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CARATTERI DISTRIBUTIVI E MORFOLOGICI DEGLI EDIFICI Prof. Giuseppe Saponaro Conferenza Comandante Vigili del Fuoco Provincia Ferrara Ing. Cristiano Cusin.

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Presentazione sul tema: "CARATTERI DISTRIBUTIVI E MORFOLOGICI DEGLI EDIFICI Prof. Giuseppe Saponaro Conferenza Comandante Vigili del Fuoco Provincia Ferrara Ing. Cristiano Cusin."— Transcript della presentazione:

1 CARATTERI DISTRIBUTIVI E MORFOLOGICI DEGLI EDIFICI Prof. Giuseppe Saponaro Conferenza Comandante Vigili del Fuoco Provincia Ferrara Ing. Cristiano Cusin EDIFICI DI GRANDE ALTEZZA 17 dicembre 2010

2 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN2 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

3 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN3 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 APPLICABILITÀ Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza antincendi da applicare agli edifici destinati a civile abitazione, con altezza antincendi uguale o superiore a 12 m. Si fa riferimento ai termini e definizioni generali di cui al decreto ministeriale 30 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983). Altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso

4 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN4 Altezza ai fini antincendi degli edifici civili Altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso. Circolare M.I. n. 25 del 2 giugno 1982 Altezza in gronda 2b) Altezza massima misurata dal piano esterno accessibile ai mezzi di soccorso dei VV.F. all’intradosso del soffitto del più elevato locale abitabile. H H Vano tecnico D.M. 16 maggio 1987 n. 246

5 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN5 H Piano abitabile H D.M. 16 maggio 1987 n. 246 Decreto Ministeriale 30 novembre 1983 Altezza ai fini antincendi degli edifici civili Altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso. Circolare M.I. n. 25 del 2 giugno 1982 Altezza in gronda 2b) Altezza massima misurata dal piano esterno accessibile ai mezzi di soccorso dei VV.F. all’intradosso del soffitto del più elevato locale abitabile.

6 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN6 APPLICABILITÀ D.M. 16 maggio 1987 n m altezza antincendio altezza in gronda 12m si applica regola tecnica soggetto a CPI soggetto a regola tecnica ma non soggetto a CPI 24m

7 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN7 Si intendono per modifiche sostanziali lavori che comportino il rifacimento di oltre il 50% dei solai o il rifacimento strutturale delle scale o l'aumento di altezza. APPLICABILITÀ NUOVE COSTRUZIONI EDIFICI ESISTENTI in caso di ristrutturazione che comportino modifiche sostanziali i cui progetti siano presentati agli organi competenti per le approvazioni previste dalle vigenti disposizioni dopo l'entrata in vigore del presente decreto D.M. 16 maggio 1987 n. 246

8 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN8 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 RESISTENZA AL FUOCO D.M. 9 MARZO 2007

9 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN9 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 RESISTENZA AL FUOCO D.M. 9 MARZO Livello III di prestazione 1. Il livello III di prestazione può ritenersi adeguato per tutte le costruzioni rientranti nel campo di applicazione del presente decreto fatte salve quelle per le quali sono richiesti i livelli IV o V. 3.4 Livelli IV e V di prestazione 1.I livelli IV o V possono essere oggetto di specifiche richieste del committente o essere previsti dai capitolati tecnici di progetto. I livelli IV o V di prestazione possono altresì essere richiesti dalla autorità competente per costruzioni destinate ad attività di particolare importanza.

