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Dr.ssa Elena Falcone Laboratorio di Genetica Molecolare: aspetti specifici di sicurezza 18 Maggio 2015.

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Presentazione sul tema: "Dr.ssa Elena Falcone Laboratorio di Genetica Molecolare: aspetti specifici di sicurezza 18 Maggio 2015."— Transcript della presentazione:

1 Dr.ssa Elena Falcone Laboratorio di Genetica Molecolare: aspetti specifici di sicurezza 18 Maggio 2015

2 Sicurezza sul lavoro L’aumento degli infortuni sul posto di lavoro ha fatto emergere l’esigenza di predisporre di misure di sicurezza sempre maggiori per la tutela della salute dei dipendenti. Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008) ha previsto alcune innovazioni atte a questo scopo come i corsi di formazione per il primo soccorso, il corso antincendio, il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), etc..

3 Documento di Valutazione dei rischi Il documento di Valutazione dei Rischi è una relazione obbligatoria che dev'essere presente all'interno del luogo di lavoro e disponibile per un eventuale esame della stessa da parte degli organi di controllo. Ha per oggetto l'individuazione di tutti i rischi presenti nell'ambiente lavorativo e nello svolgimento delle mansioni atte a causare un danno alla salute, conseguente da infortuni o malattie professionali. Come ad esempio derivante dall'utilizzo di macchinari o di sostanze tossiche etc. Predispone e suggerisce le misure adeguate (tecniche, organizzative e procedurali ) a prevenirli e controllarli come la manutenzione periodica degli impianti e delle attrezzature e la predisposizione di un programma d'interventi allo scopo di ridurre nel tempo tali rischi e aumentare i livelli di sicurezza. Inoltre specifica come tutti i lavoratori debbano essere muniti dei mezzi idonei alla prevenzione come strumenti (caschi, protezioni..), informazioni e addestramenti.

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6 Rischio biologico nei laboratori di analisi I laboratori di genetica, come del resto tutti gli altri laboratori di analisi ad eccezione di quelli di microbiologia, sono strutture in cui le attività lavorative hanno un rischio potenziale di esposizione ad agenti patogeni.

7 Rischio biologico I soggetti che lavorano in laboratori dove si manipolano agenti biologici, o materiali di origine biologica, sono esposti al rischio di infezioni e, pertanto, hanno una maggiore possibilità di contrarre malattia. Le più frequenti modalità di contaminazione in un laboratorio biologico sono rappresentate da: · inoculazione di materiale infetto attraverso la cute; · ingestione di materiale infetto per contaminazione delle mani; · formazione di aerosol conseguente all'apertura di contenitori, di provette e capsule di Petri o all'impiego di agitatori, siringhe, centrifughe. Gli agenti biologici, definiti dal D.Lgs 81/08 (titolo X) come "qualsiasi microrganismo anche geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie, intossicazioni" vengono classificati in quattro gruppi, per rischio crescente di infezione:

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11 Rischio biologico nei laboratori di analisi Considerato che le persone che lavorano in un laboratorio sono esposti al rischio di infezione da parte questi agenti biologici, i laboratori devono essere progettati con caratteristiche di sicurezza specifiche, chiamate livelli di contenimento. Il livello di contenimento (o biosicurezza), indicato con un numero, che deve avere un laboratorio deve tener conto dei microrganismi delle diverse classi che devono essere manipolati in laboratorio, ma anche di una attenta valutazione del rischio che considera le modalità di trasmissione dell’agente biologico e le modalità di lavorazione del campione. Laboratorio di base – livello di contenimento 1, per microrganismi appartenenti al gruppo 1 Laboratorio di base – livello di contenimento 2, per microrganismi appartenenti al gruppo 2 Laboratorio di sicurezza – livello di contenimento 3, per microrganismi appartenenti al gruppo 3. Laboratorio di massima sicurezza – livello di contenimento 4, per microrganismi appartenenti al gruppo 4. Nota: gli agenti biologici classificati nel gruppo 3** non sono trasmessi per via aerea e quindi possono comportare un rischio di infezione limitato. Per tale motivo la loro manipolazione può avvenire in livello di contenimento 2 ed il contenimento è assicurato dalla buona pratica di laboratorio e dalle misure di sicurezza di questo livello.

12 Art Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari 1. Fatto salvo quanto specificatamente previsto all'allegato XLVI, punto 6, nei laboratori comportanti l'uso di agenti biologici dei gruppi 2, 3 o 4 a fini di ricerca, didattici o diagnostici, e nei locali destinati ad animali da laboratorio deliberatamente contaminati con tali agenti, il datore di lavoro adotta idonee misure di contenimento in conformità all'allegato XLVII. 2. Il datore di lavoro assicura che l'uso di agenti biologici sia eseguito: a) in aree di lavoro corrispondenti almeno al secondo livello di contenimento, se l'agente appartiene al gruppo 2; b) in aree di lavoro corrispondenti almeno al terzo livello di contenimento, se l'agente appartiene al gruppo 3; c) in aree di lavoro corrispondenti almeno al quarto livello di contenimento, se l'agente appartiene al gruppo Nei laboratori comportanti l'uso di materiali con possibile contaminazione da agenti biologici patogeni per l'uomo e nei locali destinati ad animali da esperimento, possibili portatori di tali agenti, il datore di lavoro adotta misure corrispondenti almeno a quelle del secondo livello di contenimento. 4. Nei luoghi di cui ai commi 1 e 3 in cui si fa uso di agenti biologici non ancora classificati, ma il cui uso può far sorgere un rischio grave per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro adotta misure corrispondenti almeno a quelle del terzo livello di contenimento. 5. Per i luoghi di lavoro di cui ai commi 3 e 4, il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentito l'Istituto superiore di sanità, può individuare misure di contenimento più elevate.

