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IL MISTERO DELL’ INCARNAZIO NE Nell’ARTE CRISTIANA.

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Presentazione sul tema: "IL MISTERO DELL’ INCARNAZIO NE Nell’ARTE CRISTIANA."— Transcript della presentazione:

1 IL MISTERO DELL’ INCARNAZIO NE Nell’ARTE CRISTIANA

2 l’origine, il principio, il PRIMO ATTO
Esploriamo il mistero dell’Incarnazione partendo dall’Annunciazione a Maria. Questo episodio rappresenta l’origine, il principio, il PRIMO ATTO della storia più bella mai raccontata: l’incarnazione del Verbo Eterno di Dio e la vita terrena di Gesù Cristo Salvatore Nostro.

3 L’Annunciazione è definita la “porta del mistero della salvezza”.
Non a caso la scena è sempre riprodotta sui battenti della porta regale delle iconostasi bizantine e figurava spesso nell’arco trionfale in molte chiese dell’Europa occidentale. È L’ACCESSO AL MISTERO!

4 L’episodio dell’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria
riguardante la sua verginale divina maternità, che cioè ella sarebbe diventata madre del Messia-Figlio di Dio atteso da Israele, nella Bibbia è raccontato nel solo vangelo di Luca (1,26-38):

5 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.

6 Il brano è strutturato sul modello di altri racconti di vocazione dell’A.T. Si veda ad es. la chiamata di Gedeone (Gdc 6,11-18): Saluto del mediatore (“il Signore è con te!”) Perplessità del destinatario (“perché?”) Messaggio (“salva Israele!”) Obiezioni del destinatario (“come lo salverò?”) Spiegazioni e rassicurazioni (“Io sarò con te!”) Consenso del destinatario (“se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno!”)

7 L’angelo Gabriele, maestro e guida del profeta Daniele nelle sue visioni, è noto nella letteratura biblica come il principale dei messaggeri spirituali. Insieme a Michele e a Raffaele è l’unico di cui si conosca il nome: essi sono “spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza” (Eb 1,14). Gabriele è dunque inviato da Dio ed agisce unicamente e completamente su suo comando. Prima appare a Zaccaria per dirgli che avrà presto un figlio da sua moglie sterile, Giovanni il Battista, poi visita Maria.

8 Destinataria di questo messaggio è Maria, fidanzata vergine (disponibilità e purezza), chiamata per nome e dunque, riconosciuta come persona, scelta per diventare madre del “figlio dell’Altissimo”. La sua naturale paura e perplessità, insieme alla docilità alla volontà di Dio, sono temi caratteristici tanto nel racconto evangelico quanto nelle raffigurazioni artistiche.

9 Taddeo di Bartolo, ANNUNCIAZIONE, legno policromo, XV Secolo.
La pittura ha dato forma e colore alle inquietudini dell’anima, allo stupore e alla meraviglia, alla sorpresa e al timore, alla certezza della fede e allo smarrimento della ragione. Queste raffigurazioni del mistero, parlano del silenzio, esprimono i pensieri che affollano la mente di Maria, delineano gli atteggiamenti del suo cuore. Taddeo di Bartolo, ANNUNCIAZIONE, legno policromo, XV Secolo. Pinacoteca Nazionale, Siena

10 La nascita del messia nella carne umana avviene senza concorso di uomo
È evidente il fondamentale significato cristologico dell’episodio evangelico: La nascita del messia nella carne umana avviene senza concorso di uomo Non è frutto di un normale rapporto sessuale ma è opera dello Spirito Santo.

11 Dio entra in relazione e si coinvolge personalmente con gli uomini.
Oltre al preminente valore cristologico, il racconto sottolinea anche altri aspetti: Dio entra in relazione e si coinvolge personalmente con gli uomini. La rilevanza specifica della donna nella realizzazione del progetto di Dio. L’ importanza di una risposta e di una obbedienza liberamente date.