10 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN10 RESISTENZA AL FUOCO VERIFICA INDIVIDUO TUTTO IL MATERIALE COMBUSTIBILE TROVO IL CALORE CHE SI PUO’ GENERALE Quantità X Potere Calorifico APPLICO COEFFICENTI E DIVIDO PER LA SUPERFICE E TROVO IL CARICO DI INCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO D.M. 9 MARZO 2007

11 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN11 RESISTENZA AL FUOCO VERIFICA LIVELLO III D.M. 9 MARZO 2007 CLASSE = durata temporale prestazione

12 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN12 RESISTENZA AL FUOCO D.M. 9 MARZO 2007 curva nominale standard θg = log10(8 ⋅ t +1) [°C INDIVIDUO L’INCENDIO DI PROGETTO VERIFICA - modelli di incendio sperimentali oppure, - modelli di incendio numerici semplificati oppure, - modelli di incendio numerici avanzati.

13 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN13 RESISTENZA AL FUOCO D.M. 9 MARZO 2007 APPLICO IL REGIME DI TEMPERATURA VARIABILE NEL TEMPO ALLA STRUTTURA VERIFICA - Coazioni termiche - Diminuzione caratteristiche meccaniche - Combinazione di carichi eccezionali INDIVIDUO IL TEMPO LIMITE

14 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN14 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 RESISTENZA AL FUOCO D.M. 9 MARZO 2007 Per tutta la durata dell’incendio “previsto” la struttura non deve perdere la caratteristica R

15 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN15 Documento Interpretativo n° 2 “SICUREZZA IN CASO D’INCENDIO” OBIETTIVI 1.Garantire per un periodo di tempo determinato la capacità portante dell’opera. 2.Limitare la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno dell’opera. 3.Limitare la propagazione del fuoco alle opere vicine. 4.Permettere agli occupanti di lasciare l’opera o di essere soccorsi. 5.Prendere in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso.

16 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN16 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 REAZIONE AL FUOCO Reazione al fuoco dei materiali. Per la reazione al fuoco dei materiali, si fa riferimento ai DM DM 15 marzo 2005 esempio

17 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN17 Documento Interpretativo n° 2 “SICUREZZA IN CASO D’INCENDIO” OBIETTIVI 1.Garantire per un periodo di tempo determinato la capacità portante dell’opera. 2.Limitare la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno dell’opera. 3.Limitare la propagazione del fuoco alle opere vicine. 4.Permettere agli occupanti di lasciare l’opera o di essere soccorsi. 5.Prendere in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso.

18 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN18 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987) Tipo di edificio Altezza antincendi Max superficie compartimento (mq) Caratteristiche REI dei vani scala e ascensore, filtri, porte, elementi di suddivisione tra i compartimenti a da 12 a 24 m (**) 60 b da oltre 24 a 32 m (**) 60 c da oltre 32 a 54 m d da oltre 54 a 80 m e oltre 80 m

19 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN19 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987) COMPARTIMENTO ANTINCENDIO parte della costruzione organizzata per rispondere alle esigenze della sicurezza in caso di incendio e delimitata da elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l’azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la capacità di compartimentazione. CAPACITÀ DI COMPARTIMENTAZIONE IN CASO D’INCENDIO attitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l’azione del fuoco, oltre alla propria stabilità, un sufficiente isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione, nonché tutte le altre prestazioni se richieste.

20 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN20 Documento Interpretativo n° 2 “SICUREZZA IN CASO D’INCENDIO” OBIETTIVI 1.Garantire per un periodo di tempo determinato la capacità portante dell’opera. 2.Limitare la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno dell’opera. 3.Limitare la propagazione del fuoco alle opere vicine. 4.Permettere agli occupanti di lasciare l’opera o di essere soccorsi. 5.Prendere in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso.

21 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN21 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE Tipo di edificio Altezza antincendi Massima superficie di competenza per ogni scala di piano Tipi dei vani scala e di almeno un vano ascensore a da 12 a 24 m 500Nessuna prescrizione 500 Almeno protetto se non sono osservati i requisiti di accostabilità autoscala p p Almeno a prova di fumo interno 600A prova di fumo b da oltre 24 a 32 m 500Nessuna prescrizione 500 Almeno a prova di fumo interno se non sono osservati i requisiti di accostabilità autoscala (p.2.2.1) p Almeno a prova di fumo interno 600A prova di fumo c da oltre 32 a 54 m 500Almeno a prova di fumo interno d da oltre 54 a 80 m 500Almeno a prova di fumo interno e oltre 80 m350 (*)Almeno a prova di fumo interno (*) Con un minimo di 2 scale per ogni edificio. Sulla copertura dell'edificio deve essere prevista una area per l'atterraggio ed il decollo degli elicotteri di soccorso raggiungibile da ogni scala. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

