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Modulo Insegnanti II incontro II incontro Modulo Insegnanti II incontro II incontro.

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Presentazione sul tema: "Modulo Insegnanti II incontro II incontro Modulo Insegnanti II incontro II incontro."— Transcript della presentazione:

1 Modulo Insegnanti II incontro II incontro Modulo Insegnanti II incontro II incontro

2 Pro&Contro delle fonti energetiche II.1

3 Fonti non rinnovabili: il Carbone ProContro Produce molta energiaNon è rinnovabile: risorse stimate 200 anni Può essere trasportato facilmenteÈ la fonte fossile che inquina di più laria: forte contributo allaumento delleffetto Può essere conservato facilmentePrincipale responsabile della formazione di piogge acide (alto contenuto di zolfo e azoto) Facile utilizzo: processo di combustione Estrazione in miniera molto pericolosa per la vite e la salute delluomo Basso costo per evoluzione tecnologiePrezzo molto variabile sul mercato

4 II.1 Fonti non rinnovabili: il Gas naturale ProContro Produce molta energiaNon è rinnovabile: risorse stimate 65 anni Può essere trasportato facilmenteInquina: forte contributo allaumento delleffetto Può essere conservato facilmentePrezzo molto variabile sul mercato Facile utilizzo: processo di combustione Giacimenti presenti per il 73% in Russia e Medio Oriente Basso costo per evoluzione tecnologieInstabilità geopolitica (guerre per lapprovvigionamento) È la fonte fossile che inquina di meno laria

5 II.1 Fonti non rinnovabili: il Petrolio ProContro Produce molta energiaNon è rinnovabile: risorse stimate 35 anni Può essere trasportato facilmenteInquina: forte contributo allaumento delleffetto serra Può essere conservato facilmenteContribuisce alla formazione di piogge acide Facile utilizzo: processo di combustione È la fonte fossile che inquina di più il mare e la terra (industria petrolchimica) Basso costo per evoluzione tecnologiePrezzo molto variabile sul mercato Instabilità geopolitica (guerre per lapprovvigionamento)

6 II.1 Fonti non rinnovabili: il Nucleare ProContro Produce molta energiaNon è rinnovabile Non contribuisce allaumento delleffetto serra Scorie radioattive da stoccare per centinaia di anni Costi e tempi molto alti per la bonifica e dismissioni degli impianti Estrema pericolosità del sistema produttivo Instabilità geopolitica (guerre per lapprovvigionamento)

7 II.1 Fonti rinnovabili: il Sole ProContro È una fonte energetica rinnovabile, praticamente inesauribile Non è costante: dipende dalle condizioni meteorologiche Non inquinaÈ abbondante nei momenti di minor richiesta energetica (elettricità e calore) È gratuitaLe tecnologie fotovoltaiche hanno una bassa resa energetica Le tecnologie per la produzione di calore (solare termico) hanno un basso costo Non è trasportabile e difficilmente stoccabile

8 II.1 Fonti rinnovabili: il Vento ProContro È una fonte energetica rinnovabile, praticamente inesauribile Non è costante: dipende dalle condizioni meteorologiche Non produce emissioni inquinantiCrea impatti sul paesaggio È gratuitaHa una resa energetica bassa Solo in alcune zone geografiche spirano venti favorevoli al processo Non è trasportabile e difficilmente stoccabile

9 II.1 Fonti rinnovabili: lAcqua ProContro È una fonte energetica rinnovabile, praticamente inesauribile Produce modificazioni degli equilibri idrogeologici ed ecosistemici naturali Non produce emissioni inquinantiCrea impatti sul paesaggio Ha un buon rendimento nella produzione di energia Può essere sfruttata solo in alcune zone geografiche (dislivelli altimetrici) Le tecnologie per la produzione sono ben sviluppate e poco costose

10 II.1 Fonti rinnovabili: la Geotermia ProContro È una fonte energetica rinnovabile, praticamente inesauribile Gli impianti per la produzione di energia elettrica sono molto rumorosi Produce poche emissioni inquinantiCrea impatti sul paesaggio Ha un buon rendimento nella produzione di energia Può essere sfruttata solo in alcune zone geografiche (zone vulcaniche) È sempre disponibile: 24 ore su 24, 365 giorni lanno

