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P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Linfluenza aviaria: quale rischio alimentare? Pier Sandro Cocconcelli.

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Presentazione sul tema: "P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Linfluenza aviaria: quale rischio alimentare? Pier Sandro Cocconcelli."— Transcript della presentazione:

1 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Linfluenza aviaria: quale rischio alimentare? Pier Sandro Cocconcelli Istituto di Microbiologia, Centro Ricerche Biotecnologiche Università Cattolica del Sacro Cuore Piacenza - Cremona

2 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Le Componenti dellAnalisi del Rischio Risk Assessment – Valutazione del Rischio Dimensione del rischio, quali fattori possono ridurre il rischio? Approccio scientifico Risk Communication – Comunicazione del rischio Come comunicare il rischio agli stakeholders? Approccio sociologico-psicologico-comunicativo Risk Management – Gestione del Rischio Come gestire il rischio? Processo politico

3 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Risk AssesmentRisk CommunicationRisk Managment

4 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore CORE Gruppo Analisi e Comunicazione del Rischio Alimentare e Nutrizionale Studiare ed affrontare i temi di sicurezza alimentare e dellanalisi del rischio negli alimenti Fornire strategie di comunicazione del rischio alimentare basate su unanalisi scientifica del comportamento del consumatore e dei processi di comunicazione 4 unità Comunicazione (Milano, prof. Colombo) Comportamento dei consumatori (Piacenza, prof. Rama) Analisi del rischio (Piacenza, prof. Cocconcelli) Salute e Nutrizione (Roma, prof Miggiano)

5 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Fasi del Risk Assessment Identificazione del pericolo Identificazione dellagente biologico, presente negli alimenti, capace di creare effetti avversi sulla salute Analisi dellesposizione Quale è la probabilità di esposizione? Che livello di esposizione? Analisi di Dose-Response Quale è leffetto sulla salute di quantità crescenti dellagente patogeno? Caratterizzazione del rischio

6 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Hazard Identification Influenza A viruses - HPAI e LPAI Famiglia Orthomyxoviridae negative-strand, segmented RNA viruses Haemagglutinin antigens (H1–H16) Neuraminidase antigens (N1–N9)

7 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore HPAI alta patogenicità (H5 e H7) Crisi (Italia) e 2003 (Olanda) H5N1 LPAI bassa patogenicità

8 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Virus HPAI nelle carni di animali infetti Apparato respiratorio Tratto gastro intestinale Organi interni Muscoli e pelle

9 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Presenza di virus HPAI nelle uova Virus HPAI sono stati identificati sulla superficie di uova depositate da animali infetti HPAI sono stati riscontrati anche in albume e tuorlo (4.9 Log EID 50 /ml)

10 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Presenza di virus LPAI nelle uova Non ci sono casi documentati di uova contaminate deposte da animali affetti da virus LPAI Virus LPAI sono escreti in rilevante quantità nelle feci degli animali infetti È possibile una contaminazione della superficie delluovo

11 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Virus AI Sensibili ai pH acidi Sensibili ai trattamenti termici virus Newcastle 56°C 15 min 62°C 5 min D sec D sec D sec

12 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Exposure Analysis Analisi dellesposizione Stima del consumo dellalimento potenzialmente contaminato Dose dellagente patogeno Valutazione quantitativa ModellazioneSimulazione

13 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Dose dellagente patogeno Assente in Italia e nella UE negli animali in allevamento Fine del Risk Assesment Prodotti trasformati?

14 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Effetto dei processi di cottura Virus AI sono termosensibili (es. D sec) Le temperature di cottura consentono una completa inattivazione dei virus AI Gli operatori del settore devono applicare i sistemi HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points) e GMP (good manufacturing practices)

15 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Definizioni CE 853/2004 Uova: le uova diverse dalle uova rotte, incubate o cotte di volatili di allevamento nel loro guscio, adatte al consumo umano diretto o alla preparazione di ovoprodotti Uova liquide: contenuto non trasformato delle uova dopo la rimozione del guscio Ovoprodotti: i prodotti trasformati risultanti dalla trasformazione di uova, o vari componenti o miscugli di uova o dallulteriore trasformazione di detti prodotti trasformati

16 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Effetto dei trattamenti di pastorizzazione Dati sperimentali dimostrano che i trattamenti termici impiegati nella pastorizzazione delle uova liquide (61°C - 63°C ) consentono una completa inattivazione dei virus AI In uova artificialmente contaminate con 10 5 EID 50 di HPAI /ml di prodotto, trattamenti < 2 min sono sufficienti a inattivare completamente i visus HPAI e LPAI

17 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Risk Characterization Obiettivo finale del risk assesment Combina le informazioni derivanti da: Hazard identification Exposure analysis Dose-response analysis Fornisce una chiara valutazione del rischio e le informazioni necessarie per: Risk Communication Risk Managment

18 P. S. Cocconcelli Università Cattolica del Sacro Cuore Risk Characterization di AI virus Non esistono prove che suggeriscano la possibilità di infettarsi con virus AI tramite il consumo di prodotti avicoli In Italia e nella UE non sono stati identificati HPAI negli animali in allevamento I virus AI sono sensibili ai trattamenti normalmente impiegati per il controllo di agenti patogeni microbici quali Salmonella e Campylobacter Negligible Risk


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