22 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN22 REQUISITI ACCESSIBILITÀ larghezza: 3,50 m - altezza libera: 4,00 m - raggio di volta: 13,00 m - pendenza: <= 10% resistenza al carico: > 20 t (8 ant post; passo 4,00 m) ACCOSTAMENTO AUTOSCALE Solo tipo A e B accostamento autoscale vigili del fuoco almeno ad una qualsiasi finestra o balcone di ogni piano Se tale requisito non è soddisfatto vedi tabella. (L.C. prot. N. P891/4101 sott. 106/33 del ) in presenza di un edificio con più vani scala, non comunicanti fra loro, l'accostamento dell'autoscala VV.F., deve essere garantito almeno ad una finestra o un balcone di ogni piano appartenente alla verticale servita da ciascun vano scala. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

23 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN23 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE SCALE Caratteristiche di resistenza al fuoco (TABELLA) Larghezza minima delle scale >=1.05 m (a – b – c) Larghezza minima delle scale >=1.20 m (d – e) Le rampe devono preferibilmente essere rettilinee sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno. Il vano scala deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 m 2. Nel vano di aerazione è consentita l'installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici. Tipo e numero delle scale ( TABELLA ) chiarimento: la misura della pedata del gradino deve essere effettuata secondo la proiezione verticale, considerando quindi la pedata utile in fase di discesa. non meno di 3 gradini e non più di 15 (DM ) D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

24 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN24 (DM ) SCALA PROTETTA Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso diretto da ogni piano, con porte di resistenza al fuoco REI predeterminata e dotate di congegno di autochiusura. REI D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

25 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN25 (DM ) SCALA A PROVA DI FUMO INTERNA Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso, per ogni piano, da filtro a prova di fumo. REI filtro a prova di fumo Vano delimitato da strutture con resistenza al fuoco REI predeterminata, e comunque non inferiore a 60, dotato di due o più porte munite di congegni di autochiusura con resistenza al fuoco REI predeterminata, e comunque non inferiore a 60, con camino di ventilazione di sezione adeguata e comunque non inferiore a 0,10 mq sfociante al di sopra della copertura dell’edificio, oppure vano con le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco e mantenuto in sovrappressione ad almeno 0,3 mbar, anche in condizioni di emergenza, oppure aerato direttamente verso l’esterno con aperture libere di superficie non inferiore a 1 mq con esclusione di condotti. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

26 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN26 (DM ) SCALA A PROVA DI FUMO Scala in vano costituente compartimento antincendio avente accesso per ogni piano - mediante porte di resistenza al fuoco almeno RE predeterminata e dotate di congegno di auto-chiusura - da spazio scoperto o da disimpegno aperto per almeno un lato su spazio scoperto dotato di parapetto a giorno. parapetto REI D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

27 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN27 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE Tipo di edificio Altezza antincendi Massima superficie di competenza per ogni scala di piano Tipi dei vani scala e di almeno un vano ascensore a da 12 a 24 m 500Nessuna prescrizione 500 Almeno protetto se non sono osservati i requisiti di accostabilità autoscala p p Almeno a prova di fumo interno 600A prova di fumo b da oltre 24 a 32 m 500Nessuna prescrizione 500 Almeno a prova di fumo interno se non sono osservati i requisiti di accostabilità autoscala (p.2.2.1) p Almeno a prova di fumo interno 600A prova di fumo c da oltre 32 a 54 m 500Almeno a prova di fumo interno d da oltre 54 a 80 m 500Almeno a prova di fumo interno e oltre 80 m350 (*)Almeno a prova di fumo interno (*) Con un minimo di 2 scale per ogni edificio. Sulla copertura dell'edificio deve essere prevista una area per l'atterraggio ed il decollo degli elicotteri di soccorso raggiungibile da ogni scala. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