12 Il racconto di questa giovane donna che riceve un messaggio così inaspettato e inaudito ha acceso l’immaginazione di tantissimi artisti fin dai primi secoli del Cristianesimo allo scopo di rendere visibile e “naturale” un evento così misterioso e straordinario. Annibale Carracci, VERGINE ANNUNZIATA, olio su tela, Bologna, Pinacoteca Nazionale

13 ANNUNCIAZIONE affresco, III secolo, cubicolo dell’Annunciazione, catacombe di Priscilla, Roma

14 ANNUNCIAZIONE Pendaglio di collare in oro Egitto IV-V Secolo Museo di Berlino

15 È raffigurata la scena dell’Annunciazione come raccontata dal Proto-vangelo di Giacomo (apocrifo del II secolo): Maria è visitata dall’angelo mentre, seduta su un trono di legno di salice intrecciato, sta filando la lana per il velo del tempio di Gerusalemme: ANNUNCIAZIONE Pendaglio di collare in oro. Particolare Egitto, IV Secolo. Museo di Berlino

16 PROTOVANGELO DI GIACOMO (capp 10-12)
Ci fu un consiglio dei sacerdoti, e dissero: "Facciamo una tenda per il tempio del Signore". Il sacerdote disse: "Chiamatemi delle vergini senza macchia della tribù di David". I ministri andarono, cercarono, e trovarono sette vergini. Il sacerdote si ricordò della fanciulla Maria, dato che era della tribù di David e senza macchia davanti a Dio. I ministri andarono e la condussero. Le introdussero poi nel tempio del Signore, e il sacerdote disse: "Su, tirate a sorte chi filerà l'oro, l'amianto, il bisso, la seta, il giacinto, lo scarlatto e la porpora genuina". A Maria toccò la porpora genuina e lo scarlatto: li prese e se ne ritornò a casa sua. In quel tempo Zaccaria diventò muto: fino a quando Zaccaria riparlò, il suo posto fu preso da Samuele. Maria, preso lo scarlatto, lo filava.

17 Presa la brocca, uscì a attingere acqua
Presa la brocca, uscì a attingere acqua. Ed ecco una voce che diceva: "Gioisci, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne". Essa guardava intorno, a destra e a sinistra, donde venisse la voce. Tutta tremante se ne andò a casa, posò la brocca e, presa la porpora, si sedette sul suo scanno e filava. Ed ecco un angelo del Signore si presentò dinanzi a lei, dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Padrone di tutte le cose, e concepirai per la sua parola". Ma essa, all'udire ciò rimase perplessa, pensando: "Dovrò io concepire per opera del Signore Iddio vivente, e partorire poi come ogni donna partorisce?". L'angelo del Signore, disse: "Non così, Maria! Ti coprirà, infatti, con la sua ombra, la potenza del Signore. Perciò l'essere santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio dell'Altissimo. Gli imporrai il nome Gesù, poiché salverà il suo popolo dai suoi peccati". Maria rispose: "Ecco l'ancella del Signore davanti a lui. Mi avvenga secondo la tua parola".

18 (Maria) Lavorò la porpora e lo scarlatto, e li portò al sacerdote
(Maria) Lavorò la porpora e lo scarlatto, e li portò al sacerdote. E il sacerdote la benedisse, dicendo: "Il Signore Iddio ha magnificato il tuo nome, Maria, e sarai benedetta in tutte le generazioni della terra". Maria si rallegrò e andò da Elisabetta sua parente: picchiò all'uscio. Udito che ebbe, Elisabetta gettò via lo scarlatto, corse alla porta e aprì: veduta Maria, la benedisse, dicendo: "Donde a me questo dono, che venga da me la madre del mio Signore? Ecco, infatti, che colui che è in me ha sussultato e ti ha benedetta". Ora Maria aveva dimenticato i misteri dei quali le aveva parlato l'arcangelo Gabriele, e guardò fisso in cielo esclamando: "Chi sono io, Signore, che tutte le generazioni della terra mi benedicano?". Passò tre mesi presso Elisabetta, e di giorno in giorno il suo ventre ingrossava; Maria, allora, impauritasi, tornò a casa sua e si nascose dai figli di Israele. Quando avvennero questi misteri, lei aveva sedici anni.”

