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Internet e reti: concetti base, struttura, applicazioni

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Presentazione sul tema: "Internet e reti: concetti base, struttura, applicazioni"— Transcript della presentazione:

1 Internet e reti: concetti base, struttura, applicazioni

2 Cosa è una rete Almeno due computer interconnessi
In aree ben delimitate (LAN,ufficio, palazzo) In aree geografiche molto vaste (WAN, paese,regione, continente) LAN : chiuse, anche come informazioni WAN : “tendenzialmente” aperte: a nuovi elaboratori, a nuove banche dati (a parte casi particolari quali ad esempio le reti bancarie, per natura estese ma non inclini all’“apertura”)

3 Un po’ di storia Il progenitore della rete Internet è considerato il progetto ARPANET, finanziato dalla Advanced Research Projects Agency (ARPA), una agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense. La rete venne fisicamente costruita nel 1969 collegando quattro nodi: l'Università della California di Los Angeles, l'SRI di Stanford, l'Università della California di Santa Barbara, e l'Università dello Utah. I primi nodi si basavano su un'architettura client/server, e non supportavano quindi connessioni dirette (host-to-host). Le applicazioni eseguite erano fondamentalmente il Telnet e i programmi di File Transfer Protocol (FTP). La posta elettronica fu inventata da Ray Tomlinson nel 1971.L'anno seguente Arpanet venne presentata al pubblico, e Tomlinson adattò il suo programma per funzionarvi: divenne subito popolare.

4 Un po’ di storia In pochi anni, ARPANET allargò i suoi nodi oltreoceano, contemporaneamente all'avvento del primo servizio di invio pacchetti a pagamento: Telenet L'espansione proseguì sempre più rapidamente, tanto che il 26 marzo del 1976 la regina Elisabetta II d'Inghilterra spedì un' alla sede del Royal Signals and Radar Establishment. Gli Emoticon vennero istituiti il 12 aprile 1979, quando Kevin MacKenzie suggerì di inserire un simbolo nelle mail per indicare gli stati d'animo. Tutto era pronto per il passaggio ad Internet. Definendo il Transmission Control Protocol (TCP) e l'Internet Protocol (IP), diedero il via ufficialmente ad Internet come l'insieme di reti connesse tramite questi protocolli.

5 Caratteristiche di Internet
Non ha un centro, quindi anche responsabilità e compiti limitati nelle varie sue componenti Diventa presto “punto di incontro” e di scambi di informazioni non “guidato”, spontaneo

6 Crescita ed evoluzione di Internet
I documenti evolvono con elementi di grafica Immagini Animazione Video Collegati tra di loro (ipermedia) Aumenti delle connessioni e della velocità (larga banda)

7 Come funziona Internet
Abbiamo detto che Internet è una rete di reti telematiche Per capire meglio che cosa si intende con questa affermazione utilizziamo una similitudine con una infrastruttura che ci è molto più familiare: la rete ferroviaria

8 Come funziona Internet
Ogni sottorete che è parte di Internet è assimilabile ad una rete ferroviaria nazionale Internet può essere assimilata al sistema ferroviario mondiale Si noti che affinché i treni possano passare da una rete nazionale ad un'altra, è necessario che esse condividano le norme di costruzione dei binari e che gli enti ferroviari si accordino sugli orari in cui far passare i treni e così via: sono insomma necessari dei protocolli

9 Come funziona Internet
Un aspetto importante di Internet è la sua topologia distribuita e decentrata In questo modo se un percorso è interrotto o troppo trafficato i dati possono prendere strade alternative N7 N3 N4 N5 N6 N2 N1 Ad esempio per andare da N1 a N3 si può prendere il percorso N1-N2-N6-N3 oppure N1-N5-N4-N3 e così via

10 Come funziona Internet
Per afferrare questo aspetto, torniamo alla nostra metafora ferroviaria Le stazioni corrispondono ai nodi della rete Ogni stazione è collegata a diverse altre stazioni, come ogni host di Internet è connesso con più host stazione = nodo

11 Come funziona Internet
Se un viaggiatore volesse andare da Roma a Torino potrebbe prendere la linea che passa lungo la costa Tirrenica attraverso le stazioni di Livorno, Pisa e Genova Ma se i posti sul treno fossero esauriti potrebbe passare per Milano lungo la linea che passa per Firenze e Bologna, e di lì andare a Torino

12 Gli indirizzi di Internet
Ma come fanno i computer a trovare le strada giusta per ogni messaggio? A questo fine viene impiegato uno schema di indirizzamento dei computer collegati in rete Ogni host è dotato di un suo indirizzo univoco, costituito da una sequenza di quattro numeri da 0 a 255 denominato indirizzo IP

13 Gli indirizzi di Internet
Grazie agli indirizzi IP ogni computer, e dunque ogni utente della rete, è in grado di individuare un nodo in particolare tra milioni e milioni, e di inviargli dati Ma se i computer si trovano perfettamente a loro agio nel gestire numeri, lo stesso non può dirsi degli esseri umani Per questo al sistema di indirizzi numerici è stato affiancato un sistema di nomi simbolici, assai più facili da ricordare per noi esseri umani

14 I nomi di Internet www.dsp.units.it
Tale sistema si chiama Domain Name Service, e i nomi assegnati ai computer su Internet sono detti nomi di dominio Essi sono composti da sequenze di caratteri alfanumerici divise da punti

