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06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 1 Se si hanno maggiori per come si danno nelle loro molteplici.

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1 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 1 Se si hanno maggiori per come si danno nelle loro molteplici sfaccettature le si possono, piuttosto che in modo stereotipato e Se si hanno maggiori STRUMENTI DI COMPRENSIONE delle DINAMICHE INSEGNANTI-ALLIEVI per come si danno nelle loro molteplici sfaccettature le si possono affrontare in modo più APPROPRIATO e CREATIVO, piuttosto che in modo stereotipato e probabilmente inefficace.

2 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 2 Bisogna incominciare a (in ambito scolastico, ma anche nella vita in generale) solo come addirittura, MA come la. Bisogna incominciare a considerare le CRITICITA e i PROBLEMI QUOTIDIANI (in ambito scolastico, ma anche nella vita in generale) NON solo come lesito negativo di processi inadeguati, errati o addirittura patologici, MA come la CONDIZIONE PROPRIA della NOSTRA ESPERIENZA personale e professionale.

3 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 3 Gli STRESS, il BURN-OUT, le CRISI, le RABBIE, i CONFLITTI, le SOFFERENZE in senso lato sono da correggere, cambiare, sanare per quanto è possibile, ma anche la Gli STRESS, il BURN-OUT, le CRISI, le RABBIE, i CONFLITTI, le SOFFERENZE in senso lato sono sì momenti problematici e dolorosi da correggere, cambiare, sanare per quanto è possibile, ma costituiscono anche la DIMENSIONE PROPRIA e INELUDIBILE dellESISTENZA. Pertanto, piuttosto che cercare di eliminarli mediante soluzioni illusorie (fondate su fantasie di possedere metodologie onnipotenti), è più saggio su, la e le, personali e professionali. Pertanto, piuttosto che cercare di eliminarli mediante soluzioni illusorie (fondate su fantasie di possedere metodologie onnipotenti), è più saggio ACCETTARLI ed UTILIZZARLI COME PUNTO DI PARTENZA per una riflessione/interrogazione su se stessi, la propria vita e le proprie aspettative, personali e professionali.

4 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 4 Non è molto… Non risolve tutto… … ma è lUNICA REALE POSSIBILITA che abbiamo di TRASFORMARE QUALCOSA. O almeno di stare un po meno peggio. Talvolta perfino di goderci di più la vita.

5 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 5 Tre aspetti caratterizzanti il Burn-Out: 1. esaurimento fisico ed emozionale 2. depersonalizzazione 3. ridotta realizzazione personale

6 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 6 1. ESAURIMENTO EMOZIONALE sovraccarico emozionaleeccessivo coinvolgimento emotivo Deriva dal sovraccarico emozionale, cioè dalleccessivo coinvolgimento emotivo delloperatore che si sente SOPRAFFATO DALLE RICHIESTE che gli altri gli impongono. SVUOTATO, PRIVO di ENERGIE Lindividuo si sente SVUOTATO, PRIVO di ENERGIE e ha la sensazione angosciosa di NON ESSERE PIU IN GRADO DI DARE qualcosa agli altri. sensazione EMOTIVAMENTE SVUOTATO e ANNULLATO dal proprio lavoro Lesaurimento emozionale consiste, dunque, nella sensazione di essere EMOTIVAMENTE SVUOTATO e ANNULLATO dal proprio lavoro, per effetto di un inaridimento emotivo del rapporto con gli altri.

7 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 7 2. DEPERSONALIZZAZIONE risposte comportamentali negative e sgarbate Si presenta come un ATTEGGIAMENTO di ALLONTANAMENTO e DI RIFIUTO (risposte comportamentali negative e sgarbate) nei confronti di coloro che richiedono o ricevono la prestazione professionale, il servizio o la cura.

