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IL CONSENSO INFORMATO E IL RUOLO DEL PERSONALE SANITARIO NELLE VACCINAZIONI.

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Presentazione sul tema: "IL CONSENSO INFORMATO E IL RUOLO DEL PERSONALE SANITARIO NELLE VACCINAZIONI."— Transcript della presentazione:

1 IL CONSENSO INFORMATO E IL RUOLO DEL PERSONALE SANITARIO NELLE VACCINAZIONI

2 PRINCIPIO PROFESSIONALE Il medico nel rapporto con il cittadino deve improntare la propria attività professionale al rispetto dei diritti fondamentali della persona Capo I, Art. 17 del Codice di Deontologia Medica, approvato dal Consiglio Nazionale FNOMCeO il

3 Carta costituzionale art. 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessuna caso violare i limiti imposti dal rispetto dela persona umana

4 Legge 833/78 art. 33 Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari. Gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori di cui ai precedenti commi devono essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi vi è obbligato.

5 Convenzione Europea di Bioetica (Legge 145/2001) Capitolo II Consenso articolo 5 - Regola generale Nessun intervento in campo sanitario può essere effettuato se non dopo che la persona a cui esso è diretto vi abbia dato il consenso libero e informato. Questa persona riceve preventivamente uninformazione adeguata riguarda sia allo scopo e alla natura dellintervento, che alle sue conseguenze e ai suoi rischi. La persona a cui è diretto lintervento può in ogni momento ritirare liberamente il proprio consenso.

6 1957 STATI UNITI – per la prima volta in un caso giudiziario fu sancito il passaggio DA -il solo CONSENSO del paziente (era già un obbligo allepoca) A -l INFORMED CONSENT (consenso informato): ESPLICITO E PREVENTIVO DOVERE DI INFORMARE CONSENSO INFORMATO LORIGINE

7 dal MODELLO PATERNALISTICO della MEDICINA (in SCIENZA e COSCIENZA del medico) alla COSCIENZA – PARTECIPAZIONE – VOLONTA del cittadino/paziente UN RINNOVAMENTO PIENO DI DIFFICOLTA CONSENSO INFORMATO La necessità di un radicale cambiamento culturale e di identità professionale

8 1^ La teoria e cultura del C.I. hanno origine e sviluppo nel campo della ricerca scientifica (sperimentazione), dove è più drammatico il rischio di abuso e di un uso animale della persona il C.I. non è patrimonio originale della pratica medica quotidiana, convinta comè di operare sempre in beneficio del paziente e che questo sia sufficiente a giustificare se stessa CONSENSO INFORMATO RAGIONI DELLA RESISTENZA E DIFFICOLTA AL CAMBIAMENTO

9 2^ - La percezione e vissuto del C.I. da parte del medico: solo come obbligo giuridico/deontologico/burocratico come elemento di conflittualità con il paziente come messa in discussione del proprio ruolo e non: come nuovo sistema relazionale (patto) tra medico e persona RAGIONI DELLA RESISTENZA E DIFFICOLTA AL CAMBIAMENTO

10 LA FIRMA SU UN PEZZO DI CARTA NON E C.I. NON TUTELA SU DI UN PIANO MEDICO LEGALE - NON HA NESSUN VALORE ETICO OSTACOLA LADESIONE E LA SCELTA CONSAPEVOLE

11 Il C.I. COME PROCESSO - PERCORSO NELLA RELAZIONE MEDICO – PAZIENTE si fonda su tre elementi: COMUNICAZIONE INFORMAZIONE consenso come SCELTA AUTONOMA CARATTERISTICA DEL CONSENSO INFORMATO E SUOI ELEMENTI COSTITUTIVI

12 COMUNICAZIONE / INFORMAZIONE (che devono coniugarsi tra di loro) con cui il medico garantisce il suo dovere professionale di tutela della salute consenso non come PERMESSO ma come SCELTA AUTONOMA in cui è protagonista la persona; adesione consapevole, formata e di fiducia responsabile alla proposta del medico

13 Intervento proposto a persone SANE - NON AMMALATE Non esistono condizioni di emergenza LA SPECIFICA NECESSITA DEL C.I. NELLATTIVITA DI VACCINAZIONE

14 informazione scritta (opuscoli, schede ecc.) sulle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate; deve essere: sintetica, chiara, di facile lettura complementare allinformazione verbale: deve permettere linstaurarsi della relazione tra servizio e cittadino PRESUPPOSTI PER REALIZZARE IL C.I. NELLA VACCINAZIONE: INFORMAZIONE NELLA COMUNICAZIONE

15 a) le caratteristiche dei vaccini impiegati b) le caratteristiche e le possibili/probabili complicanze e sequele della malattia che si vuole prevenire c) i benefici attesi dalla vaccinazione d) i rischi connessi con la vaccinazione, sia di carattere generale che specifici per la persona in esame e) le controindicazioni La famiglia deve poter conoscere prima di vaccinare