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23 Attrezzature Nelle attività di laboratorio con manipolazione di materiale infetto assume un ruolo rilevante, nella prevenzione della eventuale contaminazione dell’operatore e dell’ambiente, il corretto utilizzo delle cappe di sicurezza biologica (“biohazard”), che vengono quindi considerate attrezzature di contenimento fisico primario. In base agli standard internazionali le cappe di sicurezza biologica vengono suddivise in 3 classi, a seconda del livello di protezione garantito. Le cappe di classe 1 sono in grado di proteggere l’operatore e l’ambiente dall’infezione/disseminazione di agenti biologici di gruppo 1 e 2 ma non proteggono i campioni da un’eventuale contaminazione esterna. Le cappe di classe 2 assicurano la protezione dell’operatore, dei prodotti al suo interno e dell’ambiente circostante. Entrambe le cappe possono essere utilizzate per la manipolazione degli agenti biologici di gruppo 1 e 2.

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32 Apertura del contenitore del campione L’ apertura dell’imballaggio del campione deve avvenire nei laboratori, preferibilmente all’interno di una cappa di sicurezza biologica. Nel caso di contenitori con l’etichetta di “segnale di rischio biologico”, l’apertura deve essere effettuata esclusivamente all’interno di una cappa di sicurezza biologica.

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34 Smaltimento Materiale a Rischio Biologico Si definisce materiale a Rischio Biologico qualsiasi materiale biologico di provenienza umana o animale potenzialmente contenente microrganismi patogeni vivi. Tale materiale e tutti i prodotti monouso che vengono a contatto con esso (fiasche, pipette, puntali, guanti, carta assorbente ecc.) devono essere posti negli appositi contenitori per rifiuti speciali, forniti dalla ditta incaricata dello smaltimento. I contenitori per la raccolta degli oggetti taglienti devono essere rigidi, a prova di puntura, e non vanno riempiti fino all’orlo. Quando sono pieni per i 3/4 vanno chiusi e messi nei contenitori per“rifiuti speciali”.

35 Trasporto di campioni all’interno del Laboratorio Lo spostamento dei campioni all’interno del laboratorio deve avvenire in contenitori di materiale infrangibile, con tappo a tenuta, correttamente etichettati per facilitarne l’identificazione. Per evitare perdite e versamenti accidentali durante il trasporto, detti contenitori devono essere posti in speciali contenitori secondari che assicurino la posizione verticale del campione. I contenitori secondari devono essere costituiti da materiale autoclavabile e resistente a disinfettanti chimici, inoltre devono essere regolarmente decontaminati.

36 Trasporto di campioni al di fuori del laboratorio o loro spedizione Si deve adottare un sistema a doppio contenitore a tenuta ermetica con assorbente che garantisca, in caso di incidente, la non fuoriuscita del liquido. Il contenitore deve essere sterilizzabile. Nessun residuo deve rimanere sulla parete esterna del contenitore. Ogni contenitore deve essere identificato con etichetta autoadesiva indelebile. Gli eventuali documenti di accompagnamento non devono essere arrotolati attorno al contenitore ma inseriti in un sacchetto a doppia tasca ermetica. Per gli agenti del gruppo 2, 3, 4 si deve prevedere l'applicazione del simbolo di rischio biologico sia sul contenitore che sulla documentazione.

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38 Trasporto di campioni al di fuori del laboratorio o loro spedizione Si deve adottare un sistema a doppio contenitore a tenuta ermetica con assorbente che garantisca, in caso di incidente, la non fuoriuscita del liquido. Il contenitore deve essere sterilizzabile. Nessun residuo deve rimanere sulla parete esterna del contenitore. Ogni contenitore deve essere identificato con etichetta autoadesiva indelebile. Gli eventuali documenti di accompagnamento non devono essere arrotolati attorno al contenitore ma inseriti in un sacchetto a doppia tasca ermetica. Per gli agenti del gruppo 2, 3, 4 si deve prevedere l'applicazione del simbolo di rischio biologico sia sul contenitore che sulla documentazione.

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41 Emergenze Le procedure da seguire in caso di emergenza sono dettagliatamente descritte negli Allegati del DVR. All’interno del laboratorio deve essere affisso un cartello di sintesi delle principali procedure e comportamenti da seguire in caso di emergenza


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