei conti è costituito da magistrati e da impiegati amministrativi. I magistrati, distinguibili unicamente per le funzioni, sono: il Presidente, il Procuratore Generale, i Presidenti di Sezione, i Consiglieri, i primi Referendari ed i Referendari. Il personale amministrativo è composto da personale dirigente e da personale della ex carriera direttiva, di concetto, esecutiva ed ausiliaria. La Corte dei conti svolge funzioni di controllo e funzioni giurisdizionali nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. Accanto a queste, svolge anche funzioni amministrative (esempio: provvedimenti concernenti lo status economico e giuridico dei propri dipendenti) e consultive (pareri al Governo ed ai Ministri in ordine ad atti normativi e provvedimenti).

11 POLITICA ESTERA E SICUREZZA Oltre ad essere una potenza economica e commerciale sempre più influente, l'UE si è dotata di una propria politica estera e di sicurezza che le consente di parlare e agire con una voce sola sulla scena internazionale. I conflitti regionali scoppiati in Europa e nelle altri parti del mondo all'inizio degli anni '90 e la necessità di combattere il terrorismo internazionale hanno convinto i leader dell'UE a istituire i necessari strumenti diplomatici e d'intervento.

12 Dal Trattato di Maastricht... Il principio di una politica estera e di sicurezza comune (PESC) è stato formalizzato dal trattato di Maastricht nel I paesi dell'Unione avevano riconosciuto da tempo la necessità di agire collettivamente sul fronte della politica estera e della difesa. Con il Trattato di Maastricht, firmato nel 1992, la cooperazione politica ha trovato espressione attraverso il perseguimento dei seguenti obiettivi comuni: la salvaguardia dei valori comuni, degli interessi fondamentali, dell indipendenza e dellintegrità dellUnione in conformità con la carta delle Nazioni Unite il rafforzamento con ogni misura possibile dellUnione il mantenimento della pace ed il rafforzamento della sicurezza internazionale in conformità con la carta delle Nazioni Unite la promozione della cooperazione internazionale lo sviluppo ed il consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

13 Istituzioni della PESC Le istituzioni che gestiscono la PESC sono: Il Consiglio europeo, che definisce i principi e gli orientamenti generali Il Consiglio dell Unione Europea, che sulla base degli orientamenti forniti dal Consiglio europeo, prende le decisioni necessarie per la definizione e la messa in opera della PESC La Politica estera di sicurezza (PESD) è considerata l'elemento più significativo della PESC

14 BANCA CENTRALE EUROPEA La banca centrale europea (BCE) è la banca incaricata dell'attuazione della politica monetaria per i 16 paesi dell'UE che hanno aderito all' (zona euro). La sede è a Francoforte sul Meno (Germania). Scopo principale della banca è quello di mantenere sotto controllo l'andamento dei prezzi; esercita infatti il controllo dell'inflazione nell'area dell' contenendo il tasso d'inflazione a un livello inferiore del 2%

15 TRATTATI DELLUNIONE EUROPEA Il trattato di Roma, che istituisce la Comunità economica europea (CEE), firmato a Roma il 25 marzo 1957 ed entrato in vigore il 1º gennaio Il trattato di Maastricht, del 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1º novembre 1993, ha cambiato la denominazione della Comunità economica europea in Comunità europea. Ha inoltre introdotto nuove forme di cooperazione tra i governi degli Stati membri, ad esempio nel settore della difesa e in quello della giustizia e affari interni. Aggiungendo questa cooperazione intergovernativa il trattato di Maastricht ha creato una nuova struttura a tre pilastri, che è sia politica che economica: si tratta dellUnione europea (UE). Il trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio 2001 è entrato in vigore il 1º febbraio 2003, si è occupato delle riforme istituzionali necessarie per garantire il buon funzionamento delle istituzioni una volta effettuato lallargamento a 25 Stati membri a 27. Il Trattato di Lisbona è stato firmato il 13 dicembre I suoi obiettivi principali consistono nel rendere lUE più democratica per soddisfare le aspettative dei cittadini europei parlando di affidabilità, apertura, trasparenza e partecipazione, nonché di rendere lUE più efficiente e in grado di far fronte ai problemi globali odierne quali il cambiamento climatico, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile. L'obiettivo posto a Lisbona è molto ambizioso e si propone, in dieci anni, di far divenire l'Europa "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale."