15 I nomi di Internet dsp units it
Ogni suddivisione identifica in modo gerarchico il singolo host la sottorete (o dominio) di cui fa parte e così via a salire di livello fino ad arrivare ad una delle macrosezioni (o domini di primo livello) in cui Internet è stata suddivisa dsp units it

16 Classificazione delle desinenze
Livello più alto Edu università e centri ricerca Com organizzazioni commerciali Gov enti governativi Net organizzazione di supporto e gestione della rete Org altre organizzazioni (non governative, non profit) Name server : struttura di database (gerarchica) che contiene la decodifica “nome logico-nome fisico” dei vari livelli di indirizzo

17 La commutazione di pacchetto
I messaggi su Internet non viaggiano tutti interi Essi vengono divisi in pacchetti che vengono spediti autonomamente sulla rete

18 La commutazione di pacchetto
Ciascun pacchetto che fa parte di un determinato messaggio viene dotato di una etichetta che ne indica la destinazione e il numero d’ordine Destinazione Numero: 3 Così quando arriverà a destinazione l’host potrà ricomporre il messaggio originario rimettendo in ordine tutti i pacchetti

19 IP : livello “applicazione”
Si basa sull’architettura client/server nella quale 2 computer stabiliscono una connessione “logica”: un richiedente (client) chiede ad un altro computer (server) la esecuzione di un servizio. Viene utilizzato un linguaggio (protocollo) comune a livello di applicazione (diversamente dal livello di trasmissione, TCP) Le applicazioni comuni sono: FTP, HTTP,SMTP

20 FTP, HTTP,SMTP FTP( File Transfer Protocol) : permette il trasferimento di file tra due computer HTTP (HyperText Transfer Protocol): permette la visualizzazione di pagine web SMTP (Simple Mail Transfer Protocol) per la gestione della posta elettronica La presentazione all’utente (client) avviene a cura di un apposito programma installato sul client stesso (il browser)

21 La tipologia di connessioni con Internet (fisiche)
Linee dedicate : l’utente (computer) è collegato alla rete con connessione permanente ( es. università ) computer utente Internet eventuale rete locale cavo dedicato

22 computer utente cavo dedicato
Linee commutate (doppino telefonico, ISDN, ADSL): l’utente (PC) si collega all’host che a sua volta è collegato permanentemente alla rete. L’host in questo caso è un Internet Service Provider (ISP) che offre il servizio di connessione a pagamento computer utente Internet cavo dedicato Linea telefonica+modem

23 Come avviene il collegamento
L’utente finale (PC) attraverso un modem si connette all’host che gli assegna un indirizzo “dinamico” valido per il tempo della connessione e poi liberato per altri utenti Limiti : la velocità Modem analogico : 3 kbytes/sec = 24 kbit/sec ISDN : 64 kbit/sec (trasmissione digitale) ADSL: NO LIMITS! ad esempio 2048 Kb/s in download e 256 Kbps in upload

24 Cosa serve per il collegamento
Linea telefonica Un computer Un modem Programmi che permettono il controllo del modem, la visualizzazione di pagine Internet, la gestione della posta elettronica . Un fornitore di connettività (ISP o Ente collegato permanentemente alla rete)

25 Modem Modulatore/demodulatore: permette il colloquio tra due elaboratori Converte i dati binari (output dell’elaboratore sorgente) in impulsi analogici trasmissibili su linea telefonica Riconverte (alla fine della linea telefonica) gli impulsi analogici in dati binari, interpretabili dall’elaboratore (destinazione)

26 Tipi di modem Interni al computer, più economici e veloci
Esterni al computer (connessione “seriale”), più versatili ADSL: PERMETTONO DI DIVIDERE LA TRASMISSIONE VOCE DA QUELLA DATI

27 Il collegamento ADSL La tecnologia ADSL (acronimo dell'inglese Asymmetric Digital Subscriber Line) permette l'accesso ad Internet ad alta velocità (si parla di banda larga o broadband). La velocità di trasmissione va dai 256 kilobit per secondo (kb/s) in su, a differenza dei modem tradizionali di tipo dial-up, che consentono velocità massime di 56 kb/s, e delle linee ISDN che arrivano fino a 128 kb/s. L'attivazione del servizio ADSL richiede però l'applicazione ai dispositivi "standard" (prese di telefoni, fax e modem analogici) di un opportuno filtro (o splitter) ADSL, che fa sì che a tali apparati arrivino soltanto le frequenze relative al servizio telefonico di base, bloccando a monte quelle per la trasmissione dati, che altrimenti possono generare disturbi e fruscii.

28 Il collegamento ADSL Peculiarità della tecnologia ADSL è la possibilità di usufruirne senza dover cambiare i cavi telefonici esistenti e senza dover usare linee separate per i dati e per le comunicazioni-voce normali: sul doppino telefonico in rame, è infatti possibile far viaggiare contemporaneamente sia i dati digitali che il segnale telefonico analogico, grazie alla banda differente usata per i due segnali: la voce usa infatti le frequenze tra 300 e 3400 Hertz (Hz), mentre ADSL sfrutta quelle sopra i 4 KHz. Ciò è dovuto al fatto che il doppino di rame consente frequenze fino a vari megahertz (MHz). Già nei primi anni '70 lo stesso principio era stato utilizzato per la filodiffusione, il cui segnale viene inviato usando le frequenze fino ai 15 KHz. Un altro vantaggio della tecnologia ADSL è la separazione delle bande dedicate al download e agli upload, a differenza ad esempio del V.90 che essendo molto vicino al limite teorico di un canale telefonico non permette un sistema duplex alla massima velocità.