19 Perché l’angelo non fosse confuso con figure mitologiche, pur non potendo non attingere a repertori iconografici pagani, Gabriele è ritratto con le ali come Nike (la Vittoria alata), ma è piccolo di statura come eroti e geni; in mano ha un bastone come Hermes (ma non è il caduceo, è invece un bastone a forma di croce). ANNUNCIAZIONE Pendaglio di collare in oro. Particolare Egitto, IV Secolo. Museo di Berlino

20 NIKE (VITTORIA ALATA) bassorilievo, II Secolo d.C. Efeso HERMES vaso attico a figure rosse, III secolo a.C. Atene, Museo Archeologico

21 ANNUNCIAZIONE Stoffa liturgica. Egitto IV Secolo Musei Vaticani

22 Anche qui Maria fila la lana; è raffigurata come un’imperatrice seduta su un trono dorato tempestato di perle, con suppedaneo sotto i piedi (dignità regale); dunque siamo dopo il 381. Il cuscino blu con le stelle indica la dimensione celeste dell’evento. Maria e l’angelo hanno entrambi il nimbo (l’aureola nei ritratti degli imperatori divinizzati compare a partire dall’età di Nerone). Notare la simbologia delle mani: la mano alzata dell’angelo (la Parola proferita) e la mano aperta di Maria (la Parola accolta) ANNUNCIAZIONE Stoffa liturgica. Egitto IV Secolo Musei Vaticani

23 ANNUNCIAZIONE A MARIA E A GIUSEPPE
Mosaico c.a Arco trionfale di s. Maria Maggiore a Roma.

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25 è lei la “regina in ori di Ofir” - cfr. salmo 45.
Maria è sempre intenta a filare. La lana è di colore rosso: la carne per il Verbo Eterno di Dio che si fa uomo. Maria è sempre ritratta come un’imperatrice, vestita d’oro: “gemme e tessuto d’oro è il suo vestito”; è lei la “regina in ori di Ofir” - cfr. salmo 45. I 4 personaggi in toga clavata ma con le ali rappresentano il corrispettivo celeste della milizia imperiale romana. Compare qui, per la prima volta nella scena dell’Annunciazione, l’immagine dello Spirito Santo come una colomba; tale raffigurazione è mutuata dall’episodio del Battesimo di Gesù al Giordano (Lc 3,22)

26 Maria è vestita di porpora imperiale.
L’angelo Gabriele è ritratto con un’ala e un piede alzati (arriva dal cielo). Maria è seduta su un trono addossato a una Chiesa: parallelismo tra il mettere al mondo il messia nella carne (Maria) e il dare al mondo il Cristo nella fede (Chiesa). Maria è vestita di porpora imperiale. Il cestino della lana rossa è a forma di calice (rimando all’eucaristia) ANNUNCIAZIONE Mosaico absidale. Parenzo (Croazia) . VI Secolo

27 ANNUNCIAZIONE Affresco, IX Secolo, Tokali Kilise, Cappadocia (Turchia).

28 Il gesto locutorio dell’angelo (divenuto poi segno di benedizione trinitario “alla greca”) indica l’azione del messaggero divino: egli parla in nome di Dio. Il gesto della mano di Maria, invece, indica un atteggiamento di conservazione della Parola ricevuta (rappresentata da Gesù piccolo) ANNUNCIAZIONE Icona di Ustiuk, XI Secolo Museo Tetriakov, Mosca