11 II.1 Fonti rinnovabili: le Biomasse ProContro Sono una fonte energetica rinnovabile, praticamente inesauribile Possono soddisfare solo una piccola parte dei fabbisogni energetici Producono poche emissioni inquinantiSono adatte ad usi locali Hanno un buon rendimento nella produzione di energia La produzione di energia da rifiuti organici genera malessere e conflitti nelle comunità Hanno costi più bassi rispetto ai comuni combustibili fossili Le tecnologie per la produzione sono ben sviluppate e poco costose

12 II.2 Inquinamento locale e globale

13 II.2 Combustibili fossili e inquinamento Lutilizzo di combustibili fossili per la produzione di energia è dannoso per lambiente Globale Leffetto dellinquinamento interessa tutto il pianeta (aumento delleffetto serra) o gran parte di esso Locale Leffetto dellinquinamento interessa un particolare ambiente (fiume Po) o una regione geografica (Pianura Padana) Carbone, petrolio e gas naturale oltre ad essere delle fonti non rinnovabili in via di esaurimento, sono molto inquinanti. A seconda della vastità dellarea interessata, linquinamento prodotto può essere: Tutte le fasi della produzione energetica mediante combustibili fossili, dallestrazione delle fonti, al trasporto, alla lavorazione fino alla combustione, hanno come conseguenza una degradazione dellaria, dellacqua e del suolo

14 ATMOSFERA TERRA II.2 Che cosa è leffetto serra Leffetto serra è quel naturale fenomeno che assicura allatmosfera del pianeta Terra di avere una temperatura media tale da permettere lesistenza della vita I raggi del Sole arrivano sulla sommità dellatmosfera, parte di essi vengono riflessi ed altri vi penetrano arrivando sulla superficie terrestre. Nellatmosfera sono presenti dei gas, detti ad EFFETTO SERRA, che trattengono una parte dei raggi riflessi dalla Terra. Questo fenomeno proprio come in una serra fa aumentare la temperatura. Il principale gas ad effetto serra è lANIDRIDE CARBONICA (CO 2 )

15 II.2 +CO 2 … +effetto serra Negli ultimi 200 anni, dall'inizio dell'industrializzazione, la concentrazione della CO 2 nellatmosfera è aumentata. Questo ha provocato un aumento delleffetto serra. Bruciando carbone, petrolio e gas naturale per produrre energia, liberiamo nellatmosfera la CO 2. Altri gas ad effetto serra: Vapore acqueo Metano (CH 4 ) Protossido di azoto (N 2 O) Esafluoruro di zolfo (SF 6 ) Perfluorocarburi (CF 4 ) anni correlazione con il consumo di combustibili fossili e con una crescente opera di deforestazione. Vi sono altri gas ad effetto serra, ma la CO 2 è responsabile da sola di più del 50% dell aumento delleffetto serra Concentrazione della CO 2 nellatmosfera La concentrazione di CO 2 in atmosfera è passata da 280 ppm, valore riscontrato allinizio della rivoluzione industriale, a 380 ppm dei giorni nostri. Tale crescita viene messa in diretta

16 II.2 Un pianeta ammalato La CO 2 trattiene i raggi solari riflessi dalla Terra nellatmosfera, provocando un aumento della temperatura media del pianeta. Negli ultimi 120 anni la temperatura media del pianeta è salita da 14,9°C a 15,4°C. Se questa tendenza dovesse continuare si prevede per i prossimi cento anni un ulteriore aumento di 2-3°C. Tale aumento sta provocando dei cambiamenti climatici nel nostro pianeta Laumento della temperatura provoca lo scioglimento dei ghiacci polari, questo fenomeno provoca un innalzamento del livello medio del mare, che è salito tra i 10 e i 20 cm negli ultimi 100 anni. Se dovesse continuare a salire, spiagge e zone costiere verrebbero spazzate via e città costiere come Venezia verrebbero allagate. Si verificano dei cambiamenti anche sulla terraferma, i deserti si espandono, diminuiscono le foreste e vaste zone fertili diventano aride. Aumentano gli eventi climatici estremi come URAGANI e TEMPESTE, in inverno non nevica e destate piove! La Terra ha la febbre!