29 Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è un termine che indica dispositivi che possono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN - wireless local area network) basate sulle specifiche IEEE Le reti Wi-Fi sono infrastrutture relativamente economiche e di veloce attivazione e permettono di realizzare sistemi flessibili per la trasmissione di dati usando frequenze radio, estendendo o collegando reti esistenti ovvero creandone di nuove. L'architettura internet è del tutto simile ai tradizionali ISP che forniscono un punto di accesso (il PoP) agli utenti che si collegano da remoto.

30 La fonte di connettività a banda larga può essere via cavo (ADSL o HDSL), oppure via satellite. Oggi esistono connessioni a internet satellitari bidirezionali, che consentono alte velocità di trasferimento dei dati sia in download che in upload. La trasmissione satellitare ha, tuttavia, tempi di latenza elevati; il tempo di attesa prima che inizi l'invio dei pacchetti, detto tempo di latenza, è dell'ordine di 1-2 secondi, e quindi un tempo molto grande se confrontato ai pochi centesimi di secondo necessari ad una connessione DSL. A partire dalla fonte di banda, si può espandere la rete attraverso la tecnologia Wi-Fi.

31 Il WiMAX (acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili WiMAX rispetto a Wi-Fi risulta superiore sotto due aspetti: la velocità di trasmissione e il range di copertura delle celle. In effetti però non è detto che WiMAX debba essere in conflitto con Wi-Fi: dato che le reti IEEE utilizzano lo stesso protocollo Negli ultimi anni, alcune province e amministrazioni comunali hanno avviato progetti per la realizzazione di reti civiche con tecnologia Wi-Fi. Tipicamente le reti realizzate sono di proprietà pubblica, mentre la loro gestione è affidata ad un concessionario privato. Le reti collegano le pubbliche amministrazioni del territorio locale e forniscono un accesso diffuso alla banda larga in quelle zone in cui gli operatori nazionali non intendono investire per via degli alti costi (es. territori montuosi).

32 Esistono inchieste, tra cui quella di BBC Panorama,[2] che investigano sulle accuse di alcuni scienziati secondo i quali lo smog elettromagnetico potrebbe provocare, a lungo termine, danni alla salute. In particolare va notato che le frequenze del Wi-Fi sono le medesime (seppur con potenze decisamente inferiori) usate dai forni a microonde e che permettono la cottura del cibo (2450 MHz). Oltre a questo effetto termico, i tecnici evidenziano la possibilità di un ulteriore effetto biologico non correlato all'aumento di temperatura ma comunque significativo. La trasmissione di Rai Tre Report, l'11 maggio 2008 ha riproposto l'inchiesta BBC ed ha documentato gli allarmi, specialmente in relazione ai danni che si possono creare a bambini ed a persone elettrosensibili, che chiedono a molte istituzioni nel mondo di impedire l'installazione di reti Wifi nelle scuole o negli asili.[3] Secondo alcuni,[4] durante questa inchiesta non sarebbero stati forniti dati numerici precisi e dettagli tecnici. La gran parte dei tecnici interpellati si sarebbero schierati esclusivamente sul versante dell'allarmismo e l'unico che invece ha dato una versione tranquillizzante in materia sarebbe stato tacciato di connivenza con le aziende del settore (in quanto in effetti costui ha lavorato per alcune di esse). La stessa BBC ha poi dichiarato che il trattamento degli intervistati non è stato equilibrato.[5]. Tuttavia, benché non fossero forniti dati assoluti, è stato evidenziato come negli ambienti chiusi le emissioni del WiFi fossero molto superiori a quelli della telefonia mobile: va infatti ricordato che le bande radio attualmente utilizzate nel sistema UMTS hanno frequenze molto vicine a quelle del Wi-Fi.

33 Il governo tedesco nel 2007 ha deciso di informare i cittadini tedeschi dei possibili rischi per la salute causati dall’eccessiva esposizione alle radiazioni Wi-Fi. La decisione di Berlino segue l'apertura dell'inchiesta della Health Protection Agency (HPA) inglese, tesa a valutare gli effettivi pericoli di un utilizzo esteso del WiFi nelle scuole del Regno. Il portavoce del governo tedesco ha dichiarato «Non dimentichiamo che il Wi-fi è una tecnologia relativamente nuova, ancora da sviluppare. Mentre gli hot-spot pubblici hanno livelli ridotti di radiazioni, all'interno di ambienti domestici o di lavoro si può facilmente raggiungere una soglia critica»

34 UMTS e altre reti Universal Mobile Telecommunications System (UMTS) è la tecnologia di telefonia mobile di terza generazione (3G) Il sistema UMTS, con l'utilizzo del W-CDMA, supporta un transfer rate (letteralmente: tasso di trasferimento) massimo teorico di 21 Mb/s (con HSDPA), sebbene gli utenti delle attuali reti hanno a disposizione un transfer rate fino 384 kbit/s utilizzando dispositivi R99 e fino a 7.2 Mbit/s con dispositivi HSDPA nelle connessioni in download. Le applicazioni tipiche attualmente implementate, usate ad esempio dalle reti UMTS in Italia, sono tre: voce, videoconferenza e trasmissione dati a pacchetto.