29 Alla base della scena qui vi è il fiume Giordano e, al centro, lo Spirito Santo che discende in forma di colomba: evidenti richiami al battesimo (inizio della salvezza per il cristiano). Maria è seduta in trono avvolta nel maforion (tipico abbigliamento bizantino delle donne di alto rango); alle sue spalle appare un edificio monumentale. ANNUNCIAZIONE (O KAIRETISMOS) Icona del Sinai XII Secolo

30 Scuola senese, ANNUNCIAZIONE, legno policromo, XIII Secolo
Scuola senese, ANNUNCIAZIONE, legno policromo, XIII Secolo. National Gallery, Washington

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32 Il libro che tiene nella mano la Vergine, allude alla tradizione che Maria, al momento dell’annuncio, stava meditando il passo di Isaia 7: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele”. La mano destra è atteggiata a custodire la Parola appena ricevuta. Le sculture erano collocate sopra i pilastri di crociera di una chiesa, accesso al presbiterio, luogo dove c’è l’altare: la scena introduce al mistero!

33 Giotto, ANNUNCIAZIONE, affresco, 1306, Cappella Scrovegni, Padova

34 Giotto, Decorazione ad affresco, 1306, Cappella Scrovegni, Padova

35 Simone Martini, ANNUNCIAZIONE, tempera su tavola, 1333, Galleria degli Uffizi, Firenze

36 Simone Martini, ANNUNCIAZIONE, partic
Simone Martini, ANNUNCIAZIONE, partic., 1333, Galleria degli Uffizi, Firenze

37 “Come un giglio tra i cardi, così la mia amata tra le fanciulle”.
Il giglio è utilizzato come simbolo della purezza, dell’innocenza, della verginità, ma fa anche riferimento alla letteratura biblica ove compare nella sua valenza di segno di elezione, di scelta, di preferenza: “Come un giglio tra i cardi, così la mia amata tra le fanciulle”. Cantico dei Cantici 2,2 Maria è scelta tra tutte le donne di Israele, è eletta da Dio per la sua purezza, la sua umiltà, la sua innocenza. Il giglio finirà poi per sostituire definitivamente lo scettro (o il ramo di palma o di alloro) nella mano dell’angelo.

38 Il vaso è memoria della espressione dell’angelo “piena di grazia”, in greco “kekaritomene”, cioè “riempita”, un passivo teologico che indica che Dio ne è l’artefice. Poi, come ogni contenitore (bicchiere, calice, secchio, pozzo, caverna) nel linguaggio simbolico evoca la sessualità femminile, l’utero materno: il giglio nel vaso evoca Gesù nel grembo di Maria. Il vangelo apocrifo di Bartolomeo, nel passo in cui l’apostolo riferisce le memorie di Maria sull’Annuniciazione, presenta più volte questa immagine.

39 Disparve allora da me e il tempio rimase com'era prima.
Quando ero nel tempio di Dio e ricevevo il cibo dalla mano di un angelo, mi apparve un giorno una visione come d'un angelo, ma il suo aspetto era incomprensibile e nella sua mano non aveva né cibo né bevanda, come aveva l'angelo che era venuto prima. Improvvisamente si strappò il velo del tempio, ci fu un gran terremoto ed io caddi a terra non potendo reggere la sua vista. Ma egli stese verso di me la sua mano e mi rialzò; guardai verso il cielo e venne una nube di rugiada sul mio volto e mi irrorò da capo a piedi. Poi mi asciugò con il suo manto e mi disse: "Gioisci, Piena di grazia, vaso di elezione!". Diede un colpo con la mano destra ed apparve un pane grandissimo che egli pose sull'altare del tempio: ne mangiò prima lui e ne diede anche a me. Diede poi un altro colpo con il lembo sinistro del suo vestito ed apparve un calice strapieno di vino: ne bevve prima lui e poi ne diede anche a me. In sèguito mi disse: "Ancora tre anni e ti manderò la mia parola; e tu concepirai un figlio per mezzo del quale sarà salvata tutta la creazione. Tu sarai il calice del mondo. Pace a te, mia diletta! La mia pace sarà con te per sempre!". Disparve allora da me e il tempio rimase com'era prima. Vangelo di Bartolomeo 4, 15-21

40 Vi è inoltre, in questo racconto, il riferimento al fatto che l’Annunciazione avvenne nel tempio di Gerusalemme, dove anche secondo il vangelo dello Pseudo-Matteo, Maria sarebbe stata portata fin da bambina. Questo darà lo spunto agli artisti per raffigurare la scena non più nella umile casa di Nazareth ma in ambienti particolarmente sontuosi e monumentali.