16 Obiettivi del Trattato di Maastricht rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni; rendere più efficaci le istituzioni; instaurare un'unione economica e monetaria; sviluppare la dimensione sociale della Comunità; istituire una politica estera e di sicurezza comune. Obiettivi del Trattato di Lisbona innovazione e imprenditorialità; riforma del welfare e inclusione sociale; capitale umano e riqualificazione del lavoro; uguali opportunità per il lavoro femminile; liberalizzazione dei mercati del lavoro e dei prodotti; sviluppo sostenibile; Sintesi dei trattati più importanti per l'Unione Europea

17 partito tutto dalla riflessione sulle ultime elezioni del P.E. (2009) – astensionismo dalla partecipazione al voto come in Italia, discontento a livello comunitario verso le istituzioni, lontane dalle problematiche di ogni giorno l'iniziativa desidera favorire la conoscenza e attirare l'attenzione dei giovani di oggi per vivere un futuro da cittadini comunitari PROGETTO EUROPA

18 Il nostro Istituto ha partecipato al Progetto con la classe IVD e con il Laboratorio Permanente sulla Cittadinanza Europea che dalla sua istituzione partecipa a iniziative a livello europeo e si occupa di varie tematiche. Collabora in modo efficace con il Parlamento Europeo degli Studenti (PES). PARTECIPANTI

19 conferenza sul Trattato di Lisbona con lass. Seganti e il cons. Ritossa conferenza su alcool e droga con il cons. Ritossa, il dott. Fiore (SerT – GO) e la Polizia di Stato intervento del dott. Edgardo Maria Iozia (membro del CESE – II gruppo) per Your Europe Your Say ATTIVITA' SVOLTE

20 ARGOMENTO DI INTERESSE tra i tre temi proposti: TEMA 2 L'educazione per la sicurezza stradale rivolta ai giovani nei Paesi dell'UE. Normativa, prevenzione, repressione, responsabilizzazione. I danni causati da alcool e droga

21 partendo dal parere redatto dal CESE abbiamo discusso e approfondito il tema ALCOOL e DROGA molto sentito da tutte le istituzioni soprattutto per quanto concerne la sicurezza stradale rivolta ai giovani, elaborando tre emendamenti sulla strategia comunitaria per ridurre i danni derivanti dal consumo di alcool. LAVORO SVOLTO

22 SICUREZZA STRADALE in EU una persona su 80 perde la vita a causa di incidenti stradali il trasporto su strada è il più pericoloso paga in termini di vite umane PRINCIPALI CAUSE velocità eccessiva mancato uso della cintura di sicurezza assunzione di alcool e/o droghe PROGRAMMA D'AZIONE EUROPEO - Commissione l'UE fissa l'obiettivo di dimezzare il numero di morti entro il 2010 ( morti) campi d'azione incoraggiare gli utenti ad un migliore comportamento sfruttare il progresso tecnologico migliorare le infrastrutture stradali sottoscrizione di una Carta Europea della sicurezza stradale in Italia il problema riguarda i giovani (20% di decessi tra 15/17 anni)

23 ALCOOL in EU all'anno muoiono persone a causa dell'abuso di alcool 25% dei decessi è tra i giovani di 15/29 anni è un problema sanitario e sociale fondamentale in tutta l'EU parte del mondo più bevitrice analisi C.E: analisi d'impatto - in Europa: 50% cittadini fa uso di alcool - in economia: commercio di alcool incide con 9 mld sul bilancio totale - consumo: 11 L l'anno negli adulti, 18/20 L l'anno negli adolescenti (binge drinking) - problemi derivanti: alcolismo e tumori Alcool, il killer del Nord-Est FVG: alti tassi di mortalità per tumori dovuti all'abuso di alcool

24 YEYS – Your Europe Your Say progetto dell'EuroLab dell'Istituto con le informazioni forniteci dal CESE su come si redige un emendamento sono stati redatti tre emendamenti sulla strategia comunitaria per ridurre i danni derivanti dal consumo di alcool -pubblicità e promozione dell'alcool (5.23) -contromisure, prevenzione, educazione (7.3.1) -alcool sul posto di lavoro (5.20)