35 Gli strumenti di Internet
Internet offre ai suoi utenti un insieme di strumenti di comunicazione Ognuno di questi strumenti fornisce diverse funzionalità e modalità di comunicazione e accesso alle informazioni

36 Gli strumenti di Internet
Posta elettronica Newsgroup Sistemi di interazione in tempo reale World Wide Web

37 Gli strumenti di Internet
Per ciascuno di questi strumenti occorre utilizzare un apposito programma o client Come avviene per altre applicazioni informatiche, i programmi client disponibili per ciascuno strumento di Internet sono molti … ma la loro interfaccia e le loro funzionalità sono assai simili

38 La posta elettronica La posta elettronica o permette ad ogni utente di inviare e ricevere messaggi scritti a e da ogni altro utente di Internet

39 La posta elettronica Ogni utente della rete Internet dispone di una casella di posta elettronica collocata di norma sul computer del suo fornitore di accesso alla rete A ogni casella di posta elettronica corrisponde, come nella posta tradizionale, un indirizzo

40 La posta elettronica Fabio@libero.it
Nome host che ospita la casella postale dell’utente Nome utente Separatore (simbolo a commerciale che si legge ‘at’)

41 La posta elettronica Per leggere i messaggi di posta elettronica arrivati nella nostra casella, e per scrivere ed inviarne ai nostri corrispondenti, dobbiamo usare uno specifico programma o client mail che preleva i messaggi e li porta sul nostro computer In alternativa possiamo visualizzare le mail tramite una pagina web specifica (o webmail)

42 Cos'è un newsgroup? Usenet è quella parte di Internet che comprende i newsgroup, detti anche NG per spirito di brevità. I NG si possono immaginare come delle bacheche virtuali dove ognuno può appendere dei messaggi (sono chiamati post, oppure articoli) che tutti possono leggere. Esistono al mondo decine di migliaia di NG  e ogni newsgroup ha un identificativo, più ho meno come questi: alt.culture.african, comp.os.linux.setup, it.hobby.cucina. Mentre agli inizi di internet i NG potevano essere visualizzati solo con degli appositi programmi (anche Outlook Express) ora si leggono come delle normali pagine web. Un buon metodo di ricerca è usare

43 World Wide Web World Wide Web (WWW) è una enorme rete o meglio ragnatela di documenti, contenenti testi, immagini ma anche suoni ed animazioni, distribuiti tra i vari nodi di Internet, e collegati tra loro a formare una trama virtualmente infinita

44 Nascita del World Wide Web (1992)
Nel 1992 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, non-sequenziale dei documenti, saltando da un punto all'altro mediante l'utilizzo di rimandi (link o, più propriamente, hyperlink). Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il Mosaic, venne realizzato nel Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nacque così il World Wide Web.

45 World Wide Web Lungo questa trama ogni utente può costruire i suoi percorsi di lettura, guidato dai suoi interessi e dalla sua curiosità Un simile sistema di organizzazione delle informazioni viene denominato ipertesto World Wide Web dunque è un ipertesto multimediale distribuito sulla rete Internet

46 World Wide Web http://www.units.it
Ogni pagina di questa rete è dotata di un indirizzo, denominato Uniform Resource Locator (URL) Esso ci permette di individuarla tra tutte le altre

47 World Wide Web Di norma le pagine Web sono riunite in insiemi che presentano una unità di contenuto di paternità intellettuale di responsabilità editoriale Tali insiemi coerenti di pagine Web sono denominati siti Web

48 World Wide Web Per consultare le pagine multimediali del World Wide Web si usa un programma denominato browser Alcune porzioni di testo o parti di immagini in una pagina Web corrispondono ai collegamenti, o link, ad altre pagine, o ad altre sezioni della stessa pagina

49 I browser: applicativi multiprotocollo
tutti i browser implementano il protocollo HTTP, ma sono in grado di comunicare anche con altri protocolli: di posta (SMTP/POP/IMAP) menu Strumenti > Posta elettronica e news in Internet Explorer in Mozilla Application Suite (non in Mozilla Firefox) il trasferimento di file (FTP) es. ftp://ftp.microsoft.com/ le news (NNTP) 49

50 I browser Internet Explorer
Firefox Safari Opera Chrome 50

51 I browser: applicazioni a finestre
51

52 I browser: funzionalità
barra dell’indirizzo/URL pagina principale nuova scheda/finestra aggiorna/ricarica stop/interrompi salvataggio pagine e salvataggio oggetti dimensione carattere, colore sfondo, ecc. preferiti/segnalibri visualizzazione sorgente pagina/HTML stampa proxy es. 52

53 I browser: sicurezza blocco pop-up
codifica crittografica SSL es. https://auth.unimi.it/studenti/index.html cronologia/history file scaricati cache dei documenti cookie moduli password applet, javascript 53

54 Software dalla rete... Freeware: programmi distribuiti gratuitamente e utilizzabili da chiunque senza limitazioni Shareware: programmi distribuiti gratuitamente così che sia possibile provarli prima di acquistarli. Spesso hanno alcune limitazioni di utilizzo: temporali → trial funzionali → demo. Adware: programma distribuito gratuitamente in bundle (combinazione) con software di natura pubblicataria. 54

55 ...ma occhio ai “cattivi” Virus: codice inserito all’interno di un programma o file in modo che si diffonda da un computer all’altro a seguito di un’azione umana (es. aprire un allegato) Worm: come un virus, ma non necessita dell’intervento umano per l’infezione, bensì sfrutta alcune vulnerabilità del sistema (es. i client di posta) Trojan: codice nascosto all’interno di un’applicazione innocua con lo scopo di ingannare l’utente e indurne l’esecuzione. Spyware: software che raccoglie informazioni relative ai dati o all’attività dell’utente. Phishing: un messaggio o sito web che cerca di indurre l'utente a rivelare informazioni personali in modo fraudolento camuffando la propria reale identità dietro a una fonte legittima autorevole, come es. le poste, banche, ecc. 55