41 Beato Angelico, ANNUNCIAZIONE, tempera su tavola, 1430, Museo diocesano di Cortona

42 Così assistiamo spesso a scene dell’Annunciazione ambientate sotto un portico monumentale, in particolare entro due arcate con una colonna posta al centro della scena. Ciò è simbolo della radicale distinzione tra realtà divina e realtà umana, tra trascendenza e immanenza. Beato Angelico, ANNUNCIAZIONE, tempera su tavola, 1430, Museo diocesano di Cortona

43 Beato Angelico, ANNUNCIAZIONE, affresco, 1450, Convento di S
Beato Angelico, ANNUNCIAZIONE, affresco, 1450, Convento di S. Marco, Firenze

44 Beato Angelico, ANNUNCIAZIONE, particolare, affresco, 1450, Convento di S. Marco, Firenze

45 Filippo Lippi, ANNUNCIAZIONE, 1440 Cappella Martelli, Chiesa di S. Lorenzo, Firenze

46 P. della Francesca, ANNUNCIAZIONE, tempera su tavola, 1455-1468, Galleria Naz. dell’Umbria, Perugia

47 La colonna al centro della scena echeggia diversi testi biblici ed vuole essere anche un richiamo alla finalità del piano di salvezza di Dio: ricongiungere cielo e terra. È la Nuova Alleanza, che ha nell’incarnazione del Verbo la sua colonna portante. Francesco Cossa, ANNUNCIAZIONE, 1470, Gemaldegallerie Alte Maister, Dresda

48 Beato Angelico, ANNUNCIAZIONE CON S. PIETRO MARTIRE, affresco, 1450, Convento di S. Marco, Firenze

49 Filippo Lippi, ANNUNCIAZIONE, 1448-1450, National Gallery, Londra

50 Leonardo da Vinci, ANNUNCIAZIONE, 1472-1475, Galleria degli Uffizi, Firenze

51 Leonardo da Vinci, ANNUNCIAZIONE, part
Leonardo da Vinci, ANNUNCIAZIONE, part., , Galleria degli Uffizi, Firenze

52 Leonardo da Vinci, ANNUNCIAZIONE, part
Leonardo da Vinci, ANNUNCIAZIONE, part., , Galleria degli Uffizi, Firenze

53 Antonello da Messina, VERGINE ANNUNZIATA, Tempera su tavola, 1475. Galleria regionale della Sicilia, Palermo

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55 Altro polo artistico nel ‘400 insieme alla Toscana sono le Fiandre.
Anche qui tutti gli elementi di questa scena sono utilizzati a scopo allegorico: Il vaso con il giglio (il grembo di Maria e la purezza del suo frutto); Il cuscino rosso (in francese “carò” ma in latino “caro” significa carne); L’ambientazione (una cattedrale, spazio sacro dove lo Spirito entra come in Maria); La composizione (nulla è raffigurato per intero, tutto è tagliato: è il mistero dell’Incarnazione: l’Eterno entra nel tempo, l’infinito si rinchiude nel frammento; ma il tutto sfugge alla comprensione umana) J. Van Eyck, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola, , National Gallery, Washington