8 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 8 3. RIDOTTA REALIZZAZIONE PERSONALE/BASSA PRODUTTIVITA PERCEZIONE INADEGUATEZZA AL LAVOROCADUTA dellAUTOSTIMASENTIMENTOINSUCCESSO SFIDUCIA Riguarda la PERCEZIONE della PROPRIA INADEGUATEZZA AL LAVORO, la CADUTA dellAUTOSTIMA, il SENTIMENTO di INSUCCESSO nel proprio lavoro, SFIDUCIA nelle PROPRIE POTENZIALITA e REVISIONE CRITICA di tutto ciò che si è fatto in precedenza.

9 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 9 Si tratta di una sindrome che si manifesta con VARI SINTOMI, raggruppabili in tre categorie: 1. sintomi cognitivo-emozionali 2. sintomi comportamentali 3. sintomi fisici

10 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco SINTOMI COGNITIVO-EMOZIONALI paure eccessiveessere svuotati, panico, sensi di colpa e di inadeguatezza sospettosità collasso della motivazione caduta dellautostima cinismo Quali paure eccessive, sensazione di essere svuotati, panico, sensi di colpa e di inadeguatezza (i sintomi tipici degli stati ansioso-depressivi), sospettosità fino a reazioni paranoidi, collasso della motivazione (per cui il soggetto non si sente più adeguato alla professione), caduta dellautostima (per cui il soggetto si svaluta sul piano personale e professionale), cinismo…

11 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco SINTOMI COMPORTAMENTALI Quali resistenza ad andare a lavorare, ritardi, assenteismo, fuga dalla relazione, rabbia, eccessiva seriosità e rifiuto di scherzare sul lavoro, rigidità di pensiero, ridotta creatività, perdita dellautocontrollo, colpevolizzazione degli utenti, tabagismo, abuso di alcool o di farmaci o addirittura assunzione di sostanze…

12 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco FATTORI RELAZIONALI RELATIVI AI RAPPORTI CON LUTENZA Sono RELATIVI AI RAPPORTI CON LUTENZA, nelle sue varie forme e tipologie, differenti a seconda del tipo di organizzazioni nelle quali si opera. Nella scuola Nella scuola riguardano i rapporti con gli studenti e i loro familiari, la direzione scolastica, i colleghi e poi laffollamento delle classi, le aumentate richieste o uneccessiva competitività fra i colleghi…

13 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco SINTOMI FISICI stanchezza, nausea, tachicardia, cefalee lombalgie, disturbi gastro-intestinali, somatizzazioni malattie della pelle Quali stanchezza, nausea, tachicardia, cefalee, contratture muscolari, perdita e/o aumento di peso, lombalgie, disturbi gastro-intestinali, somatizzazioni cardio-circolatorie, aggravamento delle sindromi pre- mestruali, disfunzioni sessuali, malattie della pelle…

14 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 14 QUALI SONO LE CAUSE? Tre categorie principali: 1. fattori sociali e personali del soggetto 2. fattori relazionali 3. fattori oggettivi organizzativi 3. fattori oggettivi organizzativi (o professionali) fattori socio- culturali. 1. Quarta categoria di cause fattori socio- culturali.

15 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco FATTORI SOCIALI E PERSONALI DEL SOGGETTO Comprendono caratteristiche quali il background culturale, ideologico e religioso, il livello socio- economico, lo stile di vita e la situazione familiare, il sesso, letà, le aspettative professionali, lo stile cognitivo, lintolleranza alla frustrazione, leccessivo coinvolgimento, la capacità più o meno alta di tollerare lo stress…

16 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco FATTORI RELAZIONALI RELATIVI AI RAPPORTI CON LUTENZA Sono RELATIVI AI RAPPORTI CON LUTENZA, nelle sue varie forme e tipologie, differenti a seconda del tipo di organizzazioni nelle quali si opera. Nella scuola Nella scuola riguardano i rapporti con gli studenti e i loro familiari, la direzione scolastica, i colleghi e poi laffollamento delle classi, le aumentate richieste o uneccessiva competitività fra i colleghi…