28 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN28 utilizzabile in caso di incendio e installato esclusivamente per trasporto delle attrezzature del servizio antincendio ed, eventualmente, per l'evacuazione di emergenza delle persone. Tipi d’ascensori in vano aperto in vano protetto in vano a prova di fumo ascensore antincendio ascensore di soccorso ASCENSORI

29 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN29 Documento Interpretativo n° 2 “SICUREZZA IN CASO D’INCENDIO” OBIETTIVI 1.Garantire per un periodo di tempo determinato la capacità portante dell’opera. 2.Limitare la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all’interno dell’opera. 3.Limitare la propagazione del fuoco alle opere vicine. 4.Permettere agli occupanti di lasciare l’opera o di essere soccorsi. 5.Prendere in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso.

30 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN30 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE COMUNICAZIONI 1.con le aree a rischio specifico devono applicarsi le disposizioni emanate con le relative normative. 2.tra scale, ascensori e locali cantinati pertinenti le abitazioni dell'edificio si ha: Tipo di edificioTipo di comunicazione a Diretta b Tramite disimpegno con pareti REI 60 e porte REI 60 c Tramite filtro a prova di fumo con pareti REI 60 e porte REI 60 d, e Accesso diretto esclusivamente da spazio scoperto AREE A RISCHIO SPECIFICO Per le aree a rischio specifico pertinenti gli edifici (autorimesse, locali di esposizione o vendita, depositi di materiali combustibili, ecc.) valgono le disposizioni in vigore. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

31 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN31 IMPIANTI DI PRODUZIONE CALORE Devono essere osservate le norme vigenti oltre a quanto indicato nella tabella: (Lettera circolare n /4122 del 22/12/1987) Su parere conforme del Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi, si chiarisce che le disposizioni contenute nella tabella C dell'art. 4 del D.M. indicato in oggetto sono riferite agli impianti di produzione di calore aventi potenzialità superiori a kcal/h. Restano ovviamente valide le disposizioni contenute nella legge 6/12/1971, n Tipo di combustibile Tipo di edificioLiquido o solidoGas con densità rispetto all'aria < 0,8Gas con densità rispetto all'aria ≥ 0,8 a ammesso entro divieto di installazione nei piani interrati b ammesso entro divieto di installazione entro il volume degli edifici c ammesso entro divieto di installazione entro il volume degli edifici d divieto di installazione entro il volume degli edifici ma ammessa sul terrazzo più elevato divieto di installazione entro il volume degli edifici e divieto di installazione entro il volume degli edifici ma ammessa sul terrazzo più elevato divieto di installazione entro il volume degli edifici D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

32 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN32 IMPIANTI ELETTRICI Devono essere realizzati in conformità della legge 1° marzo 1968, n Negli edifici di tipo «c», «d», «e», deve essere installato un sistema di illuminazione di sicurezza, che deve garantire un'affidabile illuminazione e la segnalazione delle vie di esodo. Esso deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