56 Protezione usate Antivirus (Avast, Antivir, ...) Antispyware (Spybot, Adaware, ...) Firewall (Sygate, Kerio, Zone Alarm ...) disabilitate salvataggio dei dati personali/sensibili quando non siete sicuri che il computer sia protetto (internet cafè, casa di amici, ...) phishing: osservate sempre l’URL della pagina laddove possibile, verificate certificati, codifica SSL, ecc. 56

57 Portali Portale: una ‘porta di ingresso’ al web, propone agli utenti una selezione di informazioni: es. news, articoli, forum ... servizi: es. un motore di ricerca, posta elettronica ... intrattenimento: es. giochi, chat, filmati ... sono spesso personalizzabili (→ cookie!) 57

58 Portali generalisti/orizzontali
my.yahoo.com my.netscape.com ... 58

59 Portali specifici/verticali
Servizio di pagine gialle Trasporto ferroviario Consultazione quotidiani Università Ministeri libri ... 59

60 URL un URL (Uniform Resource Locator) non è altro che un indirizzo internet. esempio: come dove chi/cosa protocollo nome host percorso units.it storia indicare barra degli indirizzi digita indirizzo, prima con L maiuscola, poi correttamente 60

61 I proxy Un proxy è un server che svolge la funzione di agente per gli utenti di altri computer Configurando il proprio browser in modo che usi un proxy, le richieste di un documento non saranno fatte dal proprio computer direttamente al sito remoto, ma dal proxy server, che si preoccupa poi di fornirci il documento → utile per: autenticazione privacy 61

62 Cookie informazione generata da un server Web e memorizzata nel calcolatore dell’utente, pronta per essere reperita in un accesso futuro permettono la personalizzazione dell’informazione ottenuta dal Web Es. per personalizzare motori di ricerca con le proprie preferenze, per memorizzare liste della spesa, per permettere che un utente partecipi ad un concorso solo una volta. memorizzati nella cartella personale dell’utente 62

63 Applet, JavaScript Consentono di inserire dei programmi all’interno di page web applet: programmi scritti in Java, vengono eseguiti dall’interprete Java contenuto all’interno del browser es. JavaScript: linguaggio di scripting, il codice è contenuto nella pagina web e viene interpretato ed eseguito direttamente dal browser al caricamento del documento. 63

64 HTML: HyperText Markup Language
È un sistema di marcatura/formattazione del testo filosofia alternativa al WYSIWYG (what you see is what you get = “ciò che vedi è ciò che ottieni”) tipica di editor come Microsoft word Permette formattazione del testo mediante l’uso di comandi (tag) collegamenti (link) ad altre risorse disponibili sul WWW definizione di maschere di inserimento dati inclusione di altri oggetti complessi (immagini, suoni, etc) 64

65 Hyper Text Markup Language
Serve per costruire una pagina web che ha estensione .htm o .html Può essere scritto con il semplice blocco notes o con diversi software (editor) che sono specializzati per favorire e controllare la sintassi del linguaggio (Front Page, Dreamweaver, …) La pagina web può essere visualizzata solo grazie ad un particolare programma che interpreta i tags del linguaggio html (browser) Internet Explorer, Netscape,ecc

66 Hyper Text Markup Language
I TAGS, o elementi, che compongono HTML devono essere racchiusi fra parentesi angolari <così> Si tratta di parole chiave, termini in lingua inglese. L'elemento (tag) smette di produrre il suo effetto nel momento in cui lo stesso viene ripetuto facendolo precedere da una barra laterale / contenuta sempre all'interno delle parentesi angolari </così>.

67 Struttura di un documento
<HTML> <HEAD> ... </HEAD> <BODY> .... </BODY> </HTML>

68 HTML Es.1 <html> <head>
è formato da definizioni, elementi, tags, marcatori <html> <head> <title> Primo esempio</title> </head> <body> <p> PRIMA RIGA </p> <p> SECONDA RIGA </p> </body> </html>

69 Hyper Text Markup Language
HTML: tutto il documento HEAD: testata (metainformazione) TITLE = titolo BODY = corpo dell'informazione P = paragrafo

70 HTML Es.2 <html> <head> <title> Secondo esempio</title> </head> <body> <p align="left"> Riga a sinistra </p> <p align="right"> Riga a destra </p> <p align="center"> Riga al centro </p> <p align="justify"> Riga in cui verifichiamo la struttura giustificata </p> </body> </html> Da notare in esecuzione che gli allineamenti sono rispettati qualsiasi dimensione abbia la finestra del browser

71 HTML Es.3 <html> <head>
<title> Quarto esempio</title> </head> <body> <p align="center"> ITALIA TERRA DI EMIGRANTI </p> <center> <img src="http://altocasertano.files.wordpress.com/2010/09/immigrati-italiani-2.jpg" width="340" height="219" border="2" alt="Italiani partono per l'America" > </center> </body> </html>

72 HTML Es.4 <html> <head>
<title> Sesto esempio</title> </head> <body> <p align="center"> <b><u><i><font face="Comic Sans MS" color="#008000" size="3" > ITALIA TERRA DI EMIGRANTI </font></i></u></b></p> <center> <img src="http://altocasertano.files.wordpress.com/2010/09/immigrati-italiani-2.jpg" width="340" height="219" border="2" alt="Italiani partono per l'America" > </center> </body> </html>