17 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco FATTORI OGGETTIVI ORGANIZZATIVI (O PROFESSIONALI) INTRINSECI AL SERVIZIO Sono INTRINSECI AL SERVIZIO, come la scarsa retribuzione, condizioni ambientali sfavorevoli, turni e orari stressanti, routine burocratica... Nella scuola Nella scuola riguardano lorganizzazione e linsoddisfazione per i livelli retributivi, il precariato, il susseguirsi continuo di riforme, il carico di lavoro, le risorse didattiche carenti, i programmi da svolgere, gli orari di lezione, i flussi di comunicazione interna, la frequenza delle riunioni, lo scarto fra le aspettative e la realtà…

18 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 18 Il burn-out riconosce altresì una quarta categorie di cause che rientra nei cosiddettiFATTORI SOCIO-CULTURALI, quali lavvento di una società multiculturale e multietnica, la delega dei genitori alleducazione dei figli, linserimento dei portatori di handicap nelle classi, la maggior intransigenza dellutenza, la sfiducia da parte degli utenti, la svalutazione sociale del proprio lavoro…

19 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 19 Il per come viene in genere descritto nella letteratura dedicata, è ampiamente attribuito a Il burn-out, per come viene in genere descritto nella letteratura dedicata, è ampiamente attribuito a CAUSE ESTERNE, modificate le quali si suppone che la tensione si allenti. Tuttavia, ci sono da cui considerarlo che non hanno nulla – o pochissimo – a che fare con le situazioni esterne. Tuttavia, ci sono ALTRE PROSPETTIVE da cui considerarlo che non hanno nulla – o pochissimo – a che fare con le situazioni esterne.

20 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 20 Il, attribuito allo stress insostenibile della vita professionale, trova una MIGLIOR COMPRENSIONE se viene considerato come, ma, specificatamente, come il frutto dell di che vi sottostanno. Il BURN-OUT degli INSEGNANTI, attribuito allo stress insostenibile della vita professionale, trova una MIGLIOR COMPRENSIONE se viene considerato non solo come frutto di stress lavorativo ripetuto, ma, specificatamente, come il frutto dellINCAPACITA di GESTIRE le ANGOSCE LAVORATIVE e le DIMENSIONI EMOZIONALI che vi sottostanno.

21 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 21 Il lavoro degli insegnanti è molto non solo intellettualmente e fisicamente, ma, poiché e quindi, come tutti i lavori di questo tipo, ha unampia componente discrezionale che è instrinsecamente Il lavoro degli insegnanti è molto IMPEGNATIVO non solo intellettualmente e fisicamente, ma, soprattutto, EMOTIVAMENTE e PSICOLOGICAMENTE, poiché è un LAVORO AD ALTO TASSO DI RELAZIONALITA e quindi, come tutti i lavori di questo tipo, ha unampia componente discrezionale che è instrinsecamente ansiogena.

22 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 22 LINSEGNANTE si trova continuamente ed è perché la DIMENSIONE RELAZIONALE coinvolge IN PROFONDITA chi la deve gestire e presidiare in quanto richiede ed implica una stretta vicinanza. LINSEGNANTE si trova continuamente sollecitato negli aspetti più problematici e critici ed è costantemente sotto tensione perché la DIMENSIONE RELAZIONALE coinvolge IN PROFONDITA chi la deve gestire e presidiare in quanto richiede ed implica una stretta vicinanza. Sotto questo profilo, occorre una sufficientemente dal punto di vista psicologico. Sotto questo profilo, occorre una mente sufficientemente equipaggiata dal punto di vista psicologico.

23 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 23 Cera una volta un che, come Charlie Brown, diceva di amare molto il suo lavoro, ma di non sopportare i colleghi, che erano la sua vera fonte di stress. Cera una volta un EDUCATORE che, come Charlie Brown, diceva di amare molto il suo lavoro, ma di non sopportare i colleghi, che erano la sua vera fonte di stress. Il nostro educatore dimentica che il lavoro non è costituito solo da un, ma anche dal fatto di, in primo luogo i colleghi. Il nostro educatore dimentica che il lavoro non è costituito solo da un carico di mansioni, compiti e competenze, ma anche dal fatto di DOVER INTERAGIRE CON GLI ALTRI, in primo luogo i colleghi. È questa la VERA fatica del lavoro: la FATICA RELAZIONALE !!!