33 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN33 IMPIEGO GAS COMBUSTIBILI Le condutture principali dei gas combustibili devono essere esterne al fabbricato ed a vista. Sono ammessi attraversamenti di locali purché le tubazioni siano poste in guaina metallica aperta alle due estremità comunicante con l'esterno e di diametro superiore di almeno 2 cm rispetto al diametro della tubazione interna. (lettera circolare del Ministero dell'Interno n /4101 del 26 luglio 1988) Si definiscono «condutture principali» le tubazioni al servizio comune delle utenze dell'edificio alimentato dall'impianto gas, cioè le sottocolonne e le colonne montanti. E’ consentita l'installazione delle condutture principali all'interno dell'edificio in apposito alloggiamento il quale: a) sia ad esclusivo servizio dell'impianto gas; b) abbia le pareti impermeabili ai gas; c) sia permanentemente aerato con aperture alle due estremità, l'apertura di aerazione alla quota più bassa deve essere provvista di rete tagliafiamma e, nel caso di gas con densità superiore a 0,8, deve essere ubicata ad una quota superiore al piano di campagna ad una distanza, misurata orizzontalmente, di almeno 10 m da altre aperture alla stessa quota o quota inferiore; d) sia dotato, ad ogni piano, di sportello di ispezione a tenuta di gas e di resistenza al fuoco almeno REI 30. L'alloggiamento suddetto può essere destinato a contenere anche i misuratori per l'utenza dei vari piani del fabbricato. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

34 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN34 IMPIANTI ANTINCENDIO RETI IDRANTI  solo per tipo «b», «c», «d», «e» Caratteristiche: una colonna montante in ciascun vano scala dell'edificio derivazione ad ogni piano di almeno un idrante con attacco DN45 idrante o naspo. naspo corredato di tubazione semirigida con diametro minimo di 25 mm, installato nel locale filtro, se con scala a prova di fumo interna attacco di mandata per autopompa al piede di ogni colonna montante (rif. UNI 10779). portata minima di 360 l/min per ogni colonna montante e, nel caso di più colonne, il funzionamento contemporaneo di 2. L'alimentazione idrica in grado di assicurare ai 3 idranti idraulicamente più sfavoriti 120 l/min cad., con una pressione al bocchello di bar 1,5 per un tempo di almeno 60 min. D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987)

35 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN35 D.M. 16 maggio 1987 n. 246 (G.U. n.148 del 27 giugno 1987) IMPIANTI ANTINCENDIO Qualora l'acquedotto non garantisca le condizioni di cui al punto precedente dovrà essere installata idonea RISERVA IDRICA; questa può essere ubicata a qualsiasi piano e deve essere alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre fonti. Le elettropompe di alimentazione della rete antincendio devono essere collegate all'alimentazione elettrica dell'edificio tramite linea propria non utilizzata per altre utenze. tipo «d», «e»,  gruppi di pompaggio costituiti da due pompe, una di riserva all'altra, alimentate da fonti di energia indipendenti (ad esempio elettropompa e motopompa). L'avviamento dei gruppi di pompaggio deve essere automatico. Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete devono essere protette dal gelo, da urti e dal fuoco. Le colonne montanti possono correre, a giorno o incassate, nei vani scale oppure in appositi alloggiamenti resistenti al fuoco REI 60.

36 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN36 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 a.limitare probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, attraverso le aperture, cavità verticali della facciata, o tra la testa del solaio e la facciata o tra la testa di una parete di separazione antincendio e la facciata; b. limitare la probabilità di incendio di una facciata e la sua successiva propagazione, a causa di un fuoco avente origine esterna; c. evitare o limitare, in caso d’incendio, la caduta di parti di facciata che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli occupanti l’edificio e l’intervento in sicurezza delle squadre di soccorso.

37 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN37 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/ Facciata a doppia pelle: Facciata a due pareti, separate da una cavità o intercapedine (denominata “corridoio d’aria” o “spazio intermedio”); essa può essere ventilata con sistema meccanico e/o naturale. 2.3 Facciata semplice: Facciata, anche di tipo multistrato, che non è una facciata a doppia pelle. 2.4 Curtain wall (facciata continua): facciata esterna non portante, indipendente dall’ossatura strutturale dell’edificio e generalmente fissata davanti alla testa dei solai e dei muri trasversali. Una facciata continua include telai, pannelli, superfici vetrate, sigillature, sistemi di fissaggio, giunti, membrane di tenuta, ecc.

38 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN38 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Resistenza al fuoco Non sono richiesti requisiti di resistenza al fuoco per gli elementi della facciata che appartengono a compartimenti aventi carico d’incendio specifico minore o uguale a 200 MJ/mq o se compartimento provvisto di un sistema di spegnimento ad attivazione automatica.