73 HTML Es.4bis <html> <head>
<title> Sesto esempio</title> </head> <body> <p align="center"> <b><u><i><font face="Comic Sans MS" color="#008000" size="3" >ITALIA TERRA DI EMIGRANTI </font></i></u></b></p> <center> <a href=“http://www.emigranti.rai.it/"> <img src="http://altocasertano.files.wordpress.com/2010/09/immigrati-italiani-2.jpg" width="340" height="219" border="2" alt="Italiani partono per l'America" > </center> </a> </body> </html>

74 HTML-Ancore Fra le virgolette dell'attributo HREF oltre agli indirizzi URL validi come quello dell'esempio <A HREF="http://...">, è possibile specificare anche : <A HREF="ftp://..."> <A HREF="mailto:..."> <A HREF="news:..."> <A HREF="nomefile.zip"> <A HREF="nomepagina.html"> Che servono rispettivamente per: <A HREF="ftp://..."> Collegamento ad un sito FTP. <A HREF="mailto: Indirizzo di  posta elettronica per la spedizione di una all'indirizzo specificato, facendo uso del proprio programma di posta elettronica. <A HREF="news:..."> Collegamento ad un gruppo di discussione (newsgroup Usenet). <A HREF="nomefile.zip"> Scaricamento (download) di un file in formato compresso. <A HREF="nomepagina.html"> Collegamento ad altra pagina all'interno della stessa cartella.

75 HTML- Pubblicare L'accesso al server che ospita la nostra pagina web avviene di solito con programmi FTP (file transfer protocol). Parametri da fornire al programma nome del server ftp user ID Password

76 HTML-CSS <html> <head>
<title> Decimo esempio</title> <link rel=stylesheet href="esempio.css" type="text/css"> </head> <body> <p align="left"> Riga a sinistra </p> <p align="right"> Riga a destra </p> <p align="center"> Riga al centro </p> <p> Riga <br> <a href="primo.htm">in cui verifichiamo<br></a> la struttura <br>giustificata </p> </body> </html>

77 HTML-Foglio di stile BODY{ margin-left : .5cm; margin-right : .5cm;
color : #000099; font-family : Verdana,Arial,Helvetica; font-size : 14pt; background-image: url('nuvole.gif'); } A:LINK{ text-decoration : none; color : # ; A:VISITED{ color : Gray; A:HOVER{ Color : #ffff00; TD{ font-family : "MS Sans Serif"; font-size : 12pt; p{ text-align: justify; text-indent: 12px;

78 CSS, ovvero Cascading Style Sheets
Sono ormai divenuti molto comuni sul web, servono per migliorare l'aspetto estetico e al tempo stesso facilitare la creazione e/o la manutenzione di siti. Se combinati con un linguaggio di quale JavaScript consentendo di superare quelli che erano considerati un tempo i limiti di html standard.

79 CSS, ovvero Cascading Style Sheets
Per prima cosa hanno un loro elemento (tag) che viene specificato in html, si tratta dell'elemento: <style> e relativa chiusura </style> questo elemento serve ad informare il browser che si tratta di stili e che questi apporteranno le dovute modifiche ai vari elementi (tags) di HTML definiti al loro interno comprese immagini e links, dipende soltanto dalle combinazioni che se ne vorrà fare.

80 Hyper Text Markup Language
due sono le categorie in cui si suddividono gli editor: visuali e testuali. Quelli visuali sono sicuramente molto più semplici da adoperare, assomigliano a dei programmi di grafica, è sufficiente trascinare al loro interno testi ed immagini per avere un'impaginazione più che soddisfacente Gli editors testuali richiedono  invece da parte di chi li adopera una minima conoscenza di base, potrebbero sembrare più dispendiosi in termini di impegno, ma alla lunga si rivelano invece un autentico investimento. Consentono di fare cose che editors visuali non permetterebbero mai e danno la possibilità di avere il controllo assoluto su ogni parte del codice

81 I motori di ricerca Il motore di ricerca è un server che periodicamente ispeziona i documenti residenti sulla rete e li indicizza in base al loro contenuto e alla struttura dei loro link Un motore di ricerca fornisce un servizio di ricerca sulla rete per parole chiave fornite dall’utente Ogni ricerca produce una lista di link (ordinata per rilevanza) ai documenti contenenti quelle parole chiave 81

82 I motori di ricerca http://www.google.com/ http://www.bing.com
... 82

83 I motori di ricerca: operatori booleani
AND, + Restringe il campo di ricerca igiene AND dentale oppure +igiene +dentale entrambi i termini devono essere presenti (default di Google) OR Estende il campo di ricerca igiene OR dentale AND NOT, - Restringe il campo di ricerca Non è riconosciuto da tutti i motori igiene AND NOT dentale oppure igiene -dentale “” le parole chiave si devono trovare di seguito “igiene dentale” 83

84 MOTORI DI RICERCA: Google
Settembre 1998, Menlo Park (CA): inizia la "Google Story" Larry Page e Sergey Brin, due studenti di Stanford con il pallino della matematica, avevano 25 anni quando nel settembre del 1998 fondarono Google. Poco dopo aver fondato l’azienda, per mancanza dei fondi necessari per l’acquisto di nuovi PC e di altro materiale, cercarono di venderla per un milione di dollari a diverse società finanziarie, oltre che a diretti concorrenti come Altavista e Yahoo, ottenendo solo dei rifiuti. Oggi Google vale oltre 100 miliardi di dollari

