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La cura come prosecuzione dellopera materna. Un caso Emmi Pikler e listituto Pikler Loczy di Budapest.

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Presentazione sul tema: "La cura come prosecuzione dellopera materna. Un caso Emmi Pikler e listituto Pikler Loczy di Budapest."— Transcript della presentazione:

1 La cura come prosecuzione dellopera materna. Un caso Emmi Pikler e listituto Pikler Loczy di Budapest

2 Il lavoro sui casi. Il contesto generatore di idee Le esperienze degli educatori del passato, riprese/ridotte nei codici disciplinari rischiano di vedere appannarsi la forza vitale, mortificata loriginalità, banalizzate le condizioni caratterizzanti in formula di cui tutti possono impadronirsi, magari attribuendo alle parole significati diversi e lontani da quelli dati in partenza. Impadronirsi è una buona pratica, fare confusione no. Illustrazione della drammaticità della pratica educativa: la complessità del percorso da mi piacciono i bambini alla competenza: l area prossimale di competenza. Approccio complementare ad altri più sistematici: attenzione a connessioni e sviluppi, sguardo non interrotto.

3 La problematica Le madri al centro del lavoro di cura: un riconoscimento laborioso... Ripercorrendo a grandi linee levoluzione storica dellintervento nei confronti di bambini che crescono fuori dalla famiglia dorigine si può registrare un processo paradossale: più si individuano i bisogni fondamentale e più si soddisfano, più gli operatori implicati, educatori, assistenti sociali, tecnici, magistrati, registrano linsufficienza dei loro interventi. Tutto quello che – nellagire dei servizi e dei singoli operatori – va nella direzione di sostituire una madre non capace di curare il suo bambino con una figura capace di farlo al suo posto, non evita il fenomeno della carenza di cure materne. La qualità delle cure fornite è una variabile fondamentale, ma perché un bambino sia in grado di beneficiare di quanto gli è offerto, è necessario che sia aiutato a mantenere ed elaborare la relazione con la madre e con la famiglia dorigine per quanto problematica essa sia. Per gli operatori permettere al bambino di mantenere il contatto con la madre e offrirgli buone cure sostitutive di quelle prestate dalla madre, implica una posizione difficile, spesso causa di sofferenza che spinge a scegliere fra la madre e il bambino.

4 …un approccio educativo al passaggio dal corporeo allo psichico: Cura: attenzione, applicazione, vigilanza per il benessere, applicata in particolare a partire dal corpo Negli ultimi decenni la cura è stata svalutata a vantaggio della relazione(con buoni motivi e buone intenzioni). Dalle storie dei servizi considerati appare che la cura è un veicolo di relazione, capace di generarla, indirizzarla, trasformarla. Il prestare cura è un agire concreto a proposito del quale si possono dare indicazioni, fare osservazioni…. Cura e relazione formano un binomio indissociabile nel quale ognuna delle parti alimenta laltra e può sostenerla o ostacolarla

5 Emmi Pikler. Loczy Le madri sono(fisicamente)assenti 1.Cenni biografici 1902 nascita a Vienna studi di medicina e specializzazione in pediatria a Vienna pratica professionale a Budapest. Insegnamento in corsi di formazione per puericultrici e maestre giardiniere. Le leggi razziali impediscono agli ebrei la pratica professionale nei servizi pubblici.Pub llicazione del testo Cosa sa fare il vostro bambino, rivolto alle madri creazione, in via Loczy, di un servizio residenziale per bambini 0-3 anni orfani.Incarico del ministero della salute e la sicurezza sociale dirige il servizio 1979 pensionamento, attività di formazione 1984 morte a Budapest nascono Associazioni nazionali Pikler Loczy in Europa e Nord e Sud America 1998 Loczy passa alla gestione di una Fondazione pubblica con finanziamento privato e sostegno di una Associazione internazionale – 2006……..

6 2. Principi organizzativi Bambini senza famiglia, costretti a vivere i primi anni di vita in collettività, possono crescere autonomi e responsabili come i loro coetanei più fortunati grazie a un progetto educativo basato su: la valorizzazione dellattività autonoma del bambino, fondata sulla sua iniziativa, allinterno di un ambiente adeguato; lesistenza di rapporti personali stabili e, in particolare, di una relazione privilegiata fra ognuno dei bambini e una delle educatrici allinterno di questa relazione leducatrice deve preoccuparsi che il bambino costruisca una immagine positiva di sé e, in sintonia con il suo grado di sviluppo, impari a conoscere la sua collocazione nellambiente, fra le cose e le persone che lo circondano, gli avvenimenti che lo riguardano, il presente e lavvenire immediato e più lontano; la promozione e il mantenimento della salute fisica che, in parte sostiene e in parte è effetto dei tre punti precedenti.

7 3. Dalla storia al lavoro nei servizi Uneducatrice deve mettere un bambino nella stessa condizione di benessere in cui lo mette una madre sufficientemente buona, e può farlo solo comportandosi in modo diverso da quello della madre.Perchè questa affermazione non resti solo enunciata, Loczy attua tre dispositivi: a) Differenzia cura e relazione. Lo fa strumentalmente, problematizzando la assenza di soluzione di continuità. La differenziazione permette di - dare concretezza( possibilità di intervento) agli ingredienti che compongono la relazione empatica madre o educatrice – bambino e alla loro diversa composizione: madre sente con il bambino educatrice è con il bambino fa con il bambino - creare lo spazio in cui è presente la madre biologica e potrà essere presente la madre adottante

8 b) Offre alle educatrici un punto di attenzione al bambino che insiste sullautonomia: il movimento. E chiede loro di regolare su questo il proprio comportamento c) Propone formazione attraverso lesperienza ragionata del rapporto. A partire da una sceneggiatura in cui gesti osservabili (osservati) e discutibili (discussi) permettono di intervenire nel passaggio – senza soluzione di continuità – dal corporeo allo psichico. Tocca larticolazione fra regola e spontaneità: una stessa intenzione deve dar luogo a diversi comportamenti per permettere di far fare la stessa esperienza a bambini diversi


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