16 Atteggiamento da garantire Privilegiare la chiarezza e commisurare il dettaglio alla capacità di comprensione ed alle esigenze della persona Evitare laccanimento ed il terrorismo informativo (reazioni abnormi ed eccezionali); Utilizzo dei criteri di classificazione del C.D.C sul rapporto di causalità degli Eventi Avversi, con esplicitazione degli eventi avversi di 5^ e 4^ serie

17 Possibili associazioni tra eventi avversi e vaccinazioni ovvero Quando levento avverso diventa effetto collaterale 1. Nessuna evidenza disponibile per stabilire una relazione causale 2. Insufficienza di elementi per accettare o negare una relazione causale 3. Presenza di elementi a sfavore di una relazione causale 4. Presenza di elementi a favore di una relazione causale 5. Relazione causale dimostrata

18 Principi ispiratori OGNI OPERATORE SANITARIO DEVE GARANTIRE LIMPEGNO E LA CONVINZIONE PROFESSIONALI NEL SOSTENERE OBIETTIVI E STRUMENTI DI SALUTE DI RICONOSCIUTA EFFICACIA FONDATI SULLEVIDENZA SCIENTIFICA DEVE SEMPRE AVERE IL MASSIMO RISPETTO PER LE SCELTE INDIVIDUALI DI CIASCUNO

19 Lattività vaccinale dopo la legge n. 42/1999 abrogazione dei mansionari e della distinzione tra professioni sanitarie principali e ausiliarie sostanzioso mutamento del rapporto operatori medici operatori non medici ruolo di cooperazione, in parte autonoma ed in parte guidata con conseguente ampliamento dei compiti e delle responsabilità

20 PARTECIPAZIONE non equivale ad assoluta autonomia gestionale AUTONOMIA regolarmente confrontata con: - protocolli operativi, - consegne, scritte o verbali - disposizioni estemporanee

21 Informazione Le innovazioni normative del 1999 autorizzano a collocare questo compito in un ambito più ampio. Lestensione delle funzioni tecnico-assistenziali ad altri professionisti della sanità rende ora del tutto plausibile che essi gestiscano in maniera largamente autonoma la quota di informazione relativa alle proprie conoscenze e competenze, in maniera collaterale e complementare rispetto a quella di competenza del medico allinterno di un protocollo definito

22 Raccolta e documentazione del consenso (a) E praticabile da: Infermiere o assistente sanitario Quando la vaccinazione risulta a priori scevra di rischi specifici Medico Ove gli interessati richiedano informazioni che non rientrano nelle conoscenze e nellesperienza di questi operatori

23 Raccolta e documentazione del rifiuto (b) è opportuno e raccomandabile che il dissenso sia registrato in un apposito modulo di rifiuto informato nel quale siano chiaramente e compiutamente evidenziati i rischi/inconvenienti diretti e indiretti ad esso connessi, nonché la conseguente necessità di darne segnalazione alle autorità competenti.

24 Raccolta dellanamnesi (a) primo screening delle controindicazioni: check-list anamnestica che deve essere sottoscritta dalloperatore sanitario che fornisce le informazioni

25 Raccolta dellanamnesi (b) Questo primo screening su check -list deve essere sottoposto al vaglio di un medico del servizio ogni qual volta emergano dati anormali. ….. linfermiere assume la responsabilità al livello di competenza raggiunto e ricorre, se necessario, allintervento o alla consulenza di esperti

26 Identificazione delle controindicazioni La convergenza di diversi operatori professionali nellattività vaccinale non autorizza quelli con laurea in medicina a sottrarsi al loro preminente ruolo diagnostico, valutativo e decisionale.

27 Somministrazione del vaccino (a) Questa fase, che va eseguita nel rispetto dei protocolli procedurali adottati nel servizio, è di pacifica competenza degli operatori sanitari di area infermieristica. Già gli abrogati mansionari del 1974 autorizzavano linfermiere professionale ad eseguire vaccinazioni per via orale, intramuscolare e percutanea e lA.S.V. ad eseguire vaccinazioni prescritte dal medico per via orale e parenterale.

28 Somministrazione del vaccino (b) La somministrazione del vaccino non richiede dunque ex jure né la partecipazione diretta, né la presenza del medico. La sua pronta disponibilità in loco è peraltro indispensabile al fine di fronteggiare eventuali inconvenienti /urgenze insorti nel contesto della vaccinazione, nonché per constatare, monitorare e segnalare gli eventuali eventi avversi.

29 IN CONCLUSIONE è opportuno che le fasi delle procedure vaccinali trovino: una regolamentazione precisa con standardizzazione della prassi attraverso la predisposizione di un protocollo che individui i compiti dei diversi operatori sanitari e la loro reciproca integrazione


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