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58 L’ambientazione qui è in una sala di un palazzo signorile con una finestra sul fondo aperta sul mondo di fuori (allusione allo spazio tridimensionale e infinito, luogo dell’agire di Dio). È la spiritualità dell’epoca: Dio è dappertutto e tutto è in Dio. In alto insieme ai profeti ci sono sibille pagane (che appaiono in un’immagine sacra qui per la prima volta). In basso i committenti e le statue di Isaia e di Giovanni Evangelista. J. Van Eyck, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola, 1432 ca., Cattedrale di san Bavo, Gent

59 Maria e l’angelo sono vestiti di lana bianca (la purezza e la divinità), il gesto di entrambe le mani di Maria ripiegate sul petto rafforza l’idea di custodia nel proprio cuore delle parole di quell’annuncio a cui ella acconsente: “Ecce ancilla domini” (scritto al rovescio a indicare la risposta). Lo Spirito santo, sempre in forma corporea di colomba, qui è proprio sopra il capo di Maria: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo”.

60 Mathias Grunewald, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola,
pannello dell’altare di Isenheim, , Museè d’Unterlinden, Colmar

61 ANNUNCIAZIONE, Bartolomeè Eyck, olio su tavola, 1444
Chiesa di S. Maria Maddalena, Aix en Provence

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63 Spesso l’arcangelo indossa il piviale (originariamente era un abito da viaggio, “pluviale”) e la stola diaconale, cioè messa di traverso. Gabriele è al servizio di Dio, come il diacono al servizio del vescovo. Ignazio di Antiochia afferma che “il vescovo è il Padre, il diacono è il Figlio e il consiglio degli anziani (il presbiterio) lo Spirito Santo”. L’angelo dunque presenta a Maria l’immagine del Figlio Hans Memling, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola, ca., Metropolitan Museum, New York

64 Rogier van der Weiden, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola, 1490 ca., Metropolitan Museum, New York

65 Qui l’angelo ha la dalmatica, abito liturgico proprio del diacono.
Anche il ripetersi dell’immagine del talamo nuziale non è casuale. È rosso, il colore dell’amore: in Maria si uniscono come in nozze l’umanità e la divinità Rogier van der Weiden, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola, ca., Metropolitan Museum, New York

66 ANNUNCIAZIONE E STORIE DELLA VERGINE Libro della Liturgia delle Ore, pagina miniata, XV Secolo Bibliothèque Mazarine, Parigi

67 Antoniazzo Romano, ANNUNCIAZIONE, tempera su tavola, 1485, S
Antoniazzo Romano, ANNUNCIAZIONE, tempera su tavola, 1485, S. Maria Minerva, Roma

68 Cristoforo Scacco, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola, inizi XVI secolo, Museo Diocesano, Nola

69 un coinvolgimento totale!
L’invio dello Spirito Santo per l’Incarnazione del Verbo è rappresentato come il “tuffarsi” di Dio Padre nella storia umana: un coinvolgimento totale! Maria in ginocchio si rivolge di scatto verso l’osservatore quasi a volerlo coinvolgere nella scena. Il gatto che scappa terrorizzato è la raffigurazione dello spirito del Male che intuisce per sé il mortale pericolo per quanto sta accadendo. Lorenzo Lotto, ANNUNCIAZIONE, olio su tavola, 1527, Pinacoteca Comunale, Recanati

70 Lorenzo Lotto, ANNUNCIAZIONE, part
Lorenzo Lotto, ANNUNCIAZIONE, part., olio su tavola, 1527, Pinacoteca Comunale, Recanati

71 Lorenzo Lotto, ANNUNCIAZIONE, particolare, olio su tavola, 1527, Pinacoteca Comunale, Recanati

72 Rappresentare l’irrompere del cielo sulla terra è forse il più originale e rilevante dei principi ispiratori dell’arte cristiana barocca. Tra nubi e raggi luminosi gli angeli irrompono nella stanza di Maria, intenta a meditare le Scritture. Gli elementi celesti prendono sempre più spazio nella composizione della scena resa dinamica da direttrici prevalentemente diagonali. Gabriele vestito di oro con il braccio alzato verso l’alto sembra incombere su Maria. Peter Paul Rubens, ANNUNCIAZIONE, olio su tela , 1628, Metropolitan Museum, New York

