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Il linguaggio del fumetto. strisce, tavole, albi In origine, il fumetto viene pubblicato in strisce sui quotidiani. Le tavole cominciano invece ad apparire.

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1 Il linguaggio del fumetto

2 strisce, tavole, albi In origine, il fumetto viene pubblicato in strisce sui quotidiani. Le tavole cominciano invece ad apparire sui supplementi domenicali, dove i fumetti ricevono maggior spazio. Solo nel 1933 esce il primo vero albo (comic book) in cui il fumetto costituisce lesclusiva offerta della pubblicazione.

3 la striscia La nascita del comic book non elimina la striscia. Soprattutto i fumetti comici continuano ancora oggi a utilizzare il formato della striscia: una serie autoconclusiva di poche vignette, con un climax nellultima. Lautonomia narrativa della striscia è relativizzata dal costante riferimento a un contesto narrativo più ampio in cui la singola striscia si colloca.

4 la tavola Soprattutto i fumetti di avventura, destinati alla pubblicazioni nei comic books o nelle riviste specializzate, organizzano il loro racconto in tavole. Una tavola coincide con la pagina ed è suddivisa in vignette secondo la strategia narrativa dellautore.

5 parola e immagine Il fumetto prende il suo nome italiano dal modo in cui vengono riportate le battute dei personaggi: allinterno delle nuvole (ingl. Balloons). Particolari grafici specificano spesso la natura del testo (parte di dialogo, pensiero, urlato, sottovoce).

6 nuvole e didascalie La voce del narratore, quando è presente nel racconto, viene distinta dalle battute dei personaggi inserendola in uno spazio separato con chiarezza (in questo caso il contorno rettangolare e la mancanza della freccia indicano chiaramente che il testo in vignetta 2 è una didascalia).

7 nuvole e didascalie Non sempre la narrazione è costruita con immagini e nuvole. Tra i primi autori di fumetti davventura, Harold Foster (Tarzan, Prince Valiant) e Alex Raymond (Flash Gordon) non fanno uso delle nuvole, rimanendo così più vicini alla tradizione dellillustrazione.

8 Il ritmo della narrazione Il fumetto è narrazione per immagini, ma diversamente dal cinema non può far conto sulla continuità della ripresa. Anche allinterno di una singola scena lo sceneggiatore deve dunque operare una selezione di immagini capace di raccontare secondo le intenzioni dellautore. La scelta di ogni inquadratura determina il ritmo della narrazione, la focalizzazione, la drammaticità. Vignette che rappresentano azioni immediatamente successive tendono a rallentare il ritmo della narrazione, lassenza di nuvole comporta invece unaccelerazione.

9 La drammaticità dellevento è qui sottolineata da un continuo cambiamento di inquadratura. Il fumetto è silenzioso. Luso di suoni resi convenzionalmente con onomatopee cerca di rompere il silenzio senza introdurre elementi di dialogo o monologo che rallenterebbero la lettura.

10 In questa tavola luso delle inquadrature e la segmentazione della scena sono analoghi a quelli della tavola precedente, ma la presenza di dialogo rende la lettura più lenta, e diminuisce quindi il dinamismo dellazione.

11 qualche spunto di riflessione Abbiamo visto alcuni elementi che avvicinano la narrazione a fumetti a quella cinematografica. Riusciamo a individuarne altri? E i punti principali di differenza? Nel fumetto, per la sua tendenza alla staticità, acquisisce importanza fondamentale la leggibilità del gesto e dellespressione. Quali sono le più comuni strategie utilizzate dai disegnatori per accrescere questa leggibilità?


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