24 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 24 Poiché il problema non è la in sé, ma la possibilità di ACCOGLIERLA e MODIFICARLA () o di IMPARARE A TOLLERARLA e di VENIRE A PATTI con essa ( ). Poiché lANGOSCIA è INTRINSECA ALLA VITA, il problema non è la situazione ansiogena in sé, ma la possibilità di ACCOGLIERLA e MODIFICARLA (se e per quanto è possibile) o di IMPARARE A TOLLERARLA e di VENIRE A PATTI con essa (se non la si può cambiare). Il non è imputabile alla quantità e alla problematicità delle cose da fare, ma alla di uno sulle concrete e quotidiane che ci si trova ad affrontare. Il VERO BURN-OUT non è imputabile alla quantità e alla problematicità delle cose da fare, ma alla MANCANZA di uno SPAZIO DI DISCUSSIONE e DI CONFRONTO sulle concrete e quotidiane ESPERIENZE professionali (e di vita) che ci si trova ad affrontare.

25 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 25 In un gruppo di lavoro o in unorganizzazione si sviluppa burn-out quando cè ovvero quando NON cè un che permetta di DARE un che, senza unadeguata valvola di sfogo, possono generare tipiche o addirittura produrre quel che chiamiamo burn- out. In un gruppo di lavoro o in unorganizzazione si sviluppa burn-out quando NON cè SPAZIO PER PENSARE e METABOLIZZARE i CONFLITTI e le FRUSTRAZIONI, ovvero quando NON cè un CONTENITORE ADEGUATO che permetta di DARE un SENSO ed un SIGNIFICATO ad esperienze problematiche che, senza unadeguata valvola di sfogo, possono generare tipiche malattie psicosomatiche o addirittura produrre quel collasso emotivo che chiamiamo burn- out.

26 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 26 Il non è da imputarsi alla quantità di stimoli negativi che arrivano dallesterno e che noi non siamo in grado di tollerare, ma alla, soprattutto quelle più. Il VERO BURN-OUT non è da imputarsi alla quantità di stimoli negativi che arrivano dallesterno e che noi non siamo in grado di tollerare, ma alla MANCANZA di uno SPAZIO MENTALE per RIELABORARE le ESPERIENZE, soprattutto quelle più PROBLEMATICHE. Pertanto, il burn-out dipende dall- di un operatore di, anzi di gestire la relazione tout court. Pertanto, il burn-out dipende dallINCAPACITA- IMPOSSIBILITA di un operatore di GESTIRE LANGOSCIA DI UNA RELAZIONE, anzi di gestire la relazione tout court.

27 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 27 È quella parte della nostra,, a NON TOLLERARE che nella vita ci siano anche le MALATTIE e il DOLORE e a CERCARE di ELIMINARLI IN TUTTI I MODI (con comportamenti tossicomanici, ipnotismi mediatici e suggestioni varie, con farmaci o con tecniche di manipolazione e condizionamento finalizzate ad un ottundimento adattivo, con ladesione acritica a qualche ideologia…) È solo quella parte della nostra CULTURA più SUPERFICIALE e CONSUMISTICA, propagatrice di un benessere fasullo, spacciato per felicità, a NON TOLLERARE che nella vita ci siano anche le MALATTIE e il DOLORE e a CERCARE di ELIMINARLI IN TUTTI I MODI (con comportamenti tossicomanici, ipnotismi mediatici e suggestioni varie, con farmaci o con tecniche di manipolazione e condizionamento finalizzate ad un ottundimento adattivo, con ladesione acritica a qualche ideologia…) In questo modo, In questo modo, CI SI AFFIDA A TUTTO CIO CHE ci ESENTA dal PENSARE e dal PENSIERO !!!