17 II.2 Il protocollo di Kyoto Per cercare di fermare laumento delleffetto serra e i conseguenti cambiamenti climatici, dagli anni 70 scienziati e capi di governo dei vari stati del mondo, hanno cominciato a studiare e lavorare tutti insieme per cercare delle soluzioni… … nel 1997 a Kyoto (Giappone) si è svolta una conferenza mondiale sul clima, alla quale hanno partecipato circa diecimila persone. In tale sede è nato il Protocollo (detto di Kyoto)… … esso indica gli obiettivi internazionali per la riduzione di sei gas cosiddetti ad effetto serra (in particolare la CO 2 ), ritenuti responsabili del riscaldamento globale del pianeta… …l'obiettivo fissato è una riduzione media del 5,2% (di più per chi inquina molto, meno per chi inquina poco) dei livelli di emissione del 1990, nel periodo Lobiettivo per lItalia è la riduzione del 6,5% delle emissioni di CO 2 rispetto ai valori del Il protocollo è entrato in vigore il 16 febbraio 2005

18 II.2 Inquinamento locale: laria Per cucinare, riscaldarci, far muovere automobili e motorini, bruciamo direttamente o indirettamente combustibili fossili. La combustione produce inquinamento atmosferico. Grandi sorgenti fisse: industrie, centrali termoelettriche ed inceneritori Piccole sorgenti fisse: gli impianti per il riscaldamento domestico Sorgenti mobili, cioè il traffico veicolare Oltre alla produzione di CO 2 i processi di combustione provocano limmissione nellatmosfera di diverse sostanze inquinanti Anidride solforosa (SO 2 ) Ossidi di azoto (NOx) Monossido di carbonio (CO) Ozono troposferico (O 3 ) Polveri sottili (PM10)

19 II.2 Inquinamento locale: lacqua La ricerca, lestrazione ed il trasporto di petrolio e gas naturale causano gravi danni allecosistema marino. La ricerca e lestrazione di petrolio e gas naturale in mare aperto sono precedute dal dragaggio, che danneggia il fondale marino e le alghe. Il petrolio viene trasportato principalmente via mare per mezzo di petroliere, gli incidenti hanno spesso prodotto lo sversamento in mare di enormi quantità di idrocarburi, danneggiando i fragili ecosistemi marini. Anche la trasformazione del petrolio nellindustria petrolchimica produce un elevato inquinamento dellacqua, ed è un attività ad alto rischio di incidenti che spesso ha provocato lintossicazione o la morte di diverse persone.

20 II.2 Inquinamento locale: il suolo Tutte le fasi di produzione e trasporto dei combustibili fossili, hanno un forte impatto sul suolo e sul paesaggio. Lattività mineraria necessaria per estrarre il carbone dal sottosuolo, oltre a produrre trasformazioni irreversibili del paesaggio, è di elevata pericolosità per la vita delluomo. Anche gli oleodotti e gasdotti hanno un forte impatto sullambiente, e si possono verificare delle fuoriuscite di combustibile. Lestrazione di gas naturale dal sottosuolo favorisce la subsidenza del terreno (movimento di sprofondamento lento di unarea), il che può danneggiare lecosistema, i corsi dacqua, la rete idrica e fognaria e causare cedimenti nelle fondamenta degli edifici.

21 II.3 Risparmio ed efficienza energetica

22 quantità di energia risparmiata, determinata con una misurazione o una stima dei consumi prima e dopo l'attuazione di un miglioramento dellefficienza energetica rapporto tra i risultati in termini di rendimento, servizi, merci o energia e l'immissione di energia Definizione UE - Dir. 2006/32/CE incremento dellefficienza degli usi finali dellenergia, risultante da cambiamenti tecnologici, comportamentali e/o economici qualsiasi forma di energia commercialmente disponibile, inclusi elettricità, gas naturale (compreso il gas naturale liquefatto), e il gas di petrolio liquefatto, qualsiasi combustibile da riscaldamento o raffreddamento, compresi il teleriscaldamento e il teleraffreddamento, carbone e lignite, torba, carburante per autotrazione (ad esclusione del carburante per l'aviazione e di quello per uso marina) e la biomassa. Efficienza degli usi finali dell'energia II.3DefinizioniDefinizioni RISPARMIO ENERGETICO ENERGIA EFFICIENZA ENERGETICA MIGLIORAMENTO EFFICIENZA ENERGETICA