39 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN39 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 PROPAGAZIONE INCENDIO La facciata deve presentare in corrispondenza di ogni solaio e di ogni muro trasversale, con funzione di Compartimentazione, una fascia, realizzata come descritto in Allegato, costituita da uno o più elementi costruttivi di classe di resistenza al fuoco E60-ef (o→i). Nel caso delle facciate di tipo curtain walls è inoltre richiesto che l’elemento di giunzione della facciata ai solai e ai muri trasversali dei compartimenti sia di classe di resistenza al fuoco EI60 (i→o).

40 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN40 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 PROPAGAZIONE INCENDIO VERTICALE a + b+ c+ d > 1m

41 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN41 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 PROPAGAZIONE INCENDIO VERTICALE a + 2b > 1m

42 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN42 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 PROPAGAZIONE INCENDIO FACCIATA A DOPPIA PELLE Intercapedine interrotta da elementi di interpiano resistenti al fuoco E60; Intercapedine ventilata con parete esterna chiusa che si rompe a 100°C e parete interna EW30 (i↔o)

43 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN43 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 PROPAGAZIONE INCENDIO FACCIATA A DOPPIA PELLE Intercapedine ventilata con parete esterna aperta per il 50% superficie (lamelle a 30°) la parete interna come facciate semplici Presenza di impianto automatico di spegnimento nell’intercapedine

44 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN44 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Reazione al fuoco I rivestimenti, i pannelli, gli elementi decorativi fissi, i cappotti termici, gli isolanti termici, i materiali di tenuta, i sigillanti devono essere almeno di classe 1 di reazione la fuoco ovvero classe B-s3-d0. Nel caso di isolanti termici non direttamente esposti all’azione delle fiamme o dei fumi caldi, sono ammesse le seguenti classi di reazione al fuoco: - C-s3-d2 se protetti con materiali almeno di classe A2; - D-s3-d2 se protetti con materiali almeno di classe A1 - E se protetti con elementi almeno di classe di resistenza al fuoco EI30

45 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN45 Requisiti antincendio delle facciate Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Let. Circ. Prot. n del 31/03/2010 Reazione al fuoco Qualora la facciata contenga altri componenti accessori quali persiane, avvolgibili, scuri, frangisole, ecc. e tali componenti occupino una superficie maggiore del 50% dell’intera superficie della facciata, i medesimi dovranno garantire i medesimi requisiti di reazione al fuoco indicati al primo capoverso.

46 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN46 ESODO DEGLI OCCUPANTI E SICUREZZA DELLE SQUADRE DI SOCCORSO Nel caso in cui le facciate siano composte da materiali fragili ovvero che in caso di incendio possono dare luogo a rotture e distacchi di parti non minute, deve essere assicurato che gli sbarchi delle vie di esodo, i luoghi sicuri esterni e le zone adibite alle operazioni di soccorso risultino protetti dalla caduta delle parti della facciata.

47 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN47 ESODO DEGLI OCCUPANTI E SICUREZZA DELLE SQUADRE DI SOCCORSO Per edifici di altezza antincendio superiore a 54 m, la prescrizione di cui al comma precedente è estesa a tutte le parti costituenti l’involucro dell’edificio.

48 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN48 ESODO DEGLI OCCUPANTI E SICUREZZA DELLE SQUADRE DI SOCCORSO Nel caso di facciate a doppia pelle, il dimensionamento e/o la progettazione del sistema di esodo dovrà necessariamente tenere conto della difficoltà di accesso all’edificio dall’esterno, in caso di incendio, da parte delle squadre di soccorso. È tuttavia possibile inserire in zone ben individuabili dalle squadre di soccorso dei serramenti con vetri facilmente apribili dall’esterno.

49 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN49

50 Comando VF FerraraIng. C. CUSIN50


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