28 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 28 la, mentre fantasticare soluzioni di per sé impossibili finisce per farci sentire ancora PIU IMPOTENTI non appena lillusione cade. RICONOSCERE la PROPRIA LIMITATEZZA aiuta a TOLLERARLA meglio, mentre fantasticare soluzioni di per sé impossibili finisce per farci sentire ancora PIU IMPOTENTI non appena lillusione cade.

29 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 29 Il è tanto maggiore quanto più lo si considera come una deviazione da unipotetica normalità, mentre è tanto quanto più lo si considera una Il BURN-OUT è tanto maggiore quanto più lo si considera come una deviazione da unipotetica normalità, mentre è tanto più GESTIBILE quanto più lo si considera una CONDIZIONE NATURALE della nostra VITA. Quando si cerca di eliminare a tutti i costi il burn-out, si finisce per incrementarlo, mentre invece, se ne. Quando si cerca di eliminare a tutti i costi il burn-out, si finisce per incrementarlo, mentre se invece lo si accetta come QUALCOSA DI INELIMINABILE, PERCHE INTRINSECO al lavoro umano e alla vita, se ne diminuisce lintensità.

30 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 30 In questottica, NELLA SCUOLA (e nei vari servizi) la prima cosa da fare è uno – istituzionale, strutturato e continuo – su ciò che si fa. E avere – un formatore, un consulente, uno psicologo, oltre che in una certa misura i colleghi stessi e la dirigenza – In questottica, NELLA SCUOLA (e nei vari servizi) la prima cosa da fare è predisporre uno SPAZIO PROFESSIONALE e MENTALE – istituzionale, strutturato e continuo – PER CONFRONTARSI concretamente su ciò che si fa. E avere QUALCUNO – un formatore, un consulente, uno psicologo, oltre che in una certa misura i colleghi stessi e la dirigenza – CHE CI AIUTI a farlo. È SOLO la delle e la della SITUAZIONE che aiuta ad attenuare il livello della persecuzione interna (si tratta, insomma, di PROMUOVERE LA PENSABILITA). È SOLO la CONDIVISIONE delle SITUAZIONI PROBLEMATICHE FRUSTRANTI e la COMPRENSIONE EMOTIVA della SITUAZIONE che aiuta ad attenuare il livello della persecuzione interna (si tratta, insomma, di PROMUOVERE LA PENSABILITA).

31 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 31 A livello individuale, è possibile prevenire la manifestazione del burn-out attraverso ladozione di strategie funzionali di gestione dello stress. Lobiettivo allargato diviene migliorare la salute, il benessere e la qualità di vita. consapevolezza del proprio ruolo professionale Se si mantiene la consapevolezza del proprio ruolo professionale, lo stare in relazione con una persona sofferente consente uno scambio. Al contrario, un investimento eccessivo (lipercoinvolgimento) o un atteggiamento freddo e distaccato rappresentano sia causa, che sintomo del burn-out.

32 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 32 Gestione dello stress a livello dellattivazione fisiologica Imparare a riconoscere precocemente segnali disfunzionali di stress per attivare tempestivamente adeguate strategie di fronteggiamento. Utili, per esempio: esercizio fisico tecniche di rilassamento, meditazione, yoga cura di sé e del proprio tempo libero

33 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 33 Come gestire lo stress e prevenire il Burn-out ?

34 06/02/2014 Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre 2009 Istituto Monti ASTI Calcagno Franco 34 A livello organizzativo, sono necessarie strategie volte a promuovere limpegno professionale e larmonia tra operatore e posto di lavoro. Per es.: condividere la gestione del carico di lavoro con il gruppo creare e alimentare il senso di squadra partecipare attivamente al processo decisionale (personalizzazione dello stile, adattamento degli orari..) comunicare (chiarezza dei messaggi, obiettivi realistici e credibili…) riconoscere una ricchezza nelle diversità (cogliere le potenzialità positive nellincontro con alunni, operatori e colleghi…) crescere professionalmente (formazione e cultura dellapprofondimento e dellaggiornamento...)


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