23 Nelle centrali termoelettriche, generalmente grazie alla combustione di una fonte non rinnovabile, vengono raggiunte alte temperature per vaporizzare e pressurizzare lacqua da convogliare nelle turbine (circa 1000°C). La quantità di corrente elettrica prodotta però, è pari a meno della metà del calore utilizzato (rendimento centrale a olio combustibile: circa 35%, rendimento centrale turbogas a ciclo combinato: circa 45%). Tutto il resto si è disperso come calore nelle torri di raffreddamento, nei vari moduli dellimpianto, nei condotti. La corrente elettrica prodotta, viene immediatamente immessa nella rete di distribuzione nazionale. In questo percorso, per la natura dei materiali utilizzati come mezzo di trasmissione (Legge di Ohm, elettrolisi) e delle corrente elettrica (onde elettromagnetiche), parte dellenergia in transito si disperde (quasi il 10%). Giunta finalmente nelle nostre case, lelettricità viene utilizzata ad esempio da lavatrici, lavastoviglie, scalda bagni elettrici, ecc. Le resistenze di questi elettrodomestici sono attraversate dalla corrente elettrica e si surriscaldando. Il calore è ceduto allacqua degli impianti, fornendoci una temperatura di esercizio finale in definitiva molto bassa (40° - 90°C). Siamo partiti da una fiamma capace di generare una temperatura di 1000°C per riscaldare dellacqua a 40-80°C. II.3 Un controsenso termodinamico

24 M.Pallante: Ho un secchio bucato e voglio riempirlo con dellacqua usando una bottiglia (1 litro). Ovviamente il secchio perde dai buchi! Cosa posso fare? Sostituisco la bottiglia con un bicchierino (0,33 ml)? Con un bottiglione (5 litri)? O provo a chiudere i buchi del secchio? Quanto mi costano queste azioni? Quanto risparmierò domani? Quanto dovrò lavorare in futuro per riempire il secchio? Con quale tecnologia lo riempio? Le mie azioni sono sostenibili per lambiente? POSSIAMO PARAGONARE: lacqua nel secchio allenergia primaria richiesta dal sistema energetico, la bottiglia alle centrali termoelettriche che immettono elettricità nel sistema e alluso diretto di combustibili fossili, il bicchierino alle attuali tecnologie che utilizzano fonti rinnovabili, il bottiglione ad un aumento e potenziamento di centrali termoelettriche (a gas, carbone e nucleare) e delle reti di distribuzione dei combustibili. La risposta più logica non può che essere quella di chiudere i buchi del secchio (la materia attraversata dal flusso energetico acqua) e quindi indirizzarsi verso una riduzione dei consumi ed il miglioramento dellefficienza nelluso finale dellenergia. Un secchio bucato II.3

25 68 % - Riscaldamento 16 % -Usi elettrici obbligati (illuminazione 3%) 11 %-Acqua Sanitaria 5 %-Uso cucina Negli edifici usiamo energia per cucinare, illuminare e soprattutto riscaldare gli ambienti interni e lacqua potabile (quasi l80% del totale). Molti sprechi sono generati dalluso di apparecchiature elettriche ed elettroniche poco efficienti e da cattive abitudini delle persone, ma se ledificio non è ben isolato, assistiamo ad una inevitabilmente dispersione di calore dalle mura, dalle finestre, dalle porte, dal tetto, dalle fondamenta, ecc. II.3 Consumi finali - Residenziale

26 variazione II.3 Consumi finali - Residenziale

27 II.3 Il risparmio energetico in casa Il risparmio energetico attuato dai singoli consumatori può contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti, e nello stesso tempo tagliare la spesa energetica delle famiglie È possibile risparmiare fino al 50% dellenergia utilizzata nella propria casa, scegliendo con oculatezza le apparecchiature che dobbiamo acquistare e adottando alcuni semplici accorgimenti nel nostro stile di vita quotidiano. Per contribuire a salvaguardare lambiente risparmiando energia (e denaro!) Quali impianti e apparecchiature consumano di più in casa? 1) Impianto di riscaldamento 2) Condizionatore 3) Frigorifero e congelatore 4) Lavatrice 5) Lavastoviglie 6) Lampade per lilluminazione 7) Forno cucina 8) Scaldabagno 9) Televisore, videoregistratore, lettore cd, computer, ecc.