73 La nube, segno biblico della presenza di Dio, qui entra dalla porta: l’angelo si presenta a Maria dal basso. È il segno del dialogo. La libertà del consenso di Maria è uno dei capisaldi della fede cristiana; è un elemento essenziale dell’amore, la libertà. La mano destra dell’Angelo esprime la parola: è al centro della composizione ed è molto illuminata. Maria è quasi coperta dai bagliori celesti. El Greco, ANNUNCIAZIONE, Tempera su tavola, 1570, Museo del Prado, Madrid

74 Michelangelo Merisi da Caravaggio, ANNUNCIAZIONE, 1608
Musée des Beaux-Arts de Nancy

75 J. Janssens, ANNUNCIAZIONE, olio su tela, 1645
Museum voor Schone Kunsten, Ghent

76 Franz Ignaz Gunther, ANNUNCIAZIONE, legno policromo, 1763 chiesa parrocchiale, Weyarn

77 Francesco de Mura, ANNUNCIAZIONE, olio su tela, 1757, Certosa di S
Francesco de Mura, ANNUNCIAZIONE, olio su tela, 1757, Certosa di S. Martino, Napoli

78 Scuola di F. Solimena, ANNUNCIAZIONE, olio su tela, II metà XVIII secolo Chiesa dell’Immacolata, Boscoreale

79 Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo ne l’eterna pace così è germinato questo fiore. Dante, Paradiso, XXXIII, 1-9

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82 Vergine bella, che di sol vestita, coronata di stelle, al sommo Sole
piacesti sì che ‘n te Sua luce ascose, amor mi spinge a dir di te parole: ma non so ‘ncominciar senza tu’ aita, et di Colui che amando in te si pose. F. Petrarca , Vergine bella di sol vestita.

83 Dante Gabriele Rossetti,
ECCE ANCILLA DOMINI! (ANNUNCIAZIONE), olio su tela, 1850 Tate Gallery, Londra

84 Cesare Mariani, ANNUNCIAZIONE, affresco, 1875, Chiesa di S. Salvatore in Onda, Roma

85 Henry O. Tanner, THE ANNUNCIATION , 1898, olio su tela, Museum of Art, Philadelphia

86 J. W. Waterhouse, THE ANNUNCIATION, 1914, Sotheby's Collection, Londra

87 Alessandro Franchi, ANNUNCIAZIONE, affresco, 1909,
Cappella Raffo, Camposanto della Confraternita della Misericordia, Siena

88 Claudio Parmiggiani, ANNUNCIAZIONE, lastra di rame, specchio, 1975, Eglise Saint Thomas, Strasburgo. 1987, Collezione Civici Musei, Reggio Emilia

89 Marco Ivo Rupnik, ANNUNCIAZIONE, mosaico, 2008, Chiesa Nuova di S. Pio, S. Giovanni Rotondo

90 ti preghiamo: facci comprendere, desiderare, possedere in tranquillità
O Maria, piena di grazia, ti preghiamo: facci comprendere, desiderare, possedere in tranquillità la purezza dell’anima e del corpo, nei pensieri e nelle parole, nell’arte e nell’amore; quella purezza che oggi il mondo attacca e profana con accanimento, quella purezza alla quale il Cristo ha concesso una delle beatitudini: lo sguardo limpido che vede Dio.

91 Insegnaci il raccoglimento, l’interiorità;
dacci la disposizione ad ascoltare le buone aspirazioni e la parola di Dio; insegnaci la necessità della mediazione, della vita interiore personale, della preghiera che Dio solo vede nel segreto. Maria, insegna a noi l’amore, l’amore a Cristo, l’amore unico, l’amore sommo, l’amore totale, l’amore che è dono, l’amore sacrificio per i fratelli. Aiutaci ad amare così. Amen. Paolo VI


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