25 Testo del parere Il CESE invita datori di lavoro, sindacati, enti locali ed altre organizzazioni ad affrontare la questione più seriamente e a cooperare per ridurre i danni alcol- correlati sul luogo di lavoro. Negli Stati membri esistono esempi di cooperazione stretta e a lungo termine tra le parti sociali allo scopo di creare ambienti di lavoro liberi dall'alcol. Emendamento proposto dalla scuola Il CESE invita datori di lavoro, sindacati, enti locali ed altre organizzazioni ad affrontare la questione più seriamente tramite unanalisi minuziosa delle varie realtà lavorative e a cooperare per ridurre i danni alcol-correlati, indiscutibilmente frequenti, sul luogo di lavoro. Negli Stati membri esistono esempi di cooperazione stretta e a lungo termine tra le parti sociali allo scopo di creare ambienti di lavoro liberi dall'alcol. ESEMPIO DI EMENDAMENTO (5.20)

26 Motivazione Limpegno alla salvaguardia della fascia dei lavoratori è fondamentale sia al mantenimento della serenità sul luogo di lavoro sia della produttività. Secondo OMS (organizzazione mondiale sanità) tra il 10 e 30% di infortuni sul lavoro sono causati dallabuso di bevande alcoliche che oltre a diventare un rischio per le persone in questione in alcuni casi lo diventano anche per gli altri lavoratori. Perciò il dialogo tra le diverse parti sociali diventa fondamentale per diminuire al massimo se non, in una prospettiva più ottimistica, eliminare del tutto, i casi di lavoratori che nonostante leffetto degli alcolici si presentano sul luogo di lavoro. Tramite le discussioni tra le diverse parti si spera di poter arrivare a compromessi che possano favorire il conseguimento di soluzioni concrete. Questi spiacevoli incidenti possono essere ovviati anche da controlli puntuali e severi che, anche se potrebbero causare limpiego di risorse economiche considerevoli, sono fondamentali per evitare assenteismi e incidenti in prospettiva dellaumento della produttività e della qualità del lavoro.

27 DROGA assumere droghe comporta gravi rischi per la salute l'UE ha previsto entro il 2012 misure intese a ridurre domanda e offerta di stupefacenti lotta alla narcocriminalità le attuali politiche sulle droghe hanno fatto solo danni l'EU si avvia lentamente a politiche più liberali sulle droghe in quanto il rapporto Reuter Trautmann (ricerca sull'impatto della droga negli ultimi 10 anni) non ha dato risultati efficienti rafforzare l'approccio della riduzione del danno

28 CONCLUSIONI SICUREZZA STRADALE non bere alcolici e/o assumere stupefacenti (limite legale alcool 0.5 g/L) allacciare sempre le cinture di sicurezza rispettare i limiti di velocità prestare sempre la massima attenzione ALCOOL bere alcool senza esagerare rispettando il tasso alcolemico in caso di guida in caso di alcolismo rivolgersi a A.A. e C.A.T. DROGA la voglia di evadere non comporta l'assunzione di stupefacenti in caso di dipendenza rivolgersi al SerT o a centri specializzati nel recupero misure più rigide nei confronti di pusher e trafficanti molta attenzione è riservata ai giovani, predisposti a bere e ad assumere droghe facilmente, nonché guidare in condizioni non ottimali

29 RIFLESSIONI l'alcool... un tema vicino ai giovani... che hanno saputo vedere con gli occhi dei grandi analizzando il problema alla radice in ogni campo possibile mettendosi nei panni dei giovani del futuro un'esperienza che ci ha aperto gli occhi sul futuro, che ci ha permesso di metterci in gioco... di far vedere che anche NOI abbiamo un'opinione, forte, che vogliamo far sentire

30 LA GARA Il Progetto Cinema dell'Istituto ha realizzato un video sulla sicurezza stradale dopo aver assunto alcool LA GARA [vedere video in allegato]

31 VIAGGIO A BRUXELLES A conclusione del Progetto, quattro studenti hanno partecipato al viaggio a Bruxelles dove hanno visitato il Parlamento, il Comitato delle Regioni, e la città stessa. ESPERIENZA UNICA

32 I.S.I.S. MICHELANGELO BUONARROTI MONFALCONE classe IV D docente tutor: prof.ssa Battistutti si ringrazia: proff. Giovannardi e Soranzio


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