28 Climatizzazione Cogenerazione: produzione combinata di calore ed elettricità Analisi termografica edificio (giallo > caldo/freddo < blu) Sfruttamento della radiazione solare con utilizzo della vegetazione come schermo Orientamento e Forma delledificio fonte: fonte: fonte: Uso diffuso delle risorse locali II.3 Efficienza energetica in edilizia Impianto integrato eolico - termico - fotovoltaico Isolamento delledificio ed uso di materiali ecologici

29 STIMA CONSUMI TERMICI - stanza 1.stima kWh termici consumati in un anno media consumi annuali x superficie complessiva abitazione 180 kWh/m 2 x 25 m 2 = 4500 kWh 2.stima kg combustibile consumati in un anno kWh consumati in un anno / p.c.i. combustibile utilizzato 4500 kWh / 9,6 kWh/mc = 469 mc = 335 kg di metano tipologia appartamento condominio anni 70 abitazione al 3° piano di 4 riscaldamento autonomo (caldaia a metano basso rendimento) due lati liberi esposti a N e W a.Gasolio: 1 kg = 43 MJ = 11,86 kWh b.Gpl: 1 kg = 46 MJ = 12, 79 kWh c.Metano: 1 kg = 48 MJ = 9,59 kWh d.legno: 1 kg = 17 MJ = 4.65 kWh Potere Calorifero Inferiore (p.c.i.) cambustibili più utilizzati gasolio: 1 kg = 1,2 l gpl: 1 kg = 1,8 l metano: 1 kg = 1,4 m 3 CO 2 : 1 kg = 0,5 m 3 N II.3 Stima consumi negli edifici

30 kg combustibile consumati in un anno kWh elettrici consumati in un anno STIMA CONSUMI ELETTRICI 1.Stima uso elettricità illuminazione Totale Watt lampade x media ore di accensione al giorno 80 W x 5 h = 400 Wh = 0,4 kWh 0,4 kWh x 365 giorni = 146 kWh 2.Stima uso apparecchi elettrici ed elettronici Watt richiesti dallelettrodomestico x stima ore giornaliere portatile 50 W x 2 h = 100 Wh = 0,1 kWh 0,1 kWh x 200 giorni = 20 kWh frigorifero 90 W x 24 h = 2160 Wh = 2,16 kWh 2,16 kWh x 365 giorni = 788 kWh Fattori Conversione (Metodo IPPC) Gasolio:1kg = 3,13 kg CO 2 Gpl:1 kg = 2,89 kg CO 2 Metano:1 kg = 2,7 kg CO 2 Elettricità: 1 kWh = 0,5 kg CO kg di CH 4 x 2,7 kg di CO 2 =904,5 kg 146 kWh x 0,5 kg di CO 2 = 73 kg kg CO 2 prodotti m 2 foresta 977, II.3 Stima consumi negli edifici

31 Attualmente il settore dei trasporti è senza dubbio legato direttamente o indirettamente al petrolio e al carbone fossile. Dalle fonti fossili derivano le gomme dei pneumatici, la plastica del cruscotto, il nylon delle tappezzerie interne, lacciaio del telaio, i combustibili che vengono bruciati nel motore, ecc. Nel 1971 circolavano di veicoli e 26 persone su 100 si recavano a lavoro in auto. Oggi circolano di veicoli e 72 persone su 100 si recano a lavoro in auto II.3 Consumi finali - Trasporti In Italia l88% delle merci è trasportata su gomma (camion e furgoni) e la maggior parte delle persone per spostarsi e viaggiare utilizza lauto privata