85 MOTORI DI RICERCA: Google
La loro “impossible mission” era trovare un modo di catalogare tutte le informazioni presenti in internet e renderle rapidamente e facilmente disponibili a tutti. E ovviamente di farlo meglio di quanto già facessero Yahoo, Altavista, etc La cosa più innovativa è stata sicuramente l’invenzione del “PageRank”. Il pagerank è un metodo per determinare “l’importanza” di una pagina web. Mentre i motori esistenti, per indicizzare e posizionare i siti web nei loro database, si limitavano a contare le ricorrenze, nel testo delle pagine, dei termini cercati dagli utenti, e quindi mostravano ai primi posti siti web non sempre pertinenti con le informazioni desiderate, Page e Brin ebbero l’idea di verificare e contare non solo le ripetizioni delle parole ma anche i link che provenivano da altri siti e che puntavano ad una determinata pagina. Il loro ragionamento era semplice: se un certo sito è citato e consigliato da molti altri significa che ha dei contenuti interessanti e quindi è giusto farlo vedere prima di altri.

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In realtà il metodo adottato dai due studenti per calcolare il Page Rank è molto più complesso ed articolato; non si limita a contare i link ma tiene conto anche della “qualità” dei contenuti e dell’importanza dei siti da cui provengono i link. Ad esempio, se il sito della Microsoft consiglia o cita il mio sito, lo stesso acquista agli occhi di Google un valore maggiore rispetto al sito di un concorrente consigliato da un’azienda sconosciuta, e quindi avrà un PageRank più elevato del concorrente.  Ci sono poi altri fattori che contribuiscono a determinare il PageRank, come l’anzianità del sito, il numero dei visitatori, ecc.. Credo che nessuno li conosca tutti, anche se sono stati ormai scritti migliaia di articoli e di libri sui “segreti del PageRank di Google”.  Ciò che conta è che gli utenti, usando Google, si rendevano conto che era più facile e richiedeva meno tempo trovare le informazioni desiderate e pertanto abbandonavano gli altri motori e consigliavano agli amici e conoscenti di fare altrettanto.

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Oggi Google reperisce e gestisce le informazioni presenti su internet grazie ad una propria rete composta da oltre PC. Una potenza di calcolo che nessun’altra azienda al mondo possiede.  Google riesce parzialmente ad esplorare il DEEP WEB, ossia quelle informazioni contenute nel web, ma non indicizzate dai motori di ricerca e contenute nei database. Google riesce ad indicizzare anche documenti in formati non testuali (PDF, presentazioni, fogli di calcolo, immagini), ma si ferma (per ora) di fronte ai contenuti audio e video. Google ha nel suo database oltre 8 miliardi di pagine web e ogni giorno i suoi utenti effettuano 200 milioni di ricerche in oltre 80 lingue. Attualmente è in atto il più ambizioso dei progetti mai attuati: la digitalizzazione dei volumi di intere biblioteche al fine di rendere il sapere umano alla portata di tutti.

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Ma chi paga? Da dove provengono i soldi? Ma tutti questi miliardi di dollari da dove arrivano, considerato che l’utilizzo di Google è gratuito? Chi paga? Questa è la domanda che spesso mi è stata posta da clienti, amici e conoscenti, e sono certo che anche molti di voi qualche volta se la saranno posta. La risposta è molto semplice: Google non fa pubblicità a se stesso ma incassa molto per la pubblicità che fa agli altri.

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La pubblicità contestuale Un’altra delle idee brillanti di Google è stata la pubblicità contestuale, o mirata. Provate a immaginare… state guardando un film di fantascienza alla TV e c’è un’interruzione pubblicitaria con uno spot che parla di un fascicolo con DVD allegato, in edicola da domani; il titolo è “ai confini della realtà” (un mito degli anni ’60 per gli amanti di fantascienza). Quanti di voi cambierebbero canale per evitare questa pubblicità?  Google fa la stessa cosa: se state cercando ad esempio “noleggio macchine per caffè” vedrete sulla parte destra della pagina dei risultati alcuni link pubblicitari di aziende che noleggiano macchine per caffè o che vendono cialde di caffè. Le probabilità che questa pubblicità dia fastidio sono quindi minime e nello stesso tempo, le probabilità che qualcuno clicchi su questi link sono alte.  Questo consente a Google di far accettare ai suoi inserzionisti di pagare un “tot” per click più elevato rispetto a ciò che pagherebbero per la stessa pubblicità inserita su siti o portali che parlano di calcio, di libri, di corsi, di telefonini o di cronaca.

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Il sito di GOOGLE - un esempio da imitare Il sito di Google si presenta in modo spartano, senza animazioni in flash, senza musichette, senza sfondi multicolori, senza banner pubblicitari. Non c’è nulla che possa distrarre l’utente, che lo costringa a pensare dove cliccare. Ci sono soltanto informazioni. Google sa cosa vogliono gli utenti e li accontenta.  Pensate a quanti milioni di dollari Google sta rinunciando pur di non "sporcare" e rendere pesante la sua home page con l'inserimento di banner pubblicitari statici o animati in Flash, come invece fanno altri motori (MSN, YAHOO, ecc..).

91 GOOGLE: la ricerca Ricerche di base Operatore AND automatico;
Google ignora le “stop words”* Google non supporta la ricerca di radici di parole (per es. aziend*) *Stop words o stopwords, è il nome dato alle parole che vengono filtrate a priori o conseguentemente ad un processo di analisi dei testi di documenti presenti in un data base, come ad esempio: - da, in, per, il, chi, su, ecc..