32 II.3 Consumi finali - Trasporti

33 II.3 Risparmio energetico nei Trasporti Andare a piedi per percorrere brevi tragitti Utilizzare la bicicletta… ne esistono anche a pedalata assistita che permettono di fare meno fatica! Per gli spostamenti in città utilizzare autobus e metropolitana Viaggiare in treno e in nave, inquinano meno! Condividere lautomobile con amici o parenti (Car pooling e Car sharing) Cosa si può fare per ridurre lutilizzo dellautomobile? Car pooling Colleghi di lavoro, compagni di scuola e amici utilizzano una sola auto per spostarsi insieme. In questo modo le emissioni inquinanti vengono ridotte di 3 o 4 volte, e permette di risparmiare soldi, tempo e stress! Car sharing E un sistema di autonoleggio self service che mette a disposizione alcune auto, in ogni ora del giorno e della notte. Gruppi di persone si associano per condividere alcuni veicoli. Grazie al car sharing la tua famiglia, potrebbe possedere una macchina senza doverla comprare! … e come utilizzarla meglio quando non se ne può fare a meno Non schiacciare troppo forte lacceleratore alla partenza! Premere sull'acceleratore in modo fluido e cambiare marcia tra i 2 ed i 3 mila giri del motore Fuori città viaggiare intorno ai 90km/h utilizzando la quinta marcia Andare in autostrada a 110 km/h anziché a 130 fa risparmiare il 20% del carburante senza sensibili variazioni di tempo

34 Oggi le industrie hanno ottimizzato i loro processi di produzione. Ma se da un lato si riesce a consumare meno energia per tessere un metro di tessuto, da laltro vengono prodotti sempre più vestiti. II.3 Consumi finali - Industria Il settore industriale consuma energia sia per produrre la maggior parte degli oggetti di cui disponiamo, sia per lestrazione e la distribuzione delle materie prime necessarie a realizzarli. I consumi energetici hanno un grande peso nei bilanci economici di unindustria, ripercuotendosi inevitabilmente sul prezzo finale delle merci. Questo ha sempre determinato una costante ricerca di nuove tecnologie e metodi innovativi che fossero capaci di ridurre le spese. Per la maggior parte dei casi non è la produzione dei beni a richiedere uneccessiva quantità di energia, ma leccesso di consumo di beni spesso superflui.

35 SISTEMA DI ECOGESTIONE E AUDIT - Il regolamento EMAS è uno strumento volontario di politica ambientale, volto a promuovere costanti miglioramenti delle prestazioni ambientali delle organizzazioni di tutti i settori (pubblici e privati). introduce e attua: Sistemi di Gestione Ambientale; valutazioni obiettive e periodiche di tali sistemi; formazione e partecipazione attiva dei dipendenti delle organizzazioni; informazione del pubblico e delle altre parti interessate. consumo etico, critico, responsabile e sostenibile MARCHIO DI QUALITÀ ECOLOGIA - Istituito nel 1992, il marchio EcoLabel è un sistema di certificazione creato per aiutare i consumatori europei a scegliere prodotti e servizi più ecologici e più rispettosi per lambiente. Finora sono state rilasciate circa 250 licenze che riguardano vari prodotti (prodotti per la pulizia, carta, elettrodomestici, vestiti, strutture turistiche, lubrificanti) FAIR TRADE - Il Commercio Equo&Solidale è una partnership economica basata sul dialogo, il rispetto e la trasparenza. Mira ad una maggiore equità tra Nord e Sud del mondo. Attraverso il commercio di prodotti alimentari ed artigianali, il Commercio Equo cerca di garantire ai piccoli produttori del Sud del mondo un accesso diretto al mercato, equità della retribuzione dei loro prodotti, difesa dei diritti dei lavoratori, delle donne, dei bambini e la tutela dellambiente. LCA - CICLO DI VITA - Il Life Cycle Assessment (LCA) è uno strumento quantitativo per la valutazione ambientale dei processi produttivi. Lobiettivo generale di una LCA è valutare gli impatti ambientali associati alle varie fasi del ciclo di vita di un prodotto (dalla culla alla bara), nella prospettiva di individuare possibili miglioramenti al ciclo produttivo. LLCA risulta efficace se vogliamo confrontare dal punto di vista ambientale due prodotti simili. GRUPPI di ACQUISTO SOLIDALE - Un gruppo dacquisto e' formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare allingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. I criteri che guidano la scelta dei fornitori (pur differenti da gruppo a gruppo) in genere sono all'insegna della qualità del prodotto (locali, agricoltura biologica, biodinamica), dell'impatto ambientale e degli imballaggi a rendere. II.3 Industria - consumatori

36 I IV II IMB III II.3 Consumi finali - Industria

37 II.3 Consumi finali - Industria


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