92 GOOGLE: la ricerca La ricerca avanzata:

93 GOOGLE: gli strumenti Google libri (http://books.google.it/)
Consente la ricerca e la lettura di libri resi disponibili online dagli editori aderenti all'iniziativa. In alcuni casi, per motivi legali, viene richiesta l’autenticazione per poter leggere i libri trovati

94 Google libri I problemi incontrati sembrano essere fondamentalmente di tre tipi: 1) quelli, ben noti, legati alle iniziative legali attraverso le quali la Authors Guild e la Association of American Publishers (oltre ad alcuni autori individuali) stanno cercando di bloccare la digitalizzazione dei testi sotto diritti; 2) quelli, purtroppo assai meno noti, legati alle difficoltà tecniche del progetto e alle caratteristiche degli strumenti software e dei formati di codifica utilizzati; 3) quelli, ovviamente influenzati anche dalle prime due tipologie, legati alla focalizzazione dell’esatta fisionomia del progetto stesso.

95 GOOGLE: gli strumenti Google scholar (http://scholar.google.com/)
-Che cos'è Google Scholar? Google Scholar offre un modo semplice per effettuare un'ampia ricerca sulla letteratura accademica. Con un unico servizio, puoi effettuare ricerche tra molte discipline e fonti: documenti approvati per la pubblicazione, tesi, libri, abstract e articoli di case editrici accademiche, ordini professionali, database di studi non ancora pubblicati, università e altre organizzazioni accademiche.. Funzioni di Google Scholar Cerca in diverse fonti utilizzando un unico e pratico sito Trova documenti, abstract e citazioni Individua un documento completo nella tua biblioteca oppure sul web Scopri documenti importanti in qualsiasi area di ricerca Come vengono classificati gli articoli? Google Scholar mira ad elencare gli articoli in base alla stessa classificazione adottata dal mondo scientifico, ossia valutando il testo completo di un articolo, l'autore, la pubblicazione in cui è riportato e il numero di volte in cui viene citato in altri documenti accademici. I risultati più pertinenti vengono sempre visualizzati nella prima pagina.

96 Liber Liber Liber Liber, è una o.n.l.u.s. (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) che ha come obiettivo la promozione di ogni espressione artistica e intellettuale. In particolare, Liber Liber si propone di favorire l'utilizzazione consapevole delle tecnologie informatiche in campo umanistico e di avvicinare la cultura umanistica e quella scientifica. Grazie alla collaborazione di volontari e sponsor come la E-text, i capolavori della letteratura e le altre opere edite dal progetto Manuzio vengono prelevate mensilmente da oltre utenti / mese (secondo una statistica datata dicembre 2007).

97 I metamotori http://www.metacrawler.com/ http://www.ixquick.com/
Un metamotore è un'interfaccia che svolge la sua interrogazione su più motori di ricerca contemporaneamente. L'utente digita il testo da cercare nel matamotore che lancia la ricerca, collegandosi al sito di Google, Yahoo e altri, i quali inviano una risposta che può essere direttamente presentata all'utente, oppure filtrata secondo alcuni criteri, in primis l'eliminazione delle ripetizioni. Il metamotore filtra i risultati forniti da più di un motore di ricerca, per eliminare eventuali ripetizioni. Una ricerca su un metamotore può coinvolgere più database insieme, tanti quanti sono i database dei motori coinvolti. Questo è il principale vantaggio di questo tipo di motori: raggiungere una quota maggiore di siti della rete, rispetto all'interrogazione di un solo motore. Come svantaggio bisogna evidenziare la mancanza di strumenti per la ricerca avanzata, di cui sono invece dotati i singoli motori.

98 L’obiettivo della ricerca bibliografica
La ricerca bibliografica ha come obiettivo l'individuazione di fonti informative relative ad un determinato argomento.

99 1. GLI OPAC (Online Public Acess Catalog)
Sono risorse gratuite e quindi consultabili anche al di fuori della biblioteca Consentono di accertare l’esistenza di documenti all’interno delle biblioteche La ricerca può avvenire per: autore, parole del titolo, soggetti e voci di classificazione Dewey

100 2. GLI OPAC e I METAOPAC L’OPAC è il catalogo di una biblioteca
I metaOPAC permettono di interrogare più cataloghi contemporaneamente; la schermata di interrogazione è simile a quella di un opac con l’aggiunta di un elenco delle biblioteche sulle quali verrà effettuata la ricerca.

101 5. GLI OPAC: gli operatori logici
Di default gli OPAC compiono le ricerche utilizzano l’operatore AND E’ possibile, però, compiere una ricerca utilizzando anche gli operatori “OR” e “NOT” e gli operatori di prossimità “ADJ” e “WITH”

102 9.GLI OPAC di biblioteche straniere
Library of Congress on line Catalog (http://catalog.loc.gov/) The British Library (http://catalogue.bl.uk/F/?func=file&file_name=login-bl-list) Karlsruhe Virtual Catalog (http://www.ubka.uni-karlsruhe.de/hylib/en/kvk.html)

103 1. CATALOGHI COMMERCIALI
Consentono di individuare libri e riviste in commercio editi in Italia o all’estero. E’ possibile visualizzare gli abstract, gli indici dei volumi e talvolta anche un capitolo di prova

104 2. CATALOGHI COMMERCIALI
Cataloghi generali - Amazon (http://www.amazon.com ) - BOL (www.bol.it ) - IBS (www